Filippo de Pisis

(1896-1956)

Nasce in realtà col nome di Luigi Tibertelli, in una famiglia aristocratica ferrarese, ma subito il giovane si ritrova in contrasto col ruolo che la famiglia gli imponeva; scrive numerosissime poesie e studia da pittore. Sceglie il nome di Filippo de Pisis per prendere distranza dalla famiglia, ancora assai conservatrice, e per introdursi negli ambienti d'avanguardia. Distanziandosi dagli ambienti aristocratici, de Chirico prese parte ad un tipo di aristocrazia più elevata: il dandismo; egli muove uno stile alla Oscar Wilde, che sarà sempre il suo grande modello di vita. Durante la guerra, assunse una posizione di "candido reazionario" (così lo definì Paolo Milano), ma la sua fedeltà alla classe di provenienza si manifestava a volte nei suoi scritti con l'aggettivo 'borghese' applicato in senso dispregiativo. Tenne contatti col gruppo dadaista di Tristan Tzara, che lo promosse portatore del movimento artistico a Ferrara; de Pisis tentò anche d'organizzare un 'teatro simultaneo', sorta di teatro inventato dai futuristi, dai quali però si teneva lontano, considerando il movimento troppo 'borghese'.Capace di inattese note di colore, come il basone dal pomo incrostato di pietre preziose, o il pappagallo sulla spalla a Venezia, aveva arditamente abolito la riga dei pantaloni. Da non perdere la recente raccolta postuma di scritti del pittore intitolata: "Adamo o dell'eleganza", edito da SE.




De Pisis all'età di diciotto anni abbigliato alla Oscar Wilde