Ricerca



Nome: Giampaolo Marseglia
Data: 07-10-2003
Cod. di rif: 2
E-mail: gmarseglia@yahoo.it
Oggetto: George Bryan Brummell
Commenti:
Io che, senza biancheria fine in abbondanza e bucato alla campagnola, ero impossibilitato a ragionare.
Io che, in attesa che tutto si arieggiasse per bene, non uscivo dallo spogliatoio prima che fosse pomeriggio.
Io che, richiesto se avessi mai mangiato della verdura, dovetti ammettere che una volta avevo assaggiato un pisello.
Io che insegnavo il rifiuto della violenza; già il camminare è un’azione violenta.
Io che ridussi tutta la mia intelligenza a una impercettibile scintilla.
Io che non ho mai smesso di predicare la calma: calma nel vestire, nel mangiare, nel bere, calma nel perdere la moglie o la fortuna.
Io che, richiesto di un penny da un mendicante, dovetti rispondere che, pur avendo sentito parlare di quella monetina, non l’avevo mai posseduta, e gli gettai uno scellino.
Io che presi un terribile raffreddore per aver intravisto un uomo fradicio di pioggia.
Io che pur non negando la possibilità di un rapido contatto sessuale, mi elencavo i motivi per non sposare una donna.
Io che passavo ore di agitazione ogni mattina, affinché il nodo della cravatta sembrasse fatto in tutta fretta.
Io il più grande dei cervelli piccoli.
Io così sobrio, misurato, plastico, economico, così misantropo, così presuntuoso, e, lo affermo categoricamente, così bello.
Io che ho dedicato anni di studio, di preparativi, di concentrazione, per apparire vestito come qualsiasi altro gentleman.
Io che, se non fossi stato un genio, sarei passato per l’uomo più stupido di Londra.
Io, George Bryan Brummell.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Vincenzo Antonio Trapani
Data: 08-10-2003
Cod. di rif: 3
E-mail: arduino21@email.it
Oggetto: piccole presenze
Commenti:
ben trovati a lor signori, dispiace a qualcun il mio fumar cubano?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 08-10-2003
Cod. di rif: 4
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Il fumo - Al sig. Trapani
Commenti:
Egregio vicino di tavolo,
fumi pure, si goda il sigaro senza alcun senso di colpa. Esso arricchisce l'ambiente, ed essendo un Avana lo battezza con i migliori auspici.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 08-10-2003
Cod. di rif: 5
E-mail: sperelli8@tiscali.it
Oggetto: Nonostante la legge
Commenti:
Lieto di constatare che gli avventori del Caffé si siano già messi comodi. A dispetto di qualche perniciosa legge, qui si può fumare a volontà. Credo che nella saletta là in fondo vi siano anche dei narghilé disponibili agli eventuali appassionati.
Tengo a segnalare, soprattutto ai visitatori che già conoscevano la precedente versione del sito, le parti che ho avuto modo di aggiungere: una biografia di James Whistler, ed una biografia di Ronald Firbank - rispettivamente un pittore e uno scrittore.
Buon appetito.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 12-10-2003
Cod. di rif: 6
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: L'avventura del Dandy
Commenti:
Ritengo che l'attività "dandy" per eccellenza sia passeggiare. Camminare in città significa dare una mescolata alle carte del destino. Non si sa chi si incontrerà, non si sa cosa si vedrà. La prima caratteristica del dandy è un'accentuata sensibilità. Ebbene, poiché non ha una meta, una scadenza ed uno scopo precisi, una passeggiata lascia i sensi del tutto liberi e sereni. Una scenetta, un personaggio, una relazione segreta tra le cose, non resteranno inosservati. Sarebbe da dire che una volta non erano solo i dandies a passeggiare, ma ormai quest'attività è divenuta troppo aristocratica perché la gente comune possa permettersela. L'uomo medio (che sta per mediocre) è gregario e l'andare in solitudine è un'avventura troppo grande per lui.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giampaolo Marseglia
Data: 13-10-2003
Cod. di rif: 7
E-mail: gmarseglia@yahoo.it
Oggetto: In girum imus
Commenti:
Mi dichiaro pienamente d'accordo con il Gran Maestro sul valore della passeggiata.
Come non ricordare illustri esempi quali la promenade surrealista di André Breton oppure la deriva situazionista di Guy Debord?
Esimi Ospiti del Caffè, augurandomi di incontrarVi, Vi saluto e a passeggio me ne vo.
Giampaolo Marseglia

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-10-2003
Cod. di rif: 8
E-mail: sperelli8@tiscali.it
Oggetto: Una serata per lo Spleen
Commenti:
Annuncio che il 5 dicembre prossimo, ore 21, nell'aula consiliare del
Comune di Canegrate in provincia di Milano, si terrà un incontro a cura
della locale associazione "Amici della poesia", dedicato a Charles Baudelaire.
Verranno commentate e lette le 20 poesie del "Ciclo di Jeanne": I gioielli
e Il Lete - da Poesie condannate - e le diciotto dalla XXII alla XXXIX, in
Spleen e Ideale.
Per ulteriori informazioni potete contattare Alessandro Pradoni all'indirizzo e-mail: sem@ICIL64.CILEA.IT

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giampaolo Marseglia
Data: 14-10-2003
Cod. di rif: 9
E-mail: gmarseglia@yahoo.it
Oggetto: Renato Caccioppoli (1904-'59)
Commenti:
Polvere di gesso intride il legno
Degli stretti banchi a gradinata
Consumati tra le scrostate mura
Dell’aula di Mezzocannone otto.
Dalla finestra, il suo fantasma
Con un gallo al guinzaglio
Attraversa la strada.
Sei vuota
Azzurra lavagna d’ardesia
Inondata di luce.
Abbandonato dominio di scienziato
Rimpiangi le sue dita affusolate di pianista Quando, in religioso silenzio
Dirigevano concerti di matematiche funzioni.
Raffinato dandy napoletano
Hai urlato la verità
Nella città dell’intrigo e del mistero.
Eroe alacre e passionale
Hai resistito al canto di Partenope.
Strozzato di ferocia
Per non voler dormire.


Poesia di Ciro Di Maria dedicata a Renato Caccioppoli, poliedrico intellettuale della Napoli degli anni '50.
Il personaggio Caccioppoli è stato magistralmente interpretato da Carlo Cecchi nel film "Morte di un matematico napoletano" del regista Mario Martone.
Cordialmente
Giampaolo Marseglia


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 15-10-2003
Cod. di rif: 10
E-mail: sperelli8@tiscali.it
Oggetto: Giuseppe Caristo mastro sarto
Commenti:
Esimio Signor Marseglia, dato che mi trovo qui al Caffé, colgo l'occasione per domandarle un'informazione; gironzolando per i Taccuini di Viaggio del Castello, mi sono imbattuto sul suo piacevolissimo appunto sul maestro Caristo, sarto in Torino. Ora, dal momento che io abito, in Torino, mi farebbe davvero molto piacere conoscere l'indirizzo esatto di tale sartoria - non già per comperare, purtroppo!, ma per potervi passare di fronte con una dose di rispetto in più che non alle altre sartorie (Sir Wilson, Baiotti, Ruffatti, Algozzini, Porta Garibaldi, eccetera...).

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giampaolo Marseglia
Data: 15-10-2003
Cod. di rif: 11
E-mail: gmarseglia@yahoo.it
Oggetto: Giuseppe Caristo
Commenti:
Egregio signor Sperelli, la sede del suddetto Sarto è in via San Tommaso al civico 22 (al riguardo potrà leggere il gesso 116 sulla Lavagna dell'Abbigliamento).
Colgo però l'occasione per una doverosa precisazione: la nota sul Taccuino non è di mia realizzazione, ma, per un refuso di stampa, ne è stata omessa la fonte: la rivista “Mediterraneo e dintorni”, edita dalla Società Aeroportuale di Lamezia Terme.
Cordiali saluti
Giampaolo Marseglia

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: matteo canale jacolina
Data: 18-10-2003
Cod. di rif: 12
E-mail: Brummell@jumpy.it
Oggetto: bluti applaudismenti
Commenti:
Molti complimenti, davvero mille inchini manciù per l'esattezza provvida e rimarchevole (grazie soprattutto per la sprezzatura infinita e invisibile con cui s'offrono un simile polipaio di delicatezze.) Sono allumacato nella mia stessa gioia per esser finito qui, precipitato dentro le vostre nove porte; farò di tutto -lo prometto- per farmi risucchiare...
uno stupore opalino: la bibliografia è tale quale tre affaticati scaffali di una mia libreriola; temo faccia improvvida assenza di sé soltanto
un Boni di Castellane, più evanescente che raro.
Mille Auguri

mcj

(a questo indirizzo, http://www.compagnosegreto.it, lunario per ferie letterarie, la Pagina Matta del numero 4 e 5 ospita un tal qual Lord Cosmetico che si destreggia goffamente tra elegantiae d'ogni sorta.)


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 18-10-2003
Cod. di rif: 13
E-mail: sperelli8@tiscali.it
Oggetto: nuovi contemporanei
Commenti:
Segnalo qui, come d'ora in avanti farò sempre, l'inserimento di nuove pagine, o foto o testi.
In quella dedicata ai dandies Contemporanei, si sono prepotentemente aggiunti Pim Fortuyn e Philippe Daverio; chi di quest'ultimo possedesse maggiori fonti fotografiche, è pregato di mettersi in contatto con il sottoscritto.
Arrivederci.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 20-10-2003
Cod. di rif: 14
E-mail: sperelli8@tiscali.it
Oggetto: Al signor Canale Jacolina
Commenti:
Egregio signor Canale Jacolina,
tengo a specificare che la "improvvida assenza" di cui fa menzione non sussiste: ho infatti faticato, tempo fa, nel rintracciare un volume di Boni de Castellane del 1925, in francese, intitolato Vingt ans de Paris (choses vues)- edito all'epoca da Artheme Fayard et C. Editeurs. Il titolo compare nella bibliografia, e la invito a controllare con più attenzione.
Sono, signore
A. Sperelli



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: mcj
Data: 21-10-2003
Cod. di rif: 15
E-mail: brummell@jumpy.it
Oggetto: ma tu pensa che equivoco...
Commenti:
rileggendomi direi che sì, sì sì, era possibile equivocare... pure in me non era né è volontà alcuna di punzecchiare... semmai, all'inverso, ero io che mi infiorettavo da me, semplicemenete raccontando di quanto e quanto desidererei da sempre possedere quel cose viste di Boni de Castellane, e invece mai che l'angelo bouquiniste mi sia venuto in aiuto per scovarlo... ecco tutto... la bibliotechina dell'ottima bibliografia dandy è tale quale la mia -permettete d'esserne orgoglioso- solo MI manca quel Boni lì... ecco quanto... baci e abbracci e arrivederci a presto

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 21-10-2003
Cod. di rif: 16
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Procedure del castello
Commenti:
Egregio signor Canale Jacolina,
La preghiamo di voler intervenire sempre dichiarando per esteso il nome e cognome. Un piccolo sforzo per un poderoso esempio.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 23-10-2003
Cod. di rif: 17
E-mail: sperelli8@tiscali.it
Oggetto: Al signor Canale Jacolina
Commenti:
Signor Canale Jacolina, mi perdoni per il fraitendimento; non ho fama d'essere un tipo permaloso, ma dal momento che quella mia "bibliotechina" lì contiene anche la prima edizione dei Colloqui di Gozzano e delle traduzioni di Poe fatte da Baudelaire, nonché la prima edizione italiana di Lewis e Irene di Paul Morand (più altre piccole rarità ancora), ebbene divento suscettibile su questi semplici punti.
Porgo cordiali saluti, e la invito a rispettare le poche ma fondamentali regole del Castello delle Nove Porte.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Enrico Fumero
Data: 25-10-2003
Cod. di rif: 18
E-mail: fumeroonline@tiscali.it
Oggetto: Buon caffe
Commenti:
Sig. Sperelli,

Saluti da un affezionato cliente.
Da molto non tornavo a sedermi in questo "luogo d'incontro mondano" e constato con rammarico che, sebbene il servizio sia ottimo come sempre, l'ambiente, contaminato dall'arte contemporanea, sia di molto peggiorato. Rimpiango l'antico caffe vittoriano di pochi mesi fa, la bellezza affiancata dalla inevitabile scomodità. Ma quì sembra che più persone possano godere delle vostre specialità, e si sa, l'aureola è persa ed ogni artista deve vendersi al miglior compratore, per vivere.

Molti complimenti a voi, ed altrettanti biasimi agli arredatori.

E.F.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 25-10-2003
Cod. di rif: 19
E-mail: sperelli8@tiscali.it
Oggetto: Al Signor Fumero
Commenti:
De gustibus...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 25-10-2003
Cod. di rif: 20
E-mail: sperelli8@tiscali.it
Oggetto: Al Signor Fumero
Commenti:
Latinismi a parte, egregio Fumero, mi dimostro lieto di sapere d'un mio "affezionato cliente" del Caffé.
Altrettanto dispiaciuto che l'aspetto esteriore di questo più non l'aggradi; ma, vede, deve considerare che siamo in un Castello dal sapore medioevale, ed un Caffé per cavalieri ha innanzitutto grigie pietre e neri gigli. Il mio vecchio Caffé liberty sarebbe risultato... scomodo, diciamo, per chi vi entra con l'armatura dopo una lunga cavalcata.
Qui non si serve più assenzio, ma birra gaelica.
Ciò non toglie che Lei sia nel pieno diritto di protestare ma prima, la prego, valuti i risultati prima di certi mezzi - che in questo modo diverranno più apprezzabili.
Le stringo la mano e la saluto, con l'augurio di trovare altre sale interessanti.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 04-11-2003
Cod. di rif: 25
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: New dandy
Commenti:
La grande differenza tra il dandismo dei tempi originari e quello dei nostri giorni è che il primo si isprava al concetto di "vita elegante" come espresso da Balzac. Un ideale di vita contemplativa che oggi noin ha più cittadinanza. Un esteta non può rimpiangere nulla, pur raffinando i suoi strumenti sulle sperienze del passato. Così, oggi il dandy non potrà o almeno non dovrà aspirare ad un paradigma aristocratico di oggetti ed atteggiamenti, esercitare una forza attiva e non passiva. Naturalmente ognuno fa come crede ed i dandy ancor più degli altri, ma coloro che conosco tra quanti si avvicinano o rientrano in questa classificazione sono tutti uomini impegnati professionalmente o artisticamente. Questa presenza sociale non sottintende un'accettazione. La qualifica di dandy viene proprio dalla capacità di fare ciò che altri fanno e addirittura come lo fanno, ma in tutta naturalezza non dare mai l'impressione di ESSERE come gli altri.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 16-11-2003
Cod. di rif: 26
E-mail: sperelli8@tiscali.it
Oggetto: Nuovo dandy
Commenti:
Segnalo l'inserimento prepotente di una nuova gemma nel nostro forziere: Stephen Tennant, giovane amico del celeberrimo fotografo Cecil Beaton, ed allievo suo nell'arte di imparare i segreti delle Belle Arti.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli - ai visitatori tutti
Data: 19-11-2003
Cod. di rif: 27
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Indirizzo e-mail
Commenti:
Avviso i nobili Visitatori del mio cambio d'indirizzo virtuale; ora esso è sperelli8@email.it
Tale cambiamento è di per sé assai scomodo e fastidioso per coloro che generalmente si tenevano in contatto con me, ma assicuro che è fastidioso anche per il sottoscritto; esso infatti è causato da un errore tecnico non a mio carico, e dunque il problema, per quanto noioso, vede questa soluzione come obbligata.
Mi scuso con tutti coloro che negli ultimi giorni hanno tentato di scrivermi, e non hanno ricevuto risposta. La società che mi garantiva la casella mail non ha neanche provveduto ad avvisarmi dell'errore irreversibile commesso, e pertanto ne sono rimasto prima che scocciato, assai sorpreso. Ancora mi scuso con coloro che - ed essi sanno chi sono - hanno tentato di contattarmi senza ricevere segni di vita.
A. Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 27-11-2003
Cod. di rif: 28
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Nella casa di Des Esseintes
Commenti:
Segnalo qui com'è d'uso, una nuova pagina inserita nei Documenti: trattasi di un estratto assai ammirevole dal testo "Controcorrente" di Joris-Jarl Huysmans. Auguro una buona ed immorale lettura a Voi tutti.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Henar Airam
Data: 05-12-2003
Cod. di rif: 29
E-mail: MHenar8@hotmail.com
Oggetto: Saludos
Commenti:
Saludos,
primero escribo en español,ya que no sé italiano, pero me ha gustado tanto esta página,su diseño,su contenido y todo, que me atrevo a escribir. He llegado aquí buscando información sobre Montesquiou,un personaje interesante. Descubrí muchas más cosas,vuestras páginas de la sección "Il Dandy\" son deliciosas,lástima que no sepa italiano. Me gustaría que me admitieran,o me remitieran más información sobre ustedes.

------------------------------------------------

English Version:
Greetings,
I first wrote in Spanish,because I can't speak Italian,but I have liked so much this web site,its design,its content (the little I've seen),that I dare to write. I've come here searching for information on Montesquiou,an interesting personality. I discovered much more things,your pages on "The Dandy" are delicious,a pity I know not Italian. I would like to be admitted,or,at least,to have some more information on you,preferably in English or Spanish.

(I don't know very well what the "cognomen" is-I supposse its the "pseudonym",so to speak. Excuse this mistake if I'm wrong).

My principal interest is the search and enjoyment of Beauty and hight pleasures,as music,art &c.,but I've less mystical moments also. I have a need to enjoy this life,because when the hour comes,I would like to feel I\'ve lived.

Yours sincerely,

Airam.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 05-12-2003
Cod. di rif: 30
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Gracias
Commenti:
Estimado senor Airam,
lastima que no apuntò su nombre y datos en el registro, asì que sepa donde vives, su etad y intereses. Ruego husted de hacerlo, asì recibira parte del correo del Orden. Nuestra Asociacion se interesa de la belleza, de la imaginacion masculina, de las diferencias subtiles entre las cosas y, al final, de la conocencia, de la practica y de la dignidad del Placer como simple sentido de la vida. Espero que haya gozado de algunas hojas de este inmenso castillo, che va creciendo de dia en dia. Puede ser que pronto vamos ad abrir una embajada en Barcelona y en tal caso Le comunicaremos los datos. Escriba sin problemas en castillano o en ingles entre las areas interactiva: entre los frequentadores del castillo hay muchos que no hablan italiano o que conocen estos lenguajes. Gracias por su felicitaciones al area del Dandy, cuyo Rector Andrea Sperelli trabajò dos anos para terminar su obra, que todavia anade otros contenidos.
Caballerescos saludos

El Gran Maistre
Giancarlo Maresca


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 05-12-2003
Cod. di rif: 31
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Nombre y appellido
Commenti:
Estimado senor Airam,
leyendo su ultima carta, aprendimos de su duda sobre la palabra "cognome". Esa es "appellido" y le recomendo, si Henar Airam non es su verdadero nombre, de rectificarlo. Nuestro trabajo, fundado sobre la dignidad, no admite psedonimos. Cada palabra tiene que referirse a un hombre cierto y reperible.

Gracias

La cancelleria dell'Ordine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 05-12-2003
Cod. di rif: 32
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Chiarezza sul nickname.
Commenti:
Con lettera privata il signor Airam chiarisce di chiamarsi Maria e di essere quindi una signora.
Bienvenida al castillo!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: María Henar Jiménez
Data: 08-12-2003
Cod. di rif: 33
E-mail: MHenar8@hotmail.com
Oggetto: Algunos comentarios
Commenti:
Gracias por la bienvenida.
En estos tres días,he estado visitando todas las páginas que componen esta sección,y aún me queda mucho. Tendría varias cosas que decir,bueno,empiezo por que me agrada enormemente la importancia que dan al movimiento "estético" o "decadentista",y todas las páginas de dibujos y apuntes dedicadas a ese maestro,Aubrey Beardsley,que de hecho fue quien me introdujo (metafóricamente hablando) en el mundo del arte y el culto a la belleza. Además de su gran talento,su originalidad,su atrevimiento,su sentido del humor,está su personalidad,que creo muy interesante y como enigmática.
---------------------------------------------
Durante los pocos años que llevo en este mundo,siempre he intentado conocer a personas interesantes,que superaran la vulgaridad imperante,pero sin convertirse también en vulgares por ser demasiado excéntricos.Siempre he sentido una gran admiración hacia hombres de fina sensibilidad,buen gusto,conversación agradable,etc,...hasta hace poco creía que sólo podría encontrarles leyendo libros,o viendo alguna película,pero ya veo que no es así.
No niego que haya hombres bien vestidos,que hablen bien,etc...pero no es sólo eso. Creo que hace falta ese "algo más",ese misterio indefinible. Es importante no dar todo a conocer a la primera,pues ello significa que no hay mucho que ofrecer...

Gracias una vez más,por dejarme escribir aquí.

Mis mejores deseos para todos,

MH.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: jennifer marchetti
Data: 09-12-2003
Cod. di rif: 34
E-mail: jennifer87@tiscali.it
Oggetto: donne e dandies
Commenti:
Buon Pomeriggio a tutti!

Ho cercato molto, ma è possibile che non abbia trovato una corrente femminile del dandy?
Non vi sono delle figure femminili storicamente importanti che si siano identificate con questo stili di vestire e di vita?
ALT! Avverto subito che non voglio sentire risposte maschiliste, poichè proprio i dandies che sono così contro le norme sociali non possono essere schiavi anche loro di convinzioni comuni, peraltro anche passate...
E non credo che la risposta vada nemmeno cercata nella natura psicologica delle donne, portate, anche a causa dei ruoli stabiliti dalla società, a prestare più attenzione alle proprie apparenze, spesso in modo assai ossessionato! Non si può fare di tutta l'erba un fascio, poichè personalmente, pur essendo una ragazza, ho ritrovato le mie idee COMPLETAMENTE rispecchiate in questo stile, riconfermate anche dall'aver scoperto che anche il mio grandissimo mito, Baudelaire, è stato un dandy.
Beh, se donne dandy ancora non ce ne sono state, è l'ora che anche le donne si ribellino agli schemi e alle norme di questa società, di cui sono maggiormente soccubi... ed io sono già una di queste "rivoltose"!!!

Jennifer Marchetti

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 10-12-2003
Cod. di rif: 35
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Dandismo femminile
Commenti:
Gentile signorina Marchetti,
apprezzo molto che l'argomento qui trattato Le stia tanto a cuore e, sebbene il Suo testo sarebbe stato più opportuno nella mia Posta, tenterò di rispondere comunque anche qui al Caffé; d'altra parte, il luogo è meno informale, e certamente è più gradevole soffermarsi in esso in compagnia d'una signora.
Ebbene, il dandismo femminile, tra gli appassionati e gli studiosi, non è un argomento valido, poiché si tratterebbe di un ossimoro. E specialmente secondo Baudelaire, per il quale la donna è naturale, e pertanto è l'esatto opposto del dandy.
Ma la misoginia del poeta francese è scansabile proprio per via del fatto che le donne, come gli uomini, non sono tutte uguali. Uno dei pochi che abbia mai analizzato, seppur a grandi linee il dandismo femminile è Stefano Lanuzza, il quale rileva un certo dandismo in Gertrude Stein (la cosa è assai opinabile, in realtà), in Evelina Cattermole, che si firmava Contessa Lara, Irene Brin e Cristina Campo.
L'eleganza, la raffinatezza, l'amore per l'arte ed il Bello sono comuni a tutte queste scrittrici, oltre che freddezza, impassibilità. Il gusto per le cose passate, per l'antico, il futile, il desueto e il vacuo, il narcisismo.
Ma il dandismo femminile è possibile? Lanuzza non sembra ammettere un tale fenomeno: si limita a suggerirlo, ma parla purtuttavia di "tracce di dandismo", nelle sopracitate scrittrici.
Ma ecco che Baudelaire ci suggerisce già, nella citazione di cui sopra, che cosa non funzionerebbe in un presunto dandismo-femminile.
Il fatto è che, come giustamente Lei stessa rileva, la donna è più portata dell'uomo all'eleganza (estetica), ma essa ha spesso il solo fine di piacere all'uomo. Il dandy, al contrario, non è elegante per nessuno. La donna è innegabilmente femminile per sua stessa natura, e difficilmente raggiungerebbe la condizione del dandy uomo che, per essere davvero un dandy, ha da far emergere anche la propria femminilità; non mi si fraintenda: intendo dire che il dandy è uomo completamente e donna in parte, si ci atteniamo alla comune definizione di uomo rozzo e ultravirile, e di donna che ama il lusso, l'effimero, ciò che brilla e ciò che appare. Da questo punto di vista, una donna non può certo "mascolinizzarsi" allo stesso modo per diventare una dandy; il dandismo è maschile proprio perché esso è un rifiuto della comune concezione di maschio virile, a vantaggio di una certa "femminilità" che si esplicita nei costumi e nelle scelte (non parlo di scelte sessuali, ma di diverse concezioni della Vita stessa).
Indubbiamente, una tale scelta raramente è innata, naturale: il gusto per il Bello, nell'universo maschile, è frutto di una certa cultura e di una certa passione, decisamente anti-naturale se si parla poi di una vera e propria passione sfrenata per la Bellezza che trova nel dandismo il massimo esponente. In un uomo l'amore per "l'effimero e il transitorio" non viene spontaneo, mentre in una donna sì. Non è forse vero che una bambina preferisce agghindare le sue bambole ed un bambino far deragliare trenini elettrici?
Ora, non dico assolutamente che il bambino che si mette a giocare con le bambole diventerà un dandy (questo è solo un esempio da non prendere alla lettera), ma di certo una bambina che gioca con i trenini perde la grazia femminile che le è propria e che il dandy acquista mantenendo la sua mascolinità.
Infine, il dandy è tale perché si tratta di un essere che comunemente dovrebbe essere virile in un certo modo, e ne sceglie un altro, che comunemente si avvicina di più al femminile (ripeto che non parlo di scelte sessuali); pertanto, una donna non potrà mai essere "una" dandy, perché non potrebbe racchiudere in sé anche una parte maschile evidente quanto quella femminile del dandy-uomo, senza cadere nel cliché del "maschiaccio" o che altro - perdendo così la grazia che la rende donna e che rende un uomo un dandy.
***
Ora, per quanto detto sopra, appare evidente che un dandismo femminile non può esistere. Ma esiste certo qualche cosa che gli si avvicina non nei concetti ma negli "ideali", e nei modi di vedere il mondo. Uno dei più importanti teorici del dandismo ottocentesco, Barbey d'Aurevilly, scrive una novella che ha per protagonista una donna che, dice, sarebbe un perfetto dandy se non fosse che, appunto, non è uomo. Tuttavia è innegabile che si tratta di un raro caso di dandismo al femminile - ma, purtroppo, incompleto per forza di cose.
Infine, voglio metterLa all'erta ancora su di una cosa: faccia attenzione a chi glorifica Virgina Woolf quale donna-dandy; si tratta invece di un vero caso di donna-snob come ce ne sono purtroppo molti. E questo è il tranello che si pone anche agli uomini desiderosi di "dandyzzarsi": il pericolo di cadene nello snobismo, o, dall'altra parte, nell'eccentricità.
AugurandoLe un buon Natale,
la saluto cordialmente sperando di riaverLa presto ospite in quest'area del Castello.
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 10-12-2003
Cod. di rif: 36
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Whistler-Ruskin: causa per diffamazione
Commenti:
Segnalo un nuovo Documento che risulterà interessante agli appassionati d'arte e, perché no, agli appassionati di critica d'arte.
Sono infatti stati pubblicati nella sezione dei Documenti gli Atti relativi al processo "Whistler contro Ruskin", dove il primo fu un celebre dandy-pittore, ed il secondo un celebre critico d'arte impegnato a difendere la "finitezza" ed il realismo di un'opera pittorica a discapito dell'espressione di un autentico amore per l'arte e la bellezza.
Ho cercato di corredare il testo rilevando due dei tanti quadri sottoposti al giudizio della corte - certamente due dei più "scottanti".

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: jennifer marchetti
Data: 10-12-2003
Cod. di rif: 37
E-mail: jennifer87@tiscali.it
Oggetto: hai ragione, questo ne è la prova, no? leggere per credere!
Commenti:
Vi porgo le mie scuse per non avervi scritto alla Vostra posta, ma non pensavo che fosse stato un problema scrivervi qui, dove anche altri possono esprimere il proprio pensiero. E' sempre saggio e legittimo sentire più opinioni...
Cmq, forse ha ragione Lei sull'impossibilità delle donne di essere dandies, proprio per la nostra stessa natura! Anche volendo, siamo troppo emotive e oggettivate, facili prede di frivolezze, per poter essere dandies.
Scusate la mia emotiva e istintiva eccitazione iniziale, ma pensavo di non essere inciampata ancora in una sorta di circolo maschilista dove le donne sono emarginate! Ci si nasconde dal fascino e dalla paura nei loro confronti, e indirettamente si afferma la loro inferiorità esaltanto in sè stessi qualità femminile, quasi a voler significare che la donna di più di quel che appare non può essere, mentre l'uomo può elevarsi al di sopra dei generi senza essere mai "sbagliato"!
Chi ha occhi per vedere, veda; chi ha orecchie per sentire, intenda!

Perdonate i miei modi sottilmente sgarbati, tipici di una donna direte, incontrollati o come altro vi pare, ma, vogliate crederci o noi, l' "accusa" rivolta non è contro di voi come persone, poichè anche voi siete inconsapevolmente proseguitori di idee derivate da un'immaginario collettivo, storico-maschilista, inconscio...
Ma non voglio aggiungere altro, sarebbe inutile continuare a esporvi i miei deliri ideologici che potranno apparirvi solo insensati e illogici, come noi donne, no?
Mente e cuore, ragione e natura, uomo e donna... La grande antitesi.
Come si dice, il cuore ha una ragione che la ragione non capisce...
E perdonatemi ancora. E smetto qui.

JEN


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 12-12-2003
Cod. di rif: 38
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Dandysmo al femminile
Commenti:
Egregio Sperelli, avventori del Caffè,
trovo che questo conversevole luogo fosse più adatto della posta alla discussione introdotta dalla signora Marchetti. I suoi modi esprimono la preoccupazione di avere ragione, piuttosto che la cura di delineare una posizione. Nonostante ciò, ha il merito di sollevare una possibile domanda, inmerito alla quale si potrebbe dibattere proficuamente: esiste o può eistere un dandismo al femminile? Per la signorina Marchetti non si ponevano né questa, né altre domande, in quanto è chiaro come essa vivesse di certezze già preconfezionate. Sono in molti a servirsi dallo stesso supermercato e siamo tutti abituati a vedere in giro queste etichette. Pazienza. Essa si è tosto stufata e in sua assenza sarà forse possibile chiacchierare dell'argomento con maggiore serenità. Veniamo al dunque. Come postulato non desta interesse, ma come problema quello della possibilità di un dandismo muliebre è interessantissima.

Quando si stabilirono i confini di quest'area, dichiaravo a Sperelli che mi sarebbe molto piaciuto dedicare un'intera sezione a questo tema, ma la cosa non sarebbe stata possibile in quanto tutto questo castello si erge a difesa dell'immaginazione maschile e tutto il lavoro che vis si svolge è concentrato nella ricerca in questo campo. Se istituzionalmente una discussione sull'argomento è impossbile ed inopportuna, restano queste aree dove chiunque, anche io, è libero di parlare. Orbene, dicevo che si parlò molto del dandismo femminile ed io, contrariamente alla tesi dello Sperelli, avevo ed ho l'impressione che esso non solo sia già esistito in passato, ma si diffonde oggi. Avverto infatti la cifra dandy nella spregiudicatezza con cui le donne usano il proprio fascino con toni ed ammiccamenti che possono rasentare il cattivo gusto, ma spesso riescono a restarne immuni. Una dark lady o un angelo caduto, una domatrice di belve o un'avventuriera, gli stili sono ovviamente molteplici, ma quando la femminilità viene amplificata sino ad essere assordante ed accencante, la tensione ha una qualità estetica sovversiva che a mio modo di vedere rientra pienamente nell'atteggiamento dandy.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: jennifer marchetti
Data: 12-12-2003
Cod. di rif: 39
E-mail: jennifer87@tiscali.it
Oggetto: dandismo femminile
Commenti:
Mi vogliate scusare se irrompo nuovamente in questa discussione, ma voglio fare alcune precisazioni. Perchè non voglio che si prenda la mia intemperatezza e lunaticità come esempio per le donne in generale, e spiegare che quando sento il puzzo di una anche minima forma di emancipazione nei confronti del mio genere, non ragiono più! Ma non è solo per questo... non sono una signora, ma una signorina, e per giunta una signorina molto, molto giovane. Per questo la mia natura è ancora molto variabile e suscettibile! Vogliate capirmi... Vorrei spezzare una lancia a favore delle donne, perchè ritengo che il dandismo sia prima di tutto uno stile di vita e che ognuno può viverlo nel proprio modo personale. E' un qualcosa che viene interiorizzato, e credo non si possa fissare in alcune regole. Sarebbe quasi una controsenso, poichè, a quanto ho percepito, è proprio un modo per incrinare le norme sociali a cui tutti aderiscono più o meno consapevolmente!
Parlando di idee preconfezionate, credo che sarebbe superbo per i dandies maschi dichiarare a prescindere l'impossibilità di una dandismo femminile...
Certamente ci sarebbero le sue belle differenze con il dandismo maschile, ma questo non vuol dire che essere dandy sia un privilegio soltanto dell'uomo! Può essere più raro del già ridotto dandismo maschile, ma ciò non significa che non può esistere!

Jen

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 13-12-2003
Cod. di rif: 40
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Uguali o identici?
Commenti:
Gentilissima signorina Marchetti,
non troverà qui i nemici del Suo genere. Ancorché noi Cavalieri si sia maschiofili, non vuol dire che si sia maschilisti. E' anche vero che qui non scrivono solo i Soci, ma fummo noi a fondare il castello e siamo noi a gestirlo. Esso intende diventare un portale generale dell'immaginazione e della cultura maschili, uno strumento a disposizione di chi voglia approfondirne i fondamenti ed un baluardo a sua difesa. Il problema dell'emancipazione femminile non ci interessa. Non perché siamo contrari, ma vi è che la diamo per scontata e già realizzata. In ogni caso, occorre distinguere tra emancipazione e sopruso. L'ingresso delle donne nei più diversi campi professionali, in politica e nel potere è cosa già in atto da tempo. Ciò non vuol dire che ai machietti non possa restare qualcosa da fare in esclusiva. Ancorché Cristina Sanchez ci abbia provato, una donna non sarà mai un vero torero, ma un fenomeno da baraccone. Orbene, può darsi che anche la "carriera" del dandy sia una cosa riservata ai maschi, ma se anche fosse (ed io non sono daccordo), cosa avrebbero perso le donne? Per il solo fatto che una cosa esista, non vuo, dire che sia valida o possibile per tutti ed a loro disposizione. Certi alimenti nutrienti per alcune razze animali sono veleno altre. Il Cosmo vive di quelle differenze che Lei, forse senza accorgersene, combatte. Eliminarle è lo scopo palese od occulto, volontario o involontario di tutti coloro che credono gli uomini (e le donne)più che uguali: identici. Reclamaste quando vi si toglieva qualcosa cui avevate contribuito o cui vi spettava contribuire. Non continuate per invadere le proprietà altrui. La chiusura di certi club ed associazioni, tra cui la nostra, ad una membership femminile, non è ostracismo. Questi che non sono centri di potere, ma entità private, debbono essere considerate con il regime della proprietà e non delle pari opportunità. Non avete tra l'altro nulla da guadagnare a togliere all'uomo i giochi che lo aiutano ad essere se stesso.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 14-12-2003
Cod. di rif: 41
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: dark lady e dandies
Commenti:
Gentile signorina Marchetti,
sono qui a sottolineare principalmente le ultime parole del Gran Maestro, oltre che a chiarire il fatto che qui non si è nemici delle donne; esiste pure una Porta a loro dedicata.
Non concordo fino in fondo con la tesi dell'avvocato, poiché, a mio modo di vedere, essa produce certe situazioni che si potrebbero dire "anti-dandistiche".
Tenterò di procedere con ordine:
La femminilità esasperata è amata sia dal pubblico femminile (la prende come modello), sia, ovviamente, da quello maschile. Ma il dandy non è, di regola, un prodotto per il pubblico: sebbene la dark lady nasca come prodotto a sè e, a volte, per sè, non corre alcun rischio. Il dandy viene spesso odiato e deriso, la dark lady è amata. Credo che il dandismo comporti un'alta dose di rischio nell'esercitarsi. Un uomo in guanti rosa troverà molte donne pronte a deriderlo e uomini pronti a spezzargli le ossa; "una" dandy, una dandy-lady, troverà donne invidiose, ansiose di imitarla e di impararne i trucchi, e uomini che baceranno le sue lunghe collane di perle fino a prostrarsi ai piedi di questo magnifico (perché lo è) essere. Il dandy è odiato, sbeffeggiato, sottilmente invidiato: per questo viene lasciato solo - o è lui il primo ad esliliarsi: egli sopporta stoicamente la solitudine che proverà entrando in un salotto (sebbene facilmente sarà circondato da un uditorio), o sigillandosi in casa, come l'immaginario dandy decadente Des Esseintes. Ma una dandy-lady come Coco Chanel davvero non riesco ad immaginarmela senza uno stuolo di corteggiatori e di attente "discepole".
Orbene, la dark lady, o insomma tutte quelle raffinate femminilità portate al massimo livello di cui si parla, diventano presto prodotti di facile consumo, emblemi e simboli di ciò che una donna vorrebbe essere e ciò che un uomo vorrebbe avere. Sarah Bernardt, Louise Brooks o Rita Hayworth, e con loro tutta quella immensa e preziosa schiera di "belle dame sans merci" sono deliziose per quello che sono.
Non è una limitazione, ma un accettamento di ciò che si è (e scusate se è poco). Le donne citate sono entrate nella leggenda, ma un dandy come Robert de Montesquiou è confuso con il Montesquieu delle Lettere - e il dandy Raymond Roussel è si dimenticato, oggi, talche lo si confonde con Bertrand Russel.
Io credo che una donna che si avvicini ad un modello di femminilità come, ad esempio, Louise Brooks si avvicina al contempo anche ad un certo tipo di dandismo femminile, ma che non potrà mai essere vero, completo dandismo. Questo non vuol dire: non tutte le ciambelle vengono col buco, ma piuttosto: ci si valorizzi per quel che si è. Ed è in fondo il messaggio di tutti i dandies della storia.
Non vi è una disparità di fondo tra maschile e femminile, ma una semplice differenza essenziale per certe cose, opinabile tranquillamente per altre. Ma questa c'è, e proprio per questo va valorizzata; il dandismo è il culto della differenza, anche. Del resto, un uomo, per quanto possa provarsi, non raggiungerà mai il carisma femminile di una Marylin Monroe. Ci si ami per ciò che si è: è anche anti-snobismo, questo.
Spero che la questione si sia chiarita: non v'è alcun maschilismo da parte mia, men che meno del rancore nei Suoi confronti.
La invito anzi a rispondere ancora, poiché la passione con la quale Ella ha colto e difeso l'argomento evidenza un Suo particolare interesse degno di lode e che raramente trova riscontro oggi. E questo non può che lusingarmi in quanto curatore di questa sezione.
Cordialmente m'inchino a Lei, saluto il Gran Maestro (che vedo piuttosto divertito), pago il conto e me ne vo.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Jennifer Marchetti
Data: 16-12-2003
Cod. di rif: 42
E-mail: jennifer87@tiscali.it
Oggetto: donne e dandismo
Commenti:
Gentilissimi Signori Speroni e Maresca,
vi ringrazio per aver chiarito la visione di questo "mondo" quale è il dandismo e le sue connesioni con la donna. Ciò che però continua a dispiacermi è che le donne non hanno la possibilità, qualora abbiano dentro di sè delle caratteristiche dal "carattere dandistico", di esprimere il loro disagio senza spesso non essere fraintese, o almeno io non sono a conoscenza di una tale forma di espressione che consista alla donna, come all'uomo, di ottenere il risultato desiderato! Visto che si era presa ad esempio la figura della dark lady, ormai questa immagine è entrata pienamente a far parte dell'immaginario collettivo, dopo essere stata individuata, analizzata, smontata e stereotipata (come succede quasi a ogni cosa, purtroppo)! La figura della dark lady viene vista come una tecnica seduttiva, piuttosto che pensata come una possibilità di manifestare un bisogno di sovversione all'ordine costituito scaturito da un disagio interiore.
Noi donne non possediamo un mezzo efficace e univoco con cui poter manifestare noi stesse e sovvertire le norme e le leggi della società. Almeno per ora. E' doppiamente doloroso per noi! Spero che in futuro qualcosa cominci a cambiare...
Non so ancora come, ma lo spero!

Vi porgo cordiali saluti,
Marchetti Jennifer

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 17-12-2003
Cod. di rif: 43
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: chiusura di un discorso
Commenti:
Gentile signorina Marchetti,
mi sorprende la rassegnazione che dimostra dopo l'iniziale eccitazione. Non era questo che noi si voleva ottenere; la passione per un'idea, un simbolo o un sogno porta spesso a risultati ridicoli, ma non se tale passione è volta a valorizzare se stessi.
La dark lady è apparsa, negli anni Quaranta, già come nuova forma di seduzione (purtroppo per Lei). Poiché nella donna il piacere di "piacere a sé stessi" è inevitabilmente accompagnato dal piacere di "piacere agli altri" (scusi il bisticcio di parole), è inevitabile che essa non potrà mai non-piacere agli altri esasperando le sue doti femminili. La donna è attraente proprio per via del suo inguaribile narcisismo. Un uomo, al contrario, non è amato se "passa la vita davanti ad uno specchio" (dice Baudelaire). Certo, può incuriosire, ma non farà certo impazzire le folle. Ed è proprio quello che vuole, tra l'altro, il dandy.
Una forma di sovversione femminile, volta a non piacere agli altri, è riscontrabile in una celebre artista americana, la quale si tinge i capelli a metà di bianco e metà di nero, porta grossi occhiali dalla nera montatura rotonda, e si è fatta immettere delle piccole cornina sintetiche sulla fronte, opportunatamente rasata per aumentarne l'altezza. Si trucca il viso di bianco e porta rossetti molto appariscenti.
Senza arrivare a tali eccessi, vede bene che questo potrebbe essere una sorta di "dandismo al femminile". Purtroppo, non ricordo il nome di questa curiosa artisa, ma so che la sua è una vera e propria filosofia di vita: andare contro l'estetica femminile comune.
Ancora, sperando di esserLe stato utile, Le auguro un buon Natale e, la prego, non si abbatta così, che mi farà venire dei sensi di colpa...!
A. Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Jennifer Marchetti
Data: 17-12-2003
Cod. di rif: 44
E-mail: jennifer87@tiscali.it
Oggetto:
Commenti:
Gentile signor Sperelli,
non ha bisogno di farsi venire i sensi di colpa! Non deve tradurre questo mio "abbatimento" morale come una rassegnazione, ma solo il crudo pessimismo nel constare la realtà, ma che proprio per questo mi spinge a continuare a cercare e incentiva la mia voglia di trovare qualcosa che, se fuori non c'è ancora, potrò trovare dentro di me...
Auguro buone feste anche a Lei e a tutti gli altri utenti del sito!

Jennifer Marchetti

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Aldo Sominelli
Data: 26-12-2003
Cod. di rif: 45
E-mail: asomi12@libero.it
Oggetto: Gride, niente più che gride le vostre!
Commenti:
Gentile cancelleria,

Da tempo seguo con attenzione ciò che accade in questo sito ed in particolare cosa accade quì, nella sezione sul Dandy, e con sempre maggior rabbia vedo che la cancelleria pretende dai visitatori nome ed e-mail veri. Signori della censura, in Internet questa è niente meno che una buffonata. Non già perchè sia sbagliato presentarsi con nome e cognome, e dare un racapito reale, ma perchè una simile pretesa non è realizzabile sulla rete. Le vostre sono Gride, atte a terrorizzare i deboli ed ad annoiare i furbi. Chiunque può crearsi una e-mail gratuitamente su un portale, ed inventarsi un nome. Voi ammeterete colui che fa tutte le procedure, anche se inventa tutto, e caccerete chi forse non ha una e-mail (non sono pochi), ma si presenta con il suo vero nome.

So che cancellerete questa lettera presto, ma prima provate a controllare l'e-mail che vi do.... Esiste. Eppure io non mi chiamo Aldo Sominelli, e quella casella l'ho aperta un minuto fa e mai più la leggerò!

I Miei cordiali Saluti.
Luca.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 26-12-2003
Cod. di rif: 46
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Anonimato
Commenti:
Egregio signore o signora,
poiché per Sua stessa dichiarazione l'intervento n. 45 è anonimo, non procediamo alla verifica di rito. Ha sette giorni di tempo per regolarizzare la posizione prima che il gesso, comunque non offensivo, venga rimosso, Tali procedure colgono il loro scopo anche con gli incovenienti che Lei ricorda. A molti appare evidente come il tono, la forma ed il contenuto delle discussioni nel castello siano di uno spessore sconosciuto ad altri siti. Ciò accade perché il Cavalleresco Ordine non è una realtà virtuale, ma ben vera e salda. Coloro che sono in internet vivono speso di essa. Accettano e cercano contatti senza filtrare, in quanto interessati solo al numero di visite. Noi possiamo agire in modo diverso, in quanto non vendiamo nè adesioni, nè spazio, nè altro. La nostra vita non dipende dalla rete e così la reinventiamo a modo nostro. Andiamo molto lontano e non possiamo portare zavorra.
Cavallerescamente.
La Cancelleria dell'Ordine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Luca De Tommaso
Data: 26-12-2003
Cod. di rif: 47
E-mail: >ldtuser@libero.it
Oggetto: -- Aldo Sominelli --
Commenti:
Onorabile Cavalleresco ordine,
Sono l'autore del precedente appunto ovvero Aldo Sominelli, e scrivo con il mio vero nome non già per salvare il mio "gesso", ma percè vorrei chiarire la mia posizione e dimostrare la mia buona fede.

Come già detto io non critico la presentazione con nome e cognome; ritengo sia giusto presentarsi come si deve e sarebbe un bene se voi poteste controllare con esattezza l'onestà dei visitatori. Ma siccome voi non potete (lo dimostra una mio precedente intervento, firmato con un nome fasullo ed una e-mail inventata, che da mesi ormai è presente sul sito), non fate che penalizzare coloro che sono poco pratici di Internet.

Proprio perchè voi dite di esistere anche al di fuori della rete, dovete dare alla possibilità a chi nella rete non vive di dire la sua. Ho più di un amico con grandi capacità e senso critico, ma privo di una casella di posta elettronica nonchè l'abilità per crearne una in breve tempo. Ebbene voi gli neghereste di dire la sua opinione. Non ritengo ciò sia giusto. Entrare su Internet significa accettarne le regole. Cancellate le lettere inutili ed offesive o quelle non attinenti al tema proposto, come la mia, ma non cacellate le lettere senza recapito elettronico.

Con la speranza che miglioriate il sito, senza per questo diminuirlo di valore.

Saluti.
Luca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 26-12-2003
Cod. di rif: 48
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Ringraziamenti
Commenti:
Egregio signor De Tommaso,
La ringraziamo per aver precisato il Suo indirizzo.
Benvenuto.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 26-12-2003
Cod. di rif: 49
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Piani cavallereschi - Al sig. De Tommaso
Commenti:
Egregio signor De Tommaso,
poiché ora ha un nome, Le chiedo il permesso di accomodarmi al Suo tavolino per fare due chiacchiere. Il fatto che alla fine abbia trovato giusto dichiarare la Sua identità e recapito dimostra l'efficacia dei nostri metodi, eppure non Le da torto. Le Sue considerazioni restano valide, ma pur riconoscendo che Lei ha astrattamente ragione, ci riserviamo di mantenere ferme le scelte adottate in partenza. Ciò che scientificamente è sbagliato o impossibile, umanisticamente può essere proficuo e corretto. Quanto ad eventuali interventi senza indirizzo, i Visitatori possono dichiarare di non avere un recapito di posta elettronica, come è già accaduto. Nemmeno ci riguardano gli artifici come quello che Lei ha attuato. Una candela dietro uno schermo opaco brillerà sempre meno di una luce diretta ed avrà meno ossigeno. Si spegnerà da sola, senza bisogno di un nostro intervento. Quanto ad indirizzi fasulli, noi filtriamo i contenuti tramite la forma. Rispettata questa seconda, i primi non mancano e chiunque può constatarlo. Un criterio di selezione è alla base di ogni lavoro impegnativo e quando si va molto lontano le distanze percorse contano più dei mezzi impiegati. Quanto alle regole di internet, esse non possono riguardarci. Realizziamo tutti i programmi con nostro denaro e lavoriamo col nostro tempo. Non dobbiamo quindi nulla a nessuno, se non lo stesso rispetto che richiediamo. Il politically correct è per chi alleva deboli opinioni, non per chi nutre fermi ideali. La differenza tra questo e tutti gli altri siti della rete non è forse ancora evidente, ma tra tre o quattro anni e forse anche meno se ne saranno accorti tutti. Aspetti e vedrà. Lei è certamente molto giovane ed ha tanto tempo. Io lo sono un pò meno, ma proprio per questo penso a lasciare un'eredità. Molti non riescono più a pensare al tempo in termini di intere vite ed al proprio sangue in termini di dinastia. I Cavalieri di tutte le età condividono questi piani e tutte le considerazioni vanno giuocate su di essi.

Grazie per il Suo intervento. e cavallereschi saluti da Napoli,
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Luca De Tommaso
Data: 26-12-2003
Cod. di rif: 50
E-mail: ldtuser@libero.it
Oggetto: Sull'E-mail III
Commenti:
Gentile signor Maresca,

La ringrazio per aver preso in considerazione le mie osservazioni esposte in maniera forse un pò troppo informale.
Dal suo appunto emerge che tra di noi v'è una visione totalmente opposta nel rapporto tra fini e mezzi nonchè tra sostanza e forma, e che non sono, ne sarò mai, in grado di farle cambiare idea in proprosito. Anche se mantengo le mie convinioni, ho apprezzato le sue ragioni e la sua fede in questa opera degna di rispetto.
Non mi resta che augurarle di poter lasciare quell'eredità cui tanto tiene, che io considero un illusione, ma che le invido.

Cordiali Saluti a Lei ed a Sperelli.

Luca De Tommaso

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 26-12-2003
Cod. di rif: 51
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Dal cinismo all'idealismo - Al sig. De Tommaso
Commenti:
Egregio signor De Tommaso,
i giovani hanno sempre la scelta del campo. Poiché per una volta hanno preferito quello del cinismo, ai meno giovani è restato quello della fede. Con questa maglia si perdono tutte le partite, eppure alla fine si vince il campionato. Lei che ama la vittoria sul sicuro, stia attento. Dia ogni giorno acqua ed ormoni di fiducia alle proprie convinzioni. Rivela infatti un buon senso critico e la pianta dell'idealismo attecchisce facilmente nei terreni fertilizzati da una ragione seccata per la delusione.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 05-01-2004
Cod. di rif: 52
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Mostra sul Dandy al Brighton Museum
Commenti:
Sarà certamente notevole l'esposizione che a Londra ha luogo, fino all'11 gennaio, che ha come argomento il Dandy.
Essa si tiene al Bighton Museum, ed è essenzialmente una mostra di fotografie, con tre interessanti giri di conferenze sul tema dell'eleganza maschile portata agli estremi estetici.
Fornisco qui l'indirizzo ufficiale dello spazio espositivo: http://www.brighton.virtualmuseum.info/exhibitions.html
Naturalmente, se qualcuno avrà il piacere di prendere l'aereo e di recarsi a visitare gli ultimi giorni dell'esposizione, non ne avrò a male se questi vorrà fornirmi un piccolo resoconto dell'esposizione in questione...
Arrivederci, e a presto.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 12-01-2004
Cod. di rif: 53
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Il dandismo estremo di Rigaut
Commenti:
Del celebre scrittore contemporaneo Amedeo di Sora è stata da poco pubblicata nella sezione dei Documenti un articolo breve ma densissimo sul "Dandismo estremo di Jacques Rigaut"; saranno evidenti, ai più appassionati, le connessioni tra Rigaut e il Dadaismo (movimento artistico dei primi anni '20). Quando si dice che la vita diventa arte...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-01-2004
Cod. di rif: 54
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Walter Sickert era "Jack lo Squartatore"?
Commenti:
Di Silvia Giabbani è stato appena messo on-line nella sezione dei Documenti l'articolo sull'accusa fatta dalla celebre giallista contemporanea Patricia Cornwell al pittore e dandy Walter Sickert (1858-1942) di essere il famigerato serial killer londinese, Jack lo Squartatore. Il celebre pittore, pupillo di James Whistler e amico di Aubrey Beardsley, amava dipingere scene piuttosto macabre aventi come protagoniste delle prostitute inglesi. La Cornwell crede di ravvisare in questo ed in altri elementi di poco più scientifici delle prove sufficientemente tangibili per poter dimostrare la sua accusa. Se calcoliamo che per formularla la scrittrice ha distrutto una meravigliosa tela del "sospetto", possiamo constatare ancora una volta quanto la mentalità americana sia estremamente differente da quella europea; la morbosità degli interessi (più economici che letterari) della scrittrice, appare ancora più pericolosa di quella dello stesso Jack lo Squaratore.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: francesco gaeta
Data: 15-01-2004
Cod. di rif: 55
E-mail: zizou0705@email.it
Oggetto: dandy
Commenti:
sono anch'io un dandy

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 17-01-2004
Cod. di rif: 56
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: La biografia di Sickert e i ritratti di Beardsley
Commenti:
E' stata inserita la biografia di Walter Sickert, il pittore sospettato d'essere il serial killer vittoriano Jak lo Squartatore. Intimo amico di Aubrey Beardsley, sono visibili alla pagina di Sickert anche due ritratti del giovane dandy, nonché del collezionista Moore (un dandy che io amo definire "impressionista").

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: María Henar
Data: 17-01-2004
Cod. di rif: 58
E-mail: MHenar8@hotmail.com
Oggetto: For Duca
Commenti:
Though my Italian is less than primal,I was able to understand the sense of your writing.
It was beautiful and (alas) so true.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 18-01-2004
Cod. di rif: 59
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Uno pseudonimo?
Commenti:
Egregio signor Valentino,
poiché il Suo nome appare, ci consenta, sospetto di essere in realtà uno pseudonimo, Le chiediamo di asserverarne l'autenticità o di rettificarlo con nome e cognome autentici. Diversamente, saremo costretti a rimuovere il Suo bel testo dall'area in oggetto, che come tutte le altre non ammette alcuna maschera. Questa meticolosa lotta all'anonimato è indispensabile a mantenere lo stile che distingue la nostra opera, rigorosamente fondata sulla dignità. Il testo ha già avuto risposta, ma anch'essa subirebbe la nostra censura in caso non vengano ottemperate le semplici richieste che permettono a tutto questo sito di mantenere una qualità unica.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 18-01-2004
Cod. di rif: 60
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Presentazione
Commenti:
L'autore della "Conversazione" n. 57 si prersenta con lettera alla cancelleria col nome di Raphael Brunschwig. Grazie.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Fabrizio Scozzese
Data: 20-01-2004
Cod. di rif: 61
E-mail: fabrizio.scozzese@accenture.com
Oggetto: interesse per l'edonismo intelligente
Commenti:
complimenti per un sito che non c'era e che non credevo esistesse

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 24-01-2004
Cod. di rif: 62
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: ringraziamenti
Commenti:
Grazie per i cordiali complimenti. Lei è il benvenuto in quest'area, che non vuol essere tanto intelligiente, quanto dimostrare la piacevolezza dell'argomento.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: María Henar Jiménez
Data: 25-01-2004
Cod. di rif: 63
E-mail: MHenar8@hotmail.com
Oggetto: suggestion for the dandy gallery
Commenti:
Dear fellows,
does anyone know the British short-story writer Saki,or Hector Hugh Munro? I'm not sure if he himself was a dandy,but his witty and elegant characters Clovis Sangrail and Reginald certainly are.
What I don't know is if they were inspired in himself or in men he knew.
Of course,I suppose fictional characters are not to be included in the gallery,but I found it amusing to comment the subject.
To make a parallel gallery of literary and film characters would be nice,also,but our sitemaster is already doing a good effort in putting the information together,and I would not like to appear as asking another feature.

Until the next,
MH.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 25-01-2004
Cod. di rif: 64
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: New section
Commenti:
Gentle miss Himenez,
your suggestion is very intresting. It opens the way to a new gallery of fiction personality. I hope our Sperelli ears you.
A special welcome from the Gran Master

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 26-01-2004
Cod. di rif: 65
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Saki (1870-1916)
Commenti:
Gentile miss Jménez,
accolgo la Sua cortese proposta di considerare lo scrittore Saki quale eccellente dandy britannico. Posso dire che già lo avevo puntato leggendo la sua raccolta di novelle "La zia ha adottato un licantropo", l'unica pubblicazione di quest'autore disponibile in italiano, oltre ad un vecchio volume del 1950, ormai impossibile da trovarsi.
Presto Saki comparirà nella Galleria, con le sue poche foto che sono riuscito a trovare.
La proposta di fare una nuova galleria contentente i "dandy immaginari" è molto interessante, e di certo la realizzerò, anche se il tempo che prenderà l'operazione di ricerca, eccetera, sarà abbastanza lungo.
Grazie molte per la Sua gentile collaborazione, e spero che l'italiano Le sia compensibile - o sono certo che il Gran Maestro, più esperto di me della lingua inglese, vorrà tradurne i punti essenziali.
Andrea Sperelli,
(curatore dell'area Dandy)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 26-01-2004
Cod. di rif: 66
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Di come Jacques attraversò lo specchio e di che cosa ci trov
Commenti:
Come d'uso, informo i gentili visitatori di passaggio, gli avventori più frequenti e i rari appassionati della recente pubblicazione nella sezione dei Documenti d'una vera chicca dandystica: "Attraverso lo specchio" di Jacques Rigaut racchiude in pochi brevi capitoletti la summa, l'essenza, di tutto il dandismo moderno.
Da considerarsi alla stregua di una Bibbia.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: María Henar Jiménez
Data: 26-01-2004
Cod. di rif: 67
E-mail: MHenar8@hotmail.com
Oggetto:
Commenti:
I'm glad you liked my idea. I can understand Italian regularly,but I know not to write it.
And I could also say what Fabrizio Scozzese has wrote,that I didn't thought a place like this,and men like you existed.
many thanks for amazing us all.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 27-01-2004
Cod. di rif: 68
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: A treasure of care
Commenti:
Daily more gentle miss Henar,
thank you for the beautiful words you have for us. I hope you enjoy in the same way other rooms of this great castle. We also think there are not other sites like this, but are the mission in which we trust that gives us the strenght to carry and join the stones that makes it. Misterious, glamorous, without compromises, so the Knights love our own house. As you know, we watch carefully to avoid that the enemy, superficially, enters to take away our treasure: the care.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 27-01-2004
Cod. di rif: 69
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Rigraziamenti
Commenti:
Cortese miss Jménez,
colgo anche io l'occasione per ringraziarla delle belle parole, e dei complimenti che ha elargito con una sicurezza che non può che inorgoglirmi... Neanche io ho troppa dimestichezza con l'inglese, e tuttavia mi fa molto piacere averla avuta come ospite al tavolino di questo caffè: spero che vorrà riaccomodarsi, ogni tanto, anche solo per osservare i curiosi quadri della Galleria - i quali, a quanto pare, non sono poi tanto amati dal grosso pubblico. Del resto, già lo sapevamo.
Grazie ancora
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: María Henar Jiménez
Data: 29-01-2004
Cod. di rif: 70
E-mail: MHenar8@hotmail.com
Oggetto:
Commenti:
I feel a little overpleased for your kindness,but,anyway,it was one of the reasons why I dared to write here,although I had the light suspicion this site was for men.
I'm sorry writing in English again,I feel more comfortable.
Seen the addition to the gallery,its finely done.
-----------------------
When I readed "A treasure of care" I understood perfectly,becauseI have to struggle daily to keep my little treasure of Beauty,my sensibility and my own thoughts not to be contaminated,or neatly smashed by some of the "less careful persons" (let's be polite)which surround me. It's so difficult that sometimes I nearly give up,that's why finding you was so pleasant.
Mr Sperelli says I speak with confidence,but this is only because I know that here I will never be ignored or rudely treated.
Some time ago I promised myself to cast pearls to the swine no more,and sorry again for speaking not very politely this time.

Anyway,let's enjoy what is enjoyable in this world,and never forget Spring is always at some months' distance.

MH.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 30-01-2004
Cod. di rif: 71
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: A castle to fight together
Commenti:
Dear miss Henar,
this site was established to defend the male way to think and not only for men. Many people appreciate the difference between sexes and respectice caratheristics. You fight alone for your treasure, we have now a castle to make it together. Because the battle is the same, we are allied and not enemies.
G.M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: María Henar Jiménez
Data: 30-01-2004
Cod. di rif: 72
E-mail: MHenar8@hotmail.com
Oggetto: Understood /entendido
Commenti:
Señor Maresca y demás cavaliere,
entiendo perfectamente. Las diferencias hacen la vida más interesante y ni por un momento pensé que fueran ustedes "machistas".
Ahora,no quiero acaparar esta tertulia,es mi tiempo de pedir un delicioso y humeante café,y recostarme en mi butaca mientras escucho aquello que me interese,volviendo a un discreto silencio.Por ahora.
He visitado otras secciones del Castillo,y es sobrio pero acogedor. A veces me pierdo por causa del lenguaje,pero aprendo rápido.
He decidido escribir en español a partir de ahora,lo veo como un lazo de unión con otra lengua latina,sin desmerecer al inglés.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: francesco gaeta
Data: 07-02-2004
Cod. di rif: 73
E-mail: morrisonhotel85@email.it
Oggetto: distinti saluti
Commenti:
fumando il mio elegante e profumato sigarone,tranquillamente seduto sulla mia poltrona,vi invito a contattarmi,dandy di tutto il mondo ,affinchè il culto della bellezza e la superiorita' del dandy sia eterna

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 08-02-2004
Cod. di rif: 74
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Ci cambia il posacenere?
Commenti:
Egregio Gaeta,
vedo che ha cambiato indirizzo, ma frequenta sempre il Caffè. Il Suo invito non era rivolto a me, che non sono propriamente un dandy, ma mi trovavo in ascolto e come Lei sono un fumatore. Questi sono tempi duri per il piacere e sommamente per quello del fumo. Fuori da questi locali il volgo si affanna a dimostrare la propria virtù vietando o criticando il godimento altrui. Non cadremo nella trappola e domineremo i demoni del vizio non con l'intransigenza degli ignoranti, ma con la consapevolezza dei sapienti.
A proposito, cameriere, può cambiarci il posacenere? E' già pieno.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-02-2004
Cod. di rif: 75
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Guido Gozzano
Commenti:
Gentili ospiti, valorosi cavalieri,
da pochi giorni è stata messa on-line la biografia di Guido Gozzano, poeta e dandy torinese, oltre che a qualche sua fotografia nuova.
Tra una settimana circa apparirà invece un nuovo racconto di Jacques Rigaut, ed un articolo su Paul Morand.
Buona fumata a tutti, finchè potete. Qui al Caffè la legge non entrerà mai in vigore, per nostra fortuna...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 29-02-2004
Cod. di rif: 85
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Nuovo Contemporaneo
Commenti:
Un nuovo dandy si è andato ad aggiungere nella lista poco nutrita ma ben scelta dei nostri dandy Contemporanei: l'artista Yinka Shonibare.
Per il momento, nella sua pagina, potrete trovare foto di opere e dell'artista stesso, e tra una settimana circa comparirà pure una biografia.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 29-02-2004
Cod. di rif: 86
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: E se domani ...
Commenti:
Egregio Sperelli,
considerato che la Sua meritoria attività come Curatore continua imperturbabile, dimostrando che avevamo puntato su un cavallo di razza, penso di mettere a disposizione di quest'area un nuovo dispositivo informatico. Un'area in cui sia Lei che i Visitatori possano pubblicare anche immagini e commentarle, allo scopo di presentare personaggi o oggetti di rilievo per l'immaginazione dandy. Le chiedo un parere qui, senza un appuntamento, ma in tal modo potremo far capire ai clienti del caffè come si lavora qui al castello. In quest'area abbiamo un gran da fare come Cancelleria, perchè gli utenti sono di gran lunga i più indisciplinati del sito e in molti non intendono il senso della nostra guerra all'anonimato. La cosa non ci impressiona, perché se non fosse stato necessario difendersi dall'incomprensione, non avremmo dovuto edificare un castello.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 05-03-2004
Cod. di rif: 87
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Morand, Cocteau e... "domani è un'altro giorno..."
Commenti:
Egregio Maestro, la Sua offerta risulta graditissima al sottoscritto, il quale già da tempo auspicava ad un progetto del genere, dacché, parlando di estetica (cosa che avviene in quasi tutto il resto del Castello), è inevitabile che la presentazione di un documento fotografico risulti oltremodo interessante.
Quasi a conferma della mia elogiata operosità, faccio notare che da pochi giorni sono apparsi due nuovi Documenti, nell'omonima sezione: uno scritto sull'oppio di Jean Cocteau, ed un articolo sul dandy-diplomatico Paul Morand.
Manca poco per la biografia di Yinka Shonibare.
Grazie ancora al Gran Maestro e a tutti i visitatori che si espongono alla nostra implicita riconoscenza.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giuseppe de Falco
Data: 08-03-2004
Cod. di rif: 88
E-mail: giuseppe.defalco@fastwebnet.it
Oggetto: Bibliografia
Commenti:
Illustre Gran Maestro, egregio Andrea Sperelli,

mi ha sorpreso, nella sia pur attenta ed accurata selezione bibliografica sul dandysmo, l'assenza di un testo ricco di riferimenti, ben scritto, delizioso come quello di Antonio Spinosa "L'ABC dello snobismo", pubblicato da Mondadori.

Tanto vi dovevo come ospite del Castello.

Giuseppe de Falco

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 12-03-2004
Cod. di rif: 96
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Bibliografia - al sig. de Falco
Commenti:
Egregio signor de Falco,
perdoni il ritardo col quale rispondo alla Sua cortese segnalazione. La Bibliografia è stata compilata dal sottoscritto ed è tenuta in costante rinnovo sempre dal medesimo, man mano che leggo nuovi testi utili. Essa, per quanto sterminata possa apparire, non vuole comprendere tutti i testi esistiti ed esistenti che parlano di estetica e di dandismo, bensì si tratta dell'elenco dei libri da me letti e consultati per redigere il presente Sito. Il libro del quale mi fa notare la mancanza, non c'è perché non l'ho letto ed invero, neanche ne avevo mai sentito parlare; per questo la Sua voce si rivela assai utile e la ringrazio. Appena ne avrò la possibilità, mi tufferò nella lettura.
Grazie ancora e arrivederci.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 12-03-2004
Cod. di rif: 97
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Sentimentalismo
Commenti:
Estremamente interessante è il racconto da poco inserito dei Documenti, tale "Sentimentalismo" del dandy di fine '800, Villier de l'Isle-Adame, poeta 'maledetto' sulla scia di Baudelaire.
Il testo in questione analizza magnificamente, con classe e poesia, la questione della "freddezza" tipica del dandy - freddezza che lo fa passare come insensibile agli occhi dei più, ma che non è altro che una maschera celante una ipersensibilità, che dà poi i suoi sicuri frutti nel campo dell'Arte.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giuseppe de Falco
Data: 12-03-2004
Cod. di rif: 99
E-mail: giuseppe.defalco@fastwebnet.it
Oggetto: Dandies nostrani
Commenti:
Cortese Signor Sperelli,

la ringrazio per la nota gentile. Non v'e dubbio che sia pretesa sovrumana l'avere una bibliografia completa sul poliedrico, rutilante mondo dei dandy che è materia mobile, incerta, sfuggente. Lo prova la difficoltà in queste pagine a trovare una definizione precisa, sempre calzante, priva di sbavature su cosa, chi sia il dandy. Rispondo a questa sfida accogliendo il suo gentile invito alla polifonia e citando due, solo due, macroscopiche deficienze nella galleria del dandysmo in carne ed ossa. Macroscopiche per la statura dei personaggi e non per la incolpevole dimenticanza di questo meritorio sito. Sono convinto che nella raffigurazione umana e concreta dello stile dandy le abbia fatto velo la sua raffinata ed eccelsa cultura di impronta francofona e francofila che quasi mi induce a riconoscere tra le righe il nome che si cela dietro lo pseudonimo dannunziano.
Ebbene, signor Sperelli, come non ricordare la suprema, inarrivabile, irripetibile sostanza dell'arte di vivere, la cifra dell'atteggiamento dandy che trasuda copioso in un solare e cupo riverbero dagli scritti ma ancor più dall'esistenza medesima di Tommaso Landolfi di cui aggiungo qui di seguito un breve ritratto rubato alla rete telematica:

"Tommaso Landolfi è nato a Pico (Frosinone) nel 1908, si è laureato in lettere e si è dedicato alla narrativa e ad esemplari traduzioni da Gogol, Puskin, Novalis, Hofmannsthal. Assai generiche le notizie sulle sue vicende biografiche: «l'uomo Landolfi, conosciuto come accanito giocatore e dissipatore di denaro, ramingo di casinò in casinò, frequentatore di stravaganti ambienti artistici, costituisce una immagine di poeta maudit, di bel tenebroso, di cui l'autore si compiace» (G. Cillo). Negli anni Trenta frequentò gli ambienti dell'ermetismo fiorentino; dopo, pur collaborando al «Mondo» di Pannunzio e al «Corriere della Sera», si è mantenuto estraneo a cenacoli o parrocchie letterarie, non ha mai concesso interviste, non ha mai dato "spettacolo" di sé. È morto nel 1979."

Uno di quei dandy, di quegli esteti che io definisco tali per "sottrazione" ossia che attingono alle vette dell'eleganza quasi affievolendo e scomparendo nell'alone della discrezione, dell'urbanità, di un apparente anonimato.

Mi sono rallegrato invece di veder menzionato da qualche parte in questo sito un altro incommensurabile rappresentante (napoletano, caro Gran Maestro) del dandysmo che aveva l'abitudine di girare per le vie di Partenope con una gallina al guinzaglio. Di lui mi piacerebbe vedere un ritratto nella sua preziosa galleria, caro Sperelli. Offro, anche per Caccioppoli, un breve ritratto apparso su Internet ma se ne può sapere qualcosa in più vedendo il film di Mario Martone, "Morte di un matematico napoletano":

"Matematico di grande genialità, Caccioppoli ha una carriera folgorante. Si laurea nel 1925, discutendo la tesi con Ernesto Pascal; viene subito notato da Mauro Picone, caposcuola romano degli studi di analisi, che lo fa nominare suo assistente; nel 1928 è libero docente a Padova; tre anni dopo è nominato professore di analisi algebrica; nel 1934 si trasferisce a Napoli, dove insegna prima teoria dei gruppi, poi analisi superiore e infine analisi matematica. E' appena ventottenne quando l'Accademia dei Lincei gli conferisce il premio nazionale generale della classe di scienze fisiche. La sua produzione matematica è costituita da una ottantina di pubblicazioni che riguardano principalmente l'analisi funzionale. Il suo nome è legato al teorema, detto di Banach-Caccioppoli, sull'esistenza e unicità di un punto fisso di una data trasformazione.
Intellettuale di ampia cultura si è occupato di letteratura, filosofia, cinema e soprattutto musica. Un'altra sua passione profonda è stata la politica. Antifascista 'spericolato' viene salvato dalla famiglia facendolo passare per pazzo. Invece del tribunale speciale viene ricoverato in un manicomio giudiziario e poi in una clinica privata. Da questo episodio nasce la leggenda del matematico geniale e pazzo.
Il poeta A. Rimbaud e il matematico E. Galois erano senza dubbio i suoi autori preferiti: i loro ritratti sono sullo scrittoio dove Caccioppoli viene trovato morto suicida, anche lui 'matematico maledetto'. E' l'8 maggio del 1959.
Diverse sono le possibili motivazioni del suo gesto: il degrado della sua genialità matematica, la delusione per l'abbandono da parte della moglie, l'amarezza politica per l'invasione dell'Ungheria da parte di Stalin, l'alcolismo che lo affliggeva."

Tanto vi dovevo, cavallereschi saluti.

Giuseppe de Falco








-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-03-2004
Cod. di rif: 101
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Tommasino
Commenti:
Gentile signor de Falco,
la Sua segnalazione riguardante Landolfi mi si rivela assai preziosa, in quanto non è la prima che mi giunge. Dal momento che, come ha arguito Lei stesso, la mia cultura è da tempo immemorabile legata alla Francia ed alla sua inevitabile poesia, pochi occhi mi sono rimasti per contemplare adeguatamente la fauna "nostrana". Dacché il Suo suggerimento pare senza dubbio ben motivato, e considerando che, come ho già detto, Lei non è l'unico a suggerire questo nome, sarà con grande piacere che vedrò di inserire al più presto un ritratto del Landolfi nella già ampia Galleria.
Per quanto riguarda Caccioppoli il discorso è lo stesso, sebbene non giunga alle medesime conclusioni: le informazioni che ho riguardanti tale personaggio lo rivelano più come bohemien, che come dandy vero e proprio; il suo viscerale interesse per la matematica lo allontana - oserei dire inevitabilmente - dall'Arte, così come quello troppo sinceramente appassionato per la politica. Tuttavia, come ho detto, poche sono le informazioni che ho su questo curioso matematico, e sono pronto ad accettare correzioni ed illuminazioni che ne possano decretare l'effettivo dandismo.
Grazie ancora e a presto.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-03-2004
Cod. di rif: 102
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Shonibare - biografia
Commenti:
E' appena apparsa la biografia dell'artista-dandy Yinka Shonibare. Per coloro che fossero interessati a scoprire una nuova ed inaspettata forma di dandismo contemporaneo, invito caldamente alla lettura.
Sempre vostro
A.S.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: ludovica cantarutti
Data: 17-03-2004
Cod. di rif: 103
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: Parigi i caffè ed i suoi artsti
Commenti:
Adoro Parigi e i suoi caffè. Ho scritto un libro sugli artisti dell'Ottocento intitolato I SIGNORI DELLA MEMORIA. Cerco interessati a questo argomento

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 20-03-2004
Cod. di rif: 104
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: nuovo cliente
Commenti:
Egregio Sperelli ho appena letto la biografia che mi ha consigliato e l'ho trovata molto interessante, io come nuovo cliente del "Caffè" ho pensato di osservare ed istruirmi, in questo momento ho varie cose che mi vorticano nella mente ed ho bisogno di un po' di tempo per mettere il tutto in modo "presentabile". Lascio comunque un saluto e un complimento a chi cura tutto questo. Amico Simone

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 21-03-2004
Cod. di rif: 105
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Alla signora Cantarutti
Commenti:
Gentile signora Cantarutti,
l'argomento che propone è assai interessante nei riguardi del sito stesso - oltre che ad appassionare me personalmente. Vorrebbe gentilmente segnalarmi la casa editrice del Suo prezioso testo?
Si accomodi pure, prenda un tavolo e ordini qualche cosa. La Sua presenza qui, in qualità di esperta, è graditissima.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 24-03-2004
Cod. di rif: 106
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Jean Cocteau
Commenti:
Nuove ed interessanti fotografie per la pagina dedicata al grande Jean Cocteau. La foto in cui il dandy appare con le maniche della giacca sbottonate e rivoltate meritano un'occhiata.
Più lunare e surrealistica l'ultima immagine del poeta mascherato con la scritta: "scrivete in modo leggibile". Spudorato non-sense?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 24-03-2004
Cod. di rif: 107
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: A Simone Zampol
Commenti:
Gentile signor Zampol, La ringrazio per il Suo intervento. Conoscendola, auspico ad un Suo prezioso intervento, che sarà senza dubbio assai interessante per i Cavalieri ed i Visitatori.
Grazie ancora e a presto.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: ludovica Cantarutti
Data: 26-03-2004
Cod. di rif: 108
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: Un caffè con i signori della memoria
Commenti:
Grazie, mi sono accomodata ed ho appena ordinato un absente come ai tempi d'oro (solo che oggi è senza metanolo per fortuna) ed ho tra le mani il mio libro edito dai fratelli Palombi di Roma, editori d'arte che hanno saputo respirare bene l'aria straordinaria. In questo momento mi sento una specie boulevardier, come George Sand che odiando le scarpette femminili che facevano tanto male nelle strade di Parigi, andava vestita da uomo per trasgredire. la notte è lunga e le luci di parigi abbagliano. Buona notte

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: ludovica Cantarutti
Data: 26-03-2004
Cod. di rif: 109
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: Un caffè con i signori della memoria
Commenti:
Grazie, mi sono accomodata ed ho appena ordinato un absente come ai tempi d'oro (solo che oggi è senza metanolo per fortuna) ed ho tra le mani il mio libro edito dai fratelli Palombi di Roma, editori d'arte che hanno saputo respirare bene l'aria straordinaria. In questo momento mi sento una specie di boulevardier, come George Sand che odiando le scarpette femminili che facevano tanto male nelle strade di Parigi, andava vestita da uomo per trasgredire. la notte è lunga e le luci di parigi abbagliano. Buona notte

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: alessandro liverini
Data: 29-03-2004
Cod. di rif: 110
E-mail: alessandroliverini@libero.it
Oggetto: questione 1
Commenti:
Gradire ascrivere alla lista dei dandies un noto matematico napoletano di nome Renato Caccioppoli. La sua sublime tracotanza intellettuale si miscela con una rapsodica pulsione alla libertà dando vita al genio: tanto viveur quanto melanconico.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 31-03-2004
Cod. di rif: 111
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Un nuovo dandy? - al sig. Liverini
Commenti:
Egregio signor Liverini,
le segnalazioni e le informazioni sono qui gradite quanto i complimenti. Il Suo succinto scritto è degno di attenzione in quanto propone un personaggio del quale già si è parlato - legga ad esempio il testo in questo Caffé numerato come
101, e precedenti. Tuttavia la Sua segnalazione, per quanto accorata, non mi è molto d'aiuto per poter, diciamo, "autenticare" il leggendario matematico in quanto dandy. Molti sono i personaggi che ad un primo esame sarebbero meritevoli di essere nominati in questo sito. Tuttavia ad una attenta analisi gli stessi risultano poi essere "fallaci" in molte delle caratteristiche che distinguono un vero dandy da, per esempio, un eccentrico o un semplice elegantone.
Se Lei fosse in grado di supportare la Sua proposta con delle adeguate informazioni che non siano dei semplici dati biografici, sarò lietissimo di accogliere la proposta.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 04-04-2004
Cod. di rif: 115
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: alla rigorosissima cancelleria ed a Ludovica
Commenti:
Mi scuso per non essermi presentato come si deve, lo consideravo non necessario visto che già in precedenza avevo lasciato un appunto con tutti i miei dati. All'amica Ludovica vorrei dire invece che il mio precedente non aveva nessun intento pratico, sia esso di denuncia o grido d'allarme, era appunto inutile. Cercavo solo un po' di discussione e nulla più, non ho mai cercato di influenzare i pareri degli altri come non ho mai cercato la loro approvazione. Ritengo che solo poche persone siano in grado di seguire se' stessi, la maggior parte è solo un mucchio di pecore che segue qualcuno, io mi ritengo alunno e maestro di me stesso e sicuramente non sono un predicatore. Saluti Simone

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: ludovica cantarutti
Data: 04-04-2004
Cod. di rif: 116
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: per Simone
Commenti:
Grazie Simone dell'attenzione.A parte il concetto di inutilità che hai spiegato volevo solo dire che avresti tutta la mia comprensione nell'osservare il vasto panorama di pecore e magari fra una e l'altra perchè non sapere cosa di bello vedi in questo Caffè parigino in cui entrambi siamo seduti. Io per esempio sto vedendo passare Man Ray con in tasca la pistola. L'ha portata per sei mesi appena conosciuta Kiki di Montparnasse, tanto era feroce la sua gelosia. E vedo anche chi consuma smodatamente assenzio tanto da restarne "coinvolto" con la salute come Guy de Maupassant.
Ciao

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Durand
Data: 09-04-2004
Cod. di rif: 119
E-mail: mdurand@tiscali.it
Oggetto: Neil Hannon
Commenti:
Gentile Andrea,
Sfogliando una rivista musicale, ho letto per caso una recensione del disco "absent friends" dei Divine Comedy, gruppo inglese assai noto negli ambienti "rock-snob".
L'autore del'articolo (Marco Bercella) non ha esitato ad affermare che il cantante del gruppo, Neil Hannon, è in possesso di "un dandysmo che non ha nulla da invidiare a quello riconducibile ai grandi nomi della gloriosa tradizione inglese, espresso con un songwriting eclettico e raffinato".
Chissà che tu non lo possa inserire nei dandy contemporanei, sempre che tale sia. (ma non farti condizionare dal fatto che sia una rock star, ti prego).
Spero di esserti sato utile nella tua eterna ricerca di dandysmo.

Saluti.
M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Durand
Data: 12-04-2004
Cod. di rif: 120
E-mail: mdurand@tiscali.it
Oggetto: Errata corrige
Commenti:
Chiedo scusa,
ma nel mio precedente post ho definito "Inglese" il gruppo dei Divine Comedy con eccessiva premura. In realtà è più difficle dare una nazionalità alla band, in quanto Hannon è di orgine Irlandese, ma vive e suona a Londra.
A voi la sentenza.
Con l'occasione ordinerò un assenzio. Di fabbricazione portoghese grazie, ottenuto per distillazione, per carità.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-04-2004
Cod. di rif: 121
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Neil Hannon
Commenti:
Caro amico, mi fa piacere leggerti ogni tanto in questo luogo, e come al solito ti ringrazio dell'intervento.
Tu mi proponi di inserire un nuovo dandy, tale Neil Hannon, del quale conosco ben poco. Mi vedo costretto a domandarti se su di lui ne sai qualche cosa di più; ho letto diversi articoli sul suo conto, e parrebbe meritevole di rientrare nella categoria. Tuttavia sono molti quelli pronti a affermare che anche Sgarbi è un dandy, che i politici non dicono bugie e che Giovannona Coscialunga era illibata.
Mai fidarsi dei critici e nemmeno dei giornalisti.
...Per ora, se permetti, ordinerò un assenzio con te.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-04-2004
Cod. di rif: 122
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Roger Nimier
Commenti:
Un'altra aggiunta nella sezione della Galleria: lo scrittore Roger Nimier appare con una biografia e due rare fotografie.
Contemporaneamente, nella sezione dei Documenti appare un curioso saggio su Guido Gozzano e la sua poetica.
Buona lettura a tutti quanti voi...
Il curatore.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Zampol Simone
Data: 16-04-2004
Cod. di rif: 123
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: a Ludovica
Commenti:
Gentile Ludovica,
io adoro la vita e tutto quello che comprende, potrei dire che "non riuscirei a farne a meno", il comportamento degli altri, a parte alcuni casi, mi interessa solo a livello di curiosità. Scusa se guardo altrove mentre ti parlo ma sono incuriosito da un giovane francese di nome Arthur che si sta nascondendo dietro ad una colonna perché è spaventato da un certo Verlaine che lo sta cercando. Lì nell'angolo vedo Baudelaire con la sua solita sigaretta che cerca di consolare un abbattuto Poe, quest'ultimo è alquanto preoccupato per il ritardo con il quale arriverà al suo matrimonio e per la tensione accumulata continua a bere tutto quello che gli viene portato in un solo sorso. Vedo anche Wilde che continua disperatamente a scuotere un grande quadro perché il bel giovane raffigurato si sta velocemente deteriorando e lui non riesce ad arrestarne il disfacimento. Se non ti spiace li chiederei di unirsi a noi, magari di fronte alla gentilezza di una donna si tranquillizzeranno un po'.
Saluti Simone


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Zampol Simone
Data: 24-04-2004
Cod. di rif: 128
E-mail: sim_81@libero
Oggetto:
Commenti:
Gentile Ludovica,
ti assicuro che il sig. Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde (a lui piace presentarsi con il nome completo) non ha bisogno di domande, è forse un egocentrico ed ama attirare l’attenzione degli altri con i suoi comportamenti ed aforismi sempre eccentrici e mai banali. E’ una persona molto gradevole e divertente, a volte sembra crudele ma non penso creda a tutto quello che dice, penso che curi di più la forma che il significato di quello che declama. Sta già raccontando di quando, all’arrivo negli Stati Uniti dove doveva tenere un giro di conferenze sulle sue teorie, disse alla dogana che non aveva nulla da dichiarare a parte il suo genio. E’ però un poco preoccupato perché in Inghilterra non capiscono il suo genio, lo vogliono processare per “attività illecita” e lo fanno sfruttando il “Ritratto”, sicuramente la sua opera più famosa e che ha scatenato tante polemiche sulla presunta immoralità del romanzo. Lui non ne vuole parlare ma è a causa del suo rapporto con il figlio di lord Douglas che ha tutti questi problemi, il libro è solo uno strumento che usano per diffamarlo e per provare i suoi “peccati”. Evidentemente la morale comune ama l’omertà e non la pubblicità, se c’è gente che ha dei comportamenti “poco accettabili” si finge semplicemente che non esistano, poi quando non si può più fare finta di niente li si condanna alla berlina. Il povero Poe invece penso sia ormai assuefatto dal dolore che lo ha quasi sempre accompagnato, forse gli è bastato scorgere un piccolo raggio di felicità per rimanerne fulminato, credo sia meglio lasciarlo in pace e rendergli gradevole la nostra compagnia. Comunque se conosci un buon avvocato per Wilde penso che lui te ne sarà alquanto grato.
Saluti Simone


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Martina Masini
Data: 26-04-2004
Cod. di rif: 129
E-mail: marty.mas@libero.it
Oggetto: grazie
Commenti:
Sono al quinto anno di liceo,ho deciso di sviluppare una tesina sul dandismo come esame orale. Questo perchè ho una gran passione per Oscar Wilde. Questo sito mi è stato utilissimo per colmare le lacune che avevo. Grazie

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Martina Masini
Data: 26-04-2004
Cod. di rif: 130
E-mail: marty.mas@libero.it
Oggetto: grazie
Commenti:
Sono al quinto anno di liceo,ho deciso di sviluppare una tesina sul dandismo come esame orale. Questo perchè ho una gran passione per Oscar Wilde. Questo sito mi è stato utilissimo per colmare le lacune che avevo.Inoltre chiedo a chiunque voglia aiutarmi se può inviarmi del materiale di cui avrò sicuramente bisogno. Grazie

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 01-05-2004
Cod. di rif: 133
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Una tesina su Wilde - per la signorina Masini
Commenti:
Gentile signorina Masini,
permetta che mi accomodi e che le suggerisca pochi testi, ma buoni, che le saranno utilissimi senza dubbio alcuno allo svolgimento della sua tesina; sono libri che non si leggono in poco tempo (soprattutto il Richard Ellmann, il migliore), ma se la sua passione per Wilde è tanta, è certo che i seguenti volumi non perderanno d'attrattiva nemmeno dopo gli esami:
- Marco Tomatis, "Oscar Wilde: l'insostenibile leggerezza del piacere", ed. Sonda
- Richard Ellmann, "Oscar Wilde", ed. Mondadori
- AA.VV., "La vita come arte: Wilde, le arti e l'Italia", ed. Novecento
- André Gide, "Oscar Wilde", ed. Passigli
- Philippe Jullian, "Oscar Wilde", ed. Einaudi
Per qualsiasi altra informazione o aiuto sarò estremamente lieto di aiutarla tramite posta elettronica.
La ringrazio per i graditissimi complimenti e spero di esserle stato ancora d'aiuto con questo breve ma intenso elenco di titoli.
A presto
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 01-05-2004
Cod. di rif: 134
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Posta elettronica
Commenti:
Gentili Visitatori,
informo che il mio indirizzo di posta elettronica avrà qualche problema nella ricezione per qualche giorno.
Domando scusa a coloro che si ritengono interessati alla cosa.
Distinti saluti,
il curatore
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Durand
Data: 02-05-2004
Cod. di rif: 135
E-mail: mduraxnd@tiscali.it
Oggetto: Ops.
Commenti:
Carissimo Sperelli,
quale sorpresa leggere idee del vecchio Marx su questo sito!
So che non avevi questo in mente, ma con un paio di correzzioni il tuo articolo lasciato sulla scrivania sarebbe degno di Liberazione. Il lavoro moderno (questo aggetivo ti manca) aliena...
Spero di trovare il tempo e la voglia per rispondere in modo adeguato a quel testo, anche se temo troverò molte cose più divertenti da fare.
Per ora ordino un passito.
Saluti
M.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 03-05-2004
Cod. di rif: 136
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Dourand il comunista
Commenti:
Ma come! esiste qualche cosa di più divertente, oltre al rispondere al mio scritto?...scherzi a parte, la politica, come al solito, riesci a trovarla dappertutto, come un filosofo la filosofia e un esteta il lato estetico. Il fatto è che nei prodotti di quest'ultimo, solitamente, non si annidano né filosofia né... politica.
A presto
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Passaretti Martina
Data: 04-05-2004
Cod. di rif: 137
E-mail: marty.alison@tiscali.it
Oggetto: Interpello anche voi
Commenti:
Gentile signor Sperelli, ho già chiesto consigli nella sezione del Mestro e mi ha consigliato di intervenire qui per la mia curisità-nacessità dato che lei è competente in materia.Sto facendo una ricerca sul dandismo e ho bisogno di informazioni al riguardo, poichè è un fenomeno complesso da esporre e di materiale non sono riuscita a trovarne di attendibile fin'ora, o comunque non sufficiente.Le lascio la mia mail così quando ha tempo può srivermi.Ho consultato questo sito e ho trovato riferimenti interessanti però vorrei dei chiarimenti sulla figura del Dandy. La ringrazio in anticipo del suo aiuto.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Martina Masin
Data: 04-05-2004
Cod. di rif: 138
E-mail: marty.mas@libero.it
Oggetto: aiuto!
Commenti:
Gentilissimo Andrea. Ti rinfrazio innanzitutto per la lista dei libri pervenutami.Purtroppo ho ancora dlle altre domande da porre e vista la tua disponibilità vorrei approfittarne. Attraverso altre fonti ho trovato che il termine dandy ha avuto origine durante la rivoluzione americana in accezione negativa. Posso prendere in considerazione tale affermazione? Oppure è una fonte erronea? se tale affermazione è vera hai qualcosa di più specifico da segnalarmi?Ti ringrazio in anticipo. Martina

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 06-05-2004
Cod. di rif: 139
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Tesina sul Dandy
Commenti:
Gentile signorina Masin - o Masini,
la ringrazio ancora per i complimenti, e mi rallegro del fatto che ci sia un così crescente interesse tra i giovani per l'argomento "dandy". Difatti, lei non è l'unica persona che conosco che in questo momento sta svolgendo la tesina concentrandosi su di un tema tanto affascinante quanto difficilmente illustrabile.
Rispondo subito alla sua domanda riguardo l'etimologia: l'origine alla quale lei fa riferimento non è sicura, esattamente come tutte le altre sinora ipotizzate; si tratterebbe di una canzoncina, "Yankee doodle dandy" (a suo tempo cantata anche da James Cagney), in cui si parla di cappelli con pennacchi, macaroni e frivolezze del genere. Le consiglio di andare nella mia Posta, qui sul sito, e di leggere la prima lettera che mi mandò il Gran Maestro, trattante proprio sull'argomento. Lì troverà anche altre informazioni.
Le debbo però chiedere, la prossima volta, di mandarmi domande tanto impegnative proprio alla mia Posta, per evitare di riempire troppo il Caffè. Anche, per quanto lo si possa apprezzare, la facilità con la quale lei è passata al "tu" non è certo passata inosservata in un luogo come questo, in cui si discute di Galateo e di Eleganza. Non credo di meritare l'intimità con la quale ella mi onora.
Ancora, le confermo la mia disponibilità a trattare l'argomento: se avrà altre domande, più precise, non esiti a contattarmi, ma nel modo sopra descritto.
Arrivederci e a presto.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 06-05-2004
Cod. di rif: 140
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Correzione
Commenti:
Gentile signorina Masin o Masini,
Mi correggo: non la prima lettera del Gran Maestro, bensì la seconda, apparsa in data 12-10-2003, ed intitolata appunto "Etimologia del dandy".
Cordialmente.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 10-05-2004
Cod. di rif: 141
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: E-mail
Commenti:
Debbo ancora domandare scusa a coloro che da tempo mi hanno inoltrato delle e-mail, ma purtroppo il server di posta si sta rinnovando e ancora per qualche giorno (quanti, a dire il vero, non si sa) non potrò nemmeno visionare la posta.
Mi scuso in particolare con Elena Muti, se non rispondo più ai suoi messaggi. Forze di causa maggiore.
Grazie e a presto.
Il curatore
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Zampol Simone
Data: 15-05-2004
Cod. di rif: 142
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: a Ludovica
Commenti:
Volevo precisare che la spesso ipocrita morale non la ritengo una eslusiva di quel contesto, bensì la si può trovare anche nella nostra epoca tanto aperta mentalmente. Caso secondo me eclatante è l'arresto dei presunti spacciatori di Pantani. Probabilmete adesso dovranno subire una serie interminabile di processi e guai, per cosa? Per aver venduto della droga ad una persona che, forse della vita, non ne voleva più sapere. Non voglio certo entrare nel merito delle sue scelte o degli eventi che forse lo hanno portato a quella fine, ma penso che la droga, come alcol o altro, siano "problemi personali". Ritengo quindi che debba essere la persona convinta di vivere, aiutata magari dallo stato o da altri, senza aspettare la tragedia per poi affettare tanta disperazione o solidarietà e poi scegliere vie drastiche. Non voglio certo fare un elogio allo "spaccio" ma penso che, un uomo adulto possa anche scegliere di non voler più vivere, senza per forza trovare delle giustificazioni o cause. Ai tempi di Wilde era moralmente inaccettabile l'omosessualità, ai giorni nostri la mancanza di cura del proprio corpo e della salute. Io preferisco trovarmi a quarant'anni malato ma con una vita piena che ottant'enne annoiato e in salute.
Saluti Simone

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: ludovica cantarutti
Data: 16-05-2004
Cod. di rif: 143
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: per Simone
Commenti:
Buonasera Simone, rispondo "a caldo"visto che mi sembri "sanamente" incazzato. Purtroppo la falsa morale ha sempre rovinato gran parte delle nostre azioni, magari sostenuta dallal egge come in Inghilterra ai tempidi Wilde. Credo che non possiamo fare molto contro questo "titano". Sono tuttavia convinta che l'unica cosa che potremmo fare è quella di coltivare (come il papavero) e di diffondere (spacciare) quanta più onestà intellettuale possibile in nostro possesso. Sono le sovrastruture e la cattiva cultura che ci fregano. Ma se curassimo il nostroorticello n modo da sanarlo potremmo trarre buoni frutti, uan sorta di rinnovamento che ci permetterebbe, per non perdere il filo del discorpo per cui stiamoseduti in questo caffè, di fare i dandy con cuore piùleggero, senza dover annotare le sofferenze dei nostri amici prediletti che passano davanti a noi.Potremmo fare questoper loro anche attraverso la memoria (come per Pantani) poichè alla fine è sempre e solo le'esempio che conta, soprattutto verso i giovanissimi che fanno finta di non sentire o di non capire ma che invece non perdono una libbra del nostro comportamento. Purtroppo nello sport oggi non so cosa sia rimasto intatto, soprattutto nel calcio e nel ciclismo. Fermorestandoc he è vero che ognuno avrebbe il diritto di decider per la propia vita. Ma la nostra vità è nostra oppure della società? E' la società che oggi possiede la maggioranza delel azioni del nostro libero arbitrio? Mi piacerebbe conoscere la tua opinione, ma dovremmo andare fuori tema del nostro caffè. Poi l'oste potrebbe riprenderci, che ne dici? Pe rfinire ti ricordo il discorso che Camus ha fatto all'università americana di...(non mi ricordo il nome) dove ha chiesto a suo tempo, mi pare intorno alla fine degi Anni Quaranta, la fine dell'ipocrisia fra le persone. Ma di recente ho sentito uno psichiatra che ha detto che un po' di ipocrisia ci vuole per vivere bene. Vai a sapere qual è la verità? Cia e a presto
Ludovica

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: ludovica cantarutti
Data: 16-05-2004
Cod. di rif: 144
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: per Simone
Commenti:
Buonasera Simone, rispondo "a caldo"visto che mi sembri "sanamente" incazzato. Purtroppo la falsa morale ha sempre rovinato gran parte delle nostre azioni, magari sostenuta dallal egge come in Inghilterra ai tempidi Wilde. Credo che non possiamo fare molto contro questo "titano". Sono tuttavia convinta che l'unica cosa che potremmo fare è quella di coltivare (come il papavero) e di diffondere (spacciare) quanta più onestà intellettuale possibile in nostro possesso. Sono le sovrastruture e la cattiva cultura che ci fregano. Ma se curassimo il nostroorticello n modo da sanarlo potremmo trarre buoni frutti, uan sorta di rinnovamento che ci permetterebbe, per non perdere il filo del discorpo per cui stiamoseduti in questo caffè, di fare i dandy con cuore piùleggero, senza dover annotare le sofferenze dei nostri amici prediletti che passano davanti a noi.Potremmo fare questoper loro anche attraverso la memoria (come per Pantani) poichè alla fine è sempre e solo le'esempio che conta, soprattutto verso i giovanissimi che fanno finta di non sentire o di non capire ma che invece non perdono una libbra del nostro comportamento. Purtroppo nello sport oggi non so cosa sia rimasto intatto, soprattutto nel calcio e nel ciclismo. Fermorestandoc he è vero che ognuno avrebbe il diritto di decider per la propia vita. Ma la nostra vità è nostra oppure della società? E' la società che oggi possiede la maggioranza delel azioni del nostro libero arbitrio? Mi piacerebbe conoscere la tua opinione, ma dovremmo andare fuori tema del nostro caffè. Poi l'oste potrebbe riprenderci, che ne dici? Pe rfinire ti ricordo il discorso che Camus ha fatto all'università americana di...(non mi ricordo il nome) dove ha chiesto a suo tempo, mi pare intorno alla fine degi Anni Quaranta, la fine dell'ipocrisia fra le persone. Ma di recente ho sentito uno psichiatra che ha detto che un po' di ipocrisia ci vuole per vivere bene. Vai a sapere qual è la verità? Cia e a presto
Ludovica

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 16-05-2004
Cod. di rif: 145
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: Risposta a "caldo"
Commenti:
Gentile Ludovica,

evidentemente ti devo sembrare un filantropo perché mi attribuisci ogni volta una qualche finalità di critica o di indottrinamento sociale, fortunatamente sono più egocentrico di quello che, probabilmente, pensi io sia. La mie osservazioni sono del tutto personali e servono appunto a coltivare meglio il mio “orticello”, quello era un argomento come tanti su cui discorrere un po’ e nulla più. Sinceramente non mi sta neppure particolarmente a cuore e non mi sembrava di essere stato particolarmente arrabbiato. Non penso che gli altri clienti del caffè si risentano se parliamo un po’ della società “globale” nella quale ci troviamo, se vogliono possono benissimo unirsi alla nostra discussione e non penso neppure che l’oste abbia degli argomenti tabù. Credo che la maggior parte della gente non sappia veramente cosa vuole, segue una moda, un modello, una società costruita da persone con uno “spessore” maggiore e che riesce a trascinare la folla, il libero arbitrio penso sia veramente libero solo per alcuni, gli altri gestiscono liberamente quello che la società ha preparato per loro, io cerco di invadere un po’ gli orticelli degli altri per vedere cosa hanno di bello da offrirmi, magari anche del mio gli altri hanno di che arricchirsi. L’ipocrisia serve solo a chi ha paura di sé stesso, una persona libera non teme il parere altrui ed è disposta a farsi anche distruggere per la propria libertà.
Scusami se per caso ho mancato nella forma del mio discorso, d'altro canto neppure tu sei stata perfetta, ma è domenica mattina e si sa che il sabato.. Comunque mi faceva piacere risponderti subito.
Saluti Simone


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 17-05-2004
Cod. di rif: 146
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.com
Oggetto: Stupefatto!
Commenti:
Mio caro Andrea Sperelli, sono stupefatto di questo cafè così vivace e pieno di vita. E d'altronde è comprensibile conoscendoti. Ti faccio i miei più cari complimenti per l'ottimo ambiente che si è radunato attorno a te, ho letto alcuni dei messaggi e mi paiono davvero divertenti, per lo meno molto più di quella prisca edizione del cafè di Andrea Sperelli dal quale mossi.
Ti saluto immensamente felice.
Manuel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ludoivica Cantarutti
Data: 17-05-2004
Cod. di rif: 147
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: per Simone
Commenti:
Caro Simone
ognuno di noi fa osservazioni del tutto personali. Non credo che esista realmente l'oggettività. Pasolini diceva che esistono tante verità. Ti attribuisco qualcosa che assomiglia al "ricercare" (non mi piace la parola indottrinare). Il cercare dà un senso allo stare anche al caffè. Personalmente non faccio nulla "tanto per fare". Scusami se ti ritengo migliore di come vuoi apparire.
Proprio adesso go visto Berthe Morisot e la raggiungo un attimo e le chiederò se è vero che Manet ha dipinto il "mazzolino di violette" proprio per lei. Pensiche debba chiederli anche qualcos'altro?
Ciao
Ludovica

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 18-05-2004
Cod. di rif: 148
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Morale, moralismo e Chartreuse verde. - A S. Zampol
Commenti:
Egregio signor Zampol,
la signorina Cantarutti si è allontanata un attimo e ne approfitto per sedere al Suo tavolo. Non avrei voluto disturbare con la mia presenza la vostra brillante conversazione. Mi consenta di usare la terza persona, che è più congeniale alla mia natura formalista. Vorrei aggiungere qualcosa al Suo discorso sulla morale. Come il formalismo non significa conformismo, così la morale non comporta il moralismo. Nella struttura di una società e di un individuo, la componente etica è della massima rilevanza ed è anzi un fondamento della civiltà. Il problema è che la morale dovrebbe restare un codice che serva a giudicare se stessi e non gli altri. E' opportuno che ciascuno abbia dei punti di riferimento, anche vastamente condivisi, per concludere se una propria azione sia giusta o sbagliata. Il problema si pone quando invece che se stessi si tende ad usare il proprio metro per misurare tutto e tutti. Il senso morale è insomma una lente rivolta ad ingrandire e valutare le proprie azioni, mentre il moralismo è uno specchio nel quale ci si rimira per sentirsi più belli e/o un cannocchiale insistentemente puntato sulle altrui finestre. A proposito, questa cosa verde che vede nel mio bicchiere non è assenzio, ma Chartreuse, la mia passione.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 18-05-2004
Cod. di rif: 149
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Attenzione agli indirizzi
Commenti:
Gentili avventori del Caffé,
segnaliamo che l'indirizzo corretto del signor Meneghel porta l'estensione yahoo.it e non yahoo.com, come erroneamente indicata. Il refuso è emerso in seguito alle procedure abituali di verifica degli indirizzi e possiamo porvi rimedio perché il recapito corretto appare in una contemporanea lettera lasciata a Sperelli nella sua Posta. Chiediamo al nuovo cliente ed a tutti i futuri di porre la massima attenzione nel riportare il proprio indirizzo. Conversazioni introdotte con indirizzi non raggiungibili vengono infatti considerate anonime.
Cavallerescamente
La Cancelleria dell'Ordine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 18-05-2004
Cod. di rif: 150
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: La mia posta privata
Commenti:
Avviso i visitatori che da almeno due settimane la mia posta privata (sperelli8@email.it) non è stata in grado di ricevere alcunché. Oltretutto la ditta che fornisce la casella di posta ha pensato, probabilmente, di farmi un favore cancellandomi tutta la mia rubrica.
Pertanto coloro che attendevano una risposta non potranno averla dacché non ho purtroppo la facoltà di ricordare a memoria gli indirizzi e-mail. Invito tali cortesi persone a rimandarmi una mail con il loro indirizzo, cosicché io possa rendere loro il dovuto.
Mi scuso sinceramente per questi tristi disagi.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Zampol Simone
Data: 22-05-2004
Cod. di rif: 151
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: Ai piacevoli compagni al tavolo
Commenti:
Gentile Ludovica, non conosco il dipinto del quale stai chiedendo informazioni e, come tutte le cose che non conosco, mi interessa molto. Ti prego di non considerarmi un mostro di insensibilità, non sono un cinico e non sono felice nel vedere la gente soffrire. Il problema, secondo me, consiste nel volerci rendere partecipi tutti a sentimenti non “nostri”, se hai letto “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury forse capisci cosa intendo. In questo libro si parla di un futuro dove le persone sono talmente assuefatte alla televisione che i loro sentimenti sono ormai vincolati da essa, non esistono più rapporti tra persone vere ma solo con la televisione che, a seconda delle situazioni, provoca nei personaggi dei sentimenti. Ovviamente non siamo in questa tragica situazione, io però vedo ogni giorno queste varie vicende, tristi o felici, serie o facete, che a volte suscitano in me delle sensazioni ma che, non sentendole mie, non mi coinvolgono sempre. Per me è incomprensibile appassionarsi a delle vicende amorose di vip o di chissà che sconosciuto, i miei sentimenti li tengo per me e per le persone con le quali ho dei contatti veri o per delle questioni particolari, non mi piace questa “globalizzazione dei sentimenti” che svende a buon mercato il mondo interiore delle persone. Comunque siamo in un mondo libero e non sarò certo io ad impedire che l’uomo sperperi così quello che ha di più importante. Spero che non sia a causa delle mie parole di prima che ti sei allontanata, mi spiacerebbe perdere una così cortese compagna di conversazione, tanto più che si è unito a noi anche il sig. Maresca. Le stringo cordialmente e virtualmente la mano, l’avrei invitata io stesso se avessi immaginato che Le interessasse discutere con noi. Non posso che essere d’accordo con Lei, però non pensa che la morale sia un po’ figlia del proprio momento storico-sociologico? E’ evidente e sacrosanto che in una società civile ci debba essere il massimo rispetto per i diritti e le libertà altrui, detto questo però il resto non Le sembra una specie di forzatura? Probabilmente come dice Lei non è importante l’etica in sé, quanto l’uso che se ne fa, se per giudicare se stessi o gli altri. L’uomo però da sempre ha giudicato gli altri, magari quello che per i primati era una semplice classificazione per la sopravvivenza si è evoluta in giudizio. Sinceramente non conoscendo il Chartreuse gradirei assaggiarne un bicchierino anch’io.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 23-05-2004
Cod. di rif: 152
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Giudizi e precetti
Commenti:
Egregio Zampol,
prima le cose importanti. La Chartreuse è un liquore prodotto dai frati certosini francesi da oltre quattro secoli, sempre secondo la stessa ricetta. Gli ingredienti segreti: erbe, radici, fiori, cortecce e chissà che altro, sono infusi e poi distillati. Due le formule: la gialla, solare e la verde, magnifica nelle ore più profonde della notte. I criteri di lavorazione e di abbinamento dei principi attivi sono senz'altro ispirati a concetti alchemici. Lo stesso simbolo, un globo sormontato da una croce, non credo sia l'emblema del Dio trionfatore quanto il simbolo ermetico dell'antimonio, cioè della spiritualità che si libera dalla materia. Il prodotto verde è imbottigliato anche nella versione V.E.P., Veillissement Exceptionalment Prolongée, con invecchiamento che lo rende più morbido. La gialla invecchia divinamente in bottiglia. Nulla si può augurare ad un palato di meglio che incontare una vecchia bottiglia di Chartreuse Gialla di quelle prodotte sino alla fine degli anni sessanta a Tarragona, dove i padri avevano uno stabilimento che poi hanno dovuto chiudere. Il profumo di zafferano e di curry stregherebbe un ufficiale giudiziario e resta nel bicchiere anche per due giorni.
Quanto alla morale ed ai facili giudizi, questi ultimi sono un male tollerabile e fisiologico. La parte perniciosa della morale che diviene moralismo non è in essi, ma nei prceetti. Fai così, non fare quello, ti fa male etc. etc etc fino ad arrivare alla nostra situazione, in cui tutto ciò che non è vietato è obbligatorio.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 23-05-2004
Cod. di rif: 153
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Il Brogliaccio
Commenti:
E' disponibile una nuova area interattiva complemetare al sito del Dandy: il Brogliaccio. In esso, come per i Taccuini delle Nove Porte, si potranno inserire testi e soprattutto immagini.
Non tanto adatto per discutere (per questo c'è il Caffè) quanto per illustrare un'idea.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: ludovica cantarutti
Data: 25-05-2004
Cod. di rif: 154
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: eccomi di ritorno
Commenti:
Caro Simone
devo dire onestamente che mi è piaciuto il discorso di Giancarlo Maresco che ha preso il mio posto mentre andavo da Berthe Morisot a chiederle, come ti avevo detto, se è vero che Manet aveva dipinto per lei quel mazzolino divilette. ora posso confermarlo. Lo ha fatto. Berthe era innamorata di Edouard, ma si è "accontentata" del fratello. A parte questo devo confessare che hai intuito bene nel dire che mi ero allontanata a causa tua. Causa veniale, sai, tuttavia preferivo abbandonare alcuni discorsi nei quali risulta essere come il gatto che si mangia la cosa. Si propongono tanti discorsi du filosofia spicciola della vita senza concludere nulla. Però il discorso di Giancarlo su morale e noralità, su formalismo che non è conformismo mi sono piaciuti ed ho deciso di ritornare a sedermi, con voi (tu e Giancarlo) per dividere un bicchierino di charteuse (geniale) e cercare di intavolare un altro discorso che mi interessa. prima però, per non lasciare cadere i discorsi dico che non voglio pensare alla condizione di Farenhait perchè il concetto della distruzione dell'essere pensante mi fa un po' soffrire a dire il vero. penso inoltre che prima del declino ci sono forse altre occasioni. Posso chiedervi ragazzi se mi sapete dare lacune indicazioni sul Jean Cocteau gran maestro di Sion e custode del segreto del Graal? Certo, potremmo chiedere qualcosa a Debussy ma non lo vedo nei dintorni, nè posso andare a disturbare Victor Hugo che sta scrivendo il suo "Cose viste" e disturbarlo sarebbe poco cortese. Per l'esattezza Jean è stato gran maestro del priorato di Sion fra il 1918 e il 1963. Facciamo questa ricerca è mandiamo a farsi friggere la televisione e tutti i mediocri che ci girano attorno?
Ciao Simone e ciao Giancarlo. A presto
Ludovica

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 25-05-2004
Cod. di rif: 155
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Santo Graal, Priorato di Sion e Cocteau
Commenti:
Gentilissima signorina Cantarutti,
come ho già detto sono alquanto preoccupato per le forme, ma ora è il caso di passare immediatamente alla seconda persona, in quanto quando una dama si rivolge col Tu ad un cavaliere, gli impone di abbandonare la terza. Bene. L’argomento da Lei introdotto è alquanto complesso e dovremo mantenerlo nell’estensione e profondità consone ad un tavolino di caffè. Non sapevo che Cocteau, come del resto altri letterati, avesse militato nel Priorato di Sion. Questa organizzazione si iscrive in quegli anni in una strategia antimassonica della destra francese, tesa a screditare la Libera Muratoria e sgretolarne compattezza e influenza. In ogni caso mi sembra improbabile che il Nostro sia stato Gran Maestro per tanto tempo, atteso che la storia recente del Priorato parte dal 1956, quando venne ricostituito da un certo Plantard, probabilmente ricollegandosi all’attività di Georges Monti. Questi, dopo aver rivestito un alto grado del Rito Scozzese, si unì al controverso mago ed occultista Aleister Crowley. Decise infine di costituire un nuovo ordine e insieme ad un certo Gaston Demengel fondò nel 1924 una società segreta dal nome “Gruppo Occidentale di Studi Esoterici”, assumendo il nome di Marcus Vella. Nel 1935, mentre Plantard aveva costituito il gruppo degli Alfa Galati, fondò una nuova società dal nome di “Gran Priorato delle Gallie”. Esistono vari motivi per pensare che ci siano stati contatti ed una sorta di filiazione tra questa organizzazione ed il rinato Priorato di Sion, di cui Plantard fu il primo Gran Maetsro. Il vero Priorato di Sion era un ordine monastico cattolico, cioè una casa religiosa ed un ordine. Aveva sede a Gerusalemme, il cui antico nome era Sion o Zion. Si trasferì poi a S. Leonardo d’Acri in Palestina e cessò di esistere nel 1617, assorbito dai Gesuiti. Negli anni recenti sono stati pubblicati molti libri, tra cui il bellissimo best-seller “Il Codice Da Vinci”, che si basano sulla convinzione di questo nuovo “Priorato” che il Santo Graal non fosse la coppa in cui fu raccolto il sangue di Cristo, ma il sangue di Cristo stesso inteso come dinastia, trasmesso attraverso Maria Maddalena, che ne sarebbe stata la moglie. La Maddalena sarebbe quindi stata la vera coppa, in cui viveva il sangue di Cristo in quanto avrebbe dato alla luce un figlio e generato così la dinastia Merovingia. Non voglio e non posso pronunciarmi su questa interpretazione, che vanta numerosi, per quanto iperbolici, indizi. Per i Cavalieri il Santo Graal resta il simbolo dei simboli e come tale su di esso più che la descrizione devono lavorare la meditazione e l’immaginazione. Ancorché il nostro non sia un ordine cavalleresco in senso proprio, in nome della tradizione cui comunque ci ispiriamo mi corre l’obbligo di rispettare certi principi, mentre il buon senso e la tolleranza mi impongono di rispettare tutte le opinioni.
Vedo, Ludovica, che mentre mi asciugavo la lingua in questa lunga prolusione, tu gratificavi la tua consumando la tua Chartreuse. Poco male, pago io il prossimo giro, cui forse parteciperà anche Simone.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ludoivica Cantarutti
Data: 26-05-2004
Cod. di rif: 156
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: Ancora sul priorato di Sion
Commenti:
Egregio Gran Maestro
grazie per le sue belle informazioni. Sì, ho letto "Il codice da Vinci" e siccome ero a Milano in questi ultimi giorni per lavoro ho tentato (senza riuscirci visto che non avevo appuntamento) di vedere l'ultima Cena. Ho acquistato così una riproduzione (me la ricordavo prima del restauro) e devo dire che se Giobanni aveva quelle sembianze veramente, cioà da donna.....
Mi piacerebbe molto sapere da lei quali sono i "numerosi per quanto iperbolici indizi". Le sono grata della sua disponibilità e la saluto molto cordialmente. Il suo rigore espressivo mi induce a rimangiarmi il "tu" per una sano "lei".
A presto (non sono signorina)
Ludovica

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 27-05-2004
Cod. di rif: 157
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Da i templari a Rennes-le-chateau
Commenti:
Gentilissima signora Cantarutti,
mia nonna dava del Voi al nonno e conosco ancora una donna - e che donna - che non saprebbe rivolgersi diversamente al proprio uomo. Frequento da anni persone con cui continuiamo a darci del Lei e forse continueremo per sempre, così come a casa di un amico fraterno, che mi ospita ogni volta che vado a Bologna, ci tratteniamo sino al mattino a bere e chiacchierare degli argomenti più personali senza che nessuno dei due nemmeno pensi lontanamente di togliersi la giacca o sbottonare la camicia. Non solo non mi pesa recuperare il Lei, ma tra persone che forse non si conosceranno mai, trovo questo innocuo dispositivo estremamente consono al castello. In quest'area in particolare, dall’atmosfera più confidenziale, la seconda persona avrebbe una ragione d'essere. Io resto comunque me stesso, una vecchia pellaccia formalista, anche quando le circostanze mi hanno portato nelle discoteche più trasgressive. Non è mio l'imbarazzo, ma di quel poveraccio abituato a gente che pratica il tanto-è-lo-stesso e che tutto ad un tratto si trova a dover servire un drink ad un marziano in giacca e cravatta, senza alcuna intenzione di scendere a compromessi e con molte frecce all’arco per sostenere il proprio punto di vista. Credo che molti tra quelli con l’anello al naso e carni in bella vista non sapessero cosa volesse dire trasgressione, prima di vedere una camicia bianca ed una scarpa nera incedere implacabili come una corazzata tedesca in un banco di pescherecci. Certe intimità non sono a mio avviso un indizio di libertà, ma il prodotto della pigrizia ed il supporto per ogni sorta di approssimazione relazionale. Dopo questa dissertazione che alla fine ha sfiorato l’autocelebrazione, ma i cui scopi Lei ben intende, la ringrazio per avermi concesso il campo a me più congeniale e passo a qualche considerazione sul Suo interrogativo. Lei avrà letto molto della storia e leggenda dei Templari e saprà degli enigmi di Rennes de Chateau. Figura centrale nei misteri di questo luogo e della sua chiesa fu il parroco Antoine Bigou, confessore della marchesa Hautpoul de Blanchefort e come tale discendente di Bertrand de Blanchefort, Gran Maestro dell’Ordine del Tempio. Pare che la marchesa, priva di eredi, rivelasse ad Antoine Bogou alcuni segreti di famiglia ed alcuni preziosi documenti. Quando nel 1781 la marchesa morì, il parroco fece porre sulla sua sepoltura un’enigmatica lapide e nascose i documenti nell’altare. Nel 1815 un altro modesto parroco, Francois Berenger Sauniére, durante lavori di restauro rinvenne i documenti, che sembravano contenere le genealogie sconosciute dell’ultime re merovingio Dagoberto II. Il giorno seguente dava ordine di sistemare davanti all’altare la “mattonella dei cavalieri” recante un cavallo montato da due persone, simbolo dei Templari. Il curato disse di aver trovato dell’oro lasciato in custodia ad un suo predecessore da nobili locali, mandò a casa gli operai e restò padrone del campo. Da allora la sua condizione sociale cambiò e il suo potere economico sembrò non avere limiti. La scoperta di una cripta rivelava un cranio di età merovingia, concordando con risultanze documentali relative all’esistenza nella cappella di una tomba di antichi signori di Rennes. Alcuni non credono che il tesoro avesse potuto essere sufficiente a condurre un’intera vita di ostentazioni, durante la quale Sauniére si burlò di tutto e di tutti, incluso il Vaticano. Il fatto è storico è che Sauniére si recò a Parigi, dove entrò in contatto con l’occultista Emile Hoffet ed Emma Calvé, fondatrice insieme al Conte de la Rochefoucauld dell’ordine cabalistico della Rosa Croce del tempio e del Graal. Ritornò con tre riproduzioni di tre quadri del Louvre: un ritratto di Clemente V, papa che abol ìl’Ordine del Tempio e, il Sant’Antonio e San Geronimo nel Deserto di David Teniers e “I pastori d’Arcadia” di Nicolas Poussin. Tornando continuò a dissipare un’immensa fortuna, continuò i restauri e fece edificare la Torre Maddalena e un’opulenta casa di campagna che chiamò Villa Bethania. L’ipotesi è che egli fosse entrato in possesso delle prove di una discendenza di Cristo. Questi non sarebbe quindi morto sulla croce, ma avrebbe anzi avuto figli da Maria Maddalena ed un fratello: Taddeo. Alcuni vangeli apocrifi sarebbero concordi su questa versione, ma la Chiesa avrebbe avuto tutto l’interesse a farla tacere ed a favorire il silenzio di Sauniére. Anche i quadri riportati da Parigi non sarebbero stati frutto di un improvviso amore per la pittura, ma si iscriverebbero in una ricerca che avrebbe poi occupato tutta la sua vita. Il quadro di Poussin, in particolare, mostra i pastori innanzi ad una tomba che reca l’enigmatica iscrizione ET IN ARCADIO EGO, che si vorrebbe anagrammabile in ARCAM DEI TANGO, ovverossia “tocco la tomba di Dio”. Le curiosità in merito alla cappella di Rennes-le-chateau si sprecano. Sauniere fece sistemare sul portale la scritta “Questo luogo è terribile”, che anche se è tratta dalle Sacre Scritture non è proprio quella che ci si aspetterebbe di vedere all’ingresso di una chiesa. E che dire della statua del Diavolo Asmodeo e della sconcertante Via Crucis, completamente ribaltata rispetto all’iconografia ufficiale e con una Maddalena con paramenti da vedova? La tomba ritratta da Poussin esisteva veramente, ma il proprietario la fece saltare in aria nel 1971, scocciato dalle legioni di cercatori improvvisati che non riusciva a tenere lontani dal proprio fondo. Alcuni sostengono però che questo monumento fosse successivo alla data del quadro. I fatti sono in realtà pochi e, a parte i vangeli apocrifi, di molto successivi all’età di Cristo. Resta il fatto che i Templari ebbero molto tempo per scandagliare le rovine del Tempio di Gerusalemme e pare che avessero trovato reliquie e documenti in questo stesso senso. Anche la loro spropositata ricchezza e potenza viene attribuita alle loro “scomode” conoscenze ed al possesso di archivi segreti. Certo è che i Templari venerarono Nostra Signora “Notre dame”, ma dietro questa figura non c’era Maria vergine, ma Maria di Magdala, custode del sangue reale (Cristo sarebbe stato erede del Re Davide), ovvero Sang Real, ovvero ancora Santo Graal. Le madonne nere sarebbero la ripresentazione in un’iconografia compatibile col cristianesimo di Iside o della Dea Madre, il che riporta alla maternità della Maddalena. Leonardo Da Vinci pare fosse un dignitario del Priorato di Sion o suo Gran Maestro. In tal caso avrà aderito alla teoria che questo sodalizio coltivava sulla realtà delle vicende di quegli anni in Palestina ed è ragionevole pensare che abbia dipinto l'ambigua figura per evocare la Maddalena. La storia sidiverte con noi almeno quanto noi ci divertiamo con essa. Probabilmente Lei era già a conoscenza di tutta questa storia e di altre minori. Non posseggo archivi da cui trarre ulteriori e determinanti elementi. Se qualcuno li possedesse, resta da pensare, li terrebbe per un circolo di iniziati, li userebbe per darsi anch’egli alla costruzione di castelli e ville o li presenterebbe in un talk show?


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ludoivica Cantarutti
Data: 28-05-2004
Cod. di rif: 158
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: intanto un ringraziamento
Commenti:
Egregio Gran Maestro,
almeno un messaggio veloce intanto per ringraziarla della premura con la quale ha raccontato la storia bellissina di Rennes. L'avevo letta sin dall'uscita dellibro dei due giornalisti della BBC, credo il primo vero libro "rivoluzionario" sul Graal. In questo momento non posso addentrarmi nell'argomento (e fino a lunedì poichè sono fuori sede) ma appena rientro riprenderò il filo del discorso.
Grazie intanto ed a prestissimo
Ludovica

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Zampol Simone
Data: 29-05-2004
Cod. di rif: 159
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: dei Templari e dei talk show
Commenti:
Non ho certamente nulla da aggiungere a quello che ha detto tanto minuziosamente il sig.Maresca sui Templari, devo dire che anche io ne ho sentite tante su questo argomento. Effettivamente la teoria secondo cui la Maddalena fosse "intima" di Cristo, per quanto possa forse sembrare blasfema, la trovo alquanto stuzzicante e innovativa. Purtroppo non ho letto il libro che menzionate ma visto che ne date un così buon giudizio penso che lo farò al più presto, ho letto però il Pendolo di Focault di Eco, nel quale si ripercorre una storia con innumerevoli diramazioni e sbocchi fomentati anche dalla immaginazione dei protagonisti, tanto che ad un certo punto tutto sembra richiamare i Templari e i loro segreti. Temo che spesso il segreto del Graal e dei Templari sia stato abusato per giustificare qualsiasi ambiguità che non si sapeva a chi attribuire, come nel medio evo che si dava la colpa alle streghe per tutte le disgrazie. Sono sicuro però che se mai esistesse qualcuno a conoscenza del segreto del Graal non sarebbe così banale da sfruttarlo per la propria notorietà, sarebbe veramente terribile. Offro io il prossimo giro, non posso certo far pagare solo Lei che è un ospite del nostro tavolo,

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ludoivica Cantarutti
Data: 02-06-2004
Cod. di rif: 160
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: per Simone
Commenti:
Buonasera Simone,
vorei aggiungere un piccolo particolare su tutta questa storia. Cristo era chiamato Rabbi che vuol dire maestro. Allora veniva chiamato Rabbi solo chi era sposato. Il altre parole non poteva essere Rabbi se non era sposato. Nulla di blasfemo dunque. Sarebbe necessario conoscere sempre un po' di storia per saperne di più. Mi piacerebbe sentire l'opinione di Volterri, autore di un libro sull'argomento che stiamo dibattendo. Se ci sta leggendo....
A presto
Ludovica

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Luana Filia
Data: 02-06-2004
Cod. di rif: 161
E-mail: luanafilia@interfree.it
Oggetto:
Commenti:
faccio una tesi sul dandy, una figura che mi ha sempre affascinato, poichè penso che nella sua individualità, nella sua crisi dell'interiorità, nella sua ricerca della bellezza, della forma rappresenta l'uomo dei nostri giorni

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ludoivica Cantarutti
Data: 02-06-2004
Cod. di rif: 162
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: per Luana
Commenti:
Salve Luana, posso chiedere qualcosa di più approfondito sulla "crisi d'interiorità" che appartiene al dandy?
Grazie e si accomodi pure al nostro tavolo
Ludovica

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Alessandro Pancotti
Data: 03-06-2004
Cod. di rif: 163
E-mail: alepancotti@hotmail.com
Oggetto: Il dandy a sua immagine
Commenti:
Gentilissimo signor Andrea Sperelli,

da tempo mi capita di visitare con avvincente interesse questa sezione del sito cavalleresco.
Le faccio i complimenti per il bellissmo lavoro di ricerca che Lei sta compiendo e per la scelta del Suo splendido pseudonimo. E' la prima volta che intervengo, spero di non essere banale.

Il dandy è da sempre la rivelazione di un uomo che non si vergogna di nulla e non aspira a nulla se non al bello. Non concede inestetismi e non li vuole vedere. In quanto corraggioso o vigliacco Egli si eleva sopra gli altri, perchè in fondo vive di superiorità ed indifferenza innate, quest' ultima soprattutto.
Mi chiedevo come possano nascere personaggi dalla psiche così unica e affascianante. Partendo dal presupposto che uno non fa il dandy per professione, lo è semplicemente.
Un Rigaut come nasce? Quali influenze hanno avuto su di lui le esperienze maturate in gioventù, ma soprattutto quale era il rapporto coi genitori?
Un dandy ama circondarsi di cose belle, rifiuta quasi il sentimento... l' unica cosa che forse in fondo è in grado di farlo arrossire..
Non è mai considerato un genio, semmai geniale.
Il bello dei dandy è che li si studia per quello che sono, non per quello che hanno fatto. La loro professione passa in secondo piano. E' l'essenza dell'esistenza che rimane.
Di loro più di tutto spicca l' immagine, che è l'unica vera eredità che ci lasciano.
Che ne pensa.


Sono tutto orecchie.

Con stima cavalleresca,



Alessandro Pancotti da Milano

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 04-06-2004
Cod. di rif: 164
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Come nasce un dandy
Commenti:
Egregio Signor Pancotti,
la Sua superba analisi è correttissima e stupenda in ogni suo punto; ciò che evidenzia è senz'altro vero: del dandy ci rimane la sua immagine, la sua vita, e poco importa il resto. Da una fotografia, da un disegno, è possibile intuirne tutta l'essenza.
altrettanto intelligiente è la Sua domanda: come nasce un dandy? Ebbene, ogni dandy nasce come gli pare e piace, e non c'è una regola - intendo dire che non è possibile, nel caso, risalire ad un dandismo freudianamente parlando analizzandone l'infanzia. Generalmente tuttavia si tratta di individui che furono sempre ben trattati e coccolati dai rispettivi genitori, se non fosse che l'innata ipersensibilità riscontrabile in ciascuno fin dalla prima infanzia portava loro a ingigantire ogni più piccolo screzio o problema. Ma le biografie spesso si avvalgono di metodi piuttosto assurdi, e se la madre di Baudelaire si risposò quando il poeta era ancora giovanissimo, è luogo comune dire che fu questo "rimpiazzo" a sconvolgere profondamente l'animo del dandy fin da bambino. Tuttavia egli fu sempre adororato dalla madre, ed ebbe perfino il tempo di spendere quasi tutta l'eredità del padre, fino a quando il patrigno non gliela tolse imponendogli una misera rendita. L'antipatia verso il patrigno da parte di Baudelaire si può riscontrare solo da questo atto, che aveva ulteriormente rafforzato l'idea di una "sostituzione".
Gli altri dandies, in generale, nacquero in famiglie se non ricchissime comunque ricche; gli altri, più poveri, trovarono in sé già una predisposizione alla ricchezza ed allo sperpero incredibile. Lei mi domanda di Rigaut: i genitori di Rigaut erano poveri, e di conseguenza lo era il figlio; tuttavia questi non si preoccupò mai di economizzare sulla sofferta rendita che i suoi gli elargivano con tanti sforzi, ed anzi sappiamo di per certo c'egli desiderava che morissero entrambi molto presto. Dacché le sue preghiere non venivano esaudite, si separò da loro senza più vederli, continuando però a percepire la sua "paghetta". Come al solito, il dandy del Novecento tramuta la sua sensibilità in insensibilità per proteggersi ed allo stesso tempo per provare quel Piacere assoluto che sta nell'assenza di piaceri.
Tutti i dandies hanno una storia diversa, e non è punto possibile forgiare una risposta precisa ed unificante alla Sua domanda. Quel che è certo, a parer mio, è che il dandismo è un elemento del tutto innato in un individuo, e non è possibile apprenderlo del tutto da qualcun'altro, ma è tuttavia possibile svilupparlo grazie a grandi maestri.
Grazie e a presto, mi ha fatto un gran piacere restare qui con lei, anche se per pochi minuti.
Arrivederci
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 04-06-2004
Cod. di rif: 165
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Jacques Rigaut
Commenti:
Ancora una cosa, Signor Pancotti: su Rigaut non ho certo detto tutto e se la cosa è di suo specifico gradimento, sappia che ne sto preparando in questi giorni una dettagliata biografia.
Ancora arrivederci.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Zampol Simone
Data: 04-06-2004
Cod. di rif: 166
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: sempre in disaccordo..
Commenti:
Gentile Ludovica,

io e te saremmo stati una coppia fantastica, siamo in disaccordo su tutto e sicuramente non ci saremmo facilmente annoiati l'uno dell'altro. Questo argomento evidentemente non fa eccezione anche se non metto assolutamente in dubbio quello che dici su "Rabbi Cristo". Dire però che il figlio prediletto di Dio nato per immacolata concezione, oltre a tutte le straordinarie cose che avrebbe fatto, avesse dei desideri così terreni e poco spirituali mi sembra un non senso, toglie di valore e credibilità anche la sua stessa miracolosa nascita. Non penso certo che avere dei figli o una famiglia non abbia un grande valore ma credo che Cristo, almeno come la fede mi è stata insegnata a suo tempo, avesse dei compiti meno personali. Definirla blasfema probabilmente è una esagerazione ma credo che qualunque ecclesiastico cattolico definirebbe questa teoria perlomeno falsa. Che sia blasfema o meno comunque non mi interessa, al momento sono un ateo "praticante" e credo che il personaggio di Cristo sia fondamentale per la nostra storia di occidentali e di conseguenza per la storia del mondo intero, il resto sono solo piacevoli dissertazioni teologiche, giuste o sbagliate, condivise o meno. Ho voglia di fumare adesso, immagino che qui non ci siano restrizioni di sorta, se tu , il signor Maresca o uno dei nuovi clienti unitisi al tavolo desiderate, vi offro volentieri una delle mie sigarette “fatte a mano” e me ne sto un poco in ascolto.



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ludoivica Cantarutti
Data: 08-06-2004
Cod. di rif: 171
E-mail: ludcant@tin.it
Oggetto: conclusione
Commenti:
Caro Simone,
sì e vero non andiamo assolutamente d'accordo perciò cambio tavolo. Ho addocchiato un tavolo dove forse avrò più soddisfazione.
grazie e ciao
Ludovica

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 09-06-2004
Cod. di rif: 172
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Anche gli atei facciano i conti con la fede
Commenti:
Egregio Zampol,
mi riferisco a quanto Lei accennava poco fa al nostro tavolino alla signora Cantarutti, in seguito alla conversazione che ho intrattenuto con lei riguardo al Priorato di Sion, i Templari e alcuni loro miti. Mi accendo anch’io un sigaro, perché la discussione è piuttosto intensa. L'importanza della figura di Cristo è fuori discussione, ma credo che Lei liquidi con troppa fretta ciò che sta fuori da quanto Lei stesso descrive come "la fede come me l'hanno insegnata". Quelle che chiama "piacevoli dissertazioni teologiche" non sono fenomeni da poco. La rilevanza di questo o quell'episodio o personaggio è causa o conseguenza di una diversa visione delle cose, che può andare dall’origine del mondo a quella sul suo destino. Gli Ebrei, ad esempio, non riconoscono nella figura di Cristo il Messia. Negare la sua natura divina e quindi ricostruire con un altro senso la sua storia è cosa di importanza radicale. Diciamo che la Chiesa, cioè la comunità fondata dallo stesso Cristo, ha già giocato una carta che gli Ebrei sentono che debba ancora essere distribuita. Ovviamente quest'attesa messianica comporta un atteggiamento differente da quello cristiano nei confronti di se stessi, della comunità di cui si fa parte e di quelle di cui non si fa parte. Il fatto che Lei sia, legittimamente, ateo, non dovrebbe distrarLa dall'importanza fondamentale che la religione ed i miti che essa comprende hanno per l'umanità. Essi ancora dividono i paesi tra loro e le varie etnie e fedi all'interno dei singoli paesi.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Zampol Simone
Data: 11-06-2004
Cod. di rif: 173
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: sotto tiro in-crociato...
Commenti:
Sinceramente avrei voluto restarmene un po' di più in ascolto passivo, non intendo e sono sicuro neppure voi, trasformare il Caffé in una specie di "amici di Simone" ma devo necessariamente replicare.
C'é un adagio dei pellerossa che recita "se vuoi andare vai, io non ti fermerò", così ti stringo cordialmente la mano e ti saluto Ludovica, spiacente però che tu non sappia apprezzare le diversità.
Il fatto che io sia ateo non implica certamente che io sia irrispettoso verso la fede o i credenti, non era certamente questo che intendevo trasmettere con il mio precedente discorso e vorrei quindi sinteticamente ripercorrere il mio ragionamento per essere meglio compreso: il libro “il codice Da Vinci” tratta della possibilità che il Graal sia in realtà il figlio di Cristo e della Maddalena, Ludovica ne ha avvalorato la tesi parlando dell'aggettivo rabbi e di tutto quello che esso implica, la fede Cattolica appunto "come mi è stata insegnata" non parla mai di figli di Cristo e parla solo della sua origine divina, ergo la tesi esposta nel libro, anche per altri elementi, non può essere accettata dalla fede Cattolica. Gli ebrei possono tranquillamente accettarla perché attendono ancora il messia e l'accusa rivoltagli di averlo ucciso è stata spesso scusa e motivo per poterli perseguitare. Io sono affascinato dalla fede ma penso che essa derivi da una particolare disposizione d'animo, o la senti oppure no, da ciò deriva anche la mia semplicistica frase "piacevoli dissertazioni teologiche", mi sento solo un osservatore della religione e quindi il fatto in questione lo percepisco come relativamente importante ai fini di un credo superiore, conscio però che queste divergenze influenzano tutt'oggi il mondo nel quale viviamo.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 12-06-2004
Cod. di rif: 174
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Osservatori
Commenti:
Ottimo Zampol,
quanto alla fede religiosa, Lei non si era certo espresso in modo irriguardoso. Sembrava però, dalle frasi che ho citato, che Lei sottovalutasse alcuni aspetti della fede, miti e personaggi, che non sono precisamente dei dettagli. Possono rappresentare il crinale tra una fede e l'altra e, all'interno della stessa, tra ortodossia ed eresia. Le dissertazioni teologiche raramente sono piacevoli e su di esse pesa una tradizione di guerre e di roghi, a cominciare da quello di Jacques de Molay. Questi fuochi non smetteranno mai di ardere e poiché lo sappiamo tutti, abbiamo imparato a considerarli una cosa naturale. Abbiamo infatti già dimenticato le efferatezze inimmaginabili della guerra di religione tra serbi e croati. Ora ceniamo tutte le sere vedendo quanti ne sono stati uccisi a Gerusalemme o a Bagdad, ma invece di riconoscere la vera natura dell'uomo, la nascondiamo ai nostri stessi occhi infilandola sotto una bandiera iridata. Siamo un pò tutti, come Lei dice, degli osservatori.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Durand
Data: 17-06-2004
Cod. di rif: 175
E-mail: mdurand@tiscali.it
Oggetto: Il lavoro stanca...
Commenti:
Sig. aspiranti Dandies,
quanti luoghi comuni ho visto sulla scrivania.
noto con gioia che questo luogo così nobile va proletarizzandosi.
Tuttavia vi prego, i bufali istruti e i recensori che non leggono i libri, le americanate e gli scrittori interessati solo al denaro lasciateli agli interlocutori delle birrerie, non si addicono a un luogo così fitto di citazioni.
Cordiali saluti.

M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 18-06-2004
Cod. di rif: 176
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: la violenza
Commenti:
Egregio Maresca,
a volte mi capita, dopo aver letto un buon libro o ascoltato un po' di buona musica, di accendere il televisore per sentire qualche notizia di attualità. La cosa che subito mi colpisce è l'abisso che passa tra le bellezza delle prime e la mostruosità delle seconde, sembra quasi impossibile che entrambe siano creazioni umane. La religione è solo una delle tante e varie questioni che sfociano in violenza, una volta ho letto da qualche parte che se Dio abitasse sulla terra qualcuno tirerebbe sassi anche alla sua finestra. La violenza, come tante altre caratteristiche, è nella natura umana e spesso prescinde anche dal suo stesso movente, c'è gente che si uccide per fede, per una squadra di calcio o per un motorino. L'uomo è perfetto forse proprio per quello, è capace di opere grandiose ma anche di terribili atrocità. L'essere umano tende poi a dimenticare in fretta perché, da egoista quale è, cerca di cancellare le cose negative per stare meglio con se stesso.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 19-06-2004
Cod. di rif: 177
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: ...ed anche la politica - al sign. Dourand il proletario
Commenti:
Sinceramente credo che esistano poche cose migliori di un Buon Luogo Comune; e se ritieni che anche questo sia un luogo comune, non faresti che darmi ragione. Ma non è di questo che mi preoccupo, piuttosto delle tue opinioni: in un caffè si fanno chiacchere da caffè, è innegabile, e non ci si scandalizzi se qualcuno sussurra nell'orecchio del vicino cose che ha letto sulla prima pagina del giornale. Piuttosto, credo che i tuoi studi scientifico-politici ti stiano leggermente dando alla testa. In questi casi, da buon amico, sai bene quali sono le distrazioni che ti verrei a suggerire... A presto, carissimo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Christian M. Chensvold
Data: 19-06-2004
Cod. di rif: 178
E-mail: cchensvold@prodigy.net
Oggetto: cchensvold@prodigy.net
Commenti:
Hello. I am trying to find the webmaster for the "Il Dandy" site. I would like to talk to him about contributing to my new site, Dandyism.net. Here is the press release:

FOR IMMEDIATE RELEASE

CONTACT:
Christian M. Chensvold
323.428.5002
cchensvold@prodigy.net

DANDYISM.NET:
New blog devoted to men's fashion and style icons blends reverence and irreverence

(LOS ANGELES, 6/15/04) Dandyism.net, a blog devoted to style icons past and present, has officially launched. The site takes an refreshingly unpompous look at masculine panache, blending a reverence for brands such as Ralph Lauren Purple Label and Paul Smith, literacy in Baudelaire and Oscar Wilde, and admiration for all men who combine wit and style with sangfroid and a spirit of independence.

"It's time to rescue dandyism — the word and the concept — from the dust-covered armoire of history," said founder Christian M. Chensvold in an interview with himself. "My goal is to extricate 'dandyism' from the pejorative and restore it into contemporary nomenclature. Dandyism goes back 200 years, and it's never gone away."

Dandyism.net has no problem juxtaposing David Bowie and Cary Grant, Tom Wolfe and OutKast's Andre 3000, Eugene Delacroix and Farnsworth Bentley. All men harken back to the same archetype: The dandy.

The site offers news on dandyish films (such as the upcoming US release of Evelyn Waugh's "Bright Young Things"), new books, fashion designers, stylish travelogues, and a penchant for blending high culture and low humor.

Based in Los Angeles and maintained by writer Christian M. Chensvold (L'Uomo Vogue, Robb Report, Sportswear International), Dandyism.net has a growing roster of contributing columnists and bloggers from the world's great culture capitals, and will soon feature exclusive interviews with today's most stylish men.

www.dandyism.net


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Durand
Data: 19-06-2004
Cod. di rif: 179
E-mail: mdurand@tiscali.it (devo metterla tutte le volte?)
Oggetto: Ad Andrea - il compagno blasonato
Commenti:
Al caffè si, alla scrivania meno.
Ti chiedo scusa per l'esternazione. So che forse è stata fatta un pò fuori luogo, ma da tempo frequento questo posto, ho letto quasi ogni intervento e, nonostante non condivida molte delle tue tesi o degli altri commensali, sempre ho visto nelle vostre parole il frutto di studi e ragionamenti profondamente raffinati. L'altro giorno invece mi sono imbattutto in un paio di lettere atipiche che mi hanno sinceramnte infastidito: l'indole americana dubito sinceramente esista, e se anche esistesse avrebbe comunque prodotto scrittori come Sallinger o Steinbeck, il cui valore artistico non è indubbio.
Ed ancora, lasciate il disprezzo del popolo a chi da esso si distingue. Accetto, pur non condividendo, il giudizio di Voltaire su "le populace", ma non tollero il tuo, Andrea, o quello del Signor Dellacrì, la cui opera mi è del tutto ignota. La Cornwell penso dovreste giudicarla solo dalle sue parole stampate, non già sulla sua origine, sui suoi lettori o sulle sue esternazioni.
I miei saluti, ed ancora le mie scuse per l'inadeguatezza nella scelta del luogo. Ora ti lascio al tuo interlocutore AMERICANO.
A presto
M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 19-06-2004
Cod. di rif: 180
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Hello, mr Chensvold
Commenti:
Dear Mr Chensvold,
the rights of the whole site and of this area are property of the Order of Knighthood. Our goal is no money, but research and practice of man world, tradition and pleasure. This work is created for the knowledge, non for commerce. So for cultural operations, you can extract any file you want: they are unprotected. You write on masculine elegance. Go to the Door of Dress too, in this same site. Open the Notebook or the Blackboard and look around.
If you want to cooperate in any way with this site or with the Order, contact the Gran Master at gran.maestro@noveporte.it. He is the webmaster.
If you want to work to new areas of your site, cooperating with the author of the text of "IL DANDY", contact Andrea Sperelli at sperelli8@email.it. He takes care of this area, writes the texts and answers to the questions on dandy world.

Greetings

The Knighthood Chancelor


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 19-06-2004
Cod. di rif: 181
E-mail: sperelli8@email.it (sì, devi metterla tutte le vol
Oggetto: A Marco Dourand, che si è svegliato con la luna storta
Commenti:
Caro compagno, vorrei capire prima di tutto quali sono le "lettere anti-americane" che hai avuto il dispiacere di leggere; poi, in secondo luogo posso confessare, vergognandomene un poco, di aver letto due libri della Cornwell: "Ritratto di un assassino" - dove parla di Walter Sikert in maniera direi, per usare un eufemismo, irrispettosa - e "Morte innaturale"; da questi due romanzacci di terz'ordine ho avuto modo di constatare quanto il cinema americano prenda spunto dalla propria letteratura contemporanea e viceversa: il solito e noiosissimo serial-killer si aggira per la città, taglia qualche testa di quà, fa una stupratina di là. La paranoia portata all'esasperazione: sono convinto - è solo una opinione, e siamo sempre in democrazia! - che esista un'indole americana, invero; consci del proprio potere nel mondo, della propria superiorità di mezzi, essi hanno solo un incubo che li terrorizza: la possibilità di essere colpiti dall'interno. La metafora della serpe in seno è espressa in tutti i film e libri sui serial-kiler che il pubblico americano di bocca buona legge e guarda avidamente in televisione e al supermercato. E chiaramente il serial-killer è già una moda.
Eppoi, a parte tutto, dovresti conoscermi abbastanza per sapere che non giudico mai un'opera (letteraria o artistica in genere) senza prima averla veduta. E posso dire, anche se non sono Voltaire (e ringrazio in segreto Dio per avermelo evitato) che l'opera della Cornwell come quella di decine d'altri scrittori o registi è quasi obbligatoriamente valutabile anche dal tipo di pubblico che se ne interessa, così come lo è tutto il resto. Che siano americani o no.
D'altro canto, non è "l'indole americana" ad aver prodotto scrittori capaci come quelli che tu citi, oltre che a Tom Wolfe, Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway ed alri ancora; non è la scemenza americana ad aver prodotto Duke Ellington, Benny Goodman, Fred Astaire, Aaron Copland, Leonard Bernstein o James Whistler.
Ma quando è il petrolio o la paranoia a muovere un intero Paese, ebbene io credo che si possa parlare di indole americana.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 23-06-2004
Cod. di rif: 182
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: ho visto cose che voi italiani non potete immaginare...
Commenti:
Ieri sera, nonostante il mio animo cerchi di sfuggire alle brutture che troppo spesso si vedono, sono anch’io stato spettatore consapevole e consenziente di uno spettacolo orribile: la partita della nazionale. Ho visto il degno e triste epilogo di una storia iniziata già nel 2002, con protagonista una nazionale di super campioni super pettinati, super motivati nonché osannati, opera scritta a due mani da Trapattoni e Carraro. Ho potuto vedere una nazionale che di super, forse, aveva solo l’incapacità, un allenatore che riusciva a malapena a motivare la squadra fino al gol del vantaggio ed una federazione che politicamente vale meno di quella coreana e di quella bulgara. Non credo sia pretendere troppo chiedere un minimo di coraggio e spregiudicatezza, una squadra dimostra la propria forza imponendo il proprio gioco e non con il contropiede o la disperazione, se l’Italia non ci riesce evidentemente non è uno “squadrone” come tutti credono. L’unica cosa che mi rimane è cospargermi la testa di cenere e fare ammenda per aver persistito nella visione di quell’orrore. Forse, come Dorian Gray di fronte al proprio ritratto ormai deformato dai propri vizi e peccati, anche io provo un certo perverso piacere nel cercare in mezzo a tanta bruttura una piccola parte di me. Vorrei concludere il mio discorso ringraziando i nostri amici svedesi e danesi che ieri sera hanno reso gli europei più uguali a noi italiani poco sportivi e leali. Spero di non aver offeso nessuno per aver parlato di una cosa così volgare in uno spazio delicato ed elegante come questo, credo però che il calcio sia una forma d'arte, almeno in alcuni rari casi.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 23-06-2004
Cod. di rif: 183
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Calcio? Perché no.
Commenti:
Egregio Zampol,
tempo fa apriva una chiacchiera sulla violenza, ma non ho mai risposto per il semplice fatto che concordo con Lei sulla violenza come attitudine naturale. Talvolta è tollerabile o addirittura auspicabile, ma solo se usata in risposta ad altro atto violento. E' proprio il calcio che oggi ci offre invece esempi continui di violenza verbale, gestuale e fisica . Lo sport dovrebbe essere palestra di virtù, esempio di disciplina e correttezza, ma poiché il calcio si è definitivamente tirato fuori da questo destino è opportuno ignorarlo. Quanto ad essere arte, se ne vede di tanto qualche sprazzo, ma poca roba.Non è tempo di artisti e la storia lo dimostra. E' proprio il più grande artista ad essere il più emarginato. Nessuno ricorda che lui, tartassato dai difensori, più volte mandato all'ospedale, anche con la maglietta strappata dai continui strattoni non fece altro che mostrarla. Mai degenerò sul campo in atti indegni di un atleta, sempre preoccupato solo di segnare o di far segnare i compagni, esclusivamente pensando ad offrire uno spettacolo, ma si è vista negare la meritata palma di giocatore del secolo. Finita l'arte, finito l'agonismo, nel calcio non resta che il sospetto e lo scontro di tifoserie. E' doveroso guardare altrove.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: simone zampol
Data: 13-07-2004
Cod. di rif: 184
E-mail: sim@libero
Oggetto: più rispetto per la religione
Commenti:
Egregio Maresca,

Tempo fa, a ragione, mi disse che anche noi atei dovremmo avere maggiore rispetto per la religione e la fede, la sua missiva però dovrebbe essere indirizzata ad altri.
La settimana scorsa si è aggiunta alla lunga serie di difficili rapporti interreligiosi un nuovo capitolo con la "scoperta" della scuola per mussulmani. La parola "integrazione" per spiegare questa scelta mi sembra inappropriata, infatti questo termine implica coesione e collaborazione tra le parti, non un isolamento. La volontà di queste persone di potersi comportare come meglio credono in nome di qualche religione può essere legittima se questo comportamento non lede le più comuni e normali regole già esistenti, volontà comunque che dal loro punto di vista può anche essere compresa. Quello che più mi infastidisce è questa debolezza con la quale si subisce questa situazione, fingendo che lanciare crocifissi dalle finestre o sentirsi offesi in mezzo ai cattolici siano sentimenti comprensibili. Altra cosa assurda è la mancata menzione della religione nella costituzione europea, adducendo frasi quali "Dio è in noi e non serve scriverlo per sentirlo", secondo questo ragionamento anche la carta dei diritti umani non ha senso perché tutti sanno che la violenza sulle persone è sbagliata, che senso ha scriverlo? Dall'altra parte c'è il radicalismo ateo francese che, di questo passo, vieterà alla gente perfino di parlare a voce alta perché potrebbe offendere qualcuno. Anche se sono ateo mi infastidiscono queste offese che colpiscono le basi stesse della mia cultura, trovo altresì grave l'acquiescenza di molte persone che considerano normali queste cose. Il mio discorso fa, evidentemente, di tutta un'erba un fascio, certo è che se pochi ferventi credenti riescono a fare tutto questo senza che noi occidentali facciamo nulla, immaginiamoci se tutti gli immigrati intendessero comportarsi così, ci troveremmo in uno stato fatto di piccole minoranze piene di odi e rancori tra di loro. Quindi massima libertà a tutti, ma ancor più rispetto per una cultura ed una religione che, nel bene e nel male, sono le colonne portanti di tutto quello che siamo e del mondo nel quale viviamo.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Sofia Grimaldi
Data: 29-07-2004
Cod. di rif: 185
E-mail: sofia.grimaldi@virgilio.it
Oggetto: Perché non rilassarsi?
Commenti:
Egregio Monsieur Zampol,
mi vien subito da domandarLe cosa ricava da tutto ciò? Sa, quanto me, della nostra singolare impotenza di fronte agli avvenimenti e alle "tendenze" del mondo...e allora perché disperarsi? Si rilassi invece, pensi a Se stesso e alla divina Bellezza...avrebbe già tutto e con la più alta delle soddisfazioni.
E verò, in un caffè si discute di tutto ciò che accade...ma così facendo ci si può anche annoiare.
Mi dica, Monsieur Zampol, cosa ne pensa di questo incantevole aforisma:

[Il dandy è] " Il piacere di stupire e l'orgogliosa soddisfazione di non essere mai stupiti" (Baudelaire)

Lo trovo sorprendentemente eccezionale.

Lieta della Sua conoscenza.

Cordialemente

Sofia Grimaldi

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 31-07-2004
Cod. di rif: 186
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Da ateo a monaco - A Zampol e Grimaldi
Commenti:
Ottimo Zampol,
quando mi rivolgevo a Lei per chiedere la giusta considerazione della rilevanza storica e sociale delle religioni avevo qualche buon motivo, atteso che Lei aveva liquidato come "piacevoli dissertazioni teologiche" argomenti che hanno segnato profondi sochi tra gli uomini e ne hanno portato qualcuno al rogo. Ora vedo che l'influenza della religione sulle cose del mondo non Le è ignota e forse quella frase fu solo un vezzo.
Trovo impraticabile il consiglio che Le proviene dalla signorina Grimaldi, che di un ateo vorrebbe fare un chierico, isolato nella contemplazione di una Bellezza che a Lei non potrà mai apparire come Divina.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Sofia Grimaldi
Data: 31-07-2004
Cod. di rif: 187
E-mail: sofia.grimaldi@virgilio.it
Oggetto: Incorreggibile difettaccio!
Commenti:
Gentile signor Maresca,
trovarci seduti allo stesso tavolo è per me un graditissimo piacere! Spero di non aver bruscamente interrotto la Sua conversazione col signor Zampol e, se l'ho fatto, chiedo scusa, ma credevo che questa fosse già terminata da un bel pezzo.
Circa l'"impraticabilità" del consiglio (che non intendeva esser tale), è ovvio dire che non era di certo nelle mie intenzioni fare del signor Zampol un fedele della Bellezza; qualcuno crea i propri dei; qualcun'altro adora quelli già "istituiti" da antichi predecessori; per altri non esiste alcuna divinità. Oggetto dell' intervento non era certo il pensiero del signor Zampol, ma la discussione stessa. Mi rendo conto quanto questo sia frutto del mio eccessivo individualismo che, come Lei ha perfettamente accennato, tende ad isolarmi. Il risultato è insomma un disinteressamento, o meglio una scarsa considerazione, di quello per cui Io non decido, e mi riferisco alla mal usata arroganza dei potenti. Sono consapevole dei disastri e dei massacri nati dai violenti scontri tra diverse culture e religioni; mi trova d'accordo sull'azzardata espressione usata dal signor Zampol "piacevoli dissertazioni teologiche" e sul maggior rispetto necessario per una migliore e più civile convivenza tra i popoli, ma deve scusarmi se non riesco a parlarne entusiasmandomi! Sarà un mio "difettaccio", ma evidentemente incorreggibile!
Puntualizzo infine l'accresciuta stima che, aldilà delle contrastanti vedute, nei salotti e nei caffè, mi lega "alle persone che pensano", peculiarità, oggi, di non poco conto.

Cordialmente

Sofia Grimaldi

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 31-07-2004
Cod. di rif: 188
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Il potere dell'esempio
Commenti:
Gentilissima signorina Grimaldi,
lungi dal disturbare, la Sua presenza al tavolo è un onore ed un piacere. Come per me, certamente anche per il signor Zampol. Quanto alla discussione con quest'ultimo, essa non era chiusa, ma avevo trovato un po’ faticoso rispondere perché, come lo stesso Zampol lucidamente confessava, mi sembrava che avesse fatto un sol fascio di molta erba e non sapevo da dove cominciare. Quanto all'impossibilità di influenzare le cose del mondo, non si fermi ai poteri forti e guardi alle grandi opere compiute da quelli deboli. Non sottovaluti le segrete vie attraverso le quali il pensiero e la fede del singolo influenzano il cosmo. Fede e pensiero, cioè convinzione e coscienza, cioè coerenza nell'agire e organicità nel concepire, non restano inefficaci come Lei crede. Se per tutta la vita (tempo così lungo che richiede fede) io perseguo ed attuo comportamenti congrui (riferendomi quindi ad un pensiero organico e coerente), la mia sola attività genererà qualcosa di molto potente: l’esempio. Si chieda perché qui al castello non si perde tempo in quelle discussioni e polemiche in cui si impantanano quasi tutti i forum del vastissimo universo della rete. E’ l’esempio ciò che governa silenziosamente questo fenomeno e – mi creda – influenza sfere ben più ampie. La chiesa li chiama santi, la patria li chiama eroi, noi cavalieri li chiamiamo solamente esempi e così ne riconosciamo in numero ben maggiore della prima e della seconda. Attraverso livelli sottili che Lei ancora non vede, chi rifiuta il bicchiere di plastica, chi si astiene dal facile turpiloquio, combatte il “potente” ad armi pari. Nessuna cosa, nessuna abitudine è morta sino a quando anche un solo uomo la comprende o la pratica. Il singolo, ogni singolo, è tempio e museo universale. Ciò che Lei sa e ama non può esserle tolto e Lei, anche da sola, può custodirlo per tutti. Mi scuso per essere andato così in là. Forse avrà sentito come una forzatura questo sguardo verso zone dove Lei non è abituata a spingersi. Lei è infatti convinta che la “più alta soddisfazione” nasca nell’isolamento, cioè nel vivere esperienze che escludono l’esterno, ritenuto inattaccabile. Forse, ma molto forse, sono riuscita a generare un dubbio. Quando fosse così, ne andrei fiero. Lei non ha nessun dovere di credermi o di considerarmi un Maestro. In quest’area conversevole, dove ci si spinge molto lontano e si parla con interlocutori assolutamente alieni dai principi che governano il nostro Ordine, i miei titoli non valgono nulla. Le chiedo solo di non rispondermi con certi “io volevo dire”, “io avevo detto”. Mi stimi almeno quanto basta per fidarsi della mia interpretazione di ciò che Lei ha detto, che non è altro che ciò che Lei attualmente è. Ora beviamo qualcosa. Ho parlato troppo, in larghezza, lunghezza e profondità, sicché un buon bicchiere ristabilirà al confidenza che si addice a questo piccolo tavolo.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Sofia Grimaldi
Data: 01-08-2004
Cod. di rif: 189
E-mail: sofia.grimaldi@virgilio.it
Oggetto: La tribuna.
Commenti:
Esimio signor Maresca,
mi creda se Le dico che la mia voce è disposta al conforto e la mia spalla all'abbraccio di nobili animi e forti combattenti dal cui prezioso sangue e dalle cui battaglie anch'io inevitabilmente ho tratto giovamento. Ad esempio la forza dei partigiani mi permette oggi di mostrarmi per quel che sono e ad astenermi da qualsiasi campo di battaglia. Così facendo non cerco protezione dietro gli scudi dei coraggiosi guerrieri; osservo silenziosa dalla tribuna, sorreggendo gli animi ma sperando che la volgarità e l'inciviltà non riprendano il sopravvento. Applaudirò i guerrieri, sia che essi abbiano vinto, sia che essi abbiano perso, ma mai come loro troverò la forza di lottare. Mi manca fede, convinzione e soprattutto coerenza. Ciò che credo "giusto" la mattina, lo trovo "poco corretto" il pomeriggio e del tutto "sbagliato" la sera! Ha ragione, vivo in un isolamento, un isolamento "psichico" che mi porta però a guardare oltre, anche in quelle zone di cui Lei ha parlato. Ma è sufficiente un solo sguardo, una sola occhiata per voltare il viso e scendere anche dalla stessa tribuna. Il mio non è un isolamento imposto per scelta di vita, sarebbe limitante e riduttivo, ma un isolamento che definisco "consequenziale" ai disdicevoli spettacoli del teatro "Cosmo".
Per mia fortuna, capaci Cavalieri conoscono i preziosi elementi per creare eccezionali spettacoli! Seguo i Vostri forum da più di un anno e, oltre ai miei libri, il Vostro castello è l'unico rifugio che mi allieta l'anima dalle esterne vicende. Chissà che non scenda in campo!O forse l'ho già fatto! Ma Voi, determinati Cavalieri, fate in modo che gli spettatori in tribuna siano sempre più numerosi; portateli con Voi in battaglia e continuate a lavorare affinché il Vostro esempio sia ben inciso sulle fulgide armature. Ve ne sarò umilmente e per sempre riconoscente: Io non so far d'esempio, e se ci riesco, non è per mie intenzioni.

Sì, ha ragione, ordiniamo qualcosa. Nel frattempo accendo una sigaretta; la deliziosa atmosfera del caffè mi trasmette serenità.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 02-08-2004
Cod. di rif: 190
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: Ci siamo scordati di Baudelaire..
Commenti:
Gentile Grimaldi


Dopo il discorso che ho fatto ultimamente vedo con piacere che la compagnia si è fatta più numerosa, è importante avere vari punti di confronto, perché anch’io, come il sig. Maresca, non credo nell’isolazionismo. La vita va vissuta sotto tutti i punti di vista possibili, solo così riesco ad avere consapevolezza di me e dei miei limiti e per questo biasimo questa tendenza generalizzata allo “xenocidio”. Cosa sarebbe stato di Baudelaire senza le sue donne, o di Rimbaud senza la sua critica sociale, il suo fuggire di qua e di la, il suo amore per Verlaine, io sinceramente non riesco ad immaginare queste persone escluse da un contesto più ampio, la Sua scelta di certo la rispetto anche se non la condivido. Il mio modo di parlare è probabilmente chiassoso e un poco provocatorio ma ciò scuote le menti ed i sentimenti, sinceramente è da quando ho fatto quel discorso che non ascolto più notiziari, non ho una grandissima considerazione dell’uomo moderno e del cattivo uso che sta facendo delle sue straordinarie potenzialità, a parte casi particolari ovviamente ma cerco sempre di trovare cosa di positivo c’è in chiunque.
La sua domanda è ormai passata in secondo piano, ma vorrei risponderLe ugualmente.
La frase di Baudelaire penso possa avere una duplice interpretazione, da un punto di vista esclusivamente estetico e da un punto di vista di esperienze di vita. Dal punto di vista estetico il dandy non è mai banale, ha sempre quel pizzico di eccentricità che lo contraddistingue in maniera netta ma elegante dagli altri, cosa che evidentemente non riesce ad una persona comune che riesce ad essere o banale o volgare nel proprio abbigliamento o nel proprio atteggiamento.
L’altro punto è forse più profondo, credo indichi il dandy come uomo “vissuto”, una persona cioè che non si fa stupire da nulla proprio perché l’ha già vista e sperimentata, elemento che naturalmente meraviglia la persona comune che non può vantare certo tali ampie esperienze che ha evitato per ignoranza o paura. E’ evidente comunque che la forza del dandy sta proprio nel saper scavare la vita fino in fondo, a lui non interessa il fine ma la ricerca in se, non ha “un obbiettivo” ma “molteplici ricerche”, una specie di esploratore continuo. E’ altresì evidente che il dandy non può avere un’esperienza totale, il fatto nuovo però non lo spaventa, magari se ne fa trascinare ma mai travolgere, riesce sempre a mantenere la sua individualità. Questo è quello che penso e non mi offendo certo se qualcuno intende confutare o correggere il mio pensiero, che come tutti i pensieri è soggettivo e quindi imperfetto ed impreciso. Bevo volentieri qualcosa anch’io.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Sofia Grimaldi
Data: 02-08-2004
Cod. di rif: 191
E-mail: sofia.grimaldi@virgilio.it
Oggetto: La vita sociale e l'orgoglio.
Commenti:
Gentilissimo signor Zampol,
che piacere trovarla della mia stessa opinione! Quali parole più sagge: "Non ho una grandissima considerazione dell'uomo moderno e del cattivo uso che sta fecendo delle sue straordinarie potenzialità"! E la giustificazione è praticamente la stessa che il signor Maresca ha dato per il calcio: potrebbe risultare un gradevole spettacolo, ma il business si è sostituito allo sport, e per questo va ignorato. E' precisamente questo "l'isolazionismo", come Lei lo chiama, a cui mi riferisco, concretizzato in una scarsa considerazione di tali fenomeni (calcio, guerre, politiche...). Ma anch'io come Lei, non riesco ad immaginare Baudelaire senza le sue donne o Rimbaud senza la sua critica. Qualsiasi uomo conduce una vita sociale, piatta o esaltata che sia, e forse si stupirà, dopo questa continua ripetizione della parola "isolazionismo", se Le dico che ultimamente mi diverto nelle lettura di biografie di bizzarri personaggi del tempo. Mi capita di fermarmi e dire: "Ma sto leggendo una biografia o un libro di fantascienza!". Non mi passerebbe mai per la testa di leggere un libro sulle religioni, ma chiaramente riconosco le diverse preferenze di ciascuno, motivo di paragone e scambi culturali, ma per tal motivo il mio primo intervento era soltanto un modo "carino" ma forse provocatorio di dire "Signori,se la Vostra discussione è terminata, vorrei sedermi al Vostro tavolo e parlare di altro, se siete d'accordo"! N'è venuta fuori una discussione più divertente del solito.
Circa l'aforisma baudelairiano mi trova un pò meno d'accordo. O meglio, credo che sulla prima parte, "Il piacere di stupire", l'esimio Curatore abbia già dato un' eccellente spiegazione, per la quale lo ringrazio immensamente. Sulla seconda proposizione, "l'orgogliosa soddisfazione di non essere mai stupiti", conservo ancora qualche dubbio. Non penso infatti che il dandy non si stupisca di nulla in quanto ha già vissuto quell'esperienza. E' vero, un tal personaggio vanterà di un cumulo di esperienze piuttosto frivole, ma, come Lei afferma, non può avere un' esperienza totale. Allora credo che il dandy umanamente si stupisca, ma non lo dimostri affatto. Mi viene quindi da chiedermi, il dandy è orgoglioso (come lo stesso aforisma suggerisce)? Me ne dispiacerei, per orgoglio spesso non si concludono tante cose, seppur desiderate. Rivolgerei la domanda all' egregio signor Sperelli, ma posso in parte immaginare la risposta: non se ne ha una univoca. E credo che proprio questa sia un' amabile peculiarità del dandy: l'impossibilità di definirlo è sinonimo di non classificazione. Eccezionale, no?!


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 04-08-2004
Cod. di rif: 192
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Una fugace apparizione
Commenti:
Gentilissima signora Grimaldi, è passando di qui per caso che ho udito le Sue ultime affermazioni e, dacché non si nomina un Curatore invano, siederei giusto cinque minuti - sempre che Ella me lo permetta - giusto per ribadire un concetto forse un poco ostico, ma che val la pena d'esser compreso; spero di non disturbala se fumo: siederò giusto il tempo necessario.
Della capacità di stupire se ne è già parlato, sebbene non in questa sede. Circa invece lo stupirsi, il discorso non cambia molto: se il disprezzo, la sufficienza e la derisione che il dandy ha verso la società permette allo stesso di "stupirla" (senza contare la sua stessa esistenza, sono gli atti, a volte, che son compiuti con il solo fine, è vero, di sfottere il prossimo) - ebbene, questi fattori che prevedono immancabilmente la condizione "dandy" superiore praticamente a tutte, spingono il dandy a dare pochissima o quasi nessuna rilevanza a ciò che accade al popolo attorno a lui. Ma più della superiorità può la noia: del resto - ci si pensi - sono poche le cose in grado di scuotere l'accidioso per eccellenza.
Senza contare il fatto, in fine, che non sta molto bene mostrarsi sorpresi: altrimenti che fine fa la freddezza? Ella va di pari passo con l'imperturbabilità.
(Che poi i dandies si stupiscano, sotto sotto, è un dato di fatto: basta leggere qualche loro diario per rendersene conto; non sono certo insensibili: anzi spesso celano una vera e propria ipersensibilità).
Gradirei, se mi è permesso, aggiungere un piccolo parere riguardo quell' "isolazionismo" di cui si parla tanto: sarà certo difficile immaginare Baudelaire senza la sue donne - tuttavia vi sfido a trovare una qualche considerazione di queste ultime nel cuore o nel cervello di Baudelaire stesso. Che egli ne abbia avute tante è un dato di fatto, e che una o due gli abbiano anche cambiato l'esistenza, è vero pure questo. Ma le donne per Baudelaire non furono mai come la follia per Van Gogh: date un anti-depressivo al pittore ed egli smetterà di dipingere. Togliete le donnine a Baudelaire, ed egli continuerà a scrivere.
Ed ora, vogliano scusarmi, mi dileguo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Sofia Grimaldi
Data: 04-08-2004
Cod. di rif: 193
E-mail: sofia.grimaldi@virgilio.it
Oggetto: Vanitoso amor proprio.
Commenti:
Eccellente Curatore,
non chieda più alcun permesso, sieda al nostro tavolo ogni qual volta ne avrà voglia. E poi disurbarmi il fumo! Accendo piuttosto una sigaretta con Lei.
Colgo innanzitutto l'occasione per ringraziarLa nuovamente. Le Sue risposte risultano essere così esaustive e, per tal motivo, prive di commento. Ma a tal proposito, sullo stupirsi, giusto ieri sera, cominciando la lettura del libro "Le diaboliche" del noto dandy Barbey D'Aurevilly, mi è comparsa sotto gli occhi un'espressione che fa proprio al caso nostro: "Questo dandy aveva già recuperato la calma; un dandy, si sa, considera ogni emozione indegna di lui, e ritiene, con quel dabben uomo di Goethe, che lo stupore non possa in nessun caso fare onore ad un uomo". Le sue precedenti affermazioni, fugace Curatore, non avevano certamente bisogno di conferme o testimonianze, ma in seguito alle recenti discussioni a questo tavolo, tali righe hanno particolarmente colto la mia attenzione.
Riguardo la sfida a trovare una qualche considerazione delle "donnine" o degli "anti-depressivi", come Lei preferisce, nel cuore o cervello di Baudelaire, credo che la sfida sia già persa in partenza. E' sufficiente dare una breve lettura alla sezione "Le Donne" per rendersi conto quanto non molto era considerato il gentil sesso dal dandy. Ma è anche vero che quest' Uomo ha amato, sposato e sofferto e non so fino a che punto possa parlarsi di scarsa considerazione.
Pensadoci però...mi rendo conto come l'amor per una donna sia così misero e quasi nullo rispetto all'amor proprio di cui il dandy è vanitosamente inebriato.

E' stato un piacere, Curatore.



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Alessandro Vecchiato
Data: 24-08-2004
Cod. di rif: 194
E-mail: alessandro_vecchiato@libero.it
Oggetto: i dandy prima del Dandysmo
Commenti:
Stimabile signor Sperelli,

man mano che mi addentro nell' evisceratio della torre che ospita il Suo trattato sul Dandy cresce la considerazione che ho del meticoloso (ma non pedante)curatore !

Vorrei però fare una considerazione che come tutte le cose ovvie non vanno oltre la loro stessa ovvietà, e l'oggetto di questa mia le avrà già dato uno spunto: la Galleria raccoglie personaggi di notevole spessore, ma trascura uomini vissuti prima del consolidarsi (evito il termine codificarsi: sarebbe un'evidente contraddizione)del dandysmo, ma che per modus vivendi potrebbero a mio avviso ben figurare accanto ai nomi 'ufficialmente riconosciuti'.

Certo, se si intende annoverare unicamente le personalità chiaramente ascrivibili alla cronologìa sinora stilata allora il Suo lavoro é ineccepibile, ma se il concetto vale per coloro che precedentemente si sono distinti (mi permetta il doppio senso dandystico...) vorrei sommessamente suggerire Raffaello Sanzio.

A noi oggi sono giunte le sue somme opere (il che già testimonia il senso estetico sublime), ma la sua vita é forse l'opera meno nota: se ne hanno poche testimonianze attendibili, ma si sà che era di una bellezza eterea; difatti la morte a soli 36 anni mosse moltitudini di donne che lo piangevano come un idolo dei giorni nostri (o meglio del secolo scorso: non ce ne vedo in molte a disperarsi dietro alla salma di un Ricky Martin), a differenza del concorrente Michelangelo, che si addobbava di scuro ed in fogge semplici, lui sfoggiava copricapi e giubbe sgargianti ed elaborate strette in vita dalla cinta cui pendeva un pugnale decorato.

Riterrei degno di nota anche Giacomo Casanova, vissuto nello splendore della Venezia barocca, e famoso nell' Europa del Settecento: non bello ma di statura non comune e presenza carismatica, nobile di sangue ma non di condizione in quanto illegittimo; viaggiatore, raffinato buongustaio, abile violinista, giocatore d'azzardo (nonchè inventore della lotterìa), l'unico ad evadere dal terribile Carcere Dei Piombi (da cui si entrava passando il Ponte dei Sospiri, detto così perchè lo si varcava solo una volta), s'abbigliava con i migliori tessuti che giungevano a Venezia dall'oriente, maneggiava (per fronteggiare i vari mariti traditi) solo le lame dei migliori spadai impreziosite da gemme e ceselli, amico di Voltaire e di Mozart... e non mi dilungo per non durLa a noia.

Sull'argomento Dandies Lei é ben più ferrato del sottoscritto, e certamente al primo manca la decadenza (suo malgrado) del secondo, ma confido che il Suo giudizio saprà ben valutare la benemerenza di due grandi uomini.

Cordialmente

A.V.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 24-08-2004
Cod. di rif: 195
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Raffaello e Casanova
Commenti:
Egregio Signor Vecchiato,
è un vero piacere incontrarla qui, in questo caffè inizialmente modesto ma ora, con l'aumentare degli avventori, paragonabile ad un Baratti & Milano.
Il suo intervento è senza dubbio degno di nota: dimostra passione per l'argomento, e la cosa non può che lusingarmi, dacché sono i miei scritti ad ispirarla, in qualche modo.
La Galleria vuole racchiudere, come lei giustamente intuisce, solo i dandies che possono essere definiti effettivamente tali perché vissuti contemporaneamente o successivamente al "Beau" Brummell.
Di animi "dandistici" precedenti se ne riconoscono, a volte, taluni; ma il fatto è che il dandismo è un prodotto della società borghese, coi suoi idoli e le sue ipocrisie, e nel partire da questo assunto è difficile dire che personaggi precedenti a questo periodo siano dei rivoltosi come questi elegantoni, in quanto il sistema sociale era radicalmente diverso.
E' possibile parlare di esteti, sicuramente, precedenti, ma difficilmente di dandies.
Per quanto riguarda le argute ipotesi da lei avanzate, non ho nulla da dire riguardo a Raffaello poiché non ne ho una conoscenza approfondita se non per quel che riguarda l'opera pittorica - mentre un discorso più ampio è possibile farlo considerando la figura di Casanova - il quale non fu, ahimè, un dandy. Difatti la sua attenzione all'eleganza tendeva senza mezzi termini a seguire la moda del momento, in quanto la sua era un'estetica mirata a piacere alle donne e a rassicurare il prossimo, e non, come vuole la regola dandistica, a piacere in primis a se stessi. Casanova era un sedotto: sedotto dalle donne e dal mondo, e tentato di piacere a sua volta per potersi muovere nella società aristocratica in qualità di sensuale "infiltrato".
Differentemente, sarebbe facile in un certo qual senso definire Don Giovanni (un seduttore, e non un sedotto!) un dandy. Ma il primo ostacolo da superare è... che non esiste.
Le porgo cordiali saluti, ma prima avrei il piacere di degustare un buon sigaro in sua compagnia nella cornice di questo elegante caffè cavalleresco.
Con stima,
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Henar Jiménez
Data: 26-08-2004
Cod. di rif: 198
E-mail: the_appreciative_maiden@hotmail.com
Oggetto:
Commenti:
VIVA!

Pity not to know Italian,I'm sure you are saying very interesting things at the moment.
I invite everyone who's also attracted by the dandies world,and likes the atmosphere of this caffe,to contact me at the above address.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 27-08-2004
Cod. di rif: 199
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: International style of the Caffè
Commenti:
Welcome back, miss Jimenez!
I am sure that some Visitors from Italy and others countries can write in English. I invite them to make en effort so that a young client of doesn't feel alone any more at his table. Write here in English or Spanish, French or Greek. Readers from over fifthy countries come here every week. Because the style and matters of our Caffè is international, I hope will be the same with the languages.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Henar Jiménez
Data: 29-08-2004
Cod. di rif: 200
E-mail: MHenar8@hotmail.com
Oggetto: Divine Comedy y dandies imaginarios
Commenti:
Queridos invitados del Caffé,
escribo para hacer una recomendación musical. Hace unos meses una persona habló del grupo The Divine Comedy,pues bien,yo también lo recomiendo,aunque no comparto la opinión de que Neil Hannon,su líder,sea incluido entre los dandies de esta selecta lista.
Sólo tengo un disco suyo, "Promenade",que está estructurado como un día en la vida de una pareja,desde el baño de ella en "Bath" hasta la juerga alcohólica de él en "A drinking song". Hay una canción dedicada a los libros y otra al marisco. En fin,es una delicia,suave,gracioso y elegante.

----------------------------------------

También escribo para recordar esa sección de dandies del cine y la literatura que tenemos pendiente. De momento se me ocurren tres personajes:Dorian Gray,Sherlock Holmes y Arsenio Lupin,el ladrón de guante blanco.
Aquí queda la sugerencia...
Saludos.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 29-08-2004
Cod. di rif: 201
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Musica y imaginaciòn
Commenti:
Senorita Jimenez,
no sé nada del grupo Divine Comedy, pero me gusta mucho el titulo "A drinking song", siendo yo un aficionado (nunca arrepentido) del alcool. El Curatore senor Andrea Sperelli me enviò un listado de los nombres que iràn a componer la seccièn de los dandy imaginarios. Va a ser un equipo extraordinario. Espere un rato y verà.
Le puedo brindar algo?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: anna paola fasani
Data: 02-09-2004
Cod. di rif: 202
E-mail: annapaof@tin.it
Oggetto: conoscersi
Commenti:
Ho trovato il vs. sito molto interessante e piacevolmente nuovo . Lo consulterò speddo . Grazie, anna paola

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 06-09-2004
Cod. di rif: 222
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: troppo gentile
Commenti:
Gentile Signora Fasani, la ringrazio per i complimenti indirizzati ad un lavoro costato diversi anni di ricerche approfondite ed ora premiate dai complimenti che Lei ad altri visitatori mi fate. Che dire? la ringrazio sentitamente e la prego di scrivere ancora nel caso bisognasse di qualche delucidazione circa l'argomento. A presto
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: William Philip Evershine
Data: 06-09-2004
Cod. di rif: 236
E-mail: shine@google.uk
Oggetto:
Commenti:
Dear Mr Sperelli im very thank to you for these very nice site,i hope you can comprise the english leanguage.I think it's one of the most complete site about the contradictory objects of the dandies i've find;Unfortunately i can comprise lots of italian leanguage so i give to you an advice because of your is one of the most nice site about the dandies why doesn't put in the site a french an english and a spanic area?
i think you can have more visitors.
Sorry but i have another question whats the tie about decadentism and dandysm?

Write me soon your friend.
William Evershine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 07-09-2004
Cod. di rif: 238
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: English areas
Commenti:
Dear Mr Evershine,
while Sperelli thinks and answers tot your questions, we have something to tell about your proposal. All the "hard" texts of this enormous castle are translated in English. Visit it and read them. The interactive areas admit discussions in every language, altough naturally italian is used more then others. This area is really by far the greatest tribute of the WEB to dandy culture and history, with galleries of ancient and modern of them. Translate in English all or only some section of this work is too much expensive. Moreover we as Knights have no commercial goal and you can turn thousands of pages without finding any advertisement, banner, link or similar calamities. So we are the unique site looking for quality and not for quantity of visitors. So we don't admit that they write in any area without giving name and address as you did. Thank you, any way.
The Chancelors

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 11-09-2004
Cod. di rif: 241
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Dandyism and decadentism - To Mr Evershine
Commenti:
Gentle Mr Evershine,
thank you for compliments, especially welcome from people interested in dandy world as you are. The Chancelors explained very well our problems with other languages, but some text in English are available: 1)A document in the section Documenti http://www.noveporte.it/dandy/documenti.htm , showing the Union Jack. 2) Soon will appear another document about Jean Cocteau and music. I wrote an original text that will be translated by the piano-player Cristina Ariagno for her site.
Let’s go to the second question. Dandyism was born before the so-called decadentism, but certainly this period was a golden era for the bourgeois pharisaism and therefore fruitful ground for the aestheticism and wildeian dandyism, both born to call in question the Victorian values. Simply, this is the historical period when the dandysm made more a fuss and then the most mentioned today. I hope to meet you again soon.
Bye.
Andrea Sperelli.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: nicola albertini
Data: 15-09-2004
Cod. di rif: 242
E-mail: duchamp@email.it
Oggetto: "bello"
Commenti:
......e comunque stimatissimo Sperelli, mi lasci dire che questo sito è, rispetto al panorama desolante che lo circonda, proprio "bello". Esteticamente Bello nella sua completa e autoreferenziale accezione del termine.
Nicola Albertini
alias Rose Selavy

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 15-09-2004
Cod. di rif: 243
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: estetica del sito
Commenti:
Gentile Signor Albertini,
i meriti circa l'estetica di questo sito sul dandy vanno attribuiti interamente ai tecnici della Virtual Edge, che hanno avuto la pazienza ed il buon gusto di riorganizzare tutto il materiale scritto e iconografico che avevo mandato loro; il tutto sotto l'attenta direzione, ovviamente, del Gran Maestro.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 15-09-2004
Cod. di rif: 244
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Forma e contenuto
Commenti:
Egregio Sperelli,
fosse l'estetica solo questione di misure e tecniche, gli ingegneri e gli architetti sarebbero gli uomini più eleganti o i migliori produttori di eleganza, mentre ciò non accade. Il contenuto senza la forma non comunica, ma la forma senza contenuto non ottiene migliori risultati. Lasci quindi che Le restituisca quello che é Suo come indefesso Curatore del sito e cioé la continua attenzione ed un lavoro che attinge ad una storia e ad un genio personale che è quello che i visitatori veramente apprezzano attraverso la trasparenza e la fruibilità dei sistemi.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 01-10-2004
Cod. di rif: 245
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Tecnica ed arte, volontà e improvvisazione,
Commenti:
Egregi avventori,
è così tardi che si beve più di quanto si parli ed è probabilmente per questo che qui al caffè c'è un certo silenzio. In queste condizioni le parole acquistano sonorità ed è facile che anche un sussurro raggiunga i tavoli vicini. Bene, poiché tutti possono sentirmi, voglio offrire uno spunto di discussione. Il mondo dandy, per cui condivido l’interesse pur affermando subito di non farne parte, condivide molte problematiche con quello dell’arte, vuoi perché molti tra essi sono o sono stati artisti, vuoi perché la sua espressione è una forma d’arte autonoma, sovrana e delicata in quanto non riproducibile e caduca. Se si parla d’arte, si parla insieme di tecnica e talento. Quanta parte allora dell’estremismo cui riconosciamo la definizione di Dandy viene dallo studio e quanta dall’improvvisazione? Può esistere un dandismo estemporaneo o la conoscenza dei linguaggi formali è premessa indispensabile alla loro frattura? In che misura, quindi, l’irruzione estetica è prevista a tavolino e quanta è riconducibile ad una natura individualistica oltre ogni schema? La mia posizione è che non può esistere un dandy incolto. Necessita all’attitudine sovversiva del Nostro una dimestichezza con tutti i linguaggi, da quello della conversazione a quello dell’abbigliamento. Poiché un ampio bagaglio di conoscenze in vari settori è condizione irrinunciabile, poiché la pratica dell’imprevedibile prevede la coscienza del previsto, la “carriera” del dandy deve avere una fase di apprendistato. A questo punto si pone però un’altra e più interessante domanda: il dandy voleva essere tale? Prevedeva sin dall’inizio il terreno dove avrebbe combattuto, o si trova d’un tratto sotto il fuoco nemico e trova in quella situazione il coraggio e lo stile di una scherma originalissima?


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Sofia Grimaldi
Data: 02-10-2004
Cod. di rif: 246
E-mail: sofia.grimaldi@virgilio.it
Oggetto: Un naturale artificio.
Commenti:
Stimatissimo signor Maresca,
sono lieta di sentire la sua voce richiamar la nostra attenzione su interrogativi, inevitabilmente, molto interessanti, ai quali dunque non esito a rispondere.
Riguardo alla questione, comincio subito col dire che, a mio avviso, non può esistere un dandismo estemporaneo. Diversamente, non si tratterebbe di dandismo.
Credo che il dandy sia un artificio, un magnifico artificio, costruito a tavolino sui pilastri di una frivola personalità che non ha nulla a che vedere con l'istinto e la spontaneità. Il dandy è una menzogna che inganna, provoca, stupisce, irrita...e per questo, come la menzogna, affascina. Ma penso inoltre che il paradosso del dandy sia proprio la naturalezza con cui costruisce questo artificio, ovvero se stesso. Cioè, non riuscirebbe ad esser diversamente , a comportarsi in altro modo: insomma è un artificio per sua natura.
La sua cultura, necessaria al personaggio, è vasta ed indispensabile, ma non è lo strumento di cui si serve per essere un dandy, è un elemento essenziale del dandy stesso. La possiede e l'approfondisce quindi per sua indole, senza alcun fine preciso.
Infine ci domanda: il dandy voleva esser tale? Beh, il dandy è tale...ma cos'è dunque?! Mi riesce ancora impossibile trarne una definizione e, seppur in tanti ci hanno provato, come, insieme abbiamo visto, Baudelaire, tutto continua ad esser vago ed indefinibile, e credo proprio per quell'autonoma forma d'Arte non riproducibile alla quale Lei prima accennava.
Credo soltanto che la figura del dandy nasca, o meglio, venga fuori negli anni in cui la Rivoluzione industriale e il progresso cominciarono a far dell'uomo un burattino dell'odiata omologazione. Sarà probabilmente questa la causa che costringerà il dandy a far uso della sua affilata spada in difesa di un' inimitabile originalità.

Attendo, da Voi tutti, necessarie correzioni,o meglio, illuminazioni.

Cordialmente

Sofia Grimaldi

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 03-10-2004
Cod. di rif: 247
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Primi risultati
Commenti:
Gentilissima signorina Grimaldi,
quanto alla prima parte della mia domanda, sembra che la preparazione segni un primo, ben motivato punto contro l'improvvisazione. Quanto alla seconda parte, quello che mi domandavo e domandavo agli avventori non è una definizione del Dandy o l'origine storica della sua figura, ma un'ipotesi sulla sua genesi: il Dandy, qualsiasi cosa esso sia, è una realtà. Ce ne sono molte che accettiamo senza spiegarle completamente, dall'amore alla crisi sconomica. Ma quest'uomo si prepara per tempo alla sua avventura o ci si trova dentro d'un tratto? Ci nasce o ci diventa, ci è o ci fa, lo vuole o è spinto a volerlo?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Sofia Grimaldi
Data: 06-10-2004
Cod. di rif: 248
E-mail: sofia.grimaldi@virgilio.it
Oggetto: Dandy ci si nasce.
Commenti:
Gentilissimo signor Maresca,
mi perdoni l'errata interpretazione, sono stata davvero distratta, ma ora intuisco il nesso della seconda domanda con la prima e il motivo per il quale Lei l'ha definita "ancor più interessante".

Andando subito al sodo, non credo che un uomo possa sedersi ad un tavolo e stabilire che dal giorno dopo sarà un dandy, modificando così il suo guardaroba, le sue movenze e la sua apparenza.
Per istinto, mi viene subito da pensare all'omosessualità: un uomo, o una donna, non deciderà di amare una persona del suo stesso sesso a partire da una data prestabilita, ma il suo sarà un percorso che comincerà a svilupparsi con piccoli accenni sin dalla giovanissima età, fino a solidificarsi in un'età più o meno adulta, in cui si prenderà piena coscienza della propria personalità.

Concludendo, dandy ci si nasce. E dirò di più: un uomo non vuole esser dandy, ma lo è, irrimediabilmente. Altrimenti non sarebbe un naturale artificio, ma la falsa e volgare costruzione di un personaggio che arrivato in casa propria, tolto il fiore all'occhiello, in un sudicio pigiama consumerà la sua cena con l'esclusivo uso delle sue mani!

Spero questa volta di aver risposto alle Sue domande. Sulla loro veridicità si dovrebbe forse consultare un vero dandy, ma attenzione non si accettano imitazioni di alcun tipo!

E' stato un vero piacere.

Cordiali saluti.

Sofia Grimaldi



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 10-10-2004
Cod. di rif: 249
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Il "criptodandy" - A Sofia Grimaldi
Commenti:
Gentile signorina Grimaldi,
ho ascoltato e meditato a lungo il Suo ultimo intervento, particolarmente ben motivato e illustrato. C'è in esso qualcosa che va ancora approfondito, l'intuizione di nuove strade nella ricerca. Se è vero che il Dandy, come l'omosessuale, ha un'inclinazione innata che diviene matura dopo adeguato percorso, allora deve esistere una sorta di crisalide in attesa della metamorfosi finale in farfalla. Sembra probabile che quest'ultimo scatto sia uno stadio eventuale e non inevitabile, richiedendo un'energia, una volontà che non sempre saranno disponibili e una coscienza piena che non sempre sarà raggiunta. Io credo che molti abbiano vissuto questa parabola, che si siano sentiti destinati a volare da soli e poi si siano trovati, senza dover scegliere e anzi proprio per aver evitato di farlo, a camminare in compagnia. Le ali, mai spiegate, in questo caso si atrofizzano e talvolta ne resta un moncherino che, se esibito, genera solo tristezza. A questo punto invito al tavolo il Curatore per avere un Suo parere. Se anch'egli, da studioso del fenomeno, concorda su questa ricostruzione, potremmo chiamare lo stadio vitale che abbiamo individuato con la metafora della crisalide, quando è ancora tutto possibile, quello del "criptodandy". Mi faccia sapere come la pensa Le e cortesemente non si allontani dal Caffè. Mi vengono in mente altre ricerche da condurre e c'è bisogno di confrontarsi.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 10-10-2004
Cod. di rif: 250
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Da crisalide a farfalla
Commenti:
Gentile signorina Grimaldi, stimato Gran Maestro,
accolgo onorato l'invito rivoltomi, e, vista l'ora, prenderò un Maritini.
Individuare un "criptodandy" è una metafora assai curiosa che ben si adatta al concetto espresso. Di certo, dandy si nasce e non lo si diventa, mutandosi da uomo qualsiasi a personaggio eccezionale. Se dovessimo far analizzare una qualsiasi di queste figure da uno psichiatra, sono certo che ravviserebbe già utili indizî del suo futuro stato analizzando l'infanzia dello stesso. L'educazione, la famiglia, i rapporti con l'altro sesso o col proprio, l'età di certe scoperte intellettuali o di certe altre estrosità estetiche, e via dicendo sono utili ragguagli atti a testimoniare una - per così dire - potenzialità dandistica.
Non si può scegliere di diventare, da un giorno all'altro, un essere totalmente differente da come si è sempre stati: occorre che le basi siano già fondate, e questo deve accadere per forza fin dall'infanzia.
Non è senza fondatezza che affermo questo, considerando la mole di biografie ed autobiografie lette riguardo questi eccezionali personaggi.
Trovo corretto quindi l'individuare un "criptodandy", il quale saprà svilupparsi in questa direzione se opportunamente sorretto dai suoi principî di eleganza, raffinatezza, disamore per il prossimo, amore per i piaceri della vita.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 10-10-2004
Cod. di rif: 251
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Novità sulle origini della psicologia dandy.
Commenti:
Egregio Sperelli,
la Sua convincente prolusione corregge il tiro già efficace della Grimaldi e porta la radice prima della personalità dandy dal contesto biologico a quello emotivo, da una costruzione junghiana ad una freudiana. Il dandy non nascerebbe tale per predisposizione innata (Dandy si nasce, dice autorevolmente donna Sofia), ma sarebbe il risultato dello sviluppo di alcune premesse particolarmente influenti nei contesti precoci dall'infanzia all'adolescenza. Molto interessante e, dobbiamo crederlo per la mole di lavoro da Lei svolta, ben documentato.
Sentiamo a proposito la signorina Grimaldi o altri avventori. Un Martini va bene anche per me: freddissimo, con la buccia di limone solo spremuta, secco e senza oliva, per questa volta con gin Bombay, come sempre mescolato. Lei beve qualcosa, signorina Grimaldi?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Sofia Grimaldi
Data: 10-10-2004
Cod. di rif: 252
E-mail: sofia.grimaldi@virgilio.it
Oggetto: Il merito è del criptodandy.
Commenti:
Egregio Curatore, stimato signor Maresca,
mi compiaccio di trovar conferma e sostegno nelle Vostre affermazioni.
Dunque siamo arrivati alla conclusione : non si nasce dandy, ma criptodandy! L'educazione, la famiglia e, in genere, le diverse influenze , faranno poi del nostro criptodandy un autentico dandy. E su questo mi trovate d'accordo, ma in misura più attenuata.
Precisamente, essere criptodandy oggi per diventare un giorno il personaggio desiderato è fondamentale; subire le giuste influenze, per me, ha invece carattere residuale. Insieme infatti a quelle positive necessarie per la trasformazione da crisalide in farfalla se ne potrebbero incontrare tante altre fortemente negative che potrebbero portare ad un annullamento delle prime.
Quindi la conclusione sopra data la riconfermo, in quanto riconosco la presenza di influenze esterne a cui tutti siamo soggetti, ma alla fine, consentitemi di scriverlo, il merito di esser dandy è fondamentalmente soltanto del suo criptodandy!
Scusate la confusione creata, ma non credo esistano sinonimi della parola "dandy".

Non mi allontanerò, signor Maresca, resterò volentieri al Suo tavolo per ogni eventuale confronto. Sì, grazie, mi unisco a Voi, bevo anch'io un Martini bianco, senza ghiaccio e oliva. Soltanto limone. Ha un accendino, signor Maresca? Fumo una sigaretta...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 10-10-2004
Cod. di rif: 253
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Semplifichiamo - A Sofia Grimaldi
Commenti:
Gentilissima signorina,
non complichiamo troppo le cose. Con il termine di criptodandy non possiamo individuare né un altro modo di dire dandy, nè un altro tipo di dandysmo. Sembra si possa così chiamare quella fase in cui tutte le premesse attendono lo sviluppo di un coscienza e di una volontà che le riunisca.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Sofia Grimaldi
Data: 10-10-2004
Cod. di rif: 254
E-mail: sofia.grimaldi@virgilio.it
Oggetto: Il bisticcio di parole.
Commenti:
E' infatti lo stesso significato che Io ho attribuito al neologismo. Mi scusavo del fatto che tra dandy, criptodandy e mancanza di sinonimi ci si poteva facilmente confondere alla lettura del mio gesso.
Porgo nuovamente le mie scuse per il bisticcio di parole nell'intervento precedente.

Ne approfitto per richiederle gentilmente un accendino. Il mio l'avrò scordato a casa...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 10-10-2004
Cod. di rif: 255
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Accenda pure
Commenti:
Amabile signorina,
che sbadato! Eppure non c'è gesto più gratificante che porgere l'accendino ad una dama. Non è infrequente che una donna estragga la sigaretta e più d'un uomo metta mano alla fondina e si apra così una silenziosa competizione. Qui non vale la sorte, ma l'abilità. Il più deciso, il più avvezzo, giungerà inequivocabilmente primo. Io mi son fatto ripetere l'invito, ma rimedierò in qualche modo. Certo che ho da accendere, qui il fumo è gradito. E Lei ragazzo, mentre va a prendere il Martini svuoti cortesemente il posacenere. Non vorrà che una signora scuota la cenere in questa ground zero di mozziconi!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 12-10-2004
Cod. di rif: 256
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Le relazioni pericolose
Commenti:
Gentile signorina,
se permette una lieve precisazione però, vorrei specificare come certe "influenze", se così si può dire, negative che possono toccare un "criptodandy" (laddove la parola, come concordato, non intende designare una nuova categoria), dicevo certe influenze negative avranno il solo merito di fornire al nostro giovane apprendista un esempio da non imitare: se il suo animo è davvero "dandistico" saprà già egli da solo che cosa biasimare, che cosa accogliere e che cosa apprezzare solo per divertimento.
E, dacché questo Caffè invero non esiste se non sul computer, mi sarà permesso di accendermi una Macedonia, che come il Caffè stesso può essere goduta solo virtualmente.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 12-10-2004
Cod. di rif: 257
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: assenza
Commenti:
Signorina, Gran Maestro,
perdonatemi ma debbo scappare; spero non me ne vorrete quindi se le mie risposte a domande eventualmente indirizzatemi giungeranno con qualche giorno di ritardo. Vi auguro una buona conversazione.
Arrivederci...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Remigio Luigi
Data: 14-10-2004
Cod. di rif: 258
E-mail: mrgready@hotmail.com
Oggetto: presentazione
Commenti:
Salve, mi presento: mi chiamo Remigio Luiogi e trovandomi per caso a cercare nuovi siti mi è capitato di vedere questo... sono molto lieto di poter intrattenere conversazioni con voi... Anyway mi appresto a congedarmi...


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 18-10-2004
Cod. di rif: 259
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: benvenuto
Commenti:
Benvenuto, signor Remigio; qui può ordinare tutto ciò che vuole e, dacché è si trova in loco per la prima volta, permetta che offra io.
Avrà già avuto modo di apprezzare le potenzialità del Caffè, rilassante luogo d'incontro e conversazione.
Spero vorrà farci l'onore di tornare presto per offire un Suo contributo intellettuale a queste pagine: ogni commento, domanda o considerazione è sempre gradita.
Cordiali saluti
il Curatore
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 08-11-2004
Cod. di rif: 260
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.it
Oggetto: Saluto l'anima del salotto.
Commenti:
Caro amico, in questo luogo così comodo ti saluto. Ho appena concluso la mia ricerca nelle tue pagine di materiale utile sui post esteti. Colgo l'occasione per chiederti informazioni sullo stile sempre così sfrontatemente elegante di Oscar Giannino. Che ne pensi?
Ti sarò grato due volte se risponderai nel mio indirizzo di posta. Altrimenti sarò comunque ben lieto di passare a prendere la risposta al café. Amichevolmente. Il phoeta MM

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-11-2004
Cod. di rif: 261
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Oscar Giannino ed il basco militare
Commenti:
Caro Manuel, spero che la tua ricerca proceda per il meglio. Come ben sai sono pronto a rispondere, per quanto e come posso, alle tue domande circa il dandismo e la cultura che vi gravita attorno.
Non conosco affatto Oscar Giannino, e l'unica foto che di lui ho trovato (per farmi un'idea di questa sua "sfrontata eleganza") non lo ritrare certamente come me lo sarei aspettato. La pubblico sul Brogliaccio; ma, se si tratta di un'eccezione, sarei lieto di visionare altri ritratti del suddetto signore.
A presto
A. Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 03-12-2004
Cod. di rif: 262
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: I Dandies Immaginati
Commenti:
Gentili Visitatori,
è stata finalmente aperta con le prime schede, redatte ed arricchite di immagini dal nostro Curatore, l'area dedicata ai dandies immaginari. Nella galleria ad essi dedicata, sono stati per ora presentati: Jean Floressas Des Esseintes, Dorian Gray, Jay Gatsby, Lafcadio e Julien Sorel.
L'accesso è dalla prima pagina di questa sezione del castello.
Cavallerescamente Vostra
La Cancelleria dell'Ordine


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 18-12-2004
Cod. di rif: 263
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: de profundis
Commenti:
Gentili clienti, alla fine del mese di novembre mi trovavo all'aeroporto di Bologna per un viaggio in Egitto (tra l'altro stupendo), purtroppo però l'aereo aveva un ritardo vergognoso di quasi 4 ore! Ho deciso così di recarmi in quella piccola, ma piuttosto fornita, libreria Mondadori che c'è lì all'aeroporto ed ho trovato una edizione economica del De Prufundis di Wilde che sinceramente non avevo ancora letto. La lettura mi ha lasciato un po' perplesso, ammettendo anche lo stato psicologico e materiale dell'artista in quel momento l'ho trovato strano, quasi una "posa", insomma parafrasando una canzone famosa "da buoni consigli perché non può dare il cattivo esempio"? Se qualcuno l'ha letto mi piacerebbe sentire una suo pensiero in merito. Grazie.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 19-12-2004
Cod. di rif: 264
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: il De Profundis di Oscar Wilde - - - al Signor Zampol
Commenti:
Egregio Zampol,
se permette mi avvicinerei al suo tavolo per fare quattro chiacchere in merito all'argomento da lei sollevato. Dacché parla di un testo che ho letto più volte, penso di poter offire qualche spunto per renderle la lettura del De Profundis meno cinica e più riflessiva. L'autore, come ben saprà, lo scrisse in un momento della sua vita in cui si stava svolgendo sotto i suoi stessi occhi una lenta distruzione di ciò che fino ad allore aveva amato, e che non aveva affatto il fascino della decadenza, quanto la volgarità del reale.
E' proprio in questo suo scontrarsi col reale che Wilde sembra prendere coscienza di ciò che certi navigati uomini di mondo chiamano "la vita!".
Ma ragionando più approfonditamente appare allora evidente che tutta (o buonissima parte)l'opera di Wilde ha una base possiamo dire "impegnata", sociale. Le sue commedie più civettuole andavano in scena quando nelle librerie usciva il suo L'anima dell'uomo sotto il socialismo, od Il Principe felice - due opere tra le altre innegabilmente pervase da un forte spirito di consapevolezza critica, ed estremamente umana.
Considerando le parole di Masolino d'Amico, secondo il quale Wilde era dotato di una "congenita incapacità" a NON produrre letteratura, e trovandomi d'accordo su questo piano - e considerando la destinazione del De Profundis (una lettera strettamente privata e confidenziale) sarebbe logico ipotizzare che in esso emerga il Wilde umano, vero, reale, senza aforismi e senza maschere da dandy. Insomma il De Profundis è giustamente uno sfogo dell'anima, che tocca il perdono, la religione, il peccato ed il vizio, senza quel velo damascato e irridescente che caratterizza invece tutto il resto della sua produzione fatta per esser letta e fruita.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel meneghel
Data: 20-12-2004
Cod. di rif: 265
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.it
Oggetto: De profundis (epistula ex vinculis)
Commenti:
Egregi signori che conversate sulle intenzioni di Wilde nella sua lettera a Lord Douglas, permettete anche a me di unirmi a voi e dire la mia su questo interessante argomento. Premetto che quando lo lessi per la prima volta ne ricavai un giudizio sicuramente diverso dall'ultima. Il punto è che la prima volta ero un esteta fanciulletto e tutto ciò di cui volevo sentir parlare era bellezza, amore e sentimenti. E sicuramente il De profundis può essere letto a più livelli (lo stesso Wilde lo ammette nel testo): innanzitutto è una lettera d'amore, patetica (nel senso di "ricca di emozioni"), una sorta di je accuse, importante per delineare il carattere che doveva essere di Wilde. Ma è anche un piccolo trattato di estetica Wildeiana. Nel de profundis esiste una certa moralità, una moralità sicuramente candida e ingenua. Un piagnucolio fanciullesco (anche se Wilde ha circa una quarantina d'anni), dove non parla tanto l'uomo che ha vissuto ma quello che vuole ancora vivere. Sappiamo che Wilde, al ritorno dall'America mise da parte un certo tipo di estetismo più giovanile, nel de Profundis egli sembra reincontrarlo, come un viaggio a ritroso. E nel tornare indietro Wilde, torna all'epoca nella quale guardava al futuro con gli occhi di un bambino, senza una morale imposta e corrotta. Questo è il Wilde del de Profundis, un Wilde triste e rassegnato che non vuole rinunciare a lanciare un ultimo grido. Il grido è artificioso, ma nella sua artificiosità sincero. Cioè, l'unico modo nel quale Wilde avrebbe potuto gridare a Douglas i loro errori era quello di mettersi in posa. Solo che questa volta la posa è spontanea. Il de Profundis è un testo splendido proprio perché è il testo più umano di Wilde: come egli disse, mise il suo genio più che nell'arte, nella vita, ebbene allora il De profundis è l'opera più geniale di Wilde( non pensiamo che egli non ipotizzasse un eventuale pubblicazione postuma!), egli è disposto a rinunciare ad un atteggiamento di introversia e di riservatezza pur di racimolare l'ultimo briciolo di compassione, pur di recitare teatralmente la sua vita come aveva sempre fatto. In quel testo Wilde regala se stesso al mondo, come Gesù Cristo (figura fondamentale del De Profundis), si sente Gesù Cristo, e questo gli piace.
Distinti saluti a voi.
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: pecci chiara
Data: 06-01-2005
Cod. di rif: 266
E-mail: 2stellina2@katamail.com
Oggetto: vorrei un aiuto
Commenti:
Buongiorno a tutti..sono una ragazza che quest'anno si appresta a compiere il suo quimquennale corso di studi,con la prova di maturità;ebbene ho deciso di basare la mia tesina sulla figura del dandy,prendendo ad esempio la figura di oscar wilde!Ho terminato ieri la lettura della sua epistola "de profundis" e ne sono rimasta turbata e confusa,in particolare nei passi in cui parla di cristo e della sua vita arrivando a paragonare cristo al romanticismo!Chiedo il vostro aiuto perchè domani la mia professoressa di inglese mi interrogherà sulla mia lettura,ma io non mi sento abbastanza pronta,poichè temo di non aver compreso appieno il messaggio dell'artista;vi chiedo perciò,se vorrete darmene,delucidazioni in merito,che potranno essermi utili sia per l'interrogazione di domani,che per la mia cultura personale!!!Vi ringrazio e confido in un vostro aiuto! Chiara

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 06-01-2005
Cod. di rif: 267
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Wilde interrogato
Commenti:
Signorina Pecci,
sull'epistola wildeiana ci sarebbe molto, troppo da dire. Sono stati scritti interi volumi su di essa, poiché è certamente l'unica sua opera di difficile interpretazione. L'autore si rivolge al suo giovane amante, e fa menzione di fatti e situazioni, pensieri ed opinioni che a noi non possono e non saranno mai chiari, se non in parte. Ciò che può più di tutto spaventare è l'onnicitata figura di Cristo, alla quale Wilde si paragona (senza arrivare all'eccesso, ma andandoci vicino) nel parallelo che fa sul perdono, sulla sofferenza e nel percorso spirituale. Il massimo aiuto che al momento posso fornirLe, dato che la Sua interrogazione è prevista già per domani, è il consiglio di leggere i gessi precedenti a questo che parlano proprio del De Profundis; poi, nella pagina dei Documenti (su questo sito) troverà il testo di Joyce titolato "Oscar Wilde" e gli "Atti del processo a Oscar Wilde, estratti" che Le saranno senza dubbio utili. Un'ampia biografia critica, ancora, la troverà nella pagina dedicata a Wilde nella Galleria di questo sito.
Se avrà la voglia ed il tempo, non è mai uno spreco l'andare a leggersi in biblioteca tutte le introduzioni fatte dai diversi autori al testo che Le interessa: ciascuno afferma spesso delle cose differenti, ma si incontrano inevitabilmente in diversi punti sui quali vale la pena ragionare.
Sperando di esserLe stato abbastanza d'aiuto, voglia accettare i miei più sinceri auguri per la Sua interrogazione e gli esami seguenti.
Cordialmente
Andrea Sperelli
curatore

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Chiara Graffer
Data: 09-01-2005
Cod. di rif: 268
E-mail: chiaripide@hotmail.com
Oggetto: Elena Muti a questo punto...
Commenti:
Sorvolando ( a bordo di un M.A.S?!)sul mio sfrenato amore per il Vate,"Il Piacere" rimane in assoluto il libro più sublime che io abbia mai letto e Andrea Sperelli uno dei personaggi più affascinanti della letteratura italiana..per questo mi chiedo..come ti arroghi il diritto di rubargli il nome?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 10-01-2005
Cod. di rif: 269
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Uno pseudonimo
Commenti:
Gentilissima signorina,
uno pseudonimo non è nulla, chiaramente, in confronto a quello che è il personaggio del celebre romanzo. La stessa persona che dietro vi si cela ha molto da invidiare al fiero d'Ugenta; ma saprei indicarle molte signorine che, col solo scopo di essere e d'essermi gradite, s'arrogherebbero il diritto di chiamarsi Elena Muti, quando invero ne esiste una soltanto. Altrettanti miei amici ribaldi vorrebbero darsi all'anagrafe come Stelio Effrena, o ancora Paolo Tarsis. Quando invece io vorrò farmi chiamare Cristo, glielo farò sapere.
Cordialmente
Andrea Sperelli Fieschi d'Ugenta

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Chiara Graffer
Data: 10-01-2005
Cod. di rif: 270
E-mail: chiaripide@hotmail.com
Oggetto:
Commenti:
Touché..

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 17-01-2005
Cod. di rif: 271
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: A tutti i Visitatori
Commenti:
Mi scuso in anticipo per chi, da questa mattina, può avermi scritto: la mia Posta privata non funziona. Tenterò di risolvere il problema il più presto possibile.
Grazie
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Francesca Fardin
Data: 18-01-2005
Cod. di rif: 272
E-mail: piccolapesca.gnam@libero.it
Oggetto: lettura
Commenti:
A chi altro potrei rivolgermi se non a voi stessi in persona? Come tesina per la maturità sono decisa a portare il magnifico stile di vita che è il dandismo; mi sono avvicinata a questo modo di pensare dopo aver letto "il ritratto di Dorian Gray" di Wilde, che mi ha ammaliata. Potreste consigliarmi un trattato che mi aiuti a capire di più questa concezione di vita?

Cordialmente, Francesca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 18-01-2005
Cod. di rif: 273
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Bibliografia essenziale
Commenti:
Gentile Signorina Fardin,
Le elenco di seguito alcuni dei titoli fondamentali per una accurata ricerca sul campo:

B. d'Aurevilly, Del dandismo e di G. Brummell; Studio Tesi, 1994 (ma anche Marsilio).

Ch. Baudelaire, Il pittore della vita moderna; Marsilio, 1994.

G. Franci, Il sistema del dandy (Wilde, Beardsley, Beerbohm); Patron, 1977/2000.

S. Lanuzza, Vita da dandy; Stampa Alternativa, 1999.

G. Scaraffia, Gli ultimi dandies; Sellerio Palermo, 2002.

Oltre a questi, dacché Le interessa Wilde, mi permetta di suggerirLe un'ottima biografia da poco ristampata:

R. Ellmann, Oscar Wilde; Oscar Mondadori, 2000/2003.

Oltre a ciò, sono certo che, curiosando non solo tra le pagine del menu del Dandy, ma anche nella Galleria, troverà altri riferimenti, e citazioni da testi sull'argomento. La pagina titolata Bibliografia propone inoltre numerosi altri libri inerenti all'argomento, divisi per categorie d'analisi.
Resto a Sua totale disposizione
Andrea Sperelli
Curatore

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Francesca Fardin
Data: 19-01-2005
Cod. di rif: 274
E-mail: piccolapesca.gnam@libero.it
Oggetto: qualche domanda
Commenti:
La ringrazio dgli utilissimi suggerimenti, mi precipito in libreria appena posso.

Approfitto della Sua cortese disponibilità per porle qualche quesito che è nato curiosando nel sito(colgo anche l' occasione per complimentarmi: dopo tante infruttuose ricerche su internet, finalmente ho trovato quello che cercavo!ho apprezzato molto la varietà dei contenuti e altrettanto il registro con cui sono stati stesi.): ho appurato che la parola "snob" deriva dall' ottocentesca abbreviazione di "sine nobilitate", ed era attribuita ai rampolli delle famiglie borghesi benestanti.Ora mi domando: devo leggere "nobilitas" come sostantivo che designa una persona a cui manca sangue nobile, geneticamente parlando(e quindi "snob" è un termine da riferirsi solo ai rampolli dei borghesi, non dei nobili)o devo intendere la mancanza di "nobilitas" come mancanza di virtù, nobiltà d' animo ecc.(e quindi il termine "snob" viene attribuito indistintamente a borghesi e nobili, la caratteristica di questa persona è il voler arrivare ai vertici della piramide sociale senza avere particolari doti/meriti)? mi immagino calata nella socetà ottocentesca.

Cordialmente, Francesca.



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 19-01-2005
Cod. di rif: 275
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Snob
Commenti:
Gentile Signorina,
Il termine "snob", nella società ottocentesca, designava esclusivamente i rampolli delle classi dell'alta borghesia che potevano permettersi di studiare nelle stesse scuole degli aristocratici. Il termine per estensione designava quindi quei borghesi che intendevano "fingersi" o perlomeno avvicinarsi, senza averne i requisiti, alla classe nobile. Per "requisiti" non si intende solo il titolo: si parla anche di certe virtù difficilmente possedute dalle restanti classi. Per questo molti borghesi dalle virtù per così dire nobili venivano titolati appositamente dall'aristocrazia; era un riconoscimento sociale che voleva distinguere dalla massa di arricchiti l'"eccezione" - sebbene, la maggior parte delle volte, tali titoli venivano venduti per denaro. Bisogna infatti notare che gli aristocratici, come i dandies, non sono mai stati bravi a conservare il proprio patrimonio.
Nella società odierna, il termine "snob" ha un significato diverso, come avrà capito lei stessa.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Francesca Fardin
Data: 20-01-2005
Cod. di rif: 276
E-mail: piccolapesca.gnam@libero.it
Oggetto: ultimo piacere
Commenti:
La ringrazio del chiarimento.Posso farle un' ultima domanda? Cercando sul dizionario la voce "dandy", ho scoperto che etimologicamente la parola è un vezzeggiativo di "Andrew".Chi era dunque questo personaggio così importante da dare il nome a questo movimento(è corretto chiamarlo movimento?)?

Penso sarebbe opportuno inviare una lettera agli autori dello Zingarelli,hanno definito un dandy come "chi segue, nell' abbigliamento e negli atteggiamenti, i dettami della moda, con compiaciuta raffinatezza"...

La ringrazio per il tempo dedicatomi,
Cordialmente, Francesca.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 20-01-2005
Cod. di rif: 277
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Dandy - etimologia
Commenti:
Dalle fonti da me consultate non risulta che Andrew sia mai stato un personaggio particolare. L'ultimo libro uscito sul dandismo ("Universo Figurato di un Dandy" di Ivano Comi, casa editrice Stefanoni, 2004) cita tutte le teorie riguardanti l'etimologia della parola:
1. Deriva dalla canzone "Yankee Doodle Dandy" cantata nelle colonie americane attorno al 1770;
2. da una frase, Jack'O dandy, apparsa nel 1632;
3. dal francese dandin / tonto, cialtrone (se dandiner / dondolarsi, ancheggiare);
4. dal tedesco tandeln / perder tempo, o dall'inglese dandle / cullare, vezzeggiare, ninnare;
5. fosse già usato in Scozia nel XVIII secolo;
6. che derivi dal nome di una moneta inglesedi poco conto , il dandyprat o dandiprat, usata sotto Enrico VII.
L'autore cita anche Ellen Moers che pretende di riferire l'origine del nome "dandy" ad Andrew o dall'inglese Jack-a-Dandy, sebbene non specifichi grazie a quali fonti ella lo possa affermare con tale sicurezza. Comi finisce per considerare ironicamente che gli inglesi propendono per un'origine francese della parola, mentre i francesi per una inglese...
Infine, pare che mai il nome di Brummell sia stato associato, dai suoi contemporanei, alla parola dandy, se non in una lettera, dall'amico Lord Byron.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 20-01-2005
Cod. di rif: 278
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Lo Zingarelli
Commenti:
Gentilissima Signorina Fardin, dimenticavo di rispondere alla seconda parte della Sua lettera: credo che lo Zingarelli non sia l'unico a dare spiegazioni "sbagliate" alla voce Dandy; in effetti, deve ammettere che non è semplice dire in poche righe tutto ciò che nemmeno in un intero sito internet si è riusciti a definire in maniera esauriente!
Perdoniamo quindi il povero Zingarelli, che - ne sono certo - per le altre voci è affidabilissimo.
Dire che il dandismo è un "movimento" è un po' troppo, sebbene non sia nemmeno sbagliato. Il fatto è che i dandies non si sono mai messi d'accordo per esser tali: si tratta sì d'una rivolta, ma di carattere terribilmente individuale.
Vorrei pregarla, nel caso avesse ulteriori domande da farmi (alle quali sono sempre pronto a rispondere, nei miei limiti) di farmele nella mia Posta, di modo che siano sempre fruibili anche da altri visitatori che, come Lei, cercano utili informazioni sull'argomento.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Claudio Catalano
Data: 20-01-2005
Cod. di rif: 279
E-mail: marisemgi@libero.it
Oggetto: poetica dandy
Commenti:
salve, un saluto a tutti voi aventori di questo magnifico caffè;
se permettete mi siedo e ordino il mio preferito un emile blanche sapientemente dosato e rigorosamente ghiacciato ecco , perfetto,
ancora un attimo e anche il sigaro è acceso e adesso, dopo aver dato ascolto a "vizi"
posso formulare una domanda a voi tutti e prima di ognuno all'ottimo Sperelli:
la scienza e gli scienziati si danno ben da fare per sottolineare che le loro teorie, i loro modelli di mondo sono i più esatti, filosofi di grande levatura fanno altrettanto, visionari, folli e folle fanno altrettanto, e allora vi chiedo e mi chiedo : qual è il modello , il mondo del dandy , i suoi massimi sistemi, come si muove il pensiero del dandy, ha dei punti di riferimento, qual è la sua poetica , quali le sue teorie, unica o molteplice visione del mondo,fisico o patafisico , Albert einstein o Alfred Jarry?


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 21-01-2005
Cod. di rif: 280
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.com
Oggetto: Una sigaretta, si può?
Commenti:
Caro Andrea, vorrei come al solito sedermi su uno di questi divanetti, vorrei anche farmi offrire una sigaretta, ma poiché so che non si può più fumare nei café, aspetto prima tue disposizioni in merito. Allora, la posso accendere questa sigaretta o no? La legge è valida nel tuo locale? Non ho intenzione di beccarmi una multa, quindi, ti prego, sappimi dire se la posso accendere o no questa sigaretta.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 22-01-2005
Cod. di rif: 281
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: filosofia dandy - al Signor Catalano
Commenti:
Felice di rivederla, Signor Catalano; dacché mi interpella, mi accomodo al suo tavolo ed ordino qualcosa, non dopo essermi acceso una sigaretta. Lei mi domanda qual'è la filosofia del dandy; mi chiede se ha fiducia nelle scienza e, se sì, in quale scienza. Io nel mio sito ho parlato di religione, e di politica. E' facile, considerando il punto di vista del dandy nel considerare questi due aspetti della vita umana, come egli possa vedere questi altri: il dandy non crede in molto, e se ha fede, l'ha nell'improbabile (ancora una volta Wilde aveva ragione). Ascoltandoli parlare, leggendo i loro libri, si intuisce il loro imbarazzo e il fastidio quando vengono interpellati su tali argomenti - Beerbohm per esempio afferma: "Io non sono una persona con la quale si può parlare di qualunque cosa". Essi non sono uomini pratici, sebbene alcuni fingano di esserlo: Cocteau forse è l'unico rappresentate ufficiale (nel senso che se ne rendeva ben conto) di questo Regno ddel Sogno Dandistico. Essi si librano nell'aria - ma con un occhio al suolo -, e, per quanto Drieu la Rochelle insista con la sua metafora di "voler annegare nel letame con tutti gli altri", appare palese che il suo letame ha un vago sentore di... lavanda; e che non è adatto a tutti.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 22-01-2005
Cod. di rif: 282
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Non è vietato fumare - al Signor Meneghel
Commenti:
Gentilissimo Manuel, sono lieto di rivederti, finalmente! So che i tuoi impegni ti tengono lontano da codesto luogo, ma sai bene di essere sempre il benvenuto, anche se compari dopo mesi e mesi d'assenza. Mi chiedi se qui si può fumare, ed io ti risponderò di sì, e con piacere. Tutti gli avventori di questo caffè fumano: la legge non entra in vigore, quando ci siamo noi. Mi domanderai un parere su quest'ultima, ed io ti risponderò che non la trovo tanto fastidiosa, in effetti. Prendersi un piacere quale è la sigaretta (o il sigaro) perde molto del suo gusto quando ci si rende conto di dar fastidio ad altri; per quanto mi riguarda, almeno. Per questo ho sempre domandato ai miei vicini di tavolo, prima di tale legge, se il fumo desse loro fastidio. In caso affermativo (pazienza!) uscivo fuori. Certo, trovo invece che sia idiota applicarla ai pub, e nei locali notturni in generale, dove il fumo è un protagonista, fa parte della scena. A parer mio si sarebbero dovute fare delle differenziazioni in questo senso. Caro Manuel, dammi il tuo parere di non fumatore, giacché so bene che in realtà tu non hai mai fumato!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Dely Farina
Data: 22-01-2005
Cod. di rif: 283
E-mail: dely14@inwind.it
Oggetto: donna dandy
Commenti:
Sono una donna dandy
amo un dandy
penso, agisco e vesto dandy
i dandy hanno un'aria fendente




-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 24-01-2005
Cod. di rif: 284
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: L'aria del dandy
Commenti:
Signorina Farina,
la ringrazio per non aver detto "un'aria fetente".
Un cordiale benvenuto da parte di Andrea Sperelli,
Curatore dell'Area Dandy.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: luigi gallo
Data: 24-01-2005
Cod. di rif: 285
E-mail: luigi.g78@libero.it
Oggetto: poesia ed eternità
Commenti:
la poesia è la fibrillazione dell'anima in subbuglio,un fuoco che arde dentro,che sempre brucia e giammai si estingue,passano le anime, ma l'energia da cui son sospinte è eterna,questione di anni,secoli,ma tutto ritorna........è l eternità!!!!!continua, con e senza di noi,piccole scintille della sua immane energia................

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 27-01-2005
Cod. di rif: 286
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.it
Oggetto: Come?
Commenti:
Egregio Andrea, come ti permetti di dire davanti a così tante persone che io non ho mai fumato? Sbagli e di grosso, amico mio? Io in primissima adolescenza ero già famoso per aver fumato ogni genere di erba campestre (dalla menta piperita alla salvia-ananas), e come colui che prima di entrare in classe andava dietro la scuola a fumare sigarette fino al filtro. Poi, per ragioni di libertà decisi di smettere (mi terrorizzava l'idea che avrei dovuto lottare contro me stesso un giorno per smettere, e sin da giovane credevo nel diritto di essere liberi e indipendenti anche da ogni genere di sostanze). In realtà non smisi veramente, l'ultima sigaretta alla quale mi sono abbandonata è datata "capodanno". Dunque vuoi la mia opinione, ebbene ti dirò che trovo giustissimo il divieto di fumare nei luoghi dove può nuocere ai non fumatori, ma credo che l'unica utilità di un proibizionismo sia quello di proteggere e non di educare. Pertanto rido quando mi si dice che la legge serve a far diminuire i fumatori. Trovo stupido il divieto nei club per fumatori di pipa e di sigari e quello nei treni a lunga percorrenza, e trovo poco elegante la polemica moralistica anti-fumatori.
Chiariti quindi i caratteri della mia adolescenza e la opinione in merito, passo lo scettro della conversazione a te, caro amico.
Saluti carissimi.
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 29-01-2005
Cod. di rif: 287
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: tabagismo segreto
Commenti:
Non sono informatissimo su questo frangente particolare: una tale legge è entrata anche nei locali consacrati al fumo? invero dubito che i club privati per gli amanti della pipa o del sigaro siano stati costretti a "purificarsi". E l'avvocato Maresca, che da qualche mese ormai non entra più in questo caffé (o se lo fa, è molto silenzioso) saprà certamente dirci di più, sempre che l'argomento non abbia il potere di indisporlo. Ti domando perdono per l'errata informazione sul tuo fumare o non fumare; dall'ultimo nostro incontro ero rimasto certo dell'ultima opzione. Sebbene tradurrei il tuo discorso come una "paura di soddisfare i proprî piaceri", o ancora meglio, paura di crearsi nuovi bisogni. Perché rinunciare al tabacco? Se lo schiavismo c'è, non è da parte della sigaretta (qualunque cosa ci sia dentro), ma sempre e solo da parte di se stessi.
Ti passo la palla.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 31-01-2005
Cod. di rif: 288
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.it
Oggetto: tabagismi
Commenti:
Caro amico, per quanto riguarda il divieto di fumo nei club di fumatori di pipa, la notizia mi viene da un amico di famiglia incallito frequentatore di tali clubs, per tanto la spaccio come vera, ma sono pronto a ritirare tutto chiaramente se mi si dicesse che non è così. In realtà, legalmente parlando, la legge, che ho avuto la noia di leggere, credo dovrebbe trovare applicazione (comincio già a parlare come uno studente di giurisprudenza!), essa vieta il fumo anche nei club privati (in questo caso oltre alla legge porto come testimone la mia stessa esperienza di iscritto), lo statuto del club, qualora in disaccordo con la disposizione ministeriale, decade nei punti in questione. Sebbene ammetto di non averne certezza, credo che i club di fumatori siano dichiarati come club privati, per tanto la legge dovrebbe trovare applicazione. Per quanto riguarda la questione della dipendenza, ci terrei a precisare che essere schiavi di se stessi non sempre equivale ad essere se stessi. Devo ammettere che nella maggior parte dei casi l'identità è verificata, eppure, mio degno amico, vorrei trascinarti in questo ragionamento, chiedendoti già di perdonarmi per questo invito alla riflessione che temo possa annoiarti. Ci sono persone (possiamo chiamarli pazzi, malati o creature superiori) che vivono le proprie scelte come una prigione, che vorrebbero affiancare a quelle i loro opposti. L'uomo libero dovrebbe, credo, allontanarsi da qualsiasi forma di limitazione (essere un fumatore Vs Non essere un fumatore; essere religioso Vs non essere religioso), anche da qulle che sono dettate dal suo stesso tenore di vita. Non credo che la logica del mondo sia quella dell' aut-aut di Kierkegaard, ed è per questo che trovo il don Giovanni di K. un libertino qualunque, forse un esteta, non certo un dandy. La logica del dandy è quella dell' et-et, cioè la logica che riunisce gli opposti. Pertanto troverei davvero fastidioso essere additato come fumatore o come non fumatore, quando lo sono tutti e due. Non credere che si tratti di una fuga dai piaceri, o che io cerchi di combattere con la morale me stesso e che in determinate occasione io cada nella depravazione propria del mio animo, o che, viceversa, mi atteggi talvolta da vizioso mentre ho l'anima di un puritano, semplicemente trovo che fumare sia un piacere altrettanto grande di quello che da il non fumare. Perché devo scegliere tra i due quando posso averli entrambi? Senza contare che se poi decidessi di optare per una vita salutistica mi sarebbe per sempre negato il poter non averla, e se invece decidessi di darmi solo ai piaceri del fumo, ancora più difficilmente potrei abbandonarli. Pertanto sono un non fumatore che fuma, o un fumatore che non fuma. Scegli pure la definizione che preferisci. Temo di aver scritto un noioso romanzo, e questa, che doveva essere una breve risposta è diventata una pesante letterona filosofica. Potrai mai perdonarmi? Riconsegno a te lo scettro della conversazione (ad Atene, nelle riunioni, poteva parlare solo chi brandiva lo scettro, che circolava tra i partecipanti...mi sto già preparando al mio splendido viaggio nell'attica, come vedi!), sicuro che troverai il modo migliore per usarlo...bastone da passeggio?
Con simpatia ed ammirazione.
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: pierluigi bizzarri
Data: 01-02-2005
Cod. di rif: 289
E-mail: pbizzarri@hotmail.com
Oggetto: interessante
Commenti:
dico solo che sono stato letteralmente rapito da questo sito.. sono partito dal leggerne una parte e non ho potuto fare a meno di "visitarne" ogni singolo argomento

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Francesca Grilli
Data: 05-02-2005
Cod. di rif: 291
E-mail: cianf80@libero.it
Oggetto: notte insonne
Commenti:
sento le urla nel corridoio di un vecchio pazzo che bestemmia

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 05-02-2005
Cod. di rif: 292
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: il vecchio pazzo
Commenti:
Non se ne preoccupi, si volti dall'altro lato. E' l'anziano giardiniere del Castello, che ogni tanto fa brutti sogni. Si abituerà, stia tranquilla...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 11-02-2005
Cod. di rif: 293
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Il fumo e la bronchite - a Manuel Meneghel
Commenti:
Mio caro Manuel, di certo non ti sbagli quando dici che una riflessione potrebbe portarmi alla noia; mi porta senza dubbio alla noia. Ma per te, ogni tanto, come per pochi altri che ne sono degni (!), posso fare delle eccezioni. Ti ringrazio per le informazioni sulla leggere anti-tumore e pro-raffreddore; ed io, che non sono affatto un clubman (come li/vi chiamava Philippe Jullian), non posso fare altro che prenderne atto. Fuggo l'idea di addentrarmi ad analizzare ulteriormente la tua analisi del fumatore e del non fumatore: è un panegirico ben scritto e organizzato, ma che non mi attrare particolarmente. Spero vorrai perdonarmi.
Ti saluto calorosamente, con la sigaretta tra le dita, e ti auguro di passare una lieta giornata in compagnia di tu-sai-chi, il quale mi ha informato che molto presto sarà a Venezia in lieta compagnia. Portagli i miei saluti ed i miei migliori auguri.
A presto

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 11-02-2005
Cod. di rif: 294
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.it
Oggetto: Perdonato
Commenti:
Ovviamente caro amico ti perdono, né ho mai creduto possibile che tu ti saresti mai preso la noia di addentrarti nelle mie riflessioni. E' come se tra noi due ci fosse un tacito accordo secondo il quale ci ascoltiamo senza mai pretendere che l'altro ascolti tutto quello che nei nostri prolungati, elegantissimi e separati delirii diciamo. Questo compromesso è splendido. Nell'attesa di incontrare te passerò un pomeriggio con il tuo allievo (che si spera conservi un poco del maestro!) nella mia Venezia. Sicuramente sarà una piacevole compagnia, di questi giorni se ne sente sempre la mancanza.
A presto.
Manuel M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Barbera
Data: 19-02-2005
Cod. di rif: 295
E-mail: since1986_aria@yahoo.it
Oggetto: Buona sera a tutti
Commenti:
sono capitata in questo sito per caso, cercando notizie sui dandy per la tesina.. Sono curiosa di sapere di cosa parlate...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 20-02-2005
Cod. di rif: 296
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: che cosa facciamo
Commenti:
Gentile Signorina Barbera, Le rispondo in qualità di autore e curatore del presente sito sul Dandy: qui si parla di tutto ciò che effettivamente ha a che fare o si crede abbia a che farei coi personaggi di cui si tratta, e col loro stile di vita. Il Caffè è aperto a discussioni o semplici chiaccherate di ogni sorta, mentre invece il mio Studio è aperto a chiunque voglia porre domande più precise o commentare qualche testo.
Grazie per l'intervento e a presto
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: simone ariot
Data: 03-03-2005
Cod. di rif: 297
E-mail: simone.ariot@libero.it
Oggetto: staranno tornando?
Commenti:
Prima di tutto complimenti per la completezza del sito e l' attendibilità delle citazioni o fonti presenti.
Leggendo qua e la alcuni messaggi mi sono piacevolmente accorto che la materia in questione è molto apprezzata e seguita dal gentil sesso, soprattutto dalle fanciulle ancor giovani. Sono molte le studentesse che chiedono informazione al prezioso Sperelli per impreziosire tesi e tesine scolastiche di argomento estetico letterario centrate sul dandy. Molto bene, tutto ciò mi rincuora, evidentemente il buon gusto, la bellezza il fascino che scaturiscono da guesto argomento sta facendo breccia sul cuore delle giovani e sensibili generazioni. Diffondete il verbo giovani dame, senza farlo pesare, ma grazie alla naturalezza che sicuramente vi contraddistingue. Simone Ariot

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 03-03-2005
Cod. di rif: 298
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.it
Oggetto: I dandies immaginari
Commenti:
Caro amico, sono finalmente entrato nelle tue pagine dei dandies immaginari...sai quanto questa sezione mi possa stare a cuore, sono felice che coloro che davvero furono dandies perfetti siano entrati (ufficialmente!)a far parte dell'universo dei dandies...e, anche se la lista degli aspiranti dandies-immaginari è ancora molto lunga, i miei saluti ai primi entrati e le mie congratulazioni più vive a te che li accogli in una sede così decorosa.
Cordialmente.
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 06-03-2005
Cod. di rif: 299
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: I Pari del regno dei dandies - a Manuel Meneghel
Commenti:
Caro amico, i tuoi complimenti mi sono sempre graditissimi - ma vorrei precisare che io non tengo ad "ufficializzare" proprio nulla; il mio sito, i miei elenchi interminabili di personaggi reali o inesistenti, non hanno subìto ufficiosi controlli qualitativi prima di essere immessi. Insomma, respingo in ogni modo il pensiero ch'io possa essere visto da qualcuno come una specie di giudice in questo folle tribunale di frivolezza e d'eleganza; accolgo consigli o dinieghi senza credermi al di sopra di chiunque ma con l'animo del dilettante appassionato, nulla di più. Non si giudichino quindi dei fortunati i personaggi che qui appaiono, e non si creda che coloro che mancano non hanno superato il mio controllo: coloro che mancano, forse, nemmeno li conosco - e coloro che appaiono, invece, potrebbero anche non "meritarlo".
Mi auguro di rivederti presto.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 06-03-2005
Cod. di rif: 300
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: ringraziamenti alle gentili visitatrici
Commenti:
Condivido gli entusiasmi del Signor Ariot nel prendere atto del ragguardevole numero di visitatrici che affollano questo caffè e la mia posta.
Personaggi come i dandies hanno il destino dei fiori rari o unici: nascono e poi muoiono rapidamente, e soventemente pochi se ne accorgono. Le gentili signore e signorine che dimostrano sensibilità in tal campo, sapranno apprezzare certamente la qualità di questo modesto ma ricercato giardino.
Un profondo inchino ammirato a tutte le visitatrici ed alle donne, in generale, in vista anche dell'atmosfera festiva ormai prossima che lo incoraggia doppiamente ma che nulla deve togliere alla sua sincerità.
Con devozione e gratitudine
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 07-03-2005
Cod. di rif: 301
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Nuovi arrivi tra gli immaginarî
Commenti:
Lieto di informare i Visitatori che sono stati aggiunte da poco le pagine dedicate ad Hercule Poirot ed Olivier d'Orsel nella Galleria dei Dandies Immaginarî. Con pazienza e dedizione, arriveranno presto quelle che ancora mancano, e forse un po' di più.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: María Henar Jiménez
Data: 13-03-2005
Cod. di rif: 302
E-mail: The_Appreciative_Maiden@hotmail.com
Oggetto: Dandies españoles
Commenti:
Saludos,
acabo de volver a la razonablemente surtida Galería,y he observado la carencia,podríamos decir que comprensible,de algún "personaje" de mi país natal. Por eso he decidido rebuscar,hacer investigación y,al efecto,enviar embajadores de España a la cosmopolita República del Dandysmo.
El primero de ellos es Antonio de Hoyos y Vinent,escritor de novela decadentista y erótica de orígenes nobiliarios.Además era sordo de nacimiento,lo cual no fue óbice para que acudiera a numerosas tertulias. En la siguiente link (en español),hay más información sobre su persona,además de una imagen:
www.eurielec.etsit.upm.es/~zenzei/index.php?numero=12&tipo=literatura&arch=antonio
Seguiré buscando cuando y cuanto pueda.
Agradecida,
MHJ

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Lucas Pedro Miguel Almirante Guidobaldo Maria De Cordoba y A
Data: 18-03-2005
Cod. di rif: 303
E-mail: tazionuvolari@katamail.com
Oggetto: Salve
Commenti:
Salve a Lorsignori,
ho scoperto per caso il Vostro sito facendo una ricerca sui bastoni da passeggio, e la lettura delle Vostre pagine si é rivelata oltremodo gradevole nonché istruttiva.

Mi si permetta di presentarmi, mi chiamo Lucas Pedro Miguel Almirante Guidobaldo Maria De Cordoba y Aguillar, 17° Marchese della Giostra, Cavaliere di Calatrava, Signore di Aidone, Grande di Spagna di Prima Classe.
Per gli amici Tazio, o anche "Lo Zio Tazio".

Vivo ormai da dieci anni a Rio de Janeiro, a Copacabana, dove mi son ritirato stanco di sprecare la mia vita lavorando in maniera assai remunerata ma oltremodo sgradevole.

Cerco di vivere qui a Rio, e per ora ci riesco, senza far nulla, perché se é vero che il lavoro nobilita l' uomo, é ancor piú vero che lo rende simile alla bestia.

Per mia sorte ho ancora una parte del patrimonio di famiglia da speperare, e considerando che ho 50 anni e non ho figli, usare il denaro accumulato dai miei operosi genitori e antenati al fine di approfittare delle bellezze del mondo mi sembra la cosa migliore da farsi.

Ammetto comunque che saltuariamente lavoro anche io, ma con molta calma e per favore: all' epoca del Carnevale di Rio ausilio la mia compagna nella realizzazione di costumi di lusso per la sfilata delle scuole di samba al sambodromo, e nel resto dell' anno le offro la mia consulenza estetica e il mio sostegno morale allorché idealizza e realizza abiti e accessori femminili di haute couture.

Nonostante viva in un clima che non permette l' uso di vestiti consoni al mio stile di vita (da quando son qui ho purtroppo dovuto rinunciare all' uso di giacche e papillon causa sudorazione sgradevolmente profusa, salvo sporadiche uscite in giacca di lino in quei giorni "invernali" allorché la temperatura scende vicino ai 20°)) mai ho rinunciato all' uso del cappello (anche se oramai devo limitarmi al Panama bianco) e del bastone da passeggio.

Non saprei dire se sono un esponente del Dandismo o appena un eccentrico, anche perché insieme al bastone col pomo d' argento, al Borsalino di panama bianco e al fazzoletto imbevuto di profumo esibisco sette piercing all' orecchia destra e alcuni tatuaggi su spalle e braccia; ma anche piercing e tattoo fan parte del mio modo di concepire la vita da un punto di vista prettamente estetico, e cosí come non concepirei di uscire senza bastone e cappello, altrettanto non saprei fare a meno dei miei tattoo e piercing.

Scusatemi se mi son dilungato oltremisura,
Vostro "Tazio"


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 19-03-2005
Cod. di rif: 304
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Hoyos y Vinent
Commenti:
Gentile Signora Jiménez,
la ringrazio sentitamente per l'attenzione che Ella mette nel seguire questo sito sul Dandy, e i suoi frequenti ed interessanti interventi rendono sempre gradita la Sua presenza. Tempo fa Ella mi fece notare l'assenza di diversi personaggi; io riuscii ad inserire coloro che già conoscevo o coloro sui quali potevo documentarmi. Ma purtroppo, per quanto il nobile Hoyos y Vinent appaia oltremodo metitevole, a vederne la fotografia, non possediamo qui in Italia alcuna sua opera che ci aiuti a conoscerlo meglio.
Ringrazio comunque ancora per la Sua affezionata presenza in queste pagine, e mi auguro di rileggerla presto.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 19-03-2005
Cod. di rif: 305
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Al Marchese de Cordoba
Commenti:
Egregio Marchese De Cordoba,
ebbi modo, tempo fa, di conoscere dei Marchesi De Cordova, in Palermo; forse Le sono famigliari?
La ringrazio per il Suo interessante intervento: sia qui, in questo piccolo Caffè virtuale, che nel Brogliaccio; se ha già avuto modo di addentrarsi senza perdersi per i meandri di questo sito sul Dandy, avrò già ben chiaro quanto io condivida assieme a Lei l'idea che esprime sul lavoro, per quanto questo possa essere remunerativo.
Sperando di rileggerla presto,
la saluto cordialmente
Andrea Sperelli Fieschi d'Ugenta
(Curatore)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Lucas Pedro Miguel Almirante Guidobaldo Maria De Cordoba y A
Data: 21-03-2005
Cod. di rif: 306
E-mail: tazionuvolari@katamail.com
Oggetto: Ringrazio
Commenti:
<Egregio Marchese De Cordoba,
ebbi modo, tempo fa, di conoscere dei Marchesi De Cordova, in Palermo; forse Le sono famigliari?>>

Per servirla, Gentilissimo Andrea Sperelli.
Io faccio parte del ramo Agrigentino, ma l' origine é la stessa dei Marchesi e Conti De Cordoba di Palermo, discendendo entrambi dalla famiglia spagnola di Fernadez de Cordoba y Aguillar, che oltre cinque secoli fa si stabilí in Sicilia ad opera del Condottiero Gonzalo de Cordoba, detto Il Gran Capitano.
Essendo Gonzalo cadetto e non potendo ereditare i beni paterni, si conquistò la fortuna con le sue imprese militari, fino a diventare viceré di Ferdinando il Cattolico e Isabella di Castiglia nei loro possedimenti spagnoli in Italia, ed ebbe la sua fama dovuta non solo alle sue imprese militari, ma soprattutto all' esser stato l' artefice della Disfida di Barletta
(veda in proposito, se puó esser di Suo interesse, il link che Le propongo in calce:
http://web.infinito.it/utenti/d/disfidadibarletta/LA%20STORIA.htm )

Ma ormai alla mia famiglia dei fasti di un tempo é rimasto appena un titolo e un blasone, avendo provveduto lo scrivente a sperperare allegramente i beni di famiglia che giá non avessero subito simile sorte ad opera dei miei antenati.
E ne faccio punto d' orgoglio e di vanto, e il dí che dovró presentarmi al giudice Supremo, allorché mi dovesse chieder conto di cotanti sprechi, gli risponderó "Sí!, tutto dissipai, ma vissi!"

A risentirLa presto,
"Tazio"

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: ezio tullo
Data: 27-03-2005
Cod. di rif: 307
E-mail: eziotul@libero.it
Oggetto: qualcosa
Commenti:
ebbene, fumo e trattengo il mio ego sulla zolletta di zucchero prima di liquefarsi con esso verso un baratro d'assenzio. Laggiù, oh santa pace, fingerò di essere vivo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 27-03-2005
Cod. di rif: 308
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Al signor [...]De Cordoba [...] Cosa rende l'uomo dissimile
Commenti:
Egregio signor Lucas Pedro Miguel Almirante Guidobaldo Maria De Cordoba ecc...,
mi permetta di inserirmi mestamente nel discroso in atto tra Lei e il nobile Sperelli. Leggendo le sue lettere, ho provato un certo "fastidio", se mi permette il termine, riguardo alla tracotante esibizione della sua condizione non-lavorativa, per scelta, a quanto dice. Mi permetta, la prego, di farle notare come questo non dipenda da suoi meriti particolari: come lei dice, si sta semplicemente dando da fare per sperperare il patrimonio di famiglia: credo che qualsiasi persona al suo posto sarebbe in grado, se volesse, di fare altrettanto...Al massimo, dovrebbe ringraziare i suoi genitori e parenti, che come lei sottolinea sono stati OPEROSI e le permettono ora di condurre la sua vita a base di samba e cha cha cha...
Non ch'io abbia disgusto del non-lavorare, anzi! La sua vita, dedita all'edonismo e all'estetismo, può essere invidiabile: ciò che mi stupisce è il fatto che lei non menziona parole come "arte", "pittura", "poesia", "musica" (queste ultime tre sono racchiuse nella prima!) e ciò mi induce a ritenere il fatto che lei sia più dedito ad un'esteriorità snobisticamente fine a se stessa, meramente contemplativa, di ostentazione di quello che ritiene - per certi versi non a torto - uno stile di vita privilegiato; diverso il caso di un'ozio padre dell'arte: in questo caso il dolce far nulla potrebbe diventare oltremodo fruttuso, e questa fruttuosità intellettuale, questa sì, potrebbe essere paragonata (con orgoglio!!) al borghesissimo intento dell'utile ad ogni costo...In lei, credo, ma non vorrei peccare di presunzione, anzi, mi smentisca pure, credo manchi questa seconda parte: non ci si può limitare ad oziare in maniera capricciosa attingendo ai fondi di mamma e papà, disprezzando chi lavora non perchè abbia meno capacità di lei, ma semplicemente perchè non è nato da una famiglia "ricca", è un'attività troppo semplice quanto inutile...e non è sinonimo nemmeno di unicità: quest'ultima, dono di pochi eletti, si dimostra PRODUCENDO qualcosa, in senso artistico ovviamente, in senso squisitamente intellettuale, ma comunque PRODUCENDO...
La vita di cui lei si vanta sarebbe ammirevole per chi, dopo una vita dedita al lavoro (nei due sensi - quello intellettuale o quello materiale)si dedica al godimento dei SUOI STESSI averi (ancora una volta nelle due accezioni!) accumulati nel corso dell'esistenza, non di quelli ottenuti senza alcun merito, se non quello di essere nato in una famiglia che vanta un titolo nobiliare...
A mio parere, non ci si può limitare a disprezzare il lavoro - più o meno remunerativo - se non si oppone ad esso un altro termine, una soluzione, un'attività più degna e squsita, più nobilitante, come potrebbe essere l'arte. Come dice lei, il lavoro rende l'uomo simile alla bestia: non mi soffermo su questo discutibile e opinabile parere, ma le chiedo: cosa rende l'uomo, invece, dissimile dalla bestia? "Sperperare allegramente i beni di famiglia, il denaro accumulato dai miei operosi genitori e antenati"? Questo? Io, sinceramente, credo sia ben altro...
Mi scusi se mi sono permessa di intervenire, ma ho pensato di esternare i miei dubbi, senza alcun rancore, restando, anzi, disponibile ad ascoltare le sue spiegazioni in merito...
Cordialmente
Caterina Foscarina Elisabetta Giovanna Maria Contini


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 28-03-2005
Cod. di rif: 309
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Dare e produrre
Commenti:
Gentile signorina Contini,
mentre attendiamo che il Marchese si unisca a noi, mi permetta di sedere al Suo tavolo. Sono Giancarlo Maresca e mi presento. Come Gran Maestro del Cavalleresco Ordine dei Guardiani delle Nove Porte, sono praticamente il Preside di quest'istituto in cui Sperelli è Professore. Non sono qui con le mie insegne, ma per bere qualcosa e chiacchierare. Cosa le prendo? Una coca? Io berrò un calvados, anzi, a quest'ora, la mia solita Chartreuse. Prima ancora che il signor De Cordoba, Tazio per gli amici, si difenda, vorrei approfondire alcuni temi che porteranno un po' d'acqua al mulino dell'ozio e la toglieranno alla mitologia della produzione. Innanzitutto, proprio in quest'area non dovrebbe parlarsi di produzione come un dovere sociale. Se si assume quella del dandy come una vita possibile, dobbiamo riconoscere che, se una verità quelli del passato ci hanno lasciato e quelli del presente ci ripropongono, è che l'essenza stessa del dandysmo è aspirare a modellare la propria vita come l'unica opera importante. La produzione in questo caso astrae da un prodotto visibile ed in verità sembra che proprio questa sia la via- sia riuscito o meno a percorrerla - che il De Cordoba ha scelto. Questo principio non è accettabile da tutti, ma se non lo si considera ammissibile non ha senso sedere ad un caffè dandy. Del resto altre forme altissime d'arte, come la corrida o il cante flamenco, non lasciano un prodotto, a meno che non si vogliano considerare tali le meste riproduzioni su supporto magnetico o digitale. Anche queste, del resto, non avrebbero senso o mercato se non esistesse l'attività artistica madre, che però è per sua natura evanescente. Di arti di questo tipo ce ne sono molte altre: la conversazione, l'eleganza, la divinazione etc. Alcune di queste forme espressive non sono considerate arte, ma solo da chi non ha mai conosciuto gli artisti o non ha i sensi sufficienti a riconoscerli. Il motto dell'Ordine recita "numquam servavi" che significa "NON HO mai risparmiato", ovvero "NON MI SONO mai risparniato", quindi non posso che simpatizzare per il Tazio e sperare che egli tragga buon profitto da questo sperpero e che riversi sugli altri qualcuno di questi benefici. In qualunque modo lo si faccia, palese o segreto, diretto o indiretto, immediato o dilazionato, non ciò che si produce è importante, ma ciò che si da. Ed a questo proposito non ha importanza da quale fonte venga quanto si da, purché non sia tolto ad altri. Non ha nemmeno importanza averlo, perché così grande è il potere della nostra razza, da rendere gli uomini in grado di donare ciò che non possiedono.
Accendo un sigaro e attendo anch'io il Marchese. Lei desidera qualcos'altro?


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 28-03-2005
Cod. di rif: 310
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Arte e vita
Commenti:
Gentilissimo avvocato Maresca,
sono lusingata del fatto che il mio intervento abbia sollecitato questo suo: mi permetta, però, ancora qualche precisazione. Innanzitutto, spero che dal mio intervento non sia emersa una concezione di lavoro come di “dovere sociale”; lungi da me questa concezione, mi riferivo al lavoro, al massimo come “dovere morale”, anche se parlare di moralità in tale sede è altrettanto privo di senso…Se parlo di dovere morale, intendo il produrre (mi perdoni il termine), in senso squisitamente intellettuale, ma comunque il produrre. Anche per se stessi si può, credo non a torto, parlare di produrre. Il lavorare in senso materiale, che tanto e non a torto viene qui disprezzato, comporta necessariamente una dipendenza verso un padrone, oppure verso il pubblico, se di arte si parla. La possibilità, che parrebbe avere il Marchese de Cordoba, di poter tralasciare questa parte della vita che tocca più o meno a tutti gli uomini, lo legittimerebbe e gli permetterebbe di poter rivolgere i suoi interessi altrove, come all’arte e alla produzione, ripeto, di qualcosa di aristocraticamente intellettuale. Giacchè sembrerebbe non aver bisogno di soldi, non sussisterebbe nemmeno la dipendenza da terzi, perché la sua (sbandierata) serenità economica lo affranca da un eventuale bisogno di “vendere” e “vendersi” come molti artisti, per obbligo o per scelta, sono portati a fare…
Nel caso non mi fossi espressa come avrei voluto, la esorterei a rileggere la mia precedente e a leggere tutti i termini come “lavoro”, “produrre”, “operosità” in doppia chiave: quella materiale e tangibile e quella sublimamente intellettuale, intangibile. Inutile dire per quale sia propensa…
In ogni caso, se Lei o il “signor Tazio” vorrete persuadermi circa il dandismo o l’estetismo del marchese stesso, io risponderò che, guardando indietro, tutti i grandi dandies della storia (con l’eccezione, forse, del solo Brummell) sono stati anche operosi in qualche campo, vuoi dell’arte, del cinema, della poesia, della musica, ecc. (ancora una volta, basta dire dell’arte). Il “fare della propria vita un’opera d’arte” è impossibile, se non si conosce che cosa sia l’arte, e, soprattutto, se non ci si diletta con questa Signora…
Wilde, d’Annunzio, per citare i più famosi, se si fossero limitati a “fare della propria vita un’opera d’arte” difficilmente sarebbero oggi ricordati come geni e come grandissimi artisti; senza contare il fatto, ma sarebbe un altro discorso, che, in particolar modo il secondo, ma anche il primo, hanno provveduto, durante tutta la loro esistenza, a compiere una sorta di “autopromozione” e di pubblicità di se stessi. Anche d’Annunzio, che pure disprezzava la borghesia e sembrava porsi al di fuori del suo tempo, non disdegnava i meccanismi pubblicitari, le imprese, gli scandali amorosi, la pubblicità “scandalose” e pruriginose dei suoi libri, per rimanere sempre in vista, “sulla cresta dell’onda”, per “vendere”, in sostanza, e mantenere la sua dispendiosissima vita.
Anche quei dandies che nascondevano il loro impiego lavorativo (sempre, ovviamente, in senso artistico) lavoravano comunque…
Modigliani fu un dandy, senza dubbio: epperò visse la sua vita in povertà, vicino forse più ai bohemien; la differenza tra un dandy (come Modigliani) e uno snob è che il primo si distingue per la propria nobile disposizione d’animo, a prescindere dai soldi, mentre il secondo, come, senza offesa, ritengo sia il “nostro Tazio”, privato dei suoi soldi sarebbe impoverito non solo sul piano economico, perché un dandy senza soldi ha l’arte, ha il dono di una battuta brillante, una poesia sempre latente, la mano rapida per una caricatura arguta; uno snob, privato dei suoi soldi, rimane vuoto e sterile come una rana d’inverno…
E’ anche vero che il Marchese de Cordoba non si sia mai definito dandy, anzi avanza la tesi che sia solo un eccentrico e che il mio giudizio, ovviamente, non abbia valore universale, perché nessun giudizio ne ha.
Sono molto giovane e, credo, nella mia vita dovrò congiungere due sfere, molto distanti ma che pure bisogna congiungere – con fatica - : quella dei sogni e quella della realtà. Se mi rifugiassi nella prima, rimarrei una bambina capricciosa, infantile e sterile, oserei dire; se, invece, mi rifugiassi borghesemente nella seconda, dimenticando la prima, non sarei altro che una stupida materialista. La vita, secondo me, scaturisce da questi due termini: sono abbastanza matura da capire che se da una parte gradirei dedicare la mia vita all’arte, alla lettura, oppure al “fare della mia vita un’opera d’arte”, concetto bellissimo e rivoluzionario cento anni fa, ma oggi leggermente logoro e usato da molti per giustificare il loro STERILE ozio, attingendo “allegramente” ai fondi accumulati da una vita di lavoro onesto di nonno e nonna, oppure trovare un lavoro che mi sfami, per dirla terra terra, e coltivare le mie passioni a prescindere da esso, anzi GRAZIE ad esso. Con gli introiti del lavoro, credo si sia legittimati a soddisfare i propri sfizi, i propri vizi, i propri desideri estetici, la propria vita elegante…con quelli degli altri, mi permetta, credo si cada in una forma di infantilismo dettato più da comodità che da reali convinzioni.
Ancora onorata del suo raggiungimento a questo nostro tavolo, Le porgo i miei più distinti saluti, ordinando, vista l’ora, un buon cappuccio, e sperando di risentirla presto.
Cordialmente
Caterina Contini


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 29-03-2005
Cod. di rif: 311
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Produrre: il dandy lavoratore.
Commenti:
Gentile Signorina Contini, egregio Gran Maestro,
permettetemi di interrompere per un attimo la vostra conversazione; ho ascoltato attentamente le vostre parole e, come mi è solito, mi fermerò per un breve attimo, giusto il tempo di poter dire qualcosa. La signorina Contini ha parlato di produzione intellettuale in una giusta sede, senza dubbio: ella stessa, ed io la ringrazio per avermi risparmiato la fatica di doverlo fare, cita diversi personaggi, tra i molti, che furono sia artisti "materiali" che "spirituali", laddove con il secondo desidero qui indicare il dandismo quale stile di vita e di pensiero. Con l'eccezione di Brummell, bene o male tutti i dandies della storia furono dei "produttori", per quanto il livello dei loro prodotti artistici sia spesso (e, a volte, non a torto) messo in discussione. L'esempio che ella fa citando Modigliani è calzante, ed ammirevole sul piano della conoscenza. Tuttavia credo che si tenda ad osservare questo lavoro "materiale" (uso questo termine in tutta evidenza scorretto, ma funzionale allo scopo) come la sola condizione "onesta" dell'uomo intellettuale. Parlandoci chiaro, non furono molti i dandies che oggi potremmo definire intellettuali: nel campo del sapere erano spesso meno preparati che nel capo dell'abbigliamento. E' per me stato un colpo (positivo, perché incoraggiante) scoprire che Cocteau non sapeva il latino, e che l'Edipus Rex l'aveva scritto in francese facendoselo poi tradurre. Con questo non voglio escludere le ragguardevoli eccezioni, sia ben chiaro.
Tuttavia, nel dandismo è più l'arte che si mette nella vita che quella che infine si incanala nella produzione artistica; Wilde stesso affermava che i bravi poeti sono persone noiose, mentre i cattivi poeti sono spesso persone divertenti e stimolanti. Per quanto l'espressione possa oggi apparire logora (a me però non risulta, sinceramente) "fare della propria vita un'opera d'arte" è un progetto reale e possibile. Certo, bisogna saper coniugare l'intelletto con le disponibilità economiche, l'amore per l'arte con il denaro, il culto per la Bellezza con la possibilità di poterla riconoscere ed acquistarla, se non produrla - appunto. Il nostro Marchese Tazio, per quanto ammirevole in qualità di autentico personaggio a sé stante, non è a mio parere, un dandy. Questo però non lo sminuisce, sia ben chiaro: qui non si sta combattendo per definire un comportamento, ma per esplorarlo, in generale. Egli ci ha qui proposto il suo interessante esempio di vita, che non è nuovo ma è certamente raro, e fa piacere sapere che esistono ancora personaggi d'una tal fatta.
Dire che in questa sede la morale è fuori posto è un'affermazione assai opinabile: forse il moralismo può essere fuori posto, ma la morale mai. Per questo credo che giudicare come ella fa un personaggio come è il Marchese disonesto e, tutto sommato, di scarso valore, sia un'azione avventata e poco sensata; non nascondo che anch'io, al di sotto del mio pseudonimo, sono un cosiddetto "blasonato" di antica famiglia, ma non per questo vengo ritenuto disonesto o di scarso valore a priori; non ho posseduto, ahimè, nonni lavoratori né per ciò sono ricco al pari del signor Tazio - pretesto per questa conversazione. E tuttavia non è proprio dell'aristocrazia così come non lo è del dandismo l'odio per il lavoro. Dire che questo "rende simili a bestie" è un paradosso, se vogliamo, degno della penna di Wilde, ma come sempre non è da prendere alla lettera. Il lavoro fisico, l'impiego, è disprezzabile in primis a causa di un ipotetico ma probabile "padrone" cui sottostare; ma non solo: esso è da scansare poiché occupa il tempo che si dedicherebbe volentieri ad altro, e ben venga quel "lavoro" che permette di coniugare impiego e passione; un dandy critico d'arte come Malraux non poteva che essere felice del suo assessorato alla cultura, in Parigi. Non voglio ora mettermi a disquisire su tutto ciò che nella cultura del lavoro è sinonimo di imborghesimento (visto come modo di pensare, non tanto come classe sociale), e pertanto disprezzabile a priori; il dandy che lavora ed allo stesso tempo nasconde il suo impiego non lo fa per snobismo ma per coerenza. Se fosse esistita un'epoca, simile alla nostra, in cui il "non lavorare" fosse visto come una virtù, il dandy sarebbe forse il primo a dimostrare il suo lavoro. Questo viene fatto con per ragioni moraliste, ma puramente economiche, a differenza del cosiddetto lavoro "intellettuale" (tipo la produzione di un'opera d'arte). Il dandy che lavora non è un controsenso: lo diverrebbe nel momento in cui questi si mette a vantarsene. La produzione, questa parola che tanto ricorre nei suoi scritti, diviene importante in qualità di fondamento per un qualcosa di superiore, ineffabile al senso comune. Produrre per produrre è di per sé "utile", e quindi dannoso per il dandy il quale, a suo dire, auspica all'inutilità: ecco che allora egli va a preferire il lavoro intellettuale, o la creazione artistica, poiché per il senso comune queste ultime due cose sono di scarsissima utilità. Oggi la società borghese non è più quella contro la quale il dandy dell'Ottocento e dei primi decenni del Novecento si scagliava, ma ne mantiene purtroppo certe connotazioni che varrebbe la pena discutere, se non fosse che altri lo hanno già fatto, e meglio, prima di noi.
Fatte queste distinzioni, tra lavoro intenso in senso artistico e lavoro inteso a produrre nel senso più borghese del termine, non mi rimane che citare, tra i tanti, Valery Larbaud, dandy che visse per tutta la vita di rendita, o il Conte Montesquiou; e come non ricordare tutti i personaggi dei romanzi, da Sperelli a Des Esseintes, i quali non fecero mai assolutamente niente? Se artisti erano, non pubblicavano né esponevano mai nulla, comunque. Il favore del popolo non gli sarebbe mai servito, né l'avrebbero voluto.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 29-03-2005
Cod. di rif: 312
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Plus valore
Commenti:
Egregio Sperelli,
La ringrazio per il tempestivo intervento: come al solito, è stato "illuminante". Mi permetta, in primo luogo,di esplicitare la mia lontananza dal definire il signor "Tazio" (come lei giustamente fa notare è il pretesto della discussione, un semplice emblema, senza niente di personale, ovviamente!)"disonesto e, tutto sommato, di scarso valore"; tale definizione, concordo con Lei, sarebbe avventata e poco sensata, e mi spiace se questo sia trapelato dai miei scritti, che in realtà volevano essere lontani da posizioni astiose! Anche perchè non conosco "il nostro amico Tazio" abbastanza per giudicarlo, nè sta a me (come a nessun altro) fare ciò... Come diceva Wilde, però "solo gli sciocchi non giudicano dalle apparenze" e, in fondo, ho semplicemente fatto alcune considerazioni circa la sua baldanzosa e tracotante presentazione. Ciò che mettevo in rilievo, spero si sia percepito, era il fatto che spendere, anzi SPERPERARE (che è ben diverso) il patrimonio accumulato dai suoi avi non è un'attività che distingue la nobiltà d'animo di un uomo, perchè è un'attività diffusa a prescindere dal reddito e dalla classe sociale...nè, come ho detto, è qualcosa che "distingue l'uomo dalle bestie", come il Marchese aveva affermato a proposito del non-lavorare. Quando un comportamento non è supportato da convinzioni di fondo, ebbene, credo sia molto facile cadere nelle "azioni di comodo"...Il "fare della propria vita un'opera d'arte" può, se è fatto con sapienza, distinguere l'"uomo dalle bestie", per tornare a quanto detto...e mi corregga se sbaglio, ma credo che per un dandy o per un esteta la spesa in denaro, per quanto spensierata o al di sopra delle proprie possibilità, rimarrà sempre un MEZZO, ma mai un FINE...Quando si sbandiera il fatto di scialacquare denari come azione significativa della vita, credo significhi non ci sia nulla di meglio di cui vantarsi...
Lei, parafrasandomi, ha affibbiato al Marchese l'aggettivo di "scarso valore"; in realtà, quello che io intendevo è il fatto che non vedo nel signor Tazio quel "plus valore", che ogni uomo d'eccezione (come riteine d'essere, e non dico a torto!) dovrebbe possedere e che ogni dandy ha...Certamente non è possibile tracciare un profilo di una persona da due suoi interventi, però, a mio modesto parere, quando ci si presenta si mettono in luce alcune cose che ognuno considera (per sè) priorità...
Se poi mi si dimostrerà che lo "sperperare allegramente i beni di famiglia" sia un "plus valore", allora e solo allora, forse, cambierò idea...
Cordialmente
Caterina Contini

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 30-03-2005
Cod. di rif: 313
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Produzione senza prodotto II - Il ritorno dell'arte "oziosa"
Commenti:
Gentile signorina Contini,
riconosco che in Lei ci sia la volontà di non giudicare, ma nell'intimo dei Suoi pensieri, con quello che potremmo pedantemente chiamare il Superio, Lei lo ha già fatto. Non lasciano alcun dubbio le parole del Suo primo intervento, quello che ha generato la conversazione, con cui dichiara che l'unicità, o meglio una forma sdoganata di unicità, si raggiunga solo producendo. Si rilegga per prima di continuare: “…non ci si può limitare ad oziare in maniera capricciosa attingendo ai fondi di mamma e papà, disprezzando chi lavora non perchè abbia meno capacità di lei, ma semplicemente perchè non è nato da una famiglia "ricca", è un'attività troppo semplice quanto inutile...e non è sinonimo nemmeno di unicità: quest'ultima, dono di pochi eletti, si dimostra PRODUCENDO qualcosa, in senso artistico ovviamente, in senso squisitamente intellettuale, ma comunque PRODUCENDO...” A questo proposito ho cercato di dimostrare che la produzione di arte non sempre lascia una traccia concreta. Molte arti, tra cui quella somma di Vivere, non determinano una creazione materiale, ma situazioni artistiche di cui possono giovare solo i presenti o gli assenti che credano a quanto altri raccontano. La mia vita è stata arricchita da molte esperienze del genere ed ho assistito a corride emozionanti, poi rivissute ritrovandole nel ricordo di altri aficionados, conosciuto conversatori in grado di affascinare un salotto tirando fuori da ciascuno il meglio, cuochi capaci di lasciare una traccia indelebile, senza che di tutto ciò sia restato qualcosa al di fuori della memoria dei pochi. Questa considerazione, qualora Lei la ritenesse valida, farebbe rientrare la Sua fondamentale eccezione senza sconfessarne il principio informatore. Avremmo infatti comunque una "produzione", ma senza prodotto. Inoltre mi sembra che quella che Lei chiama tracotanza possa leggersi come un'assenza di sensi di colpa, stato mentale assai raro e che richiede una conoscenza di se stessi che non è mai frutto del caso. Mi perdoni la franchezza, ma mi sembra che con le spezie di un estetismo orientato al bene Lei cerchi di mimetizzare una dose non letale di moralismo nella polpetta del razionalismo. I nostri stomaci, avvezzi a ben altri veleni, non la trovano nemmeno troppo indigesta, ma da qui a consideralo un piatto di alta cucina … L’estetismo non è orientato agli altri e proprio per questo ha bisogno, se ha bisogno di qualcosa, di una carica umana nel dare che citavo come l’unico condimento veramente indispensabile della cosciente dissipazione Si può poi dare in molti modi e lasciamo a ciascuno il suo. orchestrata dal simpatico Tazio come cifra della sua vita. Spero che il Marchese dell’Altro Mondo, cioè di quello cosiddetto nuovo, intervenga e divenga così da un pretesto una voce. Mi dichiaro infine un Suo devoto ammiratore per la padronanza della lingua e un certo dono retorico non comune, massimamente in un’età che ritengo precoce. Ehi! Il bicchiere è vuoto, dove si è addormentato quell’oste della malora?


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 30-03-2005
Cod. di rif: 314
E-mail: gra
Oggetto: Refuso
Commenti:
Gentile signorina Contini, Visitatori dell'area,
mi scuso per una distrazione che minaccia l'organizità dell'intervento in calce, dove la frase "orchestrata dal simpatico Tazio come cifra della sua vita" avrebbe dovuto seguire e concludere la frase che finisce con "cosciente dissipazione". Il refuso è dovuto al fatto che molte volte costruisco i testi in Word ed in questo caso ho usato il copia-e-incolla spezzando una frase.
E' quasi mattina ed il locale è ancora frequentato. Forse sarà perché qui si può fumare?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: rose selavy
Data: 30-03-2005
Cod. di rif: 315
E-mail: duchamp@email.it
Oggetto: ELOGIO DELL' INUTILITA' - L'arte di vivere
Commenti:
Per iniziare saluto in primis il curatore Andrea Sperelli, in secundis il sempre stimato avvocato Maresca e i convenuti a questo tavolo.
Ho avuto l'onore ed il sommo piacere di vedere pubblicato un mio scritto, presente tutt'ora nella sezione "documenti". Un omaggio al grande genio che fu raymond roussel.
Ora, vorrei contribuire allla discussione con questa riflessione che prende le mosse da
un grande artista italiano Enrico Baj pittore, scultore e filosofo che soleva dire" L'arte viene non si sa da dove e al suo sopraggiungere, il tempo e il luogo cessano di esistere . L'arte conduce alla porta della Grande Signora della Morte e dell'Amore".
In molti attribuiscono all'arte un'origine misteriosa, un potere magico, una dimensione altra e la capacità di coniugare "ciò che è in basso con ciò che è in alto", ovvero: l'Inferno e il Paradiso.

L'arte è innanzitutto un gioco. Solo giocando, infatti, si perde la radicata convinzione che ciò che ha senso sia più importante e determinante di ciò che non ne ha. Solo accettando fino in fondo la scelta del non sapere, il pittore e l'artista si cala negli inferi, consapevole del fatto che il significato drammatico dell'esistenza, risiede nel semplice fatto di esistere. L'arte, intesa come gioco, è un'attività inutile, nel significato che Baj attribuiva a quest'aggettivo, e cioè di quello che al bambino è permesso e che all'adulto è proibito in quanto ormai è cresciuto e deve servire.

Tra l'arte e il negativo esiste un rapporto profondo: l'opera d'arte in generale si forma come tale, proprio nel rifiuto del linguaggio positivo e servile dell'economia e della logica. L'arte è un linguaggio libero da intenzioni utilitarie e progettuali: essa è il sacrificio del gesto, glorificandolo come fine a se stesso. E' un atto di perversione perché, distrugge le cose che nomina nel loro valore usuale, è un sacrificio perché è l'espressione di grandi sprechi di energia.

All'interno di questa accezione della arte si indica nell'alterità, la proprietà specifica, in quanto essa è dispendio, negazione della negazione, utopia concreta. Pur nella consapevolezza che l'arte, non può rinunciare ad una regola e ad una misura, per non ridursi a mormorio confuso, grido inarticolato o sterile silenzio. E il negativo non si sceglie, si espia. "Se non si espiasse, (esso) avrebbe qualche punto di appoggio, cercherebbe l'impero, la durata. Ma l'autenticità glielo rifiuta: esso non è che impotenza, assenza di durata, distruzione piena di odio (o gaia) di se stesso, insoddisfazione". Un'insoddisfazione che neanche l'amore può colmare, a meno che esso non sia l'approvazione della vita fin dentro la morte". In questo senso l' arte è un'accensione dismisurata del desiderio erotico che tende alla fusione di Eros e Thanatos.

L'arte è altresì attesa "sono innamorato? sì, poiché attendo", scriveva Roland Barthes in Frammenti di un discorso amoroso, capace di garantire la durata inesauribile dell'avventura, che non si definisce come aspettazione di qualche cosa di noto o di conoscibile, ma semmai è uno stato d'animo. L'arte è assenza, intesa come facoltà di non farsi travolgere dalla meccanica delle cose e di mantenere desto il senso dell'attesa.

La condizione dell'artista, è quella dello straniero che partecipa dei simulacri della realtà. Come il dandy l'artista è un esule, che ovunque avverte il senso dell'inappartenenza in questo mondo. Come il dandy è uno straniero che partecipa non solo al dispiegarsi delle trame del sociale, ma anche al farsi e disfarsi della propria coscienza e dei propri sentimenti. E come il dandy il poeta conosce il valore dello "stile" e della "forma", sa praticare l'arma dell'ironia e dell'autoironia ("le persone serie - era solito ripetere Marcel Duchamp - sono dei potenziali tiranni").

L'arte "autentica" non può non essere "inattuale". Essa deve segnare una profonda differenza nei confronti dell'ambiente, soprattutto artistico, infestato da pseudo sperimentatori, da rovinosi dinosauri in cerca di vanagloria, da giovani-vecchi bramosi di successo, individui che con l'autentica arte non hanno nulla a che spartire perché essa è ancora, nonostante tutto e tutti, parte maledetta, solitudine e disperazione.

L'arte non può che essere, oggi, lucidamente disperata. Sappiamo, d'altronde, che i soli gesti artistici credibili sono quelli malati, quelli che fioriscono nei rovinosi deserti della nostra cosiddetta "civiltà".
In quest'era "globale", contrassegnata dalla cifra totalizzante della merce e del denaro, l'arte si rivela sempre più inutile: è dispendio, atto escretorio, riso e pianto, sospensione del tempo reale, parola smarrita e ri-trovata, autentica e non omologata.

nicola albertini
alias rose selavy

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 30-03-2005
Cod. di rif: 316
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: L'art de vivre: termine di giudizio?
Commenti:
Gentilissimo avvocato Maresca,
ho letto con grande interesse il Suo ultimo intervento in questa sede; giacché il Suo bicchiere è vuoto, La prego, mi permetta di accomodarmi accanto a Lei e imitarLa nell’ordinare ancora qualcosa, cosicché possiamo scambiarci ancora due parole. Sono completamente d’accordo con Lei nell’affermare che la produzione artistica non sempre lascia traccia concreta (o se lo fa, magari anni dopo, oppure, appunto, mai…). Invero, io non ricordo di aver inteso come produzione un’attività meramente volta alla creazione di beni tangibili; Lei poc’anzi, parlando di “produzione artistica”, ha assunto la medesima accezione che ho e avevo fatta mia io stessa: d’altro canto, il celeberrimo dizionario Zingarelli 2005 riconosce al termine “produzione”, tra gli altri, il significato di “qualsiasi opera dell’ingegno o di un’attività creatrice” (produzione dei surrealisti, produzione letteraria di alto livello, ecc.); il fatto che questa attività sia visibile o invisibile, perché interna all’artista, non ha nessuna importanza: leggendo gli atti del processo del pittore Whistler contro Ruskin, di cui si parla in questa sezione sul dandy, citerei una frase emblematica a riguardo: alla domanda “Oh, due giorni! È, dunque, per due giorni di lavoro che chiede duecento ghinee!?”, il nostro pittore-dandy risponde: “No, le chiedo per il sapere accumulato in tutta la vita”. Anche sul fatto di una produzione “senza prodotto”, per quanto possa apparire un ossimoro, sono propensa, sorridendo, ad accettare di buon grado questa possibilità: d’altro canto, anche molti filosofi, soprattutto greci, erano restii a trascrivere tutto il loro sapere, perché sapevano che alcuni temi (tra l’altro, quelli a cui attribuivano maggior importanza e rilevo!!) erano incomunicabili in forma scritta, oppure sarebbero stati fraintesi e quindi li affidarono, in maniera esoterica e rigorosamente orali, ai pochi discepoli “eletti”, ma non li lasciarono ai posteri, portandoseli nella tomba con loro. Anche il nostro Wilde aveva capito che essere famosi significava rimanere misteriosi: in un dialogo col già citato pittore Whistler, in uno dei tanti duelli retorici, disse: “Se vuoi restare grande come me, non svelarti mai completamente” e il poeta stesso aveva paura di non venir frainteso.
I sentimenti più importanti, le esperienze più significative hanno ragione di rimanere nel nostro intimo, oppure di schiudersi solo per una ristretta cerchia di indiziati: quando un sentimento viene commercializzato (come si fa nella maggioranza dei programmi televisivi), smette di essere tale e diventa una cosa di poca importanza.
Quando una persona racconta tutto di sé, a mio parere, significa che non ha, per sua sfortuna, vissuto nulla di significativo oppure che si è limitato a “sopravvivere”, che certo non sinonimo di “vivere”.
Epperò, credo, stiamo eludendo e pian piano decentrandoci dal “problema” (?) iniziale: ciò è un bene, perché credo sia già stato detto abbastanza a riguardo. Perché, in sostanza, e non vorrei sbagliare, mi pare di non aver letto nei due scritti del Marchese de Cordoba una sola volta la parola “arte”, e questo è stato ciò che mi ha indotto ad arrogarmi il diritto di spendere due parole e di dare avvio a questo piacevole scambio di pareri…
L’arte cui Lei dà l’epiteto di “somma”, e ancora una volta condivido, è la Vita: il problema, a mio giudizio, è che anche l’”arte di vivere” è difficilmente universalizzabile, perché rimarrà sempre e comunque, come tutta l’arte, soggetta a giudizi soggettivi (e con giudizio, in questo caso come in tutti, si intenda l’accezione propriamente kantiana del termine!). Il dubbio che mi attanaglia è come (e se) sia possibile “tirare delle somme” su un’esistenza basandosi sull’arte di vivere: nel senso che, pensandoci, il barbone ha una sua arte di vivere, io ho la mia arte di vivere, Lei ha la sua arte di vivere, il signor Tazio la sua, un contadino, un operaio…chiunque ha la propria “art de vivre”, e ognuno può ritenere la sua la più giusta e consona. Se io preferisco un buon libro e la solitudine alla folla, un altro giovane potrebbe considerare la mia “arte di vivere” fallace, se non ridicola…Se per Lei una corrida è in grado di trasmettere sentimenti inauditi, che possono essere rievocati a distanza di anni e riassaporati ora come allora, un altro potrebbe adorare lo stadio e una buona partita di calcio…
E’ molto difficile poter giudicare se si è vissuti o meno tramite l’arte di vivere, perché, purtroppo, finiremmo per farlo coi nostri parametri e con le nostre passioni che sono, per fortuna, soggettivi (sennò cadrebbe quel criterio di unicità, per quei pochi che sfuggono dalla massificazione anche e soprattutto di loro stessi - di cui parlavo nel mio ultimo intervento).
Prolissa come sempre, tenterò di giungere alla conclusione, sebbene molte cose ancora avrei da dire, ma spero di aver modo di intervenire nuovamente. Ora le cedo la parola, notando che i nostri bicchieri si sono di nuovo svuotati…
Dubito ora sia conveniente fare nuove ordinazioni, giacché devo scappare e, anzi, già con incoscienza mi sono seduta, spinta dal piacere di chiacchierare sì amabilmente, tralasciando vari impegni…
Mi permetta di mostrarle la mia riconoscenza per l’ammirazione che la mia penna ha destato in Lei…Non sono una persona molto umile, come si sarà capito, però ne possiedo giusto quanto basta per ammettere che spesso questo “dono retorico” mi porta ad assumere posizioni forse troppo, come dire, “estremiste” e io stessa, spesso, rileggendomi, con il senno di poi, come si dice, mi accorgo che mi sono lasciata trascinare troppo da una certa enfasi oratoria che mi assale quando scrivo…Spesso non sono lontana da quei filosofi greci, i sofisti, che, grazie all’abilità retorica, riuscivano a trovare argomentazioni per una qualsivoglia tesi, e a sostenere contemporaneamente due tesi opposte…adducendo, con maestria, e argomentazioni più consone…in fondo, la realtà non è mai una sola, almeno credo…
Con stima
Caterina Contini


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 30-03-2005
Cod. di rif: 317
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Errata corrige
Commenti:
Rileggendo il testo, mi sono accorta di un paio di errori dovuti, oltre che dalla fretta, dalla mia nottata insonne, che spero possa considerarsi un attenuante! Quando ho scritto "in maniera esoterica e rigorosamente orali" ovviamente volevo dire "orale" e, riguardo alla "cerchia di indiziati", bè, per quanto adori Agatha Christie e per quanto lei sia avvocato, è stata una svista, lo si legga, quindi, come "cerchia di iniziati"!!
A rileggerla,
C.C.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 30-03-2005
Cod. di rif: 318
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Alla signorina Contini, al Gran Maestro, al signor Albertini
Commenti:
Signorina, Signori,
mi fa molto piacere il fatto che questo caffè virtuale goda di conversazioni tanto occasionali quanto comunque di buon livello. Purtroppo, rileggendo la delicata conversazione a due (o tre, a seconda) svoltasi poco fa è facile constatare che non tutto è stato detto, e molto ci sarebbe ancora da dire; se l'ultimo discorso della signorina Contini voleva essere una chiusura, me ne rammarico, in quanto Ella ancora solleva argomenti ai quali sarebbe lecito nonché piacevole dedicarsi. Se poi la stessa avesse avuto modo di leggere con attenzione il testo dell'ormai affezionato cliente Nicola Albertini, avrebbe avuto modo di conoscere ancora un diverso punto di vista. Come al solito, mi rendo conto che un linguaggio come quello che usa il signor Albertini è di difficile interpretazione, ed è comprensibile a coloro che, come me, sono avvezzi alle letture sull'arte Dada, o a chi in sostanza sa dare il peso giusto ed il corretto valore ad ogni singola parola. Egli ci fa notare, attraverso le parole di Enrico Baj, come l'arte, in generale, debba essere presa come un gioco, un divertimento. Ciò significherebbe atribuirle un valore effimero, forse, ma per questo soddisfacente e per nulla illusorio. Baj è stato forse l'unico, oltre ad Arturo Shwartz, ad esplicitare si tanto formalmente i concetti espressi altrimenti in maniera esclusivamente provocatoria dell'arte Dadaista, o Dada. Abbiamo in Galleria uno splendido rappresentante di quest'arte, Jacques Rigaut, del quale ho avuto modo di parlare sovente ma di sfuggita: egli, se la signorina Contini ancora mi sta leggendo, è uno dei perfetti rappresentanti di quell'Arte di Vivere alla quale mi riferisco io ed il Gran Maestro Maresca. Rigaut scriveva racconti e aforismi, ma non pubblicò mai nulla. Dipinse un quadro, ma non lo firmò, e lo espose senza che il pubblico sapesse che era suo. Tutta la sua vita, poi, fu un caso-Dada esemplare: prese non solo l'arte come un gioco, ma tutta la vita. Tacciarlo di nichilismo sarebbe riduttivo, ed interpretarlo al di fuori del contesto artistico sarebbe una follia; parlare di filosofia nel suo caso sarebbe un'eresia.
Non è l'unico rappresentante di questa Arte di Vivere, dacché tutti i dandies lo furono, e molti altri pesonaggi ancora che non rientrano nella "categoria" ma che si meriterebbero una sezione a parte. Io credo che colui che porti avanti questo speciale discorso di vita debba avere un requisito fondamentale: la libertà delle proprie opinioni, del proprio pensiero, del proprio spirito. Perché la libertà esiste.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: ezio tullo
Data: 30-03-2005
Cod. di rif: 319
E-mail: eziotul@libero.it
Oggetto: Sofocle
Commenti:
è stato uno sventato vagare a ritroso, lungo la freudiana "via regia", dove specchi di coscienza abbassano uno alla volta i loro terribili sguardi. ho sognato, sono caduto irrimediabilmente dentro questa orda di unni del mio inconscio; anche stanotte. deplorevoli, osceni, scaltri sedimenti strisciano sul fondo. sono impensabili pensieri, redivivi, al centro della mia isteria. mi parlano e devo riordinare le forme, la stanza ha un lume in carta di riso, emana una luce opaca, succhio la philip morris come principio di nutrimento, ah già, quei vermi mi parlano di edipo, penso a mia madre, quindi una repressa sessualità infantile, mioddio, non ho voglia di pensarci eppure qualcosa mi sta contemplando. "Un caffé, grazie"

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 30-03-2005
Cod. di rif: 320
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Mi eclisso, cedo la parola ad Hermann
Commenti:
Sfogliano un libro comprato giusto ieri sera, "Una biblioteca della letteratura universale" di Hermann Hesse, ho letto, ad esser sincera quasi per caso, dei frammenti di brani che mi hanno fatto immediatamente pensare a questa discussione, così li ricopio, in calce, e mi eclisso per un pò, dando la parola al buon vecchio Hermann...

"[…] L’attività di un cosiddetto libero scrittore è considerata oggigiorno – contrariamente a quanto è avvenuto finora nella storia – una professione, probabilmente perché esercitata come un mestiere qualsiasi da molti che non hanno per essa alcuna vocazione. In realtà, lo scrivere occasionalmente e al di fuori di ogni impegno le garbate cose al cui insieme si dà il nome di letteratura, non mi sembra essere un lavoro che occupa tutta la vita, né meritare il nome di professione nel senso usuale della parola. Il “libero” scrittore, in quanto è un uomo per bene e, in una certa misura, anche un artista, non ha una professione, ma è invece uno che vive in ozio e per proprio conto, producendo, appunto, solo occasionalmente e secondo l’umore e il favore del momento. […]" (da: "Dello scrittore", 1909)


Nella nostra epoca il poeta, nel quale si incarna il tipo più puro dell’umanità dotata di un’anima, si trova preso in mezzo far il mondo delle macchine e quello dell’attività intellettuale organizzata come in uno spazio senz’aria dov’è condannato a soffocare: giacchè il poeta è appunto rappresentante e paladino di quelle forze e di quelle esigenze dell’uomo alle quali la nostra epoca ha dichiarato la più fanatica delle guerre. Accusare di ciò la nostra epoca sarebbe una sciocchezza. Essa non è né migliore né peggiore delle altre. Per chi può condividere i suoi obiettivi e i suoi ideali è un paradiso; è un inferno per chi, invece, le deve opporre resistenza. Per noi poeti è dunque un inferno.
Il poeta, se vuole serbarsi fedele alla propria origine e alla propria vocazione, non può aderire al mondo ebbro di successo che si impadronisce della vita per mezzo dell’industria e dell’organizzazione, e neppure al mondo dell’intellettualità razionalizzata che oggi domina, per esempio, nelle nostre università. E poiché unico dovere del poeta è quello di essere servo, paladino e cavaliere dell’anima, nella fase attuale del mondo egli si vede condannato ad una solitudine e a una sofferenza che non sono di tutti. Assai pochi poeti ha oggi l’Europa, e nessuno di essi è privo di un tratto di tragicità, per non dire di donchisciottismo. Per contro essa brulica di quella sorta di “poeti”, prediletta dai lettori borghesi, che impiegano il loro talento e il loro gusto nell’esaltazione di quegli ideali e di quei valori che figurano appunto nell’agenda del borghese: oggi la guerra, domani il pacifismo, eccetera.
Ma di coloro che possono veramente definirsi “poeti” non pochi periscono, ridotti al silenzio, nello spazio senz’aria di questo inferno. Altri, per contro, si addossano la sofferenza, vi si riconoscono, si sottomettono al destino e non si ribellano quando vedono che la corona d’alloro in altri tempi imposta ai poeti si pè mutata oggi in una corona di spine. A questi poeti va il mio amore, sono essi che onoro, che amo e di cui voglio essere fratello.
Noi soffriamo: ma non per protestare né per imprecare. Nell’aria, che per noi è irrespirabile, del mondo delle macchine, e nella barbara indigenza che ci opprime, noi soffochiamo, eppure non ci separiamo del tutto, accettiamo il soffocare e il soffrire come la parte che dobbiamo prendere ai destini del mondo, come la nostra missione e la nostra prova.
Non crediamo a nessuno degli ideali di quest’epoca, non a quello dei generali né a quello dei bolscevichi o dei professori o degli industriali.
Ma crediamo che l’uomo sia immortale, che da ogni deformazione la sua immagine potrà risorgere risanata, da ogni inferno purificata. Non cerchiamo di spiegare la nostra epoca, né di migliorarla né di ammaestrarla, ma di sempre nuovamente schiuderle, svelando il nostro dolore e i nostri sogni, il mondo dell’anima. Quei sogni, in parte, sono tristi sogni d’angoscia, quelle immagini sono in parte visioni terrificanti; ma non possiamo abbellirle, non possiamo truccare la verità. Questo lo fanno a sufficienza i “poeti” che servono ad intrattenere i borghesi. Noi non nascondiamo il pericolo che corre l’anima dell’umanità, l’abisso a cui è vicina. Ma neppure possiamo nascondere che crediamo alla sua immortalità.
(da "A che cosa crede il poeta", 1929)


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 04-04-2005
Cod. di rif: 323
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.it
Oggetto: Pseudonimistimismo
Commenti:
O carissimo Andrea, sbaglio o qualcuno ha parlato di pseudonimi? Da parte mia, come tu ben sai, è con fermezzza che condanno ogni forma di Pseudonimistimismo. Certo che comunque tra signorine Ippolite e signorine Effrena, temo che l'equipe che si occupa di sicurity dovrà al più presto leggere ogni romanzo di D'Anunnunzio e di altri esteti. A tal riguardo, propongo a te, reverendissimo principe di quest'area, di pubblicare un elenco di tutti i nomi di uomini, donne e cagnolini maltesi, contenuti nei romanzi degli esteti. In questo modo verrà dato un prezioso aiuto alla sicurity e finalmente debbelleremo la pericolosa e puzzolente piaga del pseudonimistimismo per sempre.
Autentici saluti.
Manuel Meneghel (Il primo, l'ultimo, l'unico, l'originale)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 04-04-2005
Cod. di rif: 324
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Pseudonimo rivelatore
Commenti:
A mio parere, uno pseudonimo è assai rivelatore circa la personalità di colui che vi si cela dietro, quasi più di quanto si possa intuire dalla calligrafia (cosa che, in questa sede come in ogni altra "virtuale", è decisamente impossibile, perchè purtroppo le tastiere sono "universali"!!). Spesso, a differenza di uno pseudonimo, che, ripeto, è assai rivelatore, il proprio nome è assai anonimo ed insipido, perchè non aggiunge nulla all'idea che possimo crearci di una persona basandoci invece sulla sua scelta, perchè in fondo ogni scelta che compiamo, dalla più semplice alla più complessa, è supportata da una motivazione (o, almeno, così dovrebbe essere, anche se per fortuna non sempre lo è). La scelta di uno pseudonimo è un'attività molto artistica e ragionata, a mio giudizio...dal fatto che decido di celarmi dietro un "stefyxxx85" oppure dietro un "Matilde Viscontini Dembowski" si potrebbe trarre tutta una serie di considerazioni, secondo me molto interessanti e dilettevoli, a prescindere dal fatto che si azzecchi totalmente, parzialmente o per nulla...
Ma, nonostante il mio tentativo (sventato) di mascherarmi dietro lo pseudonimo dell'eroina del romanzo d'annunziano "Il fuoco" (che, nella mia immaginazione, ha acquistato il cognome dell'eroe Stelio in seguito ad un matrimonio immaginario...), ho accettato di buon grado lo svelamento della mia identità, perchè, in fondo, la prima regola per avere diritto ad accedere in un certo luogo e ad assaporarne il piacere è quella di rispettare, per primi, le semplici regole che stanno alla base, condivisibili o meno. In caso contrario, dubito si possa pretendere alcunchè...
Cordialmente
Caterina Contini (l'anonima)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Elisa Laffi
Data: 08-04-2005
Cod. di rif: 325
E-mail: elisa.laffiçaliceposta.it
Oggetto: ringraziamenti
Commenti:
la mia e-mail è indirizzata principalmente al curatore Andrea Sperelli. Devo ammettere che il suo sito mi ha procurato non poco "Piacere" quasi un estasi dato che sono molto interessata al dandysmo e la mia curiosità è stata fortemente appagata! ha costruito un area molto particolare e ben fatta! complimenti! Allego la mia e-meil nella speranza voglia condividere con me altre notizie o solo per una semplice e amabile chiaccherata seduti al nostro caffè virtuale! resto in attesa!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 09-04-2005
Cod. di rif: 326
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Max Raabe
Commenti:
Pubblicherò ora sul Brogliaccio diverse fotografie di Max Raabe, celebre cantante tedesco, più conosciuto in Germania, Austria e Russia che in Italia, dove fece una tourné solo due anni fa (passarono a Venezia, Torino ed a Bologna, se non ricordo male) senza ripetere l'esperimento.
Qui a Torino la Palast Orchester, diretta da Raabe, replicò il suo spettacolo per due sole serate nel grandioso quanto insipido auditorium Giovanni Agnelli - luogo che guadagna in acustica tanto quanto è manchevole in bellezza. Andai a sentire la Palast già con lo stato d'animo di chi è consapevole che lo spettacolo non solo gli piacerà, ma se lo ricorderà per tutta la vita. Una percezione che capita raramente, lo so, ma capita.
Ero venuto a conoscenza della Palast Orchester e soprattutto della voce straordinaria di Raabe come tutti quanti nel nostro Paese avessero fatto attenzione ad una vecchia pubblicità d'una automobile della quale non ricordo la marca (forse era una Lancia); la colonna sonora presentava una curiosissima versione di "Sex Bomb" - dell'attempato Tom Jones -, cantata però con una voce che non pareva essere umana - anche se non pareva nemmeno essere divina: era un qualcosa di stridente e morbido, capace di passare dai bassi più virili agli acuti di un controtenore con assoluta indifferenza; una voce nasale, dalle inflessioni ora folli ora confidenziali, ma soprattutto straordinariamente ironica. Come fa una voce ad essere ironica? Ascoltate Max Raabe e lo capirete; Sinatra era sensuale, Ella Fitzgerald era gaia, Billie Oliday era triste e tormentata, Cab Calloway era scanzonato... Sorprendente quindi che una voce come quella di Raabe riesca a comunicare un sentimento così sottile come l'ironia. Dopo aver visto quella pubblicità per mesi e mesi comprai per un caso fortuito l'unico CD della Palast uscito in Italia (ed è l'unico tutt'ora), dacché in negozio lo stavano suonando, ed io riconobbi subito la voce della pubblicità: il titolo del CD è "Super Hits", e contiene brani di musica pop reinterpretati assai liberamente dal nostro: di certo, non è il suo migliore. Vocalismi estremi, sorprendenti passaggi di tonalità timbriche, salti di registro inauditi, ma non forzati e mai ostentati. A parte questo, risulta evidente da questo CD l'intenzione di Raabe: mettere in ridicolo la musica leggera contemporanea (sono presenti titoli dei Blue, Tom Jones, Britney Spears, Lou Bega, Manu Chao, ed altri pietosi cantanti contemporanei) con la sua voce perfezionata dopo lunghi studî di lirica in Germania.
Al concerto torinese Raabe cantò praticamente solo standard jazz degli anni '20 e '30, insistendo particolarmente su Kurt Weill, il famoso compositore che collaborò anche con Bertold Brecht scrivendo gradevoli operette anti-naziste. Impossibile rendere l'idea dell'atmosfera antica e patinata che la Palast riusciva ad infondere nel pubblico in sala; i musicisti, tutti in smoking, si comportavano con eleganza e gaiezza, facendo da spalla all'umorismo freddo e pungente di Raabe, il quale, tra un pezzo e l'altro, scherzava col pubblico in maniera elegante e garbata - utilizzando un italiano corretto e fortemente accentato - con quella sua voce sconvolgente, che evidentemente gli è naturale quanto l'ammirevole grazia con la quale indossava il frac. Da come si comportava, e da ciò che disse, intuii che era un uomo amabile e di ottime maniere, ma tenace e autoritario con la sua orchestra e molto probabilmente con chiunque.
Esiste un bel sito internet della Palast Orchester, con altre foto di Max Raabe e della sua orchestra che purtroppo non sono riuscito a scaricare; ci sono poi dei pezzi tratti da varî brani, ma di cattivissima qualità sonora, che non sono in grado di rendere ciò che ho testé descritto. L'indirizzo è: www.palastorchester.de/
Max Raabe un dandy? e chi può dirlo con certezza! Certamente, un esteta ed un cantante straordinario.
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 09-04-2005
Cod. di rif: 327
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Ad Elisa Laffi
Commenti:
Gentilissima Elisa Laffi,
la ringrazio per gli espliciti complimenti che ella fa al mio lavoro virtuale, costato anni di attente ricerche e lunghe, piacevoli, letture.
Se vorrà domandarmi qualcosa in particolare inerente all'argomento sarò ben lieto di risponderle, anche privatamente.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: roberto prete
Data: 10-04-2005
Cod. di rif: 328
E-mail: robertopretesancatal@libero.it
Oggetto: Romain de Tirtoff
Commenti:
Egregio Conte Sperelli,
vorrei, innanzitutto, rivolgerle i miei sinceri complimenti per la corposità e la qualità del lavoro raccolto nella rubrica da lei tenuta. Lei si confronta con un argomento intorno al quale non credo vi siano opere divulgative e molto è affidato alla ricerca personale nella quale lei, con paziente e certosino impegno, si è dedicato.
Ho letto con molto interesse le conversazioni, di cui è arbitro e moderatore, fra i suoi ospiti, seduti ai tavolini di questo caffè.
Gli spunti di riflessione che inducono le stesse sono molteplici e mi riservo in futuro, se vorrà accettarmi, di intervenire in alcune delle stesse. La mia proverbiale ignoranza mi farà dire, probabilmente, numerose baggianate; ma son convinto, avendo ammirato la sua pazienza ed ospitalità, che delle stesse vorrà compatirmi e scusarmi.
Scorrevo, poc'anzi, la "galleria" dei dandies e notavo come coloro che sono ivi raffigurati, indubbiamente, si collocano, anche per il non esperto, qual son io, in quel che il comune immaginario individua come tali. Non so per qual motivo; ma nella mia mente s'è fatta strada la snella ed elegante figura di Romain de Tirtoff, forse più conosciuto con il nome di Erté. Non mi permetto di dilungarmi su di lui poichè lei ed i suoi ospiti lo conosceranno meglio di me. Io ho sempre ammirato l'eleganza delle sue creazioni, od, almeno, quella che al mio animo è parsami tale.
Verosimilmente de Tirtoff fu un uomo originale, sicuramente un esteta, certamente un artista.
Confortato da queste considerazioni mi son permesso di pensare "perchè non includerlo tra i dandies ?" Lascio a lei, ch'è fine conoscitore della materia, la valutazione. Se, viceversa, era già incluso e mi fosse sfuggito, mi perdoni, consideri questa mia solo un omaggio al suo lavoro.
Mi abbia qual suo amico
roberto prete



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 11-04-2005
Cod. di rif: 329
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Erté
Commenti:
Egregio Signor Prete,
la ringrazio per i graditi complimenti; un'opera di questa portata ha da essere diretta non solo con dedizione, ma con passione - ed è quello che io tento di fare. L'idea del sito mi si fece strada nella mente quando, dopo aver letto a sufficienza per conto mio sull'argomento, notai che nulla in Internet era stato fatto: cercavo un supporto, e finii per crearne uno.
Riguardo ad Erté, la cui opera conosco bene a causa degli studî e del lavoro che faccio, posso senz'altro definirlo un grande esteta degli anni '20, e un po' come tutti i grandi esteti di quel periodo, era sicuramente un po' dandy: a vedere le foto e i figurini d'inizio secolo, ci appare tutto un mondo abbigliato "a festa", dove per essere eleganti, forse, si doveva essere pure un tantino esagerati. Tuttavia non mi sento di includere Romain de Tirtoff tra i dandies della Galleria di questo sito, per via del fatto che nula ho ancora letto su di lui che assomigli ad una biografia. Le varie raccolte dei pochoir danno un'idea certamente del suo gusto squisito, ma nulla dicono della sua vita.
La ringrazio per aver scritto in questo piccolo Caffè virtuale, e spero di poter presto conversare ancora con lei.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: M. Henar Jiménez
Data: 16-04-2005
Cod. di rif: 330
E-mail: the_appreciative_maiden@hotmail.com
Oggetto: To all lovers of Beauty...with or without capital "B"
Commenti:
Good afternoon,
I write this post in international language to invite you all to my humble domain. A group fittingly called "Acts of Beauty":
es.groups.yahoo.com/group/actsofbeauty
Don't forget to read the stories of the Prerraphaelite Aesthete of the new millenium,an obscure poet of Anglia who is acquainted with me.
Less important,but a funny experience is to visit my self-portrait gallery,in wich I greet you in varied array.
Con agradecimiento,
Lady Jénar

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Francesca Zulberti
Data: 23-04-2005
Cod. di rif: 331
E-mail: francescazulberti@yahoo.it
Oggetto: Domanda
Commenti:
Buongiorno, sono Francesca, sto frequentando la quinta liceo linguistico e per la maturità ho deciso di portare la tesina sulla figura del Dandy. Se sarete così gentili da rispondermi, vorrei sapere il titolo del quadro che c'è nell'home-page "il dandy" e se mi poteste suggerire altri quadri attinenti al mio titolo, ve ne sarei molto grata! Cordiali saluti Francesca Zulberti

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 23-04-2005
Cod. di rif: 332
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Pittori e dandies
Commenti:
Gentile signorina Zulberti, il quadro esposto nella pagina iniziale di questo sito è il ritratto di Nicola Massa, dipinto da Italo Cremona nei primi anni del '900. Ha subito una piccola modifica: nell'originale non compare alcuna tenda rossa: quella l'ho aggiunta io.
Se andrà a visitare la Galleria dei Dandies Immaginarî troverà un bel ritratto di Gainsbough, e nell'introduzione alla galleria sarà il mio stesso testo a spiegare l'attinenza del dipinto col sito. Parlando più in generale, le consiglio di cercare tra le opere di Toulouse-Lautrec, Tamara de Lempicka, Modigliani, Boldini, Jacques Émile Blanche: questi pittori ritrassero spesso e volentieri personaggi che potrebbero tranquillamente adattarsi all'immagine del classico Dandy.
Grazie per la rapida visita in questo caffè virtuale; la invito a passare ancora, in caso di bisogno. Ogni tanto, ci vengo anch'io.
Cordialmente
Andrea Sperelli


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 28-04-2005
Cod. di rif: 333
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Perchè non starnutire!?
Commenti:
Dottissimo Curatore,
seguendo costantemente i vari interventi, oserei avanzare una proposta: perchè non predisporre una sezione "tesine"? Magari una sezione temporanea, da tenere da Aprile a Luglio...Ci potrebbe essere l'elenco delle materie, e i relativi collegamenti adatti, dati una volta per tutte e aventi valore di Legge. Da quelle più classiche (italiano, storia, filosofia...) a quelle più caratteristiche e settoriali (matematica, fisica, diritto, economia, informatica, educazione fisica, cucina - per le scuole alberghiere -, aeronautica, agraria, ecc.), che consentirebbero inoltre la manifestazione della Sua cultura enciclopedica e dei virtuosismi di cui è capace...Oltre al fatto, da tenere in considerazione, che è sempre bene evitare di far pensare troppo, perchè, come si sa, vengono le rughe...
Oppure, perchè non attivare anche un bel collegamento con studenti.it? Fonti certe mi assicurano circa il valore, l'utilità, la consistenza, lo spessore culturale di codesto sito...
Confidando nella Sua filantropia e nel Suo caritatevole aiuto verso quella categoria sì indifesa quale quella dei Maturandi, La saluto cordialmente,
Sua Caterina Contini

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 28-04-2005
Cod. di rif: 334
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: reparto tesine?
Commenti:
Gentile Signorina Contini,
ovviamente i complimenti da lei espressi sono sempre ben accetti, anche se arditi come quando si parla di "filantropia"... La sua idea risulta piuttosto divertente; non già perché io non aiuti i maturandi (questo ormai è noto a tutti, visti i messaggi nella mia Posta), ma perché non intendo considerare la cosa come l'unica possibile su questo sito. Dedicare una sezione apposita alle tesine "istituzionalizzerebbe" (scusi il parolone) troppo tale mia pratica, che invero non mi appassiona più di tanto!
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 29-04-2005
Cod. di rif: 335
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Sarcasmo
Commenti:
Stimatissimo Sperelli,
ho l'impressione che non sia stata colta la vena polemica con cui la signorina Contini proponeva la sezione sulle tesine. Se la cosa è volontaria, significherebbe che in materia è meglio tacere sugli sforzi che Lei sostiene per aiutare il mordi-e-fuggi degli esaminandi. Poiché sono sempre e solo ragazze, almeno Le resta il cavalleresco piacere di aiutare le dame in difficoltà, senza nemmeno sprecare un mantello in una pozzanghera o rischiare la camicia in un duello. Se invece si trattasse di una distrazione, dovrei essere io stesso a invitare a non gravare anche dei pizzichi del sarcasmo chi già sopporta i calci della pigrizia da parte di chi ripete domande le cui risposte sarebbero reperibili con una normale diligenza e con l'utilizzo dei sistemi di ricerca offerti dal sito.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Gianna Parisi
Data: 29-04-2005
Cod. di rif: 336
E-mail: gianna1@clarence.com
Oggetto: Esaminanda
Commenti:
Esimio Gran Maestro, Stimato Curatore, Gentile Signorina Contini,

leggendo i Vostri pungenti commenti, non ho potuto non sentirmi presa in causa, essendo una delle cosiddette Maturande che fanno un uso "mordi-e-fuggi" di codesto sito di cultura, passione ed eleganza.
Notando il sarcasmo della Signorina Contini non consono al tono raffinato del Caffè, nonchè allo status di dama, La esorto con rispetto a rivedere la proria posizione, in quanto ritengo che il signor Sperelli sia un modello di così elevata apertura mentale e preparazione culturale, che, sono sicura, ha accolto e accoglierà con un sorriso e con l'affetto di un Pigmalione le perplessità di giovani che, come me, vogliono comprendere e assimilare la filosofia di vita dei dandies, pur partendo con il più culturalmente "triste" (lo ammetto) dei lavori: la tesina di maturità.

Per ciò che concerne l'intervento dell'Apprezzabilissimo Gran Maestro, vorrei palesare il mio più sentito risentimento per le parole di sufficienza espresse nei confronti della mia "categoria" (cito la denominazione con la quale la Signorina Contini si è rivolta a me e ai mie colleghi). Quella che per il Gran Maestro appare pigrizia, ai miei occhi è una lacuna culturale (di cui mi rammarico e mi duolo) in merito al vasto ed affascinante universo del dandismo. Spero vivamente che anche il Gran Maestro, di cui lodo e ammiro il pensiero, possa concedermi l'onore di ricevere insegnamenti ed indicazioni affinchè, in un futuro non troppo lontano, io possa portare avanti l'elegante cultura dandies.

Non si tratta di filantropia, ma di quella magnanimità che insegnò Seneca, e dell'umiltà che accompagna gli animi sapienti.

Cordiali Saluti
Gianna Parisi


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 29-04-2005
Cod. di rif: 337
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Scopi, stile, procedure. Il dandy ed il castello
Commenti:
Avventori tutti,
chiedo alla sala qualche minuto di attenzione per esporre alcuni concetti.
1) Questa del dandy è un’area autonoma inserita in un contesto più vasto, quello del castello del Cavalleresco Ordine. Come in una federazione, esistono molte leggi del singolo stato, le quali possono anche porre limiti ed eccezioni alle leggi federali, ma in ogni caso devono rispettare la Costituzione. In questo caso, la Costituzione è la Carta dei Principi, che fa parte integrante dello Statuto dell’Ordine e che è visibile all’indirizzo: http://www.noveporte.it/atti.htm#principi.
2) Vi sono inoltre delle procedure, uguali in tutte le aree interattive, che emarginano l’anonimato. Questi sistemi sono funzionali all’opera del castello, il cui ruolo è così complesso che sarà chiaro solo tra parecchi anni. Un’istituzione non ha e non deve aver fretta. Noi siamo certi di riuscire a dimostrare l’opportunità ed anzi la necessità delle scelte operate, ma fino a quando il disegno complessivo non sia intelligibile ai molti Visitatori che non siano Soci, bisogna adeguarsi o tacere. La nostra missione si sarà compiuta in tutti e due i casi.
3) A prescindere dallo scopo generale, che resta inafferrabile in quanto non riteniamo opportuno parlarne, ogni singola area ha uno scopo palese. Non è, come nel resto della rete, quello di raccogliere molti consensi, ma di attirare gli interessati ad alcune materie strategiche e coinvolgerli in quella che a tutti gli effetti è un’Accademia. Forse nessuno dei giovani visitatori di quest’area avrà notato che in questo sito, che raccoglie ogni giorno centinaia di visitatori da settanta paesi, non vi sono offerte commerciali dirette o indirette, né altri strumenti che sfruttino il prestigio dell’Ordine a scopo di lucro. Qui si fa ricerca, non profitto.
4) Eccoci arrivati allo stile ed allo scopo che accomuna tutte le aree: quello della ricerca. Ad essa contribuisce ogni pensiero, ogni domanda, ma per avanzare occorre evitare di perder tempo nel ritornare sui propri passi. Quando parlo di pigrizia dei Visitatori, mi riferisco al fenomeno di domande la cui ripetizione si sarebbe potuta evitare, anche solo utilizzando il sistema di ricerca interno che si trova in alto a destra nella schermata della Posta di A. Sperelli. Poiché anche le Conversazioni al Caffè sono aumentate insieme ai suoi Avventori, in data odierna ho incaricato la società che cura il sito di predisporre dei sistemi di ricerca per parole di testo e per autore anche qui al caffè.
5) Per facilitare ulteriormente l’accesso agli argomenti già affrontati, si potrebbero riunire i materiali della posta e del caffè in un data-base. Ogni lavoro del genere ha però un costo in termini economici e di tempo e poiché tutte le risorse sono interne alla nostra organizzazione, ogni impegno va affrontato per un motivo valido. La particolare natura della materia qui trattata attira molti giovani e molte studentesse. L’aiuto che l’instancabile Sperelli offre loro non può essere considerato un dovere specifico, ma come parte di quella responsabilità che si assume in primo luogo con il sapere e in secondo luogo con un ruolo tutto sommato pubblico. Non ritengo che la maggioranza degli studenti, una volta portato a casa il proprio bottino di risposte, continui ad interessarsi costruttivamente dell’argomento. Sperelli ha dedicato una vita alla raccolta delle immagini ed alla creazione dei testi. Ci si può aspettare che i Visitatori perdano un quarto d’ora del loro tempo per effettuare una ricerca prima di porre una domanda, in modo che ciascuna di esser rappresenti un altro tassello di questo mosaico.

Alla signorina Parisi, cui ora mi rivolgo in esclusiva, chiedo di misurare meglio le proprie e le altrui parole. Lei si è sentita “chiamata in causa” senza alcun motivo. Parlando della pigrizia intendevo stigmatizzare il comportamento di chi visita questo sito umanistico ed usa del lavoro dei suoi uomini come se si trattasse di macchinari. Più volte, in passato, Sperelli ha dovuto segnalare di aver già risposto alle domande che gli si proponevano, laddove, almeno nella Posta, basta effettuare una ricerca su parole di testo per risalire alle discussioni già aperte su un tema. Il lavoro altrui non può essere preso alla leggera e poiché rispondere su una materia così complessa è certamente un lavoro non da poco, un utilizzo spregiudicato del talento di Sperelli e della disponibilità sua e del castello, è una mancanza di rispetto che merita almeno una tiratina d’orecchi.. La Sua domanda non era tra quelle già evase e quindi non era a Lei, né del resto a nessuno in particolare, che mi rivolgevo. Come vede ha sprecato così il suo risentimento. Vista la facilità con cui ne dispone, sembra però averne una buona scorta.
Oste, ho la gola secca per il troppo parlare. Mi porti un flacone di champagne e mi raccomando, che sia ben ghiacciato.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 29-04-2005
Cod. di rif: 338
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Maturandi (è forse un'offesa!??)
Commenti:
Gentile Dama Parisi,
sono veramente costernata di aver in qualche modo, col mio intervento, acceso il fuocherello dell'ironia sulla spiaggia di coloro che hanno la coda di paglia, e che, per questo motivo, sono rimasti scottati…D’altronde si sa, la paglia prende fuoco con facilità. Ancor più costernata per i rimproveri che Ella mi muove riguardo la mia mancata appartenenza allo status di dama. Oltre al fatto che non vedo proprio perché il tono sarcastico non si addica ad un sito sul Dandy, figura questa che di sarcasmo si nutre (forse Le sto dicendo qualcosa di nuovo!? Nel caso, c’è un intero sito a Sua disposizione…), mi pare che si tratti del Bue che dice all’Asino cornuto, anche so sono consapevole del fatto che questi animali potrebbero apparire ad una Dama qual è Lei poco raffinati, e questo non farebbe che confermarLe la mia rozzezza e la mia insensibilità: se il mio tono era poco consono a “codesto sito di cultura, passione ed eleganza”, ancor meno lo era il suo intervento domandando quale rapporto intercorresse tra il modus vivendi del dandy e il mondo dell’economia, che in qualche modo è equiparabile alla richiesta di quale rapporto intercorre tra un’anoressica e il cibo…
Lungi da me fini polemici, mi bastano l’Ironia e il Sarcasmo, deve sapere che sono alquanto permalosa, e non so se questo faccia che confermare o no la sua teoria. Ora Le confesso che alla “categoria Maturandi” appartengo anch’Io; anzi, andrò oltre: Le dirò che l’argomento della mia tesina è il Suo medesimo. E, proprio per questo, non capisco proprio perché definisca questo lavoro come “il lavoro culturalmente più triste”. Le dirò, Io mi diverto moltissimo a parlare di questo argomento, e non vedo l’ora di esporlo alla Commissione. Di triste non ci vedo proprio nulla, come nulla di triste vedo in qualsiasi azione che compio, perché sono solita metterci tutta me stessa, a partire da questo stesso testo che sto scrivendo ora.
In effetti, il Gran Maestro ha compreso perfettamente il sarcasmo e il fine dissacrante ed ironico del mio intervento: quando Ella parla di lacune culturali, dovrebbe ricordare che prima di cercarvi negli altri il riempimento, dovrebbe cercarlo nell’intero sito che il Curatore, “modello di così elevata apertura mentale e preparazione culturale”, ha faticosamente costruito e messo a disposizione degli interessati e di noi Maturandi (è forse un’offesa?), e vedere che si pongono domande senza nemmeno visionarlo non è certo piacevole, per quello che può valere il parere di una non-Dama.
Lungi da me rimproverare chiunque, Le passo la parola, domandandoLe quale posizione mi esorta a rivedere, giacché in quanto ho detto non vedo nulla di personale, ma, come il titolo suggeriva, una semplice constatazione ironica, anche se, in fondo, seppur non lo si ammetta, la mia idea (la cui realizzazione, ripeto, sarebbe stato un insulto al livello culturale del sito tutto) avrebbe fatto comodo a Molti; quello che mi dispiace è che avrebbe portato, per alcuni mesi, una riduzione esponenziale degli interventi nella Posta di Andrea Sperelli, e sarebbe un peccato.
Con tutta la Raffinatezza di cui sono capace (poca, come sa),
La saluto Cordialmente,
Caterina Contini


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 29-04-2005
Cod. di rif: 339
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Attenuante?
Commenti:
Mi dispiaccio del fatto di aver pubblicato il mio ultimo scritto prima di prendere in visione l'ultimo scritto del Gran Maestro, poichè, probabilmente, stavamo scrivedo nel momento medesimo, così non ho fatto in tempo a prenderne visione prima di pubblicare il mio intervento. Nel caso avessi commesso qualche abuso, in luce delle regole palesate, confido nel fatto che questa possa considerarsi un'attenuante. Invero, leggerò il regolamento, proposto grazie al link; spero non si troveranno limitazioni riguardo l'uso dell'Ironia come arma offensiva e difensiva, purchè essa non sfoci nel turpiloquio o nella volgarità degli insulti, ovviamente; in caso contrario, sarà meglio che abbandoni immediatamente l'intero castello, prima che gli arcieri mi trafiggano con una freccia...
Elegantemente scherzosa,
C.C.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Gianna Parisi
Data: 29-04-2005
Cod. di rif: 340
E-mail: gianna1@clarence.com
Oggetto: Pardon
Commenti:
Gentile Gran Maestro,

le rivolgo le mie scuse riguardo all'intervento inopportuno, frutto di un malinteso.

Cordialmente e devotamente,
Gianna Parisi


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Gianna Parisi
Data: 29-04-2005
Cod. di rif: 341
E-mail: gianna1@clarence.com
Oggetto:
Commenti:
Gentile e Raffinata signorina Contini,

le esprimo i miei più sinceri complimenti per la verve del Suo divertente monologo!

Con rispetto
Gianna Parisi


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 29-04-2005
Cod. di rif: 342
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Soliloquio
Commenti:
Gentilissima signorina Parisi,
vedo con gioia che anche Lei ha deciso di convertirsi a quel sarcasmo che in me condannava – e pensare che era solo stamattina! - , trovandolo fuori luogo nel Caffè!. A cosa devo quest’inversione di tendenza? Lei così mi onora…Quanto al monologo, deve sapere che a me piace discorrere e dialogare con persone molto intelligenti, le sole che mi possano capire: è per questo che solitamente preferisco i monologhi…
Con altrettanto rispetto,
Caterina Contini


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Gianna Parisi
Data: 29-04-2005
Cod. di rif: 343
E-mail: gianna1@clarence.com
Oggetto:
Commenti:
Gentilissima Signorina Contini,

Le scrivo brevemente, per educazione, il mio intento di non intrattenermi con Lei oltre per non sottrarre tempo alle mie "opre" di maggior rilievo.

Con permesso,
Gianna Parisi

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 30-04-2005
Cod. di rif: 344
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Ironia e regolamenti
Commenti:
Gentile signorina Contini,
nella conversazione n. 339 Lei accenna all'indirizzo che ho fornito. Esso conduce in una zona dove sono riportati gli atti pubblici di fondazione dell'Ordine ed una breve presentazione del lavoro che esso svolge, in rete e fuori. Vi si accede cliccando il fregio che orna il portone del castello, come in un film di Indiana Jones. L'area non ha link interni, in modo da non essere mai tra le prime ad essere visitate. E' meglio che il Visitatore vi giunga quando ha già un'idea dell'atmosfera generale o che non vi giunga mai, sempre immaginando che da qualche parte essa esista. Nella presentazione dei metodi del castello, è' esplicitamente limitata l'ironia, per motivi troppo noiosi da affrontare ora e che, come altre cose di quest'opera, un giorno appariranno chiari senza che nessuno debba spiegarli. Questa "dieta ipo-ironica" riguarda però solo gli autori, mentre espressamente si invitano i Visitatori ad aggiungerne a loro gusto. Non vi si trova quindi un regolamento, ma una dichiarazione degli ideali e degli scopi che condussero i primi trentasei individualisti a condividere un progetto che restituisse vigore a ciò che era debole, illuminasse ciò che era caduto nell'ombra, riscattasse ciò che era prigioniero. I Cavalieri non hanno regolamenti, perché la Fede cui sono uniformati detta da sola la via.
Non è più ora di champagne, ma dopo le bollicine ci vuole un alcool bianco. Vodka. Questa sera berremo vodka. Cosa fai, oste, lascia qui la bottiglia! Credi che solo perché sono giovani le mie ospiti siano femminucce? Sperelli, anche Lei, si sieda con noi. Si vede qualche scintilla, ma la discussione non è stata contaminata dalla volgarità. Forse, dopo qualche bicchierino, canteremo tutti insieme come ad una gita scolastica.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 30-04-2005
Cod. di rif: 345
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Simposio
Commenti:
Esimio Gran Maestro,
accetto con piacere un bicchierino, cosicché, per sorseggiare la mia vodka, sia obbligata a deporre, per il momento, l’arma del Sarcasmo che impugno. Ovviamente scherzo, in effetti, come ha giustamente intuito, nessun rancore si evince dagli scritti di entrambe le parti in causa (la mia e quella della signorina Parisi), e ciò si percepisce dall’intento ironico e “giocoso” che, puntuale, traspare.
Ehi, ma il livello della bottiglia scende vertiginosamente! E odo, in lontananza, sommessi canti: abbiamo forse esagerato?

Cordialmente,
Caterina Contini


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 30-04-2005
Cod. di rif: 346
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: ironie alcooliche
Commenti:
Gentile Gran Maestro,
mi accomodo volentieri, ma non sottoscrivo l'auspicabile desiderio di sentirvi cantare come ad una gita scolastica; la fondamentale ironia che ingentilisce, ma pure in certi casi inasprisce, certi rapporti umani, mi è stata giustamente limitata dopo varie vicissitudini, ma concordo nel sottolineare che i Visitatori ne possono usufruire pienamente, a patto che essa non tocchi la trivialità di una... gita scolastica.
Berrò volentieri un bicchiere di qualunquecosa con le signorine e il Gran Maestro, alla salute loro e di tutti i maturanti.
Cordialmente

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Gianna Parisi
Data: 30-04-2005
Cod. di rif: 347
E-mail: gianna1@clarence.com
Oggetto: Alla salute!
Commenti:
Gentile Signorina Contini,

Propongo un brindisi alla Sua apprezzata ironia. Ammetto che all'inizio mi ha urtata, non aspettandomi cotanta vivacità di parola, ma ora la lodo sinceramente e la invito a contattarmi quando desidera, volendo anche alla mia personale posta elettronica che vede sopra riportata.

Mi unisco inoltre, all'invito del Signor Sperelli di far risuonare il cristallo delle nostre coppe, alla salute dei maturandi!

... Ora odo anch'io i "sommessi canti" di cui faceva menzione la Dama Contini:

"Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi sian, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza."

Cordialmente
Gianna Parisi



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: roberto prete
Data: 30-04-2005
Cod. di rif: 348
E-mail: robertopretesancatal@libero.it
Oggetto: attraversate indenne le linee di fuoco ... un cognachino non
Commenti:
Carissimo Conte d’Ugenta
eccomi al suo tavolo per “rubarle” qualcosa da bere, avrei bisogno di qualcosa di forte, magari un cognachino, per rimettermi un po’ in sesto. Mi perdoni l’abbigliamento impolverato e le vistose lacerazioni nello stesso; il nostro Magnifico Gran Maestro inorridirà, giustamente, al fatto che io mi presenti in siffatte condizioni al suo mondano simposio. Unica scusante a ciò potrebbe essere data dal fatto che ho, da poco, attraversato un campo di battaglia in cui si avvertivano ancora i rulli dei tamburi in lontananza delle opposte milizie che si ritiravano senza che alcuna avesse prevalso sull’altra e dopo, mi parrebbe, onorevole tregua. Alcune pallottole, ancora, sibilavano nell’aria, le stesse mi hanno strappato in più parti i vestiti senza però ch’io riportassi, per mia fortuna, ferita alcuna. Le nuvole di polvere sollevate dalle palle dei cannoni, che erano affondate, pesanti, nel terreno, si sono parzialmente depositate su quel che rimaneva del mio povero abbigliamento e quindi eccole la spiegazione al mio indecoroso vestire. Mi scuso inoltre per il respiro affannoso; ma ho fatto una corsa per il timore d’incorrere in qualche milite ignaro della sancita pace. Nell’aria si respirava al momento odore di polvere da sparo. Un campo di battaglia, per quanto affascinante è sempre un campo di battaglia.
Ad ovest sventolava ancora, orgoglioso, il vessillo con le nobili insegne della Dama Contini, ad est garriva, intrepido, quello con lo scudo araldico della Dama Parisi.
In sottofondo m’è parso opportuno lasciare che un cd suonasse della musica dei Crociati; m’è sembrata quella più acconcia alla situazione, e quindi è con queste note nell’aria che le scrivo.
Orbene, m’ero incamminato per una puntatina al suo caffè con l’intento di sottoporle un argomento del quale non ho più traccia nella mia mente ormai appannata dopo tale rischiosissimo attraversamento.
Mi perdonerà, quindi, se, perso quello, balbetterò qualche frase senza senso.
Inizio man mano che esse affiorano alle mie labbra:
“Degno di attenzione più per le stranezze che per il rango”;
“Malgrado il suo pallore mortale … il suo aspetto e il suo profilo erano belli”;
“Aveva, comunque, fama di affascinante parlatore”;
“Non dava alcun segno di vedere gli oggetti che lo circondavano se non constatandone l’esistenza con l’evitarne il contatto”;
“… Era prodigo di doni munifici”;
“Scommetteva e giocava d’azzardo sempre con successo”;
“Nei confronti del dolore mostrava lo stesso distacco che mostrava verso gli oggetti che lo circondavano”;
Ovviamente lei avrà già riconosciuto la figura di Lord Ruthven.
Chissà perché, rileggendo queste ed altre descrizioni dello stesso, mi si è avvicinata alla mente la figura d’un dandy.
Forse l’eccentricità, forse il disprezzo e l’indifferenza per le cose ritenute importanti dagli altri, forse l'incuranza nei confronti del denaro, forse l’amore per il gioco o fors’altro mi hanno suggerito questo accostamento. Riccardo Reim, curatore dell’opera di Polidori in mio possesso, ne dà questa descrizione “Pallido, altero, vagamente maudit, affascinante ed impenetrabile, con la sua ambigua e torbida bellezza … perfetta incarnazione del corruttore fatale, Lord Ruthven è un aristocratico … “
Lei cosa ne pensa ?
E', egli, un dandy letterario ? Potrebbe essere un dandy il protagonista dell’unico libro scritto da John William Polidori il medico di lord Byron in quella famosa estate a villa Diodati ?
Certo un dandy “vampiro” è un po’ forte da digerire … Mi scusi e mi scusino gli sfortunati lettori di questo mio gesso della poca profondità dello stesso; ma è voluta per soffiare via un po’ di polvere dal campo di battaglia.
La prego, per queste mie sciocche righe, non mi privi del cognachino e della sua amicizia.
Se lei sarà il 13 a Napoli sarei veramente lieto ed onorato di conoscerla personalmente per esplicitarle di persona la mia sincera stima ed ammirazione.
Mi abbia sempre qual suo amico.
In Lecce e dalla Ferrantina il 30 aprile dell’anno 2005
roberto prete


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 01-05-2005
Cod. di rif: 349
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Il Vampiro
Commenti:
Gentile Signor Prete,
si accomodi e sorbisca il suo cognac il tutta tranquillità. A forza di tesine e di scienze economiche mi è già venuto un gran mal di capo, che solo un ottimo sherry sarà in grado di sedare. O perlomeno, di farmelo dimenticare. Oltretutto, sono anch'io ricoperto dalla stessa polvere (da sparo?) che offende la sua giacca.
Venendo al suo discorso, le dirò che questo è tutt'altro che ridicolo: tutto ciò che ha a che fare con la letteratura non lo è per principio, purché si tratti di letteratura autentica. Il mito del vampiro, imbevuto non solo di sangue ma anche di arcaici archetipi animisti e sovrannaturali, religiosi e blasfemi, antichi e moderni, è stato volgarizzato in seguito al cattivo cinema e ai romanzetti da quattro soldi di pubblica portata. E tuttavia il vampiro, e non mi riferisco all'abusato Conte Dracula quanto invece al personaggio in generale, attrae a sé molte caratteristiche che potremmo giustamente interpretare come dandistiche. Il romanzo breve o racconto lungo che ella cita e che io lessi tempo fa, ha come protagonista un dandy dichiaratamente ispirato a quel Lord Byron che è presente a buon diritto nella Galleria di questo sito. Non meraviglia quindi se, visto da quest'ottica, Lord Ruthwen impersoni la parte più sinistra del dandismo - dovendo rappresentare pure un vampiro - ma pur sempre dandy. Per quanto la trama sia spaventosamente romantica, il Lord protagonista emana un fascino caratteristico, da lei individuato in alcune citazioni che ne isolano gli atteggiamenti magnetici, e ne fanno intuire la follia. Apliando in discorso, citerò Punter, il quale, nel recensire il romanzo, ebbe modo di dichiarare che "Ruthwen è in effetti modellato per certi versi su Byron, ma questo è meno importante, dacché Ruthwen non è la rappresentazione di un individuo mitizzato ma di una classe mitizzata. Egli è morto e tuttavia non lo è, così come il potere dell'aristocrazia all'inizio del XIX secolo era e non era morto; egli esige sangue perché il sangue è l'occupazione dell'aristocrazia, il sangue sparso in guerra e il sangue di famiglia. Il vampiro nella cultura inglese, in Polidori, in Bram Stoker e altrove, è una figura fondamentalmente antiborghese. È elegante, ben vestito, un maestro nell'arte della seduzione, un cinico, una persona esente dai codici sociomorali predominanti".
Vede bene che il discorso si ampia, toccando forse anche la sociologia, ma non si discosta dalla nostra analisi del vampiro come dandy; entrano qui in gioco diversi fattori che questo sito analizza da più parti, dal momento in cui il vampiro della letteratura mantiene il carattere di sovvertitore dell'ordine costituito, e dunque, nel pieno dell'età borghese, assume caratteri decisamente antiborghesi, anche dal punto di vista della propria estrazione sociale, quasi sempre aristocratica. Se così non fosse, del resto, non avrebbe colpito a sufficienza il pubblico: il rispetto che ispirava la fascinosa quanto morta classe nobiliare aveva (ed ha) ancora molto da dire ed ispirare.
Ora, per quanto riguarda l'incontro napoletano, debbo purtroppo rinunciarvi in partenza. Sarà assai più facile ch'io partecipi alle prossime sedute della Wine Academy a Milano, o, in qualità di visitatore (per una volta tanto), al Pitti Uomo, a Firenze.
Grazie per lo spunto interessante; la saluto calorosamente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Eduardo Gòmez de Leòn
Data: 01-05-2005
Cod. di rif: 350
E-mail: egomezdeleon@laquintamarbella.com
Oggetto: Dandyism
Commenti:
My interest is for the wealthy man, who, blase´ though he may be, has no occupation in life but to chase along the highway of happiness, the man nurtured in luxury, and habituated from early youth to being obeyed by others, the man, finally, who has no profession other than elegance, is bound at all times to have a facial expression of a very special kind. Dandyism is an ill-defined social attitude as strange as dueling; it goes back a long way, since Caesar, Catilina, Alcibiades provide us with brilliant examples of it; it is very widespread, since Chateaubriand found examples of it in the forests and on the lake-sides of the New World. Dandyism, which is an institution outside the law, has a rigorous code of laws that all its subjects are strictly bound by, however ardent and independent their individual characters may be.

The English novelists, more than others, have cultivated the \'high life\' type of novel, and their French counterparts who, like M. de Custine, have tried to specialize in love novels have very wisely taken care to endow their characters with purses long enough for them to indulge without hesitation their slightest whims; and they freed them from any profession. These beings have no other status but that of cultivating the idea of beauty in their own persons, of satisfying their passions, of feeling and thinking. Thus they possess, to their hearts\' content, and to a vast degree, both time and money, without which fantasy, reduced to the state of ephemeral reverie, can scarcely be translated into action. It is unfortunately very true that, without leisure and money, love can be no more than an orgy of the common man, or the accomplishment of a conjugal duty. Instead of being a sudden\' impulse full of ardor and reverie, it becomes a distastefully utilitarian affair.

If I speak of love in the context of dandyism, the reason is that love is the natural occupation of men of leisure. But the dandy does not consider love as a special aim in life. If I have mentioned money, the reason is that money is indispensable to those who make an exclusive cult of their passions, but the dandy does not aspire to wealth as an object in itself; an open bank credit could suit him just as well; he leaves that squalid passion to vulgar mortals. Contrary to what a lot of thoughtless people seem to believe, dandyism is not even an excessive delight in clothes and material elegance. For the perfect dandy, these things are no more than the symbol of the aristocratic superiority of his mind. Thus, in his eyes, enamored as he is above all of distinction, perfection in dress consists in absolute simplicity, which is, indeed, the best way of being distinguished. What then can this passion be, which has crystallized into a doctrine, and has formed a number of outstanding devotees, this unwritten code that has molded so proud a brotherhood? It is, above all, the burning desire to create a personal form of originality, within the external limits of social conventions. It is a kind of cult of the ego which can still survive the pursuit of that form of happiness to be found in others, in woman for example; which can even survive what are called illusions. It is the pleasure of causing surprise in others, and the proud satisfaction of never showing any oneself. A dandy may be blase, he may even suffer pain, but in the latter case he will keep smiling, like the Spartan under the bite of the fox.

Clearly, then, dandyism in certain respects comes close to spirituality and to stoicism, but a dandy can never be a vulgar man. If he were to commit a crime, he might perhaps be socially damned, but if the crime came from some trivial cause, the disgrace would be irreparable. Let the reader not be shocked by this mixture of the grave and the gay; let him rather reflect that there is a sort of grandeur in all follies, a driving power in every sort of excess. A strange form of spirituality indeed! For those who are its high priests and its victims at one and the same time, all the complicated material conditions they subject themselves to, from the most flawless dress at any time of day or night to the most risky sporting feats, are no more than a series of gymnastic exercises suitable to strengthen the will and school the soul. Indeed I was not far wrong when I compared dandyism to a kind of religion. The most rigorous monastic rule, the inexorable commands of the Old Man of the Mountain, who enjoined suicide on his intoxicated disciples, were not more despotic or more slavishly obeyed than this doctrine of elegance and originality, which, like the others, imposes upon its ambitious and humble sectaries, men as often as not full of spirit, passion, courage, controlled energy, the terrible precept: Perinde ac cadaver!

Fastidious, unbelievables, beaux, lions or dandies: whichever label these men claim for themselves, one and all stem from the same origin, all share the same characteristic of opposition and revolt; all are representatives of what is best in human pride, of that need, which is too rare in the modern generation, to combat and destroy triviality. That is the source, in your dandy, of that haughty, patrician attitude, aggressive even in its coldness. Dandyism appears especially in those periods of transition when democracy has not yet become all-powerful, and when aristocracy is only partially weakened and discredited. In the confusion of such times, a certain number of men, disenchanted and leisured 'outsiders', but all of them richly endowed with native energy, may conceive the idea of establishing a new kind of aristocracy, all the more difficult to break down because established on the most precious, the most indestructible faculties, on the divine gifts that neither work nor money can give. Dandyism is the last flicker of heroism in decadent ages; and the sort of dandy discovered by the traveler in Northern America in no sense invalidates this idea; for there is no valid reason why we should not believe that the tribes we call savage are not the remnants of great civilizations of the past. Dandyism is a setting sun; like the declining star, it is magnificent, without heat and full of melancholy. But alas! the rising tide of democracy, which spreads everywhere and reduces everything to the same level, is daily carrying away these last champions of human pride, and submerging, in the waters of oblivion, the last traces of these remarkable myrmidons. Even in France, dandies are becoming rarer and rarer, whereas amongst our neighbors in England the state of society and the constitution (the true constitution, the one that is expressed in social habits) will, for a long time yet, leave room for the heirs of Sheridan, Brummell and Byron, always assuming that men worthy of them come forward.

What to the reader may have seemed a digression is not one in fact. The moral reflections and musings that arise from the drawings of an artist are in many cases the best interpretation that the critic can make of them; the notions they suggest are part of an underlying idea, and, by revealing them in turn, we may uncover the root idea itself. Need I say that when M.G. commits one of his dandies to paper, he always gives him his historical character, we might almost say his legendary character, were it not that we are dealing with our own day and with things that are generally held to be lighthearted? For here we surely have that ease of bearing, that sureness of manner, that simplicity in the habit of command, that way of wearing a frock-coat or controlling a horse, that calmness revealing strength in every circumstance, that convince us, when our eye does pick out one of those privileged beings, in whom the attractive and the formidable mingle so mysteriously: \'There goes a rich man perhaps, but quite certainly an unemployed Hercules.\'

The specific beauty of the dandy consists particularly in that cold exterior resulting from the unshakable determination to remain unmoved; one is reminded of a latent fire, whose existence is merely suspected, and which, if it wanted to, but it does not, could burst forth in all its brightness.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 05-05-2005
Cod. di rif: 351
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.it
Oggetto: Maturandi non semper maturi sunt.
Commenti:
Caro Andrea, ti devo fare una domanda: sei tu l'oste di questa bella taverna? Allora rallegrati: d'ora in poi potrai offrire liquori a chiunque perché il ministro antiedonista sembra sia caduto in una botte di Vermut non troppo valida, la quale s'è sfasciata in mille pezzi perdendo il gradevole succo contenuto e facendo ruzzolare pure il ministro in essa caduto. Io so che sei un animo nobile, per tanto cercherò un po' di distrarti dai tuoi impegni filantropici...tutto mi sembra comunque confermare l'impressione che mi ha data la serie Tv "Orgoglio": ovvero la nobiltà aiuta con felicità chi si trova in bisogno, e tu, caro amico (non voglio essere ironico) sei in modo evidente essere nobile non solo di rango ma anche di cuore. Innanzitutto ti chiedo se (nel caso fossi tu l'oste) di toglierti il grembiule e di sederti un attimo vicino a me, sempre se tra un'ordinazione e l'altra tu abbia tempo per un giovane amico maturando anch'egli. Volevo sussurrarti una cosa, so in vero che i gentiluomini parlano ad alta voce e chiaramente, ma io sono ancora un gentiluomo apprendista, per tanto ogni tanto voglio permettermi lo sgarbo di sussurrare. Volevo solo dirti che lo status di "maturandi" che nel latino di Cicerone significa "che devono maturare" presuppone che maturi evidentemente non si sia già, per tanto, se talvolta può essere noioso rispondere alle domande di dame con un'intestina voglia di maturare, ricorda che dopo il tuo aiuto, matureranno, per tanto non dovranno più tediarti. Sai che io mi preoccupo sempre per la tua salute: non vorrei che in questi mesi di duro lavoro maturante tu potessi magari ammalarti o qualcosa di simile. Quindi stai attento, fallo almeno per un amico affezionato, quanto alle dame maturande, invito loro a riflettere su una questione: Le pere mature cadono a terra, siete davvero sicure di voler maturare?
A te caro amico pongo i miei saluti più cari, ti lascio ora al tuo lavoro. Non so quando avrò l'occasione per tornare a farti visita, sai che ogni tanto comunque lo faccio, anche per assicurarmi delle tue condizioni di salute.

A presto.
Manuel Meneghel, l'immaturando.

Dimenticavo di notrare come siano combattive tra loro le donne...è spaventoso. Se il mondo fosse lasciato a loro probabilmente lo farebbero saltare in aria. Forse un tempo, invece dei combattimenti tra galli mettevano in scena combattimenti tra donne, ma alla fine, per l'alta pericolosità di questo spettacolo, hanno sostituito alle fanciulle i pollastri. A proposito di pollame, dici che si possa abbinare una faraona arrosta con un Amarone della Val Policella?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 05-05-2005
Cod. di rif: 352
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Darwinismo social-pomologico
Commenti:
Carissimo signor Meneghel,
in qualità di “dama maturanda” – ma sarà poi così!? – mi approprio del diritto, oltrechè del dovere, e lo faccio con piacere, di cercare una risposta alla sua dilettevole domanda. “Le pere mature cadono a terra, siete davvero sicure di voler maturare?”.
Sa cosa penso? Che in fondo non tutte le pere mature cadono a terra: spesso cadono indipendentemente dal fatto che siano mature o meno, per svariati motivi: magari la pianta non può sopportare il peso di troppi frutti e così mette in atto quella “selezione naturale” di darwiniana memoria…
Mi piace altresì pensare che le pere mature, anziché cadere, vengano colte da mani che sappiano gustarle decorosamente, assaporarle degnamente, trarne gli svariati nutrimenti, per non sprecarle, giacchè di questi tempi, tra mutazioni genetiche e interventi vari, la frutta “naturalmente” buona sembra scarseggiare, e gli alberi stessi sembrano sempre più sterili, e i terreni più aridi…Ma credo che di pere buone ne esistano ancora, per i palati più fini e raffinati…
Una pera matura è certamente più buona e succosa di una acerba, ma non è detto che quest’ultima sia indigesta; la maturità delle pere e il piacere che deriva dalla loro commestibilità è direttamente proporzionale a quanto esse sono state in grado di succhiare dal terreno, da quanti sali minerali siano riuscite a far proprie, magari prepotentemente, e da quanto abbiano saputo trarre anche dal più arido dei terreni, e certamente nel fare ciò una certa influenza è da riscontrare nella pianta su cui, per destino o per caso, che è poi la stessa cosa, sono spuntate…
E, concludendo, non crede che una pera matura, anche se caduta anzitempo dall’albero, sia più dignitosa di una, perennemente acerba perché incapace di crescere, che “vegeta” sull’albero per tempo immemorato, ma che nemmeno con tutta l’eternità sia in grado oltrechè bramosa di maturare?
Con quest’allegoria “pomologica”, saluto tutti gli avventori del Caffè, sperando che la mia vecchia “nemica” Dama Parisi, dopo la stipulazione della dichiarazione di non belligeranza, e di quella, successiva, di alleanza, voglia prender parte a questa “disputa ortofrutticola”…
Concordo con lei circa la sostituzione della lotta tra fanciulle con quella tra polli: in quest’ultimo caso, infatti, i corpi dei suddetti possono avere una funzione pratica, ovvero diventare cibo per altri polli a due zampe, che però si sono da tempo autodichiarati diversi dalle bestie…
A proposito di volatili a due zampe, vedo all’orizzonte coloratissime ruote di vari vanitosissimi pavoni: d’altronde, si sa che le dispute tra esponenti del “gentil sesso” (?) produce effetti del genere…

Cordialmente,
Caterina Contini (solo per oggi, “giardiniera”).


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 07-05-2005
Cod. di rif: 353
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: A Manuel Meneghel - sui recenti avvenimenti
Commenti:
Caro Manuel,
è davvero premuroso da parte tua, questa preoccupazione per la mia salute; ti ringrazio assai, e ti assicuro che sto benissimo: i maturandi, come giustamente mi ricordi, ancor debbono maturare; ma se il loro interesse all'argomento è tale e tanto da averli portati sino a qui, e a pormi domande o conversare con me o coi visitatori, devo dire che sono già sulla buona strada: uscire allo scoperto su di un sito che evidentemente è unico in quanto a regole e visitatori, presuppone un certa dose di carattere. Io, non elevandomi al rango di maestro (non ne ho proprio le caratteristiche, temo, e finirei per fuorviarli; e voglio dimenticare il paragone con "Orgoglio", per il mio ed il tuo bene...), sono in fin dei conti felice di questo interessamento; anche solo perché così il sito si anima un poco.
E no, carissimo: non sono l'oste di questo Caffè. Io paseggio davanti alle vetrine, fumo, e quando finisco il pacchetto entro e bevo. Quando finisco la bottiglia esco e compro le sigarette, fumo... Non mi domandare dove io trovi anche il tempo per leggere.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Francesco Sonnati
Data: 11-05-2005
Cod. di rif: 354
E-mail: francosonny@libero.it
Oggetto: Buonasera, signori.
Commenti:
Rivolgo, prima di esprimermi su qualsivoglia argomento, un sentito ringraziamento a ideatori, fautori e sostenitori di questo luogo piacevole che é il caffé: ho atteso molto, prima di avere l'occasione di trovare signori e signore di tale raffinatezza in rete, mezzo di comunicazione quanto mai contagiato dall'ignoranza e dalla maleducazione.
Premetto che non ho nulla del Dandy: ne ammiro l'eleganza, lo stile, il perfetto modo di comportarsi ma - ahimè! - non ne posseggo la vera essenza. Sono legato indissolubilmente ad una passione forte per l'archeologia, e sarei più felice di bere una birra gelata nell'arsura degli altipiani della Siria dopo sei ore di scavi, piuttosto che frequentare l'alta società (che pure apprezzo). Tuttavia, amo il sapere, primo su tutto quello classico, il dialogo, e l'eleganza delle persone come Voi, che sapete trasformare un ideale effimero come quello della bellezza in uno stile di vita puro che non si lascia sfiorare dalla bassezza del mondo attuale.
Non prendete, Vi prego, le mie parole come una sciocca lusinga: esse sono piuttosto un ringraziamento per avermi, in una certa misura, illuminato.

Con stima e rispetto,

Francesco Sonnati

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Gianna Parisi
Data: 11-05-2005
Cod. di rif: 355
E-mail: gianna1@clarence.com
Oggetto: Benvenuto
Commenti:
Benvenuto Signor Sonnati,

mi permetto di introdurLa modestamente in codesto luogo d'incontro intellettuale, sperando di non incorrere nell'ira del Magnifico Gran Maestro e dell'Esimio Curatore Andrea Sperelli i quali, sono sicura, avranno modo di darLe il benvenuto in maniera certamente più adeguata della mia.
Brindo al Suo arrivo al Caffè, signor Sonnati, sperando voglia illuminarci riguardo la sua passione archeologica, proponendo temi di discussione interessanti.
Con il Suo permesso, è giunta l'ora che mi ritiri nelle mie stanze.

Gianna Parisi


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 12-05-2005
Cod. di rif: 356
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Indirizzo inefficace alla conversazione n. 354
Commenti:
Egregio signor Sonnato,
le procedure del nostro sito richiedono che chi intervenga dichiari il proprio nominativo ed un indirizzo di posta attivo. Il Suo non è un caso di anonimato, ma non possiamo ammettere nelle aree del sito alcuna eccezione. Il Suo indirizzo, ancorché sembri esistere, non è raggiungibile. Questo infatti il report risultato da una spedizione di ferifica:
These recipients of your message have been processed by the mail server:
francosonny@libero.it; Failed; 5.2.2 (mailbox full)

Remote MTA ims1c.libero.it: SMTP diagnostic: 552 RCPT TO: Mailbox disk quota exceeded

Resta a Lei dichiarare in questa sede quando e se potremo raggiungerLa e con noi i frequentatori del Caffè. Diversamente, il Suo bel testo e tutti quelli conseguenti saranno rimossi entro sette giorni.
Grazie dei complimenti e e Cavallereschi saluti
La Cancelleria dell'Ordine


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Francesco Sonnati
Data: 12-05-2005
Cod. di rif: 357
E-mail: francosonny@libero.it
Oggetto: Alla cortese attenzione della cancelleria dell'ordine
Commenti:
Egregi Signori,
sono costernato per lo spiacevole equivoco. Non intendevo mantenere l'anonimato: evidentemente il mio servizio di posta elettronica ha una malfunzione di carattere tecnico della quale non mi ero accorto per lo scarso uso che ne faccio.
Precisando che il mio cognome é Sonnati, porgo le mie scuse: provvederò subito affinchè sia posto efficace rimedio al guasto che ha causato questo problema.

Ancora le mie più sentite scuse,

Francesco Sonnati

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 12-05-2005
Cod. di rif: 358
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.it
Oggetto: Due piccioni con una fava
Commenti:
Caro Andrea, gentile sig.na Contini, permettetemi di scusarmi per il ritardo con cui rispondo ai vostri due scritti, non vogliate interpretarlo come cattiva educazione. Cominciamo da te, caro amico, sono felice che le tue condizioni di salute siano buone e mi auguro che siano anche stazionarie. Sono anche felice che non sia tu l'oste di questa area (allora mi chiedo chi sia l'oste, perché devo ancora sapere con cosa abbinare l'Amarone), sarà perché ho formato un'opinione tutta Manzoniana degli osti...pertanto tiro un sospiro di sollievo al pensiero che tu non sia costretto a portare il grembiule!
Ora invece mi rivolgo a lei, mia gentile signora. Io, che notorialmente sono laureato in pomiculturologia, posso vantare numerose ed erudite informazioni sulla frutticoltura (e anche frutticultura). Analizziamo dunque dal punto di vista storico i gradevoli frutti che Madre Natura ci ha donato. Come lei sa, la mela è il frutto del peccato (anche se nella tradizione più arcaica il peccato era rappresentato dai fichi), i romani invece (per cui il peccato nemmeno esisteva) amavano molto consumare frutta molto matura, direi sul punto di marcire, questo è dovuto proprio al gusto degli antichi per i sapori dolci (sapori che si possono ritrovare in alcuni sperduti paesini della grecia meridionale), oggi, invece, una mela matura non la compra più nessuno, mentre piacciono quelle belle verdi, sode, e senza buchi. Questo io credo possa sintetizzare il passaggio da un'estetica per l'etica ad un'estetica per l'estetica. Nella mela in putrefazione infatti l'estetica (non invidiabile) è soppiantata dall'etica della mela (cioè il dolce succo), nella mela non ancora matura invece la perfezione formale è fine solo a se stessa, mentre l'etica, rappresentata dal gusto è totalmente ignorata. E' chiaro che è necessario arrivare ad un compromesso. Le offro, se vuole, l'onore di accompagnarmi in una campagna di ripacificazione tra le due correnti. Una mela bella e gustosa credo possa essere quello che di più si può desiderare, se poi ad offrirla è un bel serpente, anche meglio. Non dimentichi infatti che le mele troppo mature marciscono, mentre quelle troppo crude al massimo legano i denti, il che provocherebbe solo un gradevole sorriso nella bocca del malcapitato avventore. Io mi impegnerò quindi a maturare un po' di più (anche se temo all'idea che potrebbe cogliermi qualcuno di assolutamente insensibile alle mie proprietà), lei invece si impegni a non maturare troppo, altrimenti rischia la compagnia di molti vermetti che la divoreranno pian piano fino a lasciare di lei solo il torsolo.
Torniamo invece ai volatili, per quanto ne so, nel XVIII secolo a.C. le donne si mangiavano tra loro, esattamente come i galli (è infatti per questo che ci furono casi come quelli di Sodoma e Gomorra: Non c'erano più donne! Per fortuna qualche illuminato è riuscito a porre fine a questi combattimenti consessuali, ha importato una nuova tipologia di donne dal Sahara, e ha dato vita ad una nuova stirpe.
Quanto invece ai pavoni, spero non si offenda se le dico che sono tutti nel mio forno...vuole favorire? Ovviamente sono invitati tutti i visitatori ed un posto a capotavola spetta a te, caro conte.
Buon Appetito.

Manuel Meneghel
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 12-05-2005
Cod. di rif: 359
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Mele e pavoni: ma dove andremo a finire?
Commenti:
Carissimo Meneghel,
il rischio di cadere in una discussione del tutto simile a quella che si svolge ogni giorno al mercato tra il venditore e il cliente, o tra due fieri contadini dalle scarpe inzaccherate di fango (non lo deploro nei contadini, ma temo per le mie calzature) è troppo alto: perciò mi ritiro con tutta l'umiltà che mi è possibile.
(Tienimi da parte le cosce del pennuto - e la testa: la appenderò al muro, accanto a quella del leone, della zebra e del generale prussiano dai baffi bianchi).
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 12-05-2005
Cod. di rif: 360
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Benvenuto
Commenti:
Egregio Signor Sonnati,
benvenuto anche da parte mia nell'area del sito in cui si conversa amabilmente con tutti coloro che hanno voglia di ascoltare. Sono l'Autore ed il Curatore di quest'area sul Dandy, parte integrante del più vasto sito dedicato alle passioni maschili (le Nove Porte), diretto dall'infallibile Gran Maestro Giancarlo Maresca. La presenza di un dotto studioso, un ricercatore, un amante delle cose rare, antiche e belle fa sempre molto piacere - ovunque ma in questo luogo soprattutto.
Sperando che la scomoda questione della sua posta elettronica sia stata sistemata, la invito a sorbire qualcosa e a dare ascolto a chi già conversa agli altri tavoli; ogni suo intervento, sia esso spunto o notazione, sarà certamente benvoluto.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 12-05-2005
Cod. di rif: 361
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Indirizzo irraggiungibile - Al Signor Sonnati
Commenti:
Egregio signor Sonnati,
l'errore nella digitazione del Suo cognome è imperdonabile e lo riconosciamo con vergogna. Nessuna scusa potrà ridarci quanto abbiamo perso con questa caduta. Nonostante tutto, però, la nostra sorveglianza deve procedere a tutela del lavoro e degli scopi generali del castello. Il Suo indirizzo continua a restare inutilizzabile ed altra posta, spedita dopo il Suo ultimo intervento, è tornata indietro. Per il momento e sino a nuovo ordine, siamo costretti ad avvertire Lei ed altri che Le rispondessero che tra qualche giorno, in mancanza di una regolarizzazione, la Sua e le conseguenti saranno rimosse. Comprendiamo che non si tratta di cattiva volontà e non abbiamo motivi per ritenerLa in mala fede, ma i presupposti per la conversazione sono ben specificati e non possono, nè mai potranno, cambiare.
Cavallerescamente
La Cancelleria dell'Ordine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Francesco Sonnati
Data: 13-05-2005
Cod. di rif: 362
E-mail: francosonny@libero.it
Oggetto: A risentirci
Commenti:
Grazie Signor Sperelli per la sua accoglienza: é un vero piacere per me le Sue parole di benvenuto.
La malfunzione che ha colpito la mia posta elettronica sarà presto risolta, non c'é dubbio; vorrei inoltre comunicare alla Cancelleria dell'Ordine che apprezzo le scuse per l'errata digitazione del mio cognome ma anche questo é per me oggetto di poca rilevanza di fronte all'occasione, che spero di potermi riservare in futuro, di conversare con persone della Vostra levatura morale.
A risentirci in un futuro prossimo,
Francesco Sonnati

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 16-05-2005
Cod. di rif: 363
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.it
Oggetto: Pro pavonibus
Commenti:
Egregio Sperelli, ma come? lei non apprezza la carne di pavone? Pensi che nella Venezia rinascimentale era vietata nei banchetti perché troppo pregiata e costosa per la Repubblica! Ma lei non solo offende i miei pavoni, pure il sano vivere in campagna, rifugio per gli spiriti eletti. E con che sprezzo mi dice che teme di sporcarsi le scarpe! Non si viene mica con le Francesine ad un pranzo a base di cacciagione! Dunque lei non ama la vita bucolica...che peccato. In ogni caso il campestre ricevimento non sarebbe stato all'aperto ma in una decorata sala delle ville del Brenta...magari lei mi dirà che non ama nemmeno le ville del Brenta...troppe rivelazioni. quanto alle mele, non avrebbero fatto parte del menù. Comunque ora le espongo il problema principale: quando ha snobbato la pregiatissima carne di pavone, i due pavoni, che provengono da un'illustrissima stirpe di pavoni, si sono risentiti e sono divenuti talmente acidi da essere inmangiabili. Sono delle creature sensibili, ed io mi sento pienamente in diritto di prendere le loro difese.
Per penitenza le invierò le loro piume, che le rammenteranno per sempre questo sgarbo fatto a me e a quei due poveri volatili.
Carissimi saluti.

Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 16-05-2005
Cod. di rif: 364
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Indirizzo ancora irraggiungibile - Al Signor Sonnati
Commenti:
Egregio signor Sonnati,
immaginiamo che stia facendo dei tentativi di sbloccare l'indirizzo fornito con la Conversazione n. 354, ma quotidianamente spediamo almeno una mail di verifica con esito negativo. La casella rifiuta i messaggi in entrata perché troppo piena. Sono passati quattro giorni e poiché La sappiamo archeologo qualcuno qui comincia a pensare che anche il Suo computer possa essere un raffinato reperto precolombiano. Suggeriamo di attivare un nuovo account,
Cavallereschi saluti
La Cancelleria dell'Ordine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 17-05-2005
Cod. di rif: 365
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Tutto a posto
Commenti:
Egregio signor Sonnati,
dopo una buona quantità di messaggi non andati a buon fine, sembra che l'ultimo abbia raggiunto l'obiettivo. Abbiamo apprezzato la Sua buona volontà nel sopportare queste procedure, di cui avrà compreso la funzione. Speriamo di leggerLa nuovamente nel Caffè, in altre aree del castello o anche privatamente.

Cordiali, cavallereschi saluti

La Cancelleria dell'Ordine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 17-05-2005
Cod. di rif: 366
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Abbiamo parlato tropo presto
Commenti:
Egregio Sonnati,
come non detto. Anche il rtentativo odierno è naufragato contro gli scogli della Sua impenetrabile casella di posta. Sebbene con ritardo, la mail partita al Suo indirizzo è rientrata mestamente al mittente. Dopodomani, secondo le procedure, rimuoveremo il Suo primo intervento e tutti quelli conseguenti. Non si tratta di un'espulsione e sarà anzi sempre il benvenuto, appena riesca ad aprire e dichiarare una posizione postale attiva.
Cordialità cavalleresche
La Cancelleria dell'Ordine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Francesco Sonnati
Data: 17-05-2005
Cod. di rif: 367
E-mail: francosonny@tiscali.it
Oggetto: Alleluia
Commenti:
Egregi Signori,

con somma soddisfazione personale sono riuscito a risolvere il tormentato problema che affliggeva la mia posta elettronica: ora, finalmente, funziona.
Conscio di aver arrecato un seppur minimo disturbo alla Cancelleria dell'Ordine, porgo ancora le mie più sentite scuse.
Dimenticavo: il mio computer risale all'età Ellenistica, e non - come erroneamente si potrebbe supporre - al periodo precolombiano. Del resto, cosa si può pretendere da chi dedica la propria vita alla classicità?

Con profonda ammirazione, e speranzoso di poter essere finalmente parte di questo meraviglioso circolo culturale,

Francesco Sonnati

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 17-05-2005
Cod. di rif: 368
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Siamo al punto di partenza
Commenti:
Egregio signor Sonnati,
ci spiace influire sull'atmosfera rilassata del caffè con questo sforzo inquietante. Ci spiace assistere, partecipare e riportare il loro fallimento, ma dopo il Suo Alleluia abbiamo provato nuovamente e i risultati sono quelli di cui legge in calce. Come risulta dal rapportino di ritorno, erano le 22.58.28 GMT +2. Per noi ogni Visitatore è un ospite sacro, ma altrettanto sacre sono le semplici norme che regolano il castello. Noi ci fermiamo alla verifica dei requisiti per intervenirvi e non scendiamo nel merito, cosicché non giudichiamo in alcun modo. Nemmeno riteniamo questa una perdita di tempo, perché certamente Lei sta vedendo cose che in altri siti non avrebbe visto e ciò basta a giustificare il lavoro che la Cancelleria, organo esecutivo dell'Ordine, vi svolge.
Preghiamo gli ospiti del Caffè di avere pazienza.
Cavallereschi saluti e in bocca al lupo per altri tentativi.
La Cancelleria dell'Ordine
__________
- These recipients of your message have been processed by the mail server:
francosonny@libero.it; Failed; 5.2.2 (mailbox full)

Remote MTA ims1c.libero.it: SMTP diagnostic: 552 RCPT TO: Mailbox disk quota exceeded





--------------------------------------------------------------------------------


Return-Path:
Received: from ms005msg.fastwebnet.it (213.140.2.50) by smtp7.libero.it (7.0.027-DD01)
id 422345690C663AC2 for francosonny@libero.it; Tue, 17 May 2005 22:58:21 +0200
Received: from server (39.2.4.106) by ms005msg.fastwebnet.it (7.2.052.3)
id 425D38BB0088BFAF for francosonny@libero.it; Tue, 17 May 2005 22:58:21 +0200
Message-ID: <001701c55b23$2d0962e0$6a040227@server>
From: "cavalleresco ordine"
To: "Francesco Sonnati"
Subject: Fw: Ringraziamenti e verifica.
Date: Tue, 17 May 2005 22:58:28 +0200
MIME-Version: 1.0
Content-Type: multipart/related;
type="multipart/alternative";
boundary="----=_NextPart_000_0013_01C55B33.F07CAF10"
X-Priority: 3
X-MSMail-Priority: Normal
X-Mailer: Microsoft Outlook Express 6.00.2900.2180
X-MimeOLE: Produced By Microsoft MimeOLE V6.00.2900.2180

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 18-05-2005
Cod. di rif: 369
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Molto bene
Commenti:
Egregio signor Sonnati,
vediamo che si è procurato una nuova casella. Dopo averne dichiarata una sul server di Libero, ha attivato questa su Tiscali. Non ce ne eravamo accorti subito, perché Lei non lo segnalava, ma ad un riesame della situazione ci siamo resi conto che alla fine aveva ascoltato il nostro consiglio. Molto bene.
Cavallerescamente salutando ci ritiriamo nei nostri archivi.
La Cancelleria dell'Ordine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Werner
Data: 29-05-2005
Cod. di rif: 372
E-mail: Smith
Oggetto:
Commenti:
Ho appena scoperto questo angolo dei dandy e devo ammettere che sono rimasto piacevolmente colpito per come è curato questo sito,non so se io sia un dandy,non essendoci poi un tipo fisso di dandy,ma avrei piacere a confrontarmi con latre persone che dandy si ritengono

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Werner Smith
Data: 29-05-2005
Cod. di rif: 373
E-mail: nosferatu1984@libero.it
Oggetto: Presentazione
Commenti:
Mi si scusi ma ho collocato male i dati inserendo il mio cognome nella casella per le e-mail,ho per questo inviato un messaggio in cui ho correttamente inserito i miei dati

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 03-06-2005
Cod. di rif: 374
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Su Philippe Jullian, dandy contemporaneo
Commenti:
E' stato da poco inserito in questo sito, tra i dandies contemporanei, il nome dello scrittore francese Philippe Jullian (critico d'arte, pittore, scrittore), ch'io chiamo il Vasari del dandismo ottocentesco; sono sue infatti le più belle biografie di tutti quei personaggi che, direttamente od indirettamente, hanno tracciato la strada dell'estetismo moderno, con il collezionismo, l'amore per l'arte e l'artigianato prezioso, e per tutto ciò che è bizzarro, fuori luogo, ed assolutamente non banale (se non quando l'originalità consisteva proprio in questo); Jullian, esteta e dandy egli stesso, s'impegnò a tracciare sulla carta i più bei profili, e che in certi casi rimasero gli unici, di Oscar Wilde, Robert de Montesquiou, Jean Lorraine, Sarah Bernardt, e di molti altri ancora. Testimoniano la sua adorazione per la bellezza artistica i varî saggi sulla pittura simbolista, sul liberty, sullo "stile impero", eccetera, sempre stampati in edizioni pregiate, di lusso, ed oggi introvabili se non a prezzi assai cari.
Molte delle informazioni che ho su Jullian mi provengono da alcuni vecchi ritagli trovati tra le pagine di un suo libro, una prima edizione appartenuta precedentemente ad un bibliofilo molto zelante o forse anch'egli un amante della penna di Jullian: uno di essi mi informa che questo biografo, esteta e disegnatore morì suicida nel 1977. Non si accenna alle cause, né alle modalità, né ad altre informazioni utili. Coloro che nel '77 erano ancora assai giovani, od hanno una concezione del tempo assai leggera, mi obbietteranno che Philippe Jullian sarebbe stato meglio tra i Dandies del passato, e non tra i Contemporanei. Io ho deciso invece di collocarlo tra coloro che sono più vicini a noi, se non ancora tra noi, anche in riconoscenza del lavoro ch'egli svolse, in maniera ammirevole ed assai serena (una serenità che traspare dalle sue pagine) e che rimane utilissima e viva ancora oggi, più d'ogni altro scritto biografico oggi in commercio.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 13-06-2005
Cod. di rif: 375
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Convegno sul Dandy maggio '05
Commenti:
Cercando in Internet, mi sono imbattuta (fortuitamente) nella locandina di un convegno che si è tenuto il 5 e il 6 di maggio a Roma dal titolo : “Il Dandy e i suoi spettri: eredità e proiezioni verso il futuro”; molti i relatori, apparentemente interessante la trattazione, ardita la foto sulla locandina.
Ecco il testo introduttivo:
“All’inizio del nuovo millennio, si guarda con rinnovato interesse alla fin-de-siècle storica,
interrogando la figura del Dandy nella sua qualità di portatrice di una contaminazione
‘consapevolmente moderna’ fra arte e moda.
La problematica teorica dalla quale nasce questo convegno ha come punto di riferimento
storico il periodo che va dalla Reggenza alla prima fin-de-siècle, attraverso tutto l’arco
del secolo. Ma tema del convegno è anche (o soprattutto) quello dell’evoluzione della
figura del Dandy nel secolo XX, e delle sue già intravedibili, ulteriori metamorfosi,
all’inizio del XXI. Infatti, anche se i teorici del dandismo classico tendono a circoscrivere il
fenomeno entro i confini del secolo XIX, negli studi di Fashion Theory la figura del Dandy
trova una sua rinnovata specificità quale invariante della Moda.
E’ in questa ottica che nel convegno avranno posto, e non marginalmente, le figure della
Femme fatale e della Vamp, tradizionali antagoniste del Dandy”.

Per scaricare le quattro pagine del volantino della manifestazione in formato PDF Adobe Acrobat: http://www.dass.uniroma1.it/pdf/volantini/convegno_dandy.pdf

Cordialmente
C.C.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 14-06-2005
Cod. di rif: 376
E-mail: manuel_meneghel@yahoo.it
Oggetto: Brogliaccio paleodandistico
Commenti:
Utilizzo queste poche righe per esprimere tutta la mia ammirazione nei confronti delle interessanti e divertenti immagini riguardanti i primi dandies inserite nel Brogliaccio.
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Hilary Pasteur
Data: 16-06-2005
Cod. di rif: 377
E-mail: iladeutsche@yahoo.it
Oggetto: la bellezza
Commenti:
Il culto della bellezza lo trovo incredibilmente interessante.. non trovate?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 17-06-2005
Cod. di rif: 378
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Culto bellezza...
Commenti:
Anche di quella formale?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Gianna Parisi
Data: 17-06-2005
Cod. di rif: 380
E-mail: gianna1@clarence.com
Oggetto: Avanguardie del 2000
Commenti:
Ma insomma dama Contini! Non coglie lo sperimentalismo linguistico della signorina Pasteur? La stimavo più arguta...


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 17-06-2005
Cod. di rif: 381
E-mail:
Oggetto: Al critico Parisi
Commenti:
Oh cara Gianna! Che sbadata! Qui tra "avanguardie storiche" e "neoavanguardie" faccio una gran confusione...Mi devo essere persa qualcosa...Ma mi allineo al pensiero generale (e un pò triviale): considero arte tutto ciò che i critici mi propinano come tale. Ora, non mi resta che chiedere umilmente perdono e, anzi, prostrandomi ai suoi piedi, Le chiedo se, non appena uscirà il suo primo saggio di critica (sempre che non sia già uscito), me ne donerà uno, naturalmente autografato.

(Scherzi a parte, rinnovo anche in questa sede i miei più sentiti auguri per la Maturità. Anzi, temo che i nostri professori se la prenderebbero, se sapessero che bighelloniamo così amabilmente al Caffè, invece di ingobbirci sui libri. Perciò è meglio ch'Io vada).

A presto,
C.C.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Caterina Contini
Data: 17-06-2005
Cod. di rif: 382
E-mail: fosca.rina@libero.it
Oggetto: Dimenticanza
Commenti:
Ho dimenticato, nel mio ultimo intervento, di riempire il campo dell'indirizzo di posta. Seppur è oramai conosciuto, sono consapevole del bisogno di regole universali, qui come dappertutto.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Laura Andreini
Data: 21-06-2005
Cod. di rif: 383
E-mail: lauuu5@virgilio.it
Oggetto: E il dandy eterosessuale moderno?
Commenti:
Forse il mio commento risulterà banale e anche un pò assurdo, ma resta pur sempre una mia opinione. Credo che nella contemporaneità manchi la figura del dandy, anzi, in realtà non manca dal momento che il mondo pullula di omosessuali di squisita raffinatezza e dal genio infinitamente sensibile. Ciò a cui io mi riferisco è il dandy eterosessuale, forse anche un pò dongiovanni come poteva essere D'Annunzio...ma estremamente affascinante.Si parla di uomini effemminati con disprezzo solo perchè sono educati, ben vestiti e non sputano per terra. L'immagine che abbiamo dell'"uomo attuale" è spesso volgare, almeno il dandy anche se ti spezza il cuore...almeno lo fa con eleganza. Spero di non aver offeso nessuno nell'esprimere la mia opinione, forse ho generalizzato e questo è concettualmente sbagliato, ma non posso che rifarmi alle mie esperienze personali...sicuramente limitate nei miei 19 anni. Bel sito comunque!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 21-06-2005
Cod. di rif: 384
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Il dandy moderno deve essere gay?
Commenti:
Gentile Signorina Andreini,
se permette, mi accomoderei un attimo al suo tavolino, e le offro un aperitivo; il suo discorso presenta in maniera poco approfondita ma molto sentita il problema della società attuale. A mio modo di vedere, il dilemma non sta tra eterosessuali ed omosessuali: ella sembra dare per scontato che questi ultimi siano tutti raffinati, posati, insomma dei dandies - ma non è certo così. I gusti sessuali non fanno di un uomo un gentiluomo, ma se invertiti ne fanno, nel peggiore dei casi, una zitella. La volontà di ricerca edonistica è insita nell'uomo dalla tendenza allo sviluppo del piacere in ogni campo, e non solo nell'uomo che ammira i giovanotti. Rincresce il fatto che oggi si pensa un po' troppo che sia così: leggendo di quà e di là nella rete i blog degli studenti, e ricercando ciò che mi interessava nei loro discorsi, ho scoperto senza molta sorpresa che essi considerano gay tutti coloro che portano il papillon. Assurdo, non le pare? eppure è così. Forse bisognerebbe mostrare di più quei bei film con Bogart, prototipo del "duro", con al collo una svolazzante farfallina di seta...
No, signorina mia, qui non si tratta di gay ed etero, quanto di conformisti ed anticonformisti.
Spero di non averla annoiata: con suo permesso mi alzo e lascio che altri raccolgano ciò che io e lei abbiamo seminato.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Arilia von Pitloo
Data: 03-07-2005
Cod. di rif: 386
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: congratulazioni
Commenti:
Mi congratulo vivamente con l'ideatore di questo caffè letterario in quanto tra mille banalità finalmente si trova anche qualcosa di piacevolmente esclusivo.Sebbene si utilizzi internet per comunicare,l'esclusività è garantita dall'ignoranza che dilaga.Ciò rende i frequentatori di questo caffè un'elite adeguatamente protetta.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 04-07-2005
Cod. di rif: 387
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Protezione
Commenti:
Gentilissima signora o signorina Arilia,
quella protezione che Lei avverte è garantita da alcune procedure, di cui la nostra Cancelleria è solerte tutrice. Poiché il Suo nome lascia serie perplessità, essa ha richiesto nella Posta di Sperelli un'asseverazione o una rettifica. Ora io stesso ribadisco questa richiesta, perché possa leggerla firmata da persona altrettanto identificabile. Per le altre, pochissime figure che sono celate da un nome d'arte, ricorriamo a una maschera perché possano mutare nel tempo senza che muti il sistema per esse e da esse generato. Sono certo che comprenderà tali necessità. Se non sono comuni, è perché nulla di comune vi è qui al castello.

Giancarlo Maresca
Gran Maestro dell'Ordine, seduto al Suo tavolo sino a che ciò mi sia permesso.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 05-07-2005
Cod. di rif: 388
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Cin cin con la signorina Ilaria Polito
Commenti:
Gentile signorina Ilaria,
pur essendo piuttosto versato nei giochi enigmistici, il "von" mi aveva depistato e non avevo compreso che il Suo pseudonimo celasse il nome autentico dietro un anagramma. Vedo che, nella Posta di A. Sperelli, si è ora compiutamente presentata come le nostre procedure, - e quelle ben più antiche dei salotti - richiedono. La sento un po' amareggiata e leggo dei Suoi dubbi sull'identità di Sperelli. E' ovvio che il suo sia un nome d'arte, ma questa non è una licenza, quanto una necessità. Innanzitutto il Curatore non ha, come Lei e tutti gli altri avventori e corrispondenti, la facoltà di tacere. Egli ha l'obbligo di rispondere e ad ogni obbligo è lecito corrisponda un diritto. Inoltre, egli può cambiare e per quanto i Visitatori ne sanno, potrebbe già essere cambiato più volte. Un nome autentico potrebbe creare dei legami personali che facciano perdere autorità, continuità ed interesse all'area qualora il Curatore dovesse cambiare, il che, non fosse altro che per la limitata durata della vita umana, è inevitabile. Tutto il castello risponde ad un'architettura complessa di cui i Visitatori non devono preoccuparsi. Nulla viene loro chiesto, proposto o venduto ed anche le consumazioni qui al caffé sono gratuite. Qui si trovano molte risposte, aiuto per le tesine, il tutto senza nulla in cambio che sia comprensibile. Altrettanto incomprensibile, almeno per ora, Le risulta la nostra lotta all'anonimato, ma col tempo tutto le sarà chiaro senza che nessuno debba spiegarlo.
Oste, qui festeggiamo. Un blanc de blanc di Ruinart, per favore, con bicchieri a coppa e non a flut, per favore. La bottiglia trasparente e il sapore leggermente mielato di questo chardonnay sono particolarmente graditi al palato femminile e sono certo che lo apprezzerà. Cin cin.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 06-07-2005
Cod. di rif: 389
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: ringraziamenti
Commenti:
Illustre Gran Maestro la ringrazio per la premura che mi ha dimostrato nello spiegarmi il tutto.Le sono molto grata e come spiegavo all'amico Sperelli ho già dimenticato l'accaduto,pertanto brindo volentieri con lei.Dalla scelta del vino deduco un suo possibile legame col Friuli piuttosto che con la Sicilia considerando le zone di produzione di questo vino in Italia.Comunque mi complimento con lei che si dimosta un profondo conoscitore dei gusti femminili in tema di vini!Cordiali saluti Ilaria Polito

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 06-07-2005
Cod. di rif: 390
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Noiose note su un divertente prodotto
Commenti:
Gentilissima signorina Polito,
mi compiaccio del tono che assume la conversazione. Quanto al vino, La prego di prendere ciò che sto per dire come una chiacchiera da caffè e non come un sermone da sommelier. Dio ce ne liberi. Quando parlavo di chardonnay, mi riferivo all'uva con cui è prodotto il blanc de blanc di Ruinart, una casa di champagne che è specialista nei prodotti da uve bianche (come sa, lo champagne è normalmente prodotto da pinot nero e chardonnay, quindi da una miscela di uve nere e bianche). Orbene, i gusti femminili privilegiano sommamente lo champagne e, tra le infinite sfumature che esso offre, il prodotto che citavo è assolutamente d'eccezione per bevibilità e morbidezza. Inoltre si presenta in una bottiglia trasparente che conferisce un aspetto insieme aristocratico e confidenziale, suggerendo già all'occhio un sapore di sole che in qualche maniera misteriosa quelle nordiche vigne riescono a catturare. Naturalmente, un gentiluomo preferisce offrire champagne ad una dama da una coppa e non dalla flute. La prima, infatti, non concentrando gli odori, punge meno al naso. Inoltre riduce l'influenza del gas, permette sorsate più larghe e, alla fine, induce una maggiore allegria, che è uno scopo molto più importante delle tristi degustazioni da medicina legale.
Ehi, la prima è finita! Un altro flacone, oste, magari un po' più fresco.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 07-07-2005
Cod. di rif: 393
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: precisazioni
Commenti:
Mio caro amico dovevo essere molto distratta quando le rispondevo a proposito del vino.Credevo si trattasse di un aperitivo,considerando che il vino chardonnay è ottimo nell'accompagnare i piatti a base di pesce e carni bianche nonché come aperitivo.Mi voglia perdonare!Comunque,volendo brindare con uno champagne,le consiglio qualcosa di veramente esclusivo.Opterei,infatti,per un Roederer Cristal Brut del '94 o '97.Questo champagne è degno di uno Zar ed è un prodotto di propriéter per pochi intenditori.Nella coppa si raccoglie un liquido cristallino dalla spuma ricca,con bollicine finissime e interminabili sensazioni olfattive, ampie ed intense,che ricordano la crosta di pane caldo,la frutta secca,il miele,il cioccolato e delicate sensazioni speziate.Gustandolo mi confermerà che al palato è ricco,soddisfacente con una concentrazione e lunghezza entusiasmanti.A questo punto direi di aver bevuto abbastanza quindi,onde evitare di dire sciocchezze, la saluto.Cordialmente Ilaria Polito

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 09-07-2005
Cod. di rif: 394
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: improvvisamente il vuoto
Commenti:
Egregio Signor Maresca ho come l'impressione che questo caffé ultimamente non sia molto frequentato.Ho avvertito una sensazione di vuoto.In realtà anche lei è come svanito.Spero di non averla annoiata.Distinti saluti
Ilaria Polito

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 10-07-2005
Cod. di rif: 395
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Bentrovata
Commenti:
Gentile signorina,
dev'essere proprio così, ma capita. Molti dei frequentatori sono giovani ed ora, chiusa la scuola, superati gli esami, non frequentano più gli stessi luoghi. Questo non è un locale alla moda, anche se sono certo che se si sapesse che ci vengono ragazze sole, magari si riempirebbe ogni sera. Quanto a me, ero a Genova ed in viaggio raramente uso il computer. Ora sono tornato e sono lieto di vedere che Lei non ha perso le buone abitudini. Questa sera ho una certa fame e spero che abbiano almeno un buon toast. Direi di berci sopra una pinta di birra, che prepara molto bene qualche doppio whisky. Potremmo fare una garetta tipo quella del primo film di Indiana Jones. Visto che conosce così bene i vini, non sarà certo astemia e potrebbe darmi dei punti. Ma sappia che non Le renderò le cose facili.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 10-07-2005
Cod. di rif: 396
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: Bentornato
Commenti:
Egregio Signor Maresca noto con piacere che anche lei non ha perso le buone abitudini sebbene non definirei così le nostre conversazioni.Le abitudini,infatti,stancano,annoiano mentre i nostri incontri al caffé sono,almeno per me,dei piacevoli diversivi.La serata è calda,il centro caotico per cui le consiglio di cenare a casa e,se le va,di raggiungermi sul tardi al caffé per bere un buon liquore dato che non amo il whisky.Magari andrebbe bene del brandy alla ciliegia da accompagnare con del cioccolato fondente.In realtà servirebbe anche una bella terrazza e un po'di brezza marina ma ci si può accontentare anche solo di una buona compagnia.Per quanto riguarda l'affluenza al caffé,mi rendo conto che gli studenti usano il sito solo per usi pratici ed è un peccato.La prego di estendere l'invito anche al Signor Sperelli,qualora gradisse venire.Distinti saluti Ilaria Polito.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 11-07-2005
Cod. di rif: 397
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Vecchio e nuovo per me pari sono
Commenti:
Gentile signorina Polito,
mi consenta di dire che alla mia età si hanno, sulle abitudini e su molte altre cose, idee ben diverse dalle Sue. Coloro che rispettano la tradizione sono in buoni rapporti con la ripetizione delle cose. Laddove altri vedono noia, essi vedono significati, o anche solo la sicurezza di una invisibile patria fatta di piccole certezze. L'abitudine è una piccola tradizione personale che ha un valore universale, visto che la vediamo meticolosamente rispettata anche da molte razze animali. Da Cavaliere credo nell'esistenza di valori assoluti, ma tra essi non posso annoverare il nuovo come tale. Rifare una cosa nello stesso modo, tornare negli stessi luoghi, ci concede una sensazione di immortalità leggera, laddove l'impegno di un nuovo a tutti i costi e dappertutto ci carica di un impegno superiore alle nostre forze e, probabilmente, superiore ai nostri scopi naturali.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Gianna Parisi
Data: 11-07-2005
Cod. di rif: 398
E-mail: gianna1@clarence.com
Oggetto: Cara Abitudine
Commenti:
Gentili Signora Polito e Signor Maresca,
sperando di esser ben accetta, mi siedo al Vostro tavolo per interrompere la desolazione del caffè e sorbire, sotto le Vostre esperte direttive, un buon digestivo. Così mi insinuo nella conversazione, citando una breve frase della madre di mia madre che soleva considerare l'abitudine una "dolce e cara compagna di vita", che sempre accompagna gli uomini nelle proprie azioni e nei propri viaggi, mentali e spaziali, e che permette loro di affrontare l'esistenza custodendo e tutelando ciò che vi è di più caro nel proprio intimo.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 11-07-2005
Cod. di rif: 399
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: Lieta di conoscerla
Commenti:
Gentile Signora Parisi sono lieta di conoscerla.Prego si sieda pure al mio tavolo così mi farà compagnia.Questa sera parleremo del tempo.Cosa ne pensa?Che concezione ha lei del tempo?Secondo Seneca "tutto appartiene agli altri,soltanto il tempo è veramente nostro".Lo crede possibile?Siamo oggigiorno padroni del nostro tempo?Gradisce del Centerbe o prende con me del Limoncello?Solitamente la sera non gradisco dei digestivi a patto che la cena non sia stata pesante per le pietanze o per i commensali!Mi auguro gradisca la mia compagnia.Spero ci raggiunga anche il Signor Maresca così continueremo il discorso sulle abitudini.Ilaria Polito.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 12-07-2005
Cod. di rif: 400
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Tempo libero? Un ricordo che si va cancellando
Commenti:
Gentilissime signorine, sono saldamente seduto al tavolino. Non mi perderei la Vostra compagnia, a meno che non senta commenti poco incoraggianti sul mio sigaro. Piuttosto, quanto al tempo, il dominio che l'uomo ha su esso si va disgregando con grande velocità. Io organizzo eventi da quando avevo i pantaloni corti. Dalla partita di Guerra Francese o Rubabandiera ai congressi, viaggi, associazioni, mi è capitato e mi capita di contattare centinaia di persone di varie città, anche fuori d'Italia. Ebbene, soprattutto nel notro Paese sento che l'ansia di lavorare, di produrre di più, cresce in maniera preoccupante. Il lavoro non è in se stesso una componente patologica della vita, ma di qui a farne l'altare su cui sacrificare amicizie, famiglia, interessi, corre parecchio spazio. Eppure posso certificare che la grandissima parte dei nostri connazionali non sa oggi cosa farà domani. Qualsiasi cosa abbia in mente di fare, un cambio nell'organizzzione del lavoro potrà farla saltare. A parte pochissime eccezioni, nessuno riesce a fissare un programma relativo al tempo libero ed avere verso se stesso la certezza di rispettarlo. Mancare ad un appuntamento è diventato prassi comune. Un colpo di telefonino, una scusa, ma spesso nemmeno questi gesti di cortesia. Viviamo in un tempo in cui domina un Orror Vacui, un terrore di essere liberi. Una persona che non abbia l'agenda strapiena si sente frustrata, indietro rispetto agli altri. All'origine di questa "formichizzazione" delle cicale vi sono due fenomeni: !) La burocratizzazione delle aziende, anche private, con la moltiplicazione delle riunioni, dei contatti e dei lorotempi. 2) La volontà di dire sempre SI a tutti: clienti, fornitori, soci, amici, nemici, figli, coniugi, etc., In tal modo si produce un turbine di impegni, anche economici, nel quale la gestione del proprio tempo è affidata ad una stanca improvvisazione.
Questo nuovo Homo Impegnatissimus, fiero di dedicarsi e dedicare tutto al lavoro, non è certo che tutte quelle riunioni, contatti e pratiche porteranno a dei risultati positivi, ma è entrato in un circuito perverso in cui accetta di dedicare tempo ad un'attività perché non ha il tempo di valutarla. Ha una sorta di paura di fermare le cose, sicché tenerle in movimento sembra sempre il male minore. Se si fermasse un attimo, potrebbe vedere quanti contatti, riunioni, progetti, non hanno speranze di andare in porto per mancanza di risorse umane, di tempo o di denaro. Ma lui niente, insiste.
Voi siete giovani e forse vi manca ancora un po' di tempo prima di iniziare a lavorare ancora. Ora sapete cosa vi aspetta. E non crediate che finisca presto. Una volta l'affanno per la carriera durava sino ai cinquantacinque/sessanta anni, quando i risultati raggiunti permettevano di lasciare parte del lavoro ai propri collaboratori. Brutte notizie. Non è più così. La corsa continua ben oltre quella soglia. In conclusione, il potere sul proprio tempo si va affievolendo. Del resto anche i bambini vengono caricati di impegni a ciclo continuo, forse per prepararli a questi ritmi da extrasistole.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 12-07-2005
Cod. di rif: 401
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: linearità e circolarità
Commenti:
Egregio Signor Maresca,apprezzo molto il suo discorso che condivido pienamente.Ricorda il film:"Tempi moderni"?Ebbene,le dirò che la vita moderna mi sembra una sorta di immensa,grandiosa catena di montaggio,organizzata da un industriale piuttosto cinico.Gli uomini vivono per lavorare e guadagnare,schiacciati da un automatismo spaventoso.Sono lontani i tempi in cui il ritmo delle giornate era scandito da un senso tutto interno del tempo.Oggi,invece,vige sempre più una concezione lineare del tempo,scandita in fasi che non si ripetono.Tutto ha un inizio,una durata ed una fine.Noterà che questa concezione del tempo è tipicamente cristiana e occidentale,non trova?La frase di Seneca,che citavo,rimanda,invece,ad una concezione circolare del tempo,tipica del pensiero greco.In tale ottica il tempo diviene proiezione interna libera da vincoli.Purtroppo c'è de dire,che una simile concezione del tempo implica un estremo disinteresse per le volgari occupazioni,per il lavoro intendo dire.Da ciò si deduce il carattere estremamente elitario di questa visione del tempo,che,a mio avviso,è il vero spartiacque tra coloro che sono liberi e gli altri che pensano di esserlo ma non lo sono.Prendiamo qualcosa di fresco e dissetante.Lei cosa consiglia Signor Maresca?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 13-07-2005
Cod. di rif: 402
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Il Fattore Ignoto Fisso e altre inezie sul tempo.
Commenti:
Gentile signorina Polito,
nella concezione del tempo da parte di un singolo, di un’epoca, di un gruppo o di una cultura, può leggersi la mappa segreta della concezione della vita. Non di quella vera, attuale e realizzata, ma di quella desiderata. L’uomo, preso in generale e quindi facendo delle medie da cui molti restano esclusi, ha vissuto più o meno sempre allo stesso modo. Mettendo in relazione le quantità astratte di doveri e piaceri, istinti e volontà, soddisfazioni e dolori, credo che il risultato finale sia stato più o meno lo stesso in tutte le ere. Pur cambiando il volume di fatica o l’aspettativa di vita, va detto innanzitutto che il piacere stesso di esserci è tale da azzerare certe differenze che sembrano grandi solo da vicino. Un fattore del XVII secolo aveva molti obblighi ed una dura giornata, ma alla sera era disfatto, non infelice. L’infelicità, la rinuncia, il male di vivere, il suicidio per delusione, sono fenomeni moderni, che compensano altri vantaggi. L’uomo del passato sapeva fare, il che lo rendeva più autonomo e sicuro di se stesso. Oggi abbiamo meno catene visibili, ma poiché tutto è delegato siamo più incerti di un domani affidato ad un sistema che, come i fatti dimostrano, è costantemente minacciato. Le certezze che nutriva in materia di fede e di famiglia, tenevano l’uomo del passato indenne da certe considerazioni con cui l’uomo dalla pancia pena ha dovuto e deve misurarsi. C’è, nella formula dell’esistenza, un Fattore Ignoto Fisso, che chiameremo FIF, che varia in modo tale che il prodotto dei vari fattori costitutivi della vita umana sia sempre vicino allo stesso valore. Naturalmente si parla di grandi numeri e di medie in cui le oscillazioni, oggi rientrate in escursioni poco sensibili, sono state molto forti. In questo FIF rientra anche la concezione del tempo, la sua percezione. Quando accenna ad una differenza tra tempo lineare e tempo circolare, Lei ritorna al problema dell’abitudine. Noi sappiamo che Lei percepisce il tempo come linea, in quanto quel nuovo che Lei cerca è tale se irripetuto e irripetibile, un punto che viene dopo un altro e sul quale non si torna. Propone anche un abbinamento, correttissimo, tra la linearità del tempo e la concezione cristiana della vita. Questo parallelo si può spiegare geometricamente. La linea retta è per definizione infinita e trova quindi pieno riscontro in un’idea di eternità che nel mondo pagano era inesistente e che assume invece la massima importanza nelle religioni monoteistiche. Nel pensiero cristiano in particolare, c’è però un altro dettaglio di grande importanza, sul quale vorrei fermare la Sua attenzione. Si tratta di quel riscatto, di quella giustificazione di quanto è già accaduto che è cos’ vasta e onnipresente da essere chiamata in molti modi: perdono, penitenza, comprensione. Il cristiano da per scontato il peccato, ma anche la remissione dello stesso. Ciò che è accaduto, a distanza di tempo, può perdere valore. Qualsiasi umano evento, del resto, è poca cosa se ricondotto all’assolutezza di Dio. Ciò comporta che nulla accada di irrecuperabile, cioè che nulla ci sia di veramente importante se non Dio stesso. E’ evidente che io, come gli altri “circolaristi” non condivido questo assunto. Un gesto di vigliaccheria o di eroismo non può essere cancellato e resta come un monumento. E questo stesso teorema, valido per le cose importanti, si ripercuote anche sulle cose meno importanti come il gusto e le piccole scelte personali. Chi crede nella salvezza che verrà attraverso altre opere non deve preoccuparsi di nessuna opera, perché altre potranno venire a cancellare le precedenti. Per questo, noi Cavalieri ed io segnatamente, apprezziamo la Corrida, il Palio, insomma gli unici veri spettacoli. Essi rimandano alla visione dei nostri padri greci, dei nostri nonni barbari. Sono la metafora di una vita dove qualcosa accade e non può essere giustificato o discusso. Il coraggio, il gesto artistico, la vittoria, restano inattaccabili. E così anche la codardia, che un torero o un fantino non potranno cancellare o riscattare in alcun modo.
Dal gran parlare ho la gola secca e prendo al volo la Sua proposta di bere qualcosa. Non amo i long drink a tarda sera, quindi troverò la freschezza in un gagliardo Martini. Mescolato, non agitato, anche se Bond non sarà daccordo.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 13-07-2005
Cod. di rif: 403
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: Il piacere della conversazione
Commenti:
Egregio Signor Maresca conversare con lei è un vero piacere.Noto che mi colloca nella concezione lineare del tempo e non si sbaglia.Effettivamente ricerco il nuovo ma non aderisco pienamente alla visione cristiana che dà per scontato il peccato e la remissione dello stesso.Ciò che accade non si può cancellare e se non lo si considera non per questo si dimentica.Prendo anch'io del martini con un po' di cointreau e bacardi.Ma la Signora Parisi?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Gianna Parisi
Data: 13-07-2005
Cod. di rif: 404
E-mail: gianna1@clarence.com
Oggetto: Tempo: tra Scienza e Coscienza
Commenti:
Gentile Signorina Polito (mi scusi se L'ho nomata Signora nel mio precedente intervento), anch'io sono lieta di fare la Sua conoscenza e di favorire un buon limoncello fresco. Come da Lei ricordato le culture arcaiche e il mondo greco-romano possedevano una concezione del tempo basata sulla ciclicità. Come le stagioni si ripresentano sempre uguali, così, per estensione, gli uomini conferirono al tempo una struttura ciclica nel suo complesso.
Lei parlava di “proiezione interna libera da vincoli” riguardo alla ciclicità temporale; sono d’accordo e, per integrare il Suo pensiero già di per sé completo, vorrei menzionare lo spiritualismo del filosofo francese Bergson. L’intuizione della realtà è stata offuscata e dimenticata a tutto vantaggio del mondo della scienza, che oramai predomina. L’effetto di tale primato di cui si avvalgono la scienza, l’intelligenza e le macchine, è stato negativo sull’uomo; lo ha subordinato a scienze sociali spersonalizzanti, ha reso la coscienza povera e passiva, esteriorizzata e frammentata. Il tempo è l’emblema della spersonalizzazione poiché si configura come omogeneo, quantitativo, reversibile e segmentato. Ed ecco l’incisiva frase di Bergson che ci spiega tutto ciò: “la maggior parte del nostro tempo lo viviamo all’esterno di noi stessi, non percepiamo del nostro io che un fantasma scolorito, ombra proiettata nello spazio omogeneo. Viviamo per il mondo esteriore piuttosto che per noi; parliamo piuttosto che pensare, siamo agiti piuttosto che agire noi stessi”. Agire liberamente significa avere il pieno controllo di sé e attestarsi al livello più profondo della coscienza dove risiede il tempo come durata: irreversibile, non omogeneo, continuo.
Il fluire è la caratteristica principale del tempo come durata, del tempo della coscienza. Esso è avvertito come un flusso continuo di stati di coscienza, che preannunciano ciò che segue e contengono ciò che precede. Per l’individuo, dal punto di vista psicologico, il tempo consiste nella durata del presente, una nozione ben differente e incompatibile con un approccio scientifico. La durata, infatti, è per sua natura non ben definibile, sconfina nell’immediato passato (ricordi recenti) e nel futuro prossimo (il progetto comportamentale). La scienza, considerando solo un ordine geometrico e spaziale, composto da momenti distinti ma uguali fra loro, esamina solo l’aspetto quantitativo. L’individuo vive il tempo secondo un criterio qualitativo: certi momenti sono fulminei per l coscienza che li vive; altri eterni.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 14-07-2005
Cod. di rif: 405
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: Trascorriamo il tempo parlando del tempo
Commenti:
Cara amica il limoncello è un'ottima scelta,molto estiva direi.Mi congratulo per la Sua piacevole disamina e proseguo dicendo che,data la soggettività del senso ciclico del tempo e l'oggettività del senso lineare,la circolarità e la linearità del tempo si traducono in oggettività e soggettività.Come Lei dice,Bergson è il filosofo che introduce il concetto del tempo come durata.Si parla,dunque,del tempo vissuto,della sua durata,della percezione cosciente dell'individuo rispetto all'esteriorità del tempo,inteso come mera successione di momenti distinti e divisi secondo quanto sostenuto dal positivismo di Spencer.Lei esalta,dunque,la percezione qualitativa del tempo,ma personalmente Lei come si pone nei confronti del tempo?Il Signor Maresca,ad esempio,si presenta come "circolarista" affermando che nella sua visione del tempo il nuovo ed il vecchio sono pari.Io,invece,interpreto il tempo in senso lineare,come un itinerario lungo il quale si sviluppa la nostra esistenza.Ovviamente,non riduco i momenti della vita a mera somma di punti in successione lineare.Immagino,piuttosto,di percorrere un ponte,che può essere una metafora della vita,essendo sospeso sulla terra come questa rispetto all'Universo.Le assi del ponte sono i giorni,i mesi,gli anni,i periodi della vita insomma.In base all'età,l'individuo si ritrova in punti diversi del ponte,in una dimensione presente posta tra lo spazio percorso(l'esperienza)e quello ancora da percorrere(il futuro).Naturalmente,del ponte si vede solo una delle estremità,mentre l'altra è all'orizzonte,distante,per cui non decifrabile in termini di tempo residuo.Compiuto l'attraversamento,l'uomo,mediante l'elaborazione cosciente,ricompone la frammentarietà delle assi percorse in un unico lungo percorso.Secondo me,infatti,la linearità e la circolarità,come categorie di pensiero ci distinguono,ma come dimensioni temporali non si escludono reciprocamente.Ci accompagnano in fasi diverse della vita e si ricongiungono quando lo spazio percorso ha ormai doppiato o comunque superato quello da percorrere.Allora,nella circolarità del ricordo si completa la linearità dell'esperienza.Ritengo,infatti,che la vita risulti alla fine una stratificazione di esperienze non,dunque,identità di nuovo e vecchio.Sicuramente Lei,Signor Maresca,non condividerà,ma Le ribadisco che la circolarità segue la linearità e questa,finché dura,sacrifica la libertà dell'uomo,incatenandolo al ruolo che riveste e caricandolo del peso che tale ruolo comporta in riferimento ai doveri,gli obblighi,le responsabilità.Continuerei per ore in quanto quello del tempo è un tema che mi affascinava già ai tempi non remoti ma comunque passati del Liceo e sono lieta di poterne discutere con Voi.Signori,proporrei adesso un brindisi al nostro fortunato incontro.Signorina Parisi ha qualche preferenza?o si affida come me al nostro Cavaliere,il Signor Maresca?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 17-07-2005
Cod. di rif: 406
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Arrivederci
Commenti:
Gentili compagne e compagni di tavolo. Mi assento per qualche giorno, ma appena torno mi farò subito vivo qui al Caffè.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Gianna Parisi
Data: 20-07-2005
Cod. di rif: 407
E-mail: gianna1@clarence.com
Oggetto: circolarità
Commenti:
Carissima Amica,
La devo informare che non potrò (ancora!) risponderLe in questi giorni; ma Le rivelo che la mia personale concezione del tempo è più affine a quella proposta dal nostro Giancarlo Maresca. Credo che il nostro tempo fluisca seguendo una traiettoria circolare, ripresentando continuamente le esperienze e i momenti della vita come in "un'eterno ritorno". Purtroppo il tempo a mia disposizione è scaduto e devo, mio malgrado, abbandonare la Sua graditissima compagnia, certa di poterLa rincontrare presto, data la peculiarità circolare del tempo!
Arrivederci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 27-07-2005
Cod. di rif: 408
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: Arrivederci
Commenti:
Gentili amici vi saluto con l'augurio di ritrovarci qui al caffè per nuove interessanti discussioni.A presto

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 08-08-2005
Cod. di rif: 409
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Intervista ad Ignatious Joseph
Commenti:
Avventori del Caffè, amici e nemici,
ricordate l'ineffabile signor Joseph? I frequentatori più antichi o più attenti lo avranno notato negli Appunti nn. 15 e 16 del Brogliaccio di questa sezione. Proprio dopo aver letto queste pagine a lui dedicate, il signor Joseph mi scriveva queste righe, che risalgono al 5 Giugno u.s.:

Dear Mr Maresca,
Thank you very much for your great article about me in your page. I did enjoy it, though I could not understand, but a friend did say what all was about.
It will be a great pleasure to meet you during the “PITTI” this month to have a great chat. I will be happy to tell you my story! Please do contact me to arrange a meeting in Florence.
Thank you once again and for more information please do go to my home page and other international publications on Ignatious joseph www.ign-joseph.com
Best Wishes
Ignatious Joseph

L'incontro al Pitti non si poté celebrare. In genere ci vado, ma proprio in quei giorni ero ad Edimburgo coi Cavalieri per un Laboratorio di Ricerca sulla tradizione tessile scozzese. Ci mantenemmo comunque in contatto, nascendo così, sui presupposti di una fugace conoscenza, una simpatia più profonda. Vedendolo molto competente e attento sul vestire, anche da un punto di vista speculativo, decisi di proporgli un'intervista. La cosa ha preso tempo, in quanto le domande non erano facilmente digeribili ed inoltre andavano tradotte, in quanto il signor Joseph non parla abbastanza bene l'italiano da leggere un testo complesso. Qualche tempo fa mi arrivavano comunque le risposte ed il risultato è di un certo interesse. Potete dargli uno sguardo aprendo la Lavagna della porta dell'Abbigliamento, dove al Gesso n. 2073 sono riportate sia le domande che le risposte, queste ultime in inglese ed in italiano.

L'estate è nel suo pieno splendore ed è tempo di long drink. Cameriere, avete ancora quella yerba buena? Mi ci prepari una brocca di mojito!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 11-08-2005
Cod. di rif: 410
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Intervista sull'eleganza
Commenti:
Gentile Maresca, ricopio in calce l'interessante intervista da Lei pubblicata sulla lavagna dell'Abbigliamento: ho semplificato solo l'ordine domanda-risposta rendendo il tutto più diretto, ma non ho cambiato una virgola dei testi scritti; lascio pure la versione inglese originale considerando che, nonostante il parere di alcuni, molto sono pure i visitatori non italiani:

Egregi Visitatori,
incrollabili appassionati,
impagabili Cavalieri,
allo scopo di moltiplicare le vie della ricerca, ho deciso di partire con una serie di interviste sulle varie attività che sono oggetto delle Nove Porte, consultando persone di acclarata competenza. Mi rivolgerò di preferenza persone di altri paesi, in modo da importare anche sensibilità lontane.- Credo che emergerà che il mondo del gusto è un universo che parla una sola lingua, ma dobbiamo sempre verificare, guardare in tutte le direzioni. Credo che l'Ordine attiverà qui al Castello una sezione apposita, ma in ogni caso le interviste verranno pubblicate anche nelle Lavagne di competenza. Inizio con un'intervista ad un personaggio tedesco nato a Sri Lanka, produttore di camicie a Dusseldorf, uomo dalla vita quanto mai internazionale ed accreditato uomo di gusto che tiene anche conferenze sulla materia dell'abbigliamento maschile. ne avevo parlato qualche tempo fa negli appunti nn. 15 e 16 del brogliaccio del Dandy, dove si trovano anche alcune immagini riprese da me stesso al Pitti uomo di Firenze del gennaio 2004. Avendo letto questi brani (il che ce la dice lunga sulla diffusione del nostro sito), il signor Joseph si complimentava per i testi e per il contesto in cuyi erano inseriti. Io afferravo la palla al balzo e gli proponevo un'intervista. Lui si dichiarava prontissimo, ma io gli proponevo domande di soluzione complessa, che hanno richiesto qualche tempo per le risposte. Sono arrivate in inglese e le ho tradotte io stesso. Non sarà certo una traduzione all'altezza di quelle professionali che in genere usiamo nel sito, ma d'estate ho dovuto arrangiarmi ed inoltre i testi erano brevi ed in materia che, diciamolo, conosco piuttosto bene. Non volevo privarvi di questo piccolo patrimonio, ma tutto sarà reso in maniera migliore quando sarà inaugurata l'area dedicata alle interviste cavalleresche. Quello che leggete subito è il testo con cui scrivevo al signor Joseph e gli proponevo le quattro domande dell'intervista. Di seguito leggerete le risposte, prima in inglese e poi in italiano.
Si parte.
Giancarlo Maresca

Preziosissimo signor Joseph,
il mondo maschile sembra non solo cambiare, ma restringersi. Se una maggiore libertà permette di ampliare il repertorio dei capi in relazione alle occasioni, la quotidiana estinzione di materiali e lavorazioni minaccia il tesoro ereditato dagli antenati. Ad un personaggio che sembra aver trovato un proprio stile, che sa coniugare la tradizione e l'invenzione, che non fa rimpiangere nulla del passato, domando:

1 - L'uomo ha sempre cercato l'eleganza, mentre non si era mai tanto preoccupato di essere giovane e bello. Continuerà ad esistere una cultura maschile dell'abbigliamento, oppure l'esperienza dello stilismo ha innescato un meccanismo di erosione della differenza tra i sessi che porterà inesorabilmente ad una visione unisessuale dell'espressione attraverso il vestire?

As to 1)
In our world today, fashion is really concerned with the roles we learn or choose to play. The idea of "unisex" fashion is that gender roles -- especially since the 60s-- have become ambiguous and therefore clothing has come to express this ambiguity. Then the conservative reaction was that men and women have lost their sense of place in society. This critique is partly justified but for the wrong reasons. Unisex fashion allows people to dress in ways which suggest that their gender is not as important as, let us say, the work or sports or events they are involved in. But that does not mean that the role of the cultivated man has disappeared or that it will disappear. The man of distinction, the elegantly dressed man, the man of mature taste, the men who pursue these roles are no more endangered by unisex fashion than Chateux Margaux is endangered by the demand for wine coolers.

[Risposta alla prima domanda:
Nel mondo d’oggi, la moda è molto legata ai ruoli che noi impariamo o scegliamo di interpretare. L’idea di un fashion “unisex” è nel fatto che i ruoli legati al genere maschile o femminile - specie dopo gli anno sessanta – sono diventati ambigui e quindi l’abbigliamento ha cominciato ad esprimere questa ambiguità. I conservatori reagirono affermando che uomini e donne avevano perso il senso del loro posto nella società. Questa critica è parzialmente giustificata, ma per una diversa ragione. La moda unisex permette alla gente di vestirsi in modo che il sesso non sia così importante come, ad esempio, il lavoro, lo sport e in genere la situazione in cui è calato. Ma ciò non significa che il ruolo dell’uomo raffinato sia andato perduto o possa andar perso. L’uomo distinto, vestito elegantemente, di gusti maturi, gli uomini che scelgono questi ruoli non saranno danneggiati dal fashion unisex più di quanto lo Chateaux Margaux non sia danneggiato dalla domanda di cantine refrigerate.]

2 - La cultura dell'abbigliamento, intesa come sintesi globale di ciò che si può dire, sentire e capire attraverso l'abito, ha oggi lo stesso peso complessivo di quello di cinquanta anni fa, o insieme alla sua forma si è alleggerito anche il contenuto?

As to 2)
Indeed there has been a change in clothing culture as the world has become more instantaneously exposed to trends through television. Today there is almost nothing which is NOT shown on television. That has made clothing even more important as a form of expression than it was 50 years ago. The question is what has it come to express? If we talk about this mass fashion then we have to talk about brands-- not clothes. In the past there were very few ready-made clothing brands, let alone those with global recognition. The high-end brands were still ateliers or workshops. Today many luxury brands are no longer connected to a particular product or craft. They are marketed for their own sake while the product has become secondary. The reasons for this are complex. But it is enough to say that there is a difference between making or selling clothes and clothing people. The relationship between the demanding man of taste and elegance is personal: the cultivated man wants to be clothed not to buy clothing.

[Risposta alla seconda domanda:
In verità un cambiamento nella cultura dell’abbigliamento c’è stato, ma il mondo è molto più esposto a improvvisi cambi di orientamento, indotti dalla televisione. Oggi non c’è quasi nulla che NON sia mostrato in TV. Ciò comporta che l’abbigliamento, come fora di espressione, sia ancora più importante che cinquanta anni fa. Il problema è cosa si vuole esprimere. Se parliamo della moda di massa, dobbiamo parlare di marchi, non di vestiti. In passato c’erano pochissimi marchi di abbigliamento pronto,di cui sono rimasti solo quelli di universale notorietà. I nomi più importanti erano ancora di atelier o laboratori artigiani. Al giorno d’oggi molti marchi del lusso non sono più connessi a specifiche produzioni artigianali. Sono commercializzati per il loro intrinseco significato, mentre il prodotto è diventato secondario. Le ragioni di questo processo sono complesse. Ma è sufficiente dire che c’è differenza tra fare o vendere abiti e vestire la gente. Il rapporto con la domanda dell’uomo di gusto e l’eleganza è personale: l’uomo avvertito non vuole comprare vestiti, ma essere vestito.]


3 - Il ruolo delle icone mediatiche è sempre stato importante, dai tempi di Brummell a quelli del Duca di Windsor, dall'epoca di Hollywood fino ad Agnelli. Improvvisamente la scena estetica sembra essere dominata da modelli molto meno longevi ed esperti di quanto non siano stati aristocratici, attori e politici. Il loro posto è stato preso da calciatori, presentatori, protagonisti di reality show e in genere di figure senza grande personalità, quindi molto deperibili, in grado di resistere poche stagioni. Crede che un Agnelli, tanto per fare un esempio, possa tornare ad esistere? Ritiene che, se esistesse, il mondo lo riconoscerebbe ancora un Maestro, come ha fatto negli ultimi trent'anni della sua vita?

As to 3)
The media has changed, too. We must remember that the Duke and Duchess of Windsor for example belong to the era of radio, newsreels and illustrated papers. The people they met were preselected by the environment in which they moved. Take the most recent fashion icon of the nobility-- the deceased Princess of Wales, Diana-- she was a child of television. The same can be said of the athletes and other public personalities. They are icons of mass fashion made instantaneous by television worldwide.
In contrast, the mass media pays almost no attention to the men of this class. To give you an example, how many men do you think modelled their wedding suit after that of Prince Charles? The clothing for his state wedding and the recent marriage in civilian dress were not television material. In fact, gentlemen's dress has never been a mass media phenomenon and it is not likely to be in the future. You will not find a future Agnelli displayed on television.

[Risposta alla terza domanda:
I media sono cambiati. Dobbiamo ricordare che, ad esempio, il Duca e la Duchessa di Windsor appartenevano all’epoca della radio e dei rotocalchi. Essi incontravano persone selezionate dallo stesso ambiente in cui si muovevano. Prenda la più recente icona della moda – la scomparsa principessa del Galles, Diana – essa era figlia della televisione. Lo stesso può dirsi degli atleti e delle altre personalità pubbliche. Sono icone della moda di massa, create istantaneamente dalla diffusione universale della televisione. Al contrario, gli stessi mass media non prestano alcuna attenzione agli uomini di quella classe. Per fare un esempio, quante persone pensa che ispireranno le proprie nozze a quelle del Principe Carlo? L’abbigliamento per il suo matrimonio di stato e per quello civile non era materiale televisivo. In realtà, l’abbigliamento da gentiluomo non è stato mai un fenomeno da mass media e non lo sarà in futuro. Non sarà certo la televisione a mostrare un futuro Agnelli.]

4 - Si considera un dandy, un uomo elegante, un eccentrico, un uomo di gusto? Se non fosse nulla di tutto ciò, vorrebbe rientrare in una di queste categorie?

As to 4)
The term "dandy" implies that the attention to detail, the cultivation of taste and pursuit of mature elegance is something superfluous. To call this eccentric would be more accurate-- if you take eccentric in its literal sense of being outside the orbit, the gravitational control of the planet. Both of these terms are often used to criticise anything unconventional or differing from the mass. But let's be honest, if you really believe in individuality or the integrity of each individual person in his or her uniqueness, then it is only logical to seek quality, style, taste and ultimately elegance in life in a personal way. It is the most reasonable thing in the world for someone who believes in himself to express this conviction in clothing, too. I am passionate about my belief in this kind of individuality and my clothing is the necessary expression of this passion."

[Risposta alla quarta domanda:
Il termine “dandy” implica che l’attenzione al dettaglio, la coltivazione del gusto e la ricerca di un’eleganza matura siano qualcosa di superfluo. Chi è chiamato eccentrico sarà più accurato, sempre che parli di eccentricità in senso letterale, cioè di essere fuori dall’orbita, dall’influenza gravitazionale di un pianeta. Entrambe questi termini sono usati spesso per criticare qualcuno che sia anticonvenzionale o differisca dalla massa. Ma siamo onesti, se Lei crede veramente nell’individualità, ovvero nell’integrità di ciascuna persona nella sua unicità, allora l’unica logica conseguenza non può che essere che la ricerca della qualità, dello stile e infine della vita elegante, vada condotta da ciascuno a modo proprio. Questa è la cosa più ragionevole del mondo per chiunque creda di poter esprimere se stesso e di poterlo fare anche con il vestire. Io sono appassionato della mia fede in questo tipo di individualità ed il mio abbigliamento è la necessaria espressione di questa passione.]




-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 23-08-2005
Cod. di rif: 411
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Intervista a Ivano Comi
Commenti:
Una seconda intervista è stata fatta, poco tempo fa, ad Ivano Comi (per la presentazione del personaggio, si veda sotto). Come quella che fece il Gran Maestro al signor Joseph, anche questa parla di eleganza maschile, ma da un punto di vista ovviamente diverso. Ripropongo in calce il testo dell'intervista con anche l'introduzione:
--------------------------------------------------------
Ivano Comi si definisce un “dilettante” della scrittura con la stesso significato che Van Gogh dava al termine quando si riferiva a sé stesso come pittore: v’è implicita una costante ricerca di una perfezione inafferrabile. Colto bibliofilo e gran collezionista di libri antichi, Ivano Comi possiede altresì una vasta e probabilmente unica (a causa dell’argomento che la caratterizza) biblioteca, composta da decine di esemplari originali di rari volumi su Brummell, d’Orsay ed il dandismo in generale. Cultore del bello per passione e con competenza, Ivano Comi raccoglie con invidiabile classe oggetti di lusso, naturalia, artificialia e mirabilia, che vanno ad arricchire la sua Wunderkammer personale – un eremo nel quale si ritira a scrivere, sulle rive del lago di Como. E’ qui che custodisce pure la sua preziosa collezione di Patek Philippe. Dopo aver pubblicato diversi libri sulle armi bianche e l’acciaio damasco, Comi ha abbracciato quel mondo che è suo di diritto: l’abbigliamento maschile. Ha riversato questa sua passione in un vademecum per l’uomo elegante moderno (“Conversevole week-end sull’eleganza maschile”), poi in un saggio sul dandismo che si avvale di splendide fotografie (“Universo figurato di un dandy”), e in un secondo trattato ancora in preparazione, il cui perno centrale è il fazzoletto da taschino. La sobria eleganza dei suoi abiti deve molto alla pulizia estetica di natura militare, caratteristica che si riscontra pure nelle profonde ricerche in cui s’addentra – ricerche ch’egli conduce con instancabile zelo e autentica passione per il dettaglio – per poter documentare fino in fondo ciò che metterà nei suoi scritti. Sebbene abbia le carte giuste per poter calcare le scene della mondanità internazionale (ottimo conversatore, si serve abitualmente da Caraceni in via Fatebenefratelli a Milano, ha un’Aston Martin Vanquish in garage), egli preferisce ambienti più riservati e discreti, così da poter coltivare indisturbato i suoi raffinati interessi.
(Intervista a cura di Massimiliano Mocchia di Coggiola).

Egregio Signor Comi,
nonostante la Sua particolare erudizione incentrata sul mondo del dandismo, Le porrò domande generali sul mondo dell’eleganza contemporaneo che sta cambiando, che esclude particolari e centenari valori ammettendone altri, certamente diversi per tradizione e profondità. A Lei che ha impiegato buona parte della Sua vita nell’esercizio dell’espressione estetica e della cura per il dettaglio applicato in ogni contesto a Lei caro, domando:

M.M.C.: Qualcuno disse che l’abbigliamento è il biglietto da visita per la nostra personalità. Appurando il fatto che è nello stile che un individuo distilla per sé stesso che si riconosce attuata tale massima, ci poniamo qualche domanda su quello stile che al contrario ci viene proposto da qualcun’altro: la moda. Seguendo il filo di un intuibile (e forse errato) sillogismo, è lecito pensare che esista una sorta di spersonalizzazione delle masse?

I.C.: Spettabile Signor Mocchia di Coggiola, l’eleganza maschile mi ha sempre appassionato, fin da ragazzo. Con il tempo, e maggiori possibilità economiche, ho potuto anche concedermi questa passione. Ciò che mi ha sempre spinto ad interessarmene è stata la curiosità: ovviamente di natura intellettuale. In questa Sua prima domanda mi si chiede il rapporto fra il singolo e la massa nei confronti del bel vestire. Ebbene, penso che la massa non abbia, e non provi, questo interesse e questa passione, e la curiosità che nutre è di natura totalmente differente: ad interessarla è la novità. Ad un abito sartoriale si possono dedicare molte ore del proprio tempo, se mossi da sincera passione e gusto del perfezionismo, a partire dalla scelta del tessuto sino alla fine del lavoro sartoriale. Di una parola, blazer, o brogue, mi possono affascinare l’etimologia, lo sviluppo storico del capo nella storia del costume, chi ha avuto una predilezione per indossarlo, l’etichetta galante che ha generato; questo mondo fatto di fantasmi del passato, e di persone reali, genera in me un senso di continuità, meglio, di appartenenza. L’abito ha grandi virtù, persino morali, e non è un caso che la sensazione immediata che suscita una persona elegante è quella di profondo rispetto e proprietà nei confronti di sé stesso e degli altri. Di tutti il libri che ho letto sull’eleganza maschile e il dandismo mi ha particolarmente colpito una storia particolarissima narrata da Jean Ziegler nel suo libro: La felicità di essere svizzeri, libro che con l’eleganza maschile proprio nulla ha a che fare. Però, Ziegler ci parla di un suo amico elegantissimo, di una discrezione rarefatta e potenzialmente fatale. Uso questo termine e poi si capirà perché. L’amico, Roger Bastide, insegnò filosofia e sociologia alla Sorbona di Parigi, poi sostituì Claude Lévi-Strauss all’università statale di San Paolo. Celebre studioso e saggista Bastide aiutò Ziegler, quando in difficoltà, in sudamerica. Ma lo straordinario di quest’uomo dotto ed elegantissimo, che mai fu visto slacciarsi giacca, cravatta o polsini, nei posti più remoti, inospitali e torridi della Terra, era che lui, bianco e sconosciuto, attraversava di notte le favelas più pericolose di Rio, o gli alagados più terrifici di Bahia, cenava nelle bettole più sordide delle città più pericolose protetto ‘solo’ dall’impeccabilità di un’eleganza che nessun delinquente avrebbe osato infrangere, attraversava le notti perigliose passeggiando a piedi e avviluppato da un evanescente carapace che, unito ad uno stile impeccabile, lo rendeva invulnerabile. Nessuna metafora, da quelle di Emilien Carassus ai raffinati finali sentimentali di Beerbohm (mi riferisco alla lezione morale alla fine di Dandies e dandies), da quelle di Roger Kempf sul dandismo francese agli psicologismi della Delbourg-Delphis, dai saggi della Natta alle artificiosità della Franci (non a caso il sottoitolo del suo libro è Arte e Artificio nell’Inghilterra fin-de siècle), dalle ricostruzioni d’ambiente di Ellen Moers alla lucidità indagatrice tutta americana di Jessica Feldman, ha mai espresso la realtà tangibile-e in questo caso lo possiamo affermare senza l’aiuto dei simbolismi- del potere apotropaico dell’eleganza maschile in termini così convincenti; poche righe che hanno confermato la convinzione del mio credo. È facile intuire quanta suggestione questa divisa estetica abbia potuto esercitare in un contesto così anomalo per essa, più difficile è immaginarla in azione in una situazione reale e quanto deve essere stato appassionante per Roger Bastide sentirla agire. Il mondo della moda non ha nulla da spartire con quello dell’eleganza maschile su misura, soprattutto se praticata ai vertici della bravura e della dedizione artigianali. Mi disturba poi la mancanza di ogni principio pedagogico-mi si passi la retorica scolastica-che invita a consumare e distruggere, ogni fall-winter, spring-summer collection, i capi acquistati. Potremmo da qui partire e cominciare a riflettere sulla mostruosa manipolazione delle masse da parte delle multinazionali del lusso, ma limitiamoci a questa laconica esposizione.

M.M.C.:. Brummell fu il primo ad affermare che un uomo autenticamente ben vestito dovrebbe passare inosservato tra la folla. Ma è evidente che in qualche modo, oggi, applicare questo dogma diviene sempre più difficile: la dicotomia che esiste tra il mondo dell’eleganza e quello del casual è forte, e la gente comune non è più abituata ai contatti con “l’altro mondo” senza stupirsi. A parer Suo la silenziosa battaglia del gentleman contemporaneo è davvero poi così silenziosa?

I.C.: In Vicenza, nell’anno1616, apparve un libretto, scritto da Giovanni Bonifacio, il cui titolo era: “L’arte de’ cenni con la quale formandosi favella visibile, si tratta della muta eloquenza, che non è altro che un facondo silenzio.” Probabilmente l’espressione - muta eloquenza - fu ispirata da un verso della “Gerusalemme liberata” (canto IV,ott.85) che recita: E ciò che lingua esprimer ben non puote, Muta eloquenza ne’ suoi gesti espresse. Si era già capito che il silenzio è un linguaggio, tanto più eloquente quanto più silenzioso. L’uomo elegante non ha oggi altra alternativa se non quella di tacere e agire attraverso il silenzio che nel caso dell’abito può diventare, secondo i casi, condivisione o protesta. È chiaramente un linguaggio che la maggior parte delle volte è riservato a degli iniziati. Cogliere le sfumature di un dettaglio, l’esatto accostamento di un colore, il perfetto abbinamento di un accessorio, la qualità degli oggetti indossati, la pertinenza con l’occasione e la situazione, non è cosa facile; pressuppone che si sia frequentata la stessa scuola con passione e costanza, e che gli allievi abbiano studiato sugli stessi testi. È un mondo ristretto ed elitario, inutile nasconderlo, non tanto per le possibilità economiche che presuppone quanto per la visione immaginifica ed educata che dagli allievi e maestri esige. Di qui il passo allo stoicismo, parola magica e argomento tanto presente e diffuso in tutti saggi sul dandismo, è breve e anche facile da farsi, ma meglio non tirare in ballo la figura del dandy in questo caso, meglio stare sulle generali e scivolare silenziosi nel rarefatto mondo dell’eleganza su misura. L’eleganza è come un’attrice di teatro: più la parte da recitare è complessa più ha bisogno di un pubblico preparato che la comprenda.

M.M.C.: L’evoluzione della moda maschile si è costruita con continue citazioni tratte dall’ambiente sportivo-popolare: un capo di abbigliamento e un accessorio varia nel tempo e di fatto diviene sempre più pratico adattandosi alle esigenze del momento. Al frac abbiamo tagliato le code, alla camicia abbiamo levato i pizzi, e ne abbiamo infine rovesciato il colletto. Un processo darwiniano che oggi si è rivelato deleterio, giacché con certi fronzoli sono scomparse anche molte regole comportamentali; abbiamo uomini politici in bandana, e capitani d’industria in scarpe da ginnastica pure in ufficio…

I.C.: Distruggere certi canoni stilistici fa ormai parte di un sistema di imposizione dell’immagine che certi dirigenti (abbiamo l’esempio di un noto rappresentante di una famosa Casa automobilistica nostrana) adottano per condizionare le masse. Calzare scarpe da ginnastica su un doppio petto blu formale, sostenuto da bretelle con mollette, è un espediente assai valido ma di estremo cattivo gusto. È chiaro che l’uomo elegante sa interpretare saggiamente questa malafede della semantica di comunicazione di massa e l’occhio critico è un suo fedele alleato. Ci sono equilibri che in abbigliamento è bene non far vacillare. La semplicità è un’arte difficile perché tende a mettere da parte il soggetto che la coltiva ma, nello stesso tempo è un’ombra che si muove nella verità. Il buon gusto la segue molto da vicino. Coprirsi il capo con una bandana (soprattutto se ad indossarla è un uomo politico e non un cantante rock) è un atto di disponibilità alla popolarità, non all’eleganza. In quell’esemplare lezione di stile dello scrivere che Cocteau ci dà nel breve saggio: Delle parole, contenuto nel testo: La difficoltà di essere, dice: «Le parole ricche di colore e di sonorità sono difficili da usare tanto quanto i gioellli vistosi e le tinte squillanti nel vestire. Mai una persona elegante se ne addobba». Le faccio notare poi, che, a parte la scena sociale, l’area geografica entro cui un tempo si esercitava un certo tipo di eleganza era assai ristretta. Baudelaire non si allontanò mai da Parigi, Brummell, addirittura, si mosse solo fra la residenza reale, i circoli esclusivi della Reggenza e, al massimo, durante le “migrazioni” estive, nelle residenza nobiliari di campagna. Riferimenti bibliografici al riguardo abbondano.

M.M.C.: Il denaro è la base fondamentale per costruirsi senza impedimenti una propria personalità estetica. Tuttavia Lei nei Suoi libri afferma sovente che conta molto la propria cultura. Dacché so di rivolgermi ad un gran divoratore di libri, domando: come vede Lei il contributo che i manuali sull’eleganza danno ad un aspirante uomo di gusto? Essi possono servire da soli a formare le necessarie basi?

I.C.: Mi scusi se Le cito ancora Cocteau (so che a Lei è caro) che dice: Ciò che vuole il lettore è leggersi. Dioguardi - Del furore di essere libro - e Manguel - Per una storia della lettura - ameranno sicuramente questa frase. Da ogni testo ci aspettiamo certi contenuti che quasi sempre troviamo in esso. Alcune volte il libro è una rivelazione: ci mostra quello che non ci aspettavamo, in positivo, di trovare. È quello che è successo a me leggendo, parecchi anni or sono, il Manuale di eleganza maschile di Tatiana Tolstoi(sic!). La lettura di questo Manuale mi svelò un mondo che non sospettavo esistere: la mistica del vestirsi. Scoprii che vestire poteva significare andare oltre il gesto. Il consiglio che posso dare è di leggere, come faceva Radiguet, anche le opere minori perché in esse cercava le tracce invisibili e mancanti che trovava invece nei capolavori. Certo, a distanza di anni il lavoro della Tolstoi mostra un po’ la corda e anche la scrittrice si avvicinò a quel mondo particolare completamente digiuna di informazioni circostanziate, ma consiglio comunque la lettura di questo libro unitamente ad altri-il libro di Mendicini, L’eleganza maschile. Guida pratica al guardaroba perfetto può essere una buona guida, un ABC che con la sua algebra noiosa almeno insegna a non indossare calze bianche con lo smoking-. Alcuni testi, ormai perduti, come, ad esempio, Il Petronio di Lucio Ridenti, ci raccontano di un mondo scomparso ma le regole in essi contenute, rilette in una dinamica contemporanea, sono valide ancora oggi. Rispondendo alla Sua ulteriore domanda, le possibilità economiche sono la chiave che ci introduce in questa stanza rara che è il mondo dell’eleganza maschile ‘su misura’. Guadagnarne l’uscita è tutta un’altra storia.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 26-08-2005
Cod. di rif: 412
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Paralipomeni dell'intervista a Comi
Commenti:
Amabili avventori del Caffè
qui sotto è stata inserita un intervista a Ivano Comi proposta e curata dal Maestro Massimiliano Mocchia di Coggiola, autore tra l’altro della figura di Pierre, il maggiordomo che serve il vino e rappresenta la “mascotte” della cavalleresca Wine Academy in corso. Innanzitutto ringrazio pubblicamente Comi per la disponibilità, trattandosi di un personaggio non da poco e peraltro estremamente schivo. Le domande poste da Mocchia di Coggiola mi estorcono anch'esse una dose massiccia di complimenti. Lo stile di Comi è erudito e questo stimola nel lettore un’impressione di distanza, ma la lettura delle sue risposte lascia anche una dose di stimoli alla riflessione in una quantità e profondità sorprendenti. Ne azzardo un'analisi che non è copmpleta, ma estrae aluni punti da sviluppare ciascuno a proprio modo.

La prima domanda contiene un aneddoto di impeccabile levità e profondo significato. Un uomo che ha mille perle e sa scegliere ed esibire proprio la più bella, è un uomo di gusto, non un rajah da operetta. La chiusura sulla mancanza di un principio pedagogico nella civiltà dell’usa-e-getta, riapre una discussione che al castello non è nuova e porta nuove braccia dal nostro lato della fune.

Nella seconda risposta si offre una compiuta spiegazione della natura iniziatica del mondo elegante, non prima di averne coraggiosamente chiuso la porta denunciando che si tratta di un percorso selettivo, che conduce inevitabilmente ad una concezione elitaria. Qui ci sarebbe da riflettere, alla luce delle aperture formatesi con le picconate date dalla ricerca sul “Vestito Buono” e cioè sull’eleganza popolare (si veda nel Taccuino e nella Lavagna dell'Abbigliamento). In ogni caso, la visione comiana è corretta, perché un certo stile richiede i mezzi per la sua comprensione e per la sua pratica.

Dalla terza traggo una citazione: “La semplicità è un’arte difficile perché tende a mettere da parte il soggetto che la coltiva ma, nello stesso tempo è un’ombra che si muove nella verità”. Ce n’è per qualche giorno di riflessione. E ancora: “Coprirsi il capo con una bandana (soprattutto se ad indossarla è un uomo politico e non un cantante rock) è un atto di disponibilità alla popolarità, non all’eleganza”. L’orecchio per la stonatura di un oggetto con riferimento ai differenti spartiti o codici espressivi (un cantante mette qualcosa che un politico potrebbe evitare e viceversa) porta il Nostro ad un’illuminante conclusione.

La quarta risposta, sul rapporto tra censo ed eleganza, si conclude così: “… le possibilità economiche sono la chiave che ci introduce in questa stanza rara che è il mondo dell’eleganza maschile ‘su misura’. Guadagnarne l’uscita è tutta un’altra storia".

Come direbbe il nostro Rettore della Porta dell'Abbigliamento,
Buone riflessioni a tutti.
Giancarlo Maresca


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 28-08-2005
Cod. di rif: 413
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Si torna in città
Commenti:
Avventori del Caffé,
alcuni di Voi saranno in questi giorni di ritorno in città e, dopo le nuove amicizie fatte in vacanza, cercherete i luoghi consueti. I tavolini sono sempre qua. Visto che in Agosto c'erano pochi clienti, io e il Curatore ci siamo sbizzarriti in esposizione di testi piuttosto ponderosi, ma ora l'atmosfera è pronta a tornare quella un po' più conversevole di sempre.
Fa ancora un po' caldo, anche se il mese non è stato particolarmente afoso. Una birra ci sta benissimo. Oste, per me un posacenere pulito e una pinta alla spina. Quale? Diciamo che fa lo stesso, purché sia chiara e dissetante. Di birre non capisco un acca e a quest'ora non ho voglia di annoiarmi con degustazioni e abbinamenti. A proposito, in questo locale, unico nel suo genere, i non fumatori che vogliano annoiare i fumatori con discorsi sulla salute non sono ammessi. Quindi chi sia infastidito dal sigaro è avvertito. Cough, cogh (colpo di tosse). Io voglio morire malato.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 28-08-2005
Cod. di rif: 414
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Sigarette qui al caffè
Commenti:
Carissimo Gran Maestro,
lieto di rivederla. Dopo le sue fatiche dedicate al Palio, posso sperare di poterla rivedere qui o altrove nell'area più soventemente. So che forse troverà l'informazione noiosa, ma del resto qui si fa anche letteratura e, in un certo senso, forse, chissà, cultura. Quindi a Lei che è un fumatore, che ama il fumo e non tenta di smettere, un fumatore non comune ed anzi oserei dire IL fumatore (date le sue numerose cariche e onoreficenze anche in tal settore), ed il qualità del prezioso Parlamento Internazionale dei Fumatori - insomma credo che le farebbe comodo sapere che esiste, e che le farebbe molto piacere leggere, il libro "Seduzione della sigaretta" di Richard Klein (ed. Archinto) che io sto leggendo in questi giorni e che mi sta appassionando. So che lei è un incallito fumatore di sigari, ma credo che in virtù della sua presidenza e per mantener fede ai numerosi discorsi sovversivi (sfioranti l'anarchia) fatti ai cavalieri fumanti in più occasioni, dovrebbe leggere questo trattato che dice né più né meno quel che afferma lei stesso, con un occhio particolare all'America, dacché è da là che il tabacco è venuto ed è da là che ora vengono le frange più fondamentaliste dell'anti-tabagismo.
Il libro è incentrato sulle sigarette e solo su di esse; in copertina campeggia l'immagine ingrandita della gitana blu danzante sul pacchetto delle mie sigarette preferite, le mortifere e pestilenziali Gitanes Caporal.
Ora però debbo scappare, egregio avvocato.
A presto
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Luke Dionisi
Data: 31-08-2005
Cod. di rif: 415
E-mail: gianlucadionigi@yahoo.it
Oggetto: è vergognoso quello che avete fatto!!!
Commenti:
Trovo sia vergognoso ciò che avete fatto, le analisi antroposofiche del dandysmo, l'eviscerazione accademica della sua anima, la storicizzazione delle figure dandystiche eterne!
E' un lavoro vergoignoso realizzato in modo deplorevole!!!
Irata invidia!
Se lo avessi realizzato io lo avrei fatto in modo esattamente identico.
Luke

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giacomo Buonaiuto
Data: 31-08-2005
Cod. di rif: 416
E-mail: imperator89@hotmail.com
Oggetto: Grammatica
Commenti:
La Grammatica è una banale costrizione.. i poeti hanno sconfitto la gramatica.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 01-09-2005
Cod. di rif: 417
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Povera Grammatica
Commenti:
Egregio signor Buonaiuto,
quanta animosità nei confronti della grammatica! Certo, in poesia si sono trovate vie che la scavalcano, ma ci beva qualcosa su e magari troverà modo di far la pace con questa signora. Resta per il lettore un riposo di cui va tenuto conto.
Prosit
G.M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 02-09-2005
Cod. di rif: 418
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: ritornando in città
Commenti:
"Fatti non foste a viver come bruti..."
Ispirandomi a questi versi porgo i miei saluti ai frequentatori del caffè.Dopo un lungo periodo di vacanze in cui il corpo ha goduto di un primato incontrastato,lo spirito finalmente respira accomodandosi qui al caffè,vero ristoro dopo una sì lunga pausa.Volendo,dunque,riprendere il cammino di"virtute e canoscenza"prendo posto e mi congratulo vivamente per la felice idea di inserire le interviste.Comunque,non per tediare il Signor Maresca sull'argomento fumo,ma ho il dovere di dire in maniera estremamente clinica che l'epitelio respiratorio è fatto per godere dell'aria e non per patire il fumo.Quest'ultimo,infatti,induce una trasformazione progressivamente irreversibile nota come"metaplasia squamosa".Egregio Avvocato voglia riconsiderare la sua posizione sul fumo.Effettivamente può essere piacevole ma ritengo ci siano altre piacevoli abitudini sicuramente meno dannose come,ad esempio,un buon bicchiere di passito che a tarda ora chiude in dolcezza la giornata e prepara al sonno.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 03-09-2005
Cod. di rif: 419
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Anti-tabagismo nel Castello?
Commenti:
Gentile Signorina Polito,
Lei non ha idea di ciò che ha provocato...

A.S.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 03-09-2005
Cod. di rif: 420
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Niente collaborazionismo
Commenti:
Gentile, o potenzialmente tale, signorina Polito,
quella di voler dare lezioni è la condanna degli antitabagisti, il veleno che li consuma, la droga che li ottunde. I vermi che banchetteranno prima o poi con la ciccia del Gran Maestro, lo troveranno saporito con o senza l'apoplessia schifosa o cos'altro stava diagnosticando a me ed alla sua viziosa nazione. Lei mi crede così ingenuo e malleabile da dover essere istruito, ovvero così minato nella psiche e nel corpo da poter subire, attraverso la Sua citazione, l'epiteto di "bruto". Misuri la Sua alterigia col metro della Sua età. Le mie idee sono ben ferme, nate e nutrite lì dove nacquero. Da dove vengono le Sue e dove andranno? Oggettini d'importazione, luccicanti imitazioni di una concezione del mondo, dogmi che simulano un ideale o una fede.
"Or tu chi se' che vuo' sedere a scranna,
per giudicar di lungi mille miglia
con la veduta corta d'una spanna?
Se Le da fastidio il fumo, si allontani pure a tempo e modo che riterrà opportuno. In tempi di pace si discuterebbe, ma in piena guerra lasciar spazio al nemico non è gentilezza, è collaborazionismo.



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 04-09-2005
Cod. di rif: 421
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: puntualizzando
Commenti:
Egregio Signor Maresca non mi infastidisce il fumo quanto il tono e il modo con cui Lei,che ho sempre stimato come persona di grande equilibrio e compostezza,si rivolge a me,che,per motivi di studio,non posso esimermi dall'esprimere un parere negativo sul fumo.Intenda bene il termine"parere"in quanto qui siamo in un caffè dove ci confrontiamo su molteplici questioni la cui natura spazia su differenti fronti.Si discute nei limiti di un corretto scambio di opinioni.Rispetto la sua scelta di fumare e Le spiego con un po' di imbarazzo che non ha inteso il senso della prima parte del mio discorso.Citavo dei versi e non mi riferivo a Lei ma alla condizione dei vacanzieri al mare,sulle spiagge,dove corpi non sempre piacevoli da vedere vengono brutalmente imposti alla vista.Sono profondamente dispiaciuta per quanto è accaduto e volendo essere sincera anche delusa.Si parlava di eleganza nel vestire?Complimenti per l'eleganza che mi ha dimostrato alterandosi in tal modo!e mi scusi se mi sono pemessa di informarLa sulle dannose conseguenze del fumo.Quanto a Lei Signor Sperelli mi congratulo per l'impegno che dimostra come curatore del sito e Le confesso che non era mia intenzione dare lezioni di patologia clinica ad alcuno.Spero che almeno Lei abbia compreso il senso del mio intervento.Adesso scusatemi ma preferisco allontanarmi dato che non voglio imporre la mia presenza né subire quella altrui.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 04-09-2005
Cod. di rif: 422
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Qualità e quantità
Commenti:
Gentile signorina Polito,
poiché alcuni toni e passaggi erano stati generati da un equivoco, è doveroso ritenerli cancellati. Converrà che il malinteso non era difficile, atteso che il verso di esordio poteva ben essere riferito a quanto detto nel Suo testo a pèroprosito del fumo. Per evitare altra incertezza, mi spiego meglio sulla natura del luogo dove ci troviamo. Il castello è proprietà dell'Ordine ed è aperto a tutti coloro che vengano a prendere o dare secondo le loro inclinazioni, nel rispetto di poche fondamentali regole. Il Fumo è una delle Nove Porte, sicché in questa e nelle altre materie oggetto della nostra ricerca il contraddittorio che accettiamo sul "come" non lo ammettiamo sul "se". Qui non interessa la polemica, ma l'indagine che parta da un punto di partenza già condiviso. Per maggiore chiarezza, con la conversazione n. 413 dichiaravo il caffè, dove vigono le leggi cavalleresche, zona proibita ai consiglieri salutisti. Lei ha voluto ignorare questa prescrizione, cone anche la palese situazione di guerra tra due mondi. Il nostro difende la propria indipendenza pur trovandosi in netta minoranza e quindi non può permettersi gesti di magnanimità nei campi in cui il fronte è così avanzato. Quanto all'eleganza ed alle sue implicazioni sui comportamenti bellici, in aperto conflitto uomini migliori e più importanti di me si sarebbero comportati allo stesso modo. Se Churchill avesse dovuto rispondere in pubblico ad un tedesco che gli dava consigli sull'aviazione inglese, crede che lo avrebbe incoraggiato? Ribadisco che, soprattutto in pubblico, gli atteggiamenti di gentilezza con un nemico dichiarato non sono da considerarsi un espressione di gusto, ma una debolezza. La nostra è un'associazione si interessa solo degli aspetti qualitativi dell'Universo, lasciando ad altri quelli quantitativi. Se quindi avesse avuto qualcosa da dire su come vivere una vita migliore, avrebbe trovato il posto coi migliori ascoltatori. Poiché invece quello di cui si interessa e su cui studia èuna vita più lunga, ne parli altrove. Dappertutto le stenderanno tappeti rossi, non qui.
Cavallerescamente
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Franco Forni
Data: 04-09-2005
Cod. di rif: 423
E-mail: gonfal@tin.it
Oggetto: Stravizi
Commenti:
Egregio Avvocato,
spigolando qua e là nel Vostro sito mi è parso di intuire che Lei, oltre che fumare, a volte beva un cicchetto ed in passato abbia giocato anche a canasta.
Male, molto male. Per Lei e per il cattivo esempio che da ai Suoi bambini.
Dia retta a me che ho un fratello dottore in medicina: un bel bicchiere di latte caldo prima di andare a letto la rimetterà in sesto in un battibaleno.
Con osservanza

Franco Forni

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 05-09-2005
Cod. di rif: 424
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Amicizie
Commenti:
Franco,
ti voglio bene e penso alle cose che ci hanno unito e portato lontano, anche singolarmente. Fossero stati cappuccini, allora sarebbe stata una vittoria per esso e l'avrei riconosciuta con fervore. Ma poiché erano sigari e alcool, allora è la loro gloria che la nostra e tante altre amicizie devono celebrare. Qualcuno racconta ai bambini le storie dei sette nani e noi non ci troviamo nulla di male. Perché tanti si adontano quando noi si narra della vanità di Achille, o della vendetta di Odisseo che stermina i Proci? Oste, portaci la più forte e molesta grappa. Ciò che i palati disprezzano, le nostre gole capiranno.

Honny soit qui mal y pense

Il tuo fedele
Giancarlo

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 05-09-2005
Cod. di rif: 425
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Il sublime e il terribile
Commenti:
Gentile signorina Polito,
la Sua grazia nel conversare è riconosciuta all'unanimità, ma in quanto a certi bacchettamenti - ebbene, dovrebbe riservarli per quei fumatori che intendono smettere. Anche se, forse, tornerebbero a fumare con più vigore: l'attrazione per il fumo viene da un sublime istinto kantiano per il terribile, il mistero sacro, il romantico Infinito, inconcepibile ma evocabile. Del fumo piace (anche) il veleno: e non si va a parlar di corda a casa dell'impiccato. Pertanto vorrei aprirLe la porta del Castello dedicata proprio al Fumo: scoprirà nuovi modi di guardare alla vita, che non mettono in primo piano il deperibilissimo dono della salute.

Chiudendo con una massima di Woody Allen: "Se smettessi di fumare adesso, vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà."

Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Zampol Simone
Data: 05-09-2005
Cod. di rif: 426
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: anche fumare rende nervosi
Commenti:
gentile sig.ra Polito, il mio istinto cavalleresco mi sprona a tentare di difenderla da questo attacco incrociato, devo ammettere però che la sua posizione è pressoché indifendibile! A parte il malinteso sui "bruti", ammetterà che la sua osservazione sulle conseguenze del fumo sia perlomeno fuori luogo, se non di cattivo gusto. Conosco una persona che ha avuto tanti problemi a causa del fumo, quando però li ha risolti, poco per volta, ha ricominciato. Immaginerà lo sdegno delle persone che lo conoscono, io invece mi sono sempre ben guardato dal criticarlo perché ciò avrebbe annoiato me, infastidito lui e non avrebbe dato risultati. La invito a considerare il fumo sotto un altro aspetto, dopotutto un tempo il fumo era considerato un mezzo per ricongiungersi con altri mondo superiori al nostro, solo ai giorni nostri, dove il corpo è l'unica cosa che sembra valere qualcosa, il fumo è diventato solo un veleno mortale. Consiglio sia a lei che al signor Maresca di bere qualcosa, magari un poco di assenzio, ciò permetterà di stordire la mente e calmare lo spirito surriscaldato.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: roberto prete
Data: 08-09-2005
Cod. di rif: 430
E-mail: robertopretesancatal@libero.it
Oggetto: Ulisse ed altre fiammeggianti e fumose amenità infernali
Commenti:
Gentilissima Signorina Ilaria
Ho letto con interesse la chiacchierata che si è svolta tra Lei, il Magnifico Gran Maestro ed il Conte Sperelli d’Ugenta e della quale è stata l’ispiratrice con il suo gesso numero 418.
Non entro nel merito poiché persone ben più degne di me lo hanno fatto.
Mi limito solo ad una riflessione.
Lei inizia la conversazione “ispirandosi” (per come mi par di leggere nella sua) ad una citazione dantesca e più precisamente richiama quel che Ulisse disse nel canto XXVI dell’Inferno “Considerate la Vostra semenza; /fatti non foste per viver come bruti, / ma per seguir virtude e conoscenza.”.
Or dunque in questo canto siamo nell’ottava bolgia, infinite fiamme ardono ed in ogni fiamma v’è un anima, eccezion fatta per quella in cui v’è Ulisse il quale, poverino, è in condominio con Diomede (praticamente un’abitazione bifamiliare. Non sempre ci si può permettere una fiamma tutta per sé, evidentemente Ulisse era in ristrettezze, non dico come il sottoscritto; ma neanche lui se la doveva passar bene se non aveva una fiamma tutta per se come gli altri).
Lei trae ispirazione da questa fiamma per dissuadere gli uomini dal fumare.

Ma … dove c’è una fiamma almeno … un pochino di fumo c’è sempre !!!

Non mi permetto di scomodare il signor Sigismondo Freud, (non sono un suo seguace; ma ne ammiro la statura del pensiero) ché non sarei all’altezza di portarne le argomentazioni con la dovuta competenza.
Mi permetto di far mia solo una sua elaborazione per così com’è entrata nella comune accezione popolare e cioè il “lapsus”. Credo che, con tale termine, s’intenda un impulso in contrasto con ciò che si sarebbe voluto dire o scrivere.
Per venire al suo discorso le chiederò se, per caso, per quanto detto prima, il suo ispirarsi, nelle sue parole, alla fiamma d’Odisseo (nella sua crociata contro il fumo) non celi un suo inconscio desiderio di fumare.
Ché, se così fosse, mi permetterei di chiederle d’accettare un Toscano; non posso offrirle di più; dal che questo è ciò che io fumo; se, viceversa, lei preferisse un cubano … beh, allora, le consiglierei di rivolgersi al Magnifico Gran Maestro ch’è la massima autorità in materia.
Signorina Ilaria non me ne voglia per questo mio discorrere ch’è al limite, mi rendo conto, di qualsivoglia logica. Mi son permesso di farlo solo per scherzare un pochino e per buttare un po’ d’acqua sul fuoco … non quello dei sigari … su quello d’Odisseo ... solo per rinfrescarlo un po’ .
Mi compatisca e mi abbia qual suo amico di penna; mi voglia perdonare, inoltre, anche chi avesse avuto la pazienza di leggere queste mie banalità, ed il Conte Sperelli per l’essermi seduto al suo caffè dicendo sciocchezze.
In Lecce e dalla Ferrantina l’8 d’un settembre che inizia a rinfrescare l’aria calda dell’estate del 2005.
Cavallereschi saluti
roberto prete




-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 08-09-2005
Cod. di rif: 431
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Coffee and cigarettes
Commenti:
Carissimo Signor Prete,
ben ritrovato, finalmente; Lei non viene a dir sciocchezze, ma cose serissime - e tutto ciò che è fatto o detto su questo tono va preso sul serio. Del resto, buona metà degli argomenti che si discutono in quest'area sarebbero giudicati da molti "poco serî", ma almeno noi abbiamo la buona creanza di divertirci con ciò in cui crediamo. Quando ci crediamo.
Orbene, l'osservazione da Lei fatta non è certo banale, e merita profonda riflessione dalla dotta Signorina Polito: forse dovrebbe convincersi che ciò che più fa male al fumatore non sono i polmoni asfaltati, ma chi continuamente glielo fa notare. Ed ultimamente, lo ammetto, noi fumatori si ha la coda di paglia più infiammabile del solito, grazie a certe leggi. Invochiamo pure, se vogliamo, il diritto alla privacy (che va tanto di moda): che cosa c'è di più privato di un organo interno? Aumentando il numero degli organi, la gravità dell'infrazione aumenta di conseguenza ed in maniera proporzionale. Ora i polmoni sono ben due...

Egregio Signor Prete, spero di rivederla alla prossima ed ormai vicina Wine Academy, oltreché all'adunanza di Bologna. Auspico pure, in quell'occasione, di aver modo di ricambiare quel caffé che tanto bestialmente mi feci offrire in quel Baratti & Milano a Torino.
Cordialissimi saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: roberto prete
Data: 12-09-2005
Cod. di rif: 432
E-mail: robertopretesancatal@libero.it
Oggetto: ricordando la lieta chiacchierata torinese
Commenti:
Carissimo Conte
Se il Buon Dio vorrà ed il Magnifico Gran Maestro mi accetterà, sicuramente dovrei essere a Bologna per l’Adunanza Generale.
Il rincontrarla mi renderà assolutamente felice. Ricordo con estremo piacere, sia le nostre conversazioni su questo sito, sia, particolarmente, le nostre chiacchierate: prima in casa di quel meraviglioso anfitrione ch’è Paul de Sury, e poi, con somma gioia, i nostri discorsi in quel di Baratti & Milano nella splendida Torino che per tanti aspetti è nel mio cuore.
Quanto a ciò che avvenne per quel banalissimo particolare, che lei definisce “bestiale”, al termine della nostra chiacchierata, mi perdoni se il mio punto di vista si distacca dal suo; ciò che avvenne non è assolutamente “bestiale”; viceversa è sicuramente inquadrabile in almeno due logicissime motivazioni :

1) la prima, ahimè, mi vede perdente dal più rilevante dei punti di vista. Per un accadimento dovuto alla mia fretta nel nascere io ho visto la luce qualche tempo prima di lei; e, quindi, come persona più grande, l’onore di ottemperare al quell’infinitesimale incombenza non poteva che esser mio ed io le sono grado per avermelo accordato.
2) La seconda non mi vede né perdente né vincente; è solo la conseguenza di una logica gerarchica. Un uso di mondo molto in voga, un tempo, voleva che il Signore non s’interessasse mai degli aspetti più vili, incombendo, questi, ai suoi attendenti e, siccome, nella gerarchia a-raldica il suo titolo è superiore al mio, tale incombenza non poteva che esser mia, sempre che lei mi voglia accettare qual suo attendente (non si preoccupi, non mangio molto, ed ho un minimo di conoscenza delle consuetudini civili).

Pertanto, caro Conte, quel che avvenne è esattamente ciò che era giusto avvenisse ed io la ringrazio per avermi dato quel piacere.
E poi … e poi ; mi corregga se sbaglio; ma eravamo tutti e due in terra straniera, o no ? Mi parrebbe di ricordare che la sua Famiglia è del cuneese per cui Torino era terra franca per entrambi ed ancor di più per questo, il suo comportamento non fu affatto “bestiale”. Se il mio ricordo è fallace, mi perdoni; vorrà dire che mi riporto solo alle due motivazioni di sopra per considerare perfettamente logico quel che avvenne.
Quanto al caffè bolognese sarò estremamente lieto se mi darà il piacere di prenderlo insieme. Lei è una amabile persona dalla dilettevole conversazione e mi renderebbe realmente felice il poter ripetere quel piacevolissimo incontro che avemmo in quella splendida cornice ch’è il dehors di Baratti e Milano.
Leggevo, qualche tempo addietro, di Guido Piovene, “Le Stelle Fredde”. L’impressione che ne riportai fu estremamente positiva; Piovene ha una penna che scorre facilmente. Come lei ricorda è la storia, narrata in prima persona, di un uomo che, improvvisamente, abbandona la sua vita, le sue abitudini, in una parola tutto, per ritirarsi in una vecchia villa signorile in campagna dove vive, ancora per alcune pagine del romanzo, l’anziano genitore. Il suo desiderio d’isolamento lo porta addirittura ad installarsi in vecchio ed angusto casino in legno all’interno della proprietà terriera. Il libro va avanti narrando dell’incontro, prima con un detective filosofo e poi, insieme a questi, di Fédor Dostoevskij ritornato per un caso tra i vivi.
La descrizione che Piovene fa dare a Dostoevskij dell’aldilà è a mio avviso di un interesse come poche; ma non è di ciò che voglio parlarle in questo sito. Desideravo comunicarle come il protagonista del romanzo mi abbia richiamato alla mente, per molti versi, des Esseintes, descritto in “A Rebours” da Huysmans, nella sua fuga dal mondo. Sicuramente non si può fare un parallelo assoluto tra i due personaggi; ma, a mio avviso, vi è più d’un punto in comune tra questi: entrambi sono persone che potrebbero tranquillamente continuare la loro vita nel mondo sociale e che vi rinunziano; entrambi lo abbandonano e si ritirano a vivere in una villa in campagna rinunciando ai piaceri ed ai comodi di una vita cittadina (e, nel caso di des Esseintes, anche ai lussi); entrambi hanno origini sicuramente aristocratiche; entrambi, anche se in modo difforme, sono dei decadenti; entrambi sono alla ricerca del proprio io. Indubbiamente non ravviserei altri punti di contatto; non credo si possa parlare assolutamente di dandismo nel personaggio di Piovene come, viceversa, si può fare con quello di Huysmans; però aspetti in comune, mi pare, ve ne siano.
Sto leggendo, in questi giorni, “La Profezia dell’Ultimo Papa” di Olaf. Non è male! L’autore, a mio parere, è molto bravo soprattutto nel descrivere gli avvenimenti, riesce a trasportare il lettore con brio all’interno degli stessi. Il romanzo s’inserisce nel filone che ha portato alla notorietà Dan Brown, prima con “Il Codice da Vinci” e poi con “Angeli e Demoni”, e Ian Caldwell e Dustin Thomason con “Il Codice del Quattro”. Se si prendono come romanzi senza lasciarsi trasportare dalle teorie ivi contenute, a mio giudizio, sono di piacevole lettura. Se non li ha già letti, le capita e ne ha voglia, mi permeto di suggerirle di farlo.
L’egoistico piacere dello scriverle non mi ha fatto render conto, prima, della lunghezza che assumeva questa mia; le chiedo perdono; non me ne voglia se ho approfittato del suo tempo.
Nella viva attesa di rincontrarla ed, eventualmente, nel contempo, di leggerla mi abbia sempre qual suo sincero ed affezionato amico.
Cari saluti.
In Lecce e dalla Ferrantina il 12 di settembre dell’anno 2005
roberto prete

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 19-09-2005
Cod. di rif: 433
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Nobiltà
Commenti:
Egregio Signor Prete,
la nobiltà autentica è più una prerogativa dell'animo che della dinastia. In origine essa era data quale riconoscimento ufficiale ad un merito superiore, migliore, degno degli eroi e dei genî. Dacché io guardo all'aristocrazia prima di tutto come ad un riconoscimento di tali valori umani che si tramandano grazie all'educazione ed alla consapevolezza, non credo che Ella sarebbe al giusto posto in qualità di mio attendente. Sarei il primo a non trovarmene agio!
la ringrazio per la simpatica risposta, e, a questo punto, auspico di vederla a Bologna.
Prenda ancora qualcosa: oggi offre la casa. Ah... signorina, vuole vuotare la ceneriera del Signor Prete? E' già al secondo toscano, ed io alla mia sedicesima Gitanes...
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 19-09-2005
Cod. di rif: 434
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Seconda parte---
Commenti:
Egregio Signor Prete,
dimenticavo la seconda parte della Sua lettera (ah, la stanchezza e lo stomaco strapieno mi vietano l'attenzione necessaria: i pranzi di nozze sono sempre i più difficili da mandare giù, specialmente se la sposa è una mia coetanea); facendo una breve ricerca in Internet mi è parso di capire che l'ultima edizione delle "Stelle fredde" risalga al '77; la Sua descrizione mi ha incuriosito molto e visto che sono un onnivoro di natura (nel senso che ho letto con lo stesso interesse "Delitto e castigo" e "Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire" - difatti il mio motto è Conosci il tuo nemico) ho la ferma intenzione di cercarne una qualsiasi edizione disponibile sul mercato, tanto più che promette di essere divertente ed erudito al tempo stesso.
Circa invece "La profezia dell'ultimo papa", ammetto di essere un poco diffidente riguardo l'argomento trattato; fatico a... digerire la religione.
Cordialissimi saluti da Torino
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: rocca cianciotta
Data: 20-09-2005
Cod. di rif: 435
E-mail: euridice_k@libero.it
Oggetto: gli amanti irregolari.di garrel
Commenti:
l.estetica dei fumatori d.oppioè nel colore ;eleganti nastri opalescenti avvolgono il dire e il fare.osmosi .rituale eterno,antico.necessario .

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: rocca cianciotta
Data: 03-10-2005
Cod. di rif: 436
E-mail: euridice_k@libero.it
Oggetto: identitàconfermata
Commenti:
i loro dubbi hanno da rassegnarsi.il mio nome è il mio nome e,il mio cognome è riferibile a se stesso."una rosa avrebbe lo stesso profumo anke se nn si kiamasse rosa..".ma io odio le rose.allora x me un nuovo nome,o una nuova discendenza..-eva.lei porta i capelli fradici di viola.perle e takki neri la sua presunzione.avvolte igoia le strade con le"paturnie"nello stomaco.spia se stessa innamorandosi dei riflessi delle vetrine bugiarde.gli angeli-lei se lo kiede spesso-hanno la febbre?vi invito a cena...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 04-10-2005
Cod. di rif: 437
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Pazienza
Commenti:
Gentilissima signora o signorina Cianciotta,
non Le manca talento. I capelli fradici di viola, le vetrine bugiarde, sono immagini non prive di fascino e sillabe ben sostenute dalla musica. Non mi permetto di sedere al Suo tavolo, non invitato, ma rimetto al cameriere un secondo drink e nel vassoio pongo un biglietto con parole di ammirazione ed una domanda. Perché mai inquinare il suono con una digitazione affrettata e con un linguaggio da sms? Non credo che pochi anni di schermi e tasti abbiano soppiantato la letteratura. La pazienza di chi scrive è il sollievo di chi legge.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: cianciotta rocca
Data: 07-10-2005
Cod. di rif: 438
E-mail: euridice_k@libero.it
Oggetto: egregio maresca
Commenti:
ha ragione.le donne che fumano dando le spalle oblique agli avventori,non possono permettere che il tempo fumato o s-fumato si banalizzi nello sgradevole uso ed abuso della fretta.ma..,uno sguardo,di quelli fugaci,di quelli.. rubati al reale e catalogabili nell'onirico..di cui non ricordi più il volto ma,l'aroma di questo..non crede che abbiano un qualcosa che ci fa pensare a quella fretta..che diventa suggestione del particolare e non per questo un errore della mancata visione del completo?lo so.ho usato la sua domanda come pretesto per assecondare la mia arroganza;quella che io chiamo l' arroganza degli "strabismi linguistici" ,che si avvale della facoltà di essere impura ,sgarbata,non logica,disturbata.c' è un'altra cosa.anche la pioggia va di fretta quando è obliqua..

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 07-10-2005
Cod. di rif: 439
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: Incontri
Commenti:
Buona sera Signor Maresca.Noto con piacere che il caffè è sempre frequentato da persone interessanti,magari da un certo punto di vista inconsuete ma essenzialmente particolari e mentalmente stimolanti oserei dire,considerando che lo stupore che ci coglie dinanzi al nuovo è l'anticamera di ogni forma di conoscenza.Ho avuto nostalgia delle conversazioni qui al caffè,ma Lei come sta?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 10-10-2005
Cod. di rif: 440
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Corsa in discesa
Commenti:
Gentile signora o signorina Cianciotta,
mi rendo conto che la mia tendenza alla razionalizzazione rischia di rallentare l'impeto della Sua ispirazione, il ritmo del flusso di coscienza, ma non mi trova concorde sul fatto che la fretta possa essere "suggestione del particolare e non per questo un errore della mancata visione del completo". La fretta è fretta e non ne vien fuori nulla di buono. Lei spreca il talento guidando da sola e solo nelle discese. L'emozione di questa corsa è forte, ma quella di una vittoria è ben altra cosa. Quando accetterà le regole - e le salite - di un circuito, quando dovrà battere ciò che ha accettato e non solo rifiutarlo, allora sì che troverà strada per i cavalli del Suo motore.
Cavallerescamente
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 10-10-2005
Cod. di rif: 441
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Rirorno al caffè
Commenti:
Gentile signora o signorina Polito,
mi fa piacere rivederLa al Caffè. La ringrazio per essersi interessata a me, che al proprosito posso rassicurarLa: sto benissimo. Sono in fibrillazione perché nei prossimi giorni terremo alcuni eventi dell'Ordine, tra cui la nostra Adunanza Generale a Bologna. Il 22, poi, nell'ambito di un convegno ad Iseo, presenterò un lavoro sul fumo che mi ha impegnato a lungo e che il giorno successivo occuperà ben le prime quattordici pagine di MONSIEUR, anzi del numero speciale di Torpedo, che dalle ultime pagine passerà in quest'occasione nelle prime. Se ben ricordo ci fu una discussione proprio su questo argomento, quindi è meglio non tornare a dibatterlo in se stesso. Ne facevo cenno solo perché, parlando di cosa stia facendo, è inevitabile che io parli di questa sortita che già suscita molte polemiche. Ora tocca a Lei parlare di come stia e di cosa stia combinando. Quindi, con la bottiglia, Le passo la parola.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: matteo gustinetti
Data: 12-10-2005
Cod. di rif: 444
E-mail: matteogustinetti@virgilio.it
Oggetto: incomprensione
Commenti:
tra la nebbia del mio fedele Montecristo e tra quella, ancor più tortuosa, dei miei pensieri, mi preme osservare con rammarico consueto l'inevitabile piglio autocelebrativo del vostro blog, che certo ci distingue come "amanti del bello", ma che non ci caratterizza affatto.
sinceramente, m.g.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 17-10-2005
Cod. di rif: 445
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Meriti e vanterie
Commenti:
Egregio Signor Gustinetti,
mi preme innanzitutto, oltre che porle i consueti saluti di benvenuto, ricordare che questo non è un semplice e banale Blog, ma un Caffè virtuale - con tutto quello che questa definizione vuole sottintendere. Una conversazione da caffè, quindi, sia essa reale o virtuale, presuppone l'entrata di un piglio autoclebrativo solo per coloro che hanno il diritto di farlo entrare in scena. Ciò significa che, oltre al riconoscimento implicito ed esplicito dei meriti di ciascuno (ma pure dei difetti, perché no), si è anche nella più totale libertà di esprimersi secondo ciò che la propria personalità detta riguardo se stessi. Inoltre, con riferimento specifico al Gran Maestro Maresca, il punto ch'egli torna a mettere al centro dell'attenzione è già stato dibattuto con la sua stessa conversatrice in questo luogo e non è quindi un caso che egli ne parli. Altrove, poi, parlare di accese discussioni in merito all'argomento sollevato dal Gran Maestro è poco, ma io mi riferisco solo a ciò che qui dentro accade.
Cordialmente
Andrea Sperelli
Curatore dell'Area Dandy

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: rocca cianciotta
Data: 18-10-2005
Cod. di rif: 446
E-mail: euridice_k@libero.it
Oggetto: giancarlo maresca
Commenti:
.accolgo con rispetto le sue osservazioni e ne faccio tesoro.non le nascondo che è riuscito a coinvolgermi e,a febbricitare la mia sensibilità spesso in preda di se stessa e difficlmente governabile.non ho avuto modo di leggere in maniera approfondita tutte le loro corrispondenze,ma,nella brevità di tempo concessami da impegni di studio,ho provato interesse per molti degli argomenti trattati,un pò meno per la frequente ed ostentata formalità che vi riconsce come appartenenti allo stesso codice o ordine,e liguistico e dinastico.non rispecchiandomi in queste modalità,il mio impeto e i miei strabismi hanno preso il sopravvento ,quasi dichiarando una diversità di manifestazione, pronta a confrontarsi e nel caso a riconoscermi.spero di poter aver una sua risposta.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 18-10-2005
Cod. di rif: 447
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: pause ed impegni
Commenti:
Egregio Signor Maresca scusi la mia lentezza nel risponderLe,ma effettivamente ogni giorno mille impegni incombono,schiavizzando il tempo!Sono ormai lontane le lunghe giornate estive in cui ci si dedicava con calma e gran piacere ai diletti dell'ozio creativo.Ricorda le conversazioni sul tempo?Sicuramente più distese di quelle sul fumo!non trova?Effettivamente riconosco che quel mio discorso sul fumo fu poco opportuno ma fu l'accenno di un colpo di tosse a stimolare quel mio intervento che,come ben ricorda,diede inizio ad un acceso dibattito.Ritornando a noi,mi fa piacere sentire che sta bene.In quanto a me,potrei star meglio ma va tutto bene considerando che ciò che mi manca è solo un po' di tempo libero.Non Le nascondo che mi farebbe piacere leggere i Suoi articoli,per cui gradirei ricevere delle indicazioni,sempre se mi reputa una lettrice idonea.Ma di che bottiglia si tratta?Non mi ero accorta si stesse bevendo...ma noto che intorno si discute.Cerco di seguire...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 20-10-2005
Cod. di rif: 448
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: rivelazioni
Commenti:
Egregio Signor Maresca,
la Sua concezione dell'inferno,dunque,è un mondo senza sigari Avana?













-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 20-10-2005
Cod. di rif: 449
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Turisti e operai
Commenti:
Gentile signorina Polito,
vedo che ha trovato le tracce di qualche mio articolo e tra tanti è andata a leggerne proprio uno sul fumo. Un sapiente islamico, Bayazid al-Bistami, disse che la conoscenza di Dio non si può ottenere cercandola e tuttavia solo coloro che la cercano la trovano. Lo stesso può dirsi per la comprensione dell'essenza delle cose, di quei principi qualitativi ultimi che fanno sì che di un'avana - ad esempio - si dica appunto: è un avana. Poiché giammai si porrà questo problema, mentre io ho scavato in questa terra per decenni, come potrebbero intendersi un turista a passeggio ed un operaio intento a dar di piccone nella cava? Forse è meglio berci sopra e aspettare che la conversazione ci spinga verso un argomento più praticabile. L'autunno avanza ed è tempo di alcool più densi e potenti. Un rhum, direi. Per me uno di scuola inglese, un demerara scuro come pece.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 21-10-2005
Cod. di rif: 450
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: turista interessata
Commenti:
Egregio Signor Maresca,
sinceramente credo che esistano diverse tipologie di turisti.Personalmente quando scopro qualcosa di interessante mi soffermo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 25-10-2005
Cod. di rif: 451
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: il piacere della lettura
Commenti:
Egregio Signor Maresca,
ho avuto modo di leggere anche gli altri articoli sul fumo e non solo.Ovviamente,data la mia mancanza di conoscenza circa la storia e la tradizione del sigaro Avana,ho colto l'occasione per avere almeno un'idea dell'argomento.Sicuramente,pur conservando le mie idee e in definitiva la mia posizione in merito al fumo,non Le nego che mi interesserebbe sapere la differenza sostanziale che c'è tra un fumatore di sigari ed uno di sigarette e come si pone l'uno nei confronti dell'altro.Spero non reputi stupida la mia domanda.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 25-10-2005
Cod. di rif: 452
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Sigari e sigarette
Commenti:
Gentile signorina Polito,
la Sua domanda non solo non è affatto stupida, ma rappresenta uno dei miei tanti crucci attuali. In una lunga prolusione, pubblicata negli atti del convegno di Iseo di Sabato 22 u.s. e nel numero in edicola di MONSIEUR, lancio un appello per la costituzione di una grande Nazione dei Fumatori che superi le barriere ed i ghetti interni in vista di un riconoscimento della dignità del fumo in generale. Purtroppo l'atteggiamento dei giovani fumatori di sigaro, soprattutto avanofili dell'ultima generazione, è piuttosto infantile e ripiegata su un orgolgio di appartenenza che considera irrinunciabile una gerarchia tra sigaro=cultura e sigaretta=vizio. Poiché questi giovani rampanti sono la maggioranza nel mondo del sigaro, tornerò con un nuovo brano a spiegare che quando si parla di dignità la prima cosa da fare è abolire ogni ghetto. La posizione inversa praticamente non esiste, in quanto i fumatori di sigarette per il momento (e questo è grave) non hanno una vera ed autonoma voce. Nel mio documento, esorto a creare le condizioni per uno sviluppo della cultura anche nel mondo della sigaretta, ma ci vorrà tempo in quanto a questo progresso sono contrari praticamente tutti: federazione dei tabaccai, multinazionali del tabacco, stampa e fumatori di sigaro.
Giancarlo Maresca

N.B. Presto farò pubblicare il testo della prolusione nel Florilegio del Castello. Attenzione! Conta più di sessantamila caratteri e ci vuole un po' di tempo per digerirla.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 28-10-2005
Cod. di rif: 453
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Ancora fumo - ancora sto bene, al momento.
Commenti:
Egregio Gran Maestro,
mi permetta una riflessione: io personalmente credo che questa noncuranza apparente del fumatore di sigarette verso il proprio status, sia effettivamente una noncuranza che è pure di sostanza. Il fumatore di sigarette non considera, nel novantanove percento dei casi, il proprio fumare alla stregua di quella sorta di pausa filosofica che intraprende il fumatore di sigaro; non è che una breve interruzione del lavoro, un qualcosa che (e questo è tipico della sigaretta) diviene dopo un po' di tempo non più piacere ma necessità, quand'anche l'atto dell'accendersi un rotolino bianco di tabacco diventa pure un gesto automatico, senza rilevanza per il fumatore stesso, tale che finisce per abituarsene e non faci più tanto caso. Esclusi certo quei casi in cui la sigaretta gioca un ruolo preponderante nell'immagine che un individuo desidera dare di sé, ma si tratta oggi come oggi di casi piuttosto rari: la sigaretta non seduce più di tanto, nemmeno (anzi, forse soprattutto) all'interno dell'ambiente giovanile, laddove è considerata come mera fonte di disturbo e malanno e non più di poesia o intraprendenza.
Forse la nuova legge della quale tanto si dibatte, contribuirà a far prendere la coscienza, finalmente, del ruolo della sigaretta nella vita dei fumatori delle stesse. Ma credo sinceramente che una buona percentuale di loro, prima di questa interdizione, nemmeno si ricordassero più d'essere dei Fumatori.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Fanny Miller
Data: 11-11-2005
Cod. di rif: 454
E-mail: Meghan@hotmail.it
Oggetto: Molto interessante!!
Commenti:
volevo congratularmi con colui e coloro che hanno fatto o hanno contribuito a costruire quasto sito!!!
Io sono molto affascinata da questo periodo storico e questo sito mi servirà molto in futuro per la scuola superiore che sto facendo, moda e abbigliamento!! grazie ancora!!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Maurizio
Data: 17-11-2005
Cod. di rif: 455
E-mail: corvotorvo@cazzate.net
Oggetto: Yellow Book
Commenti:
Salve a tutti. Mi presento, in quanto è il mio primo intervento in questo posto meraviglioso seppur virtuale. Sono Maurizio, studente, purtroppo originario di S.Severo. Oggi girovagando sulla rete in cerca d'idee m'è balenata in mente, come una folgore, un idea a mio parere buona: riportare alla luce lo "Yellow Book". Ho già iniziato i lavori, ma servirebbe aiuto. Soprattutto, letterati e disegnatori. Chiunque voglia può mandare i suoi testi e le sue creazioni al mio indirizzo email. Servirebbe soprattutto qualcuno che possa disegnare la copertina. Contattatemi via email per favore. Grazie di cuore. M

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 18-11-2005
Cod. di rif: 456
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Anonimato alla conversazione n. 455
Commenti:
Gentile visitatore firmatosi Maurizio,
deve esserLe sfuggito che ogni intervento, in questa ed in ogni altra area del castello, può essere preso in considerazione e mantenuto in rete solo se corredato di nome, cognome e indirizzo. La sottoscrizione nominativa conferisce al testo quella dignità che è insieme lo scopo ed il cemento di tutta quest’opera. La esortiamo a intervenire nuovamente in questa stessa discussione, completando il Suo lavoro con nome e cognome, oltre ad un indirizzo attivo di posta elettronica. Quanto a quest'ultimo, sarebbe il caso di riflettere sul fatto che l'estensione del Suo indirizzo non è esattamente l'ideale per motivare uomini alla sua causa e convincerli che Lei sia un capitano tale da condurre la barca in porto. In ogni caso, il nostro controllo è limitato alle procedure e ai dati, questi ultimi già espressamente richiesti nell´introduzione a questo Caffè ed in tutte le stanze interattive. Qualora mancassero ancora, in ottemperanza alla prassi del castello, entro sette giorni saremo costretti nostro malgrado a rimuovere questo stesso testo ed il Suo.
Grazie
La Cancelleria dell´Ordine


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Maurizio Fusillo
Data: 18-11-2005
Cod. di rif: 457
E-mail: merovingien@katamail.com
Oggetto: Scuse
Commenti:
Porgo le mie scuse, e provvedo a correggere la svista inserendo il cognome. Per email mi scuso, ma purtroppo quella è l'email che più frequentemente uso. Inserisco anche la mia email secondaria, e vi prego di cambiare i dati che ho precedentemente immesso con quelli relativi al mio nuovo intervento. Porgo di nuovo le mie più sentite scuse.
Cordiali saluti.
Maurizio Fusillo

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ilaria Polito
Data: 18-11-2005
Cod. di rif: 458
E-mail: stilpo@tiscali.it
Oggetto: ciò che non è non può essere
Commenti:
Egregio Signor Sperelli,
ricollegandomi al suo discorso,Le rispondo che il fumo dilaga tra i giovani.Tali giovani fumatori di sigarette non fumano tanto per il piacere di fumare quanto per l'idea che associano a tale gesto.Ritengo,infatti,si tratti di un comportamento socialmente indotto,che nel gesto compendia una necessità di uniformazione al modello giovanile socialmente imposto.Può apparire banale ciò che ho espresso ma è quanto accade tra molti ragazzi,che colmano i vuoti delle loro giornate in nuvole di fumo che hanno la stessa consistenza delle loro idee in materia di sigarette e non solo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 19-11-2005
Cod. di rif: 459
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Giovani fumatori
Commenti:
Gentile Signorina Polito,
ho il dovere di riconoscermi nei "giovani", se non altro per età anagrafica. Ma io credo che il discorso a loro riguardo vada fatto a parte; del resto, moltissimi sono anche i giovani (d'oggi) che non ammettono il fumo, dichiarandolo fuori moda, inutile e dannoso (certi son fedeli sostenitori delle nuove leggi come si trattasse di dogmi rivelati); e del resto, come dar loro torto: la mania del fumo tra i ventenni dura dagli anni '20 del secolo scorso. Prima o poi doveva finire...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 19-11-2005
Cod. di rif: 460
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Yellow Book
Commenti:
Egregio Signor Fusillo,
un benvenuto da parte dell'autore e curatore di quest'area. Felice del fatto che sia passato dalla parte di chi non solo legge ma pure si attiva nel farsi sentire, rimango ammirato dalla proposta da Ella avanzata, e mi dichiaro sin da subito un sostenitore del Suo progetto. La qual cosa va però ragionata con cura e metodo, non scansando soprattutto ciò che la società contemporanea ha creato; insomma, se critica sociale dev'essere, che venga fatta con lo stesso stile ma pure con lo stesso gusto per le verità che avevano gli editori dello Yellow Book. Mi auguro che il Suo primo indirizzo fornitoci non abbia a suggerire il tono del progetto da Lei avanzato.
La contatterò privatamente per meglio discutere la Sua proposta; al secondo indirizzo.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 20-11-2005
Cod. di rif: 461
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Progetto editoriale
Commenti:
Egregio signor Fusillo,
quanto ad illustratori, scoprirà presto di essere già nelle mani giuste. Per i testi, Sperelli potrà essere utile in prima persona e grazie ai collegamenti su cui può contare. All'interno dell'Ordine, le buone penne non mancano e se noi appoggiassimo l'iniziativa potremmo fornire alla causa numerosi talenti, oltre ad una prima visibilità. L'idea dello Yellow Book potrebbe essere valida, ma è probabile che questo nome sia tuttora registrato. Si può anche inventare qualcos’altro che riproponga un registro simile, ma prima di individuare una linea editoriale sarebbe bene sapere se sia o meno tecnicamente possibile pubblicare sotto quel nome. Occorre inoltre porsi i problemi legali e amministrativi per la registrazione della nuova testata, il tutto preventivamente. Un'impresa del genere è molto complessa e richiede impegno, capacità di convincere, risorse di tempo, denaro e fortuna. E' pertanto estremamente difficile che si superi la fase del "si dovrebbe fare così". A questo proposito, mi ci diverto un po' anch'io e suggerisco:

1 - Fondare sull'illustrazione grafica e non fotografica. Pochi disegni, ma orientativi ed esplicativi dell'atmosfera. La qualità della riproduzione è importante, sicché i costi diventano significativi.
2 – Il motivo per cui noi come Cavalleresco Ordine, istituzione senza finalità di lucro, non abbiamo mai pensato ad una rivista, è che questa è attuabile solo come azienda. Per reggersi, DEVE quindi avere anche una parte promozionale. Quest’ultima potrebbe anche integrarsi in un prodotto estremamente raffinato, purché riesca ad essere un vantaggio emotivo e non un peso per chi la guardi. La cosa è possibile pensando a ciò cui nessuno ha mai pensato e cioè ad un advertisement che sia veicolo di scoperte, che faccia viaggiare il lettore verso il prodotto e non scagli il prodotto contro il lettore. E’un problema di ruoli. Mi annoio o mi infastidisco vedendo un annuncio che mi consideri un consumatore, ma posso restare attratto da una pagina che mi riveli una novità, rispettando quindi la stessa voglia di esplorazione e conoscenza che mi ha spinto ad acquistare la rivista. Sì, quindi, ad una proporzionata raccolta pubblicitaria, ma con una regola: solo oggetti, istituzioni e ditte di buon contenuto e che rigorosamente non abbiano MAI fatto pubblicità su altre riviste.
3 - Ovviamente la cosa da individuare con precisione è l'algoritmo estetico ed espressivo della testata. Qui voi giovani potete vedere più lontano di me, ma una sola cosa mi sembra importante: è inutile pensare di far meglio ciò che già fanno gli altri da tempo. Qualsiasi siano i temi, occorre un taglio riconoscibile. Al tempo stesso profondo, comprensibile, indipendente, intraprendente, propositivo, innovativo, tagliente e forse qualcos'altro ancora.
4 – Un simile slalom stilistico impone tempi lunghi. Impossibile puntare a più di due numeri l'anno.

Io non ho modo di appaiare e annodare tutti i fili necessari, ma qualora il progetto di base fosse documentato e convincente, potreste contare su di me come collaboratore. Per contare su un pieno appoggio dell'Ordine, occorre invece una compatibilità tra i definendi scopi della futuribile rivista e quelli già ben definiti della nostra vecchia Associazione.
La invito ad unirsi a me per un brindisi al lavoro cui si accinge.
Giancarlo Maresca


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Fusillo Maurizio
Data: 20-11-2005
Cod. di rif: 462
E-mail: dgsabri@katamail.com
Oggetto: Yellow Book
Commenti:
Ringrazio dei consigli.
Vorrei puntualizzare sul fatto che la rivista verrà pubblicata online, quindi potrà essere scaricata liberamente da chiunque voglia farlo. Ovviamente, non avendo alcun fine di lucro, chiunque voglia contribuire ai lavori non riceverà nessuna ricompensa economica. Per i contenuti, chiunque abbia idee non esiti a suggerirle.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 21-11-2005
Cod. di rif: 463
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Un po' di disfattismo
Commenti:
Egregio signor Fusillo,
credo non ci siamo proprio. Senza il supporto cartaceo, l'illustrazione perde ogni significato e così addio Yellow Book o similia. Senza un corrispettivo economico, poi, può ottenere parecchio, ma non è detto che lo ottenga da chi serve e quando serve. In ogni caso, se non offre denaro dovrebbe poter offrire una almeno una visibilità, ma il sito non esiste. Sinceramente, come chiacchiera da caffè mi sembra eccellente, ma credo che con queste premesse non si arrivi lontano. Dopotutto siamo intorno ad un tavolino e mentre sorseggiamo un whisky è bello scambiarsi opinioni e sogni. Poiché mi sembra così brutto fare il disfattista, questo giro lo pago io.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Fusillo Maurizio
Data: 21-11-2005
Cod. di rif: 464
E-mail: mediomondogames@katamail.com
Oggetto: Yellow Book
Commenti:
Cosa vuole dire con "il sito non esiste"?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 21-11-2005
Cod. di rif: 465
E-mail: granmaestro@noveporte.it
Oggetto: Il ritorno del guastafeste
Commenti:
Egregio Fusillo,
anche in una conversazione a tavolino, un tono troppo confidenziale non mi sembra adatta all'ambiente e comunque non è adatta a me. E', vero, qui si chiacchiera, ma pur sempre con messaggi scritti e un vocativo non sarà una gran fatica per chi si accinge a ricostruire un mito. Quanto invece al sito, mi sembra che si parta da zero, che non esista. Non è così? Credo, dalla Sua domanda, che ci sia qualcosa che mi sfugga o che mi taccia. Intanto, se digito Yellow Book sui motori di ricerca, mi vengono fuori decine di schermate di elenchi telefonici. E anche quando un sito esistesse, bisogna sempre portarlo all'attenzione dei lettori giusti (in qualità, più che in numero, in questo caso), il che rappresenta un'altra parte difficile dell'impresa. Infine, ricordiamoci che un'opera informatica di alto livello ha pur sempre un costo non trascuravile. Non credo si pensi infatti di ridurre lo Yellow Book al blog di Ciccio il Puzzone. Non è mia abitudine fare il guastafeste, ma aver creato un sito che gira 250.000 pagine al mese verso ottanta diversi paesi, mi conferisce titolo a parlare.
Sono ansioso di sentire come la pensa.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Alekos Riccardi
Data: 23-11-2005
Cod. di rif: 466
E-mail: worner110@hotmail.it
Oggetto: buona sera
Commenti:
buona sera è la prima volta che scrivo su codesto sito ergo mi
limitero solo ad un breve saluto e un caloroso ringraziamento
per aver aperto un cosi bello spazio in rete .

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 01-12-2005
Cod. di rif: 468
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Ancora Yellow Book
Commenti:
Caro Signor Moscatelli,
ho notizia certa di una ristampa che v'è stata nel 2000 dei primi quattro numeri dello Yellow Book; l'edizione è stata curata, tra gli altri, da Giovanna Franci (voce autorevole su tutto ciò che riguarda la decadenza inglese-vittoriana). Il volume è uscito per la rivista letteraria bolognese "In Forma di Parole". Ho ordinato da poco il volume in questione, ma ancora non so dire come sia stato concepito (se si tratti di una ristampa completa, o di una selezione di articoli, o altro). Ma so che è facilmente ordinabile tramite il sito della rivista citata - del quale non ricordo l'indirizzo, ma è facilmente trovabile tramite un qualsiasi motore di ricerca.
Non appena avrò in mano il volume, produrrò una relazione sul Brogliaccio di questo sito.
Circa la possibile - ma difficoltosa - rinascita di uno Yellow Book contemporaneo, la contatterò io stesso privatamente per discuterne.
Offro io.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Enrico Maria Di Palma
Data: 24-12-2005
Cod. di rif: 471
E-mail: jamesmccarthey@hotmail.com
Oggetto: Giovenezza
Commenti:
Cari signori,

è la prima volta che scrivo in questa sede, quindi ritengo doveroso complimentarmi con gli autori per la ricchezza dei contenuti del sito, senza un'eccessiva prosaicità e pesantezza dei temi trattati. Certo, una classificazione scientifica del "fenomeno Dandy" è impossibile (e sono sicuro nemmeno voluta), ma di certo ci sono numerosi ed interessanti spunti...
Ma veniamo a noi. Sono un giovane (giovanissimo) maturando scientifico, sebbene la mia predilizione per le materie di stampo umanistico. Il problema è che entrare in ambienti culturalmente un po' più interessanti mi è piuttosto difficile, data la mia età (ho appena raggiunto il traguardo dei 18 anni).
Come è possibile che gente anche di una certa apertura mentale e culturale abbia ancora questo tipo di pregiudizi? Sono proprio passate inosservate le bellissimi osservazioni di Wilde sulla giovinezza? Per carità, guardandomi intorno mi rendo conto di quanto sia difficile apprezzare anche solo dal punto di vista estetico le nuove generazioni, eppure credo che qualcosa di interessante da dire qualcuno di noi lo abbia ancora. Bè, vi lascio alle vostre di certo più interessanti conversazioni, grazie per l'attenzione e ancora complimenti!

Enrico M. Di Palma

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 26-12-2005
Cod. di rif: 474
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: I giovani e i circoli culturali
Commenti:
Egregio Signor di Palma,
grazie per i Suoi graditi complimenti, ancor più graditi dacché sono non solo il curatore di quest'area ma pure l'unico autore d'ogni testo che in essa trova. L'argomento che porta alla luce è interessante e suscettibile di diverse risposte; la gioventù (della quale faccio parte, per ora) moderna è difficilmente coinvlgibile in dilemmi di tal fatta, poiché son pochi coloro che sanno comprendere il desiderio d'elevarsi spiritualmente e culturalmente. L'ambiente adatto a tale crescita è forse più personale che sociale, ma gli ambienti dediti all'argomentazione ed alla ricerca son scarissimi. Per ambienti culturali si posso intendere diversissime cerchie, dedite alll'arte come alla musica, alla scienza come al bel vivere. Ma se in passato i circoli culturali (e non parlo di club, che son un'altra cosa ancora) erano pochi, oggi scarseggiano ancor di più. Sopravvivono le cerchie amicali, senza uno scopo preciso che non sia quello di conversare e dedicarsi alle passioni comuni. Entrarvi è già una faccenda poco facile, giacché si tratta pur sempre di amicizie comuni, ed ancor più difficile se in esse serpeggia lo snobismo. L'età è un biglietto da visita: ma può contate molto come assai poco. L'esperienza, data generalmente dall'età, si suppone porti ad un certo grado di saggezza - e pertanto è l'anzianità infine che giuoca quasi sempre un ruolo fondamentale. In genere un giovane deve essere "promettente" o avere in sé particolari doti che gli permettono di sopportare o di non vedere o di condividere tale atteggiamento, che in sé può anche essere giusto. Se un giovane è davvero meritevole, comunque, non faticherà a trovare tali circuiti e ad immettersi in essi. Certo, la fatica è doppia, poiché né l'ambiente lavorativo né le "conoscenze" (tranne che in particolari casi) fungono da tramiti. Ma io credo che infine vi sia maggior soddisfazione. Tutto sta nella tenacia individuale e nella volontà di farsi valere.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: valentina perazzini
Data: 11-01-2006
Cod. di rif: 478
E-mail: valentinaperazzini@inwind.it
Oggetto:
Commenti:
penso sia importante riflettere sull'etimologia delle parole. Eccentrico per esempio significa senza centro, e questa parola riassume tantissimo di un'epoca che stiamo vivendo tutt'ora.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: valentina perazzini
Data: 13-01-2006
Cod. di rif: 479
E-mail: valentinaperazzini@inwind.it
Oggetto: scuse
Commenti:
mi scuso per il commento 478 che ho scordato sbadatamente di firmare

Valentina Perazzini

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: claudia marini
Data: 21-01-2006
Cod. di rif: 480
E-mail: claudiam82@hotmail.it
Oggetto: informazoni
Commenti:
complimenti per il sito, ben fatto, divertente e curioso...
volevo sapere se ci sono salotti organizzati
grazie

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 21-01-2006
Cod. di rif: 481
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Salotti
Commenti:
Gentile Signorina Marini,
grazie per i complimenti; il sito, opera mia, è vivo e vegeto grazie all'operato e l'impegno dell'Ordine Cavalleresco e del suo Gran Maestro, Giancarlo Maresca, che fin dall'inizio ha creduto in quest'altro tipo di bellezza, differente dai canoni tradizionali.
Venendo alla Sua domanda, credo di poterla soddifare piuttosto ampiamente nell'indicarLe la sezione del sito delle Noveporte dedicata agli Eventi: si tratta per l'appunto di eventi culturali dedicati, quasi nella totalità, all'abbigliamento maschile ed alle passioni dei cavalieri. L'associazione non prevede nulla, al momento, di particolarmente legato al mondo del Dandy, ma non è detto che un giorno un tale evento, con le persone giuste, si possa pure organizzare.
Per ora la saluto e la ringrazio ancora
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 23-01-2006
Cod. di rif: 484
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Cari critici, l'avete letto bene Tom Wolfe? di Stenio Solina
Commenti:
Who's afraid of Tom Wolfe? (Aurum Press, pagg. 324, sterline 14,99) si intitola il libro appena uscito di Marc Weingarten, giornalista per il New York Times, il Los Angeles Times, il Village Voice e Rolling Stone. Già, chi ha paura di Tom Wolfe? Scritto con l'intento di storicizzare un'epoca e spiegare «come il New Journalism riscrisse il mondo», il saggio in questione racconta il decennio fra i Sessanta e i Settanta in cui la palma della scrittura passò dal romanziere al giornalista, dalla invenzione alla cronaca. Libri come A sangue freddo di Capote, Armate della notte di Mailer, Paura e terrore a Las Vegas di Thompson, L'Acid Test al Rinfresko Elettriko, appunto di Wolfe, Dispacci di Michael Herr aprirono in pratica la strada a un nuovo genere, andarono in cima alle classifiche, fecero man bassa di riconoscimenti, continuarono nel tempo a essere stampati.
Con lo scrupolo dello storico e la penna del buon cronista Marc Weingarten ripercorre quel periodo e i suoi protagonisti, così diversi fra loro, per stili, gusti, opinioni politiche: un gruppo eterogeneo, litigioso al proprio interno, spesso inconsapevole quanto a mezzi e fini. E che pure mise la pietra tombale sul fatto superato dalle opinioni nel campo giornalistico, sul romanzo come genere codificato nella letteratura.
Ciò che tuttavia resta fuori è la domanda che dà il titolo al libro e che nelle pagine dello stesso non viene del resto mai affrontata, più un pretesto che un interrogativo. Forse andrebbe formulata in modo diverso, se non altro in Italia: per esempio, «Chi ha veramente letto Tom Wolfe?».
Lo Chic Radicale era un reportage giornalistico di trent'anni fa. Il falò delle vanità, per certi versi la sua continuazione in forma di romanzo, ne ha ormai quasi venti. Ogniqualvolta la stampa nostrana deve parlare di questo autore è al radicalismo snob che fa riferimento, ovvero alla critica dell'America liberal da un lato, alla sua omologa versione nazionale dall'altro. Solo che da allora è cambiato il mondo, la categoria in questione non è più né egemone né così atrocemente ridicola (quand'è che si potrà mai riavere l'irripetibile spettacolo di una ideologia in cui flirtavano d'amore e d'accordo le Pantere nere, Wall Street, il marxismo e la militanza gay, ovvero le bierre, le terrazze romane, gli editori miliardari e gli espropri proletari...) e, insomma, da giornalista di razza e da romanziere testimone del proprio tempo Wolfe del cambiamento ha preso atto e sul cambiamento ha scritto altri due romanzi. Peccato che i critici italiani non se ne siano ancora accorti.
Così, presentare Io sono Charlotte Simmons (Mondadori, pagg. 778, euro 22) come il solito ritratto feroce dell'America progressista e democratica fatto da uno scrittore reazionario e dandy significa fare un torto all'autore e un altro al lettore. Perché invece questo romanzo è l'esatto contrario e cioè la critica di un'America repubblicana e imperiale fatta da uno scrittore libero e impegnato. Quanto al sempre citato dandismo di Wolfe, sancito da quel suo vestirsi unicamente di bianco, pur con tutta l'ammirazione per la sua arte sarà consentito, a chi in quanto italiano e in quanto europeo di dandies ha una plurisecolare frequentazione, stendere un velo amichevole sulla faccenda. Un americano elegante è un ossimoro.
Io sono Charlotte Simmons racconta l'età di Bush meglio di un libro di storia o di uno studio sociologico. Lo fa mettendo in scena una studentessa di provincia e di belle speranze che entra grazie alla sua intelligenza in uno dei college più esclusivi del Paese e lì si accorge che per far parte dell'élite non è sufficiente il talento: ci vogliono il denaro, le conoscenze giuste, la condivisione dei rituali che accompagnano la selezione della futura classe dirigente, in una parola l'accettazione del modello americano vincente come modello di comportamento e di reciproco riconoscimento. Questo modello vede al primo posto il culto della sanità fisica, e quindi la vita come match, scontro, gara in cui però le componenti classiche della competizione, ovvero il fair play, l'accettazione delle regole, sono stravolte fin dall'inizio: l'importante è vincere, non importa come. Ed è il successo a sancire la liceità dei comportamenti.
Il culto del fisico va di pari passo con lo spirito di emulazione e di clan. Al college la selezione è data dal combinato disposto degli eroi dello sport, da un lato, dei rampolli della buona società, o presunti tali, dall'altro. Questi ultimi mettono in campo non la prestazione fisica, privilegio degli altri, ma un pedigree frutto di uno status sociale pregresso, oppure di uno status sociale millantato, in entrambi i casi, comunque, tenacemente difeso e/o agognato. Ciò significa che nella società americana descritta da Wolfe il mito dell'outsider, del self made man, di chi insomma si costruisce da solo, è un mito fuori moda. Nessuno degli allievi del college che si vede come la futura lobby di potere accetta per sé un simile ruolo: al contrario, proprio quelli che provengono da esperienze familiari non felici (padri falliti negli affari, status sociale decaduto) sono i più tenaci nel negare un handicap di partenza e i più fertili nell'inventarsi un passato che li nobiliti. E va da sé che il loro orizzonte è squisitamente economico, prevede una professione nella finanza o nel business, sogna stipendi e benefit.
Naturalmente, ci sono anche quegli allievi che, per quanti sforzi inventivi possano fare, rimangono egualmente degli outsider. La loro estrazione familiare è troppo modesta, la loro mitomania troppo insicura. Per emergere essi hanno a disposizione solo la loro eccezionalità intellettuale, che però li mette di fronte a un bivio. Da un lato c'è la strada che li porta a essere, in qualche modo, i «vassalli» di chi si considera la classe dirigente in pectore. Proprio perché si debbono mantenere all'università e la borsa di studio non è sufficiente, proprio perché non possono fare mistero di questa condizione d'inferiorità, proprio perché non possono permettersi di sgarrare, finiscono con l'essere tenuti ai margini, sfruttati, usati, derisi. Non è un caso che si muovano tutti nell'ambito degli studi umanistici, non è un caso che eventualmente il successo arriderà loro nel campo delle professioni liberali, giornalismo, scuola, università, avvocatura; non è un caso che passati, grazie al successo, a una condizione prima di «liberti», poi di signori avranno nei confronti dei loro antichi «padroni» un atteggiamento o di sudditanza o di odio. Ma, sia nell'uno che nell'altro, con la consapevolezza di non essere comunque loro l'élite.
L'altra strada è quella che imbocca la protagonista del romanzo. Charlotte Simmons ha tutto dell'outsider. Viene dall'America profonda che nessuno conosce, è di condizioni familiari modeste e si vergogna un po' della rozzezza del padre. Però è intelligentissima, sa di esserlo e pensa che la sua intelligenza le aprirà tutte le porte. Charlotte Simmons, insomma, non è un vassallo né un liberto, e quindi non sa stare al suo posto, anzi pensa che l'aristocrazia del college la accoglierà con tutti gli onori dovuti al rango che alla sua intelligenza, appunto, compete.
Solo che in questa aristocrazia l'intelligenza non è un valore. I valori sono altri: è un valore essere cool, ovvero alla moda in quanto sopra a ogni moda. È un valore disprezzare il college, cioè limitarsi a sfruttarne il nome. È un valore il fastidio per ogni interesse che non sia sportivo, epidermico, perennemente scenografico. È un valore il sentirsi superiori per una sorta di diritto divino, un'impronta carismatica che non ha nulla a che vedere con le doti intellettuali. Infine, poiché quell'aristocrazia è tipicamente maschile, l'elemento femminile ne può fare parte solo se ne accetta i parametri di base: nessuna inibizione, totale libertà nei rapporti, parità sessuale nel senso che la donna finge di comportarsi come un uomo. Vergine e intelligente Charlotte verrà stritolata dalla aristocrazia di cui credeva di dover fare parte. Si ritroverà praticamente violentata e poi abbandonata proprio da chi aveva scelto come campione perfetto della «nuova classe». Non più vergine, metterà intelligentemente da parte la propria intelligenza per fare coppia con un campione dell'altra aristocrazia, parallela e altrettanto se non più importante, quella sportiva, e riuscire così a fare egualmente parte della créme. Lo sarà per interposta persona, ovvero come la ragazza dell'idolo bianco del basket, e non in quanto «Io sono Charlotte Simmons». Ma che lui abbia scelto lei è comunque la prova che Charlotte Simmons esiste e ha vinto la sua battaglia.
Nel romanzo di Wolfe tutti gli elementi che un tempo caratterizzavano la società americana esistono ancora, ma appaiono come svuotati. C'è sì il femminismo e il «politicamente corretto», i diritti delle minoranze e l'accusa di razzismo e di molestie sessuali che pende sempre come una spada di Damocle, ma non rappresentano più il Paese, ne sono i residui passivi, non i tratti costitutivi. Wolfe racconta una specie di ritorno al potere della razza bianca, maschile, misogina, votata al successo per il successo, sufficientemente avvertita per non inciampare in codici di comportamento consolidati, ma forte del disprezzo di chi comunque li ritiene retaggio di un'epoca superata e non tali da poter impedire la propria affermazione. Ciò che dal romanzo vien fuori è la messa in minoranza proprio di quell'America «radicalchic» di cui trent'anni fa Wolfe aveva stigmatizzato l'arroganza, ma la nuova America che ne ha preso il posto gli fa per certi versi ancora più orrore, perché è un Paese dominato dal culto del successo, dalla egemonia dei corpi, dalla fiducia cieca nel denaro, dal rifiuto dei più deboli, un Paese-giungla dove solo il predatore ha diritto di sopravvivenza, almeno fino a che non trova un animale più predone di lui.
Il libro racconta, insomma, la sconfitta dell'intelligenza e quindi della cultura a petto di una società che sembra non sapere più cosa farsene. Lì dove un eccesso di ideologia, di stereotipi, di conformismo anticonformistico l'aveva minata, l'inseguimento dell'affermazione, l'arroganza, la logica del business, il culto esemplare della forza le hanno dato il colpo di grazia. Il ciclo si chiude: dal radicalismo chic al darwinismo choc. (Stenio Solinas)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Enrico Maria Di Palma
Data: 30-01-2006
Cod. di rif: 485
E-mail: jamesmccarthey@hotmail.com
Oggetto: Tempo di esami
Commenti:
Gentili signori,
eccomi ancora qui con le mie un po' meno intellettuali ed impegnative - ma, forse proprio per questo, non meno sentite - richeste. E' tempo di iniziare a pensare ad una tesina per la mia maturità, sebbene l'idea di interi pomeriggi sprecati sui libri non mi alletti affatto.
Leggendo "L'uomo in rivolta" di A. Camus ho pensato ad un possibile saggio sul nesso "Dandies e rivoluzione", un tema che a scuola non è mai, stranamente, emerso.
Data la mia età ho una piuttosto scarsa conoscenza dell'argomento. Qualcuno di voi sa consiglairmi qualche trattato non molto complesso sull'argomento (o, perchè no, anche qualche idea diversa per una tesina)?

Cordiali saluti

Enrico Maria Di Palma


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 04-02-2006
Cod. di rif: 486
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Dandies e rivoluzioni
Commenti:
Egregio Signor Di Palma,
credo che farebbe al caso Suo il libro di Dan Franck titolato "Libertad!" (Garzanti), da poco tempo uscito in libreria. In esso si parla di tutto ciò che fecero, o pensarono, o non fecero, gli intellettuali d'inizio secolo di fronte agli stravolgimenti guerreschi e rivoluzionarî che coinvolsero l'Europa e il mondo negli anni delle due guerre. Volendo approfondire, ho trovato assai interessante pure la lettura di "La condizione umana", di André Malraux, un dandy assai attivo nella vita politica francese, e non solo.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Roberta
Data: 05-02-2006
Cod. di rif: 487
E-mail: roby_terrestre@libero.it
Oggetto: il mio esame da ricordare
Commenti:
Salve!L'affermazione "questo sito è fatto veramente bene" potrebbe risultare retorica ma alquanto veritiera in questo caso e poco attribuibile a molti, bene, mi prendo quindi il luso di dire che questo sito è fatto veramente bene!
Mi presento: Roberta, 18 anni, in procinto di preparare un asame di maturità, ma con le idee ben chiare sull'argomento: la moda. La storia del costume. L'abito del '900. Daltronde nel dilettarmi con il cucito ed il disegno la moda non poteva non fare parte del mio esame.. ad ogni modo l'abito rispecchiando sempre i processi sociali, ben si accosta al movemento dell'estetismo del '900.
Ma la mia volontà sarebbe trovare degli autori contemppranei: francesi,italiani, inglesi e magari tedeschi che lascino trasparire o nelle loro opere o nella loro personalità i principi dell'estetismo e dell'essere dandy novecentesco.
Il mio desiderio: fare un esame che difficilmente passi inosservato agli occhi dei miei professori, e più di tutto discutere di un argomento il quale altro non può fare che farmi "sbrilluccicare" gli occhi...chiedo quindi in modo alquanto spudorato un aiuto o un consiglio in questa mia sfrenata ricerca!
Nell'attesa e nella speranza di una risposta, mando ora i miei saluti, ringraziamenti, e complimenti!
Roberta

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 05-02-2006
Cod. di rif: 488
E-mail: cavalleresco.ordine.@noveporte.it
Oggetto: Anonimato alla conversazione n. 487
Commenti:
Gentile Visitatrice firmatasi Roberta,
La ringraziamo per la fiducia riposta nei nostri mezzi e nell´aiuto di A. Sperelli, ma deve esserLe sfuggito che ogni intervento, in questa ed in ogni altra area del castello, può essere presa in considerazione e mantenuta in rete solo se complrta di nome, cognome e indirizzo. La sottoscrizione nominativa conferisce al proprio parere o alle proprie domande quella dignità che è insieme lo scopo ed il cemento di tutta la nostra opera. La esortiamo a intervenire nuovamente, completando il Suo nome col cognome autentico. Questi dati sono del resto già richiesti nelle poche righe che introducono questa Scrivania. Diversamente, in ottemperanza alle nostre procedure, entro sette giorni saremo costretti nostro malgrado a rimuovere questo stesso testo ed il Suo.

Grazie
La Cancelleria dell’Ordine


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Roberta Botticella
Data: 06-02-2006
Cod. di rif: 489
E-mail: roby_terrestre@libero.it
Oggetto:
Commenti:
Bene.Nell'aggiungere dati completi, ripropongo così il mio messaggio:
Salve!L'affermazione "questo sito è fatto veramente bene" potrebbe risultare retorica ma alquanto veritiera in questo caso e poco attribuibile a molti, bene, mi prendo quindi il luso di dire che questo sito è fatto veramente bene!
Mi presento: Roberta, 18 anni, in procinto di preparare un asame di maturità, ma con le idee ben chiare sull'argomento: la moda. La storia del costume. L'abito del '900. Daltronde nel dilettarmi con il cucito ed il disegno la moda non poteva non fare parte del mio esame.. ad ogni modo l'abito rispecchiando sempre i processi sociali, ben si accosta al movemento dell'estetismo del '900.
Ma la mia volontà sarebbe trovare degli autori contemppranei: francesi,italiani, inglesi e magari tedeschi che lascino trasparire o nelle loro opere o nella loro personalità i principi dell'estetismo e dell'essere dandy novecentesco.
Il mio desiderio: fare un esame che difficilmente passi inosservato agli occhi dei miei professori, e più di tutto discutere di un argomento il quale altro non può fare che farmi "sbrilluccicare" gli occhi...chiedo quindi in modo alquanto spudorato un aiuto o un consiglio in questa mia sfrenata ricerca!
Nell'attesa e nella speranza di una risposta, mando ora i miei saluti, ringraziamenti, e complimenti!
Roberta


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Enrico Maria Di Palma
Data: 06-02-2006
Cod. di rif: 490
E-mail: jamesmccarthey@hotmail.com
Oggetto: ringraziamenti
Commenti:
Ancora una volta vi ringrazio per i consigli letterari, sono certo che potranno tornarmi utili...
Saluti

Enrico M. Di Palma

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 07-02-2006
Cod. di rif: 491
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Scrittori dell'abbigliamento
Commenti:
Gentile Signorina Botticella,
l'argomento della sua tesina di per sé interessante incontra diversi problemi nell'individuare i testi che fanno al caso suo: ora non ho ben chiaro se lei vorrebbe trovare degli scrittori del Novecento che parlino o facciano riferimenti alla moda del periodo, o autori contemporanei che facciano riferimento alla moda del Novecento. Comunque, in entrambi i casi la ricerca viene ad essere difficile: anche nel caso dei dandies d'inizio Novecento come Cocteau, Drieu, Rigaut o Malraux è praticamente impossibile, se non di sfuggita, trovare accenni all'abbigliamento. I temi di cui trattano son ben più importanti.
E dunque, non posso far altro che consigliarle di scorrere la Bibliografia di questo sito, e di notarsi dei titoli che le possono sembrare utili. I volumi sono ordinati secondo una logica argomentativa, e dunque non dovrebbe avere problemi nell'orientarsi. Nel caso, resto a sua disposizione, per eventuali altri chiarimenti.
Dacché lei ha scritto qui nel caffé, sollecito gli altri visitatori e cavalieri assai dotti in materia, ad aggiungere il loro contributo a questa questione, laddove magari io non sono riuscito ad individuare testi che viceversa possono fare il caso della qui presente signorina Botticella.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 07-02-2006
Cod. di rif: 492
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Bibliografia - 2
Commenti:
Cara Signorina Botticella,
dimenticavo di precisare che sulla moda di quel periodo esistono moltissimi testi, ma mi pareva di intuire che ella cerca delle opere letterarie, e non dei trattati sui bottoni, sul pantalone, sulla giacca o il cappello.
Se così fosse, credo che al contrario potrà contare su molte persone frequentati questo sito, dottissime in materia.
Cordialmente
A.S.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Roberta Botticella
Data: 07-02-2006
Cod. di rif: 493
E-mail: roby_terrestre@libero.it
Oggetto: rendo più chiara la mia ricerca!
Commenti:
Ben contenta di aver ricevuto una gradita risposta e un inaspettato interessamento mi prendo la briga di porre la situazione in modo più chiaro: l'idea generale che aleggiava su tutti i miei compagni aveva un solo protagonista: il '900,con tutto ciò che porta con se,tra cui autori, movimento letterario ed evento storico, credendoli una tappa fissa e obbligatoria;bene,anche io facevo parte di questo pensiero fin qaundo la nostra professoressa di lettere ben ci ha specificato che il '900 non è assolutamente vista come una tappa necessaria, e obbligatoria e che anzi potrebbe in fin dei conto risultare piuttosto banale e scontata, essendo lei stessa fortunatamente una persona di gran lunga competente rispetto ad altre e intenta a creare una visione di un esame all'interno del quale tutti provino piacere e serenità nell'esporre il proprio percorso;entra qui in gioco la mia idea di imbattermi in autori contemporanei,volendo io stessa essere accompagnata da originalità, diversità che mi rendano ben distaccata e difficilmente confondibile con gli altri(non c'è presunzione in questo, sono solo prerogative che "purtroppo" ma "fortunatamente" porto sempre con me).
Forse nell'essere stata alquanto vaga ho lasciato trasparire la sensazione che io volessi relazionare su trattati di moda, taglio e cucito.. non era mia intenzione..!Certo, una volta effettuata la scelta degli autori,ed essendo quest'ultimi in un modo o nell'alto dei nuovi dandies, non potrei non porre la mia attenzione su quello che risulterebbe il loro abbigliamento, il quale mi renderebbe più chiara la loro personalità.
Rinnovo così i miei saluti, nel ringraziarvi per l'interessamento,il quale spero non manchi tra le molte figure di gran competenza che si ritrovano in questo caffè, sperando quindi anche in un loro aiuto!
Roberta


essenndo io mio intento quello di distinguermi dagli altri, immergendomi in situazuioni del tuttto originale, ma non per questo pocp gradite.. anzi più volte i professoro hanno ribadito il fatto che trovare autori contemporanei sarebbe una ricerca che risulterebbe al contempo difficile ma del tutto interessante!
LA mia ricerca si pone come obbiettvivo quello di trovare autori attuali, che in un mondo moderno(come può esserlo T.Wolfe) riescano a rispecchiare il dandy novecentesco. Mi spiego: p D'annunzio, Wilde e Huysmans sarebbe un trio perfatto, ma non tanto quanto ,lo sarebbe riuscire a discutere di personalità attuali che nelle loro opere o nel loro modo di esserere potrebberoi far rivivere un modo di vivere ed interpretare la vita nato nel '900, ma magari non per questo sfumato per sempre.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Mariachiara D'Aniello
Data: 08-02-2006
Cod. di rif: 494
E-mail: miadoich@hotmail.com
Oggetto: Il caffè
Commenti:
Dall'uomo senza qualità ai Malavoglia di Verga lo studio del modo di vivere e della società in generale riesce più fluido ,ma non più semplificato.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: laura gerardi
Data: 09-02-2006
Cod. di rif: 495
E-mail: laurettagerardi@yahoo.it
Oggetto: young...
Commenti:
Ho un serio dilemma da risolvere:sono 4 mesi che raccolgo materiale su Damien Hirst ma oscillo ogni giorno collocandolo un pò fra gli Artisti un pò no. che la soluzione sia nel mezzo?in tal caso credo che sia ancora peggio... aspetto consigli.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Massimiliano Mocchia di Coggiola
Data: 11-02-2006
Cod. di rif: 496
E-mail: mocchia@email.it
Oggetto: Hirst - ovvero: la dimostrazione che per essere artisti oggi
Commenti:
Gentile Signorina Gerardi,
a mio modo di vedere le cose e l'arte, Hirst non è un "giovane artista" in quanto non si differenza dai "vecchi artisti"; l'ermeticità dilagante, che fa sì che da decenni qualsiasi intellettuale, scienziato o imprenditore con idee originali possa divenire un artista (purché abbia il denaro per pagarsi gli onorarî milinoari delle gallerie e dei critici), è ributtante. Il "concetto" dell'opera supera la valenza estetica; il gioco del denaro, poi - e soprattutto in Hirst - è talmente basilare, importante, forse l'unico possibile, che rende tutta l'arte contemporanea o una vana masturbazione mentale o una moda senza significato. Su Hirst non voglio dare consigli (non sono espertissimo su di lui come invece lo sono su altri) ma ad occhio e croce direi che i suoi animali sezionati e formalinizzati troverebbero più posto in un museo di scienze naturali. Oltretutto, leggendo quel suo libro "Manuale per giovani artisti", mi sono cascate le braccia nel constatare la profondissima ingnoranza, superficialità e cretinaggine dell'autore.
Casi del genere andrebbero liquidati con una smorfia di disgusto.
Cordiali saluti
Massimiliano Mocchia di Coggiola

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 11-02-2006
Cod. di rif: 497
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Eleganza e letteratura
Commenti:
Gentile Signorina Botticella,
trovo sia molto ardua la ricerca che Ella ha in mente; lo dico perché io stesso seguo la stessa traccia, con estrema difficoltà. Gli scrittori contemporanei, come quelli del Novecento, difficilmente si attardano in trattati di moda o costume, anche se magari curano particolarmente l'abbigliamento nella loro vita privata. Esso è infatti un corollario per molti, non oggetto di studî tali da pubblicarci libri o dedicare allo "stile" qualche pagina delle loro opere. GLi unici che, tendenzialmente, potrebbero risolversi utili alla Sua ricerca sono Tom Wolde (in special modo con "Radical Chic" e "Alla caccia della bestia da un miliardo di piedi"), e l'italiano Alberto Arbasino (con "Super-Eliogabalo" e "Dall'Ellade a Bisanzio"). Recentemente è uscito anche un volumetto piuttosto originale titolato "Uomini e moda" di Maurizio Naldini. Tutti questi libri li troverà facilmente, anche su IBS - tranne che per il secondo di Wolfe, temo.
Mi auguro di esserLe venuto utile, in qualche modo...
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Laura D'Arpa
Data: 12-02-2006
Cod. di rif: 498
E-mail: lauradar79@virgilio.it
Oggetto: tabacco da fiuto e tabacchiere
Commenti:
Gentili signori,

mi interessano molto i costumi e, con tale parola intendo i passatempi, le usanze, le mode del periodo della Reggenza (leggasi il signor Brummel). In quel periodo andava molto di moda fiutare tabacco e, vi erano molti dandies che eccellevano nella preparazione personale delle miscele; inoltre, per ogni vestito, veniva sfoggiata una diversa tabacchiera. Mi piacerebbe sapere se potete consigliarmi qualche libro al riguardo o, non so cos' altro, dal momento che le mie ricerche su internet non hanno dato grandi risultati.

Distinti saluti

Laura D'Arpa

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: laura gerardi
Data: 13-02-2006
Cod. di rif: 499
E-mail: laurettagerardi@
Oggetto: hirst
Commenti:
gentile Massimiliano Mocchia di Coggiola,il commento su "Manuale per giovani artisti"mi trova concorde;per le radici artistiche effettive credo che Bacon sia un riferimento
sufficiente...ma ancora una volta, forse, è troppo poco e kounellis,LeWitt,Serra...non sono così decisivi.Il rapporto con la scienza invece trovo che sia l'unico punto di partenza per affrancargli un'arte che comunque è ricerca,indipendentemente dai suggerimenti di C.Saatchi...!Così ho deciso di muovermi-per la mia ricerca-su un filo che non si occupi di far cadere l'argomento su Arte e Non-Arte(anche perchè potrei finire troppo vicino a Duchamp)ma su Scienza ed Arte,capendo se entrambe, in questo caso, siano compatibili. Saluto ringraziando per l'interesse dimostrato.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-02-2006
Cod. di rif: 500
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Tabacco e tabacchiere
Commenti:
Gentile Signorina D'Arpa,
le poche notizie che ho sulla moda delle tabacchiere venuta in Inghilterra tra gli anni '20 e '40 dell'Ottocento mi vengono dalla biografia del Beau Brummell scritta da Carlo Maria Franzero; purtroppo, a quanto ne so, è oggi un libro che risulta essere difficilmente reperibile (come molti altri, del resto...). Domanderò, se Le può far piacere, ad un esperto in tale settore di mia conoscenza, e vedremo che si può fare al riguardo.
Intanto, ordini qualche cosa, e - mi permetto di farlo, vista la Sua ricerca - accetti una delle mie sigarette...
Cordialmente
Andrea Sperelli

PS: senza dubbio, il Gran Maestro Maresca saprà dire qualche cosa, in merito alla questione!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-02-2006
Cod. di rif: 501
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Tabacco da fiuto (2)
Commenti:
Signorina D'Arpa,
ho domandato poco fa un breve consiglio via e-mail ad Ivano Comi, esperto di storia del dandismo e conoscitore attentissimo della biografia di Brummell. Le incollo di seguito la sua risposta:
"Non posseggo libri specifici sul tabacco ma l'arte di fiutare il tabacco - snuff - in un trattato di bon ton e di eleganza maschile che si intitola "Etiquette, or a guide to the usages of society" - il titolo per esteso lo trova anche nel Periglioso osare nell'ineffabile [ultimo suo libro] ,di Alfred d'Orsay, il celebre dandy, già nel 1843 viene fortemente disprezzato come cattiva abitudine e atto di estrema ineleganza per se' e per i propri vicini. Posseggo l'originale del trattato e ho letto, per esserne certo, il capitolo che appunto si intitola -Snuff-. Evidentemente in pochi decenni quello che era un uso di società ai tempi di Brummell si convertì in un difetto. Per quanto mi ricordi di avere letto - non mi sono mai interessato di tabacco - si era soliti fiutare il tabacco durante le battute di caccia, per ingannare il tempo, e per il resto era anche un pretesto per esibire splendide tabacchiere e per 'attaccare bottone' nei salotti della buona società. Per certo quella che alla fine del Settecento era sicuramente una moda con un rituale preciso passò poi di moda,scusi il ritornello."
Mi pareva di aver letto qualche lettera indirizzata a Sir Lancillotto (nel Salotto del sito delle Noveporte) nella quale si domandavano utili consigli circa il tabacco da fiuto. Le consiglio di farvi un salto...
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Laura D'Arpa
Data: 14-02-2006
Cod. di rif: 502
E-mail: lauradar79@virgilio.it
Oggetto: alla cortese attenzione del Sig. Sperelli
Commenti:

Gentile Signor Sperelli,

la ringrazio vivamente per essersi interessato alla mia richieta. Le chiedo ancora un piccolo favore : è per caso a conoscenza dell'esistenza di qualche buon libro che tratti del periodo della Reggenza e, che si occupi tra l'altro di lord Petersham, dandy amico di Brummell e famoso per la sua profonda conoscenza di tea e tabacco?

Nel rinnovarle i miei saluti, la ringrazio per la sigaretta.

Laura D'Arpa

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 15-02-2006
Cod. di rif: 503
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Lord Petersham e lo "snuff"
Commenti:
Gentile Signorina D'Arpa,
ancora una volta, data la Sua difficile ricerca che tocca un campo (quello del dandismo inglese d'inizio Ottocento) a me poco noto, ho richiesto l'aiuto di Ivano Comi il quale m'ha gentilmente suggerito l'unico libro che tratta con accuratezza e precisione la vita di Lord Petersham. Si tratta di un libro in due tomi, in inglese, dedicato a tutti i dandies di quel periodo: "The Beaux of the Regency", di Lewis Melville: un capitolo intero è dedicato al personaggio che Le interessa. Non ne conosco la reperibilità: le consiglio di fare un giro nei più importanti Internet Book Shop, come maremagnum.com, addall.com, abebooks.com.
Da parte mia, Le suggerisco di approfondire le scarse informazioni che ho avuto dalla rete sul libro (sempre in inglese) titolato "The Tainted Snuff Box", di Rosemery Stevens, che da quel che ho capito parla ripetutamente di Lord Petersham - in quanto cultore del tabacco da fiuto (lo "snuff").
Io non posseggo nessuno dei due libri, giacché non sono proprio una cima in inglese...
La saluto cordialmente, e mi auguro che questa visita al Caffè Le sia stata piacevole, oltreché utile.
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Laura D'Arpa
Data: 15-02-2006
Cod. di rif: 504
E-mail: lauradar79@virgilio.it
Oggetto: Lord Petersham
Commenti:

Gentile Signor Sperelli,

la ringrazio moltissimo per le informazioni circa il libro di Melville e, mi auguro di trovarlo. Ero già a conoscenza del libro della Signora Stevens ma, cercavo qualcosa di non romanzato che trattasse appunto dei "vizi" di Lord Petersham. Ringrazi da parte mia il Signor Ivano Comi.
Mi è sorta una piccola curiosità che, in quanto donna, lei mi perdonerà: non essendo lei particolarmente interessato ai dandies del Regency period, quali sono quelli che attirano di più il suo interesse e, la sua ammirazione?
E' un peccato che non ci sia una chat nella quale potersi incontrare e discutere un po'; potrebbe essere interessante e produttivo.
Scusi le mie divagazioni, ma oggi sarei stata in vena di chiacchiere.

Grazie e cordiali saluti

Laura D'Arpa

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 15-02-2006
Cod. di rif: 505
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: preferenze
Commenti:
Gentilissima Signorina D'Arpa,
il mio interesse specifico è incentrato sui dandies della fine dell'Ottocento sino al secondo dopoguerra - in special modo, francesi.
Questo sito non prevede alcuna chat, purtroppo (anche perché mi terrebbe fin troppo impegnato), ma è sempre possibile contattarsi via e-mail, privatamente. Sarà ugualmente costruttivo!
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Nicoli Elena
Data: 02-03-2006
Cod. di rif: 506
E-mail: fraelnic@libero.it
Oggetto:
Commenti:
Buonasera,
In primis chiedo perdono per la mia intromissione; purtroppo la mia giovane età non mi permette di partecipare ai raffinati colloqui che abitualmente hanno luogo in questo caffè in maniera consona al livello tanto alto di raffinatezza e perfezione formale che qui si è soliti perseguire. Necessità di ben più bassa natura mi hanno spinto a scrivere qui qualche riga. Poichè a Giugno dell'anno corrente dovrò sostenere l'esame di maturità, mio intento è quello di elaborare una ricerca sul fenomeno del dandismo. Forse molti inorridiranno all'idea che una ragazzina tenti miseramente un'approccio ad argomenti di livello tanto elevato. Tuttavia sarei molto grata al Grande Esteta, al curatore di questo sito, qualora mi desse un informazione di fondamentale importanza ai fini della mia ricerca. La mia domanda è questa: "Che cosa differenzia il Dandy dal semplice Esteta?". Qualora Le sembrerà opportuno rispondere al mio quesito la ringrzio sin da ora.
con reverenza
Elena

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 04-03-2006
Cod. di rif: 507
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: C'è una domanda di riserva?
Commenti:
Gentilissima Signorina Nicoli,
la deferenza che esprime nei riguardi della mia area mi lusinga e mi diverte pure, giacché in merito agli argomenti alti, e "raffinati" cui Lei accenna, non v'è molto da selezionare. Qui si tenta di fare cultura e informazione, grazie a quel Dialogo tra più persone che contribuisce a mantener viva una notizia, intelligente o superflua che sia.
La Sua domanda è molto particolare, e denota il fatto ch'Ella, prima di passare da qui, si dev'essere certo informata già per proprio conto circa l'argomento in questione; la differenza tra i due termini pure esiste e, volendo, direi che "esteta" è un termine più generico rispetto a "dandy".
Direi che l'esteta è colui che manifesta una vivissima sensibilità per quel che concerne l'esperienza sensibile - dei sensi, e da essa si fa trasportare. Ma all'esteta mancano quei presupposti di carattere e di coscienza che lo renderebbero un dandy.
Ma giacché ho detto che egli non è necessariamente un dandy, dirò pure che il dandy non è necessariamente un esteta (si tratta comunque di rare eccezioni). L'incontro tra i due termini esiste - per fare l'esempio più lampante- in Oscar Wilde, come pure nel nostro Vate nazionale, Gabriele d'Annunzio (per quanto in forme un po' più provinciali). Per il primo soprattutto, l'arte gioca un ruolo ossessivo, fodamentale nella vita di ogni giorno; ciò non toglie altri interessi, è ovvio. Si tratta di una regolarizzazione controllata della propria superficie. Certo è anche che così facendo l'arte finisce per apparire agli occhi dei profani un semplice ornamento - sebbene invero l'esteta non ne dimentichi mai, dico mai, la portata intelletuale e simbolica.
Esteti privi del quid dandy ne conosciamo parecchi; ne elencherò qualcuno e nel caso potrò darLe informazioni su ciascuno di essi: Jean Lorraine, Gerard de Nerval, Raymond Radiguet, Joris-Karl Huysmans, Soren Kierkegaard, Umberto Boccioni, Giovanni Boldini, Aldo Palazzeschi.
Spesso l'esteta è partecipe dello spirito di élite o d'avanguardia del suo tempo; ecco che allora potremmo enumerare tra gli esteti anche Filippo Tommaso Marinetti (il fondatore del movimento Futurista) e Tristan Tzara (fondatore del Dadaismo), oltreché André Breton (fondatore del Surrealismo, e falso dandy durante il periodo dadaisa).
L'esteta, a differenza che il dandy, può anche essere donna; come la celebre marchesa Luisa Casati.
Tardi esempî di estetismo femminile potremmo riscontrarne nelle dive del cinema muto e delle star holliwoodiane degli anni '30 e '40; ma in questo settore è difficile dire dove finisca la finzione e inizî la verità di vita. Certamente però non mancarono casi di estetismo psicotico delle vecchie dive dimenticate, come accade nel film "Viale del tramonto"...

Resto con piacere a Sua disposizione per delucidazioni, chiarimenti e approfondimenti, per quel che concerne tale argomento.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Gabriele D'Annunzio
Data: 04-03-2006
Cod. di rif: 508
E-mail: dandiboss@hotmail.com
Oggetto: saluti
Commenti:
Buonasera a tutti ciloro scrivono in questo caffè...sono un nuovo arrivato e avro occasione di presentarmi...distinti saluti. GD'A

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 05-03-2006
Cod. di rif: 509
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Anonimato alla conversazione precedente
Commenti:
Egregio Visitatore/trice a firma d'Annunzio,
se avesse letto l'introduzione a questa area, lunga solo dodici righe, saprebbe che qui non sono ammessi pseudonimi o altre forme di anonimato. Il Suo contributo dovrà essere rimosso, ma qui al Caffè potrà tornare quando vuole, purché vesta i Suoi panni.
Cavallerescamente
La Cancelleria dell'Ordine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Tabili Marco
Data: 05-03-2006
Cod. di rif: 510
E-mail: dandiboss@hotmail.it
Oggetto:
Commenti:
Detto fatto....distinti saluti

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Federico Vittorio Provenzani
Data: 09-03-2006
Cod. di rif: 511
E-mail: federicoprovenzani@yahoo.it
Oggetto: Pensieri
Commenti:
Porgo i miei più cordiali saluti a tutti gli avventori e a coloro i quali sono impegnati a curare e promuovere queste preziose pagine.
Se posso permettermi la presunzione di tale affermazione, sono un giovane che ama l'eleganza. Nel mio piccolo cosmo quotidiano di studente di Giurisprudenza cerco a testa alta di portare avanti un ideale di uomo che tanto risulta essere lontano dai canoni volgari a cui la mia generazione sembra aderire con tanto entusiasmo(i nuovi snob?).
La mia stessa indole mi spinge, al pari della curiosità, alla costante ricerca di persone mie coetanee che possano condividere la passione per bello, nonchè mentori che abbiano desiderio di Tramandare(una tradizione fortissima che sembra stia scomparendo nel nostro mondo mediatico...).
Mi piace pensare a me(ma non credo di essere il solo!)come un intelletto ancora da formare, acerbo ma desideroso di sbocciare, un giorno, in un uomo senza tempo.
E' per questo motivo che trovare un rifugio, una baia così serena tra le frastagliate scogliere su cui s'infrange il burrascoso mare della International Network, è una occasione irrinunciabile per attingere acqua pura e rammendare le vele.
Ho trovato infatti nelle Vostre pagine piacevoli spunti per approfondire e coltivare i miei studii personali.
Spero di poter intervenire nuovamente e quanto prima, per ora non posso fare altro che congedarmi educatamente rinnovando il mio saluto iniziale, aggiungendo semplicemente un grazie per questo piccolo Vostro gioiello di cultura.

Federico Vittorio Provenzani

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 11-03-2006
Cod. di rif: 512
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: gioventù abbigliata
Commenti:
Egregio Signor Provenzani,
il Suo spirito è nobile ed entusiasta; è raro trovare giovani della Sua età attaccati ad un ideale di eleganza e formalità che va al di là del pubblico gusto e diviene materia per pochi, preziosa, indomabile.
Sono certo che l'associazione dei Guardiani delle Nove Porte, ovvero l'Ordine Cavalleresco di cui questo sito è un'emanazione, potrebbe divenire per Lei fonte inesauribile di apprendimento; faccia un giretto nel Castello, legga, si informi, e domandi - Le verrà sempre risposto.
Cordiali saluti

Andrea Sperelli
autore e curatore dell'area Dandy

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Antonio Giampaolo
Data: 30-03-2006
Cod. di rif: 513
E-mail: stiffmainster@hotmail.it
Oggetto: Tentazioni
Commenti:
"Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni" cosi diceva Oscar Wilde!Tema di quanto mai attualita' visto che nel mondo di oggi le tentazioni sono maggiori rispetto ai tempi andati...ne siamo circondati ovunque ed è quanto mai facile lascirsi andare a queste! Mi chiedo se ormai con la caduta' di tutti i tabu' un Wilde troverebbe secondo me questa situazione quanto mai "sgradevole" Inquanto non vi è piu' gusto a trasgredire lo fan tutti ed è alla portata di tutti!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 02-04-2006
Cod. di rif: 514
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: tentazioni ordinarie
Commenti:
Egregio Signor Giampaolo,
ma se è alla portata di tutti, perché dunque la chiama ancora trasgressione?

Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Antonio Giampaolo
Data: 02-04-2006
Cod. di rif: 515
E-mail: stiffmaisnter@hotmail.it
Oggetto: quale termine?
Commenti:
Bhe allora mi scusi! se non possiamo piu' chiamarle tentazioni quale termine possiamo utilizzare?....forse semplicemente azioni quotidiane? oppure vivere! visto che ormai fare cose trasgressive è cosa di ogni giorno! i giovani d'oggi tra i quali io posso essere annoverato sono i piu' fulgidi esempi di dandy moderni che possiamo annoverare! involontariamente essi hanno molto a che fare con gli usi dei dandy del tempo! come loro piace trasgredire bevendo...facendo uso di droghe...vestendosi eccentricamente.
mi sto accorgendo di aprire un altro discorso ma a me piace discutere cosi lasciandomi trasportare sulle ali dell'entuisasmo della conversazione!scusi i miei modi! sicuramente verro ammonito su come la penso, ma se la pensassimo tutti uguale non potremmo definirci degli eccentrici pensatori. la saluto con reverenza a presto

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 03-04-2006
Cod. di rif: 516
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: il vizio rende l'uomo dandy?
Commenti:
Caro Signor Giampaolo, io sono tentato di credere che quando una trasgressione diventa la norma (per quanto combattuta dalla legge o dalla pretesa morale comune) non sia più una trasgressione, in quanto praticata da tutti.
Oltretutto, il dandismo non è bere vino fino alle cinque del mattino, o farsi ogni tanto un po' di hashish (nemmeno se alla salute di Baudelaire). Così come non basta un bell'abito a fare elegante un uomo, non bastano le trasgressioni, o i peccati, o i vizî, a fare un dandy.
Tanto più che esistettero dandy che mai nella loro vita toccarono un goccio d'alcool o la punta di una siringa.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Laura Cesarotti
Data: 08-04-2006
Cod. di rif: 517
E-mail: Persefone@hotmail.it
Oggetto:
Commenti:
Distinti signori,
Comprendo che con tutta probabilità questo mio commento potrebbe sembrare inopportuno ma era mia premura sottolineare il mio rispetto e la mia stima per persone come voi.Premesso ciò volevo proporvi un semplice quesito..Come si puo consacrare un'intera vita
ad un ideale talmente instabile ed igannevole come la bellezza? Badate,la mia non è una critica ma un semplice quesito...forse un po ardito. ringraziandovi anticipatamente Laura

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: sofia.grimaldi
Data: 08-04-2006
Cod. di rif: 518
E-mail: sofia.grimaldi@virgilio.it
Oggetto:
Commenti:
La vita stessa è instabile quanto ingannevole. Quindi...perché preoccuparsene, mi chiedo.

I miei ossequi.

S. Grimaldi

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Jonathan Muzzarelli
Data: 25-04-2006
Cod. di rif: 519
E-mail: jonathan.m@virgilio.it
Oggetto: Politica
Commenti:
Salve a tutti.
Sono un giovane ragazzo frequentante la Bologna universitaria, ragazzo stanco della solita gente priva di principi, a mio avviso, basilari quali l'estetica, l'immagine, la cultura. Innanzitutto volevo congratularmi con Andrea Sperelli per il grande materiale che pervade il sito web, sia per quanto riguarda l'aspetto quantitativo, ma soprattutto l'aspetto qualitativo.
Si dice che viviamo in una società imperniata sul falso mito dell’immagine: magari!, io mi ritengo assolutamente in disaccordo. Vivendo a Bologna e frequentando l’ambiente universitario, conosciuto una volta come luogo di elite, erudizione, ceppo della nuova classe dirigente, una persona crede di incontrare gente di suddetto presumibile stile di vita. Neanche per sogno! Le strade sono invase da giovani contestatori, addobbati come miserabili straccioni, sudici, impregnati dall’odore della tanta amata cannabis, da extracomunitari intenti a venderti quali schifezze catalogate sotto il nome di droghe, extracomunitari violenti, insistenti, ladri. Il gusto per l’estetica rasenta il –10! Da dandy, quale mi ritengo, sono schifato dai giovani di oggi, ma non vorrei essere troppo prolisso; rischierei di annoiarvi. Circa l’oggetto della mia petizione (politica) volevo introdurre suddetto tema: giovani intellettuali “del menga”, poco amanti della pulizia, pretendono di fondare una società basata sull’uguale, sull’uomo – standard, sulla non – estetica, pretendendo di programmare la tua felicità. Voi dandies cosa ne pensate a riguardo? Credete che per una società migliore ci sia bisogno di liberismo, liberalismo, del bello, della pulizia oppure no? Non sono pudico, io spesse volte una bella bottiglia di vino la bevo, con tanto di whisky e bevute superalcoliche, ma attingo il mio sballo dalla legalità. Parlando poi di estetica è più fine un uomo che sorseggia un bicchiere di Tocai, Merlot, Pinot oppure uno sbandato che si professa quale salvatore inneggiando allo sballo da droghe? Concludendo: il dandy moderno è un uomo di destra o di sinistra? Io, anche se in modo mediato, ma, a mio avviso, modo esplicito, una risposta l’ho già data.
Ora sta a voi continuare il discorso.
Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

Jonathan Muzzarelli


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 27-04-2006
Cod. di rif: 520
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Il dandy è di destra o di sinistra?
Commenti:
Egregio Signor Muzzarelli,

ho avuto modo di vedere Bologna la sera tardi diverse volte, ed ammetto che non ne ho ricevuto una buona impressione, contrariamente che di giorno. Tuttavia credo che questo stato di cose non si limiti solamente alla Sua città. Tale panorama, che Lei descrive piuttosto bene senza celare il disprezzo, non è un prodotto dell'oggi, ma del sempre. E' tecnicamente impossibile ridurre o eliminare la volgarità dalle vie, e ciò si realizza solo in centro città, o in specifiche vie popolose di dirigenti, alti impiegati, funzionari, club esclusivi, caffé eleganti, negozî di lusso.
Già Brummell si curava di non espatriare mai dai confini del centro di Londra, e di certe vie frequentate dal bel mondo; fuori di esse, sarebbe stato solo uno straniero in terra straniera - nessuno avrebbe avuto lo spirito di capire il suo linguaggio visivo. Fuori dal centro, per il dandy d'inizio '800, non esisteva nulla di interessante; (seguentemente i dandies presero quasi tutti, indistintamente, a fumare, bere, drogarsi e andare a donne frequentando le peggiori bettole della periferia; non dovrebbe suonarLe estraneo un titolo quale "I paradisi artificiali" di Baudelaire).
Inutile quindi tanta ingenua indignazione; se ci si sente assediati, si farà bene a trovare una mediazione, sia essa pratica (l'intraprendere vie traverse al fine di evitare la marmaglia) o "estetica" (un abbigliamento più "moderato", sportivamente elegante, quando si prevede di frequentare l'università o di passare in quelle strade che non si giudicano adatte alla giacca e alla cravatta).
Mi duole d'altra parte constatare il fatto ch'Ella accoppi senza batter ciglio posizione sociale e dandismo; intendo così dire che non vedo motivo di render sinonimi sfere come quella della classe dirigente (della quale Ella si bea d'esser futuro membro), e dandismo - che è pura spiritualità senza limiti di censo o conto in banca. Conosco parecchi dirigenti d'alto bordo amanti della cannabis e dei jeans strappati, che la sera si ubriacano di birra scadente in zozzi localini di provincia. Ciò che lei vorrebbe quale norma è in realtà un'eccezione. Senza contare il fatto che la tanto deprecata "civiltà dell'immagine" pure esiste, quando intesa nel senso giusto: una civiltà che conduce la propria esistenza in base a dei precetti estetici - che sono tragicamente identici per tutti - senza sostanza culturale; si tratti dell'auto di lusso o della scarpa da ginnastica firmata, del sigaro cubano o dell'acconciatura "rasta": vede bene che questa civiltà dell'immagine tocca tutte le sfere sociali e anche quelle politiche.
La parola "estetica" non è sinonima di "estetismo", un termine al quale Ella vorrebbe a parer mio alludere con più frequenza.
Ancora una volta Lei confonde spiritualità e mera umanità, ovverosia dandismo e politica: modo di vivere individuale e modo di governare la massa. Se il dandismo sia di destra o di sinistra è poco importante, a mio avviso: un modo di vivere e d'agire non condiziona le idee che ciascuno ha su ciò che si ritiene più giusto per la società nella quale volente o nolente ci si muove.
Se volessi fare un sondaggio tra i dandies del passato, troverei una maggioranza schiacciante di sinistrorsi. Pochi fascisti, un nazista, molti apolitici.
Non credo che la maniera di divertirsi, sia essa tipica di un individuo particolare quale è Lei o me, o tipica della massa (quella che si incontra sotto i portici bolognesi a mezzanotte), debba essere condizionata dal gusto per il legale o meno: e badi bene che questa mia affermazione risente tanto di un parere personale quanto è un prodotto della mia ricerca sul dandismo: da sempre il dandy si è considerato (forse a torto) al di sopra delle leggi, giuridiche e morali - e non per il puro gusto di infrangerle, quanto invece per la palese smania di perseguire il proprio piacere; tale percorso sottintende il desiderio vagamente wildeiano di provare tutti i frutti del giardino (o, come diremmo oggi, "fare più esperienze possibili"), anche quelli proibiti.
Fumare droga o andare a donnacce non sono atteggiamenti che di per sé dovrebbero classificare un individuo in un certo strato sociale o politico; non è automatico il fatto che un drogato sia comunista, né che un uomo probo voti AN.
Tutto sta al come ci si fa prendere da certi aspetti della vita, come li si cerca, li si trova, e come ce li si gode. La gente che si arrabatta in massa per le vie delle periferie, a sbronzarsi e sballarsi, non andrebbe punita perché si sbronza e si sballa, ma perché non ha la cultura per poter davvero apprezzare ciò che sta facendo.
(E, se debitamente istruita, si potrà passare ad una qualità di hashish superiore).

Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Adriana Galardini
Data: 27-04-2006
Cod. di rif: 521
E-mail: SweetStar2004@libero.it
Oggetto: La società
Commenti:
"Perchè influenzare qualcuno significa dargli la propria anima"
Salve a tutti.
Sn una ragazza,una giovane ragazza...ho solo 18anni.Ho trovato molto interessante questo caffè alquanto insolito e ho deciso di scriverci qualcosa anke io,nella speranza di trovare qualcuno di "diverso".Vivo in provincia e qui la vita è a dir poco squallida e ripetitiva;frequento un liceo pieno di snob e i divertimenti sn i soliti...semplicemente squallidi.Ubriacarsi,fumare di tutto e di più,"divertirsi" in quelle orrobili discoteche,senza mai affrontare un discorso "interessante".Nonostante la mia età,conosco un bel pò di persone ma ,purtroppo,fino ad ora nessuna persona è risultata ai miei occhi(e non solo a quelli)interessante.Sn spaventata ed anche un pò delusa quando parlo con gente "adulta" che non ha mai letto un libro,non ha mai ascoltato musica classica o sentito parlare,anche per sbaglio,di Wilde,Proust,Baudelaire...non sanno cosa sia la cultura e non sanno neppure che è un qualcosa che crei da te.Ringrazio tutti coloro che hanno dato attenzione alle mie parole e spero che qualcuno voglia rispondere.Grazie.Distinti saluti.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 27-04-2006
Cod. di rif: 522
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Alla signorina Galandrini
Commenti:
Gentile Signorina Galandrini,
grazie per il Suo commovente intervento: a modo suo, è molto bello, e denota una grande sensibilità ed un carattere forte in embrione. Mi auguro che qui nel sito dedicato al Dandismo, ed alla letteratura che ci ruota attorno, soddisfi le Sue curiosità e sappia porsi i dubbi giusti. Non si rammarichi per ciò che non riesce a trovare negli altri, ma si ritenga soddisfatta per ciò che ha e riesce a coltivare in sé stessa.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 27-04-2006
Cod. di rif: 523
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Forme
Commenti:
Gentilissima signorina Galandrini.
innanzitutto La ringraziamo per il bel contributo alla discussione n. 521. L'area in cui si trova è la più prestigiosa al mondo nella materia, eppure è solo una "sala" nell'immenso castello dell'Ordine. Questa struttura nulla chiede e nulla propone, ma impone a chi voglia partecipare alla Sua costruzione delle norme che servono a rendere compatibili le pietre l'una con l'altra e tutte insieme ad un progetto gnerale. La nostra Cancelleria è l'organismo che vigila sul rispetto delle poche, chiare regole, che si riassumono nella nominatività degli intreventi, nella reperibilità dei soggetti attivi almeno tramite un indirizzo di posta elettronica e nell'evitare inestetismi come turpiloquio o violenze alla lingua. Poiché le abbreviazioni da SMS e le kappa al posto della "ch" fanno parte di quest'ultima categoria, La preghiamo di evitarle in futuro. Troverà che tutto era già segnalato tra l'undicesima e la dodicesima riga dell'introduzione a questo Caffè.
Cavallereschi omaggi.
La Cancellreria dell'ordine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Orlando Lauro Donfrancesco
Data: 28-04-2006
Cod. di rif: 524
E-mail: landee@virgilio.it
Oggetto: Il Dandy è di destra o di sinistra?
Commenti:
Rispondo al signor Muzzarelli.
Dal mio punto di vista ritengo che il Dandy sia essenzialmente apolitico. Ogni presa di posizione è un compromesso inaccettabile. Commisero i rasta cannabinomani così come i giovani yuppies tutti finanza-macchina sportiva-telefonino. Dal mio austero ritiro li vedo tutti sullo stesso piano, che si affannano a dare un senso sbagliato alla loro vita. Allo stesso modo li rispetto e mi auguro che riescano a comprendere un giorno valori e ideali più alti. Salvo poi scendere dal mio castello e buttarmi talvolta nei loro divertimenti. Il Dandy sa cogliere il piacere e le nuove esperienze sia negli strati elevati che nella mediocrità. Ha un atteggiamento critico e in un certo qual modo curioso verso la vita dell'uomo e dei suoi piaceri. Il Dandy può cogliere qualcosa d'infinitamente appagante e interessante anche dentro il più infimo centro sociale di Bologna.
La maggior parte degli esseri umani fa esperienze senza cognizione di causa, o sposandone solo un punto di vista.
Il Dandy no.
Un saluto.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Enrico Maria Di Palma
Data: 28-04-2006
Cod. di rif: 525
E-mail: jamesmccarthey@hotmail.com
Oggetto: "L'ozio come stile di vita"
Commenti:
Dato il carattere letterario-artistico di questo spazio, voglio permettermi di consigliarvi un libro che mi ha veramente affascinato. Si tratta di "L'ozio come stile di vita" di Tom Hodgkinson, forse noto già a molti in quanto direttore della rivista britannica "The Idler". Come è facile intuire, il libro parla dell'arte di vivere, in contrapposizione alla frenesia neo-neo-positivista del capitalismo, che pare avere, seconodo l'autore, come unico scopo la produttività. Il tutto con ironia, buon gusto ma soprattutto numerosissime citazioni illustri, da Wilde a Nietzsche, da Russel a Whitman, fino a comprendere l'italianissima iniziativa dello Slow Food. Una vero e proprio manifesto della bella vita, imperdibile per tutti gli amanti del fumo, del buon bere e del dolce far niente.
Distinti saluti

Enrico Maria Di Palma

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Orlando Lauro Donfrancesco
Data: 28-04-2006
Cod. di rif: 526
E-mail: landee@virgilio.it
Oggetto: Della società
Commenti:
Gentile Signorina Galardini, il suo intervento (n.521) è a mio avviso collegato a quello del signor Muzzarelli (n.519) in quanto evidenzia anch’esso che una parte della gioventù, alla quale voi appartenete, è insofferente verso l’abbrutimento odierno.
Ho vissuto anch'io, quando ero a scuola, il Suo stesso problema. Grazie alla diffusa cultura dell'ignoranza di oggi, chi non sa dov'è di casa Marcel Proust o non sa chi sia Oscar Wilde è una persona "in", proprio perchè disprezza lo studio e la cultura personale. Chi invece ha piacere nel farsi una cultura viene in qualche modo, soprattutto alla Sua età, escluso dal gruppo. Basta una battuta troppo erudita a farsi tacciare di essere "secchione", basta farsi trovare nella borsa un CD di Chopin che si viene subito classificati come antiquati. Per non parlare poi dell’abbigliamento! Insieme alla cultura, sembra che oggi sia di moda non avere nemmeno il gusto del Bello.
Dispensare consigli è ancora più pericoloso che riceverli, ma vorrei comunque dirLe di non abbandonare le Sue nobili inclinazioni e di coltivarle sempre con passione, senza dare retta a chi vuole trascinarla in questo stupido mondo fatto di reality show. Cerchi però di non cadere nella misantropia, isolandosi troppo. Partecipi quindi tranquillamente alle attività dei suoi coetanei, troverà da imparare anche in questo e probabilmente incontrerà altre persone “mimetizzate” come lei. Ricordi che è facile scendere ogni tanto dal monte una volta che si è arrivati in cima, difficile è salirlo, quando non si ha i mezzi.
La lascio con una frase di Platone, precursore degli esteti moderni, tratta dal suo mirabile “Filebo”:
La potenza del Bene trova rifugio nella natura del Bello.
Un saluto.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Maurizio Fusillo
Data: 24-05-2006
Cod. di rif: 534
E-mail: envisia@katamail.com
Oggetto:
Commenti:
Concordo appieno con quanto detto finora. La società giovanile moderna, della quale faccio purtroppo parte, ha modelli e convinzioni profondamente sbagliate. Vorrei citare a tal proposito una mia esperienza personale: parlando con dei parenti stretti di una ragazza che ha avuto la sfortuna di piacermi mi sono sentito dare dei consigli che vanno dal "Lascia perdere Baudelaire, che era pazzo" "Lascia perdere questi poeti negativi" al "Trovati un lavoro che è meglio così poi sei stanco e non hai tempo di farti problemi" allo spettacolare "è meglio non pensare". Credo che questo impoverimento del pensiero sia appunto la causa dell'inutilità della gioventù moderna, che sarà poi (e non oso immaginarne le conseguenze) la società di domani. Finchè ci sarà gente che ti dice "è meglio non pensare" o che ti guarda strano perchè vai a scuola con un vestito migliore dei loro stracci decrepiti, colorati e appariscenti, non ci sarà speranza. La speranza è nella gente come noi, nella gente che ha il coraggio di pensare ancora con la propria testa.
Vi lascio con una frase di Wilde:
"Il futuro appartiene al dandy. Saranno le persone squisite a governare".
Saluti,
Maurizio

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: benedetta golino
Data: 27-05-2006
Cod. di rif: 535
E-mail: benasa_e_basta@alice.it
Oggetto: dandy
Commenti:
io sono la perfetta dandy conduco esattamente la stessa vita di dorian gray anche se poi mi auguro che in futuro non ucciderò il mio riflesso nello specchio o un mio ritratto

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: benedetta golino
Data: 27-05-2006
Cod. di rif: 536
E-mail: benji_e_company@alice.it
Oggetto: si parla sempre di politica
Commenti:
il dandy è di destra e na abbiamo le prove un esempio concreto???Il caro bel berlusca non una ruga non un capello fuori luogo la sua tenuta sempre in perfetto ordine L'unica pecca????!!!!!! ma come non lo sapete .......ha il tremendo vizio di mettersi sempre le dita nel naso

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Enrico Maria Di Palma
Data: 27-05-2006
Cod. di rif: 537
E-mail: jamesmccarthey@hotmail.com
Oggetto: ...
Commenti:
Gentile signora Golino,
se il sottocitato personaggio, Il cavalier Berlusconi, è un Dandy, le possibilità sono due:
o Lei ha un concetto ben strano di Dandy o sono io che mi sono perso qualcosa.
Già il dare definizioni di tale tipologia non mi è congeniale (non esistono, a mio parere, persone dandy, ma solo comportamenti dandy); inoltre per quanto riguarda il suo abbigliamento, lo reputo più adatto ad un beccamorto che ad un Dandy.
Santo cielo, quante volte ho già usato la parola Dandy?
Per finire, io non vedo in quell'uomo nessun tipo di amore per l'arte o per il bello...
Cordiali saluti

Enrico M. Di Palma


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Alessandra Corallo
Data: 28-05-2006
Cod. di rif: 538
E-mail: aletvb26@deejaymail.it
Oggetto: bellezza
Commenti:
Caro Andrea Sperelli,
non mi aspettavo di trovare una persona interessante come Lei svolgendo una ricerca con un mezzo così arido come internet. In realtà io tra un mese circa sarò impegnata con gli esami di Stato e, nello scegliere un argomento da svolgere come tesina personale, mi sono ritrovata a concepire come perfetta un'analisi sul tema della bellezza. L'obiettivo che mi propongo non è una semplice discussione sul concetto del bello nelle ideologie dei vari filosofi e così via...Io vorrei capire fino in fondo il senso della filosofia di vita che il Dandy impersona. Data la mia fortuna nell'imbattermi nella Sua persona, Le chiedo un supporto e, se Lei ne avrà voglia e tempo, degli spunti dai quali sviluppare il mio percorso. La ringrazio sin da ora per la Sua attenzione.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 29-05-2006
Cod. di rif: 539
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Anonimato
Commenti:
Gentile visitatore/trice a firma Golino,
la consueta verifica operata dalla struttura che governa quest'area e l'intero castello dalle Nove Porte ha dato esito negativo quanto ad uno dei due indirizzi da Lei forniti alle conversazioni n. 435 e 436 del Caffè. Ecco il rapporto di risposta ad una lettera da noi spedita:This is an automatically generated Delivery Status Notification.

Delivery to the following recipients failed.

benji_e_company@alice.it

From: "cavalleresco ordine"
To:
Message-ID: <001b01c68342$422f63c0$6a040227@server>
Subject: Ringraziamenti e verifica.

Poiché la dichiarazione di un indirizzo attivo è prevista obbligatoriamente e chiaramente nell'introduzione a questa ed a tute le aree interattive del castello, riteniamo ogni Suo testo apocrifo e, in mancanza di una spiegazione che sarebbe benvenuta, dovremo rimuoverlo insieme a tutti quelli che ha generato, questo compreso.

Cavallerescamente
La Cancelleria dell'Ordine


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 02-06-2006
Cod. di rif: 540
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Bellezza - alla Signorina Corallo
Commenti:
Gentile Signorina Corallo,
Le ho dato le informazioni che cercava nella mia posta, in risposta alla Sua richiesta.
Mi auguro che quanto scritto soddisfi almeno in parte i Suoi desiderî e, nel caso, la invito a ricontattarmi.
Cordialmente suo
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: claudio maria borromeo
Data: 08-06-2006
Cod. di rif: 541
E-mail: borromeocm@libero.it
Oggetto: de veritate
Commenti:
Saluto tutti i Signori,
e mi confesso onoratissimo di trovarmi in un così raro salotto intellettuale.
Scelgo questo luogo e le cavalleresche figure che lo compongono, spiriti inevitabilmente eletti, per affidare fiduciosamente la mia giovane ed inesperta età all'illuminato parere di lorsignori. Pur temendo di turbare, forse, con serie e "volgari" facezie, l'aulico e letterato ambiente, confido nel respiro senza paraocchi alcuno, caratteristica identitaria di quei veri quanto esigui caffè letterari, ormai quasi inesistenti come luoghi fisici, per accennare ad altri temi meno artistici ma che con quello che vi prego di perdonare come eventuale mio inesperto, cattivo tatto, giudico altrettanto pieno d'interesse; e se non dovesse averne granchè sarebbe tuttavia poca cosa per chi, saggiamente, come Voi si rifà ad intellettuali che ritengono nulla avere il men che minimo valore.
Rimetto, infatti, alla vostra nobile saggezza ed amore per la verità e la libertà, i miei dubbi riguardo argomenti di cui pochi come Voi potrebbero meglio illustrarmi l'essenza.
Mi riferisco ad alcune notizie riguardanti “Bilderbergers”, Rothschild, "Nuovo Ordine Mondiale", e tutto ciò che riguarda, per quel poco che so o mi è dato sapere, quel che definire parainoico allarmismo sarebbe, oltre che limitante, un assecondare, forse, con la propria lassistica sdrammatizzazione il perfetto svolgimento delle "manovre", cui assistiamo impotenti idifferenti vittime.
Attendendo fremente Vostre autorevoli nuove, e mi dico lusingato di aver il privilegio di salutare i Loro cavallieri ringraziando per la garbata disponibilità dimostrata anche solo, e non solo, nel rendere possibile intervenire e discutere con Essi.
Ossequiosamente Vostro,
claudio borromeo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Davide Coppo
Data: 09-06-2006
Cod. di rif: 542
E-mail: dadefdl@hotmail.com
Oggetto: giovinezza
Commenti:
Amici, spero mi sia concesso di chiamarvi tutti così, ho trovato molto interessante l'intervento di Adriana Galardini, e mi sento in dovere di replicare, in quanto sono poco più grande di quest'ultima (ho vent'anni) e spesso mi trovo a chiedermi che fine sta facendo la mia generazione, in quanto a cultura e in quanto a eleganza.
Innanzitutto cercherò di esprimermi nella maniera più semplice possibile, perchè è giusto rispettare le regole linguistiche, ma quando si scade nel barocchismo si diventa pedanti e abbastanza ridicoli.
Quindi niente inutili vezzi che appesantiscono il discorso.
La signorina ha dichiarato di vivere in provincia e di trovare un ambiente squallido e assolutamente poco interessante.
Io vivo a cinque chilometri da Milano, ma sarebbe più corretto dire che dormo a cinque chilometri da Milano e vivo a cinque chilometri dal mio letto.
Perchè fortunatamente sin da piccolo ho avuto la fortuna di frequentare scuole in città e avere amici e fidanzate a Milano.
Ma mi accorgo fin troppo di ciò che mi circonda. Purtroppo le generazioni degli '87, degli '88 e via dicendo sono agghiaccianti.
Con ovviamente rare eccezioni.
Ma pare che tra i nati nell'86, nell'85, nell'84, e i loro successori, vi sia un abisso incolmabile.
Le mie non sono parole campate in aria, chè non sono il solito giornalista arrugginito che etichetta periodicamente le tribù giovanili e scrive che i giovani di oggi non sono più quelli di una volta.
Ma sono uno che ci vive ogni giorno, in mezzo a ragazzi ragazzini e adulti, e l'ignoranza stilistica, culturale, musicale è sempre più diffusa.
Al banco degli imputati ci metterei genitori, televisioni, capitalismo, globalizzazione, e soprattutto scuola.
Ma mi sento comunque di difendere la mia generazione, almeno una parte.
Quelli che sono stati così fortunati da crescere nei primi anni del liceo con Rimbaud e Baudelaire, affascinati dal ragazzino francese che già quindicenne scriveva "giù il cappello, borghesi!".
Quelli che leggevano (e leggono) senza doversi nascondere per farlo, quelli che si consigliano libri, discorrono di musica, quelli che vanno a teatro.
Se cerchi bene, Adriana, ne troverai.
Ce ne saranno sempre meno, ma non scompariranno mai.
Saluti
dade

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 11-06-2006
Cod. di rif: 543
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Ordine mondiale e signoraggio - Al signor Borromeo
Commenti:
Egregio signor Borromeo,
due anni fa, quando Dan Brown era già stato tradotto, ma non aveva ancora conquistato il mondo, proprio qui al caffè si sostennero alcune conversazioni sul Priorato di Sion, sui Templari e sui misteri di Rennes le Chateau. Nulla di nuovo o di storico venne detto, questo è certo, ma nella discussione Simone Zampol, vecchio cliente del caffè oggi scomparso dai nostri tavoli, concluse pragmaticamente dicendo come questo argomento “ sia stato abusato per giustificare qualsiasi ambiguità che non si sapeva a chi attribuire, come nel medio evo che si dava la colpa alle streghe per tutte le disgrazie”. Credo che anche il Nuovo Ordine Mondiale non sia che una nuova maschera che l’uomo tende ad attribuire ad un sistema irrazionale e impersonale per razionalizzarlo e personalizzarlo. E’ una forma di esorcismo alla rovescia, che crea i demoni invece di scacciarli, ma intanto genera la sensazione di averne compreso il potere e quindi di controllarli. Credo che i grandi poteri esistano, ma come tutte le cose veramente impenetrabili sono nascoste dove tutti possono vederle e pochi distinguerle. Facciamo un esempio, peraltro attinente al problema da Lei sottoposto. Quando il nostro vecchio Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si trovò nell’impasse dell’affaire Fazio, il Paese avrebbe potuto accorgersi (ma non lo fece e non lo farà mai) che la Banca Centrale Nazionale, cioè la Banca d’Italia, è un ente privato su cui lo Stato non ha poteri. Lo stesso avviene in quasi tutti i paesi, compresi gli Stati Uniti. Anche la Federal Riserve è infatti privata, come privato è Fort Knox. Ciò comporta che chi batta moneta siano in realtà dei privati e per quanto ci riguarda, come azionisti di Bankitalia, controllano l’ente che dovrebbe controllarli nominando il suo consiglio superiore. Di qui l’immenso potere, praticamente legislativo, delle banche. Le Banche Centrali Nazionali battono moneta ad un costo che è quello tipografico e lo prestano agli Stati al valore nominale. Secondo gli accordi con la Banca Centrale Europea, ciascuno Stato consente una “trattenuta” dell’’8% cash ed il resto lo acquista scambiando la carta moneta con titoli, aumentando di conseguenza il debito pubblico. E’ ovvio che il guadagno, detto “signoraggio” dall’antico privilegio dei feudatari di battere moneta, è immenso, eppure nascosto dalla sua stessa evidenza. I Rotschild ed altre famiglie tra quelle citate nei Bilderbergers sono effettivamente tra i grandi azionisti delle banche azioniste delle banche centrali, quindi il vertice cui la piramide si riferisce. Cercando, studiando, troverà conferma a questi dati che forse ignorava. Nessuno ne parla ed anche se se ne parlasse, non sarebbero in molti ad ascoltare. Ed ancora, se pure lo facessero, che ci sarebbe da fare? La grande finanza, i Cuccia insegnano, non parla, non si mostra e non si controlla. L’Ordine segreto del Mondo, se esiste, è nella cupola che gestisce questo sistema, che essendo sotto gli occhi di tutti e da tutti accettato da secoli, è inattaccabile se non da altri secoli. Poiché siamo in un caffè e questi argomenti sono un po’ pesanti, meglio berci sopra. Ordiniamo una bottiglia di blanc de blanc, è quello che ci vuole per cancellarei la sete per la lunga conversazione e l’amarezza dell’impotenza.

Au revoire
Giancarlo Maresca


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 13-06-2006
Cod. di rif: 544
E-mail: sim_81@libero.it
Oggetto: Il tempo passa in fretta....
Commenti:
Cortese sig. Maresca, è passato così tanto tempo da quella conversazione? Così lontana eppure così attuale grazie, o per colpa, del tanto vituperato film da poco uscito nelle sale cinematografiche e tra l'altro ieri sera su RAI 2 ne hanno parlato nuovamente con dovizia di particolari. La mia assenza così prolungata è stata solo apparente, in realtà sono tornato spesso al Caffé ma non vi ho partecipato in maniera attiva. Come giustamente dice lei, il potere vero non è quello che si espone e si mostra in tutta la sua potenza, non è il diluvio universale che tutto spazza e distrugge, è il piccolo rivolo d'acqua che emerge nel deserto. Dopotutto rivelarsi palesemente rende più vulnerabili. In questa epoca di terribile pragmaticità, l'uomo è sempre più insicuro e sempre più alla ricerca di un punto fermo. Perversamente è più rassicurante credere che esista un potere occulto che riesce ad andare oltre i poteri delle varie nazioni e dei vari popoli, piuttosto di pensarsi in balia degli umori di qualcuno. Poco importa se questo potere fa solo ed esclusivamente i propri interessi privati, l'importante è che dia "ordine e pace". Io ritengo che questo discorso sia poco convincente, ci sono certamente poteri ed interessi talmente grandi che probabilmente riescono a muovere il mondo, credo però che anche il cosiddetto potere, quello feudale ed avito che lei cita, come tutte le creazioni umane sia soggetto a deperimento prima o poi. C'è sempre quel famoso "fattore X", l'imprevedibile, caso o fato che dir si voglia; può sempre capitare che la piccola farfalla, sbattendo le ali, provochi la tempesta. L'unica arma a disposizione di noi poveri deboli è osservare, meditare e non prendere la questione troppo sul serio, un uomo più saggio di me ha detto "se c'é una soluzione perché ti arrabbi? Se non c'é una soluzione perché ti arrabbi?" Se non le arreco fastidio, mi unirei volentieri al suo tavolo, questa discussione mi ha proprio stremato!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 15-06-2006
Cod. di rif: 545
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Media e libero pensiero
Commenti:
Egregio Zampol,
sieda, sieda pure. Sono ben lieto di rivederla qui al Caffè. Si parlava del potere col signor Borromeo ed ora anche con Lei. Quel residuo feudale di cui si diceva, il signoraggio, non ha in se nulla di terribile o pericoloso. Ciò che stupisce è che il popolo non sappia dei suoi meccanismi e nemmeno della sua stessa esistenza. Seguendo venti telegiornali al giorno, crede di essere informato su tutto, ma ignora totalmente il sistema di leggi e soggetti che presiede ad una delle cose più importanti in assoluto: la produzione del denaro. Non il suo guadagno, ma proprio la sua realizzazione fisica. Ammettiamo che il modo in cui avviene sia sbagliato, in quanto privilegia in modo sproporzionato il capitale privato a scapito del vantaggio pubblico. Per cambiare le cose occorre la volontà di farlo. A sua volta, perché questa si generi, occorre una conoscenza non profonda, ma di certo almeno diffusa, del fenomeno sul quale agire. Orbene, è evidente come la consapevolezza di questo ed altri problemi cruciali manchi del tutto. Perché? Perché è facile distrarre la gente con altri obiettivi. La grande comunicazione privilegia alcuni temi e li amplifica come un prestidigitatore che attiri lo sguardo su una mano per lavorare con l'altra. Uno dei poteri, o meglio il servo indispensabile dei poteri, è quindi quello dei media. Un altro dato inverosimile eppure da tutti constatabile è il fatto che i cittadini credano loro in modo cieco. Una volta ci si fidava della stampa, pensando che ciò che era scritto fosse di per se stesso vero. Ora si crede a quello che viene mostrato, con l'ancor più forte certezza che quel che si vede sia veramente accaduto. Che dire? Il libero pensiero non muore lo stesso e di tanto in tanto riporta qualche inaspettata vittoria. Brindiamo ad esso!
Cavallerescamente
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Filippo Chiarlo
Data: 15-06-2006
Cod. di rif: 546
E-mail: f.chiarlo@email.it
Oggetto: Buon giorno a tutti
Commenti:
Sono nuovo del sito, abito in Piemonte, Acqui Terme, insegno Difesa Personale Piemontese e Bastone.
Un saluto a tutti ci risentiremo in seguito...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 15-06-2006
Cod. di rif: 547
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Scherma col bastone
Commenti:
Egregio signor Chiarlo,
benvenuto al Caffè. Sedevo al tavolo vicino, quando ho sentito che Lei è Maestro nella sherma col bastone. La cosa mi interessa alquanto. potrebbe, a beneficio mio e di quanti vogliano accomodarsi in ascolto, riassumerci la storia ed i principi di quest'arte?
Camereriere! Avvicini un altro tavolino, prego. La compagnia potrebbe aumentare.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: claudio maria borromeo
Data: 17-06-2006
Cod. di rif: 548
E-mail: borromeocm@libero.it
Oggetto: bien
Commenti:
Signor Gran Maestro,
dilungarmi in ossequiosi ringraziamenti sarebbe tanto tedioso per lei, quanto poco igienico per me, eppure, lusingato dall'accorta e tosta risposta, sebbene sia stato il primo a dubitare della leggerezza del tema, temo sia preoccupante, senza ovviamente preoccuparmi, che si possa abbandonare con un gesto indubbiamente lucido, una questione soltanto perchè "più grande di noi".
Chiacchierando e sorseggiando il delizioso liquido da lei ordinato mi permetto di accendere, dopo un doveroso rituale di degustazione e circoncisione preliminare, un adorabile cuaba salomones, porgendone uno anche a lei ritorno al mio discorso.
Convenedo sulla praticità della conclusione che l'ormai smarrito ospite del caffè traeva tempo addietro, mi risulta poco cavalleresco che un uomo del suo gusto e che, come ci dimostrano i fatti, tiene tanto all'eccellenza della qualità, non soltanto ne parli in modo vago, ma si rassegni quasi, accettando l'esclusione da una elite dalla quale dubito sinceramente possa essere all'oscuro.
In ogni modo, lungi da me l'intenzione di risultare arrogante o impertinente, mi permetto di suggerire il portale www.disinformazione.it per approfondire e curiosare tra molti temi, oltre quello da noi discusso ora, che a quanto pare non puzzano solo di fasullo, ma lo sono in modo evidente e comprovato.
Sorseggiando e dedicandomi a far cavalcare le note delle mie futili parole sulle dolci volute del fumo di questa rara foglia cubana, sorrido lasciando a lei la parola, ripetendomi onoratissimo di trascorrere parte del mio ozio in sua preziosa compagnia.
Umilmente,
carlo borromeo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: claudio maria borromeo
Data: 17-06-2006
Cod. di rif: 549
E-mail: borromeocm@libero.it
Oggetto: erratum corrige
Commenti:
Chiedo venia, ovviamente, al terzo capoverso si legga "l'ormai non più smarrito ospite".
Approfittando per salutare anche i nuovi compagni, credo sia necessario altro vino sebbene (e a maggior ragione) gli effetti comincino a farsi sentire.
salut.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 20-06-2006
Cod. di rif: 550
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Teleny: il romanzo tabù di Oscar Wilde
Commenti:
La madre dei moralisti è sempre in cinta. Sarà che la maggior parte dei biografi e degli studiosi appartiene ad una generazione fattasi salda di forti principî cattolici, fatto sta che nemmeno nelle più recenti raccolte omnicomprensive dell'opera del celebre scrittore irlandese Oscar Wilde compare un titolo che forse ancora "brucia sulle labbra degli inglesi" (cito dal Dorian Gray): Teleny.
Perché? Perché ostentarne la mancanza, fingere la sua inesistenza? Forse perché è scabroso, immorale, filopederasta? E' estremamente probabile. Oscar Wilde, si sa, preferiva i ragazzi alle signorine, e non si smentì mai su questo punto, sino ad arrivare al celeberrimo processo che lo vide accusato di sodomia (orrendo termine che descrive un'azione non sempre praticata tra omosessuali), corruzione morale di giovani minorenni, eccetera. Si sa pure che la legge, vietando tali pratiche, evitava di perseguire i rappresentati più in vista del bel mondo, i quali - se beccati con le mani nella marmellata - venivano invitati a migrare per qualche tempo verso lidi più ameni (Capri, per esempio: il Paese dei Balocchi per tutti i pederasti inglesi e francesi fin-de-siècle). Non così Wilde; e grazie alla sua condanna egli è oggi ospite permanente di quel santuario pagano adorato da tutte le comunità gay del mondo, comprendente André Gide come Jacques Fersen, Ronald Firbank e Marcel Proust, e via via di questo passo.
Eppure... eppure Teleny viene lasciato da parte. Certuni si giustificano così dicendo: "E' impossibile dimostrare con certezza che questa porcata sia parto di Wilde". E' vero. "Quel che è lampante, è che Wilde vi ha partecipato solo in minima parte; essendo cioè un'opera scritta a più mani, non può essere inclusa in una raccolta di opere né pubblicata a suo nome". La prima parte è vera, mentre la seconda è più che altro una squallida giustificazione.
Primo editore ne fu il leggendario Leonard Smithers, personaggio anticonformista più volte dichiarante "Io pubblico tutto ciò di cui gli altri hanno paura". La prima edizione è del 1893, e reca due sottotitoli: "Il rovescio della medaglia - un amore fisiologico dei nostri giorni" (vi assicuro che in inglese suona molto meglio); Smithers, com'era costume in questo genere di libelli fuorilegge, falsa il nome della sua casa editrice inventandone uno, e fa stampare il romanzo - solo 200 copie in due volumi - in Francia, per sicurezza.
Solitamente le sole iniziali dell'autore bastavano a farlo riconoscere lo stesso dal pubblico, e il nome inventato della casa editrice nascondeva assai malamente il vero editore. Teleny venne riconosciuto subito come edito da Smithers (pochi altri avrebbero avuto il coraggio di farlo stampare), e tuttavia restò misterioso il nome dell'autore/autori, e tutt'ora resta un margine di dubbio. Quel che è certo è che attorno a Smithers non solo ronzava spesso Wilde, ma pure altri personaggi strettamente connessi con lo scrttore irlandese: Beardsley, Harland, Beerbohm, Sikert, Lane. Due soli biografi osano tirare in ballo il romanzo omoerotico: il serioso Montgomery Hide e il raffinatissimo quanto ironico Philippe Jullian, ma entrambi non si sbilanciano, citando solo i dubbi biografici ma lasciando trasparire l'opinione che dà il romanzo per wildeiano.
Tutto questo non avrebbe senso senza la testimonianza del libraio francese Charles-Henry Hirsch il quale, aperta una libreria a Soho, si piccò di far conoscere al pubblico vittoriano un po' di letteratura francese - giudicata dagli inglesi perversa, proprio perché francese. Punto.
Wilde non si fece sfuggire l'occasione, diventando subito un cliente avvezzo di Hirsch; entrando in confidenza, poté permettersi di chiedergli "certe opere licenziose, di un genre particolare, che lui definiva eufemisticamente 'socratiche' ". Vi risparmio la lista delle operette richieste da Wilde, e vado a concentrarmi su ciò che segue.
Riferisce Hirsch che un giorno Wilde venne a trovarlo accompagnato da certi suoi giovani amici, che il libraio identificò, dall’abbigliamento e dal modo di fare, come artisti; le visite in comitiva vennero a ripetersi per diverse volte, sino a quando Wilde, estraendo un plico di fogli accuratamente incartati e sigillati, chiese al libraio di custodire il pacchetto, ché entro qualche giorno sarebbe stato ritirato da un giovane, il quale avrebbe esibito allo scopo un biglietto da visita di Oscar Wilde stesso. Il libraio acconsentì, e qualche giorno dopo si presentò effettivamente un amico dell'irlandese, esibente il biglietto da visita, per ritirare il plico. Poco tempo occorse perché lo stesso giovane tornasse alla libreria di Hirsch con appresso gli stessi fogli, persuadendo il libraio a tenerli, sinché qualcun'altro non fosse tornato a riprenderli. Puntualmente si presentò un secondo ragazzo, col solito biglietto da visita, ritirante i fogli. E così via: il manoscritto passava nelle mani di tre, quattro, sei, dieci giovani, laddove il punto nevralgico dello scambio clandestino si svolgeva dietro le vetrine della Librairie Parisienne a Soho.
Venne il giorno in cui giunse Wilde in persona col plico di fogli, considerevolmente aumentati, non più incartati ma tenuti assieme da un semplice nastro. Come sempre nominato a custodire il misterioso manoscritto, Hirsch non resistette alla tentazione di leggerlo.
Racconto tutto questo perché, ovviamente, ha a che fare con il Teleny - che era appunto ora tra le mani del libraio francese, il quale non faticò a riconoscerlo quando gliene capitarono in negozio alcune copie (appena stampate da Smithers), nonostante che molti punti fossero stati espugrati, e l'azione si fosse spostata piuttosto stupidamente da Londa ad un'inverosimile Parigi.
Questa testimonianza, vaga e al contempo eccentrica quanto basta per poter essere ritenuta vera, spiega ciò che molti cultori del genio di Oscar Wilde individuano tra le pagine del romanzo omoerotico: una miscellanea di stili, scritture, troppo differenti. Come un collage. Ed un tal fatto è evidente, a ben guardare, pure nell'edizione italiana: si passa da descrizioni di sale da concerto e lussuose parure, ad atti "contronatura" scabrosissimi.
Troppo facile sarebbe il distinguere la mano di Wilde in quei passaggi colmi di piume di pavone, sfingi e avorio e seta, e le mani grezze dei suoi amici scrittori, partecipanti a questo curioso gioco delle parti, a questa sciarada letteraria. Perché no, poi? Oscar Wilde, sebbene cantore della raffinatezza e del dandismo, potrebbe benissimo aver avuto una "caduta di stile" o, in altre parole, uno sfogo d’umanità.
Anche se in una lettera indirizzata a Bosie, durante una gita a Venezia, trovava che la cosa più assurda e grottesca della laguna fossero "i marchettari in gondola".


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: claudio maria borromeo
Data: 20-06-2006
Cod. di rif: 551
E-mail: borromeocm@libero.it
Oggetto: w wilde
Commenti:
Caro Sperell,
finalmente.
Bello, bravo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: claudio maria borromeo
Data: 21-06-2006
Cod. di rif: 553
E-mail: borromeocm@libero.it
Oggetto: per il curatore
Commenti:
Mortificatissimo del pasticcio tecnocollagico combinato invito il curatore a modificare e correggere le ripetute copie inserite maldestramente nel precedente intervento e a cancellare questa mia "di servizio" e goffissima preghiera di perdono.



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 21-06-2006
Cod. di rif: 554
E-mail: sim_81@libero
Oggetto: Il potere oscuro?
Commenti:
Cortese sig. Borromeo, mi permetta di presentarmi e di partecipare al convivio di parole e sapori con alcune riflessioni. Innanzitutto non credo che avere coscienza del proprio status sia "poco cavalleresco", il delirio di onnipotenza è un elemento che spesso caratterizza gli stessi poteri forti che lei cita. Per poter meglio apprendere il suo pensiero ho voluto visitare quel sito che lei nomina, ammetto di non aver approfondito i tanti argomenti che vengono trattati ma mi sono soffermato a leggere "sta cambiando qualcosa nella situazione di potere in Italia", visto che è questo l'argomento che stiamo trattando. Devo dire di essere parzialmente d'accordo con l'articolista solo quando dice che il potere politico è asservito ai poteri forti e che i vari scandali sono frutto di lotte tra di essi, il resto non mi convince per nulla ed infatti l'articolo mi è sembrato un miscuglio di belle parole, vaghe utopie e nostalgici riferimenti al marxismo. Dire che la gente non si comporta come tanti bravi samaritani solo perchè questo oscuro potere occulta i suoi piani attraverso la manipolazione dei media, mi sembra alquanto puerile, è vero che molte cose non vengono dette ma i giochi di potere sono evidenti, non è questione di conoscenza ma di volontà di conoscere. Chi non ha mai sentito dire "è colpa della società", come se fosse una specie di arcana chimera creata da qualche demiurgo impazzito, aliena all'uomo ed ai suoi comportamenti e stessa cosa dicasi per questi poteri occulti. Come dice giustamente l'articolista, la sfida elettorale destra-sinistra non è una lotta tra bene e male, ma neppure la sfida tra potere forte e gente comune lo è. Ritengo che tutti dovremmo farci un bel esame di coscienza, siamo tutti adulti, il tempo di credere a Babbo Natale ed alla Befana è finito, eppure molti credono a questo utopico mondo dove tutti gli uomini sono buoni e felici, dove non c'è la guerra e la fame ed io mi chiedo cosa centri l'uomo in tutto ciò. Non sto dicendo che è giusto, dico solo che è umano! Ammettere che, insieme ad una sconfinata forza creativa, coesistano nell'uomo vari sentimenti oscuri, è esclusivamente accettare la propria natura e null'altro. Il mondo cambia e le persone con esso, tutti sono figli della propria epoca ed i poteri forti, come l'uomo, sono soggetti a deperimento, a cambiamenti, all'estinzione, ma non si può prescindere da essi come non si può prescindere dalla natura umana per comprendere gli eventi della storia, nel bene e nel male. Per sicurezza ordinerei un'altra bottiglia, non vorrei mai che, durante la discussione, qualcuno di noi si debba interrompere per ordinare.
P.S. leggo or ora il suo ultimo intervento e preciso che questo mio non vi fa alcun riferimento

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Dario Gref
Data: 23-06-2006
Cod. di rif: 556
E-mail: genioesregolatezza2000yahoo.it
Oggetto: Iopenso
Commenti:
Non conoscevo la complessità della questione, tuttavia me ne avvedo e aggiungo che secondo me un vero dandy al referendum voterebbe NO.Lo snob un inconsapevole SI.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 23-06-2006
Cod. di rif: 557
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Avviso ai Visitatori
Commenti:
Avviso i gentilissimi Visitatori che è stata appena messa on-line la biografia di un nuovo dandy contemporaneo: il barone Alexis de Redé. A voi tutti buona lettura... A.Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Dario Gref
Data: 26-06-2006
Cod. di rif: 558
E-mail: genioesregolatezza2000@yahoo.it
Oggetto: cod. rif.554 a Simone Zampol
Commenti:
Egregio Signor Zampol devo dire che la sua tesi è, a mio avviso, abbastanza aderente alla realtà dei fatti.Da filantropo mi vado chiedendo e a questo punto Le chiedo:come tornerà l'era del cinghiale bianco?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: claudio maria borromeo
Data: 27-06-2006
Cod. di rif: 559
E-mail: borromeocm@libero.it
Oggetto: voilà
Commenti:
Mi permetto signori, in un particolare stato d'eccitazione super-umana suscitato dalla squisitezza dell'intervento del curatore, ingagliardito dalle gesta sottili del più complesso e (appunto per questo) frivolo intellettuale del secolo decimonono, la versione ampliata e corretta di un prototipo di uomo quale Federico Niccie, di portare alla luce un gradevole seppur modesto attuale dilettante del pensiero che nel cui testo che vengo a leggere fa parte di una buona percentuale di dandyismo (serio)(!) come è inevitabile che sia (se non nel gusto bon vivent, o nella raffinatezza disumana di un flaneur, almeno) nell'improbabilità leggera e concettuale del gesto pensativo.
L'autore è uno sconosciuto di discutibile gusto, ma è proprio per questo che mi interessa il risultato exceptionale, una sorta dimostrazione che esista una metafisica, Saviniana, impersonalità superiore che si cala nell'umano, visitando "chiunque" come un Belzebuth baudelairiano.
Vi prego di prestarmi la cortesia di tollerare con superiore bonarietà il mio seccante bad-trip (tanto per omaggiare Super-Arbasino), dedicando distrattamente, se potete, un orecchio alla mia lettura mentre oisifi vi carezzate come gatti con un o megli con i vostri piacevoli compagni, assecondandovi in Sade sorseggiando con delicato e profondo godimento un duca enrico che ho l'ardire di offrirvi per omaggiare l'eleganza della vostra bellezza.
Sarebbe ovviamente superfluo esplicitare il mio totale disinteresse per l'argomento e per l'idea di politica che non appartiene ad animi alieni e leggiadri come i vostri e dell'umilissimo sottoscritto, dove il disinteresse impone di parlare in modo frivolo delle cose serie e in modo serio delle cose frivole.
Pregandovi, dunque, di interrompermi qualora dovessi rfisultare oltremodo pedante o sgradevole, comincio:

<
La realtà supera, ancora una volta, la fantasia!
di Carlo Bertani

“Lo hanno arrestato come un bandito!”
Emanuele Filiberto di Savoia

“Ma un bravo poliziotto, che sa fare il suo mestiere,
sa che ogni uomo ha un vizio, che lo farà cadere…”
Francesco Dé Gregori – Il bandito e il campione

Primo di Aprile 2006: se qualcuno vi avesse avvicinato in strada, per chiedervi quali di questi tre eventi era il più probabile nei famosi “prossimi 100 giorni”:

Berlusconi perde le elezioni;
La Juventus finisce in serie B;
Vittorio Emanuele IV arrestato per associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione.

Avreste risposto con un’alzata di spalle : «Oh grullo, che stai a dire: Berlusconi lè belle che cotto, lo dicon anche i sondaggi…le altre son tutte bischerate…»
Invece viviamo nel più fantasmagorico cabaret planetario mai esistito, dove il gioco delle parti è oramai la regola e non l’eccezione: i re gestiscono un giro di puttane e i grandi capitalisti un giro di arbitri; le une e gli altri – dobbiamo ammetterlo – sono figure di grande potere, giacché amministrano i più amati aspetti ludici dell’esistenza, gioco e sesso.
Forse il regal rampollo è soltanto un giocherellone, un player che si era messo “in affari”: chi lo arresta? Un giudice, ovviamente, che però si chiama Woodcock – quasi Woodstock – un magistrato italiano che, per rispettare i canoni della commedia, assume un nome anglosassone, fugando così definitivamente i sospetti che durante la Seconda Guerra Mondiale – mentre i poveri alpini crepavano gelati in Russia – la monarchia italiana facesse pappa e ciccia con quella inglese.

Ma la storia non finisce nemmeno qui: poteva mancare il giornalista-profeta che aveva intuito tutto?
In anni lontani, quando in paesi come il Sudafrica c’erano regimi dichiaratamente razzisti e la comunità internazionale aveva dovuto – almeno pro-forma – sottoporli all’embargo sull’acquisto di armi, il nostro reale rampollo divenne rappresentante della Agusta (sì, quella degli elicotteri) e, non si sa come, riuscì ad aggirare – forse grazie alle sue nobili origini – le maglie dell’embargo.
Risultato? Tanti begli elicotterini made in Venegono (Varese), con le nere mitragliatrici ai portelli laterali, pronte a colpire chiunque si ribellasse ad un regime che lasciava morire per terra la vittima di un incidente stradale se non arrivava l’ambulanza esattamente correlata al gruppo razziale d’appartenenza del ferito.

Gli elicotteri dell’Agusta sorvegliavano dall’alto, e talvolta intervenivano, quando c’era il rischio che il famigerato battaglione Buffalo – composto dalla peggior feccia bianca sudafricana – non ce la facesse a raggiungere il “target” giornaliero di neri ammazzati come cani.
Non contento di tutto ciò – mentre si trovava sul suo panfilo al largo della Corsica, sul confine delle acque territoriali italiane – il regal rampollo si rammentò che i suoi avi nascevano per censo già ammiragli: all’avvicinarsi di un’imbarcazione battente bandiera del Reich germanico, forse sopraffatto da atavici rancori, sparò con un Garand (arma da guerra, vietata la sola detenzione, pena anni 9 e mesi 6 di reclusione) contro il vascello nemico.
Risultato: un giovane turista tedesco morto dopo settimane d’atroci sofferenze.

Beh, direte voi, ma il Codice Penale, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, l’enciclica Pax Christi, il manuale delle Giovani Marmotte non affermano forse che chiunque, nobile o plebeo, uccida volontariamente deve essere giudicato e condannato alla pena riservata agli omicidi?
Ma certo! Cosa credete, che il progresso del diritto dai tempi di Montesquieu sia acqua fresca? Perdinci! La corte francese (competente per territorio) si riunì e giudicò quell’atto infame.
Il processo fu però avocato dalla Procura Generale di Parigi: non era il caso di lasciare ai plebei giudici corsi il grave fardello di segnare il destino di un re. La città che aveva ghigliottinato Luigi XVI e Maria Antonietta non volle perdere il privilegio di rinnovare le proprie tradizioni: il re vada alla sbarra come un qualsiasi cittadino! Liberté Egalité Fraternité!

Una perfida fata morgana confuse – però – la lucidità di quei giudici: quando il boia stava già oliando la lama della ghigliottina, improvvisamente giunse, inaspettata, la piena assoluzione.
Non conosciamo le motivazioni di quella sentenza e possiamo soltanto fare delle ipotesi: forse i magistrati francesi non erano stati informati che la Seconda Guerra Mondiale era terminata da più di un quarto di secolo. Forse pensarono ad un tardivo ricongiungimento della monarchia con la guerra partigiana: può darsi che l’equivoco di una così scandalosa sentenza nacque da un’errata interpretazione delle perizie fornite dagli esperti navali.
Pare che il Principe avesse scambiato il numero identificativo dello yacht tedesco con quello della corazzata Bismarck: bene avete fatto altezza – dissero i giudici – ad opporvi, come un eroico Enrico Toti, ai terribili cannoni da 381 della warship nazista con un solo, modesto fuciletto da fante. Per quanto ci sforziamo, non riusciamo a capire come una persona che uccide con un colpo di Garand un giovane che si sta rilassando sullo yacht di papà possa farla franca.

In Italia la sentenza non fu proprio ben accolta, vista anche la scarsa popolarità della monarchia sabauda; in uno spassoso fondo su “L’Espresso” Giorgio Bocca chiese di sospendere la disposizione transitoria che vietava l’ingresso in Italia agli eredi al trono maschi: “Tornate altezza, tornate” – scriveva – “vi troveremo anche un posto all’INPS, basta che non andiate più in giro per il mondo a farci fare queste brutte figure.”
Sì, forse abbiamo fatto bene – seppur tardivamente – a seguire il consiglio di Bocca, ma il guaio è che adesso il tormento l’abbiamo in casa!
Non possiamo più ripristinare la disposizione transitoria che vietava l’ingresso in Italia agli eredi maschi di casa Savoia, e non sarebbe nemmeno giusto perché qui il problema investe una sola persona (anche se pare che sia immischiato nella torbida vicenda anche il cugino, Simeone di Bulgaria); d’altro canto, anche per i francesi invasori valeva la stessa regola: non tutti i francesi sono ladri, ma Buonaparte sì.

Certo che il buon Principe – sempre sfuggito alle maglie della giustizia – se proprio “bandito” non è, dobbiamo almeno ammettere che ha accumulato nel corso degli anni un discreto “pedigree” giudiziario, solo che il rango ha offuscato tutto.
Il giovane tedesco ucciso era figlio del noto medico Geerd Ryke Hamer (il codificatore della Nuova Medicina), ma a nulla valsero i numerosi (e costosissimi) ricorsi contro la sentenza dei giudici parigini, che definire “iniqua” significa usare il più edulcorato degli eufemismi. Se uno qualsiasi di noi avesse ucciso – senza ragione apparente – il figlio di un medico tedesco o di chicchessia, dove si troverebbe ora? Come minimo a sfogliare le albe con il sole a scacchi per qualche decennio: e poi raccontano che il “sangue blu” non porta vantaggi; domani stesso cercherò d’acquistare su Internet un titolo nobiliare, lo pagherò in una sola “botta” con il PostaPay.

C’è però un aspetto giuridico che vorremmo sottoporre all’attenzione del giudice Woodstock – pardon, Woodcock – ossia il problema della cittadinanza. Il real rampollo ebbe a lamentarsi pochi giorni or sono – nel bianco salotto delle Supreme Porte, ospite dell’Insetto – che «tuttora, non aveva la piena cittadinanza italiana».
Ma, allora, siamo in presenza di un cittadino extra-comunitario che ha contravvenuto alla legge Bossi-Fini, grazie alla quale – non dimentichiamo – schiere di pericolosi delinquenti con i piedi scalzi sono rispediti al mittente affinché non infettino l’italico stivale! E non finisce qui.
Una delle ultime “riforme” del governo Berlusconi inseriva nel corpus giuridico un concetto interessante: pene minori per gli incensurati e maggiorate per i recidivi.

Facciamo il punto: traffico d’armi ed omicidio (sul giudizio della corte francese, va beh…) ed oggi associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, collusione con la criminalità organizzata e sfruttamento della prostituzione. Sarebbe stato meglio se i giudici francesi l’avessero condannato e schiaffato dentro alla (ricostruita) Bastiglia: già, perché adesso siamo noi a dover togliere le castagne dal fuoco al rampollo Savoia. Come dite? Condannarlo? Gli unici Re imprigionati che ricordo furono Maria Stuarda, Giacomo I, Luigi XVI e lo zar Nicola II. Meglio non sfidare la storia.
Dal punto di vista strettamente giuridico – se i difensori del Principe accettassero un consiglio – suggerirei di puntare sulla Bossi-Fini: in fondo, si tratterebbe solo di rispedire al mittente uno dei tanti sans papier che ingombrano le piazze italiane. Uno di più od uno di meno…sì, forse sarebbe la soluzione migliore: coperto dal pietoso velo della notte, il Principe potrebbe partire – incolonnato in mezzo ai Mahmud ed agli Hassan – da un aeroporto secondario con destinazione la Libia od il Marocco, con scalo straordinario a Ginevra. Sarebbe il primo extra-comunitario svizzero ad essere rispedito al mittente: sì, forse è l’unica soluzione onorevole.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 28-06-2006
Cod. di rif: 560
E-mail: sim_81@libero.it
Oggetto: una precisazione
Commenti:
Lieto di fare la sua conoscenza sig. Gref, vorrei precisare una cosa sul mio precedente discorso che, per alcuni, può sembrare cinico. La mia, ritengo, è esclusivamente una constatazione e non vuole dare alcun giudizio in merito, anzi mi considero anche io un filantropo, forse uno dei pochi rimasti. Accetto l’uomo così com’è senza colpevolizzarlo per comportamenti “socialmente non accettabili”, è normale che ogni epoca abbia i suoi demoni ed i suoi mostri da combattere ma accusare un “male assoluto” che ci condiziona tutti è un alibi troppo comodo. La pregherei di essere un po’ più preciso in merito al suo quesito, magari anche con una sua riflessione in merito, nessuno ha la verità assoluta e da uomo curioso vorrei avere anche un suo parere. Il confronto ci arricchisce tutti e l’ottusità è forse l’unico vero male.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 28-06-2006
Cod. di rif: 561
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Cambiare il mondo - Al sig. Borromeo
Commenti:
Egregio signor Borromeo,
chiedo scusa per essermi assentato dal Suo tavolo. Torno per rispondere alla Sua con n. 548, a sua volta successiva ad una discussione su Bilderbergers e Nuovo Ordine Mondiale. Lei sostiene che abbia risposto in modo vago, ma credo di aver citato norme, strutture, nomi, addirittura percentuali precise. Ho così descritto un fenomeno - quello del signoraggio - che pochi conoscono e che ritengo sia l'interesse alla base delle riunioni di queste organizzazioni e soprattutto l'interesse principale che esista al mondo. Non credo ad oscuri complotti, buoni per ottundere le menti semplici in cerca di misteri la cui complessità sia tale da assolverli da una mancata comprensione. La realtà funziona esattamente al contrario, tanto che Einstein teorizzò la via scelta dall'universo parlando di "pigrizia cosmica". Meglio, quindi, con strumenti complessi andare a cercare soluzioni semplici, che sono le più verosimili e spesso le meglio nascoste.

Quanto alla mia sufficienza in materia, non si tratta di distrazione o vigliaccheria, ma di disinteresse. Cambiare il mondo? E' inevitabile crederci almeno quanto doveroso, ma ognuno lo faccia a modo suo. Questa parte mi sta bene. E' palese, legale e funziona. La cambino altri.
Le va un Pernod? Mi ricorda quando, ragazzo di provincia, i vecchi fuori al bar bevevano acqua e anice.
Giancarlo Maresca



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Luciano Fiorini
Data: 21-08-2006
Cod. di rif: 684
E-mail: fioriniluciano@tiscali.it
Oggetto: interesse
Commenti:
è molto interessante conoscere il pensiero degli altri sullo stato dell'arte

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 27-08-2006
Cod. di rif: 726
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Stato dell'arte
Commenti:
Gentile Signor Fiorini,
credo anche io che sia interessante; parlare d'arte è una delle poche passioni che ho, ma che tento di coltivare attivamente. In questo caffè virtuale troverà sicuramente pane per i suoi denti; tra l'altro, per ottenere maggior successo tra gli utenti del sito, è bene intestare i proprî scritti, a guisa di lettera. La formalità è graditissima.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli
Curatore del sito sul Dandy

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marinella Galli da Bino
Data: 29-08-2006
Cod. di rif: 747
E-mail: M.Galli@Astaldi.com
Oggetto: Philippe Daverio
Commenti:
E' un piacere ascoltare lui ed i suoi ospiti!
Purtroppo non ho più la fortuna di avere amici con cui chiacchierare piacevolmente, ma Mr Daverio ne è un eccellente surrogato.
Grazie per l'accoglienza nel Vostro salotto

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 30-08-2006
Cod. di rif: 749
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Passepartout: l'arte e il papillon.
Commenti:
Gentile Signora Galli da Bino,

Ella giunge qui al Caffè del Dandy in un periodo post-vacanziero, a pena conchiuso, che va rarefacendo il caldo dell'estate ed introducendo - vivaddio - la frescura del dorato autunno. Perciò gli avventori sono ancora pochi, putroppo - ed io, profittando del calo di temperatura, mi godrò da domani un breve viaggio a Palermo. Là potrò porre a mia vista i celebrati monumenti e palazzi esaltati da Philippe Daverio in una delle sue mitiche trasmissioni televisive, dedicata appunto alla Palermo dei turchi e degli ingegni di fine Ottocento; qualche abito chiaro e un quaderno per gli schizzi ad acquerello saranno l'unica cosa di cui bisognerò.
Daverio è forse l'unico spirito-critico guida della nostra italietta. Si differenzia dal verboso ed indisponente Bonito Oliva (a volte ospite delle sue tavolate televisive, tenente banco come ad un'aula scolastica), e dal saccente e popular Vittorio Sgarbi - una creatura fin troppo televisiva oramai, preoccupata ad esaltare più la propria virilità ed il suo volgare eloquio all'interno di squallide trasmissioni adolescenziali, che a parlare veramente d'arte come invero faceva solo una decina d'anni fa.
Davero, che pure appare in tv più del personaggio precedente, è il meno televisivo tra i due: le sue tavolate di intellettuali, riuniti a parlare senz'esser prima preparati (o così almeno bene mi pare) sono uno smacco alle trasmissioni in stile Carrà, ed il fatto che si permetta di fumare sigari e sigarette in televisione denota non coraggio, ma indipendenza e buon senso. Elogiando tutto ciò, non dimentico certo il perno nella trasmissione: l'arte. Questa branca dell'umana espressione è da lui indagata con spirito critico professionista e spiccata ironia. Se un'opera è degna di nota, lui ce ne spiega il perché; se si tratta di una menata, non evita certo di dirlo in faccia allo spettatore, tramite sottili insinuazioni a dir poco comiche.
Forse a volte ci si confonde, forse a volte non tutto si comprende al volo: ma ha importanza? non è una lezione di storia dell'arte, ma un vero e proprio reality show (nel senso autentico della parola) tra artisti, curatori e critici. Un copione preparato annoierebbe, l'improvvisazione non delude quasi mai.

Ora però devo scappare, ma mi riprometto di trovarLa ancora qui al mio ritorno. Intanto, voglia ordinare ciò che più Le aggrada: stasera offre la casa, a quanto mi dice il cameriere.

Andrea Sperelli


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: NICOLA TRANQUILLINO
Data: 06-09-2006
Cod. di rif: 773
E-mail: www.avvonicola@libero.it
Oggetto: LA BELLEZZA
Commenti:
CREDO CHE LO SCOPO DELLA VITA SIA DARE CONCRETEZZA AI PROPRI DESIDERI.OCCORRE VIVERE LA VITA COME UN SOGNO E LASCIARE CHE SIA BELLO.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 08-09-2006
Cod. di rif: 775
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Desideri e Sogni
Commenti:
Salve signor Tranquillino,
qui al caffè si va anche al mattino, per la prima colazione. Una sedia, una rivista, il terzo bicchiere d'acqua, il secondo caffè, la prima sigaretta. Nelle giornate più languide, un cappuccino molto zuccherato. Vivere la vita come un sogno, lasciare tutto bello com'è. Beh, sono parole interessanti, ma hanno qualcosa di retorico e sembrano limitare il cosmo alla propria sfera emotiva. Un po' egocentrico. Forse più elevato l'obiettivo della prima parte del Suo aforisma e cioè concretizzare i desideri, senza lasciare che diventino sogni.
Prende qualcos'altro? Il caffè lo offro io, ma Le consiglio le brioches. Altro che quei croissant rancidi, queste sono lievitate, fresche e sanno di forno!
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 12-09-2006
Cod. di rif: 789
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Una vittima innocente
Commenti:
Egregio signor Zampol,
nella lotta contro gli invasori, cancelliamo quotidianamente dei testi che hanno l'unico scopo di inquinare l'area e minacciare la cntinuità delle cionversazioni, In questo lavoro di pulizia, il Suo ultimo intervento è stato erroneamente rimosso. Lei è ospite conosciuto e gradito, sicché ci scusiamo dell'accaduto e La invitiamo a riprodurre il testo, qualora possibile.
Cavallereschi saluti
La Cancelleria dell'Ordine

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 18-09-2006
Cod. di rif: 838
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: La vita come sogno: metafora, non progetto.
Commenti:
Egregio signor Zampol,
il Suo ultimo intervento è andato nuovamente smarrito durante le quotidiane "pulizie" dell'area, sempre più frequenti, ma il senso ne resta intatto nella memoria. Citando dei versi in tal senso, Lei si mostrava favorevole alla concezione della vita come sogno. Questo accostamento ha una storia antica: “la vita è un sogno narrato da un ubriaco … (Shakespeare), etc. , ma credo che il suo posto sia quello di una metafora poetica e non di una filosofia di vita, come recentemente proposta dal signor Tranquillino. Nella caducità dell’illuminazione poetica, essa fa esplodere un flash che mostra per un istante il rovescio delle cose, prima che si torni a guardarle dal lato in cui esse si vivono, e cioè il dritto. Farne un progetto disintegra la parte sociale dell’uomo e riduce il suo ruolo ad una passività inquietante, ingiustificabile di fronte all’eredità civile ed alle necessità di coesione di cui ciascuno deve tener conto. Platone, per molti aspetti padre del nostro pensiero, da un lato introduce il mito della caverna, nel quale scopriamo che l’inaccessibilità delle Idee prime lascia all’umanità una realtà fatta di ombre. Dall’altro, suscita l’attivismo con le opere politiche più chiare e brillanti della storia del pensiero. In definitiva, l’individuo può isolarsi, ma non dimenticare le responsabilità che la vita stessa porta con sé. Lo stesso Siddharta raggiunse il nirvana e divenne il Buddha attraverso la compassione, cioè la partecipazione emotiva alla vita dell’altro da se. Fosse restato tutta la vita con i suoi primi discepoli, gli asceti della foresta, la sua ricerca non avrebbe dato alcun esito. Ed ora vediamo cosa chiedere al cameriere, che vedendoci seduti da un po’ di tempo viene a prendere la comanda. Più che un alcool, questi argomenti ispirano un the. Per me un fumoso Lapsang Souchong, senza latte, né zucchero. Lei prende qualcosa?


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: carlo maria borromeo
Data: 19-09-2006
Cod. di rif: 850
E-mail: borromeocm@libero.it
Oggetto: divertissement
Commenti:
cari Signori, scrollandomi di dosso le ultime gocce della tempestosa pioggia di volgarità che viene ininterrottamente giù lì fuori, mi compiaccio dell'armoniosa, oziva atmosfera che regna in questo piccolo ritrovo, accogliente forse solo perchè virtuale, ma comunque accogliente, e così insieme al trench mi sbottono un pò anch'io che ammutolisco in un eterno dolor vano.
Ho letto da poco un testo che ha la squisita pretesa d'esser aggettivato "sacro" il cui titolo è principia discordia e che, bibbia del Discordianesimo, ho trovato particolarmente vicino ad un atteggiamento dandy.
In ogni caso prendo una bottiglia di sagrantino e ne offro un bicchiere anche al gran maestro per brindare insieme alla nostra adulta bambinaggine. salut.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: dott.NICOLA TRANQUILLINO
Data: 19-09-2006
Cod. di rif: 868
E-mail: nicotranquillino@libero.it
Oggetto: desideri e sogni
Commenti:
Mi scuso per il ritardo...il lavoro purtroppo a volte ci allontana dai piaceri della vita.Ho letto la risposta del Gran Maestro al mio primo intervento:non volevo apparire retorico(chiedo venia).A proposito, però, dell'egocentrismo a cui Lei faceva riferimento, intendo ribadire la necessità di riproporre un SANO EGOISMO:risulta essere necessario, credo, un intensificare la propria personalità per raggiungere la felicità;accolgo così pienamente la teoria di Oscar Wilde, il quale sosteneva che solo quando si è felici si è buoni, ma non sempre quando siamo buoni,siamo felici...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 19-09-2006
Cod. di rif: 869
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Egocentrismo ed egoismo
Commenti:
Bene dottor Tranquillino,
mantenere una differenza tra egocentrismo ed egoismo è essenziale. La prima condizione è quella di chi ritiene che tutto parta da se stesso, il che alla lunga non è sopportabile dagli altri e soprattutto non è verosimile. La seconda condizione è quella di chi ritiene che tutto debba giungere a se, il che rappresenta uno dei tanti obiettivi irraggiungibili, seppur astrattamente possibili, tra i quali possiamo scegliere per godere di una vita interessante. Non è teoricamente irrealizzabile lo stato in cui tutto ciò che desideriamo ci è possibile, ma il grande scatto lo si ha quando si comprende che la capacità economica è un fattore puramente di base, cui occorre aggiungere i moltiplicatori della indipendenza di pensiero e di azione, i quali si conquistano a dispetto del denaro, non grazie ad esso.
Aggiungiamoci al tavolo del signor Borromeo. Non vado pazzo per il Sagrantino, ma un bicchiere in compagnia non si rifiuta.
cin cin


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 21-09-2006
Cod. di rif: 891
E-mail: sim_81@libero.it
Oggetto: isolazionismo onirico
Commenti:
Cortese sig. Maresca
credo che il volatile aforisma che ho citato debba essere interpretato in maniera diversa. La sua riflessione, di per sé pienamente condivisibile, ritengo vada un poco oltre l'intendimento della frase “la vita è l'ombra del sogno che fugge”. Credo che l'autore intenda che, nella vita, l'uomo è al continuo inseguimento di un obiettivo, di un sogno appunto, ma che quest'ultimo è sempre irraggiungibile e da ciò ne consegue che la vita sia una specie di proiezione di un sogno o desiderio. Essendo però una proiezione non corrisponde mai alle aspettative, è una sorta di copia o ombra, converrà con me che la vita è molto spesso più brutale e prosaica della fantasia. Lungi da me però il voler fare l'elogio del sognatore asceta, penso di aver ribadito più volte il mio gradimento per la buona compagnia e la gradevole conversazione. Convengo comunque con il sig. Tranquillino per un orgoglioso sostegno ad un sano egoismo! Sinceramente non mi vanno alcolici in questo momento, preferirei un brutale e prosaico karkadè egizio.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 22-09-2006
Cod. di rif: 898
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Sogno o son desto?
Commenti:
Egregio signor Zampol,
quanto al significato della frase in se stessa, la Sua osservazione è indubbiamente fondata. I miei commenti si riferivano alla relazione tra vita e sogno, argomento in merito al quale Lei l'aveva citata. Solo ora, grazie al Suo ultimo intervento, mi accorgo che quello precedente, purtroppo andato perduto, voleva guardare al problema da un'altra prospettiva. Posso solo aggiungere che una frase sibillina come "la vita è l'ombra del sogno che fugge" può essere interpretata anche in altri modi. Il sogno che fugge non è per forza quello vissuto durante la veglia, cioè il desiderio. Può ben essere quello che al risveglio si dimentica ed il cui ricordo inutilmente si insegue. Poiché di questo mosaico non resta che l'ombra, la vita, cioè la veglia, sarebbe il luogo dove cerchiamo di ricomporlo. Se si vede la cosa da un punto di vista gerarchico è difficile sostenere le ragioni della realtà. Il sogno, specie in letteratura, risulta vincente. Se non altro per l'inesauribile, incontrollabile, inesprimibile volontà che l'uomo coltiva di aderire maggiormente ad una visione delle cose meno razionale e pertanto più umana, quale però raggiunge solo durante il sonno. A questo punto, penso che abbiamo un primo risultato di questa discussione. Occorre distinguere bene, a livello letterario e filosofico, tra le metafore o interpretazioni dove il sogno è lo stato onirico propriamente detto e quelle dove per sogno intendiamo i desideri ineffabili.
Per me un irish coffee, grazie.
Giancarlo Maresca


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: alice lamberti
Data: 28-09-2006
Cod. di rif: 931
E-mail: birica@hotmail.it
Oggetto: she's a dandy
Commenti:
buon giorno.
Mi presento: mi chiamo Alice e sono una giovane dandy che, purtroppo, troppo spesso è costretta a modificare il proprio essere.....il mio obbiettivo più grande è quello di circondarmi di persone intelligenti e di cultura.
Spero di realizzare anche solo in minima parte il mio sogno in questo caffè.
cordiali saluti
D.G.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 01-10-2006
Cod. di rif: 934
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Benvenuta
Commenti:
Cara Signorina Lamberti,

le accese discussioni e le allegre conversazioni - più o meno oziose - qui iniziate restano disponibili ad ogni espressione di punto di vista differente, sebbene questo luogo virtuale non possa assicurare la costanza dei partecipanti-avventori. Ma, dacché mi trovo qui a darLe uno speciale benvenuto, direi che per principiare Ella per prima abbia, forse senza volerlo, introdotto un ottimo argomento di conversazione, sicuramente delicato assai: Ella si definisce una donna dandy, un fatto di per sé ammirevole qui dentro - ma che vorrei poter approfondire assieme a Lei, se me lo concederà; quali punti di contatto rileva tra la Sua persona ed i caratteri descritti in questo sito?

Perdoni la mia curiosità, ed accetti qualcosa da bere nel frattempo...

Andrea Sperelli
Curatore del sito sul Dandy

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: alice lamberti
Data: 02-10-2006
Cod. di rif: 936
E-mail: she is a dandy
Oggetto: preciso
Commenti:
volevo precisare che "alice" è il mio reale nome.
D.G. sono le i8niziali di "Dorian Gray".
vi ringrazio dell'attenzione

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Di Nicolantonio
Data: 10-10-2006
Cod. di rif: 956
E-mail:
Oggetto:
Commenti:
Salve a tutti, il mio nome è Andrea. Non ritengo che il dandy sia un ruolo o comunque un personaggio da interpretare. Non ritengo inoltre di essere io stesso un dandy in quanto andrebbe al di fuori delle mie capacità. Trovo balorda l'idea del significato non etimologico quanto intrinseco del dandy assunto in queste pagine da alcuni provincialotti, possa essere fraintesa così banalmente come l'impersonificazione di un personaggio da giuoco di ruolo, infrangendo l'immagine degli individui che percepiscono a fondo il significato della parola dandy. credo che molti debbano doverose scuse non solo ai creatori del caffè, ma a tutti quelli che dandy sono stati davvero nei secoli. Ringrazio la cortese attenzione e spero di esser stato chiaro

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Tabili
Data: 16-10-2006
Cod. di rif: 978
E-mail: marcotabi@virgilio.it
Oggetto: complimenti
Commenti:
buona sera sono un nuovo visitatore del sito.le facio i miei più sinceri complimenti per la cura del medesimo sito sig.Sperelli.complimenti affascinante...veramente

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 16-10-2006
Cod. di rif: 979
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Ringraziamenti
Commenti:
Gentile Signor Tabili,
la ringrazio molto per i complimenti; vanitoso come sono, non possono che farmi piacere. La invito a scorrere le pagine di Brogliaccio, Posta e Scrivania, che completano ciò che del sito sul Dandy vè in evidenza e ne funge da base.
Questo sito è collegato a quello dell'associazione Cavalleresca dei Guardiani delle Nove Porte, uomini che hanno costruito una fortezza atta a difendere, tra bastioni e spade, il buon gusto maschile ed il piacere di vivere.
La invito a far un giro tra le sale di questo immenso castello, che ha sempre le porte aperte a chi mostra di apprezzare.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Tabili
Data: 16-10-2006
Cod. di rif: 980
E-mail: marcotabi@virgilio.it
Oggetto:
Commenti:
Sig.Sperelli per prima cosa grazie molte per avermi accolto al meglio in questo caffè.sono un ragazzo di 17 anni che da 2 anni si è avvicinato a questo mondo edonistico...volevo chiederLe se puo darmi qualche titoli di libri che parlano del dandismo o simili.io sono per esempio un appassionato di Wilde e D'Annunzio.La ringrazio cordialmente.MT

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 16-10-2006
Cod. di rif: 981
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Bibliografia da caffè
Commenti:
Caro Signor Tabili,
una sezione del sito, titolata "Bibliografia", elenca per genere tutti i libri da me letti che mi hanno aiutato a comporre questo sito, e che ancora adesso sono utilissimi per consultazioni, citazioni, etc. Dia là uno sguardo e, se trovasse qualcosa di interessante che la incuriosisce, sarò lietissimo di parlargliene qui al Caffé.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Tabili
Data: 17-10-2006
Cod. di rif: 989
E-mail:
Oggetto:
Commenti:
Buona sera a tutti,buona sera anche a Lei Sig.Sperelli mi domandavo questi interventi qui al caffè formati da codici e firmati in lingua inglese sono dei "simpaticoni"che si divertono a mandare virus?se si non ci sarebbe un modo x eliminarli?.PS:ho seguito il suo consiglio ora sono in procinto di cominciare a leggere "autobiografia di un dandy" di Wilde.cordialmente ...MT

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 18-10-2006
Cod. di rif: 992
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Autobiografia di un dandy
Commenti:
Gentile Signor Tabili,
per dovere di causa, debbo informarla che il libro "Autobiografia di un dandy" inganna il lettore: invero si tratta di una raccolta di articoli ad argomenti varî che Wilde scrisse nei primi anni di direzione di alcune riviste femminili. Non si tratta, purtroppo, della sua autobiografia, che mai ha scritta.
Circa i messaggi-virus dei quali parla, pare al momento non esserci maniera di eliminarne la fonte, mentre invece ci si applica, appena possibile, nel cancellarli.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 18-10-2006
Cod. di rif: 993
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Ooops.
Commenti:
Gentile Signor Tabili, mi scusi la precisazione precedente non richiesta; non avevo visto il suo post nel Brogliaccio. Cordialmente, A.S.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Tabili
Data: 19-10-2006
Cod. di rif: 997
E-mail:
Oggetto:
Commenti:
Gentile Sig.Sperelli, si figuri, scuse accettate per cosi poco..volevo chiedere dall'alto sua esperienza quale altro libro mi consiglia?cordialmente
MT

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 21-11-2006
Cod. di rif: 2556
E-mail: sperelli8òemail.it
Oggetto: cancellazioni frettolose
Commenti:
La cancellazione dei post disturbanti che spesso invadono quest'area ha colpito purtroppo anche la mia risposta al signor Tabili, nella quale consigliavo la lettura di "Del dandismo e di G. Brummell", di D'aurevilly, "Il sistema del dandy" di Franci, ed altri che al momento non ricordo. Il signor Tabili potrà tranquillamente ricontattarmi casomai abbisognasse di altri titoli. Cordialmente, A.S.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ivan di Giacomo
Data: 20-12-2006
Cod. di rif: 4450
E-mail: ivan.digiacomo@libero.it
Oggetto: Senso estetico od estetica del Senso ?
Commenti:
Un tempo ero nemico dell'Estetica, sul piano della dialettica pura come esercizio di stile.Oggi mi scopro grande sostenitore dell'Estetica, sul piano dell'eleganza e dei modi, mancanza di senso Estetico o presa di coscienza dell'estetica del Senso ?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 23-12-2006
Cod. di rif: 4815
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Estetica del senso? Non ancora.
Commenti:
Egregio signor Di Giacomo,
innanzitutto benvenuto al Caffè. Una conversazione è quello che ci vuole, per allontanare il fastidio dei rumori esterni con l'attenzione all'interlocutore. Credo che la Sua domanda, cioè se l'apprezzamento dell'eleganza e dei modi sia una caduta di senso estetico o la nascita di un'estetica del senso, debba trovare una risposta terza. L'estetismo è propriamente una valutazione della forma come qualità primaria, il che esclude che la crescita della considerazione formale sia una diminuzione di senso estetico. In secondo luogo, l'estetica del senso viene molto dopo, quando alla fine di uno dei possibili percorsi estetici si arriva alla tolleranza dell'inestetismo alla luce di considerazioni che travalicano la forma e provengono dal sentimento. Le suggerirei, pertanto, di considerarsi un esteta nel pieno del "periodo formale". La cosa è positiva nella misura in cui dimostra e perfeziona la sensibilità, ma al tempo stesso va tenuta sotto controllo, in quanto l'atteggiamento estetico ha una tendenza sempre estremista e accende di forza e spesso anche di brillanti motivazioni il vigore critico verso le cose e le persone.
Mentre parliamo, magari sarà meglio che prenda un caffè. Per me doppio e amaro, con un gianduiotto.
Lei beve qualcosa?
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: marco vinciguerra
Data: 22-01-2007
Cod. di rif: 5528
E-mail: vinciguerramarco@tiscali.it
Oggetto: non solo estetica
Commenti:
gradirei un caffè amaro grazie!
approfitto di questa tazza di caffè per discutere di estetica.
L'estetica è con noi, dentro e fuori il nostro corpo.
la letteratura, l'arte, la passione sono moti che scuotono la nostra anima.
Ma la nostra anima per saziarsi ha bisogno del confronto con gli altri, con la società.
Viviamo dunque la nostra vita dandy senza dimenticare di decorare il mondo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 22-01-2007
Cod. di rif: 5529
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Decorare il mondo - al Signor Vinciguerra
Commenti:
Caro Signor Vinciguerra,
mi permetta di offrirle il caffè amaro, e già che ci sono me ne prendo uno anche io - molto zuccherato, però.
Ella crede davvero che il confronto con gli altri sia necessario, per continuare ad essere sé stessi? E' vero che Des Esseintes impazzì, per aver tentato di rifugiarsi dalla volgarità del mondo. Ma ella crede sinceramente che il confronto sia necessario?
Decorare il mondo è una necessità (nostra in primis, pel mondo poi), e tuttavia spesso mi domando se il mondo si merita di essere da noi decorato...
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Enrico Maria Di Palma
Data: 30-01-2007
Cod. di rif: 5530
E-mail: jamesmccarthey@hotmail.com
Oggetto: Una buova bevuta
Commenti:
Carissimi avventori del Caffè, mi trovo in una difficile quanto stuzzicante situazione: mi sto trasferendo, e la mia nuova abitazione avrà bisogno (converrete con me) di una buona dispensa di liquori, distillati, amari e quant'altro. Ora, essendomi io da poco interessato al buon bere, avrei bisogno di qualche suggerimento... Quali bevande non possono mancare nella casa di un gentiluomo? Quali sono le migliori marche da sorseggiare discorrendo di poesia, mocassini e belle donne?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Emanuele Fagotti
Data: 31-01-2007
Cod. di rif: 5531
E-mail: emanuelefagotti@libero.it
Oggetto: Splendidly
Commenti:
Datemi una mascherò e vi dirò la verità (O. Wilde)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Emanuele Fagotti
Data: 31-01-2007
Cod. di rif: 5532
E-mail: emanuelefagotti@libero.it
Oggetto: Un cordiale saluto
Commenti:
Un cordiale saluto a tutti....
mi presento sono Emanuele Fagotti
creatori di impianti luci di giorno,artista poliedrico e trasformista di notte...


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Emanuele Fagotti
Data: 31-01-2007
Cod. di rif: 5533
E-mail: emanuelefagotti@libero.it
Oggetto: Ci saranno incontri?
Commenti:
Non vorrei sembrare indiscreto ma la domanda nasce spontanea da nuovo componente....
ma ci si saranno mai incontri?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 31-01-2007
Cod. di rif: 5534
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Liquori da casa - al Sig. Enrico M. Di Palma
Commenti:
Gentile Signor Di Palma,
la dispensa alcoolica di un gentiluomo dedito ai piaceri della ebbrezza elegante, a mio parere, dovrebbe contenere tutti quei distillati et similia che il vano adibito allo scopo è capace di contenere.
Se il vano è troppo piccino, è meglio a quel punto selezionare alcuni tipi di bevande essenziali: aperitivi, distillati per il dopocena (o per il durantesigaro), e amari. Non dimentichiamo quelli che vengono chiamati liquori confortanti, come le varie creme di uovo o di whisky o di caffè.
In ultimo, è d'uso comune mantenere uno spazietto per gli analcoolici, anche se, da par mio, non saprei che farmene.
Indipendentemente da dove ella andrà ad abitare, sarà mia cura venire a controllare la perfetta esecuzione di tali consigli (qualora vengano accolti o meno) e verificare la qualità dei liquori scelti...
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 31-01-2007
Cod. di rif: 5535
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Che cos'è questo Caffè? - al Sig. Emanuele Fagotti
Commenti:
Egregio Signor Fagotti,
ella è qui capitato in una parte di sito ben più ampia, dedicata all'Associazione del Cavalleresco Ordine dei Guardiani delle Nove Porte (sorta di confraternita di esteti dediti alla bella vita); esso sito dicesi tra avvezzi visitatori e soci stessi Castello, e la sezione riguardante il Dandy non è che una delle tante stanze che lo compongono.
Se, nel domandare di ipotetici o futuri incontri, ella si riferiva al Cavalleresco Ordine, posso confermarle con assoluta certezza che tali incontri si verificano continuamente, in varie città d'Italia.
Se invece ella si riferiva al sottoscritto ed ai varî affezionati avventori, siano essi soci o semplici visitatori, debbo purtroppo deluderla. Questo sito sul Dandy non individua personalità facenti parte un gruppo, ma svolge ricerca individuale (ovvero mia), e non ha a che fare con gli interessati che qui intervengono, a meno che questi non vengano a consigliare e suggerire, cosa che accolgo sempre di buon grado.
Tuttavia se tale desiderio di incontro fisico fosse sentito anche da altri visitatori (cosa che in ogni caso già capita tra me e pochi di loro), sarebbe auspicabile l'organizzazione di un rendez-vous al fine di conoscere le persone che non solo si interessano di dandismo, ma si piccano di praticarne i precetti.
Spero che abbia trovato il sito-Castello tutto di suo gradimento, e aspetto commenti da par suo.
Cordiali saluti da Torino
Andrea Sperelli
(Curatore dell'area sul Dandy)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 03-02-2007
Cod. di rif: 5536
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Cantina
Commenti:
Egregio signor Di Palma,
plaudo alle buone intenzioni per la nuova casa, anche se mi chiedo come facesse nella vecchia. La prima cosa che viene in mente, quella che veramente non vorrei mancasse nella mia casa e in tutte quelle che frequento, è uno champagne degno. Lei si interroga anche sulle marche ed allora eccone due: Billecart-Salmon Brut Reserve (un sans année perfetto per ogni occasione) e Ruinart per l'eventuale rosé, speciale invece del noiosissimo the della sera o per occasioni seduttive. Più della metà è già fatta, perché lo champagne si beve a tutte le ore, gratifica gli ospiti ed i padroni di casa, nutre la conversazione. Ha il solo difetto che la sua qualità è anche nella quantità, quindi non è pensabile averne in casa meno di tre flaconi. E dico flaconi, perchè 750 cc di champagne sono una dose e non una bottiglia

La "cantina" si completa con poco: un whisky raffinato ed una grappa scorbutica. Per il primo prodotto è bene spendere qualcosina, perché un whisky di puro malto con meno di dodici anni sa di Sidol, il prodotto per pulire gli ottoni. Le marche da decenti a ottime sono tante che sarebbe pretenzioso dare consigli. Per la grappa, invece, spendere parecchio denaro è un gesto insensato, anzi di cattivo gusto. Tutte le Berta, Alexander, Poli e Nonino Le lasci sullo scaffale. Si tratta di un distillato di vinacce, cioè fatto con gli scarti. Qualsiasi raffinatezza Le propongano non è che una bufala profumata al legno di rovere. Deve essere secca e violenta, possibilmente a 50°, perchè si tratta di uno di quei distillati che si beve più con lo stomaco che con il palato.

Se ha mezzi per andare avanti ed ospiti che conoscono veramente l'alcool, potrà munirsi anche di un Calvados Pais d'Auge, di un Bas Armagnac e di un Cognac. Per il primo prodotto scelga un Drouin base, giovane e fresco con il suo aroma che sa di pera, oltre che di mela. Se invece vuole esagerare, dovrà andare oltre i trenta anni. Tra i dodici e i venticinque, infatti, questo distillato costa a mio avviso più di quel che vale. Per l'Armagnac, un millesimato di almeno una ventina d'anni da servire in bicchieri non troppo grandi. Il Cognac è, attualmente, solo quello distillato dal genio di Olivier Blanc: il Leopold Gourmel. Delle diverse etichette, lasci stare l'inaccessibile Quintessence e scelga un Age de Fleurs o, se può, un Age des Epices.

Ora è tutto completo, ma manca un liquore confortante. Il più grande di tutti, forse il miglior liquore di tutti i tempi e che non a caso quello resta invariato da oltre quattro secoli, è la Chartreuse. La verde VEP, cioè Viellissement Exceptionellement Prolongé (scusi se ho sbagliato qualcos nell'espressione francese), è il prodotto più aristocratico che esista e quindi un palato da esteta come il Suo lo apprezzerà nel modo giusto.

Detto questo, non ci resta che brindare e fumare. Accenderò un Avana e poiché ho sete ci verrò sopra una bella pinta di birra, alla faccia dei tristi degustatori.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Enrico Maria Di Palma
Data: 05-02-2007
Cod. di rif: 5538
E-mail: jamesmccarthey@hotmail.com
Oggetto: Direi più che soddisfatto.
Commenti:
Vi ringrazio per i preziosi consigli dispensati, ho preso nota minuziosamente (ma non troppo, meglio lasciare un margine all'inventiva del momento) di tutto. Spero di avervi presto ospiti, la mia cantina avrà bisogno di un lungo e faticoso rodaggio... E benchè il mio palato non aspetti altro, non posso che augurarmi di trovare qualche compare da meditazione.

Un saluto

Enrico M. Di Palma

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Emanuele Fagotti
Data: 07-02-2007
Cod. di rif: 5541
E-mail: emanuelefagotti@libero.it
Oggetto: buongiorno
Commenti:
Un buongiorno a tutti......

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Emanuele Fagotti
Data: 07-02-2007
Cod. di rif: 5542
E-mail: emanuelefagotti@libero.it
Oggetto: Grazie Signor Sperelli
Commenti:
Egregio Signor Sperelli
la ringrazio della delucidazione, ma ho fatto la mia presentazione da puro ignorante,sono contentissimo che ho trovato spiegazioni nel suo messaggio.
Sono molto attratto dalla figura del dandy,conosciuta perchè mi ci descrivono, sono come si suol dire un giovane dandy.
Il mio era un'invito globale e un saluto iniziale a tutti i partecipanti.
Chiedo scusa se minimamente ho toccato qualche tasto delicato e sarei felicissimo,se è possibile, di parteciapre ad incontri sulla figura del dandy.
Le faccio una minima descrizione di me.
Fagotti Emanuele di anni 28
nato in quel di foligno da padre cancelliere e madre sarta.
Responsabile tecnico di uno studio tecnico nella vita reale.
Attore di teatro e studente per la cattedra di canto al conservatorio nella vita fantastiaca-artistica.
Cordiali saluti da Assisi
Fagotti Emanuele

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 08-02-2007
Cod. di rif: 5543
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Al sig. Fagotti, giovane dandy
Commenti:
Egregio Signor Fagotti,
ammirevole la sua sincerità nel definirsi un giovane dandy; ed il coraggio, specialmente, nel dichiararsi complice di una setta centenaria adusa al buon gusto portato ai massimi livelli di concezione umana. Approfitto, vedendo che sta consumando da solo, per sedermi e chiaccherare un po' con lei. Dacché non ha avuto remore nel dichiararsi, sapendo di trovar qui elementi tolleranti e simili, sarei felice di sapere da quanto tempo, e perché, ella si interessa a questa particolare branca dello scibile umano.
Prenderò uno champagne...
cin cin!
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: emanuele fagotti
Data: 20-02-2007
Cod. di rif: 5545
E-mail: emanuelefagotti@libero.it
Oggetto: cin cin
Commenti:
Onorato di brindare con lei.....cin cin
lo champagne è,mhhhhhhhhhhh buonissimo,quelle bollicine che pizzicano il palato e profumano le parole per la chiacchierata.
Il gusto o meglio il buongusto è una parola che tante persone "usano", nel senso lato della parole,ma che poche "adoperano".
Sono stato preso dall'essere dandy perchè mi ci hanno descritto per tanto tempo,conoscendo poi questa figura mi ci sono trovato dentro e descritto perfettamente.
Sono giovane ma il fascino di questa figura mi ha rapito da subito,ho voglia di conoscere di osare.
Non vorrei dire castronerie,ma ho nella mente l'immagine di Oscar Wilde in abito viola e un grandissimo girasole al collo,sono quelle immagini che ti lasciano quel sapore dolce amaro in bocca.
Si si...ma l'aggettivo buonissimo a questo champagne sta veramente stretto.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano masci
Data: 17-03-2007
Cod. di rif: 5548
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: forse dimenticate....
Commenti:
.....Salvador Dalì !!!......e nell'elenco dei contemporanei ( a cui mi ispiro, considerandomi un dandy del ventunesimo secolo ), mancano i DESIGNER !!! Un saluto affettuoso da Sisifo !

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 18-03-2007
Cod. di rif: 5549
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Dandies contemporanei
Commenti:
Gentile Signor Masci,
se la sua concezione del dandy e' anche in grando di includere Dali le faccio i miei complimenti per l'elasticita' mentale, ma a mio parere si tratta di un personaggio piu' facilmente inscrivibile nell'ambito dell'eccentricita' tout court.
Per quanto riguarda invece i desinger, accolgo con fervore la proposta, e mi auguro che vorra' darmi qualche nome o suggerimento su dove e chi cercare; come puo' essere ovvio, sono all'eterna ricerca di dandies contemporanei.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Claudio Giani
Data: 21-03-2007
Cod. di rif: 5550
E-mail: claudio.giani@omniway.sm
Oggetto: Un saluto
Commenti:
Mi trovo per mia grande fortuna a navigare su questo delizioso sito, e desidero salutare chi come me è seduto al caffè. Buona giornata.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Masci
Data: 21-03-2007
Cod. di rif: 5551
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: i dandies contemporanei
Commenti:
Egregio Sperelli,
...credo che la lettura del libro "i nuovi dandies"
della sociologa Curcio la sconvolgerebbe negativamente...!!!..E' pero' vero che la concezione del nuovo dandy si e' mutata in nuovi canoni, con l'interazionismo simbolico ( Lipovetsky 1989 neodandismo )...Sono sicuro che avremo opinioni diverse sul dandismo contemporaneo, per vari motivi "evoluzionistici" di fondo che ci separano in due branchie diverse del neodandismo !....Nel frattempo le cito un designer che secondo me e' il Brummell contemporaneo, Karim Rashid ! Con stima le auguro
una felice giornata..nel caffè..! Stefano Masci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 22-03-2007
Cod. di rif: 5552
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Buon umore
Commenti:
Buona giornata a Lei, signor Giani. Una mattinata piuttosto freddina, invero. Ci ha regalato il piacere di riprendere il cappotto, che quest'anno avevamo usato poco e più per rispetto alla stagione, che per necessità. Anzi, mi scusi un attimo. Il tempo per riporre soprabito e cappello al guardaroba. In questo caffè c'è una gentile signorina che se ne occupa e così si può evitare di allestire ad ogni tavolo un mercatino dell'usato, buttando tutti tutto su una sedia. La vedo di buon umore e me ne compiaccio. Io prendo un caffè lungo, all'americana, insomma il beverone. E Lei?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 22-03-2007
Cod. di rif: 5553
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: I nuovi dandies
Commenti:
Egregio Signor Masci,
ho partecipato attivamente alla realizzazione del libro "I nuovi dandies", tanto che nel libro stesso compare un testo a mia firma (mi chiamo Massimiliano Mocchia di Coggiola); ciò che nel testo si indaga è sì interessante da un punto di vista sociologico, ma le "innovazioni" e le frontiere passate dal supposto dandismo contemporaneo hanno ancora da sopportare la prova del tempo e di altri intelletti che non sono i nostri. Per ora la ringrazio per la segnalazione, e mi auguro di trovare informazioni dettagliate riguardanti il personaggio di cui mi fa cenno; la prego di comunicarmi altri nomi che trova di pubblico interesse, e poi magari ci si potrà vedere ancora qui al caffè per indagare insieme tali personaggi, che lei ha l'aria di conoscere molto bene.
Cordialmente da Parigi
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano masci
Data: 25-03-2007
Cod. di rif: 5554
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: i dandies contemporanei
Commenti:
Buona domenica Sig. Sperelli,
mi soffermo al caffe' per citarle un nome moderno nella lista dei dandies contemporanei da lei composita : Carlo Rossella, giornalista e attuale direttore del tg 5......personalmente lo trovo piu' dandy di Alain Elkann gentiluomo elegante da voi citato un po' troppo sobrio per essere considerato un dandy con tutti i crismi !......La saluto sempre con profondo rispetto !.....alla prossima citazione,
Stefano Masci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 23-04-2007
Cod. di rif: 5555
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Dandismo di oggi? piuttosto modernismo plastificato.
Commenti:
Egregio Signor Masci,
indubbiamente il "suo" dandy non è lo stesso che ho in mente io, assieme ad un'altra decina di studiosi. Il personaggio che ha in mente coltiva il cattivo gusto come un fiore che crede essere raro, mentre invece è solo l'ennesimo frutto della perdita di grazia al quale il mondo pare si stia abituando, tanto che si definiscono dandies personaggi come Karim Rashid, che nella migliore delle ipotesi potrei dire kitsch.
Circa Carlo Rossella, non vedo dove si situi il suo dandismo: elegante senza pretese, sportivo la domenica, lavoratore sorridente.
Sta all'opposto di Karim Rashid: nulla di eccezionale, direi.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 24-04-2007
Cod. di rif: 5556
E-mail: sim_81@libero.it
Oggetto: sogno o son d..andy??
Commenti:
Cortese Sperelli
mi ha anticipato di un soffio con il suo intervento. In effetti, definire Carlo Rossella un dandy è alquanto audace! Non ci vedo in lui nessuna delle caratteristiche tipiche del dandy, anzi.. Non noto né eleganza né buon gusto in tale personaggio, al massimo un forte attaccamento alla "bella vita" mondana di cui il suo giornale è pervaso.
Dandisticamente
Simone

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Masci
Data: 25-04-2007
Cod. di rif: 5557
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: sono punti di vista....l'opinione e' opinabile !
Commenti:
Egregio Sig. Sperelli,
...mi aspettavo una sua reazione snobistica su Rashid : in parte era una provocazione la mia proposta cosi' futurista ! Mi domandavo come poteva essere considerato Lord Brummel all' epoca....forse con le stesse citazioni di Rashid !!! D'altro canto non riesco proprio a capire la differenza tra Elkan e Rossella, li trovo classicamente.... noiosi !!!...Sono convinto che ognuno rimarra' delle proprie posizioni sul concetto di dandismo contemporaneo ! Piu' che altro il problema non e' sulla parola dandismo ma sul significato di "contemporaneo " !!!...e credo umilmente di capirne " qualcosa " essendo imprenditore & designer !
Come sempre la saluto cordialmente, dopo essere ritornato dal cafe' central di Vienna ! Stefano Masci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Masci
Data: 25-04-2007
Cod. di rif: 5558
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: .....una risposta al sig....Zampol !
Commenti:
Gentile Simone Zampol,
...dato che il suo intervento riguardava il mio scritto, le consiglierei (ad un eventuale prossima occasione) quantomeno una proposta dialogica sull'argomento !!...evitando di appartenere al gregge , ma cercando di divenire un pastore ( F. Nietzche ) !.................Saluti Stefano Masci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 26-04-2007
Cod. di rif: 5559
E-mail: sim_81@libero.it
Oggetto: Pecora o leone
Commenti:
Cortese sig. Masci,
in effetti la mia precedente avrebbe dovuto essere rivolta principalmente a lei e di ciò mi scuso. A parte questo, rimando a lei immediatamente e categoricamente l'epiteto ovino, riuscendo comunque a comprendere che, se definisce Rossella un dandy, può facilmente considerarmi una pecora. In effetti credo che potrei essere definito un solitario leone che ride. Su una cosa sono d'accordo con lei, che ognuno resterà sulle proprie posizioni e, questo, non può che farmi piacere.
Cordialmente
Simone

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 28-04-2007
Cod. di rif: 5560
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Il dandy "contemporaneo" - al Sig. Masci
Commenti:
Egregio Signor Masci,
incontrare e conoscere personalità eccentriche è sempre un piacere unico, perché capita assai raramente. Spesso si tratta di uomini e donne affabili, alla mano, magari divertenti e pronti ad aiutare in caso di bisogno. Probabilmente molti di loro basano il loro "stile" su dettami più o meno di tendenza, personali o di mercato, e tendono ad abbigliarsi più per piacere al pubblico di compratori che a sé stessi. Ciò premesso, mi preme ricordare che il dandismo si basa su regole generali ma assolute, che ne stanno alla base e che ne costituiscono l'ossatura. Ciascuna personalità è poi in grando di interpretarle, ma solo per meglio farsele calzare - indossando una propria seconda pelle, dura come una corazza, che va adattata dall'ottimo sarto che è la morale estetica di ciascuno di noi. Il dandy è colui che riesce ad osservare queste regole, senza violarle, ed allo stesso tempo apparire differente da coloro che lo avevano preceduto e da coloro che seguiranno. Imprescindibile unicità del dandy, alle corte.
Venendo al concetto di "contemporaneo", intendo in tutta semplicità definire quei personaggi che vivono tutt'ora tra noi o che ci hanno lasciato da poco. Se la mia nozione di "contemporaneo" fosse quella che mi pare voglia far intendere lei, sarebbe dettata non dalla storia, ma da un'idea di "tendenza contemporanea" che, a mio avviso, è anti-dandistica per eccellenza - dacché il dandy è sempre proiettato verso il passato, con tutto ciò che ne consegue.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Masci
Data: 28-04-2007
Cod. di rif: 5561
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: Per il Sig.re Zampol
Commenti:
Accetto le sue scuse !.....e la rassicuro per Rossella: non lo considero dandy , come non lo considero Elkann , per questo li equiparavo alla stessa stregua.................Saluti Stefano Masci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Masci
Data: 28-04-2007
Cod. di rif: 5562
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: va bene cosi' ......Sig. re Sperelli !
Commenti:
Credo di aver trovato finalmente con lei un punto di convergenza sulla definizione di dandy " contemporaneo" . La sua risposta la considero esaustiva ! Ritornero piu' avanti in un prossima lettera su un confronto dialogico proprio sulle regole generali : credo che sia li' collocata l'aporia nel considerare dandy una persona o un personaggio !?
La saluto cordialmente Stefano Masci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ermione Rossi
Data: 01-05-2007
Cod. di rif: 5564
E-mail: rossiermione@yahoo.it
Oggetto: richiesta di aiuto
Commenti:
Salve a tutti.Mi chiamo Ermione Rossi, ho 19 anni e sono una studentessa all'ultimo anno di liceo classico.La figura del dandy e dell'esteta mi ha sempre affascinato enormemente, tanto che ho deciso di fare una tesina di maturità proprio su questo argomento; purtropppo però è necessario collegarlo con tutte le materie disciplinari, quindi anche con greco,storia,filosofia,e storia dell'arte e avrei un grande bisogno di aiuto perchè non riesco proprio a collegarlo con queste materie... Inoltre desidererei dei consigli per poter rendere la mia tesina interessante e originale.Spero di ricevere aiuto...Grazie, arrivederci a tutti.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 07-05-2007
Cod. di rif: 5565
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Tesina originale
Commenti:
Gentile Signorina Rossi,
una tesina sul dandy pare essere oramai, per forza di cose, piuttosto comune: numerosissimi sono gli studenti che mi domandano consigli per redarne una. Generalmente la triade indagata è quella di Wilde - Baudelaire - d'Annunzio, con poche eccezioni. Se volesse rendere più originale la sua ricerca, le consiglio di approfondire le origini del dandismo. I libri seguenti le saranno di grande aiuto:
- Barbey d'Aurevilly, "Del dandismo e di G. Brummell", edito da Sellerio, Passigli e Studio Tesi.
- E. Moers, "Storia inimitabile del dandy", Rizzoli.
- R. Kempf, "Dandies, Baudelaire e amici", Bompiani.
Riguardo ai collegamenti, non è sempre facile. Ad esempio per Greco, non ho idee valide in mente. Per filosofia, in genere si usa collegare Nietzche o Kierkegaard. In Storia dell'Arte è bene scegliere un dandy pittore come Delacroix, o Toulouse-Lautrec, o Modigliani. Certo è che sarebbe bene sceglierne uno che appartenga, più o meno, alla stessa epoca indagata. Per Storia invece dovrebbe essere semplice il trovare un avvenimento specifico accaduto. Se per esempio decidesse di parlare di Marcel Proust, potrebbe collegarsi all'Affare Dreyfus. Se dovesse scegliere un inglese, pensi al colonialismo o al governo della regina Vittoria.
Mi auguro di esserle stata utile, e non esiti a contattarmi ancora in caso di necessità.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Arianna Accordon
Data: 08-05-2007
Cod. di rif: 5566
E-mail: arianna.accordon@hotmail.it
Oggetto:
Commenti:
Buona sera,
amo l'estetismo,ma mi chiedo come mai non ci sia una presenza rlevante di autrici estete,mi pare strano, visto il clima culturale dell'epoca al quale partecipavano in parte anche le donne aristocratiche.Perchè le tracce che abbiamo di loro (a parte casi eccezionali) si trovano solo nei lavori dei maggior esponenti maschili del movimento letterario?grazie in anticipo
Arianna

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: paolo buonaiuto
Data: 14-05-2007
Cod. di rif: 5567
E-mail: buonaiutopaolo@virgilio.it
Oggetto: un cortese saluto agli avventori
Commenti:
Ho già avuto modo in passato di conoscere, se pur marginalmente, il sito dei cavalieri. Oggi, passeggiando, m'imbatto in un discreto ed ordinato caffè...vi entro..e per ora mi limito a sorridere agli astanti . Buongiorno...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 14-05-2007
Cod. di rif: 5568
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Donne e estetismo
Commenti:
Gentile Signora Accordon,
l'estetismo è innanzitutto disciplina di vita, ed in secondo essa tocca pure la letteratura. Tra tutti i migliori esteti dei quali ci resta memoria, vi sono scrittori e poeti, ma raramente ci giungono forte e chiare le voci di coloro che non toccarono mai la penna. Di quelli, altri hanno parlato quali eccelsi esempi di vita estetica, e sono certo i più affascinanti dacché mai affidarono il proprio pensiero alla carta, ma semmai alla volatilità del verbo.
L'ambiente è quello di fine Ottocento, e per quanto appaia rilassato, invero resta piuttosto chiuso socialmente: le donne iniziano appena a scorgersi in lontananza, e tuttavia né è loro facile mostrarsi sole in pubblico, difficile è per loro studiare o scrivere (era ancora scandaloso, per una donna, fumare in pubblico). Delle poche che ebbero il coraggio di farsi valere, resta ovviamente ancor oggi lo scalpore ed il fascino che certo anche all'epoca seppero suscitarono. Ma si noti la concezione che l'esteta ottocentesco ha della donna, e in parte si capirà il motivo della mancanza: essa è altro essere, spesso crudele, folle, perversa, assassina. La donna ideale è Salomè, che mozza la testa agli uomini per poterli meglio baciare.
In un simile clima di restrizione borghese, e di decadimento del mito dell'angelo del focolare, poche sono le donne che osano rompere il guscio della rispettabilità (fatto di famiglia-chiesa-casa) ed uscire allo scoperto. Specie su quella delicata lastra di ghiaccio del fiume congelato dell'estetismo, del quale mal si scorge il confine con la demenza megalomane (così la mentalità dell'epoca). E' vero sì che le donne partecipavano al clima culturale, ma come spettatrici, rarissimamente quali protagoniste.
E queste poche eroine ebbero giusto il tempo per concentrarsi alla vita, lasciando da parte la letteratura, e facendosi semmai (come la Casati) pregevoli mecenati. Solo nel primo dopoguerra avverrà la svolta, ma questa è storia nota.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 14-05-2007
Cod. di rif: 5569
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Benvenuto Signor Bonaiuto
Commenti:
Buongiorno a lei, signor Buonaiuto.
La prego, si accomodi e si faccia servire qualcosa; spero che troverà le conversazioni di suo gradimento. Questo non è strutturato come un forum: ciò significa che le conversazioni vengono ad essere sparse qua e là, senza ordine - esattamente come in un vero caffè. Quindi è negli ultimi scritti che troverà spunti di conversazione. Non essendoci un sistema di botta e risposta regolarizzato, ognuno si può muovere come meglio crede, leggendo, rispondendo o anche, laddove lo ritenga necessario, osservare il silenzio.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Eugenio Forti
Data: 16-05-2007
Cod. di rif: 5570
E-mail: lukeforweb@yahoo.it
Oggetto: E' permesso?
Commenti:
Cordialmente, vorrei visitare questo caffè.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Masci
Data: 16-05-2007
Cod. di rif: 5571
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: .... le regole generali ma assolute del dandy......Sig.re S
Commenti:
Gentile Sig.re Sperelli,
...come le scrissi nell'ultima missiva, vorrei capire da lei, quali sono le regole generali ma assolute, per identificare una persona o un personaggio ,un dandy !
Dalla sua ultima risposta mi risulta solo...il sarto ! Essendo d'accordo con lei sulla " ..seconda pelle ...in cui ognuno di noi si differenzia..."..etc.le rispondero' sul sarto ..in latu sensu! Ovvero riconosco che il sarto( artigianale ) e' essenziale nella figura del dandy ; ma e' anche vero in chiave contemporanea che alcuni stilisti ( artigian-industriali ), come Etro, Barocco, Gucci,Armani - per citarne alcuni - sono attrezzati in chiave sartoriale, in tal guisa da poter attingere abiti anche per figure dandy !
Rivolgersi al passato non significa rimanere nel passato ! Cosi' facendo il dandy classico, si confondera' con "il carnevale di Venezia" , da non coglierne la differenza !!
Cordialmente la saluto, gustando un turkisher....Stefano Masci



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Masci
Data: 16-05-2007
Cod. di rif: 5572
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: .......che ne pensa Sig.re Sperelli !?
Commenti:
...dimenticavo alcuni personaggi attuali, da sottoporre al suo giudizio come dandies !
1) Vittorio Feltri
2) Oscar Giannino
3) Elkann LAPO
4) Jonathan Kashanian ( il vero dandy contemporaneo)

Cordialmente Stefano Masci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 17-05-2007
Cod. di rif: 5573
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Ad un avventore troppo teso
Commenti:
Egregio signor Masci,
sembra che Lei non riesca a rilassarsi, a trovare un posticino in cui godere dell'atmosfera di questo caffè. Con ogni conversazione cerca di delegittimare l'opera ed il pensiero del Curatore. Un po' di dubbio va bene, ma una critica così scontata si adatterebbe meglio ad una sede sindacale. Se Sperelli ha costruito la più grande area al mondo dedicata al dandy, frequentata da decine di nazioni, basta questo a conferirgli quella serena autorità nella quale a noi sereni avventori piace riposare. Viste le preclare Sue capacità di "imprenditore & designer", fondi un altro edificio pari a questo. Appena terminatane la prima stanza, è facile prevedere che subito sarà consacrata al culto delle Sue idee, mentre qui se ne attraversano centinaia senza doversi inginocchiare a nessun altare.
Ora spostiamo il Caffè su una terrazza e beviamoci il tramonto tutto in un sorso. Mentre Sperelli lavora, oziamo e brindiamo alla sua salute.
Un cavalleresco cin cin
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Masci
Data: 17-05-2007
Cod. di rif: 5574
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: ...ma quale onore per un.....congedo !!!
Commenti:
Illustrissimo Gran Maestro !
E' con vero piacere e diletto che mi accingo a seguirLa in terrazza per un cordiale CIN CIN...!
Salute a Lei !..........................Bene Gentile Gran Maestro dopo queste piacevolezze dovute, vorrei risponderLe in merito alla sua lettera.
L'impostazione di tale Sua missiva , mi ha ricordato un pamphlet " L'arte di ottenere ragione " ( esposta in 38 stratagemmi ) di A. Schopenhauer, di cui ho un piacevole ricordo, imparando che a volte e' meglio sviare , allontanare la disputa e portarla su altre questioni ! Ritengo a questo punto fare delle precisazioni per evitare equivoci e incomprensioni che stringate lettere possono creare ! Le chiedo venia se uso una forma asciutta e pragmatica, da poter sembrare alla lettura "poco rilassata" !..e' solo un impressione fuorviante , mi creda !!
In primis, non ho mai pensato o scritto che il sito"il dandy " non sia un ottimo tentativo di indagine di una materia cosi' frammentaria e teoricizzata. Consideravo implicito e pleonastico il giudizio positivo ; d'altronde i miei interventi ripetuti stavano a testimonianza di un mio interessamento . In secondo luogo sono un avventore TESO ( participio passato di tendere )...a conoscere attraverso il dialogo maieutico la teoria del dandy. So di non sapere : ponevo domande al curatore, cercavo di capire , non di carpire!
Per questo non mi posso accusare di nessuna colpa ( o tensione ), se a tali domande specifiche ricevevo risposte vaghe. Forse come dice Lei, gentile Gran Maestro, il caffe' non era il luogo dove porgere una "vexata quaestio".
Purtroppo, per me ho un concetto di ozio "creativo" ( alla Domenico De Masi per intenderci ), in quanto non vivo di incontinenza. Gli incontinenti, proprio perche' tali, non interpretano i piaceri come vizi, ma tutt'al piu' come debolezze ; diventando come gli antichi sostenevano " mollitiae " !
Rebus sic stantibus, non ho nessun interesse o motivazione per la mia persona continuare con un dialogo povero di confronti ! Preferisco attingere passivamente al sito le notizie che ritengo piu' interessanti per la crescita estetica del mio essere. D'altronde per un imprenditore il tempo e' anche ...cum quibus !!!
Mi congedo con sentiti ringraziamenti.
Al giovine Massimiliano Mocchia di Coggiola alias Andrea Sperelli, di continuare nella tematica del dandy in un progressivo circolo "virtuoso"....ed a Lei Gran Maestro ( a proposito, complimenti per il passantino sul polsino ) per gli spunti generali che il sito dei Cavalieri delle Nove Porte concede a noi avventori tesi..a.......
Con profonda stima e riconoscenza....per un ultimo brindisi CIN CIN...e voila'.......
Cordialmente Dott. Stefano Masci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano masci
Data: 25-05-2007
Cod. di rif: 5583
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: Complimenti !
Commenti:
Ho ammirato la serieta' nel cancellare e- mail sulla mia Persona che non meritavano risposta !
Pur confermando il mio congedo, era doveroso e rispettoso per il vostro lavoro un mio cenno a tale gesto : vi fa onore !
Con ossequio Dr. Stefano Masci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 27-05-2007
Cod. di rif: 5584
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Dedicata al dottor Masci
Commenti:
AN IMMORALITY

Sing we for love and idleness,
Naught else is worth the having.

Though I have been in many a land,
There is naught else in living.

And I would rather have my sweet,
Thought rose-leaves die of grieving,

Then do high deeds in Hungary
To pass all men's believing.

EZRA POUND 1909


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 27-05-2007
Cod. di rif: 5585
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Traduzione, per quanto possibile.
Commenti:
IMMORALITA'
Cantiamo amore e ozio,
Non altro bene è al mondo
Che valga la conquista.

Sebbene numerose
Terre abbia corso e mari,
Non altro è nella vita.

Meglio a me sa il mio miele,
Sebbene di dolore
Ne muoiano le rose,

Che in Ungheria gran gesta
Compiere, che sorpasino
D'ogni uomo la credenza.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano masci
Data: 28-05-2007
Cod. di rif: 5590
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: ....ma io non sono Mary Moore di Trenton !!!...........
Commenti:
Le poesie "Personae" di E. Pound erano rivolte alla sua amata Mary !!......ma lei credo si riferiva in dedica al contenuto poetico( che condivido in parte )! Ma la gentil dedica deve essere contraccambiata con un tratto poetico dell' amico-collega di Pound :


What we call the beginning is often the end
And to make an end is to make a beginning,
The end is where we start from.


T.S. ELIOT (" Little Gidding ",da Four Quarter )


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Masci
Data: 28-05-2007
Cod. di rif: 5591
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: Traduzione, per quanto possibile
Commenti:

"Cio' che noi chiamiamo l'inizio è spesso la fine.
E per rendere una fine si rende anche l'inizio.
La fine è da dove noi iniziamo."

T. S. ELIOT


Al Cortese Gran maestro Maresca,
paradosso che il tempo non ha risolto

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 28-05-2007
Cod. di rif: 5592
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: La parola poetica
Commenti:
Egregio dottor Masci,
la citazione da Pound è stata a Lei dedicata in quanto l'argomento è pertinente ad un oggetto della nostra conversazione: l'ozio. La visione poetica è, per natura, estrema e partigiana. Ha esigenze musicali e scopi simbolici, evocativi. Pertanto non è quasi mai pienamente condivisibile ad un livello razionale. L'arte non spiega, ma se è autentica arte illumina. L'uso che ne fa Pound arricchisce una parola che la mia penna non aveva certo potuto far risuonare con pari forza. Un brindisi al Maestro.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Masci
Data: 28-05-2007
Cod. di rif: 5593
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: L' ozio : la virtu' di un vizio !
Commenti:
Gentile Gran Maestro,
Sull'ozio potremmo aprire un epistole ! Da parte mia è uno dei temi che studio con piu' dedizione sia in teoria che in pratica ( insieme allo studio sulla felicita')
La scuola di pensiero dell' ozio a cui mi riferisco e'.....contemporanea ( giusto per essere coerente con me stesso ), come scrissi, alla De Masi.
L' otium non e' piu' contrapposto al negotium.
La noia non deve prendere il sopravvento,essere paralizzante ! Per fare cio' bisogna che l'ozio diventi " creativo ". Non e' piu definito con un ossimoro : il tempo libero puo' essere coatto.....ma con azioni scelte ! La creativita' si alimenta di spreco : come un poeta, uno studioso, un cultore dell'eleganza, un imprenditore creativo....le ore di riflessione non sono giudicate una perdita di tempo tout court,ma sono un girovagare del corpo e della mente che prima o poi sfocia nell'azione positiva, nell'opera d'arte, nel nuovo romanzo.............e' per questo motivo che non condivido il manifesto " l'ozio come stile di vita " di Tom Hodgkinson, collocandomi in una area contemporanea di rivisitazione del nobile e antico concetto di ozio ..come virtu' moderna!
D' altro canto con lei intrattengo una tipologia moderna di ozio !!
Cordialmente Dott. Stefano Masci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 30-05-2007
Cod. di rif: 5599
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Avviso ai parlatori che non han nulla da fare
Commenti:
Cari visitatori,

questo piccolo avviso è rivolto a voi tutti in generale, e pure in particolare a quelli che di tra voi si fanno un vanto implicito d'aver compreso tutto dell'arte e della vita, due materie che studio e pratico senza aver la pretesa di capirle, semmai di approfondirle. Questo caffè, parte integrante del sito sin dalle sue più lontane origini, permette a chiunque (esattamente come un normale caffè parigino) di entrare, accomodarsi, ed intervenire. E' vero che le disposizioni dell'Ordine Cavalleresco impongono alcune regole da rispettare, ma è ovvio che altre vengono a mancare: qui si piò fumare, i minori possono bere ciò che vogliono, e credo che in qualche sala riservata troverete pure delle donnine allegre disponibili.
Ciò comporta un fatto: se chiunque può entrare ed aprir bocca, è ovvio che non solo begli spiriti faran mostra di sé, ma anche apprendisti, studenti, futili opinionisti, professori verbosi. Francamente, trovo divertente il fatto che, sin da quando questo sito è sorto, vi proliferino - tra gli altri - dei personaggi che, coll'indice alzato, sciorinano sentenze sul mio operato, sugli avventori altri, sul dandismo. Le porte sono aperte a tutte le bestialità, purché nominate e con un recapito elettronico. Prima di parlar male del prossimo, suggerisco, ci si rilegga.
Oltretutto mi si permetta di non condividere la curiosa acredine che che qualcuno dimostra verso l'estetismo, il manierismo, l'ottocentismo (mi si scusi la parolaccia, forse dovrei dire brocantismo); esistono e conosco numerose persone di ambo i sessi le quali, con tutti i rischi che ciò comporta (ad esempio, gli attacchi fastidiosi degli intellettualoidi di cui sopra), vivono e prosperano ad alti livelli come ai più bassi, con una enorme dose d'arte nella loro vita, fossero marchettari o figli di duchi in esilio. Desolato nel constatare che v'è ancora chi preferisce respirare la stessa muffa dei libri, se mai li ha aperti, ma non ha il nerbo per intraprendere la conoscenza empirica - e non cartacea - di altri universi, che crede estinti solo perché ne legge l'ipotetica fine sul calendario.

Au revoire
Andrea Sperelli

PS: con ciò non voglio certo far interrompere alcuna discussione in corso, interessante e giustamente frivola - e per quanto secondo alcuni io ami "atteggiarmi" a difensore della bellezza, posso ben dire che da par mio trovo questo un crimine, quando di atteggiamento trattasi e non di impegno serio.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Bellucco
Data: 08-06-2007
Cod. di rif: 5602
E-mail: stefano.bellucco@alice.it
Oggetto: Aperitivo...
Commenti:
Egregio Signor Sperelli,
l'aria è vivace, il sole volge all'occaso: se me lo consente condurrei il mio rilassato desiderio di aperitivo tra i tavoli del Suo splendido Caffè. Se poi mi concedesse l'onore, gradirei offrirLe un sigaro, così da lasciare che le azzurre volute si intreccino come in un discorso, silenzioso ed intenso...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Edoardo Benelaudi
Data: 10-06-2007
Cod. di rif: 5610
E-mail: m.lodato@libero.it
Oggetto: niente di particolare
Commenti:
Posso ora disporre di una e-mail - temporanea, ma praticamente mia. A breve ne avrò un'altra. Se continuo a scrivere - non ci si libera facilmente di me! - è per la speranza di trovare qualcosa di interessante nel Caffè - non parto "prevenuto", ma fino ad ora gli esiti non sono stati dei migliori - con tutto il rispetto dovuto, ecc...
Getto ora una richiesta, aperta a tutti e per liberissima risposta ( tranne, ovviamente, per risposte scontate o stupide ): una parola, una frase, un'immagine - qualsiasi cosa - che esprima Arte - e nient'altro. Accetterei addirittura una bestemmia, un disegno, una cancellatura, ripeto, qualsiasi cosa - a patto, si noti bene, che rientri nella sfera dell'Arte. Rifiuto spiegazioni dettagliate, esegesi, critiche e derivati.
Rifiuto, soprattutto, espressioni quali: < Sono fermamente convinto della relatività negli ambiti dell'Arte, poichè l'interpretazione che se ne può dare varia da... a... >. Ogni opera d'arte, se e soltanto se è realmente un'opera d'arte, va aldilà dei pareri, aldilà delle opinioni e delle tanto famose "esegesi". Chi non apprezza e non sa riconoscere l'Arte è soltanto uno stupido, e non è portatore di alcun interesse - tranne, è logico, che per gli stupidi. La poesia non è nata democratica!
Ma basta cianciare di stupidità, mediocrità, parole... Svegli e dormienti, fa lo stesso!
Avrei molto piacere nel ricevere risposta. Da chiunque.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Bellucco
Data: 11-06-2007
Cod. di rif: 5612
E-mail: stefano.bellucco@alice.it
Oggetto: Per niente particolare...
Commenti:
Egregio Signor Benelaudi,
"Si guida con l'esempio" diceva il Grande Corso. "Intelligenti pauca": accenda Lei, sveglio, il mio tepore di dormiente!

Cavallereschi saluti,
Stefano Bellucco

P.s.: E' il Suo insindacabile giudizio a decretare quale sia l'Arte, la stupidità, la mediocrità? Lei rifiuta molto: non mi sembra che proponga altrettanto.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 11-06-2007
Cod. di rif: 5613
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Cagnara... dadaista?
Commenti:
Gentile Cavalier Bellucco,
lei porta una ventata d'aria fresca, aprendo la porta di questo nostro caffè "tardo ottocentesco". Il rumore qui dentro è assordante poiché un certo signore, dicendosi "artista anzi non ancora", pare infischiarsene dell'arte della quale tanto ciancia, credendo forse che, in ragione della pur sempre buffa teoria del bambino viziato, a gridare forte il nome dell'oggetto che si desidera si finisce per farselo dare.
Accetto volentieri, per quanto in ritardo, il sigaro che mi offre e godo dello spettacolo di chi, avendo fatto indigestione di libri, tenta di cacciar fuori il proprio disprezzo per la cattiva qualità della carta.
Un prosecchino, lo vuole?
Cordialmente
Andrea Sperelli


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Edoardo Benelaudi
Data: 11-06-2007
Cod. di rif: 5614
E-mail: m.lodato@libero.it
Oggetto: altri chiarimenti
Commenti:
Alla Cavalleria dell'Ordine: l'e-mail che sto usando non è una copertura. Appartiene alla mia compagna, ed è di entrambi. Purtroppo per almeno un mese non potrò possedere un indirizzo e-mail col mio cognome - che è realmente Benelaudi.
A Stefano Bellucco: lei ha ragione, per ora, in questo Caffè, non ho proposto ancora nulla di nuovo. Ma so cosa è necessario rifiutare - d'altronde il suo intervento è inutile, come questo che scrivo. Si passa troppo tempo a parlare di inutilità!
E si risparmi le citazioni in latino, la prego - sono morbosamente noiose!
Attendo ancora risposta a quella mia richiesta...
"Cavallereschi saluti"!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Bellucco
Data: 11-06-2007
Cod. di rif: 5615
E-mail: stefano.bellucco@alice.it
Oggetto: Vasa inania multum strepunt
Commenti:
Esimio Signor Sperelli,
Caro Andrea!
Mi permetto tale confidenza con lo slancio entusiastico di chi L'ha seguita, a lungo ed in silenzio, dalle vetrate del Suo Caffé: accomodato ora ai tovolini, mi sento a casa di un amico più che in "un" luogo di passaggio.
E' vero, è buffo sentire bambini viziati gridare indisturbati, ma rammento che quando io ero bimbo e pretendevo di attirare l'attenzione in tal modo i miei genitori, in maniera pacata ma molto decisa, semplicemente mi...zittivano!
Chiedo a Lei, sapendo che Vive l'Arte, non solo la studia: prima dell'Arte, la conoscenza? Posso criticare, rifiutare, classificare, abbattere o innalzare se non conosco pienamente ciò di cui sto parlando? "Su ciò di cui non si può parlare, è meglio tacere" (L.Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus).
Inoltre, posso io autodefinirmi artista? Non vi è misura nell'arte? Ciò che ai più appare sregolato, noioso, casuale, inutile è così forse perché essi non lo comprendono? E pertanto, non comprendendo l'assoluta inutilità dell'Arte (ars gratia artis...pardon, ho annoiato gli svegli, ma poco importa: a noi dormienti il latino non dispiace), possono essi definirsi artisti, o dare giudizi?
Ed infine, hony soit qui mal y pense! Dedico di cuore al Signor Benelaudi (è uno pseudonimo?! Nomina sunt consequentiae rerum: curioso, non trova?) la Maya Desnuda del Goya: "il peccato è negli occhi di chi la guarda!" commentò l'artista (se ha ricevuto il placet del Nostro Critico, in caso contrario rimane il buon Franci). Ed un complimento sincero: scrivendo di inutilità, di interventi scontati, di apporti pressoché nulli, Lei ha incarnato ciò di cui scriveva...sublime! Non sia modesto, Lei E' un artista!

...caro Andrea, mi perdoni queste righe, inutili nel riferimento ma stimolanti nel concetto, almeno per me: non mi vergono ad ammettere che la mia passione per l'Arte sia mille volte maggiore della conoscenza che ne ho, ma il rispetto che porto a questa manifestazione dell'Uomo mi suggerisce di accettare, studiare, capire più che a rifiutare.

...e così, non posso certo rifiutare il Suo prosecchino, tanto più che Lei, da ottimo ospite, mi fa sentire toni e respirare profumi di casa offrendomi quel nettare!
Che certi schiamazzi svaniscano come le bollicine, trasportate poi dalla fresca brezza che accarezza ora le Piazze di Padova...
...caro Andrea, prosit!
Stefano Bellucco

P.s.: dubito che il buon vecchio Marcel apprezzi l'accostamento tra il suo movimento e cotanta personalità...anche perché ha prodotto solo cose inutili! Che stupido!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 12-06-2007
Cod. di rif: 5616
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Lo spirito (alcolico) del caffè
Commenti:
Egregio signor Benelaudi,
La vedo preda di un efficientismo che non gioverà alla Sua salute ed ancor meno al morale. L'angoscia per le cose inutili, quello in particolar modo, non appare pertinente al luogo. Qui si conversa e il dovere di creare che Lei cerca di stimolare suona come la campana nei pub inglesi, che avverte gli avventori che si tratta dell'ultimo giro e la baracca sta chiudendo. Anche se al caffè siede qualche artista, lo lasci tranquillo. Dopotutto viene qui per bere, non per lavorare. Ed anche se gli artisti mancassero, perché crucciarsene quando il cognac è buono ed a buon mercato? Mi comincia a venire un dubbio. Spesso, affondando la mano sotto una pelliccia di critiche, il castigatore di costumi si rivela un astemio. Se così fosse, qui si troverebbe a disagio, perchè la nostra clientela non prende in considerazione bevande analcoliche. Se invece è anche Lei un nipotino di Bacco, lasci perdere per un attimo le vette dell'illuminazione e accetti una gagliarda pinta di birra. Ottima, per conciliare qualche doppio whisky che verrà dopo. Prenda posto, non resti in piedi, ora che tutto è a posto con la Cancelleria. A proposito, per essere un'artista sembra che Le manchi l'attenzione alle parole. Si tratta di Cancelleria e non di Cavalleria.
Cin cin
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Edoardo Benelaudi
Data: 12-06-2007
Cod. di rif: 5617
E-mail: m.lodato@libero.it
Oggetto: niente di particolare
Commenti:
A Giancarlo Maresca: la ringrazio per l'invito, grazie di cuore. Comunque, ho scritto Cavalleria proprio per prendermi gioco dei "Cavallereschi saluti" che qui sfrecciano continuamente.
A Stefano Bellucco: la ringrazio per quest'altro intervento, è il secondo per cui rido, di gusto - ha un grande potere, lei.
Curatore, faccia attenzione... la lingua del nostro "dormiente" ( ve lo siete detto da solo ) latinista è attaccata da qualche parte, oh!, eccola. Com'è diventata lunga, perdindirindina! Ma non posso dirlo - troppo volgare per voi artisti, voi che vivete l'arte!Ma piano, piano, devo parlare piano, altrimenti il curatorino inizia a mandare missive su missive... e, almeno in quello, è perfetto! - noioso e stupido al punto giusto.
Bellucco, nelle sue citazioni, è grottesco. Sento da qui la sua puzza. Tortura indelebile!Non avete la più minima idea di che cosa stiate parlando. Ancora una cosa... per quella frase di Wittgenstein: l'inesprimibile è e rimarrà per sempre inesprimibile, giusto. E che importa?
Continuate a difendervi facendovi l'un l'altro svariati complimenti - cosa che trovo rivoltante - e in più, apprezzamenti su che cosa? Sulle vostre dita grasse e unte che scrivono "Cavallereschi saluti", tanto per tornare a giocare, come da bambini?
Ma io adoro l'infanzia.
E voi? Volete il ciuccio? Vi siete fatti la bua? Oh, come sono vivaci, questi artisti!
Non ho ancora sentito alcuna parola che rientri nell'ambito artistico. Ed essendo questo il più bel sito del Dandy - lo riconosco, certamente - tutto ciò è deludente.
La mia è la campana - scrive Maresca - dei pub inglesi, che viene a disturbare, strepitando di chiudere. E' vero - fossi in voi, mi farei spaccare in testa la campana, pur di rinsavire. Meglio la morte, piuttosto che il porcile.
Mi offendete - non per i vostri interventi, o i vostri reciprochi apprezzamenti, anzi, quelli mi divertono, grotteschi anch'essi - perchè non solo vi vantate di meritare, ma vi intendete anche di lettere antiche, mitologia, otium, negotium.
E' una commedia.
Avanti! E' il letargo!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 12-06-2007
Cod. di rif: 5618
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Richiesta di un aiuto
Commenti:
Caro Signor Benelaudi,
mi rimetto ai suoi consigli; vengo a lei pentito, il capo cosparso di cenere. Io, che non sono né artista, né studioso, mi veggo allo specchio anziano e malato, comprendo ora grazie alle sue parole di aver sbagliato tutto nella vita, di non aver combinato nulla.
La scongiuro, mi dica: che cosa posso fare?

Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Bellucco
Data: 12-06-2007
Cod. di rif: 5619
E-mail: stefano.bellucco@alice.it
Oggetto: Dita magre...
Commenti:
Egregio Signor Benelaudi,
mi compiaccio di avere quel potere che Lei mi attribuisce. Quella risata scatenata dai miei interventi, la prolunghi per rileggermi e rileggersi: qui si usa lo spirito (alcol o acume: entrambi ben accetti!) per elevarsi o rilassarsi. Poco importa: serena pausa dal mondo esterno al Caffè.

Se me lo consente, Le offro un ruhm e cola, così che possiamo respirare un po' di quell'America che mi ha accompagnato nelle mie righe: "maccaroni...tu m'hai provocato?! E io me te magno!"

Absit iniuria verbis: non volevo certo che si offendesse alle mie parole! Erano solo uno stimolo, un gioco come questa ennesima citazione in "latinorum": un altro modo per burlarmi di me stesso. Faccia così anche Lei: non si prenda troppo sul serio, non si offenda, non offenda, scenda tra noi a bere con noi! Troverà altri avventori, disposti ad ascoltarLa, lieti di seguirLa se proporrà qualcosa o semplicemente, come farò io se continuasse a trovarmi impietoso torturatore maleodorante, a togliere il disturbo e, per rispetto, lasciarLa godere del Suo calice!

Assonnati saluti,
Stefano Bellucco

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Edoardo Benelaudi
Data: 12-06-2007
Cod. di rif: 5620
E-mail: m.lodato@libero.it
Oggetto: risposta alla richiesta di aiuto di Sperelli
Commenti:
Lei non crederà mai, realmente, di non essere un artista - se lo credesse, non userebbe il tono che le ho visto usare. Lei può affermare, in qualsiasi momento e luogo, di non capire nulla d'Arte, ma non lo crederà mai.
Per rispondere al vostro s.o.s... Al posto suo, io brucerei il Caffè, per ristabilirlo dalle fondamenta, dall'inizio, pulendolo ed evirandolo. O, altrimenti, tenterei il suicidio - altrimenti gente come Rigaut, a che serve?
La prego di non mandarmi più i suoi saluti, se non sono sentiti - se io non ve li mando, è per sincerità - non nego che un giorno non possa avvenire il contrario.
A Stefano Bellucco: non mi sono offeso, stia pur tranquillo. Ciò che mi offendono non sono le prese in giro, anzi - credo che abbiate compreso, spero, il mio "cruccio", come potreste chiamarlo voi. Se uso espressioni "dure" nei vostri confronti, è anche per sostener(mi) al meglio. La ringrazio comunque per l'invito. Spero che anche lei non si sia offeso.
Mi chiedo, tuttavia, per quale ragione non ho ancora ricevuto risposta alla mia strana richiesta - è la terza volta che ripeto la domanda! Non nego che sono in attesa, febbrile.

P.S: Ringrazio - davvero - Manuel Meneghel per la sua e-mail. Ho provato a rispondere, ma non so perchè non riesco ad inviare. Vorrei dunque, in questo spazio, fargli i miei più sentiti saluti. E non sono Cavallereschi!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5621
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Stare al gioco
Commenti:
Egregio Signor Benelaudi,
fino ad ora non ho ritenuto opportuno mettermi in circo personalmente, dacché fino ad ora abbiamo solo scherzato, io per primo. Non intendevo offenderla, ma solo giocare un poco con lei, dacché sono pochi i visitatori che a quanto pare hanno un malessere da esprimere - e scelgono questo sito per esternarlo. Mi dispiace il fatto che non trovi di suo gradimento l'ambiente e i discorsi che ivi si tengono - ma pensi al fatto che io non controllo ciò che in qui si scrive e, come in qualsiasi altro luogo di riunione (reale o immaginario) si usa discutere del più e del meno, a volte toccando argomenti alti, a volte restando rasoterra. Sinceramente, non vi trovo nulla di male. Per parlare seriamente d'arte esistono luoghi più confortevoli e adatti di questo, per intenderci.
Nella mia richiesta di aiuto ovviamente scherzavo; non sono uso a prendermi sul serio e mi dispiace che a volte traspaia il contrario, sebbene io non intenda farlo appositamente. Se la cosa potrà farle in qualche modo da conforto, le dirò che non credo davvero di essere un intenditore d'arte, epperò la studio e la pratico, anche a livello professionale, e insomma mi provo a viverla; nel privato scrivo articoli sulle esposizioni e sugli artisti, fo critiche su commissione per i galleristi, etc. Al contempo son ritrattista e pittore, e mi diletto di scrittura. Con tutta la presunzione del dilettante, dirò che sono in fase di crescita, e non uso parlare della mia arte, esattamente come una pianta non parla di orticoltura (un citazione da Cocteau me la vuole passare?). Molti dei miei scritti sono anche pubblicati in Internet, e non avrà che da visitare i seguenti siti per avere una vaghissima idea di ciò che faccio al di fuori di questo ambito (il mio nome reale è Massimiliano Mocchia di Coggiola):

http://lnx.whipart.it/html/modules.php?name=News&file=article&sid=1702

http://lnx.whipart.it/html/modules.php?name=News&file=article&sid=1731

http://lnx.whipart.it/html/modules.php?name=News&file=article&sid=1651

http://lnx.whipart.it/html/articolo-1481.html

http://www.cristina-ariagno.com/approfondimenti.htm

http://www.marcelproust.it/miscel/contrib.htm

http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=1420.171

http://www.arengario.it/decadentismo/temi/eleganz1.htm

Questa è una piccola scelta di articoli, immagini e saggi che sono apparsi su riviste e/o libri e che sono stati anche immessi nella rete; ella stesso potrà trovare di più se vorrà ricercare il mio nome su Internet. Spero che si renderà conto che so almeno di che cosa parlo, per quanto le sembri abbietto o inutile, ed incapace di comprendere la grande arte di cui parla ma che, purtroppo, non ha ancora espresso veramente; facendo tacere per un momento il suo orgoglio, saprà considerare le cose da altri punti di vista, ne sono certo. Preciso che la Cancelleria dell'Ordine non sono io, ma altre persone che si occupano del sito per la parte normativa, un compito che non posso né sarei in grado di svolgere. Io non intervengo sotto altre spoglie che non siano quelle di Andrea Sperelli, sorta di titolo amministrativo, nulla di più.
Signor Benelaudi, la prego: accolga l'invito di tutti e sono sicuro che senza sforzo saprà sorridere ed accomodarsi un attimo, parlando con il riguardo verso il prossimo che usiamo tenere, anche se ci è inviso. Si ricordi che non sta scrivendo a persone immaginarie, ma a uomini che esistono e respirano, che questa non è una gara a chi è più bello o intelligiente, e se vorrà allargare per un attimo i suoi orizzonti scoprirà che quei "cavallereschi saluti" di cui si fa tanto beffa sono invero un augurio tipico dei soci dei Guardiani dell'Ordine delle Nove Porte, associazione culturale di cui questo sito è ospite. Uomini che si riuniscono quasi sempre una volta al mese se non più, in varie parti d'Italia e non solo, coltivano amicizie e rare passioni comuni, e per i quali Internet non è la vita.
Insisto a salutarla
Cordialmente,
Andrea Sperelli

PS: sono lieto che abbia fatto la conoscenza di un vecchio frequentatore del sito, che mi conosce bene. Come tutti i vecchi amici, ha saputo darmi molto e, spero, io a lui - per quanto egli mi abbia considerato vuoto e inutile mi auguro che abbia perlomeno appreso la leggerezza e l'antifanatismo tipiche del sottoscritto.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5622
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: a Benelaudi
Commenti:
Egr Benelaudi, Massimiliano,
non ho interesse né ad inserirmi in polemiche o in critiche che non mi riguardano, né a rivedere il mio nome scritto tra questi tavoli. Era molto tempo che non tornavo a visitare questo sito, e neppure probabilmente sarebbe accaduto se il vociare non fosse giunto fino alle mie orecchie. La mail che le ho inviato, caro Benelaudi, è una mail di augurio e di saluto, perché io ho rivisto nelle sue parole, non la scocciatura di chi viene a rompere le uova nel paniere, ma un intervento forte e costruttivo che è per di più riuscito a rianimare questo caffé a lungo frequentato da una clientela divenuta ormai vecchia e sempre uguale a se stessa. Ma la mia era anche una mail colma di nostalgia, perché c'è stato un tempo in cui a questi tavoli sedevano molti giovani con una grande passione per l'arte, per la letteratura, per la moda e per l'eleganza. C'è stato un tempo in cui i frequentatori di questo caffè si davano in privato del "tu", con la disinvoltura di chi sa di parlare ad amici, o comunque a persone con cui condivideva una passione. Giovani, eravamo in tanti, ragazzi, ragazze, interessati non a scrivere tesine, ma a stare assieme e a discutere di arte...perfino tu, Massimiliano un tempo eri giovane, e, caro Benelaudi, il curatore brillava di luce propria più che tutti noi. Essere giovani era il nostro vanto, era la nostra vitalità, era il nostro fascino. Si tolga una soddisfazione: Guardi se compare spesso la parola giovane nelle varie stanze di questo castello, o nei vari ambienti di questo spazio gestito da Sperelli. Guardi specialmente se in questo spazio vi è qualche anelito di gioventù. Se questo manca, non si meravigli così tanto se anche i giovani se ne sono andati, portando via con loro...il futuro? E' di questo tipo la tristezza che io ho riversato in quella mail. Io quello che dovevo dire già lo dissi tempo fa, con le conseguenze ancor'oggi visibili a tutti. E se ora in questo caffè, costruito badando forse più ai fronzoli che alle architravi, cadono pezzi di calcestruzzo nei calici, croste di stucchi nei piatti...se ora l'attrattiva più grande è vedere distinti signori fingere di brindare o di offrirsi sigari (come le bambine fingendo di bere da tazze di plastica giocano a prendere il tè) non può essere che la tristezza nell'assistere a tutto ciò ad avermi spinto a scriverle in privato.

Questi che ho esposti, signori, sono i contenuti della mail che io ho inviato a Benelaudi, è giusto che visto che tale mail è stata citata ne siano conosciuti gli intenti ed i pensieri. Le scrissi in privato perché in privato si può essere discreti, e in privato non si disturba mai. Sono lieto che le abbia fatto piacere riceverla. I miei più cordiali saluti a Lei e al Gran Maestro, a te Massimiliano i miei auguri.
I distinti signori che fingono di prendere il the hanno invece tutta la mia simpatia.

Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Edoardo Benelaudi
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5623
E-mail: m.lodato@libero.it
Oggetto: cordialmente, a Sperelli
Commenti:
Pensi che proprio ieri sera, per caso, mi sono imbattuto in uno dei suoi saggi - e d'altronde, ho sempre cantato le lodi di questo sito.
Per la verità, non volevo avere lo stesso atteggiamento del superbo radicale che viene a sputare in mezzo ai frequentatori pacifici e leggeri - anche se il tono dei miei interventi è proprio quello della superbia più sfrontata.
Ma, lo assicuro, non passo i giorni a dirmi: < Sono un artista... oh!, un artista... come sono speciale >, come a qualcuno di voi può essere sembrato. Ho scritto, in un intervento passato, e lo ripeto un'altra volta: non lo sono ancora, ma so di essere nato artista.
Non conoscendola, signor Sperelli, il mio parere sulla sua "artisticità" è ben poca cosa. Ogni mio intervento si riferisce, esclusivamente, a ciò che vedo scritto sul Caffè. Non vuol dire, tuttavia, come ha detto lei, che le esistenze dei frequentatori si limitino semplicemente a questo. Ha ragione, e sono il primo a dirlo.
Sono felice nel sentire che si interessa di pittura e scrittura; della prima, se ne vede troppo poca oggi, della seconda, troppa e troppo oscena.
Ciò che volevo raggiungere, attraverso ai toni estremi dei miei interventi, era un abbandono delle pose che odiavo tanto. Volevo vedere fino a che punto una persona del Caffè potesse spingersi. Come poi è avvenuto, si è raggiunto il punto limite - e ora le sto scrivendo una lettera, pacata e gentile come mai ne ho scritte prima!
Ora, lungi da me il desiderare che non si prendano più certi atteggiamenti. So che non sono fatti miei, e che l'intruso nel Caffè sono io, io che sono piombato così, apparentemente senza motivo. Voi siete liberissimi di conversare come vi pare e piace - ed è anche inutile che ve lo dica. La mia era solo la forte voglia di scoprire cosa c'era dietro il "cavalleresco", dietro il "cin cin". Avendo ricevuto tale lettera, e avendo compreso la sua sincerità, ora sono soddisfatto, e, come dite voi, rilassato.
Ma, scrivo e giuro, non riuscirò mai a sentire di far parte, in ambiti artistici, di un gruppo. Come ho detto scherzando, la poesia non è nata democratica; non credo che due artisti, se lo sono davvero, possano giungere ad un punto d'accordo, seppur generale. Questo è rivolto soprattutto a Manuel Meneghel, a cui, l'ho già detto, faccio i miei ringraziamenti. Tuttavia, non credo che, pur essendo giovani, si riesca a creare un vero gruppo d'artisti, soprattutto oggi. Se vi può interessare, comunque, ho 19 anni.
Saluto, sinceramente, il signor Sperelli e il signor Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Bellucco
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5624
E-mail: stefano.bellucco@alice.it
Oggetto: Sono poliedrico!
Commenti:
Egregio Signor Meneghel,
mi permetto di risponderLe da qui in quanto "chiamato in causa", almeno in parte, dalle Sue righe.
Credo che il fumo dei miei sigari (qui al Caffè, fuori non ho dubbi) sia reale quanto gli stucchi che Lei ha visto cadere nei piatti o i tavolini sui quali Lei dice di aver scritto. Come ha giustamente suggerito il Nostro Sperelli, stiamo al gioco! Non mi permetto di giudicare Lei allucinato perché vede cose non reali, parimenti non mi sento una bambina con una tazza di plastica in mano. [Se non ricordo male, proprio Lei si è seduto, magari al tavolo dal quale parlo ora (era il n° 280 del 21 gennaio 2005...), ed ha chiesto una sigaretta da fumare in pace...peccati di giovinezza.]
Poi, non credo che la gioventù che Lei decanta sia "portatrice sana" di futuro ed aspetti positivi senza distinzioni: passeggiando il sabato pomeriggio nel centro della Sua città nota solamente giovani artisti colti e vivaci frequentatori di Caffè storici? Io penso che generalizzare sia cosa non facile: esistono giovani notevoli, come anziani vuoti. Nella persona e nella sua sensibilità i valori, non nel registro all'anagrafe. Caro Meneghel, caro Benelaudi, toglietevi la soddisfazione che suggerite: non cercate la parola gioventù, ma il significato in essa racchiuso.
Una ricerca ben più semplice è invece quella dei contributi di ognuno: da lì si vedrà chiaramente chi propone, chi costruisce, chi distrugge senza poi erigere. Ho già professato la mia insipienza in fatto d'Arte: mi piace seguirla, mi piace cercarla. Ed il mio misero spirito si accontenta di trovarla in un "semplice" tramonto, in un passerotto che mi chiede una briciola durante il mio aperitivo, nelle evoluzioni del fumo (reale) del mio sigaro, o anche nel gesto, seppur virtuale, rivolto ad un amico. Ma per me è arte pure un tourbillon montato in un orologio, o la ruota da timoneria di una barca a vela.

Mi permetta, infine, una battuta sull'oggetto della mia, per non prendermi troppo sul serio: ho fatto ridere "di gusto" il caro Benelaudi, ho riempito Lei di tristezza...quale ampiezza cromatica nei miei scritti! Sarà dunque l'aria del Caffè a rendermi così poliedrico?

Signori cari, rilassiamoci, rilassatevi. O siate anzi futuristi: distruggete proponendo! Criticate facendo! Qui saremo lieti e festanti nell'accogliere questo nuovo movimento agitatore!

Nel frattempo, appoggio sul tavolino, liberato dagli stucchi caduti, il mio piccolo humidor da viaggio: fumate con me?

Cari, divertiti, cavallereschi saluti,
Stefano Bellucco

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5625
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: per benelaudi
Commenti:
Caro Benelaudi, da buon relativista non entro in considerazioni sull'arte, di certo comunque mai nessuno ha avuto la pretesa di essere d'accordo con qualcuno, né di fare dell'arte in cooperativa. Su questo non posso che darle ragione. Caro Massimiliano ci sono due cose non si possono rimproverarti: la prima è di essere un fanatico, la seconda di non metterci passione in ciò che fai.
Saluti a voi e ai vostri vent'anni.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5626
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: La volpe e l'uva
Commenti:
Caro Manuel,
ne è passato di tempo! Credevo che oramai avessi deciso di non onorarci più con la tua presenza. Fuggevolmente vedutisi a Venezia durante uno splendido Carnevale, ho avuto qualche difficoltà nel riconoscerti, tanti sono gli anni (quanti?) che non ci si vedeva.
Mi rammarico del tuo rammarico. E mi rammarico del fatto che pare essere la presenza della parola "giovane" tra i miei scritti che ti cruccia: forse che non vedendola abbastanza spesso ti è possibile misurare il livello di gioventù di un luogo? Caro Manuel, io ho imparato a disprezzare la gioventù. E ciò non significa ch'io frequenti solo persone anziane, al contrario. Ma "gioventù" suona oggi male alle mie orecchie, poiché in un luogo pubblico come questo richiama alla mente solo la gioventù attuale, quella delle discoteche e della birra in lattina. Dacché la maggior parte delle persone che mi legge non mi conosce, utilizzo "gioventù" nel senso attuale e generale, e in questo stesso senso son lieto di dichiararmi vecchio.
Volendo invece parlare di quanto effettivamente gli avventori siano giovani all'anagrafe, posso ben dire che la maggior parte lo sono. Ma per non fare la figura di Berlusconi, in grado di leggere solo statistiche e tabelle durante un dibattito, taccio. Anche perché questo non è un dibattito, ma ha tutta l'aria di essere una conversazione tra me ed il lamento della volpe che, non avendo raggiunto l'uva, dice che non è buona. Oscar Wilde diceva (e a quanto pare lo sappiamo tutti, ma lo cito ugualmente) che "Parla male della società solo chi ne è escluso". Non dò peso quindi alle tue affermazioni circa il presunto invecchiamento del mio sito, dacché si realizza solo ora (e non esisteva quando vi scrivevi tu) quel sogno che ai tuoi occhi è finito; dacché conosco un centinaio di persone, privatamente e pubblicamente, con le quali ci si scrive, ci si incontra, si organizzano feste e balli, etc. Ma non vorrei parlare di me, quindi per la seconda volta taccio. Fatto sta che è proprio in un gruppo di esteti, dandies e intellettuali giovani e giovanissimi che ho incontrato la mia fidanzata (una donna-dandy come poche ne esistono, ed io credo ora di conoscerne la maggior parte - e non sono le stesse che hai conosciuto tu, direttamente o indirettamente - non preoccuparti), e che ho scoperto le differenze tra il dandismo di New York frequentanto esteti newyorchesi, il dandismo di Parigi andando a vivere a Parigi (tra un mese sarà definitivo), l'estetismo romano (grazie a due simpatici fratelli con un appartamento in zona Colosseo interamente decorato alla maniera veneziana settecentesca), e il dandismo di Milano - frequentando spesso un caro amico fotografo d'arte e arredatore partenopeo trapiantato nel capoluogo lombardo. Quando l'amico tornerà a Napoli, potrò dire di aver conosciuto anche il dandismo di quella città; pare una burla, ma non lo è: dacché in Italia è oggi l'estetismo un fenomeno rarissimo, tra i giovani: esistono solo quelli che s'atteggiano ad intellettuali tralasciando il resto, o quelli che badano solo ai "fronzoli" tralasciando lo studio. Entro i due il dandy si situa e, mi spiace dirtelo così bruscamente, quel centinaio di persone (che ripeto sono, per tuo cruccio, giovani e giovanissimi) di Parigi, New York e San Francisco etc, sono pure scrittori, poeti, artisti, fotografi...
Purtroppo non conoscono bene l'italiano, ma a che vale saper la lingua di Dante se la poesia di questo paese è defunta, e non per mio volere? Comunque, evviva la decadenza.
Peccato che quel giorno a Venezia tu non fossi al Florian, ma solo in giro per la piazza; se fossi entrato per un momento a prendere un bicchiere di prosecco (che comunque, a scanso di equivoci, io non ti ho offerto), avresti conosciuto parte di quel mondo di cui ti accenno fuggevolmente (non volendo esternare troppo dei miei fatti privati), e che hai deciso di negare, solo perché non lo vedi.
Quei signori che si offorno sigari sono uomini che come me disprezzano la gioventù, ma che all'anagrafe, ti stupirebbe, contano solo qualche anno in più di me, al massimo un decennio. E tu sai bene che età ho, per quanto io stesso preferisca essere vecchio, a volte.
Ti offro del té, vuoi?
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5627
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: per Bellucco
Commenti:
Egr. Bellucco,
non mi sarei mai permesso di riferire a lei quella vena di tristezza di cui parlavo, nemmeno la conosco. Quanto a ciò che accade nelle mia città, le posso assicurare che tanto il Florian, quanto il Pedrocchi hanno ospitato più di una volta gli stessi giovani di cui parlavo, e sinceramente degli "altri" non mi sono mai troppo occupato, coltivando, sicuramente come lei, amicizie, e trascurando chi non ci interessa. Non posso accettare neanche virtualmente la sua sigaretta, non essendo più io un fumatore, ma se le fa piacere posso scendere in cucina a prendere un grissino e fingere di fumare quelli.
Buona giornata.
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5628
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Nuova secessione oggi: è possibile?
Commenti:
Caro Benelaudi,
mi fa piacere leggere finalmente una sua lettera scritta con un tono rilassato. Se il suo esperimento è andato a buon fine, mi dichiaro lieto per lei e altrettanto soddisfatto.
Qui non si è mai preteso di parlare veramente d'arte, né io ne ho mai avuto la seria intenzione: qui si usa più che altro praticare l'ozio e la voglia di decadenza ed estetismo degli avventori. Ogni tanto si ode chiaccherare qualcuno, a volte intervengo pure io.
Finalmente ha compresto che non è da qui, da questo caffé, che si conoscono gli animi di chi lo frequenta; scrivere di cose nuove è difficile, scrivere di cose vecchie è illuminante per alcuni, serve da ripasso per altri, ed è comunque difficile.
Circa l'arte e la possibilità di associarsi oggi, mi ritengo anche io convinto, esattamente come lei, che non è più possibile la riunione di un gruppo di artisti, sull'esempio delle avanguardie storiche; le ricopio in calce un mio vecchio articolo (del 2005), in cui parlo e straparlo della situazione dell'arte contemporanea:

BREVE PATOLOGIA DEL SISTEMA DELL’ARTE CONTEMPORANEA

Primi sintomi di decadenza: un sistema di pensiero, tragicamente scientifico e al contempo romantico (raggiunge così - stando a ciò che si dice in giro - l'acuto della perfezione illuminata culturalmente) si rilassa, si sistema, si gratta la pancia, si stravacca, fuma una sigaretta, sonnecchia pure, magari.
Rallegriamoci dunque dell'inizio della fine, giunto diversi decenni fa, quando il mercato dell'arte s'è accorto che l'Ansia di Modernità poteva essere l'asso nella manica che ancora non era comparso nel mazzo della civiltà artistica novecentesca. La moda non è perniciosa, né lo diverrà mai: basta capirne i presupposti. Dopodiché, si può agire di conseguenza in positivo o in negativo: assecondarla (ed accoccolarsi nel caldo seno materno sociale, gonfio di latte al fruttosio e pallide tensioni erotiche) o frustrarla.
Il primo atteggiamento, credo, non merita d'essere discusso poiché è di matrice comune, e segnala da tempo la sua bonaccia infingarda. Nel secondo caso, due parole non sono sufficienti, ma v'è chi ci ha provato; mi riferisco, tanto per appesantire il testo con inutili citazioni, a Demetrio Paparoni o Marco Senaldi (tra i migliori cattivi ragazzi). Il primo con un libro, che ho recentemente spulciato - e il secondo con un articolo breve ma larvale su “Exibart” n.27 (2005/06). Inutile dire di più: basta leggerli per capire che entrambi, e non solo loro, hanno capito, hanno ragione. Su che cosa? Sull'annosa questione, poco dibattuta ma attuale, che tira in ballo l'arte "da museo" e l'arte provocatoria, innovativa. Incredibile ma vero, oggi entrambe le tipologie vanno ad unirsi e a procreare, in modo direi ben poco sensuale, nello stesso recinto. Brucano l'erba dei galleristi e di certi critici dai nomi mitologici, ed il loro olezzante pelame viene direttamente ad essere esposto una volta tosato; per il pubblico ludibrio.
Ricordate quando gli impressionisti peccavano di ironico onanismo di fronte ai nudi dei Salons Ufficiali? Non facevano che scimmiottare coloro che li avevano appesi lì. Infatti certe grasse e rosee odalische erano materia di studio approfondito da parte di quei pippaioli dell'Accademia. Sfogliavano le litografie delle loro opere preferite in curiosi gabinetti comuni (detti Comitati) con abbondante riserva di carta igienica.
Oggi la situazione non è molto diversa. Gli eredi dei primi ammirevoli provocatori (gli "-ismi" varî, più certe personalità artistiche degli anni '40 e '50) hanno sostituito i "pompier" dai saloni ufficiali - oggi si chiamano Gallerie e Musei d'Arte Contemporanea, Biennali, Triennali... - con lo stesso spirito di coloro che pretendono di innovare, o correggere, o far progredire il passato, creandone uno ex-novo, già coperto di polvere. L'arte di oggi sa di vecchio, indubbiamente: i canoni restano quelli di sessant'anni fa (quando ancora significavano qualcosa), con importanti variazioni relative al linguaggio, ma poco approfondite nei contenuti. E i committenti (i musei), i collezionisti, e tutti gli altri brillanti smargiassi, continuano nelle loro pratiche masturbatorie; gli intellettuali si adeguano, temendo di venir sorpresi nel bagno con una rivista che pare, agli occhi di tutti, antiquata.
Eccola, l'Ansia di Modernità che fa sì che l'arte contemporanea sia diventata la nuova "arte accademica" contro la quale tanto ci si ribellò in passato; che costringe tutti ad ammirare o ad arrabbiarsi con la convinzione di non aver "capito"; che crea, nelle accademie, nuovi artisti pompier i quali, nella stragrande maggioranza, non saprebbero tenere una matita in mano.
Dichiarare la situazione in una fase di stallo, come imbalsamata, è il minimo che si possa ottenere dalla propria onestà professionale di critico.
Noi ci illudiamo che l'arte contemporanea sia veramente sovversiva; e tuttavia gli stessi artisti si smentiscono nell'ubbidire scrupolosamente al sistema (accademico, di mercato) di cui fan parte.
A quando il nuovo Messia?


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Bellucco
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5629
E-mail: stefano.bellucco@alice.it
Oggetto: E un cabernet?
Commenti:
Egregio Signor Meneghel,
ottimo il grissino!
Se poi si recherà "sotto il Salone" troverà un buon pata negra da abbinarvi, e se procederà verso "la Zita" troverà un cabernet, magari non eccelso, certamente e "profumatamente" patavino!
E di sicuro, dopo questo artistico tour, sarà una buona giornata. Che Le auguro sinceramente,
Stefano Bellucco

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5630
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: per Massimiliano
Commenti:
Caro Massimiliano, tu m'incontrasti all'uscita dal Florian...lì al carnevale ho amici di vecchia data, e per l'appariscenza delle loro parrucche, o forse semmai per il tono decisamente ambiguo dei loro sguardi non ti saranno di certo passati inosservati...vengono da tutta europa, Francesi, Inglesi, Tedeschi, credo che tu ti riferisca a loro, essendo il centro vitale della parte più irriverente di quella festa. Ma tralasciamo i cari ricordi che come sai bene mi legano anima e cuore a quell'avvenimento. Non mi soffermo tanto, mi basta precisare che non mi è mai venuto in mente di pensare che la tua vita sia colma di solitudine, o che tu non frequenta cari giovani esteti a new York, Londra, Parigi e nelle altre grandi città del mondo.Perché non solo rinfranca lo spirito frequentare persone lontane, ma è anche un ottimo modo per migliorare il proprio inglese...Ciò ti fa onore, e non può che fare a me piacere nel vederti in mezzo a tanti buoni amici, e accompagnato da una nuova misteriosa fidanzata dandy, anzi semmai sono lieto di sapere che nonostante gli anni passino per te tu sia sempre un ottimo partito. Semplicemente mi limitavo ad appuntare, tra me e me, la silenziosità di questi ambienti da un po' di tempo a questa parte, ma sicuramente si tratterà di una situazione momentanea. Per quanto riguarda la volpe e l'uva (ma uva di quale vitigno?), devo ammettere di non averti capito, d'altronde già mi dicesti che sono bravo a metafore, ma non nel capirle...
Mio caro io ti saluto, e con una certa preoccupazione, non vorrei che da un momento all'altro entrassero in caffè tutti i tuoi amici e io mi ritrovassi stretto tra di loro e senza ossigeno come ad un concerto dei rolling stones...
Suvvia perdona il mio scherzare, ma è un'abitudine a cui sai bene non riesco a rinunciare...
Febbraio è alle porte, i preparativi per il nuovo carnevale sono già iniziati, fammi sapere se ci sarai anche il prossimo anno, sarà piacere mio offrirti un prosecchino, presentarti i ragazzi del florian, e passare qualche piacevole momento ricordando i vecchi da tempi.
Buona giornata
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5631
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: per Manuel Meneghel
Commenti:
Caro Manuel,
forse ti è sfuggito ciò che mi scrissi poco fa, nella lettera alla quale io risposi. Non è delle amicizie del Carnevale che parlo (né io conosco le tue che a quanto pare non son le stesse mie, avendo domandato di te; del resto è un avvenimento sempre movimentatissimo è colmo di gente, gruppi, etc; pure sanno organizzare stupende feste private, alle quali - grazie a Dio - il pubblico turistico non partecipa; né tu purtroppo, per questo dico che non parliamo delle stesse persone), ma degli ambienti di giovani poeti e artisti e esteti che esistono, palpitano, vivono e che frequento pure, e che - sì - si ritrovano anche al Florian, la sera, riempiendolo, in periodo carniascialesco; per il Redentore lo riempiremo di nuovo (allora sì che avremo modo di star strettini!), e sarà un piacere il rivederti; non miglioro il mio inglese, ahimè, ma solo il mio francese, ché tra questi dannati decadenti è la lingua ufficiale.
Se qui è invece silenzioso, non ci posso fare niente. Un sito non parla, ma viene letto; qui forse c'è già troppo da leggere (oltretutto è in italiano, lingua non proprio internazionale), e la cosa spaventa quasi tutti. Per fortuna, restano le vecchie conoscenze, vero? Non so dire se la situazione sia momentanea o meno, ma non vedo perché dovrei preoccuparmene. Oltretutto, l'area del Caffè ha sempre conosciuto momenti di stallo, ripresa, stallo, ripresa, etc... Chi vuol obbligare la gente a parlare? Non io. Parli chi ha cose interessanti da dire, ecco tutto.
Taci saggiamente sul discorso della gioventù, e su molti altri. E pure io voglio tacere, ché non sono più interessato a creare altre diatribe - anche perché ormai, come sai, sono vecchio.
A presto, mio caro
Andrea Sperelli



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5632
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: per Massimiliano
Commenti:
caro,
Feste non per turisti? Feste private? Si ne esistono, mi fa piacere che tu abbia partecipato a qualcuna di queste. Ce ne sono di molti tipi...non solo a venezia ma anche in terra ferma. Feste in cui si entra se si è in lista, feste in discoteche specializzate a Marghera, o più spesso a Padova...feste in case private, feste in hotel...sto pensando ad a quale tu possa aver partecipato, perché se conosco abbastanza bene la clientela del florian a carnevale, mi sembra impossibile che un ragazzo come te possa nutrirne qualche interesse, ma certo ognuno di noi ha il dirtto di avere interessi il più variegati possibile. Specialmente in un periodo come il carnevale in cui la maschera serve a smascherarsi...ora caro ti saluto e ti lascio al tuo lavoro.
A presto.
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Edoardo Benelaudi
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5633
E-mail: m.lodato@libero.it
Oggetto: a Sperelli, risposta
Commenti:
Innanzitutto, chiedo scusa per la mia strabordante assiduità in questo Caffè - oramai me lo dico da solo - è che, da un pò di giorni a questa parte, provo un inspiegabile interesse nell'intervenire qui.
La spiegazione, credo, è nel senso di ridicolo che provo, verso me stesso, quando cerco di creare, sul mio taccuino, qualcosa che abbia un certo valore artistico. Ripeto, ho 19 anni - e, purtroppo per me, non sono molti i giovani che s'interessano a cose del genere... per i miei amici, io sono un pò strano. A parte qualche concorso ( delusioni che ricevetti nel leggere componimenti di altri partecipanti ) vinto con fin troppa facilità, non ho praticamente altre esperienze, in questo campo - se non una certa raccolta che vorrei pubblicare.
Caro Sperelli, riguardo al suo articolo. Mi è piaciuto molto. Oramai, sono il primo a dirlo, l'Arte contemporanea raschia il fondo, e senza direzione. Trovo una confusione così grande, in questo campo... conosco persone che da un giorno all'altro si fanno crescere un pò di barba, si tatuano la prima parola saltata in mente, parlano con tono meditato e... voilà! Artisti!
E ancora, lo dico, c'è troppa confusione. Secondo la mia opinione, il Messia, se c'è, non avrà spazio in cui muoversi, sarà soffocato dai numerosi greggi che assediano pagine, tele, pellicole. La gente, oggi, non vuole l'Arte - o, se la vuole, non la desidera abbastanza.
Io non so, di preciso, cosa sia Arte e cosa non lo sia - è tanto difficile quanto la demarcazione popperiana scienza, pseudoscienza, ecc... - ma riesco a capire, indistintamente e indiscutibilmente, cosa lo sia e cosa no.
Credo che un'opera possa esprimere Arte a prescindere dalla sua componente sovversiva o antiquata. Non sono questi i punti focali. Come disse Wilde, < un libro è scritto bene o è scritto male. Questo è tutto >.
Riguardo alle avanguardie, e in particolare Dada. Credo si siano troppo coperti con le loro definizioni < la nostra non è arte >, pur, molte volte, creandola. Prendiamo, ad esempio, Duchamp. Chi osa dire che le sue tele non siano Arte? C'è qualcuno che, giustamente, obietta contro la ruota di bicicletta - e lì, siamo al limite dell'Arte.
Fontana, quando tagliò la sua tela, compieva il miracolo. Ma, si badi bene, quella tela è Arte solo la prima volta che la si taglia, solo per il primo che si spinge a tanto, all'estremo. Considero stupidi e volgari i tentativi successivi che tendono ad una direzione già tracciata. E' necessario attraversare tutto, sperimentare ogni sentiero, non soffermarsi su nulla.
L'Arte, nella sua bellezza, è violenta, fisica, direi quasi. Non ha paramentri con cui noi, in quanto esseri umani, possiamo spiegarla.
Sono dell'opinione, uguale e contraria, a quella di Vachè - personaggio che adoro - secondo cui l'arte non esiste, ma esistono gli artisti. Considero, veramente artisti, solo tre persone:
- Rimbaud
- Lautreamont
- mio fratello ( sebbene abbia scritto, per ora, poco o niente ).
Con questo ristretto elenco vorrei affermare che di Arte ce n'è molta - e che sono gli artisti a mancare. Nonostante in passato si riscontri la stessa cosa, oggi, nell'età contemporanea, la situazione è sconfortante.
Un pomeriggio, pochi mesi fa, stavo leggendo la famosa raccolta di Montale, le "Occasioni" - che, precedentemente, adorai molto. Erano ormai due ore che me ne stavo seduto, con il libro in mano, ripetendo quelle parole, sussurrandole, scorrendole sulla lingua. D'un tratto, le parole che fino a quel momento avevano esercitato su di me un'influenza grandissima, crollarono. Ebbi una sensazione, nel guardare tutti quei costrutti, quelle assonanze, quelle rime così studiate, simile a quando si vede cadere un mazzo di carte.
Presi il mio taccuino e, senza la più minima speranza, scrissi: L'Arte è inevitabile.
Saluto cordialmente il Curatore
Edoardo benelaudi

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: David Abravanel de Veiga
Data: 13-06-2007
Cod. di rif: 5634
E-mail: David.abravanel@gmail.com
Oggetto: Una mano tesa
Commenti:
In qualita' di avventore del caffe', o meglio di osservatore divertito, ho notato non senza un certo malincuore quanto segue:
Grazie all'abilita' del Curatore, che ha saputo creare un foro di tutto rispetto, Il caffe' ospita ora una discreta schiera di pensatori (in senso latissimus), animi nobili, liberi e leggiadri.
Troppo spesso pero', mi pare che si spenda una quantita' smisurata di parole in controversie futili ed in polemiche sterili anziche' alimentare il dibattito e lo scambio di opinioni tra anime affini che vedrebbe finalmente realizzarsi lo smisurato potenziale di questo luogo.
Mi rammarico perche' noto una barriera comunicativa, dovuta forse anche all'impersonalita' del mezzo, tra persone (me in primis, che mi limito perlopiu' a leggere) che faccia a faccia troverebbero probabilmente un'intesa immediata.
Io abito a Milano, gli altri utenti (so per certo che, purtroppo, il curatore non e' un mio concittadino) non so. Ma perche' non pensare ad una versione reale di questo caffe'? Non penso ad un circuito parallelo agli incontri dell'Ordine, ma semplicemente alla possibilita' di incontrarsi, e se del caso, scontrarsi di persona.
L'idea e' ovviamente acerba, e mi scuso per la pochezza degli argomenti. Sono allergico alle lungaggini.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 14-06-2007
Cod. di rif: 5635
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Il Florian a Carnevale
Commenti:
Caro Manuel,
le feste cui ho partecipato sono state tutte in case - o dovrei dire palazzi - privati, su invito specifico. Di certo non nutro particolare interesse per le discoteche, puoi starne certo! Si tratta di ricevimenti o balli in maschera, ai quali è necessario esser di buona conversazione francese o inglese, saper ballare perlomeno il valzer, etc. Le solite cose, insomma - condite però dall'effetto costume, fantastico e irreale, specie quando alla storicità si aggiunge la personale bizzarria. E non v'è nessuno che ogni anno non arrivi in laguna con un costume nuovo, cosa che tento di fare pure io.
Ho domandato di te a tutti gli amici francesi e tedeschi frequentatori del Carnevale, che durante dieci giorni hanno fatto del celebre caffè storico loro quartier generale, e lo è ogni qual volta ci si ritrova a Venezia - idem pel Redentore. Purtroppo nessuno ti conosce, sebbene tutti quanti riempiano il Florian ogni volta, in e pure la sera tardi, o quando il locale apre dopo mezzanotte ed è permesso entrare solo a chi è graziosamente in costume o di buona raccomandazione. Domandandomi francamente se la memoria dei parigini è a breve termine sul tuo conto, ti invito a passare al Florian, durante i giorni che precedono e seguono il Redentore, così potrò darti modo di conoscere altre persone interessanti, oltre a coloro che già frequenti.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 14-06-2007
Cod. di rif: 5636
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Il Caffè: incontri improbabili tra tutti, ma non impossibili
Commenti:
Caro Signor de Veiga,
credo fermamente alla sincerità ed all'esattezza delle sue parole. Spesso, purtroppo, una voce scritta è difficilmente udibile rispetto ad una voce che si fa solo semplicemente ascoltare. I nostri sensi ci ingannano e interventi che appaiono violenti vogliono essere solo, a volte, ironici. Una personalità cambia molto, se non è avvezza alla scrittura, ed un allegrone nella vita diventa un serio intellettualoide quando deve scrivere un qualsiasi cosa.
Circa il suo invito, è ben accetto, e già trova riscontri reali da molto tempo. Grazie al Caffè ho incontrato (di persona) personaggi straordinari, eccentrici, simpatici, ma tutti con una cosa in comune: l'amore per l'arte e il buon guardaroba. Personalmente mi trovo spesso a Milano, ed ogni volta non manco di incontrare un paio di persone conosciute grazie al sito sul Dandy, che ora posso tranquillamente chiamare amici. Si visitano qualche museo, o esposizione temporanea, o più semplicemente ci si vede per un caffè da Zucca.
Il problema è lo stesso che rileva anche lei: non tutti gli avventori interessati ad un incontro vivono a Torino o a Milano, ma molti di essi si trovano sparsi per l'intera nazione. Nei miei, ahimè, poco frequenti viaggi nel Sud Italia non manco mai di rendere visita a coloro che si sono dimostrati interessati alla mia conoscenza - non tanto per me, quanto per la conversazione e gli spunti che se ne possono trarre.
In ultimo, caro de Veiga, non è detto che la prossima volta che verrò a Milano non si riesca ad organizzarsi per una breve e simpatica chiaccherata, perché no?
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: David Abravanel De Veiga
Data: 14-06-2007
Cod. di rif: 5637
E-mail: David.abravanel@gmail.com
Oggetto: .
Commenti:
Felice del riscontro ottenuto, sarei deliziato di fare la Sua conoscenza, quando Si trovasse a Milano.
Se non altro, per complimentarmi di persona.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 14-06-2007
Cod. di rif: 5638
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: valzer?
Commenti:
Mio caro, dalla tua descrizione sembra che parliamo delle stesse persone. E' bello che questo argomento sia uscito, ogni persona dovrebbe assistere al carnevale di Venezia per essere catapultato in un'atmosfera surreale e mervigliosa...ora veniamo alle nostre conoscenze...c'è solo un gruppo da che io ne sappia, che viene al redentore e al carnevale ogni anno, con costumi sempre meravigliosi (quest'anno molti di loro erano abbiglialti secondo quella che ad un occhio profano come il mio sembrava la moda del periodo Giorgiano), sono appunto francesi e tedeschi, anche se alcuni di loro parlano un italiano molto fluente. Frequento quel caffè a carnevale da ormai otto anni, e posso assicurare di averli sempre visti seduti a quei tavoli...persone simpaticissime e gentilissime; più di una volta, lo ammetto, sono riuscito ad entrare in quel caffè grazie al loro interessamento, giacché come avrai potuto notare la fila alla porta d'ingresso non è delle più modeste...del loro gruppo fa parte anche il presentatore del carnevale (tanto per intenderci quello dalle lenti a contatto bianche). Non ho mai partecipato a nessuna delle loro feste, tuttavia mi auguro davvero che non vi si balli dei valzer, sarebbe grottesco, visto che dame nel gruppo ce ne sono molte, ma la maggior parte più donne per vocazione che per natura, e, a dire il vero, neppure troppo ben camuffate...mi duole invece che non ricordino il mio nome, né, devo ammetterlo, ricordo io il loro, tuttavia il più alto di loro, uomo sulla trentina, francese, solitamente vestito di bordeaux, possiede una foto assieme a me, ed una assieme a me e ad una dama che aveva rapito al suo cavaliere (sinceramente non con tanta preoccupazione del cavaliere), mi si può riconoscere dal cappello con le piume bianche e blu e dal gioiello azzurro sullo jabot. Anzi sarebbe per me un grandissimo piacere avere copia di quella fotografia, fui io sciagurato a non dargli un mio recapito dopo lo scatto.
E' con piacere vivissimo che apprendo che ti stai facendo confezionare degli abiti di carnevale, spero solo di poterti riconoscere anche il prossimo anno... quest'anno a dire il vero non è stato troppo difficile, visto che mi parevi vestito come sempre ti ho visto, in fotografie o di persona, anche in periodi non carnascialeschi...
Sarà un piacere rivederti al Redentore, ahimè festa Cristiana, dove temo il Florian non si trasformerà in quella città parallela in cui si trasforma a carnevale...meravigliosa Babilonia in cui tra fiumi di champagne, ciprie, parrucche, e piume, un po' rossi alle guancie, ci si può far sfiorare dal dubbio che sia in realtà Venezia la città sorta sulle ceneri di Sodoma. Lieto che Venezia abbia saputo accogliere e cullare anche il più sofisticato dei viandanti.
A presto, per un valzer se vorrai.
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Edoardo Benelaudi
Data: 15-06-2007
Cod. di rif: 5639
E-mail: m.lodato@libero.it
Oggetto: niente di particolare
Commenti:
Mi rivolgo, ancora, a Sperelli.
Perchè non inserire, nella galleria del Dandy, anche uno spazio per Duchamp?
Attendo una risposta.
Costruttiva, se possibile!
Cordialmente
Edoardo Benelaudi

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 15-06-2007
Cod. di rif: 5640
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Qualcosa di particolare
Commenti:
Egregio signor benelaudi,
rilevo ancora nel Suo atteggiamento delle incongruenze che, non potendo essere attribuite a distrazione, rivelano un carattere vagamente provocatorio, dequalificante. Se sistema il Suo stesso testo sotto una rubrica che lo qualifica come "niente di particolare", non ha senso quella sorta di intimazione "attendo una risposta", nè l'ironica aggiunta "costruttiva, se possibile". Certamente il Curatore avrà avuto avuto le sue ragioni per tenere Duchamp fuori dal numero dei Dandy. Tali motivi, alla luce della mole e della qualità della sua opera, potrebbero essere richiesti in modo più rispettoso. Celare giudizi dietro le domande è un trucco retorico generalmente efficace, ma qui nuotano pesci che conoscono sin troppo bene simili esche.

Devo averglielo già detto: si rilassi, abbia fiducia. Il castello esiste già da otto anni e l'area sul Dandy da quattro. Queste strutture e queste discussioni andranno avanti per decenni, forse secoli. Non c'è alcuna fretta. Usi la forza di cui è dotato per costruire, non per provocare. Ecco, si sieda. La simulazione del caffè non è un gioco fine a se stesso, ma produce uno scenario che genera un'atmosfera, che concilia la conversazione. Beve dunque qualcosa? Ho adocchiato un calvados interessante.

Alla Sua salute, dunque, a quella del Curatore e del buon Duchamp.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 16-06-2007
Cod. di rif: 5641
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Carnevale di Venezia
Commenti:
Caro Manuel,
noto che nonostate la tua assidua frequentazione del Florian, resti anonimo per questi amici così come loro lo rimangono per tua parte. Otto anni non sono bastati per farti ottenere un invito, e nemmeno sentivi parlare delle loro feste; una delle più belle (che è però organizzata dalla Associazione per il Carnevale di Venezia) è quella di Palazzo Pisani Moretta, aperta solo agli iscritti e agli amici degli iscritti. Altro incontro esclusivo è quello di Cà Rezzonico, un galà di beneficenza in grande stile. L'illuminazione è sempre e solo a candele, gli invitati rigorosamente in cotume del Settecento.
Le feste private si svolgono tutte in laguna, nei palazzi che amici miei e amici di amici (etc!) affittano o hanno di proprietà da generazioni. Si tratta di famiglie nobili (se italiani) o di importanti artisti parigini.
Le feste organizzate sono spesso a tema, per cui è bene procurarsi il costume non appena giunge l'invito per posta; dipendentemente dal tipo di compagnia, le tematiche possono essere dalle più burlesche alle più storiche e seriose. Confermo che spessoe volentieri, specie nelle ultime, si ballano valzer, mazurke, polke, etc - rigorosamente dell'epoca in cui si è deciso di ambientare la festa. Simili incontri si fanno piuttosto spesso anche a Parigi e nei dintorni, nei castelli: feste in maschera come solo ne esistono nei migliori romanzi decadenti ottocenteschi. Ho partecipato ad un paio di questi incontri, ma la difficoltà a spostarmi è sempre stata pressante, sino ad ora. L'appartamento nel quale mi trasferirò è in zona Bastiglia - Pere Lachaise; vieni a trovarci, quando vuoi.
Temo purtroppo di non conoscere il presentatore del Carnevale di piazza, dacché l'unico che conosco essere affezionato alle lenti bianche è il conte Travaglini, spesso e volentieri mascherato da candido conte Dracula.
La descrizione della fauna carniascialesca è assai azzeccata, compresa la confusione tra i sessi; ma temo di non riconoscere il signore "alto e francese" di cui dici, per quanto la descrizione del suo colore preferito sia encomiabile; purtroppo il gruppo che frequento usa cambiare costume ad ogni Carnevale, per ogni giorno di permanenza, dunque non ha (quasi) mai il medesimo abito.
Resto a tua disposizione per eventuali altre informazioni - beninteso, ciò che qui posso permettermi di rivelare...
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 16-06-2007
Cod. di rif: 5642
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Marcel Duchamp
Commenti:
Egregio Benelaudi,
rispondendo "costruttivamente" alla sua domanda/richiesta: non ho mai inserito Marcel Duchamp, sebbene l'idea mi sia balenata in mente in più di un'occasione, perché non trovo che il personaggio in questione corrisponda alle caratteristiche del dandy. Gli manca, prima di tutto, l'eleganza (alla quale non era interessato, sia chiaro); ostenta una dichiarata avversione per la mondanità e il decorativismo; la sua arte è più concettuale che "fisica".
Su di lui ho letto molto, compresto un bel saggio che consiglio a chiunque voglia capir più d'arte moderna: "L'apparenza nuda", di Octavio Paz.
Mi auguro di aver risposto ai suoi desideri con questa mia, e la saluto cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 16-06-2007
Cod. di rif: 5643
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Sapere è dovere
Commenti:
Egregio Sperelli,
trovo inquietanti le Sue ultime descrizioni. Non dubito che Lei sappia bene quel che fa, ma non vorrei che una discussione privata possa essere intercettata con danno per il suo stesso oggetto. Forse il Meneghel tace su alcune cose proprio per questo o forse no, ma comunque chi sa ha solo per questo delle grandi responsabilità. Il Caffè è un luogo pubblico, come tale inadatto a rivelare dettagli che è meglio restino custoditi. Sono più che certo che Lei concordi sul fatto che alcuni luoghi ed ambienti vadano tenuti riservati. Il Carnevale di Venezia, come ultima spiaggia del bel vivere italiano, è un habitat a grave rischio e di immenso valore. Ben collegato al resto del mondo, è comunque un universo a parte, immune dall'inquinamento di quel nostro stile postagnelliano secondo il quale chiunque abbia potere deve dimostrarlo facendo lui le regole. Parlare di quelle atmosfere è male, perché saperne potrebbe alimentare alle sue porte la pressione di un volgo immaturo per ogni esperienza estetica, che però non è mai stato altrettanto ricco e potente, quindi pericoloso. La morte che egli infligge a ciò che tocca è rapida, impietosa. Seppure molte cose si conservino parlandone, alcune si salvano tacendone.

Buon divertimento per il Redentore.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 16-06-2007
Cod. di rif: 5644
E-mail: sperelli8@email.it
Oggetto: Scrigni veneziani
Commenti:
Egregio Gran Maestro,
perfettamente consapevole di ciò che dico e di quanto dico, so tacere laddove la situazione lo richiede; non dimentico il fatto che il Caffè è un luogo pubblico, ed è per questo che nei miei discorsi - immagino sia chiaro a sufficienza - lascio solo ad intendere. Il Carnevale di Venezia conserva scrigni di bellezza rari, e che non intendo divulgare qui, dacché gli oggetti del mio studio sono dichiarabili solo fino al confine colla mia vita privata, e so bene dove fermarmi. Perciò dico e non dico, ma senza offesa per nessuno: un museo è pubblico, ma una collezione è privata. E in una collezione come la mia si trova di tutto, compresi pezzi che non tutti saprebbero capire o apprezzare.
Colgo l'occasione per salutarla prima di rivedersi nella sua meravigliosa città.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 16-06-2007
Cod. di rif: 5645
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: IMPORTANTE: AVVISO AI VISITATORI
Commenti:
AVVISO: il Curatore di questo sito ha cambiato indirizzo di posta elettronica per motivi di spazio e convenienza. Il nuovo indirizzo è quello seguente: andreasperelli8@yahoo.it Mi scuso per i disagî arrecati, ma confido che d'ora in poi sarà più semplice rispondere a tutti.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 16-06-2007
Cod. di rif: 5646
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: carte di credito-Proposta sul carnevale
Commenti:
Il carnevale di Venezia, come il Caffè Florian, come il caffè in cui sto scrivendo sono luoghi pubblici, non credo di offendere nessuno nell'appuntare in un luogo pubblico ciò che normalmente si vede in altri luoghi pubblici. Quanto la festa a palazzo Pisani Moretta, si tratta di una festa in cui per entrare non è necessario alcuna misteriosa tessera, basta un buon portafoglio e un buon costume. Ma direi che il primo è più importante del secondo. Nel periodo precedente il carnevale ognuno può andare nel sito della società che organizza queste feste e iscriversi, indicando numero di carta di credito e altri dati personali. C'è poi il sito di un'atelier veneziano, Tragicomia, che possiede all'interno del suo spazio internet un link al modulo di iscrizione alle feste...a disposizione di turisti e di chiunque voglia passare una serata elegante a carnevale. Assieme a questa altre feste. Anche se Mascheranda, quella appunto nello splendido palazzo gotico sul canal grande dei Pisani Moretta è la più celebre essendo la festa più importante del ciclo. L'associazione quest'anno ha organizzato anche una caccia al tesoro a Venezia in costume. Non si tratta né di feste misteriose, nè coperte da particolari segreti che imporrebbero il pudore. Tutto è di fronte agli occhi di tutti, vi si svolgono all'interno anche spettacoli teatrali.
Non sono elitarie, nè precluse al volgo, non credo sia necessario un titolo nonbiliare (nè di essere di buona conversazione francese, mio caro), per accedervi. Accettano benissimo sia Mastercard che Visa. Poi ti prego, risparmiaci carrellate di titoli nobiliari che sia io che te sappiamo quanto bene hanno fatto a questa nazione, e di che valore abbiano oggi...le persone vanno amate e rispettate per quello che sono, non certo per chi erano i loro antenati. Quanto a me io al carnevale vado per divertirmi e per indossare un abito del secondo '700 in particolare che tu conosci bene e che a dire il vero conoscono bene tutte le persone che conoscono me, essendone fiero quanto lo è un uomo comune della sua auto.
Al carnevale di Venezia, ogni anno, milioni di persone vengono a vedere uno spettacolo straordinario che ha attori e pubblico. E' mio onore di essere da otto anni a questa parte dal lato della festa di chi riceve le foto, e non di chi le fa. è una passione, che è fine a se stessa, ma è una passione anche quella degli altri personaggi in costume. Non ci vestiamo per avere un abito adatto a una festa, o per essere prime donne per un giorno, o per vantarci in caffè più o meno reali di come passiamo la notte del giovedì grasso, ogni anno investiamo sogni e denaro per rendere più belli i nostri costumi (io per esempio ne posseggo tre, uno del primo 600, l'altro del secondo 700, e poi un abito da dama che ogni anno presto a qualche amica innamorata della manifastazione) per sentirci per un giorno diversi, in abiti e pizzi più vicini alla nostra vera identità. Ci mascheriamo per smascherarci, e lo facciamo con eleganza. Cominciamo a settembre a pensare a quali piume del cappello cambiare, a quali nuovi merletti aggiungere alle camicie, alle modifiche da fare al mantello e così via. Forse siamo sognatori, e forse senza volendo contribuiamo nell'arricchimento di pochi che hanno fatto del carnevale di venezia un Business, ma il Gran Maestro parla con saggezza quando asserisce che è l'ultima spiaggia del bel vivere italiano, per chi lo vive da protagonista è ancora molto di più. Anzi lancio una proposta...che ne dici di mettere nel brogliaccio le foto che sia io e te, e magari altri lettori, abbiamo raccolto a questa manifestazione? sono sicuro che avrai una tua foto in abito, è bello che tutti coloro che sono interessati all'eleganza possano vedere come si vestono a carnevale gli uomini eleganti.
Cari saluti.
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 16-06-2007
Cod. di rif: 5647
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Fotografie
Commenti:
Caro Manuel,
giustamente mi correggi sul Pisani Moretta, del quale avevo dimenticato le semplici formalità d'obbligo (ovvero, tacere e pagare). E' anche vero che esistono altre feste delle quali non desidero né posso far menzione, ma delle quali ti parlerò in privato se lo vorrai. L'"inutile carrellata" di titoli nobiliari non è stata fatta per impressionare nessuno, ma per render giustizia a persone che tengono al titolo e che compongono la maggior parte dei protagonisti italiani di questa festività (e che hanno ancora un palazzo di famiglia in laguna, non dimentichiamolo), così come io tengo al mio sebbene non si sia fatto granché per il Paese (ciò è opinabile, ma non intendo sollevar diatribe inutili). Non vedo perché no.
Circa il tuo invito, mi trovo perplesso, dacché per evitare protagonismo non ho mai pubblicato foto mie sul Brogliaccio. Pertanto lascio a te l'inziativa, poi vedrò che fare io con le mie foto - sebbene mi paia una bellissima idea.
Un augurio e un arrivederci
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 16-06-2007
Cod. di rif: 5648
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: palazzi
Commenti:
Caro, fortunati loro, chi non vorrebbe un palazzo sul Canal Grande o in qualsiasi altro rio? e glissiamo sulle feste realmente private, è davvero preferibile che rimangano nell'immaginazione o nella fantasia, ma non parlarne in privato neanche a me, non tanto perché non ho bisogno di esserne informato, quanto perché nulla di meno credibile è nelle parole di chi dice: te lo dico ma è un segreto. Quanto alle foto, sono felice che l'idea ti sia parsa interessante, capisco le tue perplessità, ma è sempre il padrone di casa ad aprire le danze...tu pensaci, io sono a tua disposizione.
Buona serata
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Astorre Campana
Data: 16-06-2007
Cod. di rif: 5649
E-mail: leonardovongattaca@gmail.com
Oggetto: PHYSIQUE DU RÔLE
Commenti:
Bisognerebbe averlo, per poter parlare.

La scelta è fondamentale.

Un nano, una persona brutta, non può colpire nessuno se non è brillante. Non ha scelta, è una disgrazia.

Se essere dandy è fottersene dell'essere dandy, chi non ha altra scelta oltre a quella che qui leggiamo, non può che essere compatito, come sto facendo ora.

Vostro Astorre

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 17-06-2007
Cod. di rif: 5651
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Una scherma perfetta
Commenti:
Egregi Sperelli e Meneghel,
ho già espresso le mie perplessità sull'opportunità di parlare del carnevale di Venezia, specie da parte di chi veramente lo conosce e pertanto ha il dovere di conservarlo. Nella mentalità cavalleresca, che ovviamente non tutti sono tenuti a condividere, il possesso di una cosa rara impone di conservarla e l'unico vero possesso è la conoscenza. Il Palio di Siena, altro momento al vertice del costume nazionale, è molto più forte e - forse perché ancora più antico - non si scuote né con la televisione né col vento delle carte di credito. Nessun conto corrente fa di un uomo un contradaiolo, mentre pare possa fare un invitato a palazzo.

In ogni caso, vorrei congratularmi per la splendida discussione che avete in corso. Qualcuno, periodicamente, sostiene che il caffè sia affetto dalla malattia della noia e propone una cura. Io trovo la vostra scherma deliziosa e in qualche modo avvincente per la sua sottigliezza. Di piatto e di punta, correttezza e crudeltà, parata ed affondo. Il tutto ben scritto. Nelle prossime occasioni, chiederò ai detrattori dove trovino di meglio.

Ehi! Quanto alle foto, siamo tutti curiosi. E' vero che la curiosità è la gemella sorda e maldestra dell'interesse, ma è nata cinque minuti prima e, nonostante ciò che dice la medicina, resta la maggiore.

A presto vederVi nel Brogliaccio e rileggervi qui, dove vorrei accettaste un brindisi. Si fa alla russa. Crash!

Giancarlo Maresca


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 17-06-2007
Cod. di rif: 5652
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Carnevale - per Manuel Meneghel
Commenti:
Caro Manuel,
in effetti è inutile continuare a parlare su questo tono del Carnevale privato, dacché non desidero dire nulla di più; iniziari il discorso pensando che ne fossi già a conoscenza. Dacché probabilmente frequentiamo due gruppi differenti, è anche inutile fare citazioni che qui sarebbero indiscrete, ed io lo sono già stato fin troppo - inutile dirmi ancora se mi credi o meno, visto che non è da qui che potrei convincertene. Circa le foto, credo che non le metterò, per il momento; non desidero esporre la mia persona su questo sito, che vuole essere di ricerca e non mia vetrina. Ma ti invito a mettere le tue, dacché la cosa sarebbe interessante per i visitatori!
Infine: grazie per essere tornato, egregio, e non mancare di scrivere ancora, qualora te ne pungesse vaghezza.
Se solo fossi riuscito a convincerti che metto tutta la mia passione in ciò che qui faccio, mi terrei pago.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 17-06-2007
Cod. di rif: 5653
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: Carnevale-l'epilogo
Commenti:
Mio caro Massimiliano...ma io ti credo, ti credo e ti assicuro non serve che tu dica alcunché, l'importante è che come vedi siamo arrivati a credere l'idea dell'altrui ignoranza infondata. Le feste di carnevale sono gestite a Venezia da due società molto serie e sono aperte a chiunque vi abbia interesse, quello che succede poi a casa dei singoli attiene alla sua sfera privata e a quella degli invitati, e ti dirò di più neppure troppo hanno a che vedere col carnevale in quanto tale, poiché in costume d'epoca, o in costume da bagno, con musica settecentesca o con della dance anni '70 ognuno, nella propria dimora, patrizia o meno, può organizzare qualsiasi tipo di festicciola privata...Abbiamo evidentemente passato le serate del carnevale in luoghi diversi, entrambi coltivando i propri interessi, come è normale si faccia ogni giorno...e questa piccola disneyland offre qualsiasi tipo di intrattenimento. E poi dai, non stiamo a vedere il pelo nell'uovo: anche Venezia, a Carnevale, ha diritto alla sua maschera e ai suoi piccoli segreti, che contribuiscono ad arricchirne il fascino...Oltre a quelle feste Venezia offre ancora molto altro, come puoi ben immaginare, giovani come si deve, con interessi affini ai nostri ce ne sono anche a Venezia, ebbene da qualche parte dovranno pur andare...no? Quanto alle foto del carnevale mi dispiace che tu non voglia esporre oltre misura la tua immagine...ma così facendo costringi me alla stessa misera sorte e agli stessi dubbi...spero tanto tu possa ripensarci, più che altro perché abbiamo tirato di scherma così a lungo che poi sarebbe un peccato che non si potesse vedere a che riguardo...
Gran Maestro accetto il brindisi virtuale, d'altronde, ancora giovinetto, quando le mie compagne di giochi fingevano di prendere il the io fingevo con gli amici di bere la vodka...mi basterà tornare indietro di qualche annetto e le assicuro che qualsiasi cosa ci sia nel bicchiere non ne rimarrà neppure una goccia.
Sinceri saluti.
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 17-06-2007
Cod. di rif: 5654
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: Ultimo appunto
Commenti:
Mio caro,
un'ultima cosa...non mi è parso che tu abbia iniziato il discorso pensando che io ne fossi già a conoscenza, semmai è mia impressione che tu abbia iniziato a parlare del carnevale di Venezia per rimarcare il fatto che nessuno dei signori del Florian ricordasse il mio nome (ma la mia persona?), che in ben otto anni di carnevale non sono riuscito a procurarmi un invito a palazzo, e che neppure fossi a conoscenza delle feste, e altri colpi di fioretto come questi che hanno il potere di spingere a parlare un uomo solo per il puro divertimento di contraddirne un altro...in realtà mantengo quel filo di buon senso che mi ha fatto parlare per immagini e per metafore senza addentrarmi oltre modo nelle descrizioni del florian e dei partecipanti (me e te evidentemente compresi)...credo che di questo non dovresti troppo vantarti, semmai tacitamente ringraziare la discrezione, perché, per quanto tirando di scherma, non è mio interesse perdere di vista il fatto che si tratta di un gioco, né è mio interesse mettere qualcuno in imbarazzo, nè tanto meno rovinarne la reputazione. è un tipo di lealtà di cui non tutti sono dotati, e che è ben salda, come hai potuto notare, essendomi limitato a parare i colpi dimostrando non solo di essere a conoscenza di Mascheranda e delle altre feste organizzate dall'associazione, dei modi di accesso ad esse e delle location di tali avvenimenti, di essere a conoscenza del gruppo che anima il florian a carnevale, e anche di ricordare bene i loro meravigliosi costumi, ma specialmente dimostrandomi ben disponibile a lasciare il resto all'immaginazione, di tacere qualsiasi riferimento che, non per proteggere il carnevale, ma semmai per proteggere i suoi avventori, è bene tacere. Perché a me troppo in fondo non cambia, continuerò a frequentare il carnevale con la stessa passione di sempre, ma il fatto che io non abbia nessun mio interesse da portare avanti in questo duello non significa che debba essere portato ad infierire senza pietà su di te. D'altronde lasciare libera la spalla perché si sa che l'altro non avrà la crudeltà di colpirla, e poi alzare la crestina, è un atteggiamento ben poco....nobile. Non ho alcun problema a chiudere qui la disputa, giustamente, la conoscenza implica responsabilità, tu hai la responsabilità di tacere determinate circostanze, ma hai anche quella di non costringere me a rivelarle. Sennò sarebbe come le avessi rivelate tu stesso.
Io tendo ora lo mano perché venga stretta, e se vorrai stringerla mi auguro, che a differenza di quanto è successo a carnvale, tu abbia il decoro di toglierti il guanto.
La passione te la riconosco, ma essendo in un castello ci si aspetterebbe anche altro.
Buona giornata
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 17-06-2007
Cod. di rif: 5655
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: "Eccola..." - "Cos'hai?" - "Che gelo è questo mai?", etc.
Commenti:
Caro Manuel,
hai proprio ragione tu, e ti stringo la mano senza guanto, riponendolo nella tasca della giacca. Durante questi anni di conoscenza ci siamo accalorati, ingiuriati, divertiti e riappacificati, e non vedo perché oggi, come anche ieri avrei fatto, io non possa stringerti tranquillamente la mano nuda. In fondo, per essere galantuomini, non è sempre necessario pensarla allo stesso modo e, oltretutto, qui più che altrove è tutto giuoco.
Fai bene a tacere qui, ed io tacerò su altro. I comportamenti scorretti si sono visti sia da tua parte che dalla mia, perciò è bene fingere che nulla sia accaduto, proprio come si faceva ai bei tempi, in cui era la "nobiltà" a regnare; so dimenticarmi di tutto, ricordandomi della nostra bella amicizia, screziata di arte e letteratura, che ci unì parecchio tempo addietro nonostante le distanze; oggi come oggi mi trovo in pace con me stesso, godo di una felicità per me nuova, e non desidero altro che sorrider, anche al mio prossimo più lontano, sia per desiderî che passioni.
Brindo quindi con te ed il Gran Maestro, e ti auguro, di rimando, una buona serata.
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 18-06-2007
Cod. di rif: 5669
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Stretta di mano
Commenti:
Caro Manuel,
hai proprio ragione: Lune, Soli, etc., sono noiosetti quanto patetici, ma fanno del bene ai turisti. A mio avviso v'è anche un altro problema: il numero dei "costumati". Ogni anno sono sempre di meno, sebbene il Florian non rischi certo mai di essere vuoto. E tuttavia, noto sempre più turisti in abito borghese, che non gentiluomini e gentildonne mascherate: la gente teme forse di coprirsi la faccia? Ha paura del travestimento? Forse sì, visto che la società odierna preferisce ostentare una sincerità volgarissima piuttosto che un sussurrìo fascinoso. Si crede la mascherata troppo pericolosa, come il ridicolo, e la visibilità. Tutti tendono a restare grigi, ed a fotografare coloro che non hanno paura della cipria e della parrucca.
A proposito di parrucca: sebbene sia più costosa, ti consiglio quella naturale o in pelo di yak. Soprattutto l'ultimo materiale si presta a varie acconciature sulla stessa parrucca. Abbisogneresti solo di un ferro caldo e di lacca spray. Il sistetico, sebbene comodo, ha a mio avviso l'effetto di rovinare anche il più bell'abito. Il tuo caso è diverso, dacché hai un viso da attore che compensa la brutta parrucca - anzi, stai attento: potresti essere adocchiato da qualche regista di kolossal!
Grazie delle fotografie, sono bellissime; specie quella in cui si vedono anche i turisti al di fuori del Florian: la sensazione degli avventori mascherati è esattamente quella che devono avere dei pesci in un acquario. La conosco bene (la prima, intendo!).
Hai effettivamente ragione: un panciotto e delle vele arrotondate (il colletto non è scambiabile, ma staccabile) in genere sono pane quotidiano per me, ma mi sento già più eccentrico con un cilindro ed una redingote; abbi pazienza, caro mio, sono quisquiglie da esteta pignoletto, come sono io, del resto.
Nonostante le apparenze, è stato davvero bello chiaccherare/leticare con te, carissimo, e mi aspetto davvero di vederti a Venezia tra un mesetto.
Con una stretta di mano (senza guanto),
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Orlando Lauro Donfrancesco
Data: 19-06-2007
Cod. di rif: 5675
E-mail: valmont1975@libero.it
Oggetto: Alcune precisazioni sul Carnevale di Venezia
Commenti:
Carissimo Massimiliano, illustre Gran Maestro, egregio Meneghel, sono spesso di passaggio in questo Caffè e mi limito ad ascoltare le conversazioni che qui si tengono sorseggiando il mio single-malt scozzese al bancone. Ma questa volta, approfittando di una pausa nello spettacolo-farsa di quel tal Pierrot, chiedo il permesso di sedere al vostro tavolo, sentendomi chiamato in causa dall’argomento che si è dibattuto in questi ultimi gessi, il Carnevale di Venezia. Anzi, ordinerei per l’occasione una bottiglia di Prosecco Florian, compagno fedele di tutte le mie giornate veneziane.

Sono tredici anni ormai che frequento ininterrottamente il Carnevale di Venezia e sentire tutti quei giudizi buttati là da chi non lo conosce a fondo, mi ha fatto decidere di sguainare il mio fioretto per porre alcune precisazioni. Anche se, concordando appieno con il Gran Maestro, è un argomento del quale sono particolarmente geloso e che non vorrei mai potesse cadere in pasto al popolino assetato di reality-show e calciatori. Ma già il ritrovarsi in questo Caffè, presuppone una certa forma mentis orientata all’estetismo e alla decadenza. Estetismo e decadenza: l’ordito e la trama del Carnevale di Venezia.
Ovviamente parlo del Carnevale di Venezia che vivo io, e che vive Massimiliano e che viene frainteso dal Meneghel (per non parlare per carità di Pierrot). Le feste nelle quali bisogna entrare a suon di carte di credito ci sono e per fortuna prosperano sui conti in banca di vogliose ereditiere americane di mezz’età in calore. Dico per fortuna, perché almeno tengono lontane queste persone dal vero Carnevale. Sono feste organizzate dalla Sautter e dal Club Culturale Internazionale in modo impeccabile, in una Disneyland che non usa la cartapesta ma mattoni, arazzi e stucchi originali del Cinquecento. Vedi ad esempio il “Ballo del Doge” al Palazzo Pisani-Moretta (sì, è proprio quello della reclame dei Ferrero Rocher) al quale chiunque può partecipare scucendo 600 bigliettoni e non dovendosi nemmeno preoccupare dell’affitto del vestito: è tutto organizzatissimo, macchine fotografiche e telecamere incluse, commedia dell’arte, trampolieri, buffoni (forse Pierrot ha lavorato lì) e catering di ottima qualità.

Poi c’è il Carnevale di Piazza, frequentato da narcisi occulti mascherati divinamente con enormi impalcature, che passano tutta la giornata in posa a farsi fotografare e hanno il loro momento di gloria sulla passerella. De gustibus non disputandum.

Poi c’è il Carnevale dei Campielli, dove centri sociali, alcolisti di Tavernello da 5 litri tagliato col distillato di barbabietola, fumatori di canapa indiana, rockettari falliti, fricchettoni con la maglietta del Che, e spazzatura varia si danno appuntamento per spaccare tutto. Fantastico.

E poi In mezzo a tutto questo bailamme, ad un certo punto del pomeriggio, compaio io, che sono stato tutto l’anno a curare maniacalmente il mio vestito datato, ad esempio, 1794 (non amo fare tanti abiti in un anno, preferisco concentrarmi patologicamente su uno) con la pizzarda in testa (la feluca apparirà esattamente nel 1797, mentre il tricorno era già in disuso) la parrucca di yak sale e pepe ad un ricciolo solo per parte (il doppio ricciolo era in uso fino al 1789) le calze di seta vera, l’abito di raso lilla che se lo guardi si sporca, il gilet a bande verticali (un’eccentricità durata solo nel decennio 1790-1800 a Parigi) la spilla ferma-jabot della mia trisavola che ritrae la sua bisnonna, la mantella nera col collo di volpe siberiana, il viso esangue (tranne i pomelli) e un neo, anzi due. Cammino tranquillo verso il Florian, riesco a godere del tramonto sulla Basilica della Salute, non mi fermo a farmi fotografare, vorrei che nessuno mi vedesse (voglio farmi vedere solo da chi SA vedere) me ne infischio dei commenti, apro il mio portasigarette originale che mi ha fatto perdere due domeniche di ricerche ai mercatini, mi accendo un sigarello all’anice e arrivo al Florian. E’ difficile spiegare il piacere che ti dà avere un abito perfetto, anzi ESSERE l’abito che s’indossa e sapere che qualcun altro prova le stesse cose tue e capisce tutte le tue finezze.
Poi al Florian incontro tutti, amici, conoscenti e nuovi incontri, da anni, sempre uguali e sempre diversi, facciamo parte di una società differente, di un’altra dimensione, viviamo in un costante sfarfallamento dalla realtà tutto l’anno e tutti gli anni ci ritroviamo e festeggiamo il Carnevale fino al mattino nel palazzo di qualcuno, lontano dalla piazza e dalle feste organizzate. Certo, talvolta ci si va alle feste a pagamento, perchè no? Alcune si svolgono in luoghi deliziosi e mi sembra giusto dare un contributo all’affitto di tali meraviglie, e magari un contributo anche al controtenore che ci canta privatamente le opere di Haendel per castrati. Poi ci sono le feste private dove si entra con inviti ricevuti magari tre mesi prima, e per accedere è sufficiente portare una bottiglia di prosecco (niente carte di credito, evidemment!)
Come si fa ad entrare nel “giro”? Non è una setta e tantomeno una casta chiusa. Non bisogna avere titoli nè soldi, né conoscenze altolocate. Basta essere esteticamente gradevoli, esteticamente competenti, uomini di spirito con un pizzico di cultura. Basta che QUELLA spilla sia stata scelta bene che qualcuno lo capirà. Anzi, basta una battuta giusta. Anzi, non lo so come si fa. Succede e basta, se deve succedere. Sennò non succede e ci si ritrova ogni anno a fare foto da fuori al Florian, anzichè starsene dentro a bere un bicierin.
Il Carnevale di Venezia è un luogo cosmopolita, un melting-pot di artisti, dandies, creativi, designer, ricchi, meno ricchi, spiantati, nobili decaduti, non-nobili decadenti, pensatori, scrittori, pittori, gay, libertini, donne di facili costumi e donne di costumi difficilissimi. C’è di tutto, con un solo punto in comune: la consapevolezza dell’unicità che si vive. Una consapevolezza che ci accompagna per tutto l’anno e che ci permette magari di rincontrarsi tutti per un weekend settembrino in costume Ottocento in un palazzo d’epoca vicino a Parigi, con tutti gli optional del caso: pic-nic nel parco, valzer, concerti, giochi di carte, vestaglia di broccato per ritirarsi nelle camere. Ma una cosa organizzata da noi, non da chi te la scodella già bell’e pronta a suon di bigliettoni.

Ho concluso (era ora). Una sola cosa ancora. Ho sempre detto “il Carnevale di Venezia”. Non amo separare queste due parole, poiché da sole avrebbero un significato diverso. Carnevale ha un sapore buffonesco che sa di arance d’Ivrea, sa di mascherata, sa di bambini che si spruzzano la schiuma nelle orecchie; Venezia (escludendo la sua progressiva disneylandizzazione nipponica attuale) sa di un amore perduto in mezzo alla nebbia, sa di qualcosa che non dovrebbe più esistere e invece è ancora lì, ma è così fragile, e ogni volta che partiamo abbiamo la sensazione di non rivederla mai più.
Venezia è la Decadenza. Il Carnevale di Venezia è la Decadenza al quadrato.
Alla fine è tutto così triste, è tutto così fine a se stesso, così inutile, forse.

Bando alla malinconia, adesso un brindisi! In alto i calici! Il Carnevale di Venezia è morto. Viva il Carnevale di Venezia!


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 20-06-2007
Cod. di rif: 5676
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: carnevale di venezia
Commenti:
Egregio Orlando Lauro Donfrancesco, io ero sulla porta del caffè, mentre stringevo la mano allo Sperelli, ci salutavamo, ed ero già in procinto di voltare l'angolo, quando sento Lei sguainare il fioretto (in quale caffè oltre questo al giorno d'occi si entra con le spade?)...in vero le dirò che mi ha fatto prendere uno spavento, tanto che i riflessi mi han fatto velocemente estrarre la mia lunga lama spagnola, e a parole del tipo "fraintendimento" mi sono messo nella posizione di guardia...Epperò mi vedo costretto a rimetterla nel fodero, giacché non vedo nulla di inaccettabile nelle Sue parole, né vedo il mio fraintendimento essendo pienamente d'accordo con Lei. E' evidente che possiede qualche anno di esperienza più di me...tredici ne annumera, io devo limitarmi a ricordarne solo otto...avevo appena iniziato il ginnasio quando decisi di farmi confezionare un abito di carnevale da uomo. In vero ho vaghi ricordi di quando ancora bambino, insieme a tutta la mia famiglia, si veniva Venezia, e me ne stavo seduto sulle spalle di mio padre, io abbigliato da paggio, i miei genitori con abiti di foggia francese della prima metà del seicento, in mezzo a una folla che ebbe il potere di impressionarmi...era la fine degli anni ottanta, in cui minore era il numero delle maschere rispetto ad oggi, ma non minore quello dei turisti. Tuttavia fu appunto con i quindici anni in cui cominciai ad innamorarmi del carnevale, ad aggiungere ogni anno nuovi particolari al mio costume, a rimpiazzarne di altri. Giungevo a Venezia nel primo pomeriggio, quasi mai da solo, sempre accompagnato da un amico o da un'amica, passeggiando verso la piazza, verso il caffè (solo un anno tradii il Florian per il Quadri), riconoscendo, proprio come Lei, faccie note, oppure vedendone di nuove...probabilmente ci saremo intravisti più volte, magari fu proprio Lei, o uno dei Suoi amici, che per farmi entrare al Florian senza aspettare la fila mi prese per mano dicendo al cameriere all'entrata che entravo con lui. Quel che è certo è che al carnevale di Venezia c'è più di una manifestazione dello spirito. Ci sono le botteghe in cui per una manciata di euro, ci si può far fotografare con addosso una tunica che ricorda vagamente un abito del settecento, ci sono i turisti a cui basta farsi dipingere il volto o indossare un tricorno di carta per sentirsi carnevale. Oppure c'è chi passa da Longhi, o alla Tragicomica, per affittare un costume e sedersi in vetrina al Florian, c'è chi armato di bomboletta spray si diverte a rincorrersi per i campi non curandosi se in quel mentre passa una maschera (più di una volta contro uno di questi teppistelli ho dovuto sguainare la spada, quella reale, intimandogli di arretrare assieme alla temutissima schiuma), ci sono poi le Marie, ci sono i combattimenti in piazza, c'è il grande palcoscenico con le sfilate dei gruppi, ci sono gli artisti dei campi, i mangiafuoco, i mimi, c'è poi MTV in campo santa Margherita, e c'è chi invece cura ogni anno il proprio costume, e vive il carnevale intimamente, sedendo sulle poltroncine rosse non tanto per fare il pesce nell'acquario, quanto semmai per vivere un atmosfera che difficilmente nel resto dell'anno, nel resto del mondo, si incontra. E se Lei, come me, è sensibile al fascino della basilica al tramonto, o magari anche a quello della pioggia sul bacino di san Marco, o alle ombre delle colonne marciane che come colonne d'ercole segnano la fine della piazza, come se oltre ad esse vi si stendesse solo l'acqua, che dopo il tramonto sembra piombo fuso, plasma, mentre poco più in la qualche satellite...San Giorgio, La Grazia, San Servolo e poi il lido e poi il mare, sentendo alle proprie spalle il tesoro, il luccicare dei mosaici d'oro, e quello dei gioielli al Florian, se anche Lei, come me, vive di questi contrasti, allora, in un giorno tranquillo e ventoso del carnevale, cammini a passo spedito lungo le fondamenta dell'arcangelo, verso Santa Marta, si ritroverà alle Zattere, dove non ci saranno turisti ad importunarla...e quando, arrivato alla Salute, sentirà il vento gonfiarLe la marsina, o girare nei ricci della parrucca, e penserà al caffè, e alle piume, mentre Lei in fondo, si trova da solo, o con pochi intimi, lì potrà chiedersi dove risiede lo spirito del carnevale. Se è nei costumi o se è nella Piazza, o se forse è morto. Quando capitò a me di fare questo giro, mi ritrovai davanti alla Salute con un bambino vestito da batman. E mentre ero seduto sulla gradinata, e guardavo batman che giocava col vento nel mantello, maturai che il carnevale di Venezia è unico perché come quel bambino ci illudiamo di essere i nostri miti. Siamo chi non potevamo essere, con abiti che non potremmo mai indossare. Eppure siamo coloro che siamo sempre stati e per una settimana proclamiamo la nostra dignità. Il carnevale, non è un fenomeno collettivo, il carnevale non sono le feste di un club ristretto, né quelle ufficiali a palazzo Pisani Moretta. Il carnevale è un bambino vestito da batman correre in cerchio, ed è vedere un ragazzo vestito da casanova, passare davanti a palazzo Pesaro degli Orfei e dire: questo palazzo è mio. E poi si ritorna al caffè, si ordina un the alla Rosa Venexiana, o un Venezia 1720, oppure un Prosecco Florian, o magari semplicemente un Ferrari. Si conversa con persone che conosciamo da anni, o per chi è meno timido di me, con nuovi volti estranei. Si lascia trascorrere la giornata...a sera poi ognuno deciderà dove passare la serata...festa sul Canal Grande a ritmo di minuetto? Ballo della Cavalchina? Serata dance in discoteca? Ballo liscio? Cena intima con qualche amico? Ognuno sceglierà quel che preferisce, ma ciò che è imperdonabile è la presunzione del ritenere che solo in una di queste alternative vi sia l'anima del carnevale di venzia, solo in quella più esposta, solo in quella più famosa. Si finisce troppo spesso con l'identificare il florian con le sue vetrine, e il carnevale con l'immagine che poi ci riguardiamo in televisione. Ci dimentichiamo che l'abbiamo vissuto in prima persona, intimamente, non in gruppo, assieme a quel Batman che di sicuro si divertiva quanto noi.
Viene notte ed è già Mercoledì delle ceneri. Non per noi, non questa volta, non quest'anno. Finiscono anche i fuochi d'artificio, e mentre i turisti preparano la valigia, mentre a palazzo Pisani si conversa ancora di quanto eleganti siano stasera le signore, mentre in qualche palazzo minore sono finite anche le scorte di prosecco, mentre si sente in lontananza il vociare di chi si prepara a un'altra giornata di lavoro, col vestito un po' sciupato di chi ha passato la nottata a divertirsi, si potrà scendere in piazza, ancora, a salutare quella che non sembra tanto la morte del carnevale, quanto semmai il ritorno alla sua vera natura: la necessità, una volta all'anno, di sembrare altre persone, per essere pienamente se stessi.
Questo è il mio carnevale, franiteso o no, ne vado fiero.
Cordiali saluti
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 20-06-2007
Cod. di rif: 5677
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: carnevale di venezia 2-la vendetta
Commenti:
Venezia è di tutti, ma per chi come me è nato Veneziano, l'attaccamento alla città natale, e alle sue tradizioni, carnevale compreso, viene vissuto oltre che con lo spirito descritto, con un aggiuntiva: sentirsi parte di Venezia da veneziano, sentirsi Veneziani a Venezia, ed esserlo a carnevale è la cosa più difficile del mondo, perché i veneziani a carnevale si barricano in casa. Non tutti grazie a Dio, sennò non sarebbe più il carnevale di Venezia, ma il carnevale a Venezia.
Cordialmente
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 20-06-2007
Cod. di rif: 5678
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: Carnevale di Venezia 3-ultime scuse
Commenti:
Mi scuso dell'insistenza, avendo visto solo ora sul brogliaccio di essere stato tacciato di particolari insinuazioni, è mia premura precisare che le feste a cui mi riferivo sono quelle ufficiali presenti nel programma del carnevale, non ho mai affermato che non esistano feste private in cui si accede in base ad altri requisiti, in palazzi, o ville sul brenta, o in dimore più modeste, ognuno, come già dissi, è libero di organizzare qualsiasi tipo di festa preferisca.
Di nuovo le mie scuse e i miei saluti.
M.M.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 20-06-2007
Cod. di rif: 5680
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: L'autorità suprema
Commenti:
Egregio Meneghel,
per togliersi un sasso dalla scarpa si finisce sempre per abbassarsi ed assumere una posa goffa. L'orgoglio non revoca in dubbio la Sua posizione, ma ne danneggia l'efficacia proprio quando, alla Conversazione n. 5676, Lei aveva toccato le corde migliori. La sincerità ha il dono, come un diapason, di far vibrare anche quelli vicini. Lei ci ha mostrato se stesso e, dopo aver tanto rischiato, la spada non serve più che come ornamento. Qualche motto non dovrebbe impensierire chi ha avuto il coraggio di mettersi a nudo più di quanto le conseguenze del fumo preoccupino il giocatore di roulette russa. Dicendoci del Suo carnevale, della Sua Venezia, Lei ha attinto all'autorità suprema dell'individuo di scegliere ed essere a modo proprio, nulla ha da temere più. Mi vengono alla mente le parole di Ezra Pond in un suo commovente saggio in cui mette a aragone Dante e Villon.

"Molti hanno tentato di imitare Villon, scambiando una posa per la Sua realtà. Questi ricercatori di esperienze e di sensazioni han dimostrato, credo, che "la taverna e le puttane" non sono capaci di produrre poesia più di quanto non sian capaci di produre filosofia, cultura, arte, filologia, carattere nobile, sforzo cosciente o qualsiasi altra panacea. Se la continua applicazione e il desiderio di lasciare al mondo una bella eredità servissero a gran cosa, Ronsard, che è ancora sottovalutato, e Petrarca, che non lo è affatto, sarebbero tra i massimi maestri. Villon è grande perché egli, senza averne coscienza, proclama il diritto divino dell'uomo ad essere se stesso, l'unico dei cosiddetti "diritti dell'uomo" che non sia un prodotto artificiale".

Grazie
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Edoardo Benelaudi
Data: 27-06-2007
Cod. di rif: 5683
E-mail: m.lodato@libero.it
Oggetto: ( ancora! ) davvero niente di particolare
Commenti:
Realmente, e in piena serietà, con eterna devozione. Senza offese, vuol favorire, prego.
Le ciance benvestite impalcano gli splendidi riverberi del Caffè! - nonostante le insolazioni - scongiuriamo i nostri idoli!
La mia stima, per quanto possa contare, va ai clown - vi prego, muovete quest'aria. Grazie
Cordialmente, Edoardo Benelaudi

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 01-07-2007
Cod. di rif: 5684
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Il soffitto
Commenti:
Egregio signor Benelaudi,
il Suo attivismo, la Sua necessità di movimento fisico e verbale, sono una moneta che non ha corso legale dappertutto. La spenda nelle discoteche e lasci ad un caffè di esteti l'indolenza ed il formalismo che gli sono congeniali. Questo non è un talk show, non è uno spettacolo. Anche la noia ed il silenzio vi trovano posto e significato. I clienti sono assorti nei loro pensieri, originali o meno che siano. I clown, se li divertono per qualche minuto, vengono subito a stufo.
Fumando, guarderò per un po' il soffitto. E' un impegno che può assorbire in profondità, perché anche ciò che è fermo ha molto da dire. Trovi interesse in se stesso e vedrà che anche gli altri le appariranno più interessanti.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Edoardo Benelaudi
Data: 02-07-2007
Cod. di rif: 5685
E-mail: m.lodato@libero.it
Oggetto: per Maresca
Commenti:
Stragentilissimo signor Maresca, mi scuso per il formalismo e l'indolenza, non volevo offendere nessuno. Comunque non frequento le discoteche - gli unici posti dove la mia voce non si sente - io sono perfettamente intatto, me ne tengo lontano.
Ha ragione, adoro spendere tempo ai caffè, ma in silenzio, con un amico o conoscente che sia il più indifferente e vuoto possibile.
Non è uno show, lei dice?... - ma la mascherata va avanti...
Tacciatemi pure di indolenza, formalismo, impertinenza, esibizionismo. Non si preoccupi, non conosco il significato delle parole - insomma, ne sono immune. ( Non nego, tuttavia, la mia stupidità ).
I clown non decadono mai, stia pur comodo a guardare. Il problema è la malaria...
Quanto al soffitto, sì, giusto, molto interessante, superbamente sì, sì, sì. Gli arazzi color carminio, così esatti... oh!, un coro di angeli in piena!
Ma stia attento, signor Maresca... la prego, mi ascolti, senta... attenzione! Signor... Maresca!... la scongiuro, smetta di parlare e mi dia ascolto!... il soffitto - superbamente sì, sì, sì, pieno di riflessioni - si levi da lì! le vostre parole sono troppo pesanti... è in pericolo... il soffitto!... le sta crollando addosso! Fugga via!
La menzogna farà una strage!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Orlando Lauro Donfrancesco
Data: 02-07-2007
Cod. di rif: 5686
E-mail: valmont1975@libero.it
Oggetto: Un altro Caffè per Benelaudi
Commenti:
Egregio signor Benelaudi,
dalle sue conversazioni si comprende chiaramente che lei non si trova a suo agio in questo Caffè: l'aria è irrespirabile, il soffitto è malsicuro... e intanto si ostina a frequentare queste sale. Francamente non riesco a capire per quale motivo voglia rimanere in un posto a lei non congeniale. Se esce fuori a prendere una boccata d'aria troverà tanti altri locali, più moderni, nei quali è severamente vietato fumare, c'è l'aria condizionata e il soffitto è in cemento armato. Qui, in questo vetusto Caffè, il soffitto è antico, in travi di legno e con gli affreschi che perdono intonaco; i muri sono umidi, l'aria è satura di fumo di sigari, sigarette e pipe e, sono d'accordo con lei, è afosa; le luci sono basse e c'è un vociare continuo di signori che si scambiano saluti cavallereschi a lei così antipatici.
Dia retta a me, scelga qualcosa di più consono alla sua persona, si sentirà sicuramente più realizzato e forse le sue critiche cominceranno a diventare anche un po' più costruttive.
Cavallerescamente,
Orlando Lauro Donfrancesco

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 03-07-2007
Cod. di rif: 5687
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Vestiremo alla marinara?
Commenti:
Avventori del Caffè,
bevitori e in quanto tali già amici,
questo locale non nasconde d'essere un po' retro. Abbiamo già detto che persino l'indolenza ed una certa dose di formalismo non vi sono mal visti. Certo, eccezion fatta per quei guitti che vengono qui a mendicare qualche rispostaccia, peraltro senza trovarla. Chi siede qui, sotto l'insegna del Dandy, pur rimanendo silenzioso rivela una certa privilegiata frequentazione dell'estetica. Poichè dei pochi che conosco so quanta cura pongano nel dettaglio, propongo a chi abbia voglia di fare due chiacchiere di sedere a questo tavolo. Ostriche e muscadet per cominciare, ma so che in cantina c'è anche del buon sancerre, o dello chablis, per i più esigenti. L'argomento da cui partirei, ma si sa che il vino fa spesso slittare la conversazione, è quello della tenuta estiva. Bisogna fare i conti col proprio gusto, con il caldo, con il movimento, con il contesto, con l'età, con lo streetwear imperante e che talvolta qualcosa di buono la propone, con il sesso (vedo che qui siede anche qualche signora) e lo stato civile. Tra tante variabili, quali saranno le soluzioni personali? E non quelle auspicabili o auspicate, ma quelle concretamente applicabili ed applicate.

Comincio io, che però non sono un buon esempio. Ho cinquanta anni e sono fisicamente e mentalmente pesante. L'età e la lunga abitudine a stare solo mi rendono piuttosto consapevole sia di ciò che mi piace che di ciò che mi da fastidio. Essendo anche calvo, avverto il sole come un nemico e quindi di giorno uso il cappello. Per passeggiare o viaggiare un panama, per il mare una paglia, per la barca un berretto di lino o cotone. Pantaloni quasi sempre blu in drill o lino, bianchi in seta, grigi in lana. Sopra, in città rigorosamente manica lunga e talvolta giacca e cravatta. Senza la giacca, camicie in filo a nido d'ape, camicia con taschino al petto, guayabera a manica lunga. Per il mare: chinos, pantaloni in massaua o bermuda. Scarpe: in nubuck a suola rossa o Docksider suola bianca. Talvolta, ma solo per un tragitto tipo quello dalla camera d'albergo al pool-bar, infradito. Camicie a grandi disegni comprate ai mercatini dell'usato o polo mezza manica di grandi case. Cinture tranquille, calze pastello o con disegni a forti contrasti. Nessun gioiello, nessun tatuaggio. Occhiali in tartaruga naturale fatti su misura, sempre gli stessi da dieci anni. Raramente l'orologio, qualche plasticaccia bizzarra di Marinella che ho in più colori.

Passo e chiudo. Anzi, chiudo e passo.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 05-07-2007
Cod. di rif: 5691
E-mail: sim_81@libero.it
Oggetto: Vestire bene fa bene allo spirito
Commenti:
Cortese sig. Maresca,

dopo essere rimasto in disparte per lungo tempo, mi permetta di sedermi al suo tavolo, ora che il chiasso di alcuni avventori si sta affievolendo, non sopporto le volgarità se non quando frequento una festa od una discoteca affollata. In effetti credo che il caffè, intriso di spirito esteta, abbia mal sopportato alcuni interventi e per questo in alcuni punti sembri soffrirne, sono certo però che potrà riprendersi facilmente e, a distanza di tempo, rivedere con piacere quelle cicatrici che hanno segnato una sua nuova esperienza. Veniamo ora ad un argomento serio, l'abbigliamento. Devo dire che in estate adoro lo svolazzare degli abiti in lino, quel loro aspetto scapigliato ma elegante, magari abbinati ad una camicetta in seta, tendenzialmente con colori vivaci o comunque con accentuato contrasto. Ebbene si! Mi confesso, a volte utilizzo anche pantaloni jeans! Cappelli ed occhiali non sono oggetti che uso spesso, non riesco proprio a vedermeli addosso e, se non mi sento in sintonia con quello che indosso, mi rovino interamente l'uscita. Per recarmi al mare utilizzo generalmente pantaloncini leggeri, camicetta taglio egizio e sandali o infradito. Essendo un ragazzo del profondo nord, dove il freddo si sente per nove mesi l'anno, l'abbigliamento invernale invece occupa gran parte del mio guardaroba. Solitamente utilizzo colori più scuri e contrasto poco accentuato, spesso camicie ma non sempre abbinate con la giacca, magari a volte con maglioni. Prima di uscire, copro “il tutto” con un pesante cappotto invernale, una sciarpa legata al collo ed un paio di guanti. L'orologio lo utilizzo solo al lavoro perché non sopporto la velocità incessante del tempo che passa ed ho un tatuaggio, retaggio di giovinezza, ma nessun orecchino o percing.

Cin cin

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Carlo Zichittella
Data: 05-07-2007
Cod. di rif: 5692
E-mail: c.zichi@tele2.it
Oggetto: Tenuta estiva: la Sahariana
Commenti:
Carissimo Gran Maestro,
Gentili Avventori,

Passando di qui ho sentito che si sta parlando di tenuta estiva. Posso sedermi al Vostro tavolo? Secondo me c’è qualcosa che manca…. qualcosa che evoca subito l’estate e il caldo…. mi riferisco alla Sahariana. Usatissima dai gentiluomini degli anni ’30, oggi un po’ in disuso. Oltre ad essere estremamente pratica e confortevole, trovo che conferisca un aspetto degagé ideale per delle passeggiate o per stare in compagnia d’amici in riva al mare. Me ne sono fatta confezionare una in lino irlandese blu marine con grossi bottoni in corno color miele, e la sto sfruttando tantissimo. La indosso sopra alle camicie e con le sue molteplici tasche ho il posto per infilarci cellulare, l’immancabile pipa e gli accessori connessi, senza dover portarmi appresso il valigino, o peggio, riempire goffamente le tasche dei pantaloni!
Purtroppo non riesco a prendere posizione su un tema assai delicato quale quello delle calze. Con i bermuda e le scarpe in Nubuk od anche un mocassino, Voi le mettereste le calze corte? Consultando i numerosi figurini degli anni ’30 il calzino era d’obbligo! Eccezion fatta per espadrilias et simila.
Nell’attesa che arrivi il bicchiere di Chablis accendo la mia pipa e la carico con una english mixture con una leggera percentuale di Latakia. A lor Signori non disturba, vero?

Carlo Zichittella


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 05-07-2007
Cod. di rif: 5693
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Estate azzurra
Commenti:
Caro Carlo,
fumati tranquillamente quello che vuoi! Ma le calze... secondo me, noi maschietti, si dovrebbe usarle sempre. La gamba di un uomo è brutta a vedersi, cosa non vera per un bel polpaccio femminile. Meglio coprire le pallide pudenda pelosette con un paio di calze lunghe - sempre lunghe (magari chiare, in estate, se l'abito lo permette). Le mezze calze in vendita oggigiorno non possono nemmeno più esser portate con le giarrettiere, che pure à difficile trovare nel nostro Paese (io le ho trovate a Parigi).
E, visto che si è in tema d'abbigliamento estivo, pure io voto per il lino. Tra pochi giorni dovrebbe uscire dalla botteguccia del mio sarto piemontese un tre pezzi in lino azzurro chiaro. Dubito che lo porterò sempre intero, perché il colore dà assai nell'occhio, epperò ho fatto in modo di poterlo ben sfruttare durante le calure del Nord, poco o per nulla rinfrescate dai venti marini che accarezzano fortunosamente città come Palermo o Napoli. Ho quindi preferito una giacca dalla foggia sportiva, con tasche a soffietto applicate, martingala e soffietto centrale sulla schiena, carré, niente spacchi. I revers sono però a lancia (piatta, ovvero la punta indica la manica, non la spalla, com'era negli anni '20), e la pochette è tagliata a filo. Le tasche a soffietto sono una benedizione per chi, come me, si ritrova sempre in tasca ogni sorta di cianfrusaglie: chiavi, sigarette, cellulare, matite, carnet da disegno, occhiali da sole, fazzoletto, etc...
Sperimentalmente, ho voluto il panciotto a doppio petto, con sei bottoni, dai revers a scialle con scollo a V, e non a U. Ciò (un panciotto che parrebbe assai formale oggi) dà giustificazione all'improbabilità dei revers a lancia su di una giacca sportiva, che è oltretutto monopetto. In fondo il modello è un po' la giacca di una divisa militare, e un po' le giacche civili che andavano tanto di moda a Londra, negli anni '10. Infatti anche la mia è a due bottoni, come quelle di allora.
Che altro dire? con abito chiaro, porto sempre la cravatta scura - ed io, d'estate, amo molto il bianco, il crema, il beige, il kaki. Il cappello panama lo uso altrove: non qui a Torino; chissà perché, questa città è allergica ai panama, come anche alle scarpe bicolore. Ma grazie a Dio, qui ci sto poco.
Au revoire
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Carlo Zichittella
Data: 06-07-2007
Cod. di rif: 5694
E-mail: c.zichi@tele2.it
Oggetto: Calze: che fare con i pantaloni corti?
Commenti:
Caro Amico,
Esimio Curatore,

Per fortuna in questo locale è consentito fumare liberamente, senza che qualcuno mi guardi storto o peggio, si preoccupi per la mia salute! A proposito… sono sempre accantonati nel cassetto i tabacchi di cui Ti feci dono?
Tornando alla discussione sulle calze probabilmente mi sono espresso male. Premetto che ho un’idiosincrasia per l’uomo che non indossa questo accessorio, pertanto io le indosso sempre con i pantaloni. Ma cosa fare con i pantaloni corti? Evitarle o indossare una calza corta poco sopra alla caviglia? Sinceramente, la calza lunga fino al polpaccio, in questo caso, mi pare antiestetica.
Del Tuo abito in lino me ne avevi parlato già quest’inverno. Spero Tu possa ottenere grande soddisfazione e piacere nell’indossarlo! In fondo, non è questo il motivo per cui ci facciamo cucire gli abiti su misura?
Se sarai ancora in Italia il mese di luglio, io il 21 dovrei fare una capatina a Milano nel triangolo del gentleman: Marinella-Calé-Vecchio Drappiere. Riusciamo a vederci?

Un abbraccio,
Carlo Zichittella


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Orlando Lauro Donfrancesco
Data: 06-07-2007
Cod. di rif: 5695
E-mail: valmont1975@libero.it
Oggetto: Abbigliamento estivo
Commenti:
Carissimi,
si parla di abbigliamento estivo, ed eccomi qua. Personalmente sono un fan del lino: camicie, pantaloni e giacche, spezzati, coordinati, dipende dalle situazioni. Ovviamente non mi mancano anche i pantaloni in cotone blu e anche qualche bel paio di jeans leggeri.
Una giacca che adoro portare d'estate è quella in seersucker, straordinario tessuto ancora non citato nelle precedenti discussioni, e l'abbino con disinvoltura ai jeans o al cotone, magari con una camicia di lino e, talvolta, con una cravatta fina.
I sandali li indosso in situazioni prettamente marittime, infradito e senza calzini, ma generalmente preferisco le scarpe (che c'è di meglio di una bella duilio bicolore beige/crema?) sempre rigorosamente con calzini lunghi. Trovo i calzini corti veramente orribili.
Non indosso copricapi e, come occhiali da sole, un bel paio di Chanel sfumati con qualche anno sulle spalle.
Un paio di tatuaggi di gioventù ce li ho e una volta abbinavo il colore della pietra dell'orecchino alla cravatta, ai calzini e/o alla pochette. Ma questa eccentricità l'ho abbandonata da tempo: trovo ormai l'orecchino, per quanto piccolo e prezioso possa essere, un po' troppo volgare.
E dell'abbronzatura cosa ne pensate? Mi piace avere una leggera doratura, ma spesso rimango bianco per mancanza di tempo e soprattutto di voglia per andare al mare. Detesto le spiagge affollate.
Un saluto a tutti.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 07-07-2007
Cod. di rif: 5702
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Calze e pantaloni corti - a Carlo Zichittella
Commenti:
Carissimo Carlo,
avevo capito male la questione, in effetti, e mi stupiva il fatto che tu, navigato gentil signore delle terre a nord di Milano protendessi per le mezze calze d'estate. Riguardo i pantaloni corti francamente non so che dire, perché non sono uso a portarli. Quando li mettevo, da ragazzo, ero sempre in sandali, e senza calze. Ma recentemente De Sica (figlio) in una serie di pubblicità sulla telefonia, sfoggia un blazer blu con dei pantaloncini corti bianchi, ovviamente sopra al ginocchio e con la stiruatura centrale, abbinamento ch'era di moda negli anni '40, e che qualche anno fa vidi riproposto da un elegante signore brizzolato, spettatore del Pitti Uomo a Firenze. Per quanto sia scadente come attore e come comico, De Sica non trascura il suo guardaroba. Tuttavia chiederei lumi al Gran Maestro, magari direttamente sulla sua Scrivania, anche se sarà gradita qualche anteprima in codesto loco.
Purtroppo il 21 e il 22 dovrò stare tassativamente in Torino, per varie ragioni. Potresti saltare a piè pari il triangolo del galantuomo, che già conosci a memoria, ed approfittare di quei treni che, uno ogni ora, menano a Torino dalla Stazione Centrale di Milano.
A presto, spero
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 07-07-2007
Cod. di rif: 5703
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Seersucker - ad Orlando Lauro Donfrancesco
Commenti:
Caro Orlando,
che piacere rileggerti! Ti dò appuntamento tra 5 giorni esatti al Florian. Sarai già là, o sarò costretto ad aspettarti ancora qualche giorno, dormendo tra i tavolinetti e i vassoi d'argento?
Apprezzo molto anch'io il seersucker, quel tessuto "latte e zucchero" indiano ottimale sia per le giacche che per i pantaloni. Personalmente lo utilizzo solo per i secondi, che abbino a giacche bianche o blu, con mocassini a nappe neri. In genere prediligo i colori chiari, di modo da riflettere i raggi solari, e certamente quel seersucker che ami anche tu svolge pregevolmente tale funzione. L'unico cruccio è proprio il sole, in effetti: dal che capirai che cosa penso dell'abbronzatura. Vedi, resto ancorato saldamente all'idea assiro-babilonese-egizia che il biancore della pelle stabilisce il censo dell'uomo. Più è bianca, meno lavora - dacché non esce sotto il sole, ma resta a palazzo.
Ciò non esclude che la tintarella, quando naturale, incontra molti favori, specie tra il pubblico femminile.
Purtroppo ora ti debbo lasciare: mi attende il mio consueto bagno giornaliero nel latte d'asina.
A presto, carissimo!
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Orlando Lauro Donfrancesco
Data: 09-07-2007
Cod. di rif: 5704
E-mail: valmont1975@libero.it
Oggetto: Seersucker & Venice
Commenti:
Carissimo Sperelli,

quando si dice... la complementarietà! Io preferisco la giacca in seersucker da abbinare a pantaloni blu o bianchi: quando passeggeremo insieme sarà un bell'effetto ottico!
Riguardo la Serenissima, finalmente ci siamo. Attendimi pure giovedì al Florian, arriverò in tarda serata ma, mi raccomando, che non manchi il prosecco!

A presto,
Orlando Lauro Donfrancesco

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 10-07-2007
Cod. di rif: 5705
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: Calze e bermuda, non fatemi paura!
Commenti:
Caro Carlo, caro Andrea, gentili ospiti...se le gambe degli uomini siano o meno brutte credo dipenda da uomo ad uomo, io da parte mia se si parla di gambe, le trovo seconde in bellezza solo a quelle delle donne, anzi talvolta credo le superino pure perché, siamo sinceri, mentre se un uomo ha delle gambe non perfette nessuno sta troppo lì a guardare, una donna dalle gambe brutte è invece totalmente inguardabile...
Se si parla di bermuda, o, ancor meglio, di quei pantaloni molto aderenti sopra il ginocchio che la moda ci sta invitando a portare abbinati ad una camicia e ad una giacca mi sembra che il mocassino sia la scelta più saggia, che anzi aiuterà a indirizzare meglio il tono dell'uscita. lucido od opaco? morbido o rigido? Ogni occorrenza avrà le sue preferenze, certo un po' si rischierà quel tono tipicamente chic che dipinge tanti dei locali serali delle nostre città, e che a volte mal si sopporta. Io già mi vedo signorini con Vuitton ai piedi, cintura Gucci, pantaloni sopra il ginocchio dolce e gabbana, camicia burberry, giacca Paul Smith. Bisognerà di certo stare attenti a non cadere nell'esempio citato, così frequente nei sabato sera...Eppure se vogliamo astrarre dalla fattispecie, credo che l'idea del pantalone corto con giacca o magari anche solo con camicia possa essere serialmente presa in considerazione anche da voialtri, perlomeno dai più giovani. L'abbinamento è bizzarro, ma in fondo interessante. E poi non si dovrebbe mai aver troppo timore di provare nuove combinazioni, non in estate! E poi neppure si tratta di troppo nuove in fondo. Però lasciate che io dica la mia sulle calze. Nulla c'è di più bello di una calza sotto un mocassino, specialmente se il pantalone è stretto come piace portarlo a me, perché chiaramente permette di sbizzarrirsi con calze dai colori e dalle trame più disparate, che rimangono per tutto il tempo ben in vista...mi ritorna alla mente un passo delle Confessioni di una maschera di Mishima, quello appunto dedicato alle calze colorate e che dovrebbe essere ricordato da ogni uomo quando ne indossa una. Però con il pantalone corto (ricordo che tra l'altro oltre al bermbuda sotto il ginocchio, per quelli che hanno le gambe più toniche e ben fatte nonché per gli audaci ci sono anche gli shorts!) la calza non deve proprio vedersi, o si rasenterà davvero il ridicolo. Mi viene alla mente un qualche telefilm del secolo scorso dove c'era quel tipico personaggio da fumetti che portava pantaloni corti a vita altissima, calze al ginocchio, giacca, cravattino, e fondi di bottiglia per occhiali. Secondo me la cosa migliore è mettere i salvapiede, che rimangono invisibili sotto i mocassini e che tuttavia ci permettono di non rovinare la calzatura né di far sudare ecccessivamente il piede. Non siamo poi all'epoca di Luigi XVI che si doveva nasconder la gotta, da parte mia l'iniziativa "pantalone corto" è già stata sottoscritta.
Buona estate a tutti.
Manuel Meneghel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Enrico Maria Di Palma
Data: 11-07-2007
Cod. di rif: 5706
E-mail: jamesmccarthey@hotmail.com
Oggetto: Se non avete di meglio da non-fare...
Commenti:
Vi invito, nei ritagli di ozio non destinati ad altro vizio o perdita di tempo, a visitare un paio di spazi da me gestiti e diretti. Il primo, all'indirizzo www.nontremo.splinder.com, è un blog di carattere artistico, in cui di tanto in tanto pubblico qualche piccolo e leggero scritto di poetica/critica. Ultimamente vi è una serie di studi sulla cultura Trash. Il secondo, www.dawninabsinth.splinder.com, è uno spazio che condivido con l'amico e collega Enrico Bosca. Qui trovano spazio scritti poetici o prose, tutti provenienti dalle nostre immodeste penne.

Spero di non avervi fatto sprecare troppo tempo, 'chè poi vi tocca ricercarlo...

Distinti saluti, Enrico Maria Di Palma

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 12-07-2007
Cod. di rif: 5707
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Poesia e prosa. Chiacchiera quasi privata col sig. Di Palma
Commenti:
Egregio signor Di Palma,
ho letto alcuni brani da entrambe i siti che ha suggerito. Ne traggo la sensazione che Lei sia piuttosto versato nella descrizione in prosa e decisamente meno nella parola poetica. Il brano che ha redatto recentemente sull'estetica trash è chiaro e sentito, scritto con ritmo, quindi interessante. Purtroppo non posso dire altrettanto dei Suoi versi. Qui il Suo amico Bosca la distacca inesorabilmente e sono certo che Lei lo sappia già. A questo punto, potreste anche dividervi i compiti. Se scrive poesia dove lo fa anche Bosca rischia di restare eterno secondo e viceversa. D'altro canto, è un gioco senza premi e le classifiche non contano.

Torniamo piuttosto al trash. Pur avendo compreso il Suo bel saggio, non ho ancora un'idea precisa della materia in quanto mi mancano riferimenti iconografici. Le proporrei di replicare e magari ampliare il Suo brano per il nostro Brogliaccio, dividendolo ed illustrandolo paragrafo per paragrafo. Come ultimissima cosa, tenga presente che il contatore del vostro sito www.dawninabsinth.splinder.com marca una decina di visite al giorno e il castello ne conta oltre tremila, da cento paesi diversi. E' quindi un'occasione per spiegare non solo a me, ma a molte altre persone, qualcosa che per il solo fatto di esistere è utile da conoscere.
Complimenti comunque.
Giancarlo Maresca


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 19-07-2007
Cod. di rif: 5708
E-mail: sim_81@libero.it
Oggetto: emergenza rifiuti
Commenti:
Cortesi sig.ri Della Palma e Maresca,
Il sig. Della Palma mi scuserà se, nonostante abbia visto alcuni film “trash”, non sia un loro grande estimatore. Credo però, al di là dei gusti personali, che una cosa debba far riflettere un poco e cioé il significato e l'uso di tale genere in sé. Il trash è nato come genere quasi goliardico e faceva di volgarità e semplicità le sue armi forti, rendeva ironici temi come la sessualità che a quei tempi erano considerati scottanti, insomma in un periodo storico di rinnovamento e di “ribellione” potevano avere la loro logica valvola di sfogo. Quello che però era considerata provocazione, ora è diventata normalità, quello che prima era considerata “scarsa qualità” ora è film di culto e questo è uno dei tanti segnali che dimostrano quanto scadente sia il livello culturale a cui siamo giunti. In un'epoca come la nostra, la spazzatura è il normale residuo di un certo stile di vita, la cosa diventa un serio problema quando una società non sa produrre altro che rifiuti.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 19-07-2007
Cod. di rif: 5709
E-mail: sim_81@libero.it
Oggetto: Per il sig. Di Palma
Commenti:
Cortese sig. Di Palma,
scuserà l'errore, questo caldo mi sta proprio facendo impazzire...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Valentino Chioschetto
Data: 26-07-2007
Cod. di rif: 5710
E-mail: syriaco@hotmail.it
Oggetto: Fumo
Commenti:
Egregi signori buonasera, non ci conosciamo ma spero di aver presto l'occasione di colmare questa lacuna. Io sono un ragazzo di 22 anni che vive a Roma, ho scoperto di recente questo sito e fra le molte cose che hanno stimolato il mio interesse devo dire che questo caffè virtuale è quello che più mi piace. Innanzitutto perché io sono un abituale frequentatore di questi posti e poi perché le possibilità della rete mi permettono di parlare e conversare con persone che magari neanche conoscerei in altri modi ( banale precisazione che però mi sentivo di fare). Sono un fumatore, amo moltissimo conversare fumando una bella sigaretta, infatti è proprio questo il tema che vi propongo. Io adoro le sigarette, amo il loro profumo ed il loro aroma molto più di quello del sigaro. Mi chiedo come voi vedete questo altro modo di intendere il fumo. Ho avuto infatti modo di capire che in voi è viva e radicata la passione per i sigari cubani che io invece non amo, come in generale i sigari. Non mi piace il loro sapore anche se ammetto che il profumo è molto buono. Sono un abituale fumatore di Philip Morris Filter King e di Marlboro Medium, a seconda del mio stato d'animo, anche se nei momenti di "magra" non disdegno una buona Chesterfield Blue. C'è qualcuno tra Voi egregi signori che condivide con me tale passione? Non mi dilungherò oltre su tutti quei gesti e tutte quelle piccole cose e sfumature che mi legano alla sigaretta, credo che questo sia sufficiente come spunto per una discussione. Grazie per l'attenzione.

Distinti Saluti
Valentino Chioschetto

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 01-08-2007
Cod. di rif: 5711
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Sigaretta al caffe'
Commenti:
Gentile signor Chioschetto,
benvenuto al caffe' virtuale di questo sito sul Dandy. Qui non solo sono accettate le sigarette, ma ben viste in generale. Se non fosse che per la famosa tolleranza dei fumatori, l'oste potrebbe gia' interdire l'accesso alle sale ai non fumatori. E' da noi che si dovrebbe imparare la vera tolleranza, non le pare? Sono anche io un amatore della sigaretta, e lascio posto al sigaro solo nei rari momenti di lunga e intensa convivialita' amicale. Una serata tra amici, tranquilla e rilassata, o un incontro coi cavalieri dell'Ordine, od anche solo un pomeriggio passato all'aperto sotto i viali di qualche boulevard a Parigi. I francesi non hanno ancora vietato il fumo nei locali ma, per via della legge che vige in Italia, sento oramai la differenza tra un locale dall'aria pulita ed uno nel quale invece la sigaretta non e' bandita. Se amo fumare la mia Camel dopo un caffe', a volte mi e' difficile apprezzare al meglio il mio pasto se accanto a me siede un fumatore intento a bruciare la sua bionda.
Con cio', resto favorevole al fumo nei locali pubblici, specie se notturni, come pub, dancing, etc. I ristoranti dovrebbero aprire una sala solo ai fumatori - ma non per cenare, bensi' per l'intrattenimento dopo o prima di un pasto; una sorta di fumoir con poltrone, tavolini, e tanti tanti posacenere.
Che cosa fumo? mi piace cambiare, e non sono un monomaniaco di una sola marca. Ma resto affezionato alle Camel; spesso le preferisco senza filtro, come anche le Gitanes (nei momenti di intensa attivita' elucubrativa).
Ho sempre pensato alla possibilita' di degustare le sigarette, esattamente come si fa per i sigari. Lei che cosa ne pensa?
Da Parigi, cordiali saluti

Andrea Sperelli

PS: mi scuso per la cattiva punteggiatura, ma scrivo con un computer a tastiera americana, che non dispone di accenti; sono cosi' costretto, come vede, ad usare sempre l'apostrofo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Francesco Regina
Data: 01-08-2007
Cod. di rif: 5712
E-mail: queen999@alice.it
Oggetto: "invisibilità intrinseca"
Commenti:
Sviato dalla vita e malinconica che si mi sfugge, forse erroneamente faccio appello a Voi, ben forse raro intenditor e di Bellezza ed Eleganza, sicchè chieder Io volea se casomai vi fosse altro "retiro", od altri intellettual compagni, per condividere la malinconia delle imagini ordinarie(e i fantasmi di una mente all'Arte), che spesso arrovellano e mi corrodono la testa.Suo. F.R.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 03-08-2007
Cod. di rif: 5713
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Buen retiro
Commenti:
Colendissimo Signor Regina,
Quand'anche vi fosse altro retiro, caro signor mio, non sarebbe certo il sottoscritto a dirvelo (ma se vi piace, so certo non esistere in Italia), che' io fo il giuoco mio e quello del sito tutto, e ben mi aggrada d'aver visitatori in straordinario numero, veduto che il sito stesso ne e' capace. Se qui v'aggrada dunque il conversare, avete da esser lieto e comodo in poltrona, sibbene le vacanze estive abbiano gia' rapito numerosi begli spiriti a questi luoghi, per - spero - non troppo tempo.
Con una vigorosa stretta di mano
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Francesco Regina
Data: 09-08-2007
Cod. di rif: 5714
E-mail: queen999@alice.it
Oggetto: Realizzazione del Tempo
Commenti:
Rivolgo questo messaggio allo Sperelli, ch'io visitando il sito e analizzando alcune tematiche e riflessioni proposte nel "DANDY"(con tanto di repliche volgari, eseguite da pseudoraffinati e finti esteti), davvero colsi la cultura e l'imaginario del Curatore, ed appunto scrivendo a lui, io mi rivolgo chiedendo semmai ci fosse l'opportunità di dissertare con siffatto gentiluomo(ed altri veri) in esteso tempo reale, evitando dispersioni di tempo da parte di alcuni "finti spiriti", già descritti prima, che cercano di togliere la creativa immaginazion dei "pochi", distogliendoli dai loro compiti fondamentali per l'esecuzion pratica della Bellezza, in un tempo ormai che nulla risparmia...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 10-08-2007
Cod. di rif: 5715
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Al Sig. Regina - per un vero caffe'
Commenti:
Egregio Signor Regina,
i begli spiriti non amano generalmente ritrovarsi tutti assieme per celebrare la loro presunta grandezza, piu' sovente invece hanno la spiritosa presunzione di volersene stare pei fatti loro, dacche' gia' l'idea di riunirsi ad o in un gruppo li rende diffidenti, e timorosi di un attentato. Come diceva una donna non troppo dandy ma che di dandies ne conobbe parecchi, "Se un dandy entrasse in una stanza gia' piena di altri dandies, temerebbe come loro una retata della polizia". V'e' poi il secondo fattore, quello egocentrico: non si teme il confronto, ma non v'e' l'interesse dacche' ciascuno e' segretamente convinto di essere il solo personaggio degno di attenzione, e non vede l'utilita' di incontrare degli emuli (questa e' invero una facezia, ma non e' detto che alcuni non lo pensino, segretamente, inconsciamente!).
Indubbiamente sono incontri che tra noi, senza ufficialita', non e' troppo difficile realizzare. Ma vede: riunire tante persone diverse, di tante citta' e paese diversi, senza uno scopo preciso di interesse comune, non puo' funzionare, specie se si parla di eccentrici e di intellettuali. Oltretutto, il sottoscritto si e' trasferito da qualche settimana a Parigi, e scende in Italia assai poco sovente, cosa che rende i contatti un poco piu' complessi.
In ogni caso, se vorra' continuare nel dettaglio questa conversazione, non si faccia scrupoli e mi invii una lettera al mio indirizzo di posta elettronica privato.

Con una cordiale stretta di mano
Andrea Sperelli

P.S.: mi scuso per gli apostrofi messi in luogo d'accenti: scrivo con una tastiera americana che non dispone di lettere accentate, e m'arrangio come posso.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Valentino Chioschetto
Data: 19-08-2007
Cod. di rif: 5716
E-mail: syriaco@hotmail.it
Oggetto: Il fumo
Commenti:
Egregio signor Sperelli Innanzi tutto mi scuso per il tempo che è trascorso ma come può immaginare sono stato in vacanza. Le rispondo alla domanda che mi ha posto dicendoLe che, pur non effettuando tutte le operazioni che col sigaro si fanno prima durante e dopo la fumata sono solito compiere dei gesti e delle operazioni che mi garantiscono una dignitosa fumata di sigaretta. Mi sembra ovvio che non le taglio la testa ne la assaggio per testarne il sapore ma ad esempio la annuso, in primis perché per me l'olfatto è un senso fondamentale che mi da molte informazioni e poi perchè l'odore delle sigarette non ancora accese è meraviglioso. Dopodichè sono convinto che il tiro di accensione della sigaretta sia unico, l'odore che sparge nell'aria e il gusto che lascia in bocca non ha uguali. Io non lo aspiro, credo che sia questo il miglior modo di gustarselo, faccio un tiro "da sigaro", un puff. Va detto altresì che le sigarette essendo prodotte con molta meno cura rispetto al sigaro non vanno, a parer mio, analizzate a fondo come si fa col sigaro, io credo che degustare una sigaretta in fondo significhi sapere quando è veramente il momento di fumarne una e non fumare sigarette per bisogno o per darsi quel "tono" presunto che inizia molti degli adolescenti al fumo. Non mi fraintenda non voglio dare addosso agli adolescenti, è chi un adolescente non lo è più e continua su questa linea che sbaglia secondo me. Io fumo per gusto, non per vizio. Detto questo le pongo un'ulteriore questione: sono stato in Olanda in vacanza, l'ho girata in lungo e in largo con la macchina e due grandi amici, una esperienza meravigliosa. Quel paese mi ha dato una sensazione di civiltà che nel nostro paese esiste solo nei più utopici dei sogni. Vengo al sodo senza dilungarmi più di quanto non abbia già fatto. Io fumo (ed amo fumare) Marjiuana ed Hashish e in questo meraviglioso paese se ne possono degustare di sopraffini a prezzi che qui ci sognamo (infatti dopo questo viaggio andrò lì quando vorrò fumare). Non si scelga Amsterdam, città di turisti per fumare ma cercando bene si trovano dei posti meravigliosi. Anche e soprattutto per queste sostanze io ho una degustazione tutta mia che mi da un piacere infinito. Lei cosa ne pensa? Ovviamente non sto a darle del drogato e se la mia domanda la offende o infastidisce le chiedo da subito scusa non essendo assolutamente mia intenzione. Mi scuso anche per la lunghezza del mio messaggio ma a 22 anni è difficile trovare qualcuno che parli di queste che sono per me cose molto affascinanti.
Un cordiale saluto da Roma.
Valentino Chioschetto.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 25-08-2007
Cod. di rif: 5717
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Dell'Olanda
Commenti:
Egregio Signor Chioschetto,
non sono mai stato in Olanda ma, il giorno in cui decidero' di visitarla, non manchero' in primis i musei d'arte olandese: le nature morte che la' si produssero nella seconda meta' del 1600 non hanno eguali. Spostando l'interesse alla questione da lei sollevata, la rassicuro nel dirle che non mi offende affatto, anzi mi onora esser da lei ritenuto degno di parlar di tale argomento, per quanto la mia esperienza in tali faccende sia certamente ridotta rispetto alla sua ed in comparazione alla maggior parte della gioventu' contemporanea.
L'Olanda ha dato una grande prova di civilta' nel permettere l'utilizzo di certe sostanze, da noi considerate nocive solo perche' ancora non si e' trovato il modo di guadagnarci sopra - e non mi riferisco solo a quello: le filles de joie, libere e per ogni gusto, sane come pesci perche' responsabilizzate a livello economico e legale, offrono l'intrattenimento che nel resto dell'Europa si poteva trovare solo in quegli splenididi secoli che precedettero la rivoluzione francese.
Certamente il liberismo puo' dare buoni frutti, ed i suoi figli piu' saggi governano ora, con qualche critica, la Spagna. L'Italia e' assai lontana da questi traguardi, ma chissa' che, presto o tardi, non si giunga anche noi ad uno stato di cose piu'... stupefacente.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Valentino chioschetto
Data: 26-08-2007
Cod. di rif: 5718
E-mail: syriaco@hotmail.it
Oggetto: Della civiltà olandese
Commenti:
Egregio signor Sperelli,
il giorno in cui dovesse andare in Olanda, mi permetto di consigliarLe, in tema di arte (dal medioevo alla età d'oro dell'arte olandese, il '600 appunto) il Rijksmuseum ad Amsterdam. Sono sicuro che in quello che è il più grande museo d'Olanda troverà molto di ciò che cerca. Inoltre è situato sulla stessa piazza del Van Gogh Museum che personalmente ho trovato anche più emozionante, visto il mio profondo amore per le opere di questo pittore. Lì vicino, e concludo, potrebbe trovare molto interessante anche il Film Museum, è in Vondelpark e pur non esponendo quadri offre una divertente serie di "oggetti" legati al cinema olandese ed internazionale oltre ad ospitare periodicamente mostre private di artisti contemporanei.
Per quanto riguarda la civiltà del popolo olandese mi trovo in perfetto accordo con quanto da Lei detto anche se purtroppo ho dovuto rilevare che ne gli ambienti dei coffeeshop ne tantomeno quelli dei quartieri a luci rosse riescono a togliersi di dosso quel "nonsochè" di criminale che si accompagna a livello internazionale a queste due abitudini. Certo è comunque da considerarsi un grande passo in avanti rispetto alle ipocrite e bigotte leggi che regolano qui da noi queste due materie. Aggiungo che le filles de joie in olanda oltre ad essere protette sane e responsabilizzate sono anche delle serissime professioniste alle quali non ci si pente di dare i 50 euro minimi che richiedono per le loro prestazioni.
Un cordiale saluto da Roma,
Valentino Chioschetto

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 30-08-2007
Cod. di rif: 5719
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Paesi Bassi 2
Commenti:
Grazie per i graditi consigli, signor Chioschetto; vedro' di farne tesoro in futuro, giacche' comunque ho previsto un viaggio nei Paesi Bassi entro la fine dell'anno, dacche' ho un amico che da poco si e la' trasferito. E' vero che una piccola dose di illegalita' mette sale e pepe a certe faccende, ma e' utile il considerare che i rischi che si corrono, a volte, possono essere assai perigliosi anche per il piu' ardito dei gentiluomini.
Le auguro di vagare con profitto anche tra le mura di questo Castello virtuale.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: claudio corsi
Data: 04-09-2007
Cod. di rif: 5720
E-mail: claudiocorsi@tele2.it
Oggetto: segnalazione evento
Commenti:
Buona sera, desidero seganlare che il 29 settembre si aprirà, presso lo Yacht Club di Chiavari la mostra di pittura:
Romanò: Mappe immaginative.
Lo segnalo non tanto perchè è un mio caro amico, ma perche le sue mappe illustarno il viaggio della fantasia con eleganza e semplictà.
Sono opere comprensibili a tutti, persino ai bambini.
Bene, se lo trovate di vostro interesse e volete maggiori informazioni, non esitiate a contattarmi.
Cordiali saluti,
Claudio Corsi



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: C.te Marco Tabili
Data: 09-09-2007
Cod. di rif: 5721
E-mail: marcotabi@virgilio.it
Oggetto: Saluti
Commenti:
A volte ritornano..Carissimo Sperelli!!,sono lieto di annunciarLe il mio ritorno dopo anni.se ben ricordo dopo che il caffè fu preso d'assalto dagli spam.
Con viva cordialità
C.te MT

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 14-09-2007
Cod. di rif: 5722
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Letture...
Commenti:
Caro Signor Tabili,
e' un piacere rivederla, come sta? Spero che i virus, che da qui se ne sono andati, non abbiano preferito far ammalare lei! In ogni caso, i gestori del sito (diciamo, coloro che agiscono nell'ombra e fanno si che funzioni tutto per il meglio, cosa della quale io non sarei minimamente capace) hanno risolto brillantamente il problema.
Ricordo che ella, tempo fa, mi domando' di consigliarle qualche lettura. Ha trovato cio' che cercava?
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: C.te Tabili
Data: 16-09-2007
Cod. di rif: 5723
E-mail:
Oggetto: letture..
Commenti:
Gentilissimo Sperelli,le ho trovate le mie letture e hanno fatto si di capire bene il pensiero estetico.La ringrazio ancora per l'accoglienza è sempre una persona squisita.
Cordialmente
M.T.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: michela piras
Data: 18-09-2007
Cod. di rif: 5724
E-mail: kamaleontina@yahoo.it
Oggetto:
Commenti:
amo la vita del dandy..mi incuriosisce parecchio..Volevo sapere alcuni nomi di dandy italiani..

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 20-09-2007
Cod. di rif: 5725
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Dandies italiani
Commenti:
Gentile Signorina Piras,
nella sezione di questo sito denominata "Contemporanei" trovera' parecchi nomi coi quali svagarsi; tra di essi, alcuni sono italiani, certamente. In questi giorni sto lavorando per far apparire altri nomi in quella lista aurea, e due di essi appartengono, come nazionalita', al nostro Paese.
Molti altri dandies italiani sono invece nella Galleria, la sezione che raccoglie in ordine alfabetico, tutti i dandies dall'epoca di Brummell sino agli anni Sessanta circa. Cliccando sul nome desiderato, avra' accesso ad una scheda sul personaggio, che talora contiene una biografia, e delle immagini.
Mi auguro che la sua visita al sito proceda bene, e che abbia trovato di che leggere, o lucidarsi gli occhi. Per ogni questione, sono a sua completa disposizione.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giuseppe Santoro
Data: 25-09-2007
Cod. di rif: 5726
E-mail: santoro@gsantoro.it
Oggetto:
Commenti:
Vedremo...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Fabio Di Genova
Data: 17-10-2007
Cod. di rif: 5731
E-mail: fabiodoich@tiscali.it
Oggetto: Scoperte
Commenti:
Alcuno, per ora, osservo

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 27-10-2007
Cod. di rif: 5732
E-mail: sim_81@libero.it
Oggetto: carmina burana
Commenti:
"Un tempo fiorivano gli studi, ora annoiano soltanto; a lungo il sapere è stato importante, ora vale di più l'ozio. La furberia si insinua ormai precocemente nei giovani che, pieni di malizia, rifiutano il sapere. Mentre nei secoli passati era lecito ai discepoli riposarsi dalle fatiche dello studio solo dopo novant'anni, ora invece i fanciulli di dieci anni scrollano il giogo e, liberi, si danno l'aria di maestri: ora i ciechi trascinano nel fosso gli altri ciechi, gli uccelli volano senza piume, gli asini suonano la lira, i buoi danzano nelle sale e i bifolchi sono diventati cavalieri. Gregorio discute ignobilmente all'steria, l'ascetico Girolamo reclama la sua parte di denaro, Agostino e Benedetto si intrattengono in gran segreto sul raccolto e la vendemmia e vanno poi al mercato assiduamente. Maria non contempla più, Marta non è più attiva, Lia è ormai sterile e Rachele ha gli occhi malati. Il severo catone frequenta ora i postriboli...."

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 29-10-2007
Cod. di rif: 5733
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: goliardia
Commenti:
Egregio Zanpol,
ascoltando i suoi canti di antico studente, mi domando: ha mai frequentato la Goliardia?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 29-10-2007
Cod. di rif: 5734
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Pardon
Commenti:
(Perdoni la svista, so bene che il suo cognome e' Zampol).

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 30-10-2007
Cod. di rif: 5735
E-mail: sim_81@libero.it
Oggetto: Goliardia
Commenti:
Cortese sig. Sperelli, non conto le volte che, in risposta alla richiesta delle mie generalità, sono costretto ad iniziare la litania "Z di Zara, A di Ancona..", il mio è un cognome piuttosto raro e viene storpiato in "Zambon, Zampon ed altri". Tempo fa ho fatto una tessera per entrare in un locale, avevo dimenticato un documento di identità e sono stato costretto ad utilizzare la mia patente. Non le nascondo il divertimento quando, ovviamente a tessera già compilata, mi sono reso conto che invece di "Zampol", c'era l'indirizzo di casa mia!
A parte questo piccola chiosa, che nulla ha a che fare con l'argomento, dichiaro la mia estraneità nonché ignoranza sulla Goliardia.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 10-11-2007
Cod. di rif: 5736
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Sulla goliardia
Commenti:
Gentile Signor Zampol,
innanzitutto mi scusi per il tremendo ritardo col quale le rispondo. Mi rendo conto che, ultimamente, il Caffè è da me poco frequentato, ma cerco di passare di quando in quando.
La sua estraneità alla Goliardia mi stupisce, dacchè nel parlare di studenti crapuloni credevo di aver colto una citazione goliardica; essa è una istituzione non ufficializzata millenaria, risalente ai tempi in cui le università erano ancora un sogno per i giovani, e per i cosiddetti "Clerici vaganti", sorta di menestrelli medioevali che portavano in giro per l'Europa la tradizione della facezia e della spiritosaggine; con l'istituzione delle Università, quasi simultaneamente, i Clerici si organizzano in fazioni, ciascheduna dedicata alla università frequentata, ed in seguito al corso di facoltà. Gli studenti si riuniscono in gruppi diversi, detti vole, nelle quali esiste e viene scrupolosamente rispettata una gerarchia costituita sulla anzianità ma, soprattutto sui meriti. Goliardici, ovviamente. In goliardia si pratica la crapula, e si adorano i tre dei fondamentali Bacco, Tabacco e Venere. Ogni vola ha i suoi capi, sottocapi e popolani, capaci di ascendere nella scala sociale grazie a varii metodi, più o meno ortodossi, che fanno comunque parte dello spirito goliardico. Tutte le vole di una città riconoscono un capo unico e fondamentale: a Torino abbiamo Santità, ad esempio, di bianco vestito. Ogni città ha comunque un suo governatore ufficioso, eletto da un gruppo di goliardi già in cima alla piramide, durante un evento detto, naturalmente, conclave.
I goliardi che cosa fanno? Si riuniscono e praticano tutti quei giochi che fanno il fondamento della goliardia stessa, e che per un ex-goliarda come me è difficile rivelare ai profani. Accanto a ciò, si organizzano spesso scherzi (goliardici) alle città, cercando di far sorridere il cittadino e guadagnandosi la stima delle altre vole, proselitando per raccogliere altri adepti, nelle università e non solo. Esistono inni e canti adatti ad ogni gioco e situazione, e i più antici e celebri di essi sono stati trascritti da Orff nei suoi Carmina Burana (che, nonostante il ritmo e la musica spesso severa ed inquietante, parlano di gioco d'azzardo, donne facili, vino ed ebbrezza). La goliardia, dopo una breve parentesi nel '68, durante la quale sparì quasi completamente, è di nuovo ritornata in gran voga, e chi vive o frequenta Bologna se ne sarà fatto certo un'idea. I goliardi si fanno riconoscere per essere mattacchioni senza essere fastidiosi, non sono vandali in generale (tranne certi episodi infelici sempre condannati dai vertici interni), e li si riconosce per il loro bizzarro abbigliamento: la feluca, sorta di berretto ad una sola punta (tipo Robin Hood, per intenderci) è l'elemento base, differentemente colorato in base alla facoltà universitaria. I capi indossano poi un mantello e delle piume colorate, simboleggianti diversi poteri interni acquisiti. E' un mondo complesso, non esauribile in poche righe, ma spero di aver dato un'idea generale del fenomeno. Ci sono veterani, nell'Ordine, che certo saprebbero spiegare meglio di me che cosa sia questa bizzarra compagnia organizzata.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 13-11-2007
Cod. di rif: 5737
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Un omaggio prezioso
Commenti:
Egregio Sperelli,
la morte è dissoluzione e la dissoluzione è quel confine stremo della raffinatezza che fu sempre caro all'estetica del dandysmo classico. Pertanto sono rimasto assai colpito dalla pertinenza a questo sillogismo espressa dagli ultimi Appunti nel Brogliaccio, in cui il dandysmo classico è celebrato con sontuosa sobrietà, tanta fantasia e soprattutto la preziosa dedica del tempo e della cura. Merci preziose, che più dei fiori rappresentano il vero omaggio deposto sulle tombe dei Grandi.
Mi unisco al silenzio della coppia nerovestita.
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: stefano amorese
Data: 18-11-2007
Cod. di rif: 5738
E-mail: faraonmeteoses@tiscali.it
Oggetto: info & richiesta
Commenti:
Sono Stefano Amorese (Faraòn Meteosès) ho inviato il mio libercolo "Psicofantaossessioni" (LietoColle) a Philippe Daverio. Nell'augurarmi che possiate trasmettergli questo mio messaggio, porgo cordiali saluti
FM
http://www.lietocolle.com/index.php?module=subjects&func=printpage&pageid=2187&scope=all

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 19-11-2007
Cod. di rif: 5740
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Anonimato
Commenti:
Gentile Visitatore a firma Danilo,
probabilmente non ha fatto caso a quanto previsto nell'introduzione a quest'area ed alle altre di questo vasto castello. Lei non fornisce un indirizzo attivo di posta, né un nome completo e quindi degno. Entrambe le condizioni vengono qui considerate come anonimato, il che non permette di prendere in considerazione il Suo intervento. Lo replichi aggiungendo l´indirizzo corretto ed il Suo autentico nome, del quale dovrebbe andare orgoglioso. Tra qualche giorno il Suo testo e tutti quelli generati in risposta, questo compreso, verranno rimossi.

Cavallereschi saluti
La Cancelleria dell´Ordine


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Buldrini
Data: 19-11-2007
Cod. di rif: 5741
E-mail: k1ng.BuLL@hotmail.com
Oggetto: Dandy
Commenti:
Vorrei approfondire di più questa cultura perché attualmente mi sto avvicinando a Baudelaire e connessi...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Danilo de Nardis
Data: 19-11-2007
Cod. di rif: 5742
E-mail:
Oggetto: sigaro
Commenti:
Gentile, Sperelli,gentili amici,ho da porvi un quesito.tenere in bocca un sigaro e piu' nocivo di fumarlo?è leggenda metropolitana quella che dice che tenere in bocca un sigaro senza fumarlo provoca un cancro alla lingua?
saluti
ps:chiedo scusa per il precedente post


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Cancelleria dell'Ordine
Data: 20-11-2007
Cod. di rif: 5743
E-mail: cavalleresco.ordine@noveporte.it
Oggetto: Indirizzo mail
Commenti:
Egregio signor de Nardis,
come sempre ci tocca un ruolo scomodo, in questo caso quello di puntualizzare che anche nel secondo intervento manca l'indirizzo di posta elettronica. Ancora un piccolo sforzo e ci siamo!
Cavallereschi saluti
La Cancelleria dell´Ordine


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Danilo de Nardis
Data: 21-11-2007
Cod. di rif: 5744
E-mail:
Oggetto: sigaro
Commenti:
Gentile cancelleria non è cattiveria o maleducazione in questo caso...l'indirizzo email non lo ho..di grazia che risco a scrivere qui in internet.chiedo ancora scusa

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 21-11-2007
Cod. di rif: 5745
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: L'Arte di Vivere e il sigaro spento
Commenti:
Egregio signor de Nardis,
in un'area dedicata al Dandy, la vita va considerata come arte. E l'arte non si misura dalla quantità. Così, il sigaro spento vi può essere considerato come un'occasione perduta, una sottomissione forzata in attesa della liberazione, una dichiarazione, un piacere, ma che faccia venire o meno il cancro, non può risultare di alcun interesse.
Cavallereschi saluti
Giancarlo Maresca

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Antonio Masci
Data: 26-11-2007
Cod. di rif: 5746
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: L'incontro di Villa Marinella a Napoli
Commenti:
Gentile Sperelli,...ritorno con piacere nel caffè per salutarla dopo il nostro breve ma significativo incontro, nel gala cavalieri e dame di villa Marinella a Napoli. Le rinnovo l'apprezzamento per il felice siparietto sul codice del guanto e del ventaglio, da lei interpretato insieme alla demoiselle Sorrel Smith ! E' stata la nota più lieta della serata partenopea !

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 28-11-2007
Cod. di rif: 5747
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Serata Dame - Cavalieri, Decennale dell'Ordine
Commenti:
Gentile Signor Masci,
Sorrel ed io la ringraziamo per l'apprezzamento; ci ha fatto piacere il constatare una grande attenzione da parte dei Cavalieri tutti al nostro piccolo "show" in occasione del Decennale, cosa che e' in effetti rara. Forse l'argomento, forse la grazia di Sorrel, hanno comunque giuocato a nostro favore.
Debbo ringraziarla per la continua attenzione a questo mio sito, e per i suoi occasionali gessi, i quali non fanno che impreziosirlo.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 01-12-2007
Cod. di rif: 5748
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Scarpiera del Curatore? no, sebbene simile.
Commenti:
Il signor Masci, nell'appunto n.531 del Brogliaccio, mi domandava a chi appartenesse la magnifica collezione di scarpe da me presentata diverse volte sul mio blog privato, e che egli presenta nell'appunto sopracitato. Ora, nel constatare che buona parte dei modelli di calzature in quella foto li posseggo anche io, ammetto ancora con dispiacere che quella foto non ritrare comunque la mia scarpiera: il mio rammarico si rifersice ai polacchini stringati e abbottonati, e a certi modelli di bicolore, che io posseggo solo in nero-bianco, marrone-bianco (con mascherina bianca), camoscio grigio-cuoio blu scuro (anni '20), giallo-nero. Piu' dei mocassini degli anni '50, color testa di moro e bianco.
Ma la fotografia in questione la presi tempo fa in un sito cinese (o forse giapponese) sulla moda degli anni '30, un sito che si proponeva anche come vetrina virtuale di una boutique capace di realizzare gli stessi capi; in questo sito vi sono fotografie di completi vagamente anni '30, di gusto assai americano, realizzati nella suddetta boutique orientale, dei quali sono a mio parere notevoli solo per i pantaloni. A parte questo, il sito offriva anche cravatte-foulard, collar bar, gemelli art deco, e camice dal colletto staccabile moderne (francamente orrende). Ho purtroppo perduto l'indirizzo del sito in questione ma con un minimo di sforzo penso che saprei ritrovarlo, casomai le interessasse.
Per ora, la saluto cordialmente
Andea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 07-12-2007
Cod. di rif: 5749
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Bizzarro ma vero
Commenti:
Ecco a che cosa serve Internet! VI prego di leggere qui: http://genius.aliosha.org/archivio/2004/12/15/moda-anni-30/
Naif, ma positivo.
Vostro
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: emilio facchini
Data: 08-12-2007
Cod. di rif: 5750
E-mail: almatadema@hotmail.it
Oggetto: non so come lavorare
Commenti:
sono un pittore giovane, ogni tanto mi arriva qualche commissione, nient'altro come faccio a viverci? ci si può vivere? sono pronto a combattere.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Antonio Masci
Data: 08-12-2007
Cod. di rif: 5751
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: Auguri
Commenti:
Gentile Curatore,
Le invio i miei più sinceri auguri di buon compleanno !!!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 09-12-2007
Cod. di rif: 5752
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: compleanno
Commenti:
Grazie mille, Signor Masci! Le offro un calice, prego. Beva alla mia salute, gia' assai provata dall'alcool e dal fumo. Un calice anche per me, grazie... Bene, ora la mia salute ha di che preoccuparsi, come sempre.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-12-2007
Cod. di rif: 5753
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Eugene Onegin
Commenti:
Il Signor Masci, con la sua ultima pubblicazione nel Brogliaccio (n.540), mi ha fatto tornare alla mente il poema di Puskin "Eugenio Onegin", dove il protagonista omonimo figurerebbe meritatamente tra i personaggi della Galleria dei Dandies Immaginarii; la trama è semplice, ma a colpire sono i gesti e le espressioni di Onegin, perfetto dandy aristocratico, annoiato e insolente, raffinato e (ammettiamolo pure), piuttosto odioso. In breve: Onegin è un ricco gentiluomo molto amato e stimato dalla San Pietroburgo "bene", egoista e cinico vive nella proprietà dello zio defunto recentemente. Qui conosce Vladimir Lensky, un poeta suo vicino di casa, con il quale intraprende un'amicizia, caratterizzata da due modi opposti di vedere la vita. Infatti, per quanto sia cinico Onegin, Lensky è un forte idealista. La bella e giovane Tatyana Larin, appartenente ad una famiglia frequentata dai due amici, si innamora teneramente di Eugene, al quale dichiara il suo amore con una lettera. Onegin rifiuta sdegnoso l'amore della ragazza, preferendo invece (per pura crudeltà dongiovannesca) la compagnia della fidanzata del suo nuovo amico, Olga Larin. Questo comportamento suscita la gelosia di Vladimir, che sfida a duello Eugene, ma nel duello resterà ucciso.
Dopo anni di esilio volontario Eugene torna nella sua città natale dove incontra Tatyana, ormai sposata, di lei ora si innamora, ma questa preferisce rimanere fedele al marito.
Onegin, archetipo dell'eroe romantico, è trascinato dagli eventi, e troppo tardi si rende conto degli errori che commette con il suo fare apparentemente misterioso e oscuro. La sua crescita interiore si protrae per tutta l'opera, e il suo cinismo giovanile si tramuta in sensibilità e saggezza in età adulta.
Dal romanzo in versi di Puskin (pubblicato in Italia da BUR), Tchaicovski ha tratto un'opera lirica, singolarmente noiosa.
Nel 1999 Martha Fiennes ne ha fatto invece un film meraviglioso; il ruolo di Onegin è affidato al fratello della regista, il già celebre Albert Fiennes, che appare impagabilmente malinconico nel ruolo del dandy russo, una delle sue migliori interpretazioni. Nel cast anche la bella Liv Tyler, nel ruolo di Tatyana.
Il DVD del film è purtroppo ancora inedito in Italia, ma è possibile trovarlo in Francia con sottotitoli in francese (so che non aiuta molto, ma si ritengano fortunati i Visitatori poliglotti).



-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-12-2007
Cod. di rif: 5754
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Far pittura - al Maestro Facchini
Commenti:
Gentile Signor Facchini,
la pittura è un mestiere che paga poco in termini di denaro; io lo so bene, in quanto sono pittore anche io. Le commissioni sono rare, e capita a volte che il cliente voglia esser lui il pittore, e noi si sia solo la mano che esegue. Tuttavia la invito a combattere, come dice lei, per la sua arte e la sua ragione di artista: forse la fortuna non arriverà subito, forse tarderà moltissimo, forse non giungerà per nulla, ma quello che conta è il piacere di fare arte. Venderla è sempre stato difficilissimo.
Suo
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: ilka alessandra gavina
Data: 19-12-2007
Cod. di rif: 5755
E-mail: iag@simongavina.it
Oggetto: iscrizione
Commenti:
Mi interessano i vostri articoli e vorrei essere iscritta nella vostra mailing

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 19-12-2007
Cod. di rif: 5756
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: mailing list
Commenti:
Gentile Signora Gavina,
nel ringraziarla per l'interessamento che evidenzia con tanta passione e sentimento circa i miei scritti, debbo purtroppo deludere le sue ardenti aspettative nel rivelarle che questo sito non dispone, ahimè, di una mailing list.
Potrà però essere informata degli avvenimenti che concernono il Cavalleresco Ordine dei Guardiani delle Nove Porte, e quindi anche indirettamente la mia area sul Dandy, iscrivendosi al registro dei Simpatizzanti, che troverà alla pagina principale del suddetto sito (o direttamente qui: http://www.noveporte.it/registrazione.php3).
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: marcello terenzi
Data: 24-12-2007
Cod. di rif: 5757
E-mail: marcello.terenzi@fastwebnet.it
Oggetto: ricerca diun quadro
Commenti:
gradirei informazione su un quadro presentato ieri dal signor daverio il titolo TESTA DE CAZZI
mi scuso è unacuriosita
saluti e grazie marcello


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 24-12-2007
Cod. di rif: 5758
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Un quadro presentato da Daverio
Commenti:
Egregio Signor Terenzi,
qui ci si occupa di dandismo, e non di studiare a memoria le puntate di Passepartout; oltretutto ammetto (a mia grave colpa) che non guardo esattamente ogni sera il programma di Daverio, sebbene mi piacerebbe farlo.
Riguardo al quadro sul quale vuole informazioni, le consiglio di fare una semplice ricerca in internet, abbinando però anche il nome dell'autore; i risultati sarebbero, altrimenti, assai prevedibili...
Saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Carmen Volpe
Data: 27-12-2007
Cod. di rif: 5759
E-mail: carmita87@libero.it
Oggetto: ...
Commenti:
Penso...penso e ripenso!...troppo banale sorprendere, eppure...eppure siamo tutti giocolieri di strada!...siamo bravi a sorprendere, oramai!
Cosa ha nel cuore una donna nessun uomo sa riconoscerlo più e cosa ha in testa un uomo, a nessuna donna importa ahimè! Perchè se la sorpesa rimane in superficie, cosa nasconde il profondo...artifizi?...banalità!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Alessandra Caponi
Data: 29-12-2007
Cod. di rif: 5760
E-mail: inopak81@gmail.com
Oggetto: arte contemporanea
Commenti:
....il desiderio di dibattere e discutere sul mondo dell'arte contemporanea

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Antonio Masci
Data: 29-12-2007
Cod. di rif: 5761
E-mail: masci.stefano@virgilio.it
Oggetto: Penso..e ripenso....
Commenti:
Gentile Carmen,
...Cosa ha in testa una donna qualche uomo sa riconoscerlo, e cosa ha nel cuore un uomo, a qualche donna importa !....................
Interessante l'ossimoro " banale sorprendere " , si potrebbe discutere se riguarda il dandy...........
Cordialmente Stefano Antonio Masci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Bellucco
Data: 09-01-2008
Cod. di rif: 5764
E-mail: stefano.bellucco@alice.it
Oggetto: Esposizione
Commenti:
Ammirato Signor Sperelli,
torno a tediarla presso il suo caffè, splendido ritrovo in questo freddo - da poco in realtà - inverno dove riposare le membra tra amici, godere di qualche corroborante distillato e dedicarsi in compagnia a qualche sublime tabacco. Mi accomodo, estraggo pipa (lascito virtuale del Nostro Ineffabile Leone Rosso, a cui dedico ogni "inspiro") e tabacco e chiamo le garçon: mi concede il piacere di una chiacchiera nel frattempo?
Mi permetto di disturbarla giacché da qualche giorno penso e ripenso ad una parola: "esposizione". Nell'ambito dell'Arte, o meglio, dell'arte, è mio parere (da appassionato e profondamente, inesorabilmente insipiente!) che oggidì il pennello venga intinto più nella tavolozza del marketing che in quella degli olii. Conosco alcuni galleristi che mi parlano di contratti, di esclusive, di promozioni, di rivalutazioni più che di Arte e molti sottolineano l'importanza dell'aspetto finanziario di operazioni di mercato: avere un buon gallerista ed un buon critico come "promoter" sono per un artista sinonimo di successo, almeno economico, almeno nel brevissimo periodo. Sebbene conscio della vastità dell'argomento e dei mille casi in cui potrebbe declinarlo, gradirei comunque un suo parere anche solo perché lei mi aiuti a porre un po' di ordine nella scala dei valori da attribuire e da riconoscere in questo meraviglioso campo...
...oh, il ragazzo: posso ordinare anche per lei un armagnac?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 09-01-2008
Cod. di rif: 5765
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Un bel circolo viziato - al Signor Bellucco
Commenti:
Caro Signor Bellucco,
è un piacere rivederla! Accetto volentieri l'armagnac che mi offre, e già che ci sono, lo accompagnerò con un toscano vecchio vecchio.
Il tema della sua conversazione è immenso, sfaccettato, come ella giustamente fa notare... Quanti critici, quanti artisti, amatori e osservatori hanno scritto sulla prostituzione dell'Arte, e quindi dell'artista! Io, per giustificare il piacere che provo nel parlarle, le risponderei che da sempre l'artista ha dovuto vendere bene se stesso per poter avere successo nel suo campo. A partire da quando, durante il Rinascimento, venne ad essere considerato come un intellettuale e non più un artigiano, sono iniziati i plausi ma anche le disgrazie. Un pennello non era più visto come un attrezzo del mestiere, ma come un tramite tra il sublime astratto mondo delle idee dell'artista ed il mondo reale, fisico. Tra il concettuale ed il naturale artifico che questi sapeva comporre. Poi, come spesso accade ai meccanismi in funzione già da troppo tempo, se mal oliati, rischiano di peredere i colpi, di prendere dei vizii, così il mercato dell'arte si è mal assestato sotto i colpi del Dio Denaro. Il mercato dell'arte contemporaneo, quale lei lo descrive, è una realtà punibile ma ufficializzata e riconosciuta. Vi sono protagonisti del settore che, le giuro, non sanno intendere il loro mestiere altrimenti; una buona galleria, un critico acclamato, qualche compratore amante delle novità in quanto novità tout court (dev'essere americano), e il gioco è fatto. Tanto più che valeva la candela, come si suol dire. E' triste ma vero - ed io, in quanto pittore, non posso comunque dire di esserne del tutto disgustato. Ogni artista sogna il riconoscimento del proprio lavoro, un'acclamazione ufficiale. Certo, non è una bella sensazione quella che proviamo nello scorgere, dietro le vetrine di una galleria nel centro città, prodotti pittorici (quando va bene) orribili, risultati di un incapace, di un blasfemo, esposti come manzo in un frigo del supermercato. Fa perdere la voglia di dipingere, nello scorgerne il cartellino del prezzo. Ci si domanda: se un giorno il critico X o la rivista Y mi proclamerà il Michelangelo del Nuovo Millennio, sarà per i miei meriti artistici, o perché ieri l'altro ho profumatamente pagato X e Y perché scrivessero di me?
Molti giovani artisti di mia conoscenza cercano di uscire da questo circolo vizioso, che fa bene al portafogli ma male all'amor proprio (casomai se ne avesse uno), esponendo in gallerie e spazii espositivi al di fuori delle cerchie ufficiali. Oppure si rassegnano (come me) a lavorare per i soli privati, concedendosi qualche esposizione di tanto in tanto per il piacere di farlo e per rivedere gli amici.
Non chieda a me di dare a tutto ciò un giudizio morale, non me la sento. Perché sarei il primo, se ne avessi la possibilità, ad acconsentire ad una esposizione in centro Milano, o a Parigi, o a New York. Ma non sarei amio agio, questo lo posso dichiarare senza imbarazzo.
In fondo, ogni vero artista fa arte per un bisogno intimo, personale e preponderante, una necessità fisica; negategli il successo: egli continuerà a dipingere ugualmente. Credo che se invece provassimo a togliere il successo a molti artisti lodati e strapagati d'oggidì, questi smetterebbero di produrre carabattole e tornerebbero nell'ufficio contabile dal quale erano usciti qualche anno fa...

Prego, prenda una delle mie sigarette; lo so, dopo il sigaro non sono l'ideale, ma queste sono oppiate.
Cordialmente
Andrea Sperelli


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Tabili
Data: 11-01-2008
Cod. di rif: 5768
E-mail: marcotabi@virgilio.it
Oggetto:
Commenti:
Eccomi di ritorno nel mio circolo preferito,come sta Gentile Sperelli?Buon 2008!posso offrirLe un distillato?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 11-01-2008
Cod. di rif: 5769
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Ben tornato
Commenti:
Prego, Signor Tabili, si accomodi tra noi... Si stava parlando di arte contemporanea, e del mercato che ad essa sta attorno (o che la realizza?)... Lei come la vede?
A.S.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco tabili
Data: 11-01-2008
Cod. di rif: 5770
E-mail: marcotabi@virgilio.it
Oggetto:
Commenti:
Gentile Sperelli,come avete già scritto prima l'argomento è molto ampio e io non sono in grado di dare giudizi mirati o da "esperto"..posso dire che anche io ho notato un canbiamento negativo nel mondo dell' arte..dove chi la fa da padrone è il marketing e questo devo essere sincero mi rattrista moltissimo..

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: ricci alessandro
Data: 12-01-2008
Cod. di rif: 5771
E-mail: ric_alessandro23@yahoo.it
Oggetto: dipingere con lo smog
Commenti:
carissimo Philippe Daverio
su youtube cercando smog su tela puo'vedere un video dove dipingo su tela usando le polveri nere raccolte da una statua storica fiorentina (statua di S alessio, chiesa S Trinita')
spero che le piaccia la mia protesta contro lo smog... cordialissimi saluti

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 12-01-2008
Cod. di rif: 5772
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Chissa'?
Commenti:
Gentile Signor Ricci,
debbo informarla, con mio grande dispiacere, che il Signor Daverio non partecipa alle iniziative di questo sito internet. Personalmente, non conosco nemmeno la sua opione sul suddetto sito. Le auguro comunque che, nel caso il Signor Daverio frequentasse di tanto in tanto queste pagine, accolga il Suo gentile appello. Per quanto mi riguarda, visitero' con piacere la pagina di YouTube indicata, anche se so che io e Daverio non siamo certo la stessa cosa.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Bellucco
Data: 14-01-2008
Cod. di rif: 5773
E-mail: stefano.bellucco@alice.it
Oggetto:
Commenti:
Ineffabile Signor Sperelli,
la gioia che mi dona la sua cara accoglienza è un piacere enorme e stupito (è da così tanto tempo che frequento il suo caffè come silente ma avido e attento spettatore che non credevo si rammentasse ancora di me...).
Le chiedo venia per il ritardo con cui mi accingo a risponderle, ma l’Amata e la meteorologia hanno fatto prevalere il “focolare” sulla splendida compagnia che si incontra qui al Caffè...

Come ben intuivo, confidare a lei le mie incertezze e i miei pensieri ha posto lumi su aspetti che neppure immaginavo... Ebbene, la ringrazio per la sigaretta, le porgo le briquet e inizio a tediarla ulteriormente. Stia sereno però: per farle sopportare meglio le mie righe ho portato dei Due Mondi da condividere...

Un piccolo preambolo lo dedicherei al giudizio morale: la mia inadeguatezza mi impone di non darne in merito, ma solo di tentare di comprendere; per contro la sua altezza ha brillantemente esemplificato ciò che intendevo.

Ho particolarmente apprezzato l'accento da lei posto sulle origine dell'artista come artigiano: bellissima (e gustosa) la definizione di pennello come arnese del mestiere, così immediata e pregnante da racchiudere (e schiudere) un mondo! Cercando di arrivare quindi all'intimo gesto artigianale, si potrebbe pensare di capire maggiormente anche l'artista? Banalmente, credo di poter dire che oggi Arte e Mercato dell'arte siano mondi ben distinti, sebbene il secondo giochi sull'assonanza con il primo. E ciò che mi incuriosisce, dopo le sue righe sul meccanismo "male oliato", è capire se e come il mercato possa convivere con l'Arte. Bisognerebbe forse che i mercanti fossero essi stessi artisti? O che i critici fossero in grado di comprendere l’artigianalità del gesto più di quanto sappiano descriverla con mille vocaboli diversi? ...forse qui sto sconfinando nell’utopia...perché potrebbe essere una soluzione pensare semplicemente a “Ars Gratia Artis”, slegandola da commercio e critica...tanto semplice quanto non più realizzabile.
A far luce su ciò, leggo e riporto con moltissimo piacere le sue ultime righe:

In fondo, ogni vero artista fa arte per un bisogno intimo, personale e preponderante, una necessità fisica; negategli il successo: egli continuerà a dipingere ugualmente.


...mentre continuo a meditare sulle sue righe, mi riservo di tornare a tediarla poiché molti pensieri si accavallano nel fluire della mia mente. So che tali parole possano risuonare come una minaccia, ma le interpreti come solo gesto di stima nei suoi confronti e piacere nell’incontrarla (per ora solo qui al suo Caffè).

A metà pomeriggio, mi permetta di offrirle una mareva, per conciliare l’atmosfera e gustarmi ancor più le sue prossime righe.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Bellucco
Data: 14-01-2008
Cod. di rif: 5774
E-mail: stefano.bellucco@alice.it
Oggetto: I nuovi Tripla A:Artigiani,Artisti...Amministratori delegati
Commenti:
Inarrivabile Sperelli,
perdoni la velocità con cui ho inserito il precedente intervento: era tanta - per recuperare il tempo trascorso - che ho tralasciato l'oggetto.

Un accenno ironico, nell'oggetto, a ciò che spesso si incontra nelle gallerie...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Alessia keglevich
Data: 15-01-2008
Cod. di rif: 5775
E-mail: alessiakik@alice.it
Oggetto:
Commenti:
cari

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 16-01-2008
Cod. di rif: 5776
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Arte vs critica vs mercato
Commenti:
Caro Signor Bellucco,
il problema arte vs critica vs mercato non puo' essere analizzato in due righe, e qui mi limito a quella che e', a tutti gli effetti, una conversazione da bar amichevole. Insomma, ci trovamo ben in un caffe', no? Che il mercato debba convivere con l'arte e' piu' che necessario, oggi come oggi perche' non esiste piu' quel contatto diretto tra compratore (collezionista o amatore) e artista, che invece sussisteva fino agli anni '30 del Novecento. Poco a poco, per ragioni che non saprei spiegare, i galleristi ed i critici hanno preso un grande potere quali intermediarii tra i produttori e i consumatori, se e' lecito chiamarli cosi'. Forse lo snobismo delirante degli anni '50 e '60 ha fatto il resto: laddove la ricca nobilta' italiana degli anni '10 e '20 organizzava parties mischiando il bel mondo a quello dei pittori e degli intellettuali, e' oggi difficile se non impossibile vedere begli spiriti aggirarsi per i saloni dei nuovi ricchi. Essi considerano gli artisti come bizzarri, forse un poco pericolosi, e comunque non degni di entrare nei loro circoli dacche' non sono sufficentemente ricchi. Se per caso o per forza uno di essi riesce a forzare la barriera, e' solo per gioco che viene ammesso, e presto verra' rigettato in istrada.
Nuovi ricchi che non conoscono il valore di nulla, ma il prezzo di tutto, e tutto possono comprare. A causa loro gli intermediarii si sono visti necessarii, spesso perche' mondani e capaci nel gioco della parlantina (un po' come un venditore di auto usate).
Che il critico sia artista o lo sia il gallerista e' un'utopia: tanto piu' se solo ci provasse, non verrebbe preso sul serio ne dai pittori ne dai suoi ex-colleghi. Ed e' risaputo (e' un pregiudizio, ma molti ci credono) che un artista fallito si mette sempre a fare il ciritico o il gallerista.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Matteo Rigamonti
Data: 24-01-2008
Cod. di rif: 5777
E-mail: in.un.giorno.di.pioggia@hotmail.it
Oggetto: Convenevoli
Commenti:
Esimio signor Sperelli,
Scruto la sua creazione con perseverante interesse da settimane, e devo porgerle i miei elogi per struttura e contenuti.
Nonstante la fatua vanità che tanto mi si addice, impedisca di godere appieno del suo operato;
sappia che gode della mia rinomanza più profonda.
Cordiali saluti.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 25-01-2008
Cod. di rif: 5778
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: risposta ai convenevoli
Commenti:
Egregio Signor Rigamonti,
grazie per aver soddisfatto la mia, di fauta vanita'.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Orlando Lauro Donfrancesco
Data: 26-01-2008
Cod. di rif: 5779
E-mail: valmont1975@libero.it
Oggetto: Profumo di coriandoli
Commenti:
Stimatissimo amico Sperelli,
passo di volata in questo Caffé che tanto apprezzo, rubando solo qualche minuto per fissare il rendez-vous di sabato prossimo. Florian, ovviamente, tardo pomeriggio, quando le membra saranno riposate dalle fatiche festaiole della sera precedente.
Mi permetta ora di offrirle un calice di prosecco della Serenissima. E' il nettare migliore per noi in questo periodo dell'anno.

A prestissimo, allora.

Con amicizia,
O.L.D.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 26-01-2008
Cod. di rif: 5780
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Redez-vouz a Venise
Commenti:
Colendissimo amico Donfrancesco,
spiace che sarai a Venezia solamente a partire da Sabato 2. Come credo di averti già annunziato io sarò là a partire dal 30. Il mio numero non è cambiato, quando sarai in loco chiama e ti sarà risposto. Non assicuro anticipatamente alcun rendez-vous a causa delle probabili notti insonni che passerò già subito dopo il mio arrivo.
Tuo
Andrea S.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Matteo Rigamonti
Data: 27-01-2008
Cod. di rif: 5781
E-mail: in.un.giorno.di.pioggia@hotmail.it
Oggetto:
Commenti:
Gentile signor Sperelli,
si figuri, vengo reputato un gran filantropo di sovente. Ora, zampilla una domanda, perchè un ritrovo di esteti, seppur un salotto virtuale dalle fattezze di un 'Castello', non vanta l' avvenenza degna del suo nome?
I miei ossequi.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 27-01-2008
Cod. di rif: 5782
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Animazione al Caffè
Commenti:
Caro Signor Rigamonti,
questo Caffè virtuale fa parte del sito (www.noveporte.it) dell'associazione detta Cavalleresco Ordine dei Guardiani delle Nove Porte, sulla quale potrà agevolmente trovare informazioni visitando il sito stesso indicatole. La definizione di Castello fa quindi presupporre una fortezza che ripara difende e promuove intra le sue mura il buon gusto, la buona creanza e l'estetismo, che in questo secolo poco a poco vanno perdendosi o diluendosi nelle acque del consumismo e dell'approssimazione. Il sito sul Dandy ne compone una sala, ancorché vasta, visitata di frequente da persone che sono spesso più interessate al fruirne senza parteciparvi direttamente. Il Caffè in particolare gode dei privilegii di un forum senza averne le regole, in quanto chiunque può dire la sua su determinati argomenti di interesse specifico al sito. Come tutti i luoghi di ritrovo, vive "alti e bassi" nella sua frequentazione più o meno abituale, e forse crea soggezione a causa dell'aria apparentemente severa. Gli esteti in Italia tra l'altro son pochi, e presumo che lei lo sappia bene quanto me, e restii ad esporsi in generale, preferendo le loro tacite torri d'avorio al chiacchericcio di un luogo che non ha da essere quindi affollato se vuol essere interessante per certi individui.
La sua gentile presenza, ora, ha contribuito comunque ad animarlo, e tanto ci basta.
Accetti un bicchierino di prosecco anche lei, e brindi con noi al cominciamento delle festività carnascialesche.
Prosit!
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Matteo Rigamonti
Data: 28-01-2008
Cod. di rif: 5783
E-mail: in.un.giorno.di.pioggia@hotmail.it
Oggetto:
Commenti:
Ossequioso signor Sperelli,
Lei continua a sbigottirmi, la mia è stata una tersa provocazione al fine di vivificare il suo caffè; tutto ciò, nonostante la mia diatesi per il luculliano assenzio alla Bohèmienne.
Ma partiamo dal basso, l' estetismo in italia sta celermente spirando, il secolo scorso penso sia stato l' apogeo della volgarità. Se prima l' individuo raffinato era un modello da riecheggiare, ora lo è quello meramente pacchiano.
Tutta via penso vi sia una lato positivo, i veri esponenti, degni del titolo di esteta e dandy, non verrano più consufi dalla masnada di ignoranti che tappezza il mondo.Tanto da essere un ispirazione aonia per i pochi degni.
Se mi è permesso tornare al centro, trovo tanto il sito quanto il caffè, una vera grazia.
In primo luogo, perchè offre la attualità d' interagire, a chi non gode della possibilità di frequentare un vero salotto, od a chi vi ha rinunciato nauseato dalla tracotante altezzosità che li circonda.
In secondo luogo, è in grado di stornare ogni becero millantatore che ha la pedanteria di atteggiarsi a dandy.
Vista la mia giovanissima età, preciso fin da ora che non figuro tra i loro squallidi ranghi.
Infine, accetto con gioia il suo dinrk, in attesa di poterle offrire un bicchiere di Louis XIII.
La abbraccio, mandandole i miei più febbrili saluti.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 28-01-2008
Cod. di rif: 5784
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: La vie en beau! La vie en beau!
Commenti:
Caro Signor Rigamonti,
grazie per le belle parole che spende per il mio sito. Ma attenzione a disprezzare i salotti! L'altezzosita' che li circonda e' spesso temuta da coloro che non se ne sentono chiamati, ma e' una musica per chi sa di poterne esser membro se non protagonista.
Su quanto la bellezza si stia dissolvendo oggidi' ho scritto parecchio, e potra' leggere testi e commenti un po' ovunque tra queste pagine; cio' ch'ella dice non e' nuovo, ma mai banale per noi, qui al caffe'.
Come gridava Baudelaire al povero vetraio, frantumandogli tutti i vetri nel lanciargli un vaso di fiori: La vie en beau!
Accetto volentieri la bevanda che m'offre, sebbene non la conosca punto; mi spiegherebbe gentilmente di che si tratta?
Cordialmente suo
A.S.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Matteo Rigamonti
Data: 28-01-2008
Cod. di rif: 5785
E-mail: in.un.giorno.di.pioggia@hotmail.it
Oggetto: La joie de vies?
Commenti:
Signor Sperelli,
per servirla. Il Louis XIII è il cognac più raro e prezioso,prodotto esclusivamente con le uve provenienti dalle regione di Grande Champagne, contiene numerose miscele di eaux-de-vie di età compresa tra i 40 ed i 100 anni e
conservato in decanter di Baccarat.
Alla Regina Elizabeth II è stato servito il Louis XIII nel palazzo di Versailles, in onore della sua visita in Francia nel 1957.
Dopo aver divagato impunemente, torno al tema principale.
Conosco tanto la raffinatezza quanto l' altezzosità dei salotti, avendovi rascorso un' infanzia impregnata di Baudelaire, Verlaine, Neruda, Bukowski, Moreau, Lautremont...etcetera.
Se mi è concesso porre elogi, mio padre, opponendosi alla mia genitrice snob, è un Dandy perfetto. Ora, per inequivocabilità,(e con la certezza, forse angustamente utopica, di non risultarle un volgare guascone) le paleso che ho 19 miseri anni. Plausibilmente, potrei non aver colto la vera essenza di quei lussureggianti circoli;
che ai miei occhi, sono risultati prima un luogo per i pochi eletti amanti di arte, bello, e di tutto ciò che è frivolo, per poi passare ad un surrogato d' ipocrisia ed altezzosità gratuita alla quale mi avvicino tutt' ora con riluttanza.Probabilmente, vista la comicità con la quale si conclude quasi ogni cosa, rileggendomi tra anni mi darò del gretto inebetito o del giovane rampollo bizzoso.
Affabili saluti, Matteo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Simone Zampol
Data: 29-01-2008
Cod. di rif: 5786
E-mail: sim_81@libero.it
Oggetto: Si stava meglio quando si stava peggio?
Commenti:
Cortese sig. Rigamonti

la rassicuro dicendole che, se di miseria si tratta, quella dell'età è una delle poche decisamente gradevoli! Tendenzialmente le diventerà sempre più difficile ammettere la propria età e quindi, ora che può, se ne faccia un vanto! Non creda troppo alle parole di chi, riempiendosi a sproposito la bocca, tende sempre a magnificare il tempo passato dato che ne ricorda solo le piccole vittorie, mentre critica il presente dove non è altro, ormai, che una pallida comparsa.
Certo è che l'attuale epoca esprime tutto ciò che di volgare c'è, la gente raffinata ed educata viene derisa, considerata debole, mentre coloro che sgomitano e sbraitano sono visti come dei “grandi personaggi”.
In questi ultimi anni furoreggiano le intercettazioni telefoniche, seguite da prevedibili polemiche. Aldilà delle argomentazioni trattate in quelle telefonate, la cosa che mi ha stupito maggiormente è stata la forma utilizzata che, spesso, definire triviale è eufemistico. Nella mia terra natia, una cinquantina di anni fa e tutt'oggi da molti anziani, la gente di città veniva chiamata “sior” per dire che si trattava di gente ricca e raffinata. Ora il termine è decisamente, usando un termine moderno, obsoleto.
Ma suvvia, un po' di allegria, si avvicina il carnevale di Venezia che, forse, mi vedrà ospite anche quest'anno!

Cordialmente
Zampol Simone

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: elena moretti
Data: 06-02-2008
Cod. di rif: 5787
E-mail: elena.mrt@internet.it
Oggetto: curiosità
Commenti:
mi è molto piaciuto il pezzo "il dandy".
In un mondo di occhi senza sguardi, una visione stimolante.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Tabili
Data: 07-02-2008
Cod. di rif: 5788
E-mail: marcotabi@virgilio.it
Oggetto:
Commenti:
Caro Sperelli...(posso permettermi in futuro di darle del tu visto che è molto tempo che frequento questo caffè?)sono veramente disgustato da dei giovani smidollati che oggi ho udito parlare in una cafetteria in centro a Roma.. uno di questi si definava un Dandy solo perchè..UDITE UDITE!..vestiva con capi firmati..tra le altre cose erano anche un gruppetto di snob!...sono dovuto uscire disgustato il brutto è che dopo ore e ore ci penso ancora..e mi sale di nuovo la rabbia!perdoni questo mio sfogo..
Con Simpatia,
Marco

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Matteo Rigamonti
Data: 08-02-2008
Cod. di rif: 5789
E-mail: in.un.giorno.di.pioggia@hotmail.it
Oggetto:
Commenti:
Insigne sigor Zampol,
I miei rigraziamenti per le sue gentili parole, ma non travisi ciò che ho scritto. Non baratterei Mai bellezza e giovinezza per un coacervo di aneddoti magniloquenti.
La mia arringa, traspariva solo una verosimile carenza di discernimento; anche se non sarei poi così certo, tuttavia non mi pare la sede per un portamento troppo ampolloso.
Auspico abbia goduto dello splendore della ridente Venezia, seccanti oneri mondani non mi hanno permesso di fare altrettanto.
Per rispondere al signor Tabili, ormai non si vedono altro che burini sciorinanti presuntre marche di classe, quali D&G o Cavalli, ideali per il buzzurro periferico doc; quando alla minima signorilità producono espressioni di una stupidità che rasenta l' offesa. Comprendo benissimo il suo disgusto, ma non provo rabbia, anzi, traggo sempre un certo spasso dal vederli annaspare goffamente.

Distinti saluti, M.R

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Tabili
Data: 10-02-2008
Cod. di rif: 5790
E-mail: marcotabi@virgilio.it
Oggetto:
Commenti:
Ho notato che Lei ha la mia stessa età se vuole possiamo darci del Tu..
Cordialita'
MT


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 10-02-2008
Cod. di rif: 5791
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: L'ignoranza e' come un delicato frutto esotico...
Commenti:
Caro Signor Tabili,
comprendo il suo disgusto, originato da quei "delicati frutti dell'ignoranza" che a migliaia circolano per i centri cittadini e le banlieu di tutto il mondo. Accendiamo un certo per essi, in chiesa, e speriamo che abbiano fine rapida e indolore.
Gia' nelle mie incessanti ricerche per la Rete ho scovato varii e diversi blog tenuti da simili individui, autocertificati "dandy", amanti del McDonald e delle discoteche. No comment, lei che dice?
In quanto al "tu", temo che nonostante l'evidente simpatia reciproca, manchi quell'intimita' amicale che caratterizza i miei rapporti diretti con le persone che mi stanno vicine da lungo tempo, e che permette l'utilizzo della seconda persona singolare. Alle corte, preferisco sempre il "lei", sempre che a lei non dispiaccia. A parte l'ultimo bisticcio, suona anche meglio, non trova?
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 10-02-2008
Cod. di rif: 5792
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: errore di battitura al precedente testo
Commenti:
(Intendevo dire: accendiamo un cero per essi...).

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 10-02-2008
Cod. di rif: 5793
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Trendy 2000
Commenti:
Al fine di meglio comprendere chi sono (che cosa sono) questi "dandies" del 2000, che io chiamerei semplicemente trendy, vi invito a visitare questi due siti:http://club.giovani.it/nicco/ http://autobiografiadiundandy.splinder.com/
E a leggere il libro "Atomico dandy" di Pallavicini, un libro ne' bello ne' brutto, ma che di dandy ha poco, mentre invece e' pieno di marche, griffe, trendy.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Tabili
Data: 10-02-2008
Cod. di rif: 5794
E-mail: marcotabi@virgilio.it
Oggetto:
Commenti:
Esimio,comprendo bene la sua scelta e accetto di buon grado di continuare a darci del "Lei"...riprendendo il discorso, si è vero l'intera rete è sommersa di blog di sedicenti "Andrea Sperelli" e sono anche molto divertenti a me piace definirli tanti piccoli pagliaccetti perchè una volta che leggi o ridi di gusto...o piangi disperatamente,e francamente preferisco allungarmi la vita che farmi arrossire i miei occhi.
Con Simpatia,
MT

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Marco Tabili
Data: 10-02-2008
Cod. di rif: 5795
E-mail: marcotabi@virgilio.it
Oggetto:
Commenti:
Gentile Sperelli ho visitato ora i siti da Lei proposti..questa volta ho pianto!tutti Dandy olè anche marylin Manson è un Dandy anche cesare maldini il menestrello di Berlusconi..Apicella è un Dandy!sono schifato...scusate il termine ma almeno rende..
Cordialità

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Matteo Rigamonti
Data: 11-02-2008
Cod. di rif: 5796
E-mail: in.un.giorno.di.pioggia@hotmail.it
Oggetto: Constatazioni
Commenti:
http://club.giovani.it/nicco/

Buona sera.
Che sia una dandy del circo è palese, tuttavia, non vedo come possa essere trandy, quel burino.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Agnero Agostino
Data: 24-02-2008
Cod. di rif: 5797
E-mail: agnerogn@yahoo.it
Oggetto: Keats
Commenti:
L'albero della conoscenza non è quello della vita

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Alessandro Pluchinotta
Data: 27-02-2008
Cod. di rif: 5798
E-mail: pluchi@alice.it
Oggetto: Congratulazioni.
Commenti:
Splendido tutto. Siete bravissimi. Vi segnalo uno
dei pochi negozi al mondo per "dandy nello spirito" ed é:
FORMENTI Abbigliamento - Seregno (MI)
credetemi chi ama il dandysmo trova da Giusy tutto ciò che può soddisfarlo. A presto....

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Orlando Lauro Donfrancesco
Data: 02-03-2008
Cod. di rif: 5799
E-mail: valmont1975@libero.it
Oggetto: L'albero della conoscenza
Commenti:
Di passaggio nel Caffè, desideravo fare una precisazione sull'intervento del sig. Agostino Agnero che cita la frase "l'albero della conoscenza non è quello della vita" attribuendola erroneamente a Keats. Appartiene invece alla penna di Byron ed è tratta dal suo "Manfred".
Merita di essere letta in lingua originale:

Sorrow is knowledge:
they who know the most
must mourn the deepest o’er the fatal truth,
the tree of Knowledge is not that of Life.

Una splendida quartina, che contiene la "fatale verità": più si esplora l'albero della conoscenza, più ci si allontana da quello della vita e della felicità.
Un brindisi, dunque, alla conoscenza.
O.L.D.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Hilary Piccinelli
Data: 27-03-2008
Cod. di rif: 5802
E-mail: hilary.piccinelli@virgilio.it
Oggetto:
Commenti:
Con un cenno del capo saluto i presenti e chiedo cortesemente di poter sedere, anch'io, al tavolo e godere per un attimo della Vostra compagnia ed attenzione. Dopo aver letto l'interessante diatriba sulla donna-dandy svoltasi qualche tempo fa in questo caffé, mi è sorto un dubbio che spero qualcuno possa dissipare. Può forse essere paragonata la femme fatale alla "donna-dandy"? E che le due coincidano? Alcuni sostengono che la donna-dandy non esista, altri definiscono donne come la Marchesa Casati femme fatale e insieme dandy. E ancora, quali sono le caratteristiche se non di entrambe, almeno della prima (di cui l'esistenza non è dubbia)? Mi permetto di chiedere a Voi, gentili signori, e non ad altri, in quanto colpita dalla Vostra cortesia e, soprattutto, dalla Vostra preparazione. E poi, come credo, nessuno meglio di un Dandy può conoscere colei che teme e rifugge, e da cui allo stesso tempo è attratto: la femme fatale. Nella speranza che la presenza di una donna in questo caffé non sia stata cosa sgradita, ringrazio per l'ospitalità e mi appropinquo all'uscita. Cordiali saluti.
Hilary Piccinelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 05-04-2008
Cod. di rif: 5803
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Dandismo al femminile
Commenti:
Gentile Signora Piccinelli,
da par mio, son felice del fatto che una donna abbia varcato le soglie di questo locale! Non se ne vada subito via, la prego, ma resti un poco qui con noi - sempre che il fumo non la disturbi. Nel qual caso, possiamo sempre sistemarci fuori, sotto il pergolato.
Lei domanda informazioni sulla donna fatale e sulla donna dandy, sempre che le due non coincidano. Ebbene, le risponderò che è in corso la preparazione di una nuova area, quella dedicata alla donna dandy. Certo, le caratteristiche della donna dandy non coincidono per forza di cose con quelle del dandy fin qui sempre studiato. Avrà altre passioni, altri dominii, altri desiderii da nascondere o provare. Potrebbe essere simile alla donna fatale, senza però gli eccessi della di colei che è femme fatale solo in ragione di un certo vampirismo, del tipo vedova nera (cerca l'amante ricco, lo spenna e se ne va, e via ricominciando). Sarà opportuno marcare un confine tra le due, tra dandismo femminile e vedova nera; ciò detto, non si presuma neppure che il compito sia semplice: così come per il dandy al maschile, ci saranno dibattiti e diatribe, perché è un genere di argomento che attira gli oziosi come il miele le mosche.
Tornando a noi, le faccio notare (nel caso non le avesse ancora viste) che diverse pagine del sito già si occupano alla lontana di questo argomento: una pagina sulla Marchesa Casati è stata immessa tra le pagine ordinarie di questo sito, mentre nella sezione dei Documenti può trovare un saggio sulla femme fatale piuttosto completo nei contenuti, e con una buona iconografia. Sulla donna dandy ho fatto confessione e pubblica ammenda nella mia Scrivania, con un testo titolato "Dandismo al femminile", per ora senza risponste né commenti.
Sperando che vorrà ancora tornare a farci visita,
la saluto cordialmente,
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Hilary Piccinelli
Data: 07-04-2008
Cod. di rif: 5804
E-mail: hilary.piccinelli@virgilio.it
Oggetto:
Commenti:
Egregio Signor Sperelli,
il fumo non mi infastidisce e, benché fuori ci sia una giornata meravigliosa, preferisco sistemarmi all'interno. Potrò, mi auguro, tra le altre cose, ascoltare un poco di buona musica. Ecco, mi siedo al suo tavolo. Vuol esser così gentile da consigliarmi qualcosa da sorbire durante la chiacchiera? Sono nuova di qui e non conosco ancora la cantina di questo locale (così come pure non conosco la musica, che spero non mi deluderà). Dunque, dicevamo della donna dandy e di quella fatale. Ho notato con piacere che ha rimarcato la differenza che corre tra l'uomo e la donna dandy. Personalmente trovo la smania delle donne d'oggi (e forse per certi aspetti anche di quelle di ieri) di voler coincidere perfettamente con gli uomini oltremodo ridicola. Come se perdere l'essenza stessa che ci caratterizza e ci appartiene fosse non, per l'appunto, una perdita bensì una conquista. Incomprensibile stranezza della mente umana...
Spero giunga presto l'inaugurazione dell'area dedicata alla donna dandy. E' un argomento per me cerebralmente stimolante come ben pochi altri. Nel frattempo ingannerò l'attesa girovagando in questa sua creazione con cui - benchè ancora pochissimo conosciuta - ho già potuto un poco deliziarmi. Credo siano d'obbligo in questo caso i più sinceri complimenti. Attendo che mi venga servito da bere per poter brindare assieme con lei al creatore di cotesta nicchia di eleganza.
Hilary Piccinelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 10-04-2008
Cod. di rif: 5805
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Dandismo al femminile - 2
Commenti:
Gentile Signora Piccinelli,
volendo brindare al creatore del luogo, peccherei di tracotanza, dacché questa parte del sito è stata da me creata. Se invece intendeva riferirsi al Castello delle Nove Porte, sono certo che il Gran Maestro Giancarlo Maresca accoglierà il nostro brindisi con granmaestresca benevolenza.
Venendo a noi, ordinerei un aperitivo alla frutta; sarà banale, ma ogni tanto fa piacere "rifugiarsi nei piaceri semplici" (diceva qualcuno). L'area sulla donna dandy non è vicina, al momento; si tratta di uno studio lungo e laborioso, del tutto nuovo nel settore: nessuno ha, fino ad ora, mai parlato del dandismo femminile, negandone l'esistenza. Possiamo dire che in effetti non ha tutte le caratteristiche del dandismo maschile, in sé unico e prezioso. Ma, come giustamente lei stessa rimarca, la passione per l'eleganza è una delle chiavi per comprendere il fenomeno. Specie nel mondo contemporaneo; perdere la propria femminilità equivale, per una ragazza del 2000, acquisire uno status simbolico che la rende né carne né pesce. Per non parlare invece di coloro che declinano al femminile quella specie (in genere maschile) che fino a qualche anno fa veniva definita come "truzzo" o "tamarro", ovvero il fichetto da discoteca. E' drammatico notare, tra parentesi, che molti fichetti da discoteca, oggi, hanno più di quarant'anni.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Hilary Piccinelli
Data: 20-04-2008
Cod. di rif: 5806
E-mail: hilary.piccinelli@virgilio.it
Oggetto:
Commenti:
Egregio Signor Sperelli,
ebbene sì, il brindisi era per lei. Il mio intento non era di farla peccare di ubris, ma semplicemente di ringraziarla per un così delizioso sito, dove ancora aleggia il profumo della grazia e della bellezza e della cortesia, virtù oggi assai rare.
L'aperitivo alla frutta è davvero gradito. Non mi ha detto niente della musica. Qualora ci sia un'orchestrina, si potrebbe chiedere di suonare un poco di musica jazz? Un qualche brano di Gillespie si accompagnerebbe bene al nostro aperitivo.
Tornando all'argomento principe, non dubito affatto che il lavoro per la creazione dell'area sulla donna dandy sia cosa lunga. Il tema è complesso quanto, se non ancor più, quello dell'uomo dandy. Molti aspetti credo si possano considerare alla medesima stregua (l'amore, la politica, etc.). Ma per sua natura la donna è un essere complesso, che fugge l'essere catalogata, in qualche modo imprigionata dentro una definizione. Figuriamoci poi una donna dandy!
Rispetto alla considerazione che lei fa delle donne che non sono "ne' carne ne' pesce", credo che queste siano drammaticamente in balìa del giudizio altrui, non essendo sufficientemente sicure ne' coscienti di sé. Come se vivessero in funzione degli altri, piuttosto che di sé stesse o della vita stessa. E questo purtroppo non solo nel modo di vestire. Ma tendo a definire questo tipo di persona semplicemente "femmina" e non "donna", con la stessa differenza che intercorre tra "homo" e "vir", tanto per farmi capire. Lo stesso problema credo che nasca in quei quarantenni fichetti da discoteca, che in tal modo si illudono di sfuggire alla vecchiaia tanto temuta. La scommessa con la vita (o con la morte?) loro l'hanno già persa.
La saluto cordialmente.
Hilary Piccinelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Valerio Mannucci
Data: 21-04-2008
Cod. di rif: 5807
E-mail: vama-112@libero.it
Oggetto: Chiedo l'accesso
Commenti:

Sono un nostalgico dei Caffé Letterari

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Valerio Mannucci
Data: 21-04-2008
Cod. di rif: 5808
E-mail: vama-112@libero.it
Oggetto: Presentazione
Commenti:
Sono qui giunto navigando nel "Mare Magnum" e dopo essermi un po' perso nei meandri del turrito maniero son qui entrato ed ora mi siedo a sentire il brusio sorbendomi un tazza spero di buon Caffé.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 23-04-2008
Cod. di rif: 5811
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: Brevi saluti
Commenti:
Ciao Massimiliano, sono di passaggio al castello, e colgo l'occasione per lasciarti i saluti del fu phoeta. La scorsa settimana riordinando la biblioteca ho ritrovato quel breve racconto sul perché le rane non si tramutano più in principesse e devo riconoscere che è stata una piacevolissima rilettura. Ti auguro una buona primavera parigina.

Saluti
MM

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 25-04-2008
Cod. di rif: 5812
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Donne dandy - alla signora (o signorina) Piccinelli
Commenti:
Gentilissima Signora Piccinelli,
sono contento di constatare il fatto che si abbia gli stessi gusti musicali; il jazz (o jass, per dirla con gli italiani degli anni '20) è un genere che amo moltissimo, ed io e la mia compagna molto spesso ci si diletta nei locali della capitale francese, danzando lo swing e il charleston.
Indubbiamente la donna è un essere complesso, al pari dell'uomo; ma qui porterei la conversazione su livelli troppo generali e di facile banalità. Tuttavia tengo a sottolineare che le donne, come gli uomini, amano esser catalogate allo stesso modo. Son poche (e pochi) ad avere la sensiblità per accorgersi del mal sociale che uccide la personalità dell'individuo. Non si tratta necessariamente di dandies (al maschile o al femminile), ma persone coscienziose coi quali è piacevole ed utile passare il tempo.
Brindo quindi alle Donne che bruciano i jeans e rimettono la gonna; alle donne che capiscono il valore di un corsetto o di un reggicalze; alle donne che studiano non per polemizzare, ma per interesse; alle donne che non temono il piacere e detestano le catene della famiglia e dei figli.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 25-04-2008
Cod. di rif: 5813
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Caffé letterari: il Bue sul tetto - al Sig. Mannucci
Commenti:
Egregio Signor Mannucci,
si accomodi. Il caffé è ottimo, glielo assicuro e, casomai, potrà anche accendersi una sigaretta all'interno del locale. Qui non temiamo di star bene.
Diceva di essere un nostalgico dei caffé letterari, cosa di cui mi compiaccio. Difficilmente oggi l'intellighenzia letteraria si riunisce, contemplando nella maggior parte dei casi un muto e sterile individualismo. Dall'aggregazione artistica possono nascere invero opere meravigliose, di grande ingegno: basta una rivista o un'esposizione collettiva per generare un manifesto o una lega di artisti.
A Parigi esiste ancora il "Boeuf sur le toit", del quale ci parla la presentazione di questo caffé virtuale; la sede è cambiata, il locale è ora un ristorante di alto livello, ma espone ancora disegni di Cocteau e, nella prima sala, campeggia l'infingardo "Oeil cacodylate", opera di Picabia ma firmata da tutti i dadaisti e gli intellettuali che si riunivano nel celebre caffé d'avanguardia (inaugurato con una pantomima di Cocteau e Satie). Non posso dire che l'ambiente resti oggi lo stesso, ma è piacevole passarci una serata; gli ori e gli specchi danno ancora una netta impressione di predominanza d'art déco.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 25-04-2008
Cod. di rif: 5814
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Rane e principesse - al Sign. Meneghel
Commenti:
Caro Manuel,
non credere che i tuoi poemi sfuggano alle mie riletture ogni qual volta ne trovi traccia, in internet o in casa mia. Sono contento di questa vicendevole collaborazione (sedie e tavoli per te, rane e principesse per me), forse dovremmo riprovarci, un giorno o l'altro.

Un caro saluto,

Andrea S.

PS: ti ho cercato tra la folla vociante del carnevale appena trascorso, ma invano.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Fabrizio Perinelli
Data: 26-04-2008
Cod. di rif: 5815
E-mail: faberx66@alice.it
Oggetto: curiosare
Commenti:
curiosare è cercare di capire

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Manuel Meneghel
Data: 26-04-2008
Cod. di rif: 5816
E-mail: man.men@hotmail.it
Oggetto: Carnevale
Commenti:
In effetti non è stato il mio miglior carnevale. Causa esami universitari sono potuto scendere in piazza solo Martedì grasso e solo il tardo pomeriggio, il che è un vero peccato perché il tema quest'anno era particolarmente bello. Io di tavole e sedie continuo ad occuparmi in maniera equa essendomi dato agli studi d'architettura, ma qualora tu avessi deciso di tralasciare gli anfibi per dedicarti unicamente alle principesse non te ne farò una colpa troppo grave.
Orsù dunque arrivederci.
Manuel Menehel

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Fabio Ciracì
Data: 30-04-2008
Cod. di rif: 5817
E-mail: fabiociraci@yahoo.it
Oggetto: De Chirico - Schopenhauer
Commenti:
Gentilissimo Dr. Philippe Daverio,
sono un assegnista di ricerca dell'Università degli Studi del Salento. Mi occupo della ricezione del pensiero di Schopenhauer in Italia.
Mi sa dare indicazioni su autori particolarmente influenzati dal "Saggio di Francoforte" nel Bel Paese? C'è qualche studio monografico sui fratelli de Chirico e Schopenhauer. Conosco solo quello di Alberto Cavaglion su Weininger e e De Chirico.
Le sarei molto grato se volesse aiutarmi.
Cordiali saluti.
Fabio Ciracì.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 30-04-2008
Cod. di rif: 5818
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Daverio non è qui
Commenti:
Gentile Signor Ciracì,
il professor Daverio non mi fa l'onore di collaborare a questo sito, se non indirettamente e (presumo) del tutto involontariamente.
Dubito quindi che sarà da queste pagine che potrà riceve una risposta da lui in persona.
Cordiali saluti
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: gianpiero betti
Data: 06-05-2008
Cod. di rif: 5819
E-mail: gianpiero.betti@tiscali.it
Oggetto: prima volta
Commenti:
buongiorno a tutti, è la prima volta che mi affaccio qui, spero che non sia l'ultima.
gianpiero betti

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Matteo Rigamonti
Data: 06-05-2008
Cod. di rif: 5820
E-mail: in.un.giorno.di.pioggia@hotmail.it
Oggetto: Bellezza.
Commenti:
Esimio signor Sperelli,
Mi chiedo e, le chiedo, se a suo avviso la bellezza non può in qualche modo esser definita volgare.
Chiunque può percepire la bellezza, chiunque può essere bello;non dipende dal proprio status, ma da una copiosità di moventi che rendono attraente qualcosa o qualcuno. Un fenomeno di convenzionalità collettiva, che rende attraente ciò che - altrimenti - non lo sarebbe. Che posizione prende, di fronte alla mia spiccata - quanto immaginaria, magari - vertenza?

Con immutata stima,
Matteo Rigamonti.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 07-05-2008
Cod. di rif: 5821
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Una visita - al Signor Betti
Commenti:
Caro Signor Betti,
è il benvenuto. Lei ora si aggira per il Caffé, l'area di questo sito che prevede, quando v'è la volontà, dialogo tra i visitatori su svariati argomenti. Immagino che abbia già conosciuto le altre parti del sito, come anche quelle che tra loro sono interattive. Non si stanchi di leggere, e se vuole chiaccherare o porre argomenti, io sono qui.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 07-05-2008
Cod. di rif: 5822
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: La bellezza è forse volgare?
Commenti:
Caro Rigamonti,
tutto sta a che cosa si considera bello - e quanti, a conti fatti, sono capaci di riconoscere la bellezza. Il punto non è quanto sia volgare o meno la bellezza, ma quanto essa sia presente nelle cose e nei fatti del mondo - e chi è in grando di riconoscerla.
Sull'argomento c'è molto da dire, e suggerisco che ponga la medesima domanda nella mia Posta sulla Scrivania, sviluppando la questione. Tenterò di darle una risposta più o meno ragionata, a mio modo di vedere la faccenda.
Cordialmente
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Sara Marcolla
Data: 13-05-2008
Cod. di rif: 5823
E-mail: musa.capricciosa@gmail.com
Oggetto: Complimenti per il sito
Commenti:
Chapeau! Mai visto in mia memoria un sito tanto ben fatto, dalla grafica alla scelta cromatica ai contenuti e al modo di esporli.

Ci fosse stato questo sito quando, anni fa, aggredii le barriere pruriginose nel mio liceo con una "tesina", chiamiamola così, sul parallelismo tracciabile tra Sperelli di D'Annunzio, Fridolin di Schnitzler e Fridolin di Kubrick...

E' da allora che mi interesso al dandysmo come modo di essere e da giovane ragazza quale ero sono divenuta, con naturalezza, la giovane musa di un poeta dandy.

Ancora complimenti per il sito!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 13-05-2008
Cod. di rif: 5824
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Grazie davvero
Commenti:
Gentile Signorina Marcolla,
grazie davvero per i complimenti; spero che in quale modo vorra' anche lei contribuire al funzionamento di questo sito con idee e suggestioni, che potra' lasciare nella mia Posta, nel Brogliaccio (corredando il testo con un'immagine) o commentando qualche testo nella mia Scrivania.
I miei omaggi
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: roberto cordella
Data: 27-05-2008
Cod. di rif: 5826
E-mail: rocord@tin.it
Oggetto: ostentazioni manageriali in luoghi pubblici
Commenti:
... non concedersi una pausa di silenzio, di pensieri futili e piacevoli. Lontani da quelle carrozze di 1' classe dove gentiluomini discorrevano tra di loro di vizi e virtu'. Oggi no. Tutti premurosi a far sapere al vicino (ed al meno vicino) che l'economia italiana va avanti perche' "lui" ha ristabilito gli ASSET, migliorato le PERFORMANCE, esternalizzato il CONTROLLING, magari di una micro-azienda di 3 dipendenti. Ma perche' non si rilassano? Perche' non godono del panorama (bello su tutta la linea italiana!)? Perche'? Scusate, inizia la cena in vagone ristorante. Mi allontano dagli pseudomegamanager e mi godo un bicchiere di vino insieme al panorama

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 04-06-2008
Cod. di rif: 5827
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Un condominio su rotaie
Commenti:
Caro Signor Cordella, quanto ha ragione! Difficile trovare un ambiente salubre sui treni italiani, sia che ci si sieda in prima o in seconda classe. Ad entrambi i livelli, la marmaglia infestante resta la stessa: quante volte mi è capitato di trovarmi accanto ad un isterico che, in prenda alle smanie del desiderio, vorrebbe fumare una sigaretta nei bagni ma teme il controllore, e trema e parla come un demente aspirando l'odore del tabacco dal suo pacchetto di Malboro aperto; quante famigliole con bambini urlanti e mocciosi, o piccoli marmocchi semiabortiti ancora poppanti, ansiosi di mostrarci la capacità dei loro polmoni gridando come ossessi... E i manager! Santiddio, perché non si calmano? E' bello veder qualcuno che mette passione nel proprio lavoro (tanta ne manca a me, tanta ne guadagnano loro), ma si dimentica che un vagone è un micro-universo, e viaggiare significa vivere qualche ora in stretto contatto con sconosciuti: non si dovrebbero dimenticare il rispetto e i riguardi verso il prossimo, minimi cenni di educazioni che costituiscono per molti viaggiatori un'arte o una banalità, ma che ad altri proprio non passano nemmeno per la mente. Quando gli pseudomegamanager chiaccherano ad alta voce tra loro come fosse una riunione, o gridano al telefonino, mi vengono in mente quei ragazzi che ascoltano la musica dal loro I-Pod con le cuffie, ma a tutto volume, tramutando gli auricolari in altoparlanti. Saranno forse loro i supermegamanager di domani...
Con comprensione
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: paola riccio
Data: 06-06-2008
Cod. di rif: 5828
E-mail: pari50@libero.it
Oggetto: un pò di nostalgia
Commenti:
buonasera a tutti, Stasera sono triste, mi avvolge una strana malinconia, vedo tessere grige di solitudine a definire la mia quotidianità. E' perciò che mi collego a voi, penso all'amico Giosy e,visitando il sito,leggendovi, curiosando fra appunti e riflessioni, lo rivedo, lo sento, lo rimpiango,mi viene da sorridere,vorrei accendergli il sigaro ed offrirgli un sorso di bourbon o chiedergli se gli va uno spaghetto con la "colatura d'alici". Mi manca l'amico affettuoso e cinico, divertente e malinconico, accudente e birbone, galante e maschilista. Abbiamo condiviso molte serate, ci siamo scambiati confidenze mentre io gli offrivo un sughetto succulento e lui l'esperienza di una vita vissuta intensamente, voracemente. Saluto voi che pure avete condiviso tanto con lui e vi invito, se lo gradite, a tracciare un profilo dell'amico- fratello scomparso, raccontatemi un aneddoto, facciamolo rivivere per un momento su queste pagine. Confido nella vostra comprensione ed accoglienza e vi ringrazio
Paola Riccio

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giancarlo Maresca
Data: 07-06-2008
Cod. di rif: 5830
E-mail: gran.maestro@noveporte.it
Oggetto: Il Martini andata-e-ritorno - Alla signora Riccio
Commenti:
Cara Paola,
la rigidità del Barone Rosso fu imprevedibile nel conservarsi meravigliosamente infantile. Pertanto in questa zona del sito, frequentata da giovani impenitenti, non si è mai spinto e non è affatto noto se non a me. Sarò quindi io a raccogliere il Tuo suggerimento. Già, hai ragione, Giosy non apprezzava il tu con la maiuscola. Per rispetto di questo vezzo ne ho già ridotto il formato, almeno in questa conversazione. Ricordare l’amico scomparso attraverso qualche episodio è la più laica delle preghiere e sarebbe piaciuta al nostro ammazzapreti. Condividevamo due fondamentali vizi, o abitudini, o interessi, o passioni. Nomi diversi per descrivere, tra gli altri ingressi privilegiati al Gusto che qui chiamiamo Porte, il tabacco e l’alcool. Le due cose andavano insieme sino all’avvento del neoproibizionismo ed i miei migliori ricordi cono legati alla comune sete di Martini e di sigari. Pur essendo entrambe soci del Savoia, club che come sai è quanto mai accogliente, sino alla data che ci cambiò la vita, quella dell’11 gennaio 2005 in cui entrò in vigore l’infame decreto Sirchia, eravamo soliti vederci, prima e dopo ogni cena al circolo, al bar dell’Excelsior. Questo banco fu il tempio napoletano del grande bere per decine di anni e solo la cancellazione del fumo e quindi dell’Uomo ha avuto ragione di un’atmosfera così intensa. Ai nostri tempi i riti miscelatori erano officiati da Franco Reder, da Marcello e da Antonio, che resta l’ultimo tra cotanto senno e andrà presto in pensione. Sic transit gloria mundi, per loro che versavano come per noi che bevevamo. Ebbene, negli anni di lunga e comune militanza alcolica avevamo concordato con Marcello un drink personalissimo che chiamavamo Martini acciaccato o Martini-andata-e-ritorno. Prima di cena il nostro uomo prendeva una generosa dose di ghiaccio e la poneva in un canovaccio. Una volta chiuso ripiegando i quattro angoli, diventava un involto a tenuta stagna che veniva sbattuto come un polpo fresco sul banco, con una sonorità che già da sola era premio ed alimento. Sulle schegge risultanti, scodellate in ampi high-ball, venivano versati direttamente il generoso gin ed il parco Martini. Al ritorno, se il livello alcolico della cena si era già elevato, come quasi sempre accadeva, il gin veniva versato solo al primo drink e poi, al secondo, si aggiungeva solo Martini. Intanto correva l’ultimo sigaro. Brucino la gola il mio Avana ed il mio whisky in tua memoria, vecchio amico.

Cavallereschi omaggi
Giancarlo Maresca


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Massimiliano Sorba
Data: 08-06-2008
Cod. di rif: 5831
E-mail: m.sorba@alice.it
Oggetto: Mi presento
Commenti:
Mi presento:un dandy.Sin dalla tenera età,che per mia fortuna ancora mi accompagna,ho sempre sentito il bisogno di attrarre,stupire,incantare,piacere e sedurre.Sono nato dandy...Scrivo per la prima volta in questo cafè nella speranza di conoscere menti brillanti con cui chiaccherare,da cui,forse,imparare...

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Ivan Re
Data: 10-06-2008
Cod. di rif: 5832
E-mail: ivan-pacha@hotmail.it
Oggetto: La prima volta
Commenti:
Salve,è con onore ed emozione che entro nel Caffè per la prima volta,perché di rado potrei avere il piacere di stare in mezzo a gente tanto interessante potendo sorseggiare un buon caffè.
Peccando di ignoranza.sarò avido di ascoltare o leggere ciò che proponete o proporrete in futuro.
Ma,eccedo solo in questa occasione consigliando una pellicola del 2005 intitolata "Dear Wendy" di Thomas Vintemberg,uno dei fautori del DOGMA.
Con immenso piacere,
Ivan Re

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 11-06-2008
Cod. di rif: 5833
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: benvenuti
Commenti:
Dò con piacere il benvenuto ai signori Sorba e Re, entrati in questo caffè virtuale quasi in contemporanea. La conversazione è qui animata direttamente dai visitatori, proprio come in un caffè vero: ovvero parlandosi (qui, ovviamente, ci si scrive).
I visitatori hanno anche a disposizione un'area simile, il Brogliaccio, sul quale possono postare racconti, osservazioni, monologhi, commenti e critiche accompagnando il loro testo con l'immagine che ritengono più opportuna.
Spero che trovino quello che cercano!
Cordialmente
Andrea Sperelli
curatore dell'area sul Dandy

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Stefano Bellucco
Data: 12-06-2008
Cod. di rif: 5834
E-mail: stefano.bellucco@alice.it
Oggetto: Je suis moi!
Commenti:
Gentile Signora Riccio,
accolgo con entusiasmo e nostalgia il suo suggerimento e mi permetto di aggiungere qualche riga, ricordo-omaggio dei taglienti ruggiti del Leone Rosso. Qualche sera addietro ho celebrato un mio personale tributo dedicato a lui, che mi ha donato molto e che molto continua a donarmi in mille situazioni. Parto da quel rito, di cui ho lasciato traccia, con una vanità "discreta", nel Taccuino della Porta del Fumo, per raccontare il mio aneddoto.

Sapendolo cultore pure della pipa, gli chiesi consiglio su come addentrarmi in questo affascinante, e per me nuovo, mondo. Mi condusse da par suo lungo un cammino entusiasmante, giocoso e quasi scientifico nell'incedere. Toccando l'argomento "Scelta della Pipa" vi furono varie disquisizioni telefoniche e telematiche (essendo io di Padova, città peraltro conosciuta e amata dal Nostro) alle quali egli sempre dedicava spirito e racconti pur di accontentare la mia curiosità.
Ebbene, un mattino di primavera, verso l'ora di pranzo, passeggiavo tra le piazze patavine alla ricerca di una cravatta che il Leone Rosso mi consigliò per una particolare occasione, quando trilla il telefono: "Prefetto Carissimo!" lo salutai. Mi chiamava dal suo studio, ed era preoccupato perché urgeva una risposta ad una mia missiva elettronica: non avendo la possibilità di scrivermi, compose il mio numero.
Il mio dubbio verteva sui filtri che talune pipe adottano (all'interno del cannello, tra bocchino e fornello): non capivo se fossero da cercare o da rifuggire. Dopo essersi sincerato che io non fossi mancino, mi diede le ferree regole da seguire nel caso in cui mi fossi imbattuto in una pipa munita di filtro:
- Tenere la pipa con la mano sinistra che stringe saldamente il fornello;
- Togliere il bocchino con la destra, e riporlo;
- Appare ora visibile il filtro: afferrarlo saldamente con pollice ed indice della mano destra ed estrarlo;
- In questa posizione, dirigere decisamente verso...una pattumiera e gettarvelo!
"Il filtro - chiosò - è un'inutile assurdità che il fumatore di pipa rifugge senza indugio!"

Ora posseggo una Peterson curva, con finitura liscia come da lui consigliatomi (senza filtro, ovviamente), da me scelta con nuances rosse, in omaggio a cotanto personaggio.

...mi perdoni ora, Signora Riccio: distolgo le dita dal pennino, che ripongo, per tuffarle nel tabacco, caricare il fornello e seguire il fumo...chissà che i miei pensieri, sulle ali delle azzurre volute, arrivino fino a lui!

Nostalgicamente ruggente,
Stefano Bellucco.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Giovanni Leonardi
Data: 20-06-2008
Cod. di rif: 5835
E-mail: giovanni-leonardi@hotmail.it
Oggetto: Caffè
Commenti:
Come in tutte le aree del castello è doveroso presentarsi con nome, cognome e indirizzo, evitando tristi abbreviazioni, nomignoli ed altre banalità irrispettose delle leggi dell'estetica e della grammatica.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Fabrizio Corsi
Data: 01-07-2008
Cod. di rif: 5838
E-mail: unimore@virgilio.it
Oggetto: Taccuini sulla moda d'inizio Ottocento
Commenti:
Gentile Sperelli,

ho letto le sue interessanti "pillole" sulla moda dell'affascinante XIX secolo, e penso che abbia scelto il periodo migliore, infatti, dopo il 1830 il processo di industrializzazione subì una notevole impennata “danneggiando” quasi tutti i campi. Considerando che dal 1830 accaddero anche cose positive, come gli aumenti dei redditi pro capite, è da notare l’inizio della produzione di oggetti più adatti ad un nuovo pubblico che purtroppo mancava sensibilmente di una particolare raffinatezza nel gusto. Questo portò, fino a giungere ai giorni nostri, ad una preponderante influenza del pubblico di massa sui beni di costumo. Se si prende come esempio la pendola neoclassica, il 1830 in generale segna una reale differenza nella qualità della lavorazione e dei materiali, oltre che nell’esecuzione tecnica. Dopo tale data le dorature sono quasi sempre galvaniche e le fusioni meno frazionate e meno curate nel cesello; il che comporta una progettazione ed una manodopera di gran lunga inferiore. Mi scusi se mi sono dilungato con queste considerazioni, comunque se vorrà pubblicare la sua interessante analisti sul mio forum (http://www.costume.altervista.org/) ne sarò più che lusingato.

Cordialmente,
F. C.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 01-07-2008
Cod. di rif: 5839
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: moda maschile 1800-1830
Commenti:
Gentile Signor Corsi,
sarò più che felice di pubblicare sul suo sito il testo che, spezzettato, ho scritto nel Brogliaccio sulla moda maschile tra 1800 e 1830 (del resto, già collaborai al suo sito con un testo sulla moda maschile aristocratica tra 1670 e 1715, ancora oggi consultabile nella sezione del suo sito dedicata al XVII secolo). L'analisi breve ma efficace da lei compiuta per quanto riguarda il lento e progressivo decadimento della qualità dei prodotti artigianali (e industriali poi) risulta essere molto interessante al fine di comprendere certe soluzioni "innovative", o semplicemente meno costose. La invito anzi a fare altre considerazioni di tal genere sul questo sito, gliene saremo grati.

Cordiali saluti,
Andrea Sperelli

-----------------------------------------------------------------------------------------------------


Nome: Andrea Sperelli
Data: 29-07-2008
Cod. di rif: 5840
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it
Oggetto: Gli ultimi dandies (sic) alla giunta comunale
Commenti:
Sgarbi e la combriccola degli ultimi dandy
In giunta con lui a Salemi anche Toscani, Daverio, un principe e il “tintore” della fontana di Trevi
(articolo tratto da internet)

MILANO - La combriccola degli ultimi dandy ha risposto all’appello del condottiero e si è stanziata nel luogo d’elezione. Da ieri Salemi, poco più di undicimila anime in provincia di Trapani, ha la sua giunta superstar guidata da un inarrestabile Vittorio Sgarbi: «La conosceranno in tutto il mondo, sarà l’esatto opposto della Milano voluta da quell’imbecille di Letizia Moratti». Non potendo nominarsi dittatore come qui fece Garibaldi nel 1860 - quando, seppure per un giorno, proclamò la città prima capitale d’Italia - il sindaco si accontenta di un’investitura del 60,7% e «con la benedizione del popolo» elenca i collaboratori, assegnati a «incarichi rivoluzionari » sin dall’intestazione del manda