Lord George Bryan Brummell

(1778-1840)

S'avvista in Inghilterra, alla fine del Settecento, la fissazione per l'eleganza che anima certi giovani viaggiatori, con uno spiccato amore per l'Italia, tanto da venir appellati come 'macaroni'. Ed è sempre in Inghilterra, nella capitale, che, all'inizio dell'Ottocento, si notano dei passanti vestiti di tutto punto, spesso in modo studiatamente bizzarro, ma con una certa qual ricercatezza; un'eleganza 'spuria', che non vuol dare nell'occhio, quanto 'far pensare'. Ed ecco comparire, nell'alta società londinese, un frac blu, una cravatta immacolata, inamidata, degli attillati pantaloni color crema, e degli alti sivali con risvolto; il tutto indossato dall' "arbiter elegantiae" per eccellenza: lord George Bryan Brummell, detto il Beau (il 'bello'). Battute sagaci, squisitezza nei modi, dotato di intelligienza e cultura, pareva a prima vista esser messo lì nei salotti londinesi solo per far figura, ma all'occorenza, era in grado di mettere in stato d'inferiorità i presenti coon qualche osservazione studiata o un altrettanto studiato silenzio. E' l'eleganza di chi interpreta se stesso, di chi "vive e dorme davanti ad uno specchio" (Baudelaire); gli invidiosi dicono che Brummell è solo eleganza e posa, senza capire che c'è qualcosa di più.

Presto Brummell diventa consigliere e amico del sovrano reggente, Giorgio IV, principe di Galles. Ma il Beau, l'impertinenza elegante fatta persona, non riconosce la sovranità di nessuno, tantomeno del sovrano - aspirante dandy - che Brummell tratta malissimo, arrivando a volte a metterlo in imbarazzo in pubblico con qualche sottile battuta. Chinarsi, Brummell, davanti al re? non sia mai, potrebbe sgualcirsi la giubba. Quando il reggente cerca di scimmiottare l'amico, inventando il 'gilet sbottonato', tale moda non viene seguita da nessuno, se non da cortigiani, servi, camerieri, carrettieri, rivendugliuoli, insomma, dagli snob risalenti. E' così chiaro come la dialettica sobistica tra l'in e l'out e l'atteggiamento snobistico nascano negli ambienti sociali inferiori; che cercano l'avanzamento sociale assumendo quale fine quanto è, invece, un mezzo.

Ma la passione del gioco rovinò il Beau Brummell: con l'aumentare dei debiti, diminuivano le sue speranze di continuare a far parte del bel mondo inglese per sempre. Dovette ricorrere agli strozzini, e, infine, all'esilio volontario. Oltretutto la sua impertinenza alla corte gli era costata cara: Giorgio IV e il dandy bisticciarono, e l'ultimo andava per Londra minando la rispettabilità del sovrano con frasi del tipo: "Io l'ho creato: posso anche distruggerlo!". L'esilio volontario di Brummell fu un'occasione da parte dello sceriffo per organizzare un'asta con tutti i mobili e suppellettili del Beau (fuggito a Parigi) asta alla quale partecipò tutta la crema della città: d'Aurevilly racconta come un marchese e un barone si arrabattassero l'un l'altro per avere un affatto prezioso ammenicolo, o una marchesa e una contessa si bisticciassero un portasapone appartenuto a colui che regnava nei salotti londinesi più del principe stesso.

Brummell morì pazzo, in un albergo, al termine di uno dei frequenti ricevimenti immaginari al quale aveva invitato tutta la nobiltà inglese. Barbey d'Aurevilly ce ne lascia una splendida descrizione in "George Brummell e il dandismo": "Poco tempo dopo Brummell divenne folle e, poichè il dandismo era penetrato in tutto il suo essere, anche la sua follia si tinse di dandismo [...]. Certi giorni, con grande stupore del personale dell'hotel, ordinava di preparare il suo appartamento come pr una festa. Lampadari, candelabri, candele, fiori in gran quantità, non mancava niente e, nello scintillio di tutte queste luci, lui, nello splendido abbigliamento della sua giovinezza, con l'abito whig blu con i bottoni d'oro, il gilè di piquet e i pantaloni neri, aderenti come le calze del XVI secolo, in mezzo al salone, attendeva... Attendeva l'Inghilterra oramai morta! Improvvisamente come se si fosse sdoppiato, annunciava ad alta voce, il principe di Galles, poi lady Connyngham, poi lord Yarmouth e per finire tutti quei grandi personaggi di cui era stato la legge vivente e, credendo di vederli apparire man mano che li chiamava, cambiando voce andava a riceverli alla porta spalancata del salone vuoto dalla quale, ahimè! non sarebbe entrato nessuno, nè quella sera nè le sere seguenti, e salutava queste chimere del suo pensiero; offriva il braccio alle signore, tra tutti quei fantasmi che aveva evocato e che certamente non avrebbero voluto lasciare, neanche per un solo istante le loro tombe, per recarsi al ricevimento del dandy decaduto. Questa scena durava a lungo... Infine, quando il salone si era riempito di questi fantasmi; quando tutta questa gente dell'altro mondo era arrivata, di colpo gli tornava anche la ragione e quell'infelice si rendeva conto del suo delirio e della sua demenza! Allora crollava, spossato, su una di quelle poltrone vuote e scoppiava in un pianto dirotto!"

• Leggi un breve testo sul dandismo ed in particolare su Brummell di Jean Cocteau: "Della frivolezza" (tratto da "la difficoltà d'essere")



Un ritratto di Brummell dell'epoca

Un "encroyable" della fine sel Settecento. Gli encroyable erano famosi per la loro quasi patologica fissazione sulla moda, che portavano all'esasperazione: grossi orecchini d'oro, panciotti dai colori sgargianti, cravatte talmente alte da coprire bocca e mento. Brummell mise un freno a tali eccentricità col suo stile attento ed elegante

Il principe di Galles divenuto reggente col nome Giorgio IV

Il principe di Galles divenuto reggente col nome Giorgio IV

Sir Joshua Reynolds, William Brummell and George Bryan Brummell. (1781-82) Olio su tela.
The Iveagh Bequest, Kenwood, UK.
Il fatto che la famiglia Brummell potesse permettersi un ritratto dipinto da Reynolds giustifica
pienamente il "titolo" di Esquire che i componenti della famiglia ottenevano dalla nascita.

La facciata del Bon Sauveur come appare oggi; in questo ospizio morì il Beau

Una foto del 1898 ritraente l'originale lapide di Lord Brummell: l'iscrizione antica, come anche
quella della lapide moderna, sbaglia nel riportare l'età del Beau al momento del decesso
(morì a 61 anni e nove mesi, e non a 62 anni), ed il giorno (era il 30 marzo, non il 29).


La tomba come appare oggi, al cimitero protestante di Caen, dopo il restauro
fatto in seguito ai danni provocati dai bombardamenti del 1944

Il Principe Michael di Kent ha inaugurato, il 5 Novembre 2002, questo monumento
a Brummell, in Jermyn Street all'entrata delle Piccadilly Arcade.