Gentile Signor Palumbo,
questo ritorno all´eleganza eccentrica, specie tra i giovani e i giovanissimi, va letto prima di tutto quale espressione di una "moda underground" che parte, come dicevo, proprio da San Francisco (ma gli inglesi dicono che parte da Londra, mah).
Non nuoce rilevare che e´ frequente anche se non eccellente, il bisogno di distinguersi dagli altri giovani uniformizzati dalla moda e dai lavaggii del cervello aziendali. Questi ragazzi, che portano cappello, cravatta, camicia, completi a tre pezzi, etc... si sentono unici, vogliono essere raffinati, collezionano begli oggetti, rari curiosi o preziosi, ma la maggior parte di loro non esce mai di casa per paura di scontrarsi con il popolo. Non si tratta di dandies, beninteso (a parte una ristrettissima fetta tra loro) ma di interessanti promesse - se non per un futuro migliore - almeno per una compagnia migliore - nel presente.
Tutto questo ambiente gravita in genere attorno agli eventi musicali indetti da qualche DJ con velleita´ artistiche, che riporpone brani jazz e swing reniterpretati alla maniera "disco" moderna. Non certo sublime, ma divertente e davvero alternativo. A Parigi, questi "giovin signori" (la maggior parte tuttavia non sono affatto ricchi) lamentano il fatto che mancano luoghi di ritrovo adatti a loro, ed e´ vero. Come lei rileva, signor Palumbo, Parigi e´ invasa dai turisti, e solo i ristoranti esclusivissimi o i club piu´ nascosti si sanno ancora proteggere dalle mandrie sudaticcie in canottiera ed infradito. Penso solo al celebre locale Castel, che ho frequentato sporadicamente, ieri ritrovo chic delle persone piu´ distinte, oggi luogo di ritrovo per ricchi fornitori e commercianti ("Sono il parrucchere di Madonna, le presento la truccatrice di Fanfani", "Oh, come sta signor decoratore d´interni del VI arrondissement?", "Non male, caro lavandaio di rue de Rivoli", e poi tutta una sequenza di baci e abbracci, di Caromiocaramia e di Ohcomestaidaquantotempo, anche se e´ la prima volta in vita loro che si incontrano...).
Recentemente ho avuto la fortuna d´incontrare una giovane americana trapiantata a Parigi gia´ da una decina d´anni, organizzatrice di eventi "vintage", specializzata nel burlesque (cio´ che noi chiamavamo, negli anni ´30, "rivista"): presto aprira´ un nuovo locale in citta´, dedicato al burlesque, operante cinque giorni su sette; visto il genere, il nuovo locale potrebbe divenire da subito centro di raccolta e catalizzazione di tutta questa eccentrica gioventu´ in cappello a cilindro e monocolo. Perche´ no? Si apre uno spiraglio.
Cordialmente
Andrea Sperelli
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Andrea Sperelli 18-09-2008,13:44 |
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