
Gran Maestro, Primo
Guardiano,
Gran Consiglieri, Prefetti,
Cavalieri, Scudieri,
c´erano una volta, in una fredda sera del
12 gennaio 2001, 40 folli che aspettavano alcuni
folli, ma molto, molto più folli. Solo
Alessandro, Bruno, Dante, Francesco, Mauro e Sante,
insomma solo sei di questi 40, conoscevano i folli
attesi o pensavano di conoscerli. Poiché
l´incontro si presentava folle, si era
pensato di tenerlo non già in una saletta
di albergo, ma nel sontuoso Palazzo Isolani,
nella splendida Piazza Santo Stefano di Bologna.
Camerieri e servizio d’ordine erano schierati,
ma alle 20.00 non si vedeva ancora nessuno.
Tutto pronto: vivande, argomenti, cuori, sale
bellissime. Nessuno. Per fortuna che Floriano
è malato, se no chi lo teneva! Così
disse Alessandro. Alle 20.30 arrivò un
folle con pizzetto da Milano, armato di sigari
portentosi. Dai, dai, forse arriva qualcuno:
…………………nulla.
Alle 21.00 arrivò il Primo Folle (o Primo
Guardiano) ed ai bolognesi apparve come una
rivelazione mistica. Con la Sua classe ed il
Suo carisma diede coraggio ai 40 folli. Va bene,
si può cominciare. Del Gran Folle (o
Gran Maestro) nessuna notizia, salvo alcune
voci che dicevano stesse sfrecciando su un’auto
di grossa cilindrata sull’Autostrada proveniente
da Genova (qualcuno già incominciava
a dubitare della Sua esistenza o a dire di averne
sempre dubitato).
Alle 21.15 incominciò la cena. Arrivarono
alcuni folli da Piacenza e la serata prese "sostanza".
Alle 22.15, con sole due ore di ritardo arrivò
il Gran Folle (lo avevo detto che esisteva veramente!
Sussurrava qualche folle). Pochi ricorderanno
ciò che disse, tutti come lo disse. Furono
certamente poche parole, che bastarono.
Intorno alle 23.00 scattò la violenza.
Aperto uno scrigno traboccante di Havana e dopo
un altro breve intervento del Gran Folle sulla
natura del Cavalleresco Ordine dei Guardiani
delle Nove Follie, iniziò una discussione
di oltre due ore su come impostare una statuetta
che rappresentasse lo spirito del C.O.. Per
discutere dell’importante questione, era
stato invitato anche un famoso artista napoletano.
Si pensò ad un gruppo composto da un
uomo e da una donna e la prima ora, in una sala
in cui l’aria era passata dallo stato
gassoso a quello solido grazie ai 40 sigari
accesi dopo la cena, fu dedicata solo a come
vestire l´uomo: memorabile prolusione
di Dante De Paz, sulla giacca da fare indossare.
Seconda ora: la donna come deve stare vicino
all´uomo? Di fianco? Seduta? Che impressione
deve dare? Fu lì che ciascuno si rese
conto di essere folle, di aver preso sul serio
qualcosa che nemmeno immaginava si potesse immaginare.
Al termine i 40 folli bolognesi tornarono a
casa entusiasti, così come quelli venuti
da lontano. Si parlò a lungo di quell’incontro
e ancora se ne parla dicendo: “io c’ero”.
Di fatto, in quella serata ed in quel luogo
nasceva la nostra Prefettura, la prima.
Orbene, il ricordo di quel
12 gennaio ci ha portato a convocare
nelle sale di Palazzo
Isolani
in Piazza Santo Stefano, Bologna
dalle ore 20 del 1° giorno dell’Ottobre
2004
la quarta adunanza provinciale di questa cavalleresca
prefettura.
Quest’anno saranno oggetto della discussione
la scrittura e il tempo creativo.
A tal fine saremo affiancati dalla

che parteciperà in forze con le proprie
penne e altre cosucce. Di solito citiamo poche
persone, ma qui non possiamo esimerci dal ringraziare
Eric Alamius, amministratore della società
e nostro attivissimo socio, che interverrà
come relatore dopo la relazione introduttiva del
Gran Maestro, che quanto a scrittura la sa lunga.
In
forza dei poteri conferitici,
in applicazione dello Statuto
ed al servizio delle nostre tradizioni
così
abbiamo decretato il 10 Settembre del 2004
LA PREFETTURA BOLOGNESE
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