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![]() ![]() ![]() ![]() Castello di Susans – Susans di Maiano (UD) Venerd́ 13 Aprile 2007 – Dalle ore 16.00 – Cena ore 20.30 Inesprimibili Cavalieri, per la sua Terza Adunanza Provinciale Annuale, la Prefettura di Udine ha trasmesso una quantità di informazioni e di materiale tale da rendere difficile una sintesi delle attività previste. Diciamo che lo staff organizzativo ha pensato così in grande che ora siamo in difficoltà nel trasmettere al corpo sociale ciò che li aspetta a Susans. Le nostre Adunanze sono tutte simili e ciascuna è unica. Il clima e lo champagne sono sempre gli stessi, ma l’atmosfera cambia secondo i luoghi. Chi ha partecipato all’Adunanza Generale del 2003, svoltasi nel remoto maniero di San Gaudenzio, sa cosa significhi per i Cavalieri potersi muovere in un vero castello, in un luogo isolato ed autonomo come l'Ordine stesso. Così avverrà anche in questa occasione. Qualche foto e alcune descrizioni ridotte al minimo indispensabile aiuterranno l’immaginazione. ![]() PROGRAMMA ![]() ORE 16.00 – 20.00 Si gusta e si pregusta Guardando con attenzione la mappa in alto, si nota che Susans è vicinissima alla capitale del prosciutto artigianale italiano. Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele, che tutela le tradizioni e la qualità del prodotto, ha risposto con entusiasmo al nostro invito di presentare e commentare lo stile tipico di questo prezioso alimento.
![]() La forma solenne del San Daniele sembra quasi voler evocare un archetipo maschile, a fronte di quello femminile simboleggiato dal disegno rotondo del Parma. Dante Bagatto, grande conoscitore, piccolo produttore e maestro affettatore, ci farà da guida tra i diversi invecchiamenti, tra i delicati profumi, tra i sontuosi grassi che vestiranno i cavallereschi palati per meglio prepararli alle sfide alcoliche della giornata. Non è certo con la morigeratezza che abbiamo costruito la nostra fama ed è anche per questo che le Adunanze raccolgono solo i Cavalieri. Il resto del mondo è troppo preoccupato della linea, dei calcoli ai reni e di quelli alla fine del mese. Poco e buono, dicono. Buono va bene, ma il poco può essere una legge? Alcune qualità si percepiscono e si trasmettono solo se in una certa quantità.
![]() E’ il caso dello champagne. Una flute dalla capacità di un ditale, quella per brindare al taglio della torta nuziale, può contenere qualsiasi cosa. E’ nelle bottiglie lentamente, attentamente, ma inesorabilmente svuotate per intero, è in bicchieri un po’ più capaci che si distende e si legge questo grande vino. Per la verità, in omaggio al principio che nello champagne la quantità sia una qualità, il Cavalleresco Ordine usa definire il contenitore da 0,75 Lt come “Flacone”, per ricordare come esso rappresenti una dose unitaria. E’ a quella che normalmente viene chiamata “magnum” che noi riserviamo il nome di “Bottiglia”, per indicare la proprietà di essere divisa in più persone.
![]() L’argomento non è stato introdotto a caso, ma per introdurre un’altra presenza speciale. Interverrà infatti una rappresentanza della Confrérie du Sabre d’Or, guidata dal Maestro Sciabolatore Elodio De Nardi, Ambasciatore in Italia della Confraternita.
![]() Far saltare la testa ad una bottiglia non è solo un gesto di destrezza. Nel modo di affrontare con sciabola e decisione un atto irreparabile, nell’atto di decapitare il flacone o la bottiglia perché non possa più essere richiusa, ma solo goduta lì ed ora, v’è qualcosa che evoca un modo di vedere e vivere la vita. Introdotti gli scopi e lo spirito di questo sodalizio, anch’esso costituito come un Ordine Cavalleresco, De Nardi ed i suoi daranno dimostrazioni dell’arte sciabolatoria. Chi vorrà, potrà approfondire il discorso e, dopo le usuali procedure, essere ritualmente intronizzato Sabreur, cioè membro effettivo della confraternita.
![]() Verranno utilizzate ed esposte le meravigliose sciabole della Confrérie, che i membri possono anche farsi personalizzare. Secondo i loro principi, gli Sciabolatori si cimenteranno con almeno tre qualità di champagne. Poiché qualcuno dovrà pur berlo, si rende opportuna la presenza, sin dalle prime ore, di un certo numero di Cavalieri. E’ il nostro senso del dovere che lo richiede.
![]() ORE 20.00 Bando agli indugi Tra champagne, sciabole, prosciutti, visita alle segrete e qualche altra avventura di cui per ora taciamo, Cavalieri che si incontrano poche volte l’anno avranno avuto modo di chiacchierare – e fumare - nelle sale del castello. Alle 20.15 squilleranno le trombe dell’Adunanza per raccogliere tutti nell’immensa sala da pranzo. Le cariche cavalleresche locali presenti rivolgeranno un saluto agli intervenuti e presenteranno le prossime iniziative della Prefettura di Udine. Dopo eventuali interventi di altri Prefetti e Consiglieri, il Rettore della Porta della Gola Gianluca Gargano ed il cavaliere Ales Kristancic illustreranno brevemente i risultati del convegno di Ca’ Scapin del 1 e 2 Aprile 2007 (vedi www.velier.it), di certo sovversivi dell’ordine enologico. Le attività assembleari saranno chiuse dalla prolusione del Gran Maestro, che in vista della storica Adunanza Generale che si terrà a Novembre a Napoli sta conducendo in ciascuna Adunanza Provinciale Annuale un viaggio a tappe nella simbologia del Cavalleresco Ordine. In questa occasione verranno approfonditi i significati ed i motivi del nostro motto.
![]() ORE 20.30 Cavalleresca Cena degli Elementi Qui la Prefettura dell’Aquila d’Oro ha deciso di stupire. Normalmente, per quanto riguarda la tavola le nostre Adunanze non sono fondate sulla gastronomia, ma sulla cucina. La parola “gastro-nomia” porta in quel suffisso il concetto di legge, quindi di astrazione. A noi invece interessa un po’ più la tradizione, cioè la norma che non viene imposta dalla scienza o dall’autorità, ma dal rispetto per la memoria comune. In verità, Udine si è sempre distinta nel coniugare perfezione formale e tradizione locale. Questa volta sappiamo poco del menu, ma di certo è quanto basta per creare una certa attesa. Quattro dei più importanti chef della regione, tutti allievi di Alaine Ducasse, evocandole in altrettanti piatti diversi celebreranno la forza, l’azione e la natura dei quattro fondamenti dell’universo così come tradizionalmente concepito: la Terra, l’Aria l’Acqua ed il Fuoco. Un’armonia non facile, per una sfida che porterà sulla nostra cavalleresca tavola la ricerca alchemica e la sfida epica. Ogni chef sceglierà un vino da abbinare, anch’esso non ancora dichiarato, da bersi in alternativa (o in aggiunta) al nostro tradizionale Billecart –Salmon, che questa volta ci seguirà lungo tutta la cena, fino ai lussureggianti distillati finali. Ovviamente, non piegandoci noi Cavalieri alla dittatura salutista, si fuma. Cavallereschi siano i nostri saluti quanto le premesse di questo incontro. |
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