Il Brogliaccio del Dandy

In quest'area di appunti è data facoltà ai Visitatori di corredare con un'immagine un testo che abbia ad oggetto il mondo del Dandy. Un dettaglio, un personaggio, un'opera d'arte, potranno così trovare il riscontro grafico a volte necessario ad illustrare ciò che la parola non può esprimere. Si può inserire una sola immagine per volta. Come in tutte le aree interattive del castello, è necessario sottoscrivere l'intervento col proprio nome, cognome ed indirizzo.
Perché sia visibile l'anteprima dell'immagine, cosa assai importante, il nome del file grafico non dovrà assolutamente contenere spazi.
 
- Scrivi sul taccuino - Torna alla homepage -
 
  Titolo: L'anima del dandy fotografata - 2
Data: 2008-10-08
Nome Cognome: Andrea Sperelli
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it

Cod. rif: 882
Testo:
L'immagine precedente, come questa e quelle che seguiranno, fanno parte di una serie di fotografie ritoccate, rielaborate e "violentante" di anonime anime trovate nei cesti dei mercati dell'antiquariato di Parigi. La serie, intitolata "A forza di risuscitare" è stata iniziata da Raphael nel 2007 e prosegue tutt'oggi. Ecco il testo che accompagna le fotografie: "'À force de ressusciter' est réalisée à partir d'anciens négatifs d'un studio du début du XXe siècle. Tous les sujets arborent un costume d'apparat significatif d'une haute fonction sociale. Ils sont les lois et la justice, l'armée, la finance, le pouvoir, l'Eglise et l'Etat. Ces hommes tenus par la rigueur, dissimulés derrière la raideur de leur quotidien, Raphaël Denis ne peut occulter l'idée leur vie intime. Il les imagine souffrant de ne pas vivre en accord avec les désirs qui les animent. Tout autant de fantasmes, de pensées lubriques, violentes, immorales, sensuelles que de sentiments de culpabilité. Pour mieux les signifier il accapare leurs visages, leurs regards et les charge de balafres, plaies purulentes, boursouflures, maladies cutanées. Ils sont là, installés dans un espace dépouillé de tout élément anecdotique. Seule vient s'installer une matière pourrie, craquelée afin que tout puisse contribuer au reflet de leur âme." --- (Tratto dal sito http://raphael-denis-photo.com/).
     
  Titolo: L'anima del dandy fotografata - 1
Data: 2008-10-08
Nome Cognome: Andrea Sperelli
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it

Cod. rif: 881
Testo:
"Vuole vedere un dandy?": così mi apostrofa un ragazzo di circa venticinque anni mentre stavo seduto placidamente ad un caffé, dedicandomi alla lettura di qualche vacuità. Raphael Denis, tale è il suo nome, va a prendere una cartellina, posta accanto al tavolino al quale era seduto (fuori al freddo in terrazza ché, come me, è un fumatore) e ne trae l'immagine che potete vedere qui accanto.
     
  Titolo: "Il solino", fiaba di Hans Cristian Andersen
Data: 2008-10-08
Nome Cognome: Andrea Sperelli
E-mail: andreasperelli8@yahoo.it

Cod. rif: 880
Testo:
Il solino --- Fiaba di Hans Christian Andersen ------- C’era una volta un bel cavaliere, che possedeva solamente un cavastivali e un pettine: aveva però il solino più bello del mondo, e è proprio di questo che dobbiamo sentire la storia. Era così vecchio che pensò di sposarsi, e così durante il bucato incontrò una giarrettiera. “Oh,” esclamò il solino, “non ho mai visto niente di così magro e elegante, così morbido e grazioso. Posso chiedere il suo nome?” “Non lo dico!” rispose la giarrettiera. “Dove sta di casa?” domandò il solino. Ma la giarrettiera era molto timida e pensò che fosse una domanda un po’ strana. “Lei è certo una cintura!” esclamò il solino, “una cintura intima. Vedo bene che lei ha una funzione pratica e elegante, bella signorina.” “Lei non deve parlare con me!” gli disse la giarrettiera, “non credo di avergliene dato il pretesto!” “È vero, ma con una persona graziosa come lei,” le rispose il solino, “ce ne sono a bizzeffe di pretesti!” “Eviti di venirmi così vicino!” aggiunse la giarrettiera. “Ha un aspetto così virile!” “Sono anche un bel cavaliere,” disse il solino, “e ho un cavastivali e un pettine!” In realtà non era vero: era il suo padrone a possederli, ma lui si vantava. “Non si avvicini!” gridò la giarrettiera. “Non sono abituata a tanta familiarità.” “Smorfiosa,” esclamò il solino, e intanto venne tolto dalla vasca; venne poi inamidato, appeso a una sedia al sole e infine portato sull’asse da stirare; lì arrivò il ferro da stiro ben caldo. “Signora!” disse il solino, “bella vedovella! Mi sto scaldando tutto! Sto diventando un altro, sto uscendo di senno, lei mi sta bruciando tutto! uh! Vuole sposarmi?” “Straccio!” disse il ferro da stiro e con fierezza gli passò sopra: immaginava di essere una locomotiva che viaggiava sui binari e tirava i vagoni. “Straccio!” ripetè. Il solino era un po’ sfilacciato ai bordi, così sopraggiunse la forbice per tagliar via i fili. “Oh,” esclamò il solino, “lei è certo prima ballerina! Com’è brava a fare la spaccata! È la cosa più graziosa che io abbia mai visto! Nessun essere umano la sa imitare!” “Lo so bene!” rispose la forbice. “Lei meriterebbe di essere contessa!” le disse il solino. “Tutto quanto possiedo è un bel cavaliere, un cavastivali e un pettine! Se solo avessi una contea!” “Sta chiedendo la mia mano?” chiese la forbice, che si era infuriata, e così gli diede un bel taglio e lo rovinò! “Posso sempre chiedere la mano al pettine! È sorprendente come lei riesca a conservare tutti i suoi denti, signorina!” disse il solino. “Non ha mai pensato di fidanzarsi?” “Certo, e lo dovrebbe anche sapere!” rispose il pettine. “Sono fidanzata con il cavastivali.” “Fidanzata?” ripetè il solino. Ora non c’era più nessuno a cui chiedere la mano, e allora divenne sprezzante. Passò parecchio tempo, poi il solino arrivò alla cartiera, dentro una cassa: c’era una grande riunione di stracci, quelli più fini da una parte, quelli più grossolani dall’altra, proprio come deve essere. Tutti avevano tante cose da raccontare, ma più di tutti il solino che faceva lo sbruffone. “Io ho avuto moltissime fidanzate!” raccontava. “Non potevo stare in pace! Ero proprio un bel cavaliere, tutto inamidato! Possedevo il cavastivali e il pettine, che non ho mai usato! Avreste dovuto vedermi allora, quando stavo disteso! Non dimenticherò mai la mia prima fidanzata, era una cintura, così delicata, morbida e molto carina, si gettò in un catino d’acqua per me! Ci fu anche una vedova, che arse per me, ma io la lasciai e così divenne nera! Poi la prima ballerina mi fece questo sfregio, che ho ancora adesso; era così aggressiva! Il mio pettine si innamorò di me e perse tutti i suoi denti per il patimento d’amore. Eh sì, ne ho passate delle belle! Ma soprattutto mi dispiace per la giarrettiera, cioè la cintura, che si gettò nel catino d’acqua. Ho un gran peso sulla coscienza, non vedo l’ora di trasformarmi in carta bianca!” E così accadde; tutti gli stracci diventarono carta bianca, e il solino diventò proprio questo pezzo di carta bianca che vediamo qui, su cui è stata stampata la storia, e accadde così perché si vantò tanto di quel che non era mai accaduto. Stiamo attenti a non comportarci come lui: non possiamo sapere se non ci capiterà di trovarci in una cassa di stracci e di essere trasformati in carta bianca su cui poi verrà stampata la nostra storia completa, comprese le cose più segrete, e di dover poi andare in giro a raccontarla, proprio come è accaduto al solino! ---- FINE
     
  Titolo: L'eleganza di un poeta-6
Data: 2008-10-07
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail: carpu65@hotmail.com

Cod. rif: 879
Testo:
Anni 90 del XIX secolo, il periodo Napoletano del poeta. Quì D'Annunzio indossa un altro completo estivo,in cotone a quadretti su fondo bianco. La giacca è doppiopetto,la cravatta è ancora a fiocco,ma il colletto in questo caso è basso,morbido e ripiegato,con lembi arrotondati per difendersi dalla calura estiva meridionale. D'Annunzio ha ancora qualche capello sulla sommità del cranio.
     
  Titolo: L'eleganza di un poeta-5
Data: 2008-10-07
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail: carpu65@hotmail.com

Cod. rif: 878
Testo:
In questa immagine siamo nei primi anni 90 del XIX secolo. L'abito indossato da D'annunzio ci permette qualche interessante osservazione sulla moda estiva del periodo. Il colletto sembra morbido,non inamidato,la cravatta a fiocco è imponente e richiama cravatte della prima metà dell'ottocento. Il completo sembra essere in cotone,o tessuto di canapa,rigato su fondo bianco. La giacca è molto aperta,con generosi revers lanceolati. Sotto,è portato un gilè bianco. Ricordiamo che alla fine del XIX secolo indossare leggeri abiti estivi era una ricercatezza per pochi. La maggioranza degli uomini,anche nelle classi borghesi portavano gli stessi vestiti di panno o lanetta in estate come in inverno.
     
Inserisci la parola chiave da cercare:   

Effettua una ricerca su:
Cod. riferimento Cognome Titolo Descrizione


 
- Scrivi sul taccuino - Torna alla homepage -
 
 
[219 218 217 216 215 214 213 212 211 210 209 208 207 206 205 204 203 202 201 200 199 198 197 196 195 194 193 192 191 190 189 188 187 186 185 184 183 182 181 180 179 178 177 176 175 174 173 172 171 170 169 168 167 166 165 164 163 162 161 160 159 158 157 156 155 154 153 152 151 150 149 148 147 146 145 144 143 142 141 140 139 138 137 136 135 134 133 132 131 130 129 128 127 126 125 124 123 122 121 120 119 118 117 116 115 114 113 112 111 110 109 108 107 106 105 104 103 102 101 100 99 98 97 96 95 94 93 92 91 90 89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 79 78 77 76 75 74 73 72 71 70 69 68 67 66 65 64 63 62 61 60 59 58 57 56 55 54 53 52 51 50 49 48 47 46 45 44 43 42 41 40 39 38 37 36 35 34 33 32 31 30 29 28 27 26 25 24 23 22 21 20 19 18 17 16 15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 ]
Pagine totali: 219