Pim Fortuyn
(1948-2002)
Molti troveranno sconveniente l'inserimento d'una pagina dedicata a Pim Fortuyn (da pronunciarsi Fortaum), ma a chi se ne lamentassi, risponderei ch'egli è in egual diritto di presenziare qui a titolo di dandy, e non altro. Le opinioni politiche non ci interessano; a noi interessa ciò che è stato l'uomo, e non il politicante, sebbene in questo caso sarà opportuno anche soffermarci su questa parte.
Siamo tutti al corrente della fine che ha fatto Fortuym nel 2002, a 54 anni, assassinato da un animalista di sinistra convinto che non solo la sua politica, ma Fortuyn stesso sarebbe stato incredibilmente dannoso per l'amministrazione interna dell'Olanda. Ma non sono escluse altre motivazioni personali: infatti Pim non era famoso per essere uno spietato anti-animalista ed anzi aveva abolito gli allevamenti di molti animali da pelliccia, diventanto con questo gesto il beniamino degli ecologisti.
Pim Foruym, con un passato da professore di sociologia vicino a tesi marxiste, era passato alla parte della più estrema destra parlamentare con un gesto che ricorda il D'Annunzio (anche se, viceversa, il Vate era passato dalla destra alla sinistra).
Successivamente, Fortuyn era stato allontanato dal partito di destra 'Olanda vivibile' perché sosteneva tesi troppo radicali. A quel punto aveva fondato una lista propria che seppe conquistare consensi con un'aggressiva campagna d'opinione.
Omosessuale dichiarato, mal si affiancava a Le Pen o a Haider, le parti più mache e ineleganti della politica di destra. Punti forti della sua politica: le critiche al degrado dei servizi pubblici; l'ostilità nei confronti dei drogati, che avrebbe voluto aiutare "con una piccola overdose"; la campagna contro l'immigrazione che lo portava a dire "sogno un paese in cui non possa entrare nemmeno un musulmano"; protestava contro di essi perché si rifiutavano d'imparare la lingua del luogo, di concedere eguale libertà alle donne e mostravano intolleranza verso i gay. Sotenne le proprie tesi nel libro "Contro l'islamizzazione della nostra cultura".
Al di fuori dei rigidi e grigi colleghi politici olandesi, egli non si faceva scrupolo d'apparire ricco ed eccentrico: cravatte larghe e sgargianti, abiti Armani, una coppia di cagnetti da compagnia, Bentley e Jaguar con autista.
Cranio lucido come una biglia, occhi tondi e pungenti, l'eloquio come gli abiti, ricercati, Pim Fortuyn ci guarda da morto all'interno della sua bara bianca con la stessa aria beffarda con cui affrontava i comizi e i dibattiti televisivi.