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De
Paz, da settantanni insegna ai bolognesi
tutti i segreti dellabbigliamento British
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Sono
lì da sempre. I "memorabilia"
della Regina Elisabetta affissi alle pareti, i
coprispalle delle giacche nel rosso scozzese del
clan Royal Stewart, le sciarpe a rigone dei colleges
inglesi, le cravatte regimental. Sempre uguali
ma sempre diversi perché De Paz, lo storico
negozio di tessuti inglesi di via Ugo Bassi, segue
senza incertezze una filosofia ben precisa: rinnovarsi
senza tradire mai, ma proprio mai, il proprio
stile.
Con i suoi settantanni che compirà
nel 2003, De Paz è probabilmente uno dei
più antichi negozi di abbigliamento della
città. Non si è mai trasferito,
solo una manciata di volte ha rinnovato il locale.
E soprattutto, è stato sempre gestito dalla
stessa famiglia, con lorgoglio di chi ha
segnato quasi tre quarti di secolo dellabbigliamento
cittadino. Oggi, nel pittoresco negozio per due
volte premiato con Ia medaglia doro dalla
Camera di commercio inglese nel corso della "British
week, ci sono Dante e il figlio David, oltre
allo storico commesso Gabriele (e
prima, per 40 anni, cera stato Rolando),
ma la storia di De Paz nasce nel 32, quando
Alfredo (bisnonno) e Neldo (nonno) si trasferiscono
da Firenze con tutta la famiglia. La specialità
dei due commercianti dinizio secolo sono
i "negozi periodici": quando trovano
stock di tessuti inglesi "aprono bottega"
e li vendono fino ad |
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esaurimento. Anche in via Ugo Bassi il primo De
Paz è un negozio provvisorio.
Ma diventa subito di gran moda, fra gli abbienti
dellepoca, che già conoscono il tweed,
il cachemire e lo shetland, ma non sanno dove
acquistarlo. Arrivano dalla provincia i nobili
di campagna e i proprietari terrieri: in unepoca
in cui gli abiti confezionati non esistono ancora,
sono tutti orgogliosi di poter portare ai propri
sarti le stoffe dOltremanica.
Dal 41 al 45, a causa delle leggi
razziali, i De Paz, che sono ebrei, devono scappare
e nascondersi. Quando tornano, trovano il loro
negozio occupato e devono chiamare Ia forza pubblica.
«Ma tutta questa è storia vecchia
taglia corto Dante De Paz La novità
è che nel 2003, per festeggiare i nostri
primi 70anni, faremo una sorpresa alla città».
Per ora il top secret è assoluto ma...«Ve
lo faremo Sapere, non preoccupatevi».
Cosa riserverà ai bolognesi un uomo che
nell88, invitato in Prefettura a un pranzo
in onore di Carlo dlnghilterra, sbalordì
Sua Altezza complimentandosi per lottima
qualità del suo magnifico Chalk-stripe,
il vestito gessato? La stessa stoffa, De Paz laveva
in negozio e, quando laneddoto divenne noto,
le vendite, manco a dirlo, ebbero unirnpennata. |
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| Da
"Il Resto del Carlino di Bologna" -
del 23 Dicembre 2002 |
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Arrivano
dalla raffinata comunità ebraica
di Livorno e agli inizi del '900,
a Bologna, aprono le loro prime «botteghe
periodiche»: stock di tessuti
inglesi, fino ad esaurimento, qualche
settimana, poi chiudono, e poi riaprono.
Ma dal '32 sono stabili in centro,
sempre uguali (salvo interruzioni
per le leggi razziali), dal bisnonno
Alfredo fino a Dante e David. Impeccabili
e vecchiotti shetland, irish donegal,
scottish tartan, cheviot, thornproof
(taglio per giacca circa 150€).
Cachemire non pettinato da 13 once
di peso (900 €). E cravatte (vivaddio
larghe nove centimetri esatti!), velluti,
lini.
Aneddoto: nel 1987 il principe Carlo
viene insignito dalla città
della laurea ad honorem, ricevimento
in prefettura, Dante si avvicina a
Sua Altezza, gli sfiora il regale
chalk stripe (gessato grigio) e dice:
«Magnifica flanella super 100
da undice once...L'abbiamo anche noi
in negozio, da generazioni».
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| Dalla
rubrica "I Piccoli Vezzi di Stefano Jesurum"
su "Sette - Corriere della sera" - del
1 Maggio 2003 |
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