Conte Alfred de Vigny

Scrive di lui Baudelaire, nelle famose Lettere alla madre, parlando della propria candidatura all'Accademia: [...] De Vigny, che non conoscevo, si è chiuso appartandosi con me e mi ha trattenuto per tre ore. E' l'unico che per ora si interessa alla mia faccenda e la prova è che ieri mi ha mandato a dire di ritornare da lui tra dieci giorni, dopo aver visto altri accademici, per riferirgli le mie impressioni. Come Lamartine, dapprima mi ha dissuaso, ma quando gli ho detto che, consigliato da Saint-Beuve, avevo cominciato col dichiarare la mia candidatura alla Segreteria, mi ha detto che il male, essendo stato fatto, bisognava assolutamente perseverare. [...]". E ancora, poco più avanti, dice: "[...] De Vigny è stato ammirevole. Decisamente la nascita conferisce delle virtù, e credo che un grande talento implichi una grande bontà [...]".

Vigny usciva "quando l'alba pallida e umida aveva fugato ogni stella dal cielo". I colleghi della Revue des deux Mondes lo descrivono come se lo vedevano arrivare, avvolto nel suo mantello romantico: il solitario poeta faceva sensazione, ché "fu uno dei primi a portare quel chimerico e strano indumento". Paul de Molènes ha una frase incantevole: "Il signor di Vigny porta un mantello per nascondere le sue ali!".

Collegamenti utili: Charles Baudelaire, Barbey d'Aurevilly.