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| Ciclo
2005 in Bologna: Il cliente di sartoria. Teoria e pratica di un percorso |
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Programma La consegna dell'abito: cosa guardare? Conservazione, manutenzione e gestione dei capi. Intervento del Gran Maestro sulla tripartizione stilistica. Conclusioni del Rettore dopo tre anni di Laboratori a Bologna. Con questo appuntamento del 18 Gennaio
p.v. si chiude un ciclo di Laboratori bolognesi iniziato il 12 Marzo del
2003, intervallato da sessioni di ricerca in campo tessile nel biellese
ed in Scozia. Dopo le prime sessioni sulla scelta dei materiali, siamo
passati insieme ai maestri Solito ad affrontare le tecniche specifiche
e gli aspetti stilistici distintivi della sartoria napoletana. Nell’ultimo
anno, una giacca è stata parzialmente costruita proprio davanti
agli occhi dei convenuti, mostrando loro alcuni segreti che potessero
accrescere lo specifico bagaglio del cliente di sartoria. La domanda cui
abbiamo voluto rispondere era: cosa sapere, cosa chiedere, cosa evitare,
per indirizzare il sarto verso ciò che vogliamo. Intanto, si approfondivano
dettagli di lavorazione e di linea la cui conoscenza fosse utile ad una
committenza matura. Ora la giacca, un doppiopetto di grisaglia di cui
abbiamo visto molte fasi della lavorazione, si avvia alla fase finale:
la consegna. Il capo verrà presentato completamente chiuso e stirato,
sicché sarà tempo di porsi gli ultimi quesiti: dove guardare
quando si ritira l’abito? Cosa si potrà e/o dovrà
correggere? Quali caratteristiche devono essere considerate come in estetismi?
Quali tra questi possono essere considerati degli errori e quali sono
i più gravi?
------- 22 Ottobre 2005 - Ore 10.00 La giacca sta per giungere alla seconda
prova, ma in questa prossima sessione la vedremo ancora senza fodere e
quindi con tutta l’anatomia degli interni ben visibile. Il maestro
Pirozzi procederà in diretta all’applicazione delle mostre
o paramonture, cioè quella larga banda di tessuto che in basso
resta all’interno e in alto, girando insieme al bavero, rappresenta
la parte visibile di quest’ultimo. La cucitura delle mostre presenta
alcuni segreti nella tensione dei punti, che in alcune zone devono aiutare
i davanti a prendere forma. Inoltre, se non sono tagliate e stirate correttamente,
il tessuto non presenterà l’ordito parallelamente alla linea
del bavero, determinando una perdita di docilità e di grazia. Nella
sartoria classica assume grande importanza rispettare la “vena”
del tessuto, così come nella falegnameria si segue quella del legno.
Il fenomeno è particolarmente evidente nelle mostre, ma anche nel
collo, di cui verranno messi in evidenza e commentati i materiali, la
lavorazione, la stiratura e l’applicazione.
Dall’Appunto n. 1954 del Taccuino della Porta dell’Abbigliamento riportiamo questo testo, che commenta un montaggio fotografico in cui sono comparati due baveri di sartoria artigianale con uno, quello nell’immagine a destra, di confezione ![]() Da: Importanza della mostra o paramontura - 14.10.05- Appunto n. 1953 Nella comparazione proposta si vede che una giacca dignitosa ha le linee del gessato perfettamente parallele al lembo se questo è rettilineo. Quando è incurvato, solo una (o due) delle parallele di distanza media (circa due centimetri) finisce nel bavero. Nel bavero che vediamo a destra, ben tre linee finiscono per sfociare nel lembo, il che è assolutamente inammissibile per un prodotto che assuma di avere un qualche pregio. Il problema deriva dal taglio ed applicazione della paramontura o mostra, che in basso è interna e poi, girando col bavero, ne costituisce il lato visibile. Di questo argomento si parlerà molto nel prossimo Laboratorio di Eleganza, dove il maestro Pirozzi applicherà davanti a tutti le mostre proprio di un doppiopetto, commentando in diretta le fasi della procedura. Sia chiaro che il problema esiste per tutti i tessuti, anche per quelli a tinta unita. Nel gessato, una mostra mal applicata è più evidente, ma in qualunque caso, se non si segue la vena del tessuto, se il bavero non la presenta longitudinalmente a se stesso, una giacca non sarà MAI veramente bella. Dall’Appunto n. 1927 del Taccuino della Porta dell’Abbigliamento riportiamo questo testo, che commenta un montaggio fotografico in cui sono comparate due giacche di Cifonelli, con particolare riferimento alla linea delle spalle ed all’applicazione dei colli. ![]() De: Naturale concava e naturale convessa. La spalla di Cifonelli - 11.10.05 - Appunto n. 1927 Il Professor Pugliatti ci ha deliziato riportando e commentando i materiali ripresi dal nostrano "Arbiter" ed ora coglie un centro perfetto con questa carrellata su Cifonelli. Questo sarto, attivo anche a Parigi, divenne subito famoso per quella spalla che a Napoli si dice "insellata" e qui al castello chiamiamo concava o "naturale concava", se priva di sostegni. La curva, per essere evidente, deve partire dall'alto e quindi il primo segreto di una spalla concava è quella di sistemare un collo importante, che rimonti molto sulla camicia. Nel montaggio che propongo vediamo una composizione di due giacche di Cifonelli: a sinistra quella in gabardine polvere (Appunto 1916) e a destra quella Principe di Galles Appunto 1921). Se si vanno a rivedere le foto intere, si noterà che anche nel caso del gabardine, dove il bavero è sottile, il collo si arrampica al punto che quasi mortifica la camicia, non ben bilanciata come nel caso della seconda foto, quella del saxony. Vorrei però far notare ai Visitatori e Ricercatori di queste aree, che la tipologia incurvata non è una caratteristica fissa dell'opera di Cifonelli. Anche se non la si nota nettamente, è senz'altro presente nel due bottoni dell'Appunto 1920, ma il suo paradigma lo si vede nella silouette a sinistra dell'immagine qui prodotta. Partendo dal collo, il primo tratto della curva scende vertiginosamente. Formando un'iperbole, più che una parabola, si ammorbidisce nel secondo tratto, dando l'impressione di un guizzo verso l'alto. Proprio questo guizzo, sottolineato dai giri stretti e dalle maniche che vengono in avanti potenziando il braccio, danno a questa foggia un aspetto fisico, un'idea di salute e forza. La tensione di questa curva che appare sempre pronta a scattare, crea un'energia di cui beneficia la figura che veste. Vedete bene che a sinistra questo fenomeno è evidente. Nella giacca di destra, un bellissimo collo rimonta e chiude molto bene, ma manca la concavità. Abbiamo una spalla naturale convessa come quella che fu negli stessi anni di uno Schiraldi e che oggi vediamo in Rubinacci o Solito. Un differente livello di risalita del collo è evidente anche nel figurino che illustra l'Appunto precedente, dove si può notare anche il diverso effetto che sortisce quello di Blasi, che stringe e risale, rispetto a quello di Schiraldi, che si mantiene appoggiato. Per montare il collo, farlo aderire e spingerlo in alto è necessaria una tecnica di lavorazione specifica, che sarà affrontata nel corso del prossimo Laboratorio di Eleganza (ore 10.00 del 22 Ottobre, presso De Paz in Via Ugo Bassi n. 4 - Bologna - Scienza, cappuccini e pasticcini sono gratuiti) ------- 6 Aprile 2005 Abbiamo già fatto capire che questo
ciclo di Laboratori del 2005 vuole rispondere alle esigenze e alle domande
di quanti vogliano ottenere di più dalle possibilità che
la sartoria offre, infinite come infinito è il Gusto.
------- Molti
hanno infatti la sensazione di non riuscire ad indirizzare al meglio il
lavoro del sarto, di non riuscire ad esprimere i propri desideri e, alla
fine, di non vederli realizzati. Non è possibile fare miracoli,
in quanto il cammino del cliente di sartoria è costellato di insuccessi,
di revisioni, di ripensamenti. A questo proposito è bene sottolineare
la posizione del Cavalleresco Ordine sul ruolo del cliente. Egli è
protagonista e nessun abito potrà essere un capolavoro senza il
suo decisivo intervento. Noi non crediamo che possano esistere un grande
abito o una svolta decisiva nel costume che non siano stati ispirati da
una domanda illuminata. Il cliente è interprete del momento storico
e di se stesso ed il bravo sarto è interprete dell'interprete.
Pur essendo estremamente vicini al mondo dell'artigianato e della sartoria,
siamo convinti che l'influenza del committente sia determinante. Se così
non fosse, non ci impegneremmo tanto per approfondire la ricerca e offrire
agli appassionati le occasioni per migliorare il proprio bagaglio di conoscenza
e sensibilità. Basterebbe offrire un indirizzario, come fanno certi
giornalisti e soprattutto certe giornaliste, che riducono tutto a nomi
e formulette e finiscono per naufragare sulla spiaggia infeconda del consiglio
non richiesto. Nel prossimo appuntamento, quello del 6 Aprile p.v., troveremo
le tele già montate, ma il Maestro procederà a stirare in
estemporanea i quarti anteriori della nascitura giacca. Il ferro è
lo strumento principale del sarto ed in questa sessione lo si potrà
seguire in un'azione rallentata e commentata. Buona parte della giornata
sarà imperniata sull'importanza del ferro come strumento creatore
e confine invalicabile tra il mondo artigianale e quello industriale.
Sull'argomento, già anticipato con la convocazione precedente,
non tutti sono dello stesso avviso. Ecco la lettera di una nostra Simpatizzante,
che esprime un interessante parere non conforme al programma che ci proponiamo.
Il nome della gentile corrispondente è stato eliminato, in quanto
la lettera è stata spedita privatamente al Gran Maestro."Carissimo Maestro, è da tanto che La seguo, su questo piccolo monitor, leggendo con devozione gli aggiornamenti delle vostre riunioni. A Lei devo l'avermi fatto conoscere un mondo inesplorato, fatto di uomini che provano ancora entusiasmo nelle piccole cose... Da tempo sono molto scettica sull'argomento, avendo subito qualche delusione necessaria, forse, per crescere e maturare un indispensabili stoicismo interiore. Avendo appena letto del prossimo incontro dei "laboratori di eleganza" mi permetto di porle delle domande alle quali vorrei seguisse una sua risposta: - Il ferro adoperato dal sarto è moderno o antico?(vede l'elettricità può rovinare le lane pregiate ed infeltrirle, a causa delle alte temperature) ....a tal uopo La informo che esistono ferri da stiro agli ioni, che non hanno campi magnetici! - La stiratura, in effetti, non è altro che un sotterfugio per nascondere i difetti di cuciture sbagliate, in quanto appiana e deforma,a caldo, togliendo eventuali bozzi di rifiniture che, mi consenta, vanno fatte solo a mano, senza tirare troppo i bordi, ma seguendo con movimento naturale l'anima della fibra... - Avallando una tecnica ferro-ago Lei legittima l'opportuno intervento mascheratore di un lavoro mal fatto! - Spero di non averLa tediata e, nel rinnovarLe gli auguri di una buona Pasqua appena trascorsa, simpaticamente La saluto ...affettuosamente S.V. La risposta del Gran Maestro: Gentile signora V., il ferro usato nella sartoria maschile pesa circa otto chilogrammi, sei per i modelli più leggeri. Non ha il vapore, non raggiunge elevate temperature e si usa bagnando una pezzuola di cotone con un pennello fatto di cascami di stoffa, sul quale si preme fortemente il ferro. Per ottenere una sagomatura del tessuto, gli sforzi sono rilevanti, ma necessari. Evidentemente Lei confonde un sistema di lavoro che sarà valido per la sartoria femminile (che non conosco) con quello in uso nel mondo maschile, dove le forme di petto, la cascata di una spalla, la riduzione del giro, la sistemazione di una manica o del collo, richiedono che la stoffa sia "educata" a prendere un certo garbo. E' perfettamente normale, nella lavorazione di una giacca maschile, presentare due segmenti che dovranno coincidere e che all'origine presentano misure differenti. La manica ha un diametro X e il giro un diametro Y? Non si tratta di un errore, di un lavoro mal fatto come Lei dice, ma di un programma preciso. L'equazione viene risolta dal ferro e dall'ago.. Capisco che, se non l'ho convinta di sapere ciò che dico dopo anni di lavoro nel settore, non ci sarò riuscito nemmeno ora. Era mio dovere rispondere, perché Lei ha comunque dimostrato interesse per la nostra attività. Sono certo però che resterà con le Sue idee, a meno che non venga a Bologna ... Cavallerescamente Giancarlo Maresca 9 Febbraio 2005 Non ci risulta che esistano altre organizzazioni
che si interessano dell'abbigliamento maschile al punto da farne motivo
di studi, eventi, riunioni. Il Cavalleresco Ordine organizza da anni,
coi Laboratori di Eleganza, degli appuntamenti dove è possibile
incontrare veri appassionati e professionisti del settore senza trovarsi
in un mercato, ma piuttosto in un'Accademia. Scorrendo la pagina degli
Eventi, si vedrà con quali nomi e da quanto tempo l'Ordine ha lavorato
per approfondire e difendere il punto di vista virile sull'abbigliamento.
da tempo ci si incontra a Bologna, con cadenza bimestrale, per parlare
di sartoria. Riparte ora un nuovo ciclo, che durerà per tutto il
2005 e sarà la conseguenza dei precedenti. Dopo le discussioni
teoriche, eccoci all'attesissimo momento pratico, in cui le conoscenze
stilistiche si confronteranno con la costruzione effettiva dell'abito
e dei suoi dettagli. Dal 9 Febbraio e sino ad esaurimento del programma,
lavorerà con noi e per noi un artigiano di incomparabile perizia:
Domenico Pirozzi. Nato a Casalnuovo, patria
di
grandi sarti, il Maestro lavora a Napoli per una selezionata clientela.
Giovane e spiritoso, tecnicamente non teme confronti ed è in possesso
di tutte le tecniche più sofisticate della tradizione napoletana.
Dopo averne detto così bene, per evitare fraintendimenti non gli
faremo pubblicità e non dichiareremo né il suo numero di
telefono, né l'indirizzo, ma potete vederlo in foto accanto al
Gran Maestro, suo vecchio cliente. In questo nuovo ciclo vedremo nascere
l'abito davanti ai nostri occhi, come in un film ad episodi. Naturalmente
la moviola rallenterà nelle parti più importanti e spesso
si fermerà, permettendo a ciascuno di portare la propria esperienza
personale, di chiedere il perché, il se ed il quando. Lo scopo
è quello di mettere l'appassionato di sartoria in condizioni di
intervenire saggiamente nella richiesta di un abito al proprio sarto,
senza perdere il proprio e l'altrui tempo e cercando di ottenere il massimo
in senso relativo ed assoluto, cioè il meglio per se stessi ed
il meglio che sia realizzabile. Manca infatti una sufficiente diffusione
di una conoscenza tecnica sulla costruzione del capo che permetta di distinguere
il difetto dall'errore, il bello dal perfetto, il costoso dal buono. In
cinque puntate, durante il 2005, cercheremo di organizzare l'esposizione
verbale e lo show manuale in modo da fornire a chi intervenga una conoscenza
organizzata, che aiuti a capire ciò che piace, perché piace
e come ottenerlo. Tutti i veri appassionati sono invitati e con essi i
Maestri Sarti che vogliano contribuire a quest'opera culturale. Nel primo
appuntamento partiremo dalle misure e arriveremo al taglio. Innanzitutto
si comprenderanno quali misure prende il sarto e perché. Poi si
vedrà praticamente come esse si trasformano in un piano, che a
sua volta diventerà un volume, affrontando anche i problemi geometrici
che già in questa fase rivelano con la semplicità dell'evidenza
le differenze stilistiche tra impostazioni diverse e l'origine di alcuni
errori o caratteristiche. In questa edizione interverrà, con giornalisti e fotografi, una rivista tedesca del mondo maschile interessata al lavoro dell'Ordine ed in particolare ai Laboratori. Già lo stesso fece la rivista francese Dandy, che pubblicò un bel servizio sull'Ordine, illustrato con foto scattate dal nostro Socio Gianluca Ardizzoni in occasione di un Laboratorio del 2004. Potete predere visione del pezzo a questo indirizzo. ------- 2 Ottobre 2004 Dopo il convegno veneziano del 23 Luglio,
la Porta dell'Abbigliamento organizza i suoi uomini. In questo appuntamento,
particolarmente orientato alla teoria pura, si discuterà secondo
questo "Ordine del Giorno"
1) Dopo Venezia Programmi, stile e uomini della porta dell'Abbigliamento. 2) Classico Internazionale Un supplemento di analisi generale dopo sei mesi di analisi e ricerche sui particolari. 3) I pantaloni Un'investigazione con Salvatori Ambrosi sulle principali tipologie e sui segreti dell'artigiano. Saranno presenti, tra gli altri, Giancarlo Maresca e Dante De Paz ------- 21 Giugno 2004 Nel sito del Cavalleresco ordine, o meglio
nel nostro castello, la Lavagna ed il Taccuino dell'Abbigliamento sono
da tempo essi stessi un laboratorio in continua ricerca. Domande, risposte
e contributi giungono da lontano e si incontrano, ma il confronto diretto
tra appassionati, la presenza fisica dell'interlocutore, è insostituibile.
Ultimamente Dante De Paz sta redigendo negli spazi interattivi della Porta
dell'Abbigliamento una ricostruzione di quello che ha chiamato "Il
Classico Internazionale". Il concetto di Classico è stato
sempre interpretato partendo dalla teoria e definendo la pratica, mentre
Dante opera in modo inverso. Il suo lavoro è basato sul prodotto,
sulla sua affermazione su vasta scala nel tempo e nello spazio. Questa
concezione pragmatica, ma colta, illumina con la stessa luce i jeans e
le polo come i completi in gabardine. Non propone gerarchie, non preordina
gusti, ma riunisce in un guardaroba ideale tutti i capi che hanno la maggiore
età e un passaporto internazionale. Egli ha iniziato ad illustrare
con immagini, definizioni e storia i capi universalmente accettati, che
per essere stati utilizzati da varie generazioni ed utilizzati in film,
da personaggi, sono entrati nella tradizione e nell'immaginazione collettiva.
Questo prossimo Laboratorio sarà dedicato alla discussione su questo
concetto, su quanto è stato fatto e su quanto si può fare.
Considerate questo come un invito per questa edizione e le prossime eventuali,
esteso a tutti gli appassionati del vestire maschile e dei significati
che giustificano e moltiplicano il piacere di praticarlo. Ci vedremo dalle
12.30 in Bologna, presso i locali della ditta De Paz in Via Ugo Bassi
n. 4/D, in pieno centro. In particolar modo saremmo lieti di accogliere
coloro che stanno intervenendo nelle Lavagne e nei Taccuini, contribuendo
a dare spessore all'opera che l'Ordine ha intrapreso. Potremo contare
anche sulla partecipazione dei Maestri Luigi e Gennaro Solito da Napoli.
-------16 Aprile 2004 Il Cavalleresco Ordine intende portare
alle estreme conseguenze la ricerca sulle stoffe maschili ed accompagnare
i veri appassionati nei santuari tessili. Solo negli stabilimenti dove
si cura ogni parte della lavorazione, cioè quelli a ciclo completo,
si possono vedere e comprendere le fasi costruttive, far propri i criteri
per distinguere la vera qualità al di là delle etichette.
Si è così deciso di riunirsi la prossima volta in uno dei
più impressionanti impianti tessili: quello di Vitale Barberis
Canonico. Oltre tre milioni di metri all'anno, gestiti con macchinari
unici e una tradizione secolare. La sessione prevede una visita al monumetale
archivio, che comprende non solo la storia dell'azienda, ma anche quella
di molte tessiture inglesi. La famiglia Barberis ha raccolto a Trivero
molti archivi di società importanti eppure scomparse, con testimonianze
dal 1890 in poi, acquistati negli anni ad aste londinesi. Se davanti ai
telai molte domande troveranno risposta, qui in questo sancta sanctorum
lo splendore del passato rivivrà per i pochi che ci raggiungeranno.
I commenti abbracceranno ogni aspetto: storico, stilistico, tecnico, commerciale.
Partiranno infatti da vari punti di vista: quelli di un collezionista
e critico come il Gran Maestro, di un mercante storico come De Paz, di
Maestri Sarti come i Solito e di un grande industriale come Barberis Canonico.
Si raccomanda una certa puntualità. Apriremo la riunione con uno
spuntino che ci darà la giusta carica per un tour affascinante
quanto impegnativo. Vista la distanza dai centri cittadini, saremo necessariamente
in pochi, ma necessariamente tra veri, incrollabili appassionati. ------- 24 Marzo 2004 La presenza dei maestri Solito a Bologna
e la consulenza tessile di Dante De Paz stanno diventando un'abitudine
cui gli affezionati frequentatori dei nostri Laboratori non intendono
rinunciare. La posizione baricentrica di Bologna rispetto ad un'ampia
zona d'Italia la rende raggiungibile da molte altre città. In al
modo, gli appassionati della sartoria napoletana stanno trovando risposta
ad un desiderio a lungo represso o deluso. Il ciclo di ricerca sulla sartoria
è ormai concluso, ma da molte parti ci giunge la domanda: continueranno
gli incontri? Potremo continuare a contare su una presenza stabile? Quanto
a De paz, la questione non si pone, atteso che la bottega è la
stessa da generazioni. Per quanto riguarda Gennaro e Luigi Solito, continueranno
da un lato a seguire i Laboratori in altre località, ma proseguiranno
con noi a ricevere tutti gli appassionati nuovi e vecchi ogni due mesi,
nel secondo mercoledì del mese. I Laboratori si dividono così
in due tronconi: da una parte appuntamenti dedicati alla discussione sulla
sartoria e i suoi materiali, nonché alla confezione pratica di
capi. Dall'altra inizia in contemporanea una serie di appuntamenti di
ricerca presso i grandi stabilimenti tessili per migliorare la conoscenza
del prodotto e giungere ad una vera consapevolezza di cosa sia la qualità.
Chiameremo gli appuntamenti bolognesi "Laboratori tecnici" e
quelli itineranti "Laboratori di ricerca". Il primo di questi
sarà a Pratrivero, nell'impressionante stabilimento di Vitale Barberis
Canonico. proseguiremo con Zegna e poi passeremo ai tessuti per camicie
e cravatte. In queste limitate occasioni, grazie all'intercessione dell'Ordine,
sarà anche possibile accedere ad acquisti di tessuti superselezionati
a prezzi irripetibili.
-------15 Gennaio 2004 L'appuntamento dei Laboratori di Eleganza previsto originariamente
per il 14 p.v., viene spostato al giorno successivo e si terrà
quindi il 15 Gennaio 2004, sempre con inizio dalle 12.30 e sempre presso
la bottega di Dante De Paz in Via Ugo Bassi n. 4 in Bologna, tel 051.231354.
Nel corso del Laboratorio verrà fissata una sessione speciale che
si terrà presso lo stabilimento tessile di Vitale Barberis Canonico
in Trivero, con visita commentata agli impianti ed al prezioso archivio.
La prima occasione di un ciclo che verrà organizzato dal costituendo
Club del Tessuto e ci porterà presso le più prestigiose
manifatture, allo scopo di migliorare la cultura tessile degli appassionati
più sinceri. Interverrà già in questa sessione del
15 p.v. il signor Francesco Barberis Canonico dell'omonima casa. Oggetto
del Laboratorio è il momento della consegna. Qualcosa in questa
occasione può averci deluso. Come e cosa fare in simili occasioni?
Cosa si può modificare, cosa no? Aspettare o provvedere immediatamente.
A queste domande, che ogni cliente di sartoria prima o poi deve porsi,
cercheremo di dare una risposta.
------- 12 Novembre 2003 Riprendono con rinnovata energia i lavori dei Laboratori. L'interesse
dimostrato verso i tessuti nella nostra Lavagna e nel Taccuino dell'Abbigliamento,
nonché i discorsi sempre più approfonditi che nelle stesse
sedi si moltiplicano in merito alla sartoria e allo stile maschile, renderanno
questa giornata utilissima ad un confronto diretto da parte di quanti
intendano verificare sul campo e con qualificati "addetti ai lavori"
le loro teorie o i loro dubbi. Interverranno come sempre il Gran Maestro
Giancarlo Maresca, il tessutologo e padrone di casa Dante De Paz, i Maestri
Sarti Gennaro e Luigi Solito ed il Maestro pantalonaio Salvatore Ambrosio.
Gli argomenti in discussione saranno e seguenti:Sartoria La seconda prova Cosa guardare, cosa chiedere Pantalone Come si giudica un pantalone Differenze tra confezione ed artigianato Tessuti Le grandi classificazioni: cardati e pettinati Blu o grigio: una scelta determinante La fantasia, parco naturale del Gusto ------- 12 Settembre 2003 Dalle 13.00 in poi presso la Locanda della Luna in Ferrara In concomitanza con la nostra Adunanza, terremo anche sessione di Laboratorio.
Avvertiamo gli interessati che i lavori cominceranno un pò prima
di quelli dell'Adunanza, alle ore 13 in punto. Si tratta di un appuntamento
non aperto al pubblico, ma limitato ai soli Soci. Pertanto ancora una
volta non andremo avanti col programma e ci limiteremo ad approfondire
i temi già svolti, con qualche anticipazione di quelli futuri.
Da Napoli interverranno comunque Gennaro e Luigi Solito, coi quali è
sempre un privilegio intrattenersi in discussioni sulla materia sartoriale.
------- 23 Luglio 2003 Il caldo, la tradizione dell'Ordine di
celebrare i propri eventi almeno in giacca e cravatta, la mancanza in
loco di aria condizionata e le folle che sono solite addensarsi in questi
casi, sono ingredienti che non vanno molto d'accordo con lo spirito di
realizzare comunque appuntamenti a misura dell'uomo, dei suoi interessi
e anche del suo piacere. La prossima data, visto il prtevedibile clima,
deve quindi considerarsi quella di un appuntamento tecnico, destinato
a quanti abbiano in lavorazione abiti dai maestri Solito o intendano incontarli
per qualsiasi motivo. L'orario sarà quindi contenuto dalle 12 alle
15, salvo rettifiche. La sede è la solita, l'ospitale bottega dell'immaginifico
De Paz. I Laboratori continueranno con il ritorno di temperature più
indicate a questo tipo di riunioni. Sapete già come la pensiamo:
non c'è fretta. ------- 28 Maggio 2003 Drapperia Inglese Le tipologie semiformali: dalla grisaglia all'occhio di pernice Sartoria Napoletana Per la serie "Come nasce una Giacca" , la Prima Puntata: La preparazione ed il taglio della giacca. Rilevanza nello stile del prodotto finito. La prima prova: ecografia del nascituro Calzoleria artigiana dalle 13.00 alle 15.00 Presentazione della prova d'artista realizzata da Peron & Peron con il cordovano Horween di prima scelta gentilmente fornito in esclusiva al Cavalleresco Ordine da Alden Nessuno prima d'ora aveva potuto disporre privatamente di questo materiale. Attenzione Onde prevenire le crisi ipoglicemiche e lenire le fatiche di un Laboratorio così impegnativo, la Prefettura cavalleresca di Bologna ha curato un rinfresco con specialità bolognesi e dolci ferraresi preparato da Al Montegrappa da Nello Mangeremo da incorreggibili peccatori, ma berremo come Santi, anzi come Dei: Champagne Billecart-Salmon Brut Reserve Tuiliere Vieille Blanc del Domaine Milan (Grenache 80% - Rolle 20%)
12
Marzo 2003
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