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25 Febbraio 2011

LONDON HOUSE di Mariano Rubinacci
Via Filangieri n. 25 – NAPOLI

RESOCONTO
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Poche volte, dopo la celebrazione di un evento, ci si rende conto che non si sarebbe potuto fare di più e di meglio. Il VII Dress Code è stato illuminante e luminoso, non si può dire altro. Mariano Rubinacci aveva preparato alcuni capi del suo Museo e li ha descritti con profondità ed entusiasmo, soffermandosi sui dettagli che caratterizzano la scuola napoletana. Tra essi una giacca rossa a code per la caccia a cavallo cucita negli anni ‘50 per il Conte Leonetti di Santojanni; il frac indossato da De Sica nel film “Il Conte Max”; uno smoking degli anni ’30 che Mariano ancora indossa con frequenza.
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La sola presenza di Maurizio Marinella a fianco di Mariano e Luca Rubinacci completava la serata, conferendole il crisma di un incontro napoletano al livello più nobile, mai raggiunto e nemmeno proposto in precedenza. Mariano, mai apparso così a suo agio, ripercorreva la vicenda familiare ed il suo intreccio con la storia ed i protagonisti dello stile napoletano. Luca dava qualche pennellata di internazionalità ed attualità, raccontandoci aneddoti e tic della clientela di tutto il mondo.
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Duchi, re, magnati, i vezzi del gotha si rivelavano all’occhio attento dei Cavalieri nella visita al sancta sanctorum: il laboratorio di sartoria. Non tutti sanno che Rubinacci non ha la sartoria ad Arzano o a Casalnuovo, ma nello stesso palazzo di Via Filangieri che ospita lo storico negozio. Vi lavorano quaranta artigiani, tra sarti ed operai. Stupiva la giacca del petroliere Abramovic, che come Presidente del Chelsea si era fatto foderare una giacca da sera con una maglia da gioco di Drogba. Destava ammirazione la house jacket in velluto bordeaux foderata in seta da cravatte e realizzata per S.A.R. il principe Salman Faisal, di cui sopra si vede l’etichetta. Frac, morning coat, dinner jacket ed altri pezzi da cerimonia e da gran sera facevano capire con il loro muto, ma eloquente linguaggio, la statura sociale della clientela di Rubinacci.
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Grande favore ha riscosso la traduzione del libro di Nick Foulkes realizzata dall’eclettica Simpatizzante Silvia Dal Prà, cui vanno i miei ringraziamenti a nome dell’Ordine. Curata e meticolosamente illustrata dalle Officine della Biblioteca Cavalleresca, ne è venuto fuori un fascicolo di trenta pagine (lo vedete qui sopra in mano al Prefetto Italo Borrello). L’omaggio che l’Ordine ha così fatto ai presenti che avevano acquistato il libro in inglese, ma in generale a Mariano, non è restato senza contropartita. A nome della sua compagnia, Mariano Rubinacci ha siglato una convenzione che ammette i Cavalieri a … (omissis). La Maison Rubinacci non è solita concedere simili favori e si tratta di una vera ed unica eccezione.

Gran finale della prima serata con una cena al Reale Yacht Club Canottieri Savoia, la cui cucina, accoglienza e servizio sono stati irreprensibili. L’intera sala delle assemblee ci è stata messa a disposizione in esclusiva, in modo che si è potuto fumare come nella migliore tradizione del Cavalleresco Ordine.

Cavallerescamente

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