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Incommensurabili Cavalieri,
come sapete dall’invito cartaceo che vi è già pervenuto,
la Cavalleresca Prefettura di Bologna è prossima a celebrare la

V Adunanza Provinciale Annuale
presso il Palazzo dei Conti Isolani
Piazza Santo Stefano - Bologna
6 Ottobre 2006 – Ore 20.00

Quanto a cibi e bevande, piuttosto che redigerne la lista preferisco descriverne i personaggi in ordine di apparizione, perché quest’anno il discorso gastronomico rappresenta concettualmente una parte importante dell’evento. Non per lo sfarzo, ma perché l’adozione di certe soluzioni dimostra quanto percorso l’Ordine abbia compiuto nel gusto e come il suo magistero nelle faccende di piacere sia sempre più capace di interpretare quel che l’uomo veramente desidera. Si partirà con lo champagne, quel Billecart-Salmon con cui abbiamo ormai la confidenza dei vecchi amici, servito in tutta disinvoltura su ciccioli secchi, mortadella e salsiccia passita. A tavola, ci attende una lasagna storica, preparata e cucinata secondo i dettami più classici da quell’inarrivabile specialista che è Nello al Montegrappa, nostro Socio e presto Fornitore.


da Nello al Montegrappa
Via Montegrappa n. 2 - Bologna
Non si tratta di catering a microonde, ma di cibo preparato al momento e trasportato da un camioncino che partirà nell’istante in cui stiamo andando a tavola. Mentre i Cavalieri si accomodano nelle cinquecentesche sale, che purtroppo non dispongono di cucine, la morbida regina viaggerà comoda e veloce, per arrivare nel piatto ancor calda del forno in cui nacque. Dopo l’evento del 19 Luglio u.s. sulla pizza, ci accingiamo a celebrare l’altro grande totem della cucina italiana nel mondo. La cena sarà preceduta da alcuni interventi del Consigliere Forni, del Primo Guardiano e del Gran Maestro, che svilupperanno il discorso alla luce di quell’alleanza tra gastronomia ed umanesimo che era stata proposta a Roma con la nostra pizza, così disubbidiente ai disciplinari delle associazioni di categoria e così accondiscendente verso la memoria di chi la pizza l’ha mangiata sin dalla nascita. La lasagna di Nello evoca i sapori delle cucine di casa, dove essi si ripetono uguali per generazioni, sino a che la forchetta, avvicinandoci al sapore dell’infanzia, cancella il tempo e ci consegna il vero valore della Tradizione.

Dopo lo champagne, la barbera. Naturalmente una tripla A della selezione VELIER, con un tocco familiare e contadino. Trascureremo la vocazione poligamica del connoisseur in favore di un solo vino, che accompagni l’eventuale bis di lasagna e la successiva pietanza di verdure, completata da un poverissimo friggione di cipolla e pomodoro. Per questa volta, gli astici restano a casa. Barbera e champagne, raffinatezza cittadina e rustica semplicità non più divise come nella celebre canzone di Gaber, ma riunite nello stesso gusto, libero sia dalla paura per le impossibili economie che dalla schiavitù delle spese inutili. Ma anche da quel complesso dell’intenditore, che avvelena il piacere di quanti avrebbero potuto essere felici bevitori e si sono ritrovati noiosi sommelier.

Si prosegue con la Torta dei Cavalieri, che partirà direttamente dal laboratorio di Augustus in Napoli. Tra gli alcool finali qualche novità in fatto di rhum, proveniente dalle infaticabili ricerche di Luca Gargano. Forse nemmeno noi ci affaticheremmo molto a vagare tra le distillerie dei Caraibi, ma fatto sta che un solo uomo sa riportare a casa ogni volta qualche preda selvaggia, un esemplare unico che ricordi al Cavaliere le altezze cui un prodotto può arrivare. Lo splendore di questi rhum d’autore nasce spesso in giacimenti piccoli e nascosti, le cui gemme una volta esaurite non sono più reperibili o ripetibili.

Ma il gran finale non sarebbe completo senza il caffè, che sarà senza compromessi. Leonardo Lelli preparerà di persona un seducente infuso con il più prestigioso tra tutti i grandi cru: lo Yauco di Portorico, di cui si producono in tutto poco più di 2.000 sacchi all’anno. Destinato alla mensa dei re, per la sua eccezionale clientela è noto come il caffè dei papi. Naturalmente vi sono imitazioni prodotte nella stessa isola, ma lo Yauco Selecto AA, cioè la suprema selezione, è rarissimo e prezioso.

Una piccola chicca. Maurizio Altieri, artista e artigiano orafo, presenterà una piccola gamma di spille tematiche, realizzabili anche come gemelli. Ciascun soggetto evoca una delle Nove Porte e nella foto già vediamo la Tauromachia, il Gioco e l’Arte. A parte oggetti e vivande, vini e argomenti, ciò che conta è l’atmosfera, che sarà quella emozionata e solenne delle nostre Adunanze. In particolare, dobbiamo dirlo, di quelle bolognesi, che tra Generali e Provinciali si susseguono ormai da otto anni e non hanno mai tradito le aspettative, se non sorprendendoci per eccesso. Grazie ai Prefetti Sante Speranza ed Alessandro Melotti, ma anche a tutti coloro - e non sono pochi - che hanno collaborato a questa impegnativa edizione.


Numquam Servavi
Il Gran Maestro




Note
La solennità delle Adunanze non è vuoto formalismo che voglia dare consistenza a ciò che manchi di struttura. Tutti la avvertiamo piuttosto come opportuna, naturale difesa dei temi e sentimenti cavallereschi, tra cui quello più alto di tutto l’universo maschile: l’amicizia. In questo clima privo di esibizione e competizione, anche la gastronomia non ha mai voluto stupire, quanto esprimere la fede nella tradizione come sede privilegiata del gusto. Quest’anno il menu è centrato sulla lasagna, piatto la cui diffusione internazionale è eguagliata solo dalla pizza. Come per quest’ultima, alcuni significati si colgono solo dalla prospettiva locale. Non resta quindi che andare, sentire, imparare, e ciascuno a suo modo ricordare.

Programma
Ore 20.00 - Bicchierata cavalleresca
0re 20.45 - Introduzione dei Prefetti e prolusione del GM
Ore 21.00 - Elogio ed esegesi della lasagna
0re 21.15 - In tavola

Organizzazione
Prenotazione obbligatoria e impegnativa presso la nostra Prefettura - prefettura.bologna@noveporte.it - Sono attive le consuete convenzioni alberghiere, ma il massiccio afflusso dall'Italia e dall'estero consiglia di anticiparsi, perché all'ultimo momento la sistemazione potrebbe essere un problema. I costi saranno nell’ordine delle precedenti edizioni. I Cavalieri provenienti da lontano troveranno ad accoglierli la solita auto blu "bonificata" alla cavalleresca, cioè senza musica e senza deodoranti. Comunicare alla Prefettura numero di persone, un recapito, l' orario e il luogo di arrivo, cioè stazione o areoporto. Per ovvi motivi, si prega di razionalizzare l'uso del servizio utilizzandol, quando possibile, per piccoli gruppi. Abito scuro, con cravatta, spilla o altre insegne sociali.

La lasagna ai tempi dell'appetito
Negli anni cinquanta, da Bolzano alla Calabria la gente saliva in treno sognando la sosta alla stazione di Bologna e il suo cestino da viaggio con dentro le lasagne: larghe fette di pasta verde, che, fumando appena sfornate, dai molti strati ben rassodati trasudavano con fasto barocco ragù e besciamella in un trionfo di colori e sapori. Non c’era la certezza che il carrello arrivasse al vagone prima della partenza del treno, e allora, per essere sicuri di prenderne un porzione, non rimaneva che scendere dal treno, far coincidenza a Bologna, e avviarsi al Dopolavoro Ferroviario dove le mogli dei ferrovieri cucinavano lasagne per un paese ancora affamato, che non immaginava di mettersi di lì a poco collettiva-mente a dieta. Dimenticando il catering democratico e ospedaliero che ha sostituito la lasagna dopolavoroferroviaria diventata fuori norma, gli strati di pasta, brulicanti di formaggio e ragù, erano e sono anche oggi come le pagine di un piccolo libro, che racconta il piacere di essere a Bologna anche solo per un giorno. (F.F.)


Dante De Paz
Bologna



Ringraziamenti
Le imprese richiedono fede e la fede si esprime anche con l'aiuto materiale. Sarebbe impossibile giungere ai livelli cui i Cavalieri sono avvezzi senza una mano da parte di qualcuno. Oltre alla VELIER che ci provvede del Billecart-Salmon e della Barbera, oltre a Lelli con lo Yauco Selected AA, oltre ai Prefetti ed agli altrii che hanno dato il loro tempo, è doveroso un ringraziamento a Dante De Paz ed ai maestri Peron, il cui contributo è stato indispensabile.
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