Walter Sickert

Walter Richard Sickert nacque il 31 maggio 1860 a Munich, da madre scozzese e padre danese. Nel 1868 la famiglia si trasferì in Inghilterra.
Sickert entrò a far parte della Slade School of Fine Art nel 1881, ma la maggior parte delle cose che apprese gli vennero insegnate dal pittore James Whistler, del quale divenne assistende dopo il primo anno di studi. Dal maestro apprese soprattutto la tecnica dell’incisione, della quale Sickert fece largo uso (buona metà della sua opera è composta da incisioni).
Negli stessi anni Sickert prese a dipingere con uno stile impressionsita; della nuova scuola apprezzava le teorie e gli stili di vita, tanto che non era improbabile affatto vederlo in giro per le strade di Londra con un blocco di fogli per gli schizzi e una matita.
Successivamente lavorò molto in Francia, in particolare a Dieppe, dove visse per due anni dopo la morte della sua seconda moglie. Si fecero assidue le sue visite a Venezia, della quale riprese numerose vedute in acquerelli, olii e incisioni.
Nel 1911 fondò il Cadmen Town Group, in cui si riunirono alcuni artisti post-impressionisti dell’epoca, oltre che la fedelissima seguace di Sickert, Sylvia Gosse. In questo periodo i soggetti di Sickert sono presi sia dalla strada (mendicanti e prostitute, delle quali fu un assiduo frequentatore), che dal bel mondo, al quale il pittore s’era ben affezionato. Scaraffia ricorda che si recò ad un garden-party con un ampio ombrello bianco foderato di verde. Conosce così Aubrey Beardsley ed entra a far parte, per qualche periodo, della ristretta cerchia dei dandies wildeiani (Beerbohm in primis). Si appassiona anche al teatro, e ritrae gli artisti sulla scena e fuori scena, oltre che delle “vedute” interne dei teatri, con degli scorci sul pubblico e sull’orchestra.
Nel 1925 venne eletto Socio della Royal Society of Painter-etchers and Engravers, e grazie all’associazione riuscì finalmente ad esporre in pubblico le sue opere. Un anno più tardi prese moglie per la terza volta, sposando la pittrice Therese Lessore.
Durante gli anni seguenti, Sickert venne insignito di varie onoreficenze, tra le quali un Dottorato Onorario da parte della Università di Manchester. Nel 1927 venne eletto Presidente della Royal Society of British Artists, e Royal Accademician nel 1934.
Morì a Bathampton il 22 gennaio del 1942. Recentemente, Sickert è stato messo sotto accusa dalla scrittrice di gialli contemporanea Patricia Cornwell, la quale ha creduto di riconoscere nel pittore il celebre psicopatico londinese chiamato Jack lo Squartatore; autore di circa cinque delitti di cui si riconosce per certa la stessa mano, non fu mai catturato per l’insufficienza di mezzi scientifici della polizia dell’epoca.
Tuttavia la Cornwell, analizzando la scrittura e la carta da lettere del sospettato e dell’assassino (gli era solito lasciare messaggi per la polizia vergati a mano), ha creduto di ravvisare inconfutabili somiglianze nei due stili, oltre che, in certi casi, di riconoscere la stessa carta da lettere.
Per completare l’opera, la giallista ha speso una considerevolissima quantità di denaro comprando diverse opere di Sickert, ed assumendo equipe di scienziati e esperti della polizia al fine di analizzare ogni più infinitesimale indizio. Per far questo ha distrutto completamente una tela di Sickert, convinta inizialmente di trovarci qualche traccia organica.
Resoconti più dettagliati di questa inutile quanto proficua ricerca ce li fornisce la stessa Cornwell, nel suo libro “Ritratto di un assassino”, che sicuramente è stato pubblicizzato in modo invidiabile…
Paradossalmente, potremmo constatare che, se la tesi della scrittrice dovesse rivelarsi esatta, questo non sarebbe altro che una prova del dandismo di Sickert, sebbene portato alle estreme conseguenze: Sickert dedicò una serie di dipinti agli omicidi dello Squartatore, sicuramente meravigliosi; gli omicidi, in questo senso appaiono giustificabili in quanto necessari alla perfetta resa delle opere. Non è forse dandismo, questo? La vita al completo servizio dell’Arte.

Collegamenti utili: Aubrey Beardsley, Max Beerbohm, James Whistler, Oscar Wilde.
Sickert: pittore, dandy e... psicopatico?, di Silvia Giabbani, da Exibart del 09/01/02



Ritratto di Aubrey Beardsley

A sinistra un ritratto di Aubrey Beardsley e a destra uno di Roger Moore