Luoghi d'incontro mondano ed intellettuale, per decenni i caffè sono stati un po' casa e un po' teatro per molti grandi artisti, soprattutto a Parigi. Tra essi furono molti i dandies e alcuni di essi divennero celebri anche attraverso locali che assunsero il ruolo di centri culturali d'avanguardia. Si pensi al famoso "Boeuf sur le toit", aperto a Parigi da Louis Moysès (ma pare ci fosse pure lo zampino di Cocteau), che divenne subito il foyer della buona società parigina, come della più moderna avanguardia artistica: Pablo Picasso, Tristan Tzara e numerosi dadaisti, Man Ray, Raymon Radiguet, Sergeij Diaghilev, Coco Chanel, Georges Auric, Francis Poulenc, Marie Laurencin, Constantin Brancusi, André Salmon, Paul Morand, Jean Cocteau (che all'epoca letteralmente dirigeva l'alta società parigina) Darius Milhaud (il quale compose un pezzo per piccola orchestra dal sapore brasiliano per l'inaugurazione del locale). In questo piccolo Caffé virtuale invitiamo a mettersi comodi, sorbire qualcosa, fumare magari, scrivendo intanto qualche appunto o leggendo quelli altrui. Come in tutte le aree del castello è doveroso presentarsi con nome, cognome e indirizzo, evitando tristi abbreviazioni, nomignoli ed altre banalità irrispettose delle leggi dell'estetica e della grammatica.



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