Lo Studio di
A. Sperelli
Il Caffè
Prologo e introduzione
Cronologia teorica
Dizionario
L'Eccentrico
Lo Snob
Eleganza
Bellezza
Natura e Artificio
La "Divisa Estetica"
Fiore all'occhiello
Il Bastone da passeggio
Yellow Book & Savoy
Caricature
Marchesa Casati
|
ALLE ARMI, O MANSUETI! di Umberto Eco
Caro Cardini, tu sei forse l'unico rappresentante "colto"
della destra italiana (non nel senso di "dotato di informazione",
ma di "capace di criticare anche te stesso") e quindi
non menare il can per l'aia. Tu sai benissimo che cosa vuol dire
essere davvero di destra, perché sei uno dei pochi che lo
è realmente. Non cercare di nascondere la tua verità
agli altri.
Berlusconi non è di destra (né di sinistra): è
uno che vuole fare i propri interessi e quelli della propria azienda.
E' un cow boy che lotta contro i coltivatori, puro western, e con
l'ideologia non ha nulla a che fare. Fini non è di destra:
è un politico professionista, capitato da piccolo tra i fascisti
perché aveva visto un film piuttosto che un altro; poi ha
capito che a fare il fascista prendeva il cinque per cento e a non
farlo poteva aspirare al venti, e ha fatto i suoi conti. I conservatori
classici non sono di destra, sono dei conservatori, e cioè
persone che ritengono che salvaguardando un certo ordine sociale
fanno il bene collettivo, anche se questo può avere alcuni
costi per le classi meno immediatamente fortunate. Ci sono conservatori
come Nixon che, di fronte alla prova dei fatti, sono andati in Cina
e hanno fatto una politica di apertura che nessuna testa d'uovo
liberal (nel senso americano, e dunque di sinistra) si era mai sognato.
E neppure sono di destra i dandies. Il maggiore esempio di dandysmo
è stata la serie di dichiarazioni rilasciata a Diorama (marzo
1996) da alcune persone provenienti da diverse origini (Tarchi,
Acquaviva, Cavalli, Pellicani, Zolla, Borrega), che dichiaravano
perché non si schieravano e non si attendevano nulla da queste
elezioni. All'ingrosso, il sentimento dominante era la pochezza
e degli uomini e della posta in gioco: e il vero dandy si sottrae,
per mostrare che i valori sono altri. Certo, un alto dandysmo può
parere di destra, perché si basa sul disprezzo delle persone
comuni; ma talora può essere necessario, proprio per illuminare
- attraverso la provocazione dandystica - gli insipienti. Chi era
quell'architetto socialista a cui è stato rimproverato di
viaggiare in Bentley e ha risposto: "Perché per me tutti
dovrebbero poter avere una Bentley"? Era un dandy, certo, lanciava
una provocazione.
No, la vera destra, quella storicamente radicata, e con un grande
e illustre albero genealogico, è un'altra, è il pensiero
reazionario della Tradizione. La sua quintessenza è che,
per tante cose che i piccoli uomini di oggi possano cercar di sapere
e scoprire, le verità sono state dette all'origine dei tempi,
quando erano carne e sangue dei popoli; e a esse occorrerà
tornare. Poi questa disposizione fondamentale può essere
sviluppata da un pasticcione incolto, come Evola, o da un grande
pensatore, come Heidegger. Ma il nucleo è lì. L'odio,
che talora ne consegue, per il mondo moderno o le masse, è
un effetto collaterale. Il grande reazionario può anche usare
l'aereo e l'automobile, immondi prodotti della tecnica, e votare
(ultima illusione di potere dei poveri), ma sa che non è
questo che conta, la risposta viene da altrove. L'unica cosa che
occorre rifiutare è che la verità sia una lenta e
umile accumulazione collettiva (trial and error), dove vale, passo
per passo, il consenso della comunità, e gli altri sono lì
perché da essi potremo ricevere forse il dono del dubbio.
Viste queste premesse, è abbastanza comprensibile perché
manganellatori, censori, teste rapate e croci uncinate abbiano trovato
roba da rodere e buoni strumenti nel mare magno della Grande Destra
- quasi sempre scegliendo gli effetti collaterali, e le idee più
accessibili alla loro mente, e quindi le più rozze. Ma se
è solo per questo, è anche vero che arruffapopoli,
scontenti, facinorosi, abbiano trovato roba da rodere a sinistra,
e anche lì scegliendo il peggio.
Però lo sai che la grande lotta tra la destra eterna (orgogliosa,
sicura della rivelazione che otterrà interrogando le profondità
della storia e dell'antropologia, dei miti e dei riti) e quella
che proprio non chiamerei sinistra, né orgoglio progressista,
ma senso di una verità che si fa giorno per giorno confrontandosi
anche con i meno dotati (non come oggetti d'amore, ma come interlocutori),
sta lì. Non c'è armistizio possibile. Perché
la vera destra è necessariamente pagana, e adora dèi
spietati, anche se talora finge di prestare orecchio al discorso
della montagna. Alle armi, o mansueti! |
I Contemporanei
La Galleria
Gli Immaginari
Bibliografia
Rinascimento e Decadenza
Morte
Religione
Droga
Politica
Denaro e Lavoro
La Donna
Musica
Malinconia
Il Fumo
Link
Massime e minime
Documenti |