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Del conte di Montesquiou, fu all'epoca
la sua cattiveria tirannica a divenir per prima proverbiale. Il suo prestigio,
le sue illustri conoscenze, ne facevano un ospite assai ricercato nei
vari salotti parigini, ma, chiunque ne diventasse l'amico o l'amante,
sapeva che il conte, prima o poi, lo avrebbe scaricato con uno dei suoi
terribili epigrammi. Ma, nonostante la cattiva fama, Montesquiou non fu
mai così cattivo come i contemporanei amavano dipingerlo. Come
tutti i dandies, fu un malinconico, un grande amico per coloro che lo
conoscevano e un valido "professore di bellezza".
Conosciuto come esteta ed asceta, componeva poesie, forse non di prim'ordine,
ma sicuramente ispirate; ossessionato dai pipistrelli, arrivò a
farsi costruire lampade e arredi vari con l'effige di questo curioso animale.
Famoso per i suoi rapporti d'amicizia con il giovane Marcel Proust (il
quale, accanito discepolo del conte, disse di lui il giorno della sua
morte: "Il soggetto è inesauribile. Le ingiustizie hanno fatto
il loro tempo. E, almeno in spirito e verità, egli rinascerà"),
da lui introdotto negli ambienti dell'alta società aristocratica,
in seguito ritratto con tanta fedeltà e forse aggiungendogli un
tocco di perversità sovrannaturale, da Marcel nella saga del "Tempo
Perduto". In particolare, Montesquiou diventò il barone de
Charlus; e, il conte Boni de Castellane, fu rappresentato nella saga dal
marchese di Saint-Loup. Ma Proust non fu il solo ad ispirarsi al terribile
dandy: Huysmans, nel libro che è l'apoteosi del decadentismo, prende
largamente spunto dalla personalità di Montesquiou per l'unico
protagonista dell'opera, Des Esseintes. Anzi, Huysmans si appassionò
moltissimo alla figura del conte di Montesquiou, e, ricercandone aneddoti
e leggende, senza tuttavia mai incontrarlo di persona, ne riuscì
a dipingere un ritratto non fedele alla reale persona del conte, ma alla
figura quasi mitologica che suscitava fra i suoi contemporanei. Inutile
quindi specificare che molte delle cose descritte in "Controcorrente"
sono solo frutto della fantasia degli amici del conte e dello stesso Huysmans;
ma altre sono vere: come la tartaruga dal guscio incrostato di gioielli
che, viva, gironzolava per il palazzo del conte, fino a morire pochi giorni
dopo la sua 'impreziositura'; o ancora la descrizione della casa di Des
Esseintes corrisponde alla reale abitazione di Montesquiou, anche se con
qualche eccentricità il più.
Impossibile sarebbe nominare tutte le conoscenze importanti del conte,
ma si può ricordare Oscar Wilde, all'epoca dei suoi lunghi soggiorni
nella capitale francese (anche se in realtà, il conte lo detestava),
James Joyce, Sara Bernardt, Jean Cocteau, André Gide, Gabriele
d'Annunzio (nel suo "esilio volontario", in realtà una
strategica fuga dai creditori), Stéphane Mallarmé, e, ovviamente,
il conte Boni de Castellane. Del conte de Montesquiou esistono migliaia
di ritratti, tra pitture e fotografie, testimonianti un completo amore
per la propria persona, un narcisismo senza pari.
Collegamenti utili: Jean Cocteau, Marcel
Proust, Gabriele d'Annunzio, Paul
Morand, Oscar Wilde, James
Whistler, Boni de Castellane.
Alcune poesie del conte, in lingua
originale.
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