Lo Studio di A. Sperelli
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E'
importante marcare bene i confini che esistono tra lo snob e il
dandy. Il primo è, come
dice la parola, un falso aristocratico, un sine nobilitate (di cui
la parola snob è l'accorciamento). Il termine entrò
nel vocabolario comune all'inizio dell'Ottocento, in Inghilterra,
volto a designare i giovani rampolli studenti delle famiglie borghesi
benestanti.
Lo snob è un opportunista privo di consapevolezza individuale,
desideroso di ascendere la scala sociale spacciando ruolo, rango
e competenze al di sopra delle proprie limitate prerogative. Lo
snob è un arrampicatore sociale, che disprezza i suoi simili
credendo così di elevarsi ad un rango superiore. Si fa scimmia
dei potenti, confida nel progresso e nella politica, diventa, per
autoingannarsi, manichino indossante abiti all'ultima moda; al contrario
del dandy, lo snob veste ciò che è nuovo, sia brutto
o no - dato che ha i gusti personali congelati dal trendy-, mentre
il dandy preferisce conciliare la bellezza con la moda, creando
quel giusto miscuglio di originalità e classico che ritiene
necessario per non sforare nell'eccentricità o nello stupido
trendy dello snob della domenica.
Il
dandy seduce e adora 'far piaceri'; lo snob 'non guarda in faccia
nessuno'. Lo snob è cugino primo di quel borghese puritano
contro cui Baudelaire e compagni si schieravano; oggi il borghese
è in decadenza, o, a seconda dei punti di vista, si è
evoluto nello snob, una sanguisuga che serve il potere e, appena
ne ha l'occasione, maltratta i più deboli.
E, quando lo ritiene necessario, tenta di imitare il dandy, ma inutilmente.
Crede di assomigliargli ostentando freddezza e distanza, mostrandosi
superiore come la donna-sfinge di Wilde: enigmatica ma assolutamente
priva di segreti. Ma il dandy, nonostante tutti gli sforzi dello
snob per somigliargli, è al di sopra di lui e al di sopra
di quelli davanti ai quali lo snob si umilia sperando, un giorno,
di sostituirli. Il dandy vive sempre nel passato e, a volte, nel
futuro; lo snob si arrabatta nel presente. |
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