Paul De Sury ha circa cinquanta anni ed è contento di ciascuno di essi. Non vuole dimostrarne meno e già questa sarebbe una qualità entusiasmante, in questi tempi di dittatura del giovinariato. Ma il suo curriculum non si ferma alla felicità di essere quello che è, traguardo a noi tutti vicino e proprio per questo difficilmente distinguibile. Di formazione inglese, il Professore possiede tutte le doti di quel gentiluomo ideale che tutti immaginiamo esista da qualche parte, ma che raramente si ha il privilegio di incontrare. Spesso lo chiamo zio, perché mi sarebbe piaciuto averne uno così, ottavo dei sette descritti da Cendrars. Avrei dovuto dirlo per prima cosa, così solo chi doveva capire avrebbe capito: fuma. Fuma l'Avana da oltre due decenni, condizione indispensabile per maturare non tanto o non solo il palato, ma la confidenza con quella parte del sigaro eterea quanto il suo stesso fumo e vicina più all’educazione che al gusto. Mi tocca dire infine che, se un giorno riuscissi a conoscere il sentimento dell’invidia, la prima cosa su cui la sperimenterei è la sua penna, di gran lunga superiore alla mia. Nella foto appare con la bellissima moglie Anisley, meritato premio di decine di viaggi a Cuba.
Giancarlo Maresca