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LA SCHERMA COL BASTONE
Dai disegni e dalle descrizioni antiche conosciamo quello che, per i Maestri del passato, poteva essere un bastone da poter utilizzare nella difesa personale. Lungo quanto un braccio, grosso e nodoso da usare da solo o in coppia, serviva soprattutto per entrare nella guardia, colpire, bloccare e passare nel corpo a corpo, sfoderando poi la daga per chiudere il conto. A questo bastone venivano traslate le conoscenze della spada. I colpi, le parate, le azioni, le strategie, erano quindi tracciate sulle linee di spada (vedi articolo dello stesso autore "La tradizione esoterica nell’arte della spada", riportato in calce). Al filo della lama si sostituiva la durezza del colpo, oppure un bloccaggio che consentiva di utilizzare l'arma corta o entrare in corpo a corpo.di Tiziano Grandi Il bastone lungo poco più di un avambraccio (tipo manganello della polizia), è per la lotta corpo a corpo, strumento di supporto ad azioni di intrappolamento, colpi, disarticolazione e "sottomissioni". A questo bastone si potevano trasferire le grandi conoscenze nell'arte di maneggiare la daga e nell'uso delle mani nude in cui erano espertissimi i nostri avi. Questa versatilità d'uso era apprezzata in virtù delle vaste conoscenze marziali dei nostri predecessori che grazie all'arte di schermire potevano trasferire con grande naturalezza principi, concetti, strategie ed azioni da arma ad arma, dal freddo ferro al nodoso o levigato legno. Come abbiamo, detto il bastone non era solo un'arma improvvisata o dell'ultimo momento: chi armato non era, percorrendo le "strade" di quel tempo e spostandosi di città in città, trovava nel lungo bastone utilizzato da viandanti e pellegrini un sostegno al proprio cammino e un supporto ad eventuali "discussioni di percorso". Sul finire del XIV secolo, (anche se alcuni storici spostano più indietro nel tempo la comparsa di questo accessorio di viaggio) spesso e volentieri questi bastoni portavano occultata al loro interno una lama lunga e robusta. Questa veniva fatta fuoriuscire all'esterno nella parte superiore grazie ad un movimento brusco (per forza d'inerzia) e bloccata in quella posizione da un meccanismo che ne impediva il rientro. Il buttafuori (questo è il nome tecnico dell'arma) era fornito in alcuni casi anche di lame laterali che si aprivano a fine corsa, originando una vera e propria guardia a croce appuntita, utile per parare i colpi avversari e utilizzabile nel "gioco stretto" con evidenti risultati pratici. Per la sua natura insidiosa divenne strumento non solo per i viandanti, ma anche per i briganti, che appoggiavano le loro richieste presentando il ferro. Nel museo di Castelvecchio a Verona ne è conservato un esemplare lungo 132 centimetri a cui si aggiungono altri 82 centimetri di lama a sezione di losanga occultata all'interno, che ne fanno un'arma estensibile e terribile. Bastone strumento, bastone arma, il buttafuori esprime un concetto che resterà caro nella terra delle lame: sorprendere chi vuol sorprendere, ribaltando così la sorte avversa con un'azione a sorpresa tanto inaspettata quanto micidiale. Verso il XIV secolo come abbiamo visto, per rispondere ad esigenze "conservative" e alla necessità di possedere un mezzo difensivo, si cominciarono a realizzare modelli di bastone da passeggio semplici o animati, cioè cavi all'interno per contenere una lama con filo per colpi di taglio o a sezione quadrangolare per tirar stoccate. La nascita di questi "strumenti" ancora una volta puntava principalmente a sorprendere l'avversario, probabilmente un aggressore, (non certo un avversario in duello per il quale esistevano tutta una serie di accettate e ben regolamentate convenzioni cavalleresche) utilizzando entrambe le mani e impugnando in una il rigido fodero, nell'altra l'arma in esso contenuta e questo tanto per difendersi quanto per offendere, così come insegnava la vera Scherma Italiana. E' diffuso in tutta l'Italia di quei tempi un utilizzo del bastone anche in ambiti popolari e relativamente a contesti che potremmo definire sportivi o perlomeno di confronto non letale. Celebri a questo proposito le sfide del 1600 sui ponti di Venezia, vere e proprie battaglie tra fazioni che la tradizione vuole fossero in uso già a partire dal 1300 e che proseguirono fino alle soglie del 1800. In queste scaramucce due gruppi, spesso in rappresentanza di nobili famiglie, si confrontavano in quella che veniva definita guerra di canne (forse il termine deriva dall'uso di bastoni in canna d'India che venivano importanti da Oriente). I contendenti erano armati di questi bastoni e talvolta di scudi, con un copricapo in metallo a protezione della testa. Questi confronti avevano un regolamento che consentiva ai contendenti di assestare fendenti e stoccate agli avversari in ogni parte del corpo ed era permesso anche una volta in corpo a corpo di usare gli arti per colpire. Coloro che rimanevano feriti dai colpi venivano ritirati dal ponte, quelli che precipitavano in acqua venivano raccolti e issati sulle imbarcazioni predisposte sotto i ponti. Le scaramucce dovevano essere abbastanza cruente, e certo non mancavano gli ardimentosi per ingrossare le fila di questi gruppi. Ricordiamo che la Venezia di quei secoli era percorsa da ogni sorta di armigero e di milizia al soldo della Serenissima. Quest'arma (conosciuta con nomi diversi, quali mazza o mazzocha in veneto, rabdì, apelatìchi, pilatìkia, termine quest'ultimo che rivelerebbe l'origine dell'arma dagli apelati, guerrieri dell'altopiano anatolico) gli Stradiotti sapevano utilizzarla con grande abilità ed erano in grado di confrontarsi alla pari con le spade nemiche. Pare fosse diffusa tra la cavalleria stradiotta già nel nono secolo, all'epoca dell'imperatore bizantino Michele I Rangabe. Inoltre gli Stradiotti portavano uno scudo difensivo simile ad una targa e talvolta ad una rotella o brocchiere e un caschetto (elmo). Il loro armamento sembra riprodurre quello in uso in quei tornei popolari. Ricordiamo a tal proposito che anche a Pisa a Firenze e in diverse città d'Italia si tenevano queste sfide tra i civili, che non a caso prendevano il nome di giuoco della mazza e scudo. L'evoluzione continua dei metodi schermistici portò il bastone a seguire le linee di sviluppo indicate dall'Arte Marziale Italiana della Scherma. Verso l'Ottocento i Maestri dell'Arte di schermire, grazie alle nozioni ricavate nei secoli precedenti (nozioni di utilizzo pratico naturalmente), svilupparono metodi che divennero in breve tempo vere e proprie scuole codificate di Scherma di Bastone. Questo impulso allo sviluppo tecnico era anche favorito dal divieto di portare armi per chiunque non ricoprisse incarichi di polizia e militari. Così il bastone a due mani e il bastone da passeggio sibilano nelle mani degli schermidori e nelle sale di scherma molti validi Maestri di spada e sciabola sono anche valenti Insegnanti nella Scherma di bastone, come di lotta a mani nude e scherma corta di pugnale. Come nei secoli precedenti, il Maestro di Scherma è un Maestro d'armi completo, versato in diverse forme di combattimento e nella Difesa Personale, secondo la filosofia della scuola antica in cui la Scherma è Arte Marziale completa con e senza armi. IL BASTONE DA PASSEGGIO
Il bastone da passeggio è uno strumento/arma tra i più belli ed eleganti. La scuola italiana in virtù della grande tradizione schermistica e di grandissimi Maestri di sciabola (Cerri, Zangheri, Enrichetti, Arista, Masiello, Pecoraro, Radaelli, tanto per citarne alcuni ) ne struttura le più congeniali metodiche applicative e ne sviluppa una preziosa teoria didattico/tecnica. Non possiamo dimenticare che il terreno di confronto del bastone da passeggio è la strada e l'utilizzo pratico è legato all'autodifesa. Tuttavia, grazie ai nostri valenti Maestri, il bastone si studia anche nelle sale d'armi e gli schermidori si dilettano ora con la spada, ora con la sciabola, ora con il bastone da passeggio. Fino ai primi del Novecento troviamo ancora la scherma col bastone da passeggio nei Circoli di scherma; Maestri come il Martinelli ed il Ceselli introducono e guidano schiere di praticanti ai segreti dell'arte.Il bastone, come ci raccomanda il Maestro Martinelli, deve essere " di legno resistente ma non rigido (nocciolo, corniolo, ma anche malacca, sono tra i preferiti) grosso o curvo all'estremità superiore che prende il nome di calcio per meglio e saldamente essere impugnato. A queste esigenze conviene che esso risponda affinché non accada che si rompa troppo facilmente o che senza difficoltà si possa eseguire lo strappo e quindi il disarmo. Il bastone dovrà inoltre essere perfettamente equilibrato, badando che sia un po' più pesante alla punta, per rendere più efficace la percossa." Come abbiamo detto, il bastone viene maneggiato sulla base delle precise conoscenze meccaniche e le geometrie della sciabola del periodo, vibrando colpi alla testa, alla faccia, al fianco, puntate allo stomaco, colpi alle gambe diretti all'articolazione del ginocchio e sul lato interno alla tibia, mai dimenticando la realtà del terreno. E' scherma pura fatta di parate, sulle sei linee (dalla prima alla sesta con la prima e la seconda alta e bassa accompagnate queste ultime dallo scarto o dall'intagliata) e gli attacchi suddivisi al bersaglio avanzato e arretrato, con il tempo al braccio, le uscite in tempo, le controffese, i legamenti, i trasporti, gli sforzi, i fili, le cavazioni, le cedute, le sottomissioni. Il patrimonio di una scherma che è precisa scienza del combattimento può essere applicato alle armi diverse e al corpo disarmato, come già anticamente si faceva. Ben ricordano e percorrono il sentiero della Tradizione i nostri predecessori, tanto che in un Trattato di scherma del 1835 del Maestro Paolo de Scalzi, si legge: "Sia dunque che si giochi, o di spada o di spadone, o di sciabola, o di lancia, o di pugnale, od anche di bastone e di pugilato, egli è sempre schermire...". Scherma col bastone da passeggio in sala per tirare in assalto e scherma col bastone in strada per difendere la vita da un aggressione o da un colpo di coltello. Per questo, come tornano a raccomandarci i Maestri del tempo, si allenano le puntate al viso, i colpi di montante all'inguine, tecniche proibite nell'Assalto di sala, ma da studiare accuratamente per poter rispondere efficacemente ad un attacco. La scuola italiana, nonostante le differenze rappresentate dallo strumento di pratica, ha una caratteristica fondamentale comune: l'applicazione delle metodiche e delle strategie desunte dal patrimonio marziale tradizionale e la ricerca di un senso della raffinatezza stilistica, come raccomandato dai Maestri di Scherma del 500. Anche il bastone animato, (cioè con lama al suo interno) pur non dando vita a scuole codificate o meglio a scuole alla luce del sole, così come avvenne in ambito popolare per il coltello, continuò ad essere portato e massicciamente "utilizzato", tanto che per tutto il XIX secolo la più importante e famosa casa di costruzione di bastoni da passeggio italiana aveva come maggior specialità produttiva proprio quella di bastoni animati. La Scherma di bastone è un'arte che ancora oggi è possibile praticare nella sua formula tradizionale con la scherma di bastone a due mani e con il bastone da passeggio; la scuola italiana vanta come abbiamo visto un fortissimo riferimento storico e tecnico e una tradizione plurisecolare che consente al praticante di seguire un percorso di grande chiarezza ed indubbia precisione tecnico/ schermistica. La Scherma di bastone trova la sua ragione d'essere nella sua stessa evoluzione e nell' adattabilità ai costumi ed ai tempi. Grazie al percorso tracciato proprio dai grandi Maestri d'arme italiani, questo movimento di evoluzione è profondamente legato alla Tradizione. Nella nostra Scuola, l’utilizzo delle armi, come il bastone lungo o quello da passeggio, si studia non tanto per scopi di difesa personale, ma come tecnica per meglio comprendere la propria biomeccanica, fondendo il metodo tradizionale (nel nostro caso specifico quello orientale) con le più moderne conoscenze motorie. Questo ci permette poi di applicare questa conoscenza in altri campi, come per esempio il golf, il tennis o altro. La scherma di bastone moderna è allo stesso tempo arte e scienza, confronto in sala d'armi tra schermidori e pratica conservativa legata alla difesa della vita in strada. Il bastone, nella scherma di bastone moderna, è lungo 90 centimetri. Il legno utilizzato per gli esercizi è il rattan scortecciato da 25 mm di diametro, anche se i più tradizionalisti amano schermire con il nocciolo. Per l'Assalto si dà ancora una volta la preferenza al rattan, che oltre ad essere più flessibile del nocciolo elimina il rischio di rottura a spuntone del legno, eventualità estremamente pericolosa per gli schermidori. Le "aree" di studio sono tre: la misura lunga, la misura di mezzo bastone (anticamente di mezza spada) e il gioco stretto. La misura lunga, quella per intenderci dell'Assalto Cortese, comprende le misure di attacco e difesa sviluppate in relazione con il bersaglio avanzato, rappresentato dal braccio armato e dal tronco o bersaglio grosso. Le misure di mezzo bastone e il gioco stretto sono le "aree" che vengono studiate per avere la piena padronanza di distanze che trovano la loro attuazione nella strada, anche se tra gli schermidori più esperti talvolta il confronto viene sviluppato su tutte e tre le misure e in questo caso prende il nome di Assalto Cavalleresco. La scherma di bastone è una disciplina sorprendente: niente è più concreto di un buon bastone, niente è più convincente ed affascinante di un abile schermidore che sappia trasportare nel bastone il senso del gesto più elegante e preciso. Un fatto importante è poi rappresentato dalla reale applicabilità del bastone a contesti di difesa personale. La scientifica efficienza dello strumento e l'uso estremamente pratico che se ne può ricavare, possono rappresentare un interessante campo di studio e di ricerca tecnica. ![]() La Tradizione Esoterica nell’Arte della Spada (di Tiziano Grandi) Egualmente, è diventato sempre più chiaro che i sistemi di combattimento occidentali del Medio Evo, del Rinascimento, e del primo periodo dell’era moderna, avevano molto in comune con il loro equivalente asiatico, poiché sono stati trovati dei documenti che sottolineano fortemente la loro connessione con gli insegnamenti mistici od occulti. Si prenda come esempio il libro di Gerard Thibault (Accademia della Spada, 1630), testo dove l’arte della spada viene vista dalla prospettiva della geometria mistica, portando il lettore in un enigmatico viaggio all’interno del labirinto macro dimensionale della nostra realtà, evidenziando così il legame esistente tra Arte Marziale e tradizione esoterica-spirituale occidentale. La riscoperta del sistema di Thibault è di fondamentale importanza per lo studio scolastico delle arti marziali in generale, ma anche per lo studio in particolare della tradizione esoterica. Fino ad oggi, la connessione profonda tra spiritualità ed arti da combattimento era un’esclusiva asiatica, colorata dai vari modelli mistici di paesi come la Cina, il Giappone, la Corea, l’India… Il sistema della spada di Thibault incorpora presupposti radicalmente differenti sulla spiritualità, il combattimento e loro potenziali connessioni. Esoterismo Orientale ed Occidentale
Sono vari i fattori che hanno giocato un ruolo nell’oscuramento della struttura interna dell’arte della spada di Thibault. Uno di questi è la tendenza, molto pervasiva nella cultura occidentale dopo la rivoluzione scientifica, di sminuire l’esoterismo occidentale ad un corpo di superstizioni prive di alcun serio valore di studio. E’ cosa comune trovare studiosi con una solida base nelle religioni comparate, che sono profondamente familiari con il buddismo, il taoismo, e altre tradizioni spirituali-esoteriche non occidentali che riguardano la trasformazione interiore, ma che non hanno mai sentito parlare di un loro equivalente sistema occidentale come per esempio il neo-platonismo o la Cabala.
Per il nostro studio, vi è un fattore oscuro ben più importante da analizzare nella diversità esoterica tra oriente ed occidente, che si trova nell’intrinseca idea dell’ Energia sottile (Qi in cinese, Ki in giapponese e Prana in sanscrito). Concetti di questo tipo si trovano in tutte le arti marziali e sistemi spirituali orientali, ma l’idea dell’Energia sottile così come espressa nella tradizione asiatica non la si trova in quella occidentale, o in ogni caso non occupa un ruolo così centrale –particolarmente nelle tradizioni di pratiche spirituali che formano il ponte tra filosofia esoterica ed arti marziali.- (ndA: il termine latino spiritus, “Spirito” o “Respiro”, è stato il termine standard per energia intrinseca nell’Europa del medio evo e del rinascimento. Alcune tradizioni occidentali più recenti fanno uso di parole come Od o Vril, oppure prendono a prestito parole come”etere” o “magnetismo” dalla scienza contemporanea). Molti metodi meditativi asiatici danno molta importanza alla postura, alla respirazione e al flusso delle energie sottili attraverso il corpo, mentre in occidente sono pochi i metodi meditativi che pongono una minima attenzione a questa modalità, e se qualcosa c’è, risale a tempi recenti. Gli antichi metodi meditativi occidentali focalizzavano il loro lavoro sulla percezione e comprensione di quegli aspetti che esistevano oltre il mondo materiale. I metodi standard includevano la contemplazione di un’ immagine simbolica, unito ad un allenamento del pensiero filosofico. Il corpo e le sue energie sottili avevano nulla o poca importanza. (nda: per le pratiche meditative occidentali vedere Plotino (204/270), Giamblico (250/325) e i primi cabalisti, come Sepehr Yetzirah. Questa differenza è di fondamentale importanza per capire la corrispondenza e diversità tra il lavoro di Gerad Thilbault sulla spada e le arti marziali asiatiche. L’elemento esoterico primario di Thibault, non riguarda l’energia, ma i concetti. Come si trova anche in molte Arti marziali asiatiche, esso si basa sull’insegnamento che riguarda la realtà nascosta dietro l’ordinaria esperienza, e questa realtà, in occidente, non era generalmente compresa in termini di energie sottili. Nell’insegnamento da cui derivò in seguito l’arte della spada di Thibault, questa realtà veniva vista come una struttura di idee trascendentali o percorsi, una struttura tradizionalmente espressa in termini di geometria. La geometria, nella tradizione esoterica occidentale, ci conduce inevitabilmente ad un nome, Pitagora, che insegnò una dottrina di matematica mistica, e durante il Rinascimento queste idee erano molto in voga.![]() GERARD THIBAULT e l’Accademia della Spada ![]() Sommario dei principi fondamentali sull’approccio di Thibault nell’Arte della Spada Tutte le misure e le posture osservate in questa pratica, derivano dalle proporzioni del corpo umano. Queste proporzioni danno vita al “cerchio misterioso”, percorso geometrico complesso utilizzato nell’insegnamento della spada: in relazione alla lunghezza della propria spada: in relazione alle tre distanze del combattimento: in relazione ai dettagli minori come il disegno della gruccia o della cintura che supporta l’arma. Ogni spadaccino utilizza la propria statura come misura unitaria di base, sulla quale si dispiegano tutti gli altri fattori in una serie di operazioni geometriche. 2. Movimenti e posture naturali. La postura utilizzata da Thibault è quella classica della scuola spagnola, cioè alta e stretta, con i piedi distanti circa 30 cm. uno dall’altro, le punte dei piedi rivolte leggermente verso l’esterno, con l’arma ed il braccio esteso dritto verso l’avversario. Tutti i giochi di gambe devono essere naturali come camminare…. 3. Utilizzo del Sentimento: Nella terminologia francese della spada, la parola “sentiment” (consapevolezza o sensitività), implica un fine grado di sensitività verso la pressione di una lama contro l’altra. Per Thibault questa “sensitività” (rispettivamente Ding Jin e Dong Jin nella cultura marziale cinese) è la chiave del combattimento ravvicinato. In contraddizione con quanto veniva insegnato all’epoca, egli obbligava lo studente a restare in contatto con la lama avversaria, utilizzando il “secondo peso”, cioè la più leggera pressione per mantenere il contatto ( nella spada cinese, ma anche nel combattimento a mani nude si dice la stessa cosa, e questo “peso” dal Prof. Zheng Man Qing è stato definito di quattro once, nel senso che non bisogna mai appoggiare più di quattro once della propria forza-intenzione sull’avversario, ne permettere all’avversario di toccarvi con più di quattro once. Inoltre nel caso di un attacco, tirare l’avversario nella stessa direzione della sua forza con una forza di quattro once, che è esattamente quel poco in più che lo squilibra totalmente.). Una volta stabilito il contatto con le due lame, siamo in grado di muoverci con il nostro avversario in tutta sicurezza, poiché sapremo sempre in anticipo con quale percorso geometrico egli cercherà di muoversi: l’avversario si muove per primo, ma io partendo dopo arrivo prima di lui. 4. Unità di attacco e difesa: Come in altri manuali dell’epoca, Thibault insegna poche tecniche difensive. Piuttosto, in tutte le tecniche combina attacco e difesa: le stoccate sono fatte da angolazioni che simultaneamente parano l’attacco avversario, e il gioco di gambe è disegnato per muovere il corpo fuori dalla zona di pericolo creando un’apertura per una immediata risposta, nello stesso tempo. Attaccare è cedere e cedere è attaccare (Prof. Zheng Man Qing). 5. Movimento costante: Le posture statiche servono solo per l’allenamento, ma non sono da utilizzare nel combattimento reale. Lasciare che lo studente si muova sempre con posture naturali e libere. Appena entra nella distanza giusta, lasciare che le due spade si incontrino, attaccandolo per soggiogarlo… in ogni caso continuare a muoversi senza interruzioni. - La parte inferiore come un incessante fiume in piena, mentre la parte superiore come nuvole portate dal vento. Prof. Zheng Man Qing- 6. Controllo della linea centrale: Nella terminologia di Thibault la “Linea dritta”, cioè la distanza più breve tra i due avversari. Mantenere la linea centrale significa chiudere la possibilità di attacco da parte dell’avversario, forzandolo ad utilizzare traiettorie più lunghe, lente e circolari. –Zhong Ding in cinese- 7. Alternazione tra la linea retta e cerchio: Come la stessa geometria su cui basa il suo metodo, Thibault utilizza una combinazione di linea dritte unite a movimenti circolari (Cercare la retta nella curva, e la curva nella linea retta. Prof. Zheng Man Qing). La maggior parte degli attacchi avvengono su linea retta, estendendo l’arma verso la linea centrale avversaria; in ogni caso, attacchi circolari e una varietà di “tagli” hanno un ruolo importante. Nella stessa maniera, il lavoro di gambe include movimenti lineari e circolari. 8. Predominanza della Mente: Per molti aspetti, la cosa più importante del metodo Thibault che lo lega alla tradizione esoterica occidentale, è il suo rapporto con le dimensioni mentali. Thibault disdegnava il solo approccio fisico. Dal suo punto di vista, la forza bruta e la velocità sono piccola cosa, e lo spadaccino che si affida solo ad esse, è pronto per la tomba. Di fatto, Thibault, raccomandava allo studente di non: “"sprecare i suoi movimenti con (o in conseguenza di) una sconsiderata velocità" ed insegnava una moltitudine di contrattacchi da usare contro coloro che cercano di forzare la propria via con l’utilizzo della forza. (Lo Xin –Mente Profonda- genera lo YI –Intenzione- che muove il Qi che conduce il corpo. Prof. Zheng Man Qing). Nell’insegnamento pitagorico del rinascimento esoterico, il reame della materia è passivo, con una forma e governato dal reame del Nous, la Mente Trascendentale (Xin in cinese). Nel sistema di Thibault, innanzitutto l’avversario viene conquistato mentalmente, mentre la sua sconfitta fisica segue irrimediabilmente. Quando le spade si incrociano, la battaglia è già finita. Sun Tzu "L’arte della Guerra" |
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