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Egregio signor Sperelli,
ritorno a chiederle dei chiarimenti dato che la scorsa volta mi è stato utile. Non ho ben chiaro il perchè Henry de toulouse Lautrec puo essere considerato ,e si considerava egli stesso, dandy. In questo stesso sito "noveporte" ho trovato scritto :" lautrec si farà dandy quando, lasciata la monotonia della vita famigliare, si diede alla bella vita che montmartre della bella epoque offriva...". sono un pò confusa perchè la descrizione di Lautrec non sembra coincidere quasi per alcun aspetto ad un dandy quale poteva essere Wilde.
Grazie in anticipo.
Sofia Re |
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Sofia Re 20-06-2010,10:01 |
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Gentile Sofia,
un dandy è tale proprio perché non assomiglia ad un altro dandy; se fossero fatti in serie, il principio base non avrebbe più senso. Vi sono invece caratteristiche generali che, se si trovano tutte assieme in una persona, la rendono dandy - pur con tutte le infinite differenze che Wilde può aver con Proust, o con Cocteau, o con Drieu la Rochelle. Enormi differenze filosofiche e caratteriali, sotto certi punti di vista, si rimarcano tra Brummell e Wilde, tuttavia considerati entrambi due epigoni del dandismo del XIX secolo.
Sebastian Horsley, ammirevole esperto in dandismo sebbene lui fosse un autentico eccentrico, scherzava invece riguardo il "non-dandismo" di Brummell - perché aveva delle ambizioni, e un vero dandy non ne ha - e di Wilde - perché ha procreato...
Toulouse-Lautrec fu dunque un dandy, a maniera sua. Facoltoso di famiglia, si diede all´arte; nonostate le sue frequentazioni bohemienne vestiva con cura e grande eleganza, anche laddove sarebbe stato fuori posto. Inoltre le sue condizioni di salute gli permettevano di ostentare un disinteresse verso il sesso (pare però che si desse assai daffare su quel versante), nonché un umore annoiato ed un fare aristocratico - a ragione, ché apparteneva ad una delle famiglie più antiche di Francia. Sempre a causa della sua malattia era spesso depresso (tentò il suicidio in diverse occasioni), e tentava di rallegrarsi frequentando i luoghi più amati dai parigini durante la Belle Epoque.
Scandalizzava l´aristocrazia pur restandone un fedele portavoce. Come dice Barbey d´Aurevilly, parlando di Brummell, "Trasgrediva le regole pur rispettandole sempre".
Cordialmente,
Andrea Sperelli |
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Andrea Sperelli 24-06-2010,21:55 |
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