Ciclo 2005 in Bologna:
Il cliente di sartoria. Teoria e pratica di un percorso
 
 
 

18 Gennaio 2006 - Ore 12.30
Programma
La consegna dell'abito: cosa guardare?
Conservazione, manutenzione e gestione dei capi.
Intervento del Gran Maestro sulla tripartizione stilistica.
Conclusioni del Rettore dopo tre anni di Laboratori a Bologna.

Con questo appuntamento del 18 Gennaio p.v. si chiude un ciclo di Laboratori bolognesi iniziato il 12 Marzo del 2003, intervallato da sessioni di ricerca in campo tessile nel biellese ed in Scozia. Dopo le prime sessioni sulla scelta dei materiali, siamo passati insieme ai maestri Solito ad affrontare le tecniche specifiche e gli aspetti stilistici distintivi della sartoria napoletana. Nell’ultimo anno, una giacca è stata parzialmente costruita proprio davanti agli occhi dei convenuti, mostrando loro alcuni segreti che potessero accrescere lo specifico bagaglio del cliente di sartoria. La domanda cui abbiamo voluto rispondere era: cosa sapere, cosa chiedere, cosa evitare, per indirizzare il sarto verso ciò che vogliamo. Intanto, si approfondivano dettagli di lavorazione e di linea la cui conoscenza fosse utile ad una committenza matura. Ora la giacca, un doppiopetto di grisaglia di cui abbiamo visto molte fasi della lavorazione, si avvia alla fase finale: la consegna. Il capo verrà presentato completamente chiuso e stirato, sicché sarà tempo di porsi gli ultimi quesiti: dove guardare quando si ritira l’abito? Cosa si potrà e/o dovrà correggere? Quali caratteristiche devono essere considerate come in estetismi? Quali tra questi possono essere considerati degli errori e quali sono i più gravi?
Nelle foto vedete l'ultima prova dei pantaloni e del doppiopetto che abbiamo visto costruire e sentito commentare nei vari passaggi costruttivi. Ora che l’abito è pronto per entrare nel nostro guardaroba, affronteremo anche il problema della conservazione, manutenzione e in generale della gestione negli anni dei capi di sartoria. Quale patrimonio genetico e quali accorgimenti allungano la loro vita e quali accidenti la accorciano? Come intervenire? In questi campi è difficile dire una parola definitiva, ma cercheremo di trovare i terreni più solidi e le risposte più coerenti, insieme al maestro Domenico Pirozzi. La stessa attenzione che si porrà alla giacca si dedicherà ai pantaloni, anche in vista del nuovo ciclo napoletano di Laboratori. Quest’anno i pantaloni saranno infatti protagonisti di ben due incontri, dedicati rispettivamente al filone classico ed alle vene innovative. In seguito alla tripartizione degli stili sartoriali secondo gli ordini architettonici classici, proposta nel taccuino dell’Abbigliamento (Appunti nn. 2208, 2209, 2210 nel Taccuino e Gessi nn. 2285, 2291 e 2298 della Lavagna), il Gran Maestro dedicherà qualche minuto al commento di questa teoria. Si parlerà quindi del gioco dei volumi, delle forze, del rapporto tra le parti strutturali e decorative. La costruzione di un corredo intuitivo di questo tipo non serve a stilare gerarchie, ma a favorire in ciascuno la conoscenza delle cifre segrete dei propri stessi gusti, senza conoscere le quali si vaga sempre nel buio. Il Rettore concluderà con un discorso sui risultati di questi tre ultimi anni e sui programmi della Porta dell’Abbigliamento, raccogliendo anche suggerimenti e commenti tra gli intervenuti.

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22 Ottobre 2005 - Ore 10.00
La giacca sta per giungere alla seconda prova, ma in questa prossima sessione la vedremo ancora senza fodere e quindi con tutta l’anatomia degli interni ben visibile. Il maestro Pirozzi procederà in diretta all’applicazione delle mostre o paramonture, cioè quella larga banda di tessuto che in basso resta all’interno e in alto, girando insieme al bavero, rappresenta la parte visibile di quest’ultimo. La cucitura delle mostre presenta alcuni segreti nella tensione dei punti, che in alcune zone devono aiutare i davanti a prendere forma. Inoltre, se non sono tagliate e stirate correttamente, il tessuto non presenterà l’ordito parallelamente alla linea del bavero, determinando una perdita di docilità e di grazia. Nella sartoria classica assume grande importanza rispettare la “vena” del tessuto, così come nella falegnameria si segue quella del legno. Il fenomeno è particolarmente evidente nelle mostre, ma anche nel collo, di cui verranno messi in evidenza e commentati i materiali, la lavorazione, la stiratura e l’applicazione.

Dall’Appunto n. 1954 del Taccuino della Porta dell’Abbigliamento riportiamo questo testo, che commenta un montaggio fotografico in cui sono comparati due baveri di sartoria artigianale con uno, quello nell’immagine a destra, di confezione


Da: Importanza della mostra o paramontura - 14.10.05- Appunto n. 1953
Nella comparazione proposta si vede che una giacca dignitosa ha le linee del gessato perfettamente parallele al lembo se questo è rettilineo. Quando è incurvato, solo una (o due) delle parallele di distanza media (circa due centimetri) finisce nel bavero. Nel bavero che vediamo a destra, ben tre linee finiscono per sfociare nel lembo, il che è assolutamente inammissibile per un prodotto che assuma di avere un qualche pregio. Il problema deriva dal taglio ed applicazione della paramontura o mostra, che in basso è interna e poi, girando col bavero, ne costituisce il lato visibile. Di questo argomento si parlerà molto nel prossimo Laboratorio di Eleganza, dove il maestro Pirozzi applicherà davanti a tutti le mostre proprio di un doppiopetto, commentando in diretta le fasi della procedura. Sia chiaro che il problema esiste per tutti i tessuti, anche per quelli a tinta unita. Nel gessato, una mostra mal applicata è più evidente, ma in qualunque caso, se non si segue la vena del tessuto, se il bavero non la presenta longitudinalmente a se stesso, una giacca non sarà MAI veramente bella.

Dall’Appunto n. 1927 del Taccuino della Porta dell’Abbigliamento riportiamo questo testo, che commenta un montaggio fotografico in cui sono comparate due giacche di Cifonelli, con particolare riferimento alla linea delle spalle ed all’applicazione dei colli.

De: Naturale concava e naturale convessa. La spalla di Cifonelli - 11.10.05 - Appunto n. 1927
Il Professor Pugliatti ci ha deliziato riportando e commentando i materiali ripresi dal nostrano "Arbiter" ed ora coglie un centro perfetto con questa carrellata su Cifonelli. Questo sarto, attivo anche a Parigi, divenne subito famoso per quella spalla che a Napoli si dice "insellata" e qui al castello chiamiamo concava o "naturale concava", se priva di sostegni. La curva, per essere evidente, deve partire dall'alto e quindi il primo segreto di una spalla concava è quella di sistemare un collo importante, che rimonti molto sulla camicia. Nel montaggio che propongo vediamo una composizione di due giacche di Cifonelli: a sinistra quella in gabardine polvere (Appunto 1916) e a destra quella Principe di Galles Appunto 1921). Se si vanno a rivedere le foto intere, si noterà che anche nel caso del gabardine, dove il bavero è sottile, il collo si arrampica al punto che quasi mortifica la camicia, non ben bilanciata come nel caso della seconda foto, quella del saxony. Vorrei però far notare ai Visitatori e Ricercatori di queste aree, che la tipologia incurvata non è una caratteristica fissa dell'opera di Cifonelli. Anche se non la si nota nettamente, è senz'altro presente nel due bottoni dell'Appunto 1920, ma il suo paradigma lo si vede nella silouette a sinistra dell'immagine qui prodotta. Partendo dal collo, il primo tratto della curva scende vertiginosamente. Formando un'iperbole, più che una parabola, si ammorbidisce nel secondo tratto, dando l'impressione di un guizzo verso l'alto. Proprio questo guizzo, sottolineato dai giri stretti e dalle maniche che vengono in avanti potenziando il braccio, danno a questa foggia un aspetto fisico, un'idea di salute e forza. La tensione di questa curva che appare sempre pronta a scattare, crea un'energia di cui beneficia la figura che veste. Vedete bene che a sinistra questo fenomeno è evidente. Nella giacca di destra, un bellissimo collo rimonta e chiude molto bene, ma manca la concavità. Abbiamo una spalla naturale convessa come quella che fu negli stessi anni di uno Schiraldi e che oggi vediamo in Rubinacci o Solito. Un differente livello di risalita del collo è evidente anche nel figurino che illustra l'Appunto precedente, dove si può notare anche il diverso effetto che sortisce quello di Blasi, che stringe e risale, rispetto a quello di Schiraldi, che si mantiene appoggiato. Per montare il collo, farlo aderire e spingerlo in alto è necessaria una tecnica di lavorazione specifica, che sarà affrontata nel corso del prossimo Laboratorio di Eleganza (ore 10.00 del 22 Ottobre, presso De Paz in Via Ugo Bassi n. 4 - Bologna - Scienza, cappuccini e pasticcini sono gratuiti)

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6 Aprile 2005
Abbiamo già fatto capire che questo ciclo di Laboratori del 2005 vuole rispondere alle esigenze e alle domande di quanti vogliano ottenere di più dalle possibilità che la sartoria offre, infinite come infinito è il Gusto. Molti hanno infatti la sensazione di non riuscire ad indirizzare al meglio il lavoro del sarto, di non riuscire ad esprimere i propri desideri e, alla fine, di non vederli realizzati. Non è possibile fare miracoli, in quanto il cammino del cliente di sartoria è costellato di insuccessi, di revisioni, di ripensamenti. A questo proposito è bene sottolineare la posizione del Cavalleresco Ordine sul ruolo del cliente. Egli è protagonista e nessun abito potrà essere un capolavoro senza il suo decisivo intervento. Noi non crediamo che possano esistere un grande abito o una svolta decisiva nel costume che non siano stati ispirati da una domanda illuminata. Il cliente è interprete del momento storico e di se stesso ed il bravo sarto è interprete dell'interprete. Pur essendo estremamente vicini al mondo dell'artigianato e della sartoria, siamo convinti che l'influenza del committente sia determinante. Se così non fosse, non ci impegneremmo tanto per approfondire la ricerca e offrire agli appassionati le occasioni per migliorare il proprio bagaglio di conoscenza e sensibilità. Basterebbe offrire un indirizzario, come fanno certi giornalisti e soprattutto certe giornaliste, che riducono tutto a nomi e formulette e finiscono per naufragare sulla spiaggia infeconda del consiglio non richiesto. Nel prossimo appuntamento, quello del 6 Aprile p.v., troveremo le tele già montate, ma il Maestro procederà a stirare in estemporanea i quarti anteriori della nascitura giacca. Il ferro è lo strumento principale del sarto ed in questa sessione lo si potrà seguire in un'azione rallentata e commentata. Buona parte della giornata sarà imperniata sull'importanza del ferro come strumento creatore e confine invalicabile tra il mondo artigianale e quello industriale. Sull'argomento, già anticipato con la convocazione precedente, non tutti sono dello stesso avviso. Ecco la lettera di una nostra Simpatizzante, che esprime un interessante parere non conforme al programma che ci proponiamo. Il nome della gentile corrispondente è stato eliminato, in quanto la lettera è stata spedita privatamente al Gran Maestro.

"Carissimo Maestro,
è da tanto che La seguo, su questo piccolo monitor, leggendo con devozione gli aggiornamenti delle vostre riunioni. A Lei devo l'avermi fatto conoscere un mondo inesplorato, fatto di uomini che provano ancora entusiasmo nelle piccole cose... Da tempo sono molto scettica sull'argomento, avendo subito qualche delusione necessaria, forse, per crescere e maturare un indispensabili stoicismo interiore. Avendo appena letto del prossimo incontro dei "laboratori di eleganza" mi permetto di porle delle domande alle quali vorrei seguisse una sua risposta:
- Il ferro adoperato dal sarto è moderno o antico?(vede l'elettricità può rovinare le lane pregiate ed infeltrirle, a causa delle alte temperature) ....a tal uopo La informo che esistono ferri da stiro agli ioni, che non hanno campi magnetici!
- La stiratura, in effetti, non è altro che un sotterfugio per nascondere i difetti di cuciture sbagliate, in quanto appiana e deforma,a caldo, togliendo eventuali bozzi di rifiniture che, mi consenta, vanno fatte solo a mano, senza tirare troppo i bordi, ma seguendo con movimento naturale l'anima della fibra...
- Avallando una tecnica ferro-ago Lei legittima l'opportuno intervento mascheratore di un lavoro mal fatto!
- Spero di non averLa tediata e, nel rinnovarLe gli auguri di una buona Pasqua appena trascorsa, simpaticamente La saluto ...affettuosamente
S.V.


La risposta del Gran Maestro:
Gentile signora V.,
il ferro usato nella sartoria maschile pesa circa otto chilogrammi, sei per i modelli più leggeri. Non ha il vapore, non raggiunge elevate temperature e si usa bagnando una pezzuola di cotone con un pennello fatto di cascami di stoffa, sul quale si preme fortemente il ferro. Per ottenere una sagomatura del tessuto, gli sforzi sono rilevanti, ma necessari. Evidentemente Lei confonde un sistema di lavoro che sarà valido per la sartoria femminile (che non conosco) con quello in uso nel mondo maschile, dove le forme di petto, la cascata di una spalla, la riduzione del giro, la sistemazione di una manica o del collo, richiedono che la stoffa sia "educata" a prendere un certo garbo. E' perfettamente normale, nella lavorazione di una giacca maschile, presentare due segmenti che dovranno coincidere e che all'origine presentano misure differenti. La manica ha un diametro X e il giro un diametro Y? Non si tratta di un errore, di un lavoro mal fatto come Lei dice, ma di un programma preciso. L'equazione viene risolta dal ferro e dall'ago.. Capisco che, se non l'ho convinta di sapere ciò che dico dopo anni di lavoro nel settore, non ci sarò riuscito nemmeno ora. Era mio dovere rispondere, perché Lei ha comunque dimostrato interesse per la nostra attività. Sono certo però che resterà con le Sue idee, a meno che non venga a Bologna ...
Cavallerescamente
Giancarlo Maresca
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9 Febbraio 2005
Non ci risulta che esistano altre organizzazioni che si interessano dell'abbigliamento maschile al punto da farne motivo di studi, eventi, riunioni. Il Cavalleresco Ordine organizza da anni, coi Laboratori di Eleganza, degli appuntamenti dove è possibile incontrare veri appassionati e professionisti del settore senza trovarsi in un mercato, ma piuttosto in un'Accademia. Scorrendo la pagina degli Eventi, si vedrà con quali nomi e da quanto tempo l'Ordine ha lavorato per approfondire e difendere il punto di vista virile sull'abbigliamento. da tempo ci si incontra a Bologna, con cadenza bimestrale, per parlare di sartoria. Riparte ora un nuovo ciclo, che durerà per tutto il 2005 e sarà la conseguenza dei precedenti. Dopo le discussioni teoriche, eccoci all'attesissimo momento pratico, in cui le conoscenze stilistiche si confronteranno con la costruzione effettiva dell'abito e dei suoi dettagli. Dal 9 Febbraio e sino ad esaurimento del programma, lavorerà con noi e per noi un artigiano di incomparabile perizia: Domenico Pirozzi. Nato a Casalnuovo, patria D. Pirozzi ed il G.M.di grandi sarti, il Maestro lavora a Napoli per una selezionata clientela. Giovane e spiritoso, tecnicamente non teme confronti ed è in possesso di tutte le tecniche più sofisticate della tradizione napoletana. Dopo averne detto così bene, per evitare fraintendimenti non gli faremo pubblicità e non dichiareremo né il suo numero di telefono, né l'indirizzo, ma potete vederlo in foto accanto al Gran Maestro, suo vecchio cliente. In questo nuovo ciclo vedremo nascere l'abito davanti ai nostri occhi, come in un film ad episodi. Naturalmente la moviola rallenterà nelle parti più importanti e spesso si fermerà, permettendo a ciascuno di portare la propria esperienza personale, di chiedere il perché, il se ed il quando. Lo scopo è quello di mettere l'appassionato di sartoria in condizioni di intervenire saggiamente nella richiesta di un abito al proprio sarto, senza perdere il proprio e l'altrui tempo e cercando di ottenere il massimo in senso relativo ed assoluto, cioè il meglio per se stessi ed il meglio che sia realizzabile. Manca infatti una sufficiente diffusione di una conoscenza tecnica sulla costruzione del capo che permetta di distinguere il difetto dall'errore, il bello dal perfetto, il costoso dal buono. In cinque puntate, durante il 2005, cercheremo di organizzare l'esposizione verbale e lo show manuale in modo da fornire a chi intervenga una conoscenza organizzata, che aiuti a capire ciò che piace, perché piace e come ottenerlo. Tutti i veri appassionati sono invitati e con essi i Maestri Sarti che vogliano contribuire a quest'opera culturale. Nel primo appuntamento partiremo dalle misure e arriveremo al taglio. Innanzitutto si comprenderanno quali misure prende il sarto e perché. Poi si vedrà praticamente come esse si trasformano in un piano, che a sua volta diventerà un volume, affrontando anche i problemi geometrici che già in questa fase rivelano con la semplicità dell'evidenza le differenze stilistiche tra impostazioni diverse e l'origine di alcuni errori o caratteristiche.
In questa edizione interverrà, con giornalisti e fotografi, una rivista tedesca del mondo maschile interessata al lavoro dell'Ordine ed in particolare ai Laboratori. Già lo stesso fece la rivista francese Dandy, che pubblicò un bel servizio sull'Ordine, illustrato con foto scattate dal nostro Socio Gianluca Ardizzoni in occasione di un Laboratorio del 2004. Potete predere visione del pezzo a questo indirizzo.

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2 Ottobre 2004
Dopo il convegno veneziano del 23 Luglio, la Porta dell'Abbigliamento organizza i suoi uomini. In questo appuntamento, particolarmente orientato alla teoria pura, si discuterà secondo questo "Ordine del Giorno"

1) Dopo Venezia
Programmi, stile e uomini della porta dell'Abbigliamento.

2) Classico Internazionale
Un supplemento di analisi generale dopo sei mesi di analisi e ricerche sui particolari.

3) I pantaloni
Un'investigazione con Salvatori Ambrosi sulle principali tipologie e sui segreti dell'artigiano.

Saranno presenti, tra gli altri, Giancarlo Maresca e Dante De Paz

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21 Giugno 2004
Nel sito del Cavalleresco ordine, o meglio nel nostro castello, la Lavagna ed il Taccuino dell'Abbigliamento sono da tempo essi stessi un laboratorio in continua ricerca. Domande, risposte e contributi giungono da lontano e si incontrano, ma il confronto diretto tra appassionati, la presenza fisica dell'interlocutore, è insostituibile. Ultimamente Dante De Paz sta redigendo negli spazi interattivi della Porta dell'Abbigliamento una ricostruzione di quello che ha chiamato "Il Classico Internazionale". Il concetto di Classico è stato sempre interpretato partendo dalla teoria e definendo la pratica, mentre Dante opera in modo inverso. Il suo lavoro è basato sul prodotto, sulla sua affermazione su vasta scala nel tempo e nello spazio. Questa concezione pragmatica, ma colta, illumina con la stessa luce i jeans e le polo come i completi in gabardine. Non propone gerarchie, non preordina gusti, ma riunisce in un guardaroba ideale tutti i capi che hanno la maggiore età e un passaporto internazionale. Egli ha iniziato ad illustrare con immagini, definizioni e storia i capi universalmente accettati, che per essere stati utilizzati da varie generazioni ed utilizzati in film, da personaggi, sono entrati nella tradizione e nell'immaginazione collettiva. Questo prossimo Laboratorio sarà dedicato alla discussione su questo concetto, su quanto è stato fatto e su quanto si può fare. Considerate questo come un invito per questa edizione e le prossime eventuali, esteso a tutti gli appassionati del vestire maschile e dei significati che giustificano e moltiplicano il piacere di praticarlo. Ci vedremo dalle 12.30 in Bologna, presso i locali della ditta De Paz in Via Ugo Bassi n. 4/D, in pieno centro. In particolar modo saremmo lieti di accogliere coloro che stanno intervenendo nelle Lavagne e nei Taccuini, contribuendo a dare spessore all'opera che l'Ordine ha intrapreso. Potremo contare anche sulla partecipazione dei Maestri Luigi e Gennaro Solito da Napoli.
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16 Aprile 2004
Il Cavalleresco Ordine intende portare alle estreme conseguenze la ricerca sulle stoffe maschili ed accompagnare i veri appassionati nei santuari tessili. Solo negli stabilimenti dove si cura ogni parte della lavorazione, cioè quelli a ciclo completo, si possono vedere e comprendere le fasi costruttive, far propri i criteri per distinguere la vera qualità al di là delle etichette. Si è così deciso di riunirsi la prossima volta in uno dei più impressionanti impianti tessili: quello di Vitale Barberis Canonico. Oltre tre milioni di metri all'anno, gestiti con macchinari unici e una tradizione secolare. La sessione prevede una visita al monumetale archivio, che comprende non solo la storia dell'azienda, ma anche quella di molte tessiture inglesi. La famiglia Barberis ha raccolto a Trivero molti archivi di società importanti eppure scomparse, con testimonianze dal 1890 in poi, acquistati negli anni ad aste londinesi. Se davanti ai telai molte domande troveranno risposta, qui in questo sancta sanctorum lo splendore del passato rivivrà per i pochi che ci raggiungeranno. I commenti abbracceranno ogni aspetto: storico, stilistico, tecnico, commerciale. Partiranno infatti da vari punti di vista: quelli di un collezionista e critico come il Gran Maestro, di un mercante storico come De Paz, di Maestri Sarti come i Solito e di un grande industriale come Barberis Canonico. Si raccomanda una certa puntualità. Apriremo la riunione con uno spuntino che ci darà la giusta carica per un tour affascinante quanto impegnativo. Vista la distanza dai centri cittadini, saremo necessariamente in pochi, ma necessariamente tra veri, incrollabili appassionati.

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24 Marzo 2004
La presenza dei maestri Solito a Bologna e la consulenza tessile di Dante De Paz stanno diventando un'abitudine cui gli affezionati frequentatori dei nostri Laboratori non intendono rinunciare. La posizione baricentrica di Bologna rispetto ad un'ampia zona d'Italia la rende raggiungibile da molte altre città. In al modo, gli appassionati della sartoria napoletana stanno trovando risposta ad un desiderio a lungo represso o deluso. Il ciclo di ricerca sulla sartoria è ormai concluso, ma da molte parti ci giunge la domanda: continueranno gli incontri? Potremo continuare a contare su una presenza stabile? Quanto a De paz, la questione non si pone, atteso che la bottega è la stessa da generazioni. Per quanto riguarda Gennaro e Luigi Solito, continueranno da un lato a seguire i Laboratori in altre località, ma proseguiranno con noi a ricevere tutti gli appassionati nuovi e vecchi ogni due mesi, nel secondo mercoledì del mese. I Laboratori si dividono così in due tronconi: da una parte appuntamenti dedicati alla discussione sulla sartoria e i suoi materiali, nonché alla confezione pratica di capi. Dall'altra inizia in contemporanea una serie di appuntamenti di ricerca presso i grandi stabilimenti tessili per migliorare la conoscenza del prodotto e giungere ad una vera consapevolezza di cosa sia la qualità. Chiameremo gli appuntamenti bolognesi "Laboratori tecnici" e quelli itineranti "Laboratori di ricerca". Il primo di questi sarà a Pratrivero, nell'impressionante stabilimento di Vitale Barberis Canonico. proseguiremo con Zegna e poi passeremo ai tessuti per camicie e cravatte. In queste limitate occasioni, grazie all'intercessione dell'Ordine, sarà anche possibile accedere ad acquisti di tessuti superselezionati a prezzi irripetibili.
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15 Gennaio 2004
L'appuntamento dei Laboratori di Eleganza previsto originariamente per il 14 p.v., viene spostato al giorno successivo e si terrà quindi il 15 Gennaio 2004, sempre con inizio dalle 12.30 e sempre presso la bottega di Dante De Paz in Via Ugo Bassi n. 4 in Bologna, tel 051.231354. Nel corso del Laboratorio verrà fissata una sessione speciale che si terrà presso lo stabilimento tessile di Vitale Barberis Canonico in Trivero, con visita commentata agli impianti ed al prezioso archivio. La prima occasione di un ciclo che verrà organizzato dal costituendo Club del Tessuto e ci porterà presso le più prestigiose manifatture, allo scopo di migliorare la cultura tessile degli appassionati più sinceri. Interverrà già in questa sessione del 15 p.v. il signor Francesco Barberis Canonico dell'omonima casa. Oggetto del Laboratorio è il momento della consegna. Qualcosa in questa occasione può averci deluso. Come e cosa fare in simili occasioni? Cosa si può modificare, cosa no? Aspettare o provvedere immediatamente. A queste domande, che ogni cliente di sartoria prima o poi deve porsi, cercheremo di dare una risposta.

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12 Novembre 2003
Riprendono con rinnovata energia i lavori dei Laboratori. L'interesse dimostrato verso i tessuti nella nostra Lavagna e nel Taccuino dell'Abbigliamento, nonché i discorsi sempre più approfonditi che nelle stesse sedi si moltiplicano in merito alla sartoria e allo stile maschile, renderanno questa giornata utilissima ad un confronto diretto da parte di quanti intendano verificare sul campo e con qualificati "addetti ai lavori" le loro teorie o i loro dubbi. Interverranno come sempre il Gran Maestro Giancarlo Maresca, il tessutologo e padrone di casa Dante De Paz, i Maestri Sarti Gennaro e Luigi Solito ed il Maestro pantalonaio Salvatore Ambrosio.
Gli argomenti in discussione saranno e seguenti:

Sartoria
La seconda prova
Cosa guardare, cosa chiedere

Pantalone
Come si giudica un pantalone
Differenze tra confezione ed artigianato

Tessuti
Le grandi classificazioni: cardati e pettinati
Blu o grigio: una scelta determinante
La fantasia, parco naturale del Gusto


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12 Settembre 2003
Dalle 13.00 in poi presso la Locanda della Luna in Ferrara
In concomitanza con la nostra Adunanza, terremo anche sessione di Laboratorio. Avvertiamo gli interessati che i lavori cominceranno un pò prima di quelli dell'Adunanza, alle ore 13 in punto. Si tratta di un appuntamento non aperto al pubblico, ma limitato ai soli Soci. Pertanto ancora una volta non andremo avanti col programma e ci limiteremo ad approfondire i temi già svolti, con qualche anticipazione di quelli futuri. Da Napoli interverranno comunque Gennaro e Luigi Solito, coi quali è sempre un privilegio intrattenersi in discussioni sulla materia sartoriale.

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23 Luglio 2003
Il caldo, la tradizione dell'Ordine di celebrare i propri eventi almeno in giacca e cravatta, la mancanza in loco di aria condizionata e le folle che sono solite addensarsi in questi casi, sono ingredienti che non vanno molto d'accordo con lo spirito di realizzare comunque appuntamenti a misura dell'uomo, dei suoi interessi e anche del suo piacere. La prossima data, visto il prtevedibile clima, deve quindi considerarsi quella di un appuntamento tecnico, destinato a quanti abbiano in lavorazione abiti dai maestri Solito o intendano incontarli per qualsiasi motivo. L'orario sarà quindi contenuto dalle 12 alle 15, salvo rettifiche. La sede è la solita, l'ospitale bottega dell'immaginifico De Paz. I Laboratori continueranno con il ritorno di temperature più indicate a questo tipo di riunioni. Sapete già come la pensiamo: non c'è fretta.

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28 Maggio 2003
Drapperia Inglese
Le tipologie semiformali: dalla grisaglia all'occhio di pernice

Sartoria Napoletana
Per la serie "Come nasce una Giacca" , la Prima Puntata:
La preparazione ed il taglio della giacca. Rilevanza nello stile del prodotto finito.
La prima prova: ecografia del nascituro

Calzoleria artigiana
dalle 13.00 alle 15.00

Presentazione della prova d'artista realizzata da Peron & Peron con il cordovano Horween
di prima scelta gentilmente fornito in esclusiva al Cavalleresco Ordine da Alden
Nessuno prima d'ora aveva potuto disporre privatamente di questo materiale.

Attenzione
Onde prevenire le crisi ipoglicemiche e lenire le fatiche di un Laboratorio così impegnativo,
la Prefettura cavalleresca di Bologna ha curato un rinfresco con specialità bolognesi e dolci
ferraresi preparato da Al Montegrappa da Nello
Mangeremo da incorreggibili peccatori, ma berremo come Santi, anzi come Dei:
Champagne Billecart-Salmon Brut Reserve
Tuiliere Vieille Blanc del Domaine Milan (Grenache 80% - Rolle 20%)


Interverranno:
Bruno e Simone Peron
Dante De Paz
Gennaro e Luigi Solito
Giancarlo Maresca

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12 Marzo 2003
Drapperia Inglese
I tessuti scozzesi: dal tweed al thornproof

Sartoria Napoletana
Concetti generali della Sartoria Napoletana

Eventi Collegamenti Atti e fatti