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Pasquale Di Donato, nato nel 1982, ha conseguito la maturità Classica e si è laureato in Architettura e Interior Design presso il Politecnico di Milano, con il massimo dei voti.
Ha frequentato gli studi di grandi maestri ed i suoi lavori fanno parte di alcune delle più importanti collezioni d’arte contemporanea. Ha partecipato a diverse prestigiose esposizioni collettive internazionali come “Ecce Uomo” nel 2006 a Milano, in occasione della quale è stato anche scelto per realizzare un’opera come contenitore del catalogo in edizione numerata. Nel 2008 è stato selezionato per occupare un atelier offerto da un generoso mecenate. Ha esposto recentemente alla galleria Ravizza Art Project, ed una sua installazione pubblica, la “Turris Eburnea”, è stata inaugurata alla Torre Branca di Milano nel 2009.
Pasquale Di Donato è napoletano, ma milanese d’adozione. Artista dalle mille sfaccettature, sua prima opera d’arte è, ovviamente, la vita stessa; a cominciare dal guardaroba, del quale parla malvolentieri quasi fosse un peso per lui, ricco di abiti su misura, di gran marca e di pezzi vintage ai quali Di Donato restituisce una nuova, eccentrica vita. Sempre in viaggio, Di Donato non pare capace di star fermo nemmeno quando si trova nel suo appartamento di Milano, dove corre a destra e a manca fin dalle prime luci dell’alba; vive in un surrealista trilocale che lo rappresenta brillantemente: una stanza è dedicata al guardaroba (e occasionalmente camera da letto: Pasquale dorme probabilmente tre o quattro ore per notte), un’altra alla cucina, e la terza è la biblioteca. Ecco i tre valori fondamentali di questo dandy dall’aria sorniona e dalla chioma rossiccia, elegante e flemmatico pel di carota: l’abbigliamento, la cucina raffinata (è infatti cuoco provetto), e la letteratura. La biblioteca di Di Donato è sparsa, enorme, e assai varia: i volumi sono dappertutto, impilati per terra, sulle mensole, sul tavolino. Non vive solo, ma ha una compagna o per meglio dire la sua Principessa, donna d’esempio di rara eleganza italiana.
Occasionalmente Di Donato appare in foto su di una rivista o in un libro: che si parli d’arte o d’estetica della vita, Di Donato manca raramente e senza dubbio meriterebbe tutta l’attenzione dei media, se non ché preferisce viverne riparato, disprezzando quelli che lui chiama, con Carmelo Bene, i “gazzettieri”. Il suo sito internet è infatti rimarchevole in questo senso: è impossibile accedervi (e forse nemmeno esiste) trincerato dietro la scritta: “Domain Reserved”.
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