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Eugéne Delacroix amava stupire con una brillante conversazione
tutto l'ammirato uditorio di un salotto. Una volta il barone de Gérard
non potè trattenersi dall'esclamare: "A vedervi così,
signor Delacroix, e se non conoscessi la vostra pittura, vi attribuirei
i quadri di Ingres". Alexandre Dumas descrive di Delacroix il garbo,
la grazia e la diplomazia che gli garantivano il trionfo in società
e compensavano la cattiva reputazione che si era fatto come artista: "Sottile,
polemico, sempre con la risposta pronta, amava la discussione nella quale
la sua intelligenza s'accendeva afferrando nuove e brillanti intuizioni...
E quando si congedava da un salotto in cui i presenti avevano assistito,
rapiti, alla sua vivace e pittoresca conversazione, si poteva udire la
padrona di casa esclamare: che uomo affascinante questo signor Delacroix,
peccato che si ostini a fare della pittura!".
Stupiti dalla squisitezza di Delacroix, trovavano impensabile che un uomo
tanto raffinato e garbato potesse dipingere quadri così violenti;
la sua freddezza era scambiata per rigidità di regole pittorico-morali,
mentre in relatà era puro dandismo; gli si sarebbe attribuita volentieri
la pittura di un David o di un Ingres, presi tanto dalla perfezione realistica
e dal dettaglio (anatomia, proporzioni, prospettiva) che finivano per
tralasciare l'insieme di un'opera. Delacroix, invece, non era il tipo
da farsi soggiogare dalle ferree regole dell'accademia; fu anti accademico,
ammiratore dei 'pittori maledetti' quali Gericault e il più lontano
Caravaggio, ricercando una poesia d'insieme nei suoi quadri, senza badare
troppo che pittura e realtà coincidessero, purchè l'effetto
fosse gradevole ed uniforme, dal punto di vista puramente compositivo
e coloristico. Non si curava che quella gamba fosse troppo corta, purchè
si armonizzasse con l'insieme.
Charles Baudelaire apprezzava moltissimo la pittura Delacroix, sul quale
scrisse diverse ed appassionate pagine. Lo stesso Delacroix pubblicò
molti articoli di critica d'arte e politica, oltre a produrre un'opera
letteraria di grande importanza: il suo Diario, che merita di essere annoverato
tra i capolavori del suo genere.
Cliccando sul link, potrai leggere un testo molto ironico di Delacroix
sugli effetti della Rivoluzione, intitolato: Riflessioni
bizzarre sui risultati dell'eguaglianza
Qui sopra, la monumentale tela di Henri Fantin-Latour, Omaggio a Delacroix
(1864). I personaggi sono tutti posti attorno al ritratto del grande pittore
e dandy, scomparso da appena un anno. In prima fila si riconoscono: Edomond
Duranty, Fantin-Latour (in camicia), James Whistler,
Jules Champfleury, Charles Baudelaire. Dietro:
Louis Cordier, Alphonse Legros, Edoard Manet, Félix Bracquemond,
Albert de Balleroy.
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