Introduzione
Alain Leroy
Andrea Sperelli
Barone di Charlus
Jean Floressas Des Esseintes
Dorian Gray
Olivier d'Orsel
Jay Gatsby
Lafcadio
Sherlock Holmes
Hercule Poirot
Julien Sorel
Tonio Krögher
Lord Peter Wimsey |
Lafcadio
da I sotterranei del Vaticano (1914)
di André Gide |
 |
Lafcadio non è solo uno dei tanti personaggi che si affollano
nelle intricate vicende de I sotterranei del Vaticano.
Lafcadio rappresenta per Gide tutto ciò ch’egli avrebbe
voluto essere ma che, per debolezza, non fu mai capace di diventare.
L’ambiguità costante di Gide, perennemente in bilico
tra moralismo borghese ed estetismo wildeiano, non poteva trovare
riscontro nel romanzo se non scindendo le due parti; quella ribelle
e decadente in Lafcadio, quella moralista e cattolica in Fleurissoire.
E non è un caso che il povero e sprovveduto Fleurissoire
venga ucciso dallo stesso Lafcadio durante un viaggio in treno:
è evidente quale delle due parti l’autore amasse di
più, considerando che fu grande amico di Oscar Wilde.
Questa è probabilmente la più bella scena del romanzo:
l’omicidio è infatti del tutto ingiustificato, privo
di scopo se non quello di far star meglio il giovane Lafcadio, dacché
il personaggio che in quel momento gli stava di fronte aveva il
solo torto di apparigli mediocre e di essergli antipatico. Viene
tentato il “delitto perfetto”, e d’altra parte
riesce benissimo.
Lafcadio, un personaggio troppo accarezzato dall’autore per
non appannare questa sua simpatia d’una specie di vagheggiamento
omosessuale, scaraventa improvvisamente fuori dal treno il disgraziato
Fleurissoire, incastrato in una trappola più grande di lui
e ingenuamente in giro per Roma e per l’Italia nel tentativo
di mettere sul trono di Pietro il vero Papa in luogo dell’usurpatore
che una congiura massonica e quirinalesca è riuscita ad imporre,
mentre l’autentico langue nei sotterranei del Vaticano o in
una prigione di Castello. Siamo a pochi anni dalla breccia di Porta
Pia e la “questione romana” è ben lungi dalla
soluzione.
…Ma di che si preoccupa il giovane Lafcadio immediatamente
dopo l’assassinio? Che il suo cappello di castoro grigio sia
sano e salvo. Anch’egli vaga tra Francia e Italia senza una
idea precisa, senza uno scopo reale, se non quello di vivere la
vita che un titolo falso e molto denaro possono dargli.
Lafcadio diverrà per Jacques Vaché il perfetto esempio
di dandismo da imitare, assieme a quel Padre Ubu di Alfred
Jarry, che in quanto a spirito nichilista e dadaista supera di poco
le gesta del giovane protagonista de I sotterranei del Vaticano. |