Un linguaggio che ebbe la cavalleria per autore, il bisogno per movente, il trofeo per iscopo, i tornei e le crociate per occasione, il campo di battaglia per culla, l’armatura per campo, il disegno per mezzo, il simbolo per ausiliare, il creato per materia, l’ideografia per concetto, il blasone per conseguenza.  “Goffredo di Crollalanza Genesi e storia del linguaggio blasonico - 1870”.

La Storia ha visto la Cavalleria esprimersi in vari modi, sebbene la forma più compiuta e tangibile sia costituita dagli Ordini Cavallereschi. Un aspetto complementare alla Cavalleria è l’Araldica, che è allo stesso tempo un’Arte e una Scienza. In essa la combinazione di simboli, segni, colori, diventa un linguaggio autonomo, non verbale eppure governato da leggi precise. Nata per poter identificare i Cavalieri, che partecipavano ai tornei completamente coperti dalle armature, l’Araldica ha rapidamente assunto il carattere di strumento sublime ed iniziatici. I suoi ministri, gli Araldi, erano strettamente legati a Principi e Signori, di cui custodivano segreti e riti. Erano dotati di eccezionali virtù intellettuali, non ultima una memoria che consentiva loro di riconoscere i Cavalieri dai propri stemmi (armi) e descriverli compiutamente (blasonarli).



   
 
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