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L'Uomo
ha una naturale tendenza a complicare le cose semplici ed a semplificare
quelle complesse. Quest'incessante attività, questo respiro cosmico
di cui i saggi godono e i meno saggi si sentono vittime, si realizza
sul piano materiale e spirituale, alternando senza fine azione e speculazione.
L'una senza l'altra finisce per mancare l'obiettivo. La Vita, come
il vino, matura in silenziose cantine, ma prima ribolle nei tini.
Senza adeguata riflessione, diventa una serie di episodi da pizzeria.
Senza viverla pienamente, resta al di là di un vetro. La differenza
tra pensiero ed azione risiede nel fatto che il primo si svolge su
un piano, il secondo su una retta. A livello mentale ci si può muovere
avanti ed indietro, spostarsi e tornare indietro. Un'opinione, un
punto di vista, può cambiare molte volte. Buona parte della nostra
storia personale è del resto nell'istintiva resistenza a voler confessare
a noi stessi ogni cambiamento, nelle diverse strategie con cui da
un lato la combattiamo e dall'altro la alimentiamo e infine nel senso
di liberazione che viviamo quando e se definitivamente l'abbandoniamo.
L'azione, almeno apparentemente, si svolge invece in linea retta ed
a senso unico, perché non si può richiamare la freccia già scagliata.
La sua direzione è quella del tempo, sicché ci è impossibile fermarla.
C'è però qualcosa che viaggia a ritroso nel tempo e cui possiamo affidare
il compito di deviare quel dardo: la memoria. Fuor di metafora, la
vita che abbiamo vissuto non è altro se non quella versione tutta
personale che ne ricordiamo. Ed inesorabilmente, fortunatamente, ricordiamo
le cose piacevoli e cancelliamo o rielaboriamo quelle sgradevoli.
Questo sembra contraddire la nostra volontà e volerci insegnare che
l'azione in sé stessa non significa nulla. Non è così. Un vecchio
detto arabo così ci ammonisce: il senso della vita si ritrova nel
cuore dei libri o sulla groppa di un cavallo. Quindi nell'esperienza
vissuta ed in quella distillata e tramandata. E' però necessaria molta
esperienza per comprendere il valore dell'esperienza, propria ed altrui.
All'età in cui il Gusto e la Ragione giungono a maturazione, si comprende
che non tutti i fiori possono essere colti o coltivati in una sola
esistenza. Di alcuni si godrà direttamente, di altri attraverso la
letteratura o la conversazione. Dove si ferma l'azione, continui l'immaginazione.
Il
rapporto tra Azione ed elaborazione concettuale è importantissimo. Fare senza
pensare è come iniziare senza concludere. Aver molto visto e viaggiato, conosciuto
e comprato, non ci avrà arricchito veramente se non ci saremo soffermati sulle
differenze e sulle loro origini, sui piccoli episodi e sui loro grandi significati.
Un viaggio in oriente, alla prova del racconto, potrà risultare meno interessante
ed avventuroso del pellegrinaggio da Catania a Roma di un fine osservatore.
Restiamo
comunque coi piedi per terra. Questa Porta celebra l'espressione fisica del Gusto.
Fatti, quindi, non parole. Nel descriverli, cercheremo di affidare loro il primo
piano e lasciare sullo sfondo la speculazione che altrove ci affascina.
Azione
Odori della pioggia sulle foglie secche o sull'erba. Il bagno di notte,
una lunga nuotata. Lo schiocco del sartiame ad una strambata. I piedi nudi
su una coperta di teck. Anche l'Azione ha i suoi oggetti: la lussuriosa pesantezza
di un fucile; la curva ardimentosa di una sella; la magnificenza senza ostentazione
di una barca d'epoca.
Motori
Una vecchia moto, dal profumo di metallo e benzina. Guidare sulla
strada che attraversa un campo di girasoli. Il cuoio ed i legni di
una classica auto inglese, con le sue cromature gastronomiche. La
devastante ripresa di un dodici cilindri, letto di spine per i parvenu
e trono per i veri appassionati.
Agonismo
Non utilizziamo volentieri qui e altrove la parola "sport", divenuta
sinonimo di mercificazione, di spettacolo fine a sé stesso. A noi Cavalieri
interessa la competizione, che è ricerca della vittoria e non della supremazia.
Il frenetico bordeggiare all'avvio di una regata. Il magico suono che vi annuncia,
prima ancora dello sguardo, che il drive correrà lungo e preciso, ma anche la
piccola scommessa a biliardo con l'amico che non vuol perdere e col quale non
volete perdere. |
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