Il Brogliaccio del Dandy

In quest'area di appunti è data facoltà ai Visitatori di corredare con un'immagine un testo che abbia ad oggetto il mondo del Dandy. Un dettaglio, un personaggio, un'opera d'arte, potranno così trovare il riscontro grafico a volte necessario ad illustrare ciò che la parola non può esprimere. Si può inserire una sola immagine per volta. Come in tutte le aree interattive del castello, è necessario sottoscrivere l'intervento col proprio nome, cognome ed indirizzo.
Perché sia visibile l'anteprima dell'immagine, cosa assai importante, il nome del file grafico non dovrà assolutamente contenere spazi.
 
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  Titolo: Tight 1850 e tight 1915
Data: 2008-03-08
Nome Cognome: Andrea Sperelli
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it

Cod. rif: 671
Testo:
Ancora un breve accenno al tight, quale declinazione della redingote. Confrontiamo due pochoir di moda del 1850 circa con due fotografie ritraenti abiti del 1910-1915 circa. Vediamo la presenza, nei primi due, di alcune redingote dalle falde anteriori stondate, monopetto. Potremmo dirle dirette antenate del tight moderno? Quel che è certo è che si trattava di una variazione già in uso tra i nostri antenati di metà Ottocento. L'abito in fotografia (terza immagine) apparenne a Gabriele D'Annunzio. Come era d'uso il tight era spesso profilato in seta, e qualcuno lo fa ancora oggi (basti ricordare qualche immagine del tight del Principe Carlo indossato al suo matrimonio con Camilla Parker Bowles al Windsor Guildhall).
     
  Titolo: Tight primo Novecento
Data: 2008-03-08
Nome Cognome: Andrea Sperelli
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it

Cod. rif: 670
Testo:
A riprova di ciò che dicevo, ecco qui due figurini databili al 1910 circa. Vediamo che il completo da caccia mostra una giacca con un taglio "alla tight". Pare quindi che in questo periodo si stia affermando una lina più seplice (la gonna non esiste più, e le falde non presentano pieghe evidenziando l'ampiezza ridotta delle code), cosa che va a braccetto con la non recente "giacchetta" (così le riviste femminili dell'epoca definivano quella che è oggi la giacca tout curt, con un chiaro accento spregiativo), un capo che fino al 1915 era considerato sportivo o da utilizzarsi nell'informalità più o meno domestica. Quale copricapo fosse più indicato con cosa e quando, è ancora cosa da analizzarsi a fondo. Ma dacché il gusto del signore di fine Ottocento concepiva il cappello come parte integrante della sua mise giornaliera, possiamo per il momento dire che esso si abbinava per più colore e per forma all'abito, e non tanto per dare o togliere formalità, dacché l'abito stesso rivelava la situazione nella quale era indossato. Il decadimento del cappello a cilindro andò di pari passo con la relegazione dello stesso alle situazioni di formalità pura. Prima la bombetta, e poi la lobbia (o homburg), ne presero il posto durante i primi tre decennii del Novecento.
     
  Titolo: Palamidone: tra tight e redingote - 2
Data: 2008-03-08
Nome Cognome: Andrea Sperelli
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it

Cod. rif: 669
Testo:
Dubito che si possa parlare di differenze tra tessuti impiegati al fine di definire una certa etichetta piuttosto che un'altra, per un capo dell'epoca: giustamente la varietà dei tessuti e la fantasia dei sarti, combinata con quella dei clienti, dava origine a giacche, redingote, palamidoni e tight che oggi fatichiamo a classificare nettamente. All'epoca come oggi si proponeva una "linea" differente per ogni "stagione", un modellato o una proporzione differente, tanto per modernizzare. L'uso e la consuedtudine ha poi deciso di affermare certi capi e non altri. Il tight fu una delle tante declinazioni della redingote ad avere fortuna, fino ad arrivare ad oggi. Come dicevo, il gusto dell'epoca preferiva giacche accollate e lunghe (perlomeno, quelle con un'aura formale). La gonna stondata iniziò a chiamarsi falda, e poco a poco se ne restrinse il punto vita, più o meno ad un'altezza naturale - lasciando quindi da parte, già nel 1900, la linea a coleottero o il palamidone, che presupponevano entrambi un gusto per l'autocaricatura - o almeno così era interpretata tale variazione dai più giovani. Nato il tight (a tre o quattro bottoni, profilato di seta o meno, chiaro per il giorno e scuro per la cerimonia ed il duello), si impose la cravatta in luogo del plastron, riservato oramai soltanto più agli anziani, ai commendatori ed agli uomini "di polso". La cravatta veniva tuttavia intesa come una variazione del plastron, ma non come un accessorio a sé stante. Per questo era spesso trafitta da uno spillone di perla, ed era l'accompagnatrice ideale del tight, che la regola dell'epoca (data da una consuetudine durata pressappoco trent'anni) vietava d'esser messo con un papillon. La cravatta, discendente del plastron, trovava vita facile grazie ai solini rivoltati (simili ai colletti di oggi), che si andavano imponendo nel gusto maschile senza difficoltà, e sotto i quali era difficile passare un plastron come lo intendiamo noi.
     
  Titolo: Palamidone: tra tight e redingote - 1
Data: 2008-03-08
Nome Cognome: Andrea Sperelli
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it

Cod. rif: 668
Testo:
Egregio Signor Pugliatti, credo che le differenze siano ancora a venire. Mi spiego: si sta qui discorrendo di un'epoca nella quale i codici sartoriali erano ben diversi da quelli odierni, ed i canoni del gusto si definivano in altri modi. Oggi abbiamo poche scelte, ben definite e regolamentate. Tutto ha un nome e un cognome, e certuni riescono perfino a regolarizzare l'orario per un certo fazzoletto da taschino. Siamo in un certo qual senso nell'epoca del "manierismo" vestimentario, se posso permettermi un termine da storico dell'arte. Al contrario, tra XIX sec. e XX sec. esistevano differenti proposte dei giornali di "moda" maschile, che ciascuno chiamava un po' come voleva. La redingote venne chiamata finanziera, ma anche stiffelius. Tuttavia, l'italiano elegante del '900 si riferiva anche al tight nero col nome di finanziera. Ciò che i giornali e gli umoristi chiamavano palamidone poteva essere il capospalla di Giolitti ma anche una qualsiasi altra redingote di taglio differente. Tornando appunto a quello che lei ha iniziato a definire palamidone (per comodità ne adotto il termine): a mio avviso potrebbe essere ciò che sta, in una ideale linea evolutiva, tra la redingote e il tight (o morning coat, ma io preferisco sempre il nome all'italiana). Si tenga conto che all'epoca era rarissimo vedere un tight ad un solo bottone, ovvero nella forma oggi codificata. Il gusto ottocentesco voleva la giacca lunga (a mezza coscia o al ginocchio) e una scollatura minima. Credo che questi siano i punti di partenza per riconoscere certe linee "evolutive", o di metamorfosi del guardaroba maschile.
     
  Titolo: Palamidone e redingote monopetto-I
Data: 2008-03-06
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail: carpu65@hotmail.com

Cod. rif: 667
Testo:
Quali sono dunque le caratteristiche che differenziano il "palamidone" dalla redingote ad un petto? non certo l'essere spesso realizzato in colori differenti dal nero o in tessuti toute de memè col pantalone.Abbiamo infatti perfette redingote,addirittura a due petti, in colori differenti dal nero ed in toute de memè.Basti pensare al celebre ritratto del Boldini di Robert de Montesquiou in redingote color tortora,o a questo figurino del 1901 che mostra un frock coat dal taglio classicissimo confezionato nello stesso bel tessuto finestrato utilizzato per i pantaloni.A mio avviso la differenza tra redingote monopetto e "palamidone" non sta neanche nel taglio;vero è che il "palamidone" ha il fondo anteriore della gonna un pò più discosto ed arrotondato,ma vero anche che vi sono esemplari di redingote doppiopetto che presentano la stessa soluzione (ad esempio il bell'esemplare ad "ali di coleottero" presentato da Mocchia di Coggiola).La vera differenza a mio avviso è da ricercarsi nell'uso di differenti accessori.La redingote monopetto è sempre accompagnata dal cilindro,il "palamidone"invece da cappelli flosci dalla tesa più o meno ampia,da bombette,da lobbie.Le cravatte,i bastoni,i colli delle camicie,i guanti sono col "palamidone" di linea e colori più rilassati di quelli che accompagnano la redingote ad un petto.In un certo qual modo si potrebbe dunque affermare che il "palamidone" è un tipo di redingote monopetto meno formale,con una vocazione da mattina in città.
     
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