Philippe Daverio
(1949)
"Di Picasso non mi frega niente, ma mi piace moltissimo, è il miglior lusso possibile per l'occhio"

Philippe Daverio è nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, in Alsazia da padre italiano e madre alsaziana. Dal 1961 al 1967 ha frequentato il Liceo scientifico francese. Tornato in Italia per gli studi universitari, ha frequentato i corsi di laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano. Nel capoluogo lombardo ha avuto inizio la sua attività di mercante d'arte. Quattro le gallerie d'arte moderna da lui inaugurate: due a Milano, le altre a New York Specializzato in arte italiana del XX secolo (futurismo, metafisica, novecento, scuola romana), ha dedicato i suoi studi al rilancio internazionale del Novecento.
Come gallerista ed editore - nell'81 ha inaugurato una casa editrice e nell'84 una libreria, sempre a Milano - ha pubblicato una cinquantina di titoli vari (Catalogo ragionato dell'opera di Giorgio de Chirico fra il 1924 e il 1929, Catalogo generale e ragionato dell'opera di Gino Severini, Fillia e le avanguardie fra le due guerre, ecc.).
Opinionista per Panorama, Liberal e Vogue, consulente per la casa editrice Skira, Philippe Daverio si è sempre definito uno storico dell'arte. Così infatti lo ha scoperto il pubblico televisivo: nel 1999 come inviato speciale della trasmissione di Ratre "Art'è" e nel 2000 come conduttore del programma "Art.tu", sempre per Raitre.
Assessore a Milano dal 1993 al 1997 nella giunta Formentini, con le deleghe alla Cultura, al Tempo libero, all'Educazione e alle Relazioni internazionali, si è occupato del rilancio di Palazzo Reale a Milano, del suo restauro e del riposizionamento del sistema museale nell'insieme del patrimonio civico.

Ha promosso e seguito alcuni lavori pubblici significativi (completamentodel Piccolo Teatro, del Teatro dell'Arte in Triennale, progetto Ansaldo, progetto Palazzo Reale, Teatro della Bicocca degli Arcimboldi). È stato fra i promotori delle fondazioni come strumento di autonomia e di osmosi fra pubblico e privato nelle istituzioni culturali (Scala, Fondazione Pierlombardo, Fondazione dei Pomeriggi Musicali, Fondazione delle Scuole Civiche Artistiche milanesi).
Attualmente si occupa di strategia ed organizzazione nei sistemi culturali pubblici e privati.
(Fonte: Rai.it)

Il raffinato gusto estetico di Daverio si palesa, a parte che per la scelta della ammirevole professione, nei suoi capi d'abbigliamento. In lui il Colore è sempre garantito, così come gli accostamenti squisiti, sebbene con tinte molto forti; tinte che richiamano l'arte d'inizio Novecento: i forti contrasti degli espressionisti astratti di Kandinskij, dei futuristi di Balla e Boccioni...

Dalla forma semplice ed eccentrica della montatura degli occhiali, l'occhio passa ad ammirare i suoi splendidi papillon, e le raffinate camicie colorate dai candidi colletti staccabili: osservandole è evidente che Daverio non ama seguire la moda attuale. E per questo lo ammiriamo.

La politica estetica, di F. Bonazzoli e Ph. Daverio da Vernissage.
Philippe Daverio, intellettuale senza tempo, tratto da "La regola estrosa", Electa.