Introduzione
Alain Leroy
Andrea Sperelli
Barone di Charlus
Jean Floressas Des Esseintes
Dorian Gray
Olivier d'Orsel
Jay Gatsby
Lafcadio
Sherlock Holmes
Hercule Poirot
Julien Sorel
Tonio Krögher
Lord Peter Wimsey |
Dorian Gray
da Il ritratto di Dorian Gray (1890)
di Oscar Wilde |
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Dorian Gray viene oggi considerato, più di Des Esseintes
(protagonista di Controcorrente), l’archetipo dell’esteta
decadente e del dandy per eccellenza. Nel romanzo di Wilde, invero,
coesistono tre tipi di dandismo differente, tutti riuniti in Wilde
e frantumati nel romanzo per creare la vicenda: se infatti Dorian
è il lato vanesio e edonista dell’autore, Lord Henry
è invero la generosa fabbrica di cinisci aforismi, mentre
ancora il pittore Basil rappresenta la parte più umana, generosa
ed altruista del dandy.
Wilde stesso soleva ripetere che se la maggior parte del pubblico
lo riconosceva in Lord Henry – lui, nelle intenzioni si era
voluto rappresentare in Basil.
Assieme a Il Piacere ed a Controcorrente, Il
ritratto di Dorian Gray rientra nella triade del romanzo decadente
di fine secolo.
Già molto si è detto su quest’opera e molto
ancora si dirà, pur senza molta fantasia, e non resta che
tacere qui delle pagine di un libro che, a conti fatti, è
più un lungo dialogo teatrale farcito di aforismi che un
vero e proprio romanzo.
E tuttavia, considerando più le vicende della vita dell’autore
piuttosto che la bellezza del romanzo in sé, Il ritratto
di Dorian Gray non è e non sarà mai un’opera
da trascurare.
Due immagini tratte dal film di Albert Lewin (The pictures of
Doruan Gray, 1945), con Hurd Hatfield, George Sanders, Angela Lansbury
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