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Only for Ladies
Il linguaggio del ventaglio
Il codice del guanto
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E' inutile girarci intorno. Questa, catturata in un solo disegno meglio che in mille parole, è la visione maschile classica, ancestrale, cavalleresca. La donna incarna la grazia, il sacrificio per amore. L’uomo, trasfigurato dall’ideale, si sacrifica invece per la bandiera o per una semplice giostra d'armi. La dama difende la vita con la vita, il cavaliere la rischia per l’onore o solo per il gusto della prova. Forse ci va ancora bene così, ma che ne pensano dall’altro lato? Tenace difensore dell’immaginazione virile, il Cavalleresco Ordine si tuffa in una giostra fuori casa e rischia l’osso del collo dedicando un evento alla sensibilità femminile. Non una serata con le donne, ma per le donne. Avranno infatti il luogo e l'occasione di dirci, se vogliono, come vedono l’uomo oggi in se stesso e nei loro confronti. Badando al sodo, ai valori in campo, senza complicazioni sociologiche o dibattiti da talk-show. Le cose potrebbero essere cambiate di meno, di più, o solo diversamente da quanto crediamo. Se parlassero, ascolteremo in silenzio. Se tacessero, cercheremo di capire lo stesso. Ad un certo punto, poiché le sale lo permettono, si darà la parola alle dame che abbiano qualcosa da dire sull'argomento della serata. Non sappiamo se lo faranno e nel caso che cosa diranno. Il Gala prevede comunque anche un paio di "siparietti", uno dedicato al mondo femminile ed un altro, più breve, a quello maschile.




Si dice che l'uomo ami il gioco ed il pericolo. E sia la Donna, il gioco più pericoloso. Come a dimostrarlo, Sorrel Smith ci incanterà con una dimostrazione di alta civetteria d’epoca. Scopriremo così sino a che punto già le nonne delle nostre nonne la sapessero lunga. E che difesa può esserci da armi così potenti? Sorrel Smith, pittrice californiana residente a Parigi, è animatrice di feste in costume nella capitale francese ed altrove. Specialista della cultura muliebre, basandosi su saggi d’epoca e romanzi è riuscita a recuperare una perduta lingua di gesti, la cui punteggiatura sono gli sguardi. Nella foto in alto mostra il gesto che vuol dire “seguitemi“. Non sarà sbagliato, qualora non lo si ritenga ingombrante, portare un ventaglio.




Il guanto evita il contatto con le cose, ma si toglie per salutare l’amico. Evoca così un certo distacco dalla materia, una visione mediata dall’educazione del gusto. La mano guantata parla di una scelta intellettuale, ma anche di una sensualità fuoriserie, a prescindere dal sesso di appartenenza. Oggi ridotto ad accessorio da freddo, il guanto maschile seppe essere anche segnale di potere e cultura. Può avere significato in vari ambiti cavallereschi, dal corteggiamento al duello. Massimiliano Mocchia di Coggiola, torinese come artista, parigino di residenza e senza patria come dandy, li illustrerà da par suo.
Abitata per generazioni dalla stessa famiglia, Villa Marinella è difesa da un piccolo giardino. Dalle sue terrazze guarda il mare di Napoli, senza mai potersi abituare a tanta bellezza. Gli attuali proprietari la aprono a chi esiga un vero ricevimento. Dopo i luoghi dell'Adunanza, che celebrano la Napoli del centro, della cultura e dell'arte, un menu caratteristico ed una vista mozzafiato permetteranno a chi non conosce la nostra città di vedere un altro dei suoi molteplici aspetti. Poiché moltissimi interverranno da lontano, la cena sarà tradizionale e partenopea, mentre tutto il resto sarà imprevedibile e internazionale. Insomma ragù e baccalà invece di sushi e lingue di allodola, fritture calde invece del gazpacho freddo, ma anche tanto champagne, il nostro Billecart Salmon e forse l'incredibile PURO di Movia, piuttosto che mortificanti abbinamenti da sommelier. Non si è sempre detto che alle donne piacciono le bollicine?
E c'è dell'altro. Non troverete riffe di beneficenza, sponsor invadenti o propaganda di qualcosa o qualcuno, come in tutte le serate mondane degli ultimi venti anni. Non abbiamo peccati da farci perdonare, né conti da far pagare ad altri. L'Ordine ha una missione umanistica, non umanitaria e tanto meno commerciale. Vuole rifondare la dignità del piacere e lo fa nell'unico modo possibile, liberandolo da pregiudizi, dai sensi di colpa e dagli abbracci mortali con stupidaggini come il lusso ed i suoi marchi. Il piacere non può mai essere autentico se viene vincolato a limiti diversi dai soli che la sua natura deve riconoscere: il buon gusto, il senso della misura, ciò che si è ereditato dai padri, ciò che si intende lasciare ai figli.
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