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| Gentile Sperelli,condivido tutto:costui e´ vittima di sé´, del suo tempo e del ruolo che si è ritagliato nel mondo. E non sfugge,ahimè, alla necessità di apparire piuttosto che essere.La sua vera viltà sta nel far pagare a un´innocente (Maria Ferres) colpe che non ha.E l´Amore, sempre MOLTO invocato durante tutto il romanzo, è un´altra vittima del cinismo di Andrea. Alla fine, il Piacere, dov´è? Qualcosa evidentemente mi sfugge... |
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francesca rosellini 17-09-2008,13:03 |
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Gentile Rosellini,
bisogna tentare di usare un poco di comprensione verso il personaggio di Sperelli; la forte delusione amorosa puo´ portare alla "piccola follia" che si evince nelle seguenti relazioni. Sperelli si vendica sugli altri di torti (sentimentali) subiti piu´ o meno ingiustamente, senza pero´ rinunciare alla propria grazia di dandy. Nella malvagita´ (sia essa voluta o involontaria) esiste un certo charme non privo di valore, specie se si tratta di un personaggio fittizio. Il Piacere, insomma, e´ piu´ del lettore che del protagonista... Come non considerarlo?
Cordiali saluti,
Andrea Sperelli |
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Andrea Sperelli 18-09-2008,19:04 |
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