Mi è sempre piaciuto molto il termine francese amateur perché mi pare indicare un uomo in preda a una vorace e inestinguibile curiosità che ha per oggetto una passione. L’amateur, per definizione, ama disinteressatamente e non riuscirà mai a pascersi a sufficienza dell’oggetto delle sue brame. Peccato che la traduzione italiana di dilettante, pur salvaguardando la valenza positiva del disinteresse, abbia ormai acquisito anche quella negativa dell’impreparazione e della faciloneria. Comunque io credo che Giancarlo Maresca sia un amateur nel senso più puro e originale del termine. Ma un amateur di cosa ? In realtà di molte cose o meglio di un universo di valori e di tradizioni che ci sono stati tramandati e di cui lui si fa custode e interprete non per vezzo o costrizione ma per genuino amore di conoscenza. L’ho sentito porre domande precisissime a distillatori di liquori piuttosto che ad allevatori di pecore non per sfoggiare la sua conoscenza effettivamente enciclopedica ma per pura curiosità. In questo universo di interessi un posto di primo piano spetta sicuramente al sigaro cubano. Conosco molti bruciatori di tabacco (per rubare una sua efficace espressione), pochi fumatori e forse solo una mezza dozzina di veri conoscitori del complesso mondo del sigaro avana. Giancarlo primeggia fra questi. La sua stupefacente conoscenza dei suoi segreti lo rende l’amateur de l’havane per antonomasia.
Paul de Sury