Eugène Delacroix

(1798-1863)

Eugéne Delacroix amava stupire con una brillante conversazione tutto l'ammirato uditorio di un salotto. Una volta il barone de Gérard non potè trattenersi dall'esclamare: "A vedervi così, signor Delacroix, e se non conoscessi la vostra pittura, vi attribuirei i quadri di Ingres". Alexandre Dumas descrive di Delacroix il garbo, la grazia e la diplomazia che gli garantivano il trionfo in società e compensavano la cattiva reputazione che si era fatto come artista: "Sottile, polemico, sempre con la risposta pronta, amava la discussione nella quale la sua intelligenza s'accendeva afferrando nuove e brillanti intuizioni... E quando si congedava da un salotto in cui i presenti avevano assistito, rapiti, alla sua vivace e pittoresca conversazione, si poteva udire la padrona di casa esclamare: che uomo affascinante questo signor Delacroix, peccato che si ostini a fare della pittura!".
Stupiti dalla squisitezza di Delacroix, trovavano impensabile che un uomo tanto raffinato e garbato potesse dipingere quadri così violenti; la sua freddezza era scambiata per rigidità di regole pittorico-morali, mentre in relatà era puro dandismo; gli si sarebbe attribuita volentieri la pittura di un David o di un Ingres, presi tanto dalla perfezione realistica e dal dettaglio (anatomia, proporzioni, prospettiva) che finivano per tralasciare l'insieme di un'opera. Delacroix, invece, non era il tipo da farsi soggiogare dalle ferree regole dell'accademia; fu anti accademico, ammiratore dei 'pittori maledetti' quali Gericault e il più lontano Caravaggio, ricercando una poesia d'insieme nei suoi quadri, senza badare troppo che pittura e realtà coincidessero, purchè l'effetto fosse gradevole ed uniforme, dal punto di vista puramente compositivo e coloristico. Non si curava che quella gamba fosse troppo corta, purchè si armonizzasse con l'insieme.
Charles Baudelaire apprezzava moltissimo la pittura Delacroix, sul quale scrisse diverse ed appassionate pagine. Lo stesso Delacroix pubblicò molti articoli di critica d'arte e politica, oltre a produrre un'opera letteraria di grande importanza: il suo Diario, che merita di essere annoverato tra i capolavori del suo genere.

Cliccando sul link, potrai leggere un testo molto ironico di Delacroix sugli effetti della Rivoluzione, intitolato: Riflessioni bizzarre sui risultati dell'eguaglianza

Qui sopra, la monumentale tela di Henri Fantin-Latour, Omaggio a Delacroix (1864). I personaggi sono tutti posti attorno al ritratto del grande pittore e dandy, scomparso da appena un anno. In prima fila si riconoscono: Edomond Duranty, Fantin-Latour (in camicia), James Whistler, Jules Champfleury, Charles Baudelaire. Dietro: Louis Cordier, Alphonse Legros, Edoard Manet, Félix Bracquemond, Albert de Balleroy.


Delacroix nel 1842 e, accanto al titolo, nel 1858

Autoritratto (particolare), 1837