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![]() ![]() ![]() 16 Marzo 2007 - Roma - Palazzo Ruspoli Ore 16.30 - Si raccomanda la puntualità L'ingresso è da Piazza S. Lorenzo in Lucina ![]() Irrevocabili Cavalieri, con l’appuntamento “MADE IN ITALY”, organizzato a Palazzo Ducale dalla lungimirante Prefettura di Genova, l’Ordine inaugurò nel 2005 l’abitudine di indire ogni anno un convegno speculativo. Nel 2006, nell’ambito di “Scrigno” e quindi in Palazzo Ruspoli, abbiamo varato a Roma quella che sin dall’inizio doveva essere (e sarà) una serie triennale di conferenze su temi strettamente collegati: Qualità, Lusso e Prezzo. Questo percorso concettuale mira da un lato a sondare la percezione attuale del gusto e dall’altro a fare chiarezza su vaste aree che restano banalissimo consumo, ma che il grande marketing si sforza nel camuffare da nicchie. Alla fine, piazzati i pilastri nei punti giusti, sarà possibile gettare un ponte verso argomenti ancora più complessi, improponibili senza un’adeguata preparazione del terreno attraverso l'analisi. Mettendo insieme persone con esperienze, nazionalità e quindi punti di vista diversi, quest'anno cercheremo di ridefinire i confini di un'altra parola i cui contenuti, per non dire diritti, sono violati dall'abuso.
Palazzo Ruspoli - Roma ![]() Il lusso, un tempo legato ad un’idea oligarchica, viene ora associato a consumi sempre più raggiungibili. Dovrebbe essere evidente che il lusso di tutti non è di nessuno, eppure pochi riescono a percepire l’inganno. Il trucco più efficace della macchina mediatica è nel disgregare la complessità del lusso, comprimendo nelle cose quello che all’origine era un atteggiamento del soggetto. Nasce così la categoria degli oggetti di lusso, con le sue fiere e le sue riviste. Nonostante le dimensioni, questo sistema industriale si fa chiamare sempre nicchia. Un po’ come quelle signore di una volta, che al commesso chiedevano sempre il 37, pur calzando il 40. Ma è filosoficamente ammissibile l’esistenza di una categoria di oggetti di lusso, oppure il lusso è in un modo di essere soggettivo, in un rapporto mutevole di luogo in luogo, di tempo in tempo e da persona a persona? La sua oggettivazione vuole indirizzarci a credere che il lusso sia nel consumo e nell’accumulo. Ma non è piuttosto il Lusso nell’aristocratico spreco, nell’imperturbabile distacco? Il Lusso, in sintesi, è nel prezzo, o nel disinteresse per esso? La differenza è sostanziale, in quanto pagare è un atto di volontà, mentre dimenticare è uno stato della coscienza. Un tentativo di giungere alla natura del lusso farà parte dell’introduzione al convegno. Seguiranno parecchi interventi, i cui autori ed argomenti sono indicati di seguito. Naturalmente, essendo la filosofia un gioco imprevedibile, ma che non finisce mai con un pareggio, non possiamo sapere nulla del risultato. Un motivo in più per esserci.
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