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Fumo e fumatori
Chiacchierata semiseria sui diritti
e sui doveri,
sui divertimenti e sui piaceri,
su oggi e su ieri

Insindacabili Cavalieri,
dopo anni di silenzio, l’Ordine torna a parlare di Avana.
C'era una volta la necessità di dire della tecnica e della
qualità del suo fumo, insomma di farlo conoscere. Lo abbiamo
fatto per primi e, quando i tempi furono maturi, ben volentieri
abbiamo lasciato ad altri questo compito per noi esaurito. Oggi
occorre nuovamente qualcosa di nuovo, rintracciare le idee che possano
contrastare l'avanzata del nemico e individuare gli ideali che motivino
le truppe assediate. Il piccolo mondo dei fumatori è ferocemente
contrastato dall'esterno, ma è anche attraversato all'interno
da correnti che tendono solo a stupire, saccheggiando un tesoro
ereditato dagli antenati e dilapidando quel capitale di esclusività
e di fascino che il sigaro Avana aveva accumulato in misura tale
da poterlo distribuire anche ai parenti. Una cieca spettacolarizzazione
rende banale l'eccezionale e viceversa. Sigari alle ragazze, sigari
ai ragazzi, sigari al cane, che al terzo tiro già abbaia
per proclamarsi esperto. Ma dopo tanto democratico sforzo, invece
di trovare maggiore accoglienza eccoci sempre più perseguitati.
Priva di certezze, di un fondamento comune, di uomini che la sostengano
seriamente, di un’ideale o almeno di idee condivise, l’attività
del fumo diviene facilmente attaccabile. Ormai le conoscenze sul
sigaro sono molte e diffuse, eppure, se esiste una sua cultura,
quanti la sentono propria e si riconoscono in essa nel bene e nel
male, come accade in qualunque clan che si rispetti? Immaginiamo
che io apprenda a suonare la cornamusa, sappia tutto sui whisky
e metta su anche un kilt e il berretto a pon-pon. Questo farebbe
di me uno scozzese? Allo stesso modo, il vero fumatore non è
quello che sa tutto sul fumo e ne possiede oggetti e strumenti,
ma colui che comprende ed aderisce a ciò che il fumo comporta
e significa, che sa godere dei privilegi che esso attribuisce e
rispettare i doveri che ne sono presupposto. Eccoci quindi al dunque.
Il piacere si distingue dal vizio o dal semplice divertimento perché
non è attesa passiva o distratta di una sensazione, ma ricerca.
Quest'ultima è niente senza metodo, senza il rispetto della
natura di ciò che si va investigando. E’ quindi lecito
chiedersi: esiste una cultura dell’Avana (l’unico fumo
di cui l’Ordine si interessi ufficialmente), si può
individuare qualche vago punto di riferimento che orienti chi ne
attraversa le sterminate regioni? Non stiamo parlando di tassi di
umidità o sistemi di accensione, ma di un atteggiamento generale,
di un modo di sentire, di una distinzione fondamentale del bene
e del male all’interno di questo limitato universo. A cavallo
si sale da sinistra. Non c’è un motivo intrinseco,
ma chi non si conformasse a questa tradizione, anche qualora fosse
un provetto cavaliere, non avrebbe speranza di essere riconosciuto
come un gentleman-rider. Il problema si chiarisce ulteriormente:
ci interessa essere dei bruciatori di tabacco o dei cittadini della
sua nazione, consapevoli custodi della sua bandiera in questo difficile
momento? Anche il pirata naviga e naviga bene, ma la sua arte è
messa al servizio di scopi individualistici, contrari alla civiltà.
Nel vino si è affermata una cultura basata sull’assaggiare
e non sul bere, sul particolare e non sul generale, quindi concentrata
su un’attività e su un modo di vedere estraneo alla
natura del prodotto. Questo sistema ha creato i disastrosi vini
che oggi si trovano in giro: anabolizzati, dopati, deformati da
interventi chimici in vigna e da operazioni di chirurgia estetica
in cantina. Allo stesso modo, il mondo del fumo si avvia a sezionare
il sigaro in centesimi, voti, terzi, abbinamenti, etc., ma intanto
si è passati dal trio d’archi all’orchestrina
di salsa, dalle giacche alle felpe, dai sussurri alle parolacce,
dai salotti alle piazze, dall’Avana all’Habano. E’
giusto? Si tratta della liberazione da un cliché limitante
o di un travisamento di una parte fondamentale dell’approccio
a quella particolarissima disciplina che è il fumo del cubano?
Dopo aver passato anni a ragionare della qualità del fumo,
ora è a rischio la possibilità stessa di fumare e
in ogni caso il gusto di farlo. Poiché il momento è
difficile, non è il caso di separarsi in parrocchie, ma anzi
quello di mettere le proprie forse al servizio dell’urgente
necessità di trovare o almeno proporre una via serena e rasserenante.
Bisogna però anche sapere che un esercito che non sappia
stare sull’attenti e saltare un pasto non può vincere
una guerra. La forza del fumo o di qualsiasi altra attività
è nell’esprimere uomini che ne sappiano rispettare
quella storia che, prima di diventare personale, era quella di chi
aveva lasciato in eredità ai posteri gli strumenti per praticarla.
E’ venuta l’ora di difendere la dignità del fumatore,
ma siamo pronti a farlo? Se dobbiamo combattere, dobbiamo sceglierci
una divisa e un atteggiamento. Se non è possibile una soluzione
di livello politico, se non ci sarà una libertà legale,
potrà essercene una a livello di consapevolezza personale,
perché anche un prigioniero non è mai completamente
impotente se ha delle idee e continua ad elaborarle. Parliamone,
in una serata che ci faccia tornare indietro, ai tempi in cui l’Ordine
nasceva come gruppo di amici uniti dalla prima comune passione,
quella dell’Avana. Una riunione in casa privata, confidenziale,
come quella che si tenne qualche mese fa in casa Parisi e che ci
attirò molte critiche per lo stile della convocazione e gli
argomenti trattati. Nessuno dei nostri detrattori notò come
l’incontro con materiali e personaggi, la presenza di un torcedor,
cose che in genere vengono proposte a pagamento, venivano offerte
senza chiedere nemmeno un copeco a nessuno, né come biglietto,
né come sostegno. Tanta libertà, in un mondo che ama
sempre più i divieti, è invisa a tutti. Ma noi siamo
di quei lupi che non perdono né il pelo né il vizio
e indiciamo quindi una nuova riunione di callosi fumatori di Avana,
ancora una volta indipendente da importatori e venditori.
Il Gran Maestro
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