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Conte Gottfried Alexander Leopold Graf (1962-2007) |
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La triste morte del conte (tratto dal numero tedesco di Vanity Fair del 12 Luglio 2007) E’ stato l'ultimo grande dandy. Una vita stravagante. Una morte più tragica di quanto si potesse presumere. Scotland Yard non ha ancora concesso il nulla osta per i funerali. La causa della morte sembrava sicura per la stampa: overdose di stupefacenti. Nel frattempo, gli esami di medicolegali si sono conclusi ed il risultato è che la morte del più grande dandy londinese ha assunto una dimensione molto più tragica di quanto ci si aspettasse. Gottfried apparentemente era riuscito a liberarsi da ciò che egli stesso definiva il "demone", ovvero la sua tossicodipendenza. E’ morto a causa di un attacco cardiaco nel momento in cui gli si prospettava una nuova vita ovvero il suo trasloco dall’ appartamento Londinese che era diventato per lui un luogo oscurato dai tristi ricordi della tossicodipendenza. Nel rapporto medicolegale, si legge che il cuore ha ceduto per la sollecitazione provocata da un attacco epilettico. Scotland Yard ha confermato nel frattempo che accanto al cadavere non è stato trovato l’occorrente per la droga, come aveva riportato frettolosamente la stampa, bensì farmaci per la cura dell’epilessia. E’ stata trovata anche una copia del libro "Pensiero del giorno", un classico della letteratura per coloro che stanno uscendo dalla tossicodipendenza. I terapeuti raccomandano ai pazienti in disintossicazione di cominciare con la lettura di questo libro giorno per giorno. Alla data del primo luglio, presumibilmente quella della morte di Gottfried, sta scritto: "umiltà vuole dire che noi ci ricordiamo chi siamo: persone che hanno bisogno dell'aiuto di Dio. L'umiltà non è una debolezza ma vera grandezza." Quella domenica del primo luglio, Gottfried era atteso dalla sua famiglia a Friedrichsruh, residenza nella foresta sassone. Lunedì sarebbe stato per lui un giorno importante a Berlino. Il conte aveva prenotato un volo da Londra ad Amburgo. Dalla foresta sassone, voleva proseguire in auto per Berlino . Lì aveva in prospettiva un lavoro presso una ditta di consulenze di gestione a Varsavia. A Friedrichsruh, lo aspettavano il fratello maggiore Carl-Eduard ("Calle"), consigliere della CDU al Bundestag, e la sorella minore Vanessa. Il padre, il Principe Ferdinando, e la madre, la Principessa Elisabeth, si trovavano a Marbella. Calle e Vanessa erano appena ritornati da Bückeburg dal matrimonio di Alessandro di Schaumburg-Lippe; per i Bismarck era stato anche un incontro felice di famiglia perché Gunilla Bismarck, sorella del principe, era venuta in Germania per il matrimonio. Nessuno sospettava che mentre si festeggiava a Bückeburg, Gottfried stava morendo. Solo il lunedì mattina quando la madre ha chiesto da Marbella per telefono se Gottfried fosse arrivato a Friedrichsruh, avendo avuto risposta negativa, si sono avuti i primi sospetti. La principessa ha invitato il mediatore a cui era stata affidata la vendita dell'appartamento di Gottfried, ad andare a controllare. Questi ha trovato Gottfried morto sul pavimento dell’appartamento ormai vuoto di Draycott Place. Non appena il principe e la principessa hanno ricevuto la terribile notizia si sono recati a Londra. "Non sono state trovate né droghe né alcol, in tutto l’appartamento", ha insistito il principe i pochi giorni fa in un’intervista per il " Welt am Sonntag." "Nel frigorifero non c’erano che succhi di frutta e verdure. Lui voleva davvero vivere una vita sana." Che ci fosse riuscito lo dicono anche coloro che una settimana prima della sua morte erano stati con lui ad una festa in Vestfalia. Gottfried di Bismarck aveva viaggiato fino a Bad Driburg per parteciparvi, poiché i suoi amici Marcus ed Annabelle di Oeynhausen celebravano con una grande festa la riapertura di una loro casa di cura. Gli invitati lo hanno trovarono allegro, sobrio e affatto cupo come una volta. Sembrava trasformato. Era rimasto fedele solo al proprio stile stravagante nell’abbigliamento. "Era lì con la giacca di tweed con inserti turchesi, pantaloni di velluto a coste e calzini rossi, il tutto molto British e molto divertente", come ha notato la " Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung ". Da Bad Driburg per la cronaca, ha continuato il viaggio con il fratello fino a Kassel e poi è tornato a Londra. I suoi amici più vicini dicono che la svolta nella sua vita ha avuto luogo l’estate scorsa, più precisamente il 24 Agosto 2006. Era il giorno in cui la polizia è stata chiamata nel suo appartamento alle cinque di mattina circa, perché durante una delle sue feste "stravaganti", ben note all’ambiente omosessuale, un giovane di nome Anthony Casey, era precipitato dalla terrazza. Il giovane era scivolato ed aveva fatto un volo di 18 metri. L’autopsia aveva riscontrato nel sangue del giovane un tasso di 5,4 milligrammi di cocaina, una concentrazione insolitamente alta. La scena che si è presentata agli agenti di polizia era stravagante: materassi di gomma, giocattoli hard, videoregistratori con film porno. Le indagini hanno portato alla conclusione che Conte Bismarck non aveva avuto alcuna responsabilità nella morte del giovane. Il triste epilogo dell'orgia dell'agosto scorso deve avere avuto su Gottfried l’effetto di un orribile déjà-vu, perché anche ai tempi in cui studiava a Oxford, si era verificato un incidente mortale causato dall’uso di droghe durante una delle sue feste. Quasi venti anni prima di quell'agosto del 2006, ovvero l’undici 11 giugno 1986, Gottfried aveva organizzato un festino per celebrare la fine degli esami. La festa si era trasformata in un'orgia a base di stupefacenti. La ventiduenne Olivia Channon si era addormentata nel letto di Gottfried con una cocktail di eroina ed alcol in corpo ed era soffocata nel proprio vomito. Olivia era la figlia del ministro del commercio nel governo Thatcher. Anche allora, Bismarck è stato assolto da ogni responsabilità. "La morte della ragazza peserà sulla sua testa come un'ombra e presumibilmente lo perseguiterà per tutta la vita anche se lui non è stato dichiarato responsabile", ha detto all’epoca il suo avvocato difensore davanti alla corte. Una prognosi che si sarebbe rivelata esatta. Per giorni Gottfried non si vedeva in giro perché nei bar gay aveva perso popolarità. Molte volte Bismarck ha tentato di intraprendere un lavoro regolare, ma il suo modo di vivere non vi si confaceva. Dopo la Riunificazione ha lavorato un periodo nell’amministrazione fiduciaria, ma a Berlino lo si vedeva solo di notte. Quando era in buone condizioni fisiche sedeva al Paris Bar, ma spesso non si faceva vedere per giorni perché in qualche modo aveva perso popolarità nei bar gay. Resosi conto che Berlino non gli faceva bene, Gottfried è tornato Londra. Ma neanche lì è riuscito a farsi una posizione anzi è diventato un dandy noto in città per le sue strane feste. In occasione della sua "festa bavarese di caccia ", la tavola alla quale sedevano gli ospiti era decorata con teste di maiale mozzate. L’alta società londinese adorava Gottfried, perché con il suo stile stravagante, unito all’erudizione e all’arguzia, incorporava tutti i cliché del conte-dandy anti-borghese. Infine aveva trovato un lavoro come manager presso la Hedgefonds per la quale avrebbe dovuto acquisire clienti tedeschi. Ma lui si lamentava con la sua amica Anna McElvoy, che per il suo datore di lavorare consistesse nel presentarsi in ufficio al mattino. "Come posso stare nell'ufficio di mattina se io sono fuori tutta la notte ad allacciare contatti?", scherzava con il suo stile autoironico. "Fondamentalmente, Gottfried avrebbe dovuto vivere negli Anni Venti. Allora sarebbe stato un gentiluomo dedito alle arti e alle belle lettere che conduceva discussioni nei salotti intellettuali. “Quello sarebbe stato il suo mondo”, ha detto domenica il Principe Bismarck al "Welt am Sonntag". Dopo quell'orgia di quasi un anno fa Gottfried era fermamente deciso a cambiare la sua vita. La morte di Anthony Casey è stato ciò che i terapeuti della dipendenza chiamano rock bottom, ovvero il momento in cui si tocca il fondo e si considera l’opportunità di cambiare. Un suo cugino ricorda così una riunione circa dieci giorni dopo quel 24 Agosto 2006: "Gottfried era deperito. Era alla fine. Diceva che non poteva continuare così - era evidentemente serio nell’intenzione di smettere con le droghe." Sua sorella Vanessa lo convinse a provare uno dei migliori trattamenti del paese per la dipendenza, a sud-est di Londra. Nella primavera di questo anno, si è iscritto sei volte. "Vengo sempre meglio a capo dei miei demoni"Dalla clinica, spediva regolarmente all’amica Anna McElvoy notizie con SMS come questo: "Più che del mio meglio io non posso fare, ma vengo sempre meglio a capo dei miei demoni." Il Conte Gottfried di Bismarck è stato considerato un "buono a nulla", un dandy flamboyant. Ma egli era anche il Bismarck dal cuore più tenero, il più sensibile, il più intelligente. Poteva filosofare brillantemente di storia dell’arte e con altrettanta facilità poteva catturare l’attenzione dei bambini. I suoi sei figliocci lo adoravano. A Londra, la società non solo lo amò per il suo fare eccentrico ma soprattutto, perché possedeva qualcosa, per cui i tedeschi sono esattamente famosi: l’autoironia associata all’arguzia. Spesso sono i più dotati d'ingegno, le persone straordinariamente sensibili che cadono nella dipendenza dalla droga. Alcuni dicono che i tossicodipendenti combattono con gli stupefacenti quel dolore primordiale dell’uomo ovvero l'essere separato di Dio. Essi desiderano ardentemente l'armonia perfetta, l'amore perfetto come esistono unicamente in una condizione paradisiaca, di pace con Dio. A Gottfried questa brama è stata messa nella culla insieme al suo nome di battesimo. Il corpo di Gottfried von Bismarck è stato restituito nel frattempo da Scotland Yard. Verrà trasferito in Germania questa settimana e seppellito a Friedrichsruh. Riposerà nella tomba di famiglia, vicino al Cancelliere Otto von Bismarck. Dio gli conceda quella pace che ha desiderato cosi ardentemente in tutta la sua vita. Alexander von Schönburg / VANITY FAIR |
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