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storia del convegno
Le origini di questo progetto risalgono al convegno genovese sul Made in Italy, nel quale si di qualità parlò molto. Mi accorsi che se ne parlava anche altrove, forse troppo e in troppe occasioni. L’argomento meritava ulteriori riflessioni e allora pubblicai nella mia Scrivania un apologo sulla distrutta fratellanza tra qualità, lusso e prezzo (link)
Ne nacque una discussione sulle caratteristiche e sulla funzione della qualità, al termine della quale dichiarai che l’Ordine avrebbe provveduto ad organizzare un convegno tecnico-filosofico sull’argomento. Quel momento è venuto. L’organizzazione di Scrigno, ambiziosa rassegna di puro artigianato che si propone di mostrare lo stato dell’arte in materia di qualità, ci contattò per offrire spazio ad una nostra attività culturale. Cogliemmo quindi l’occasione per concretizzare quel progetto non in una libreria o in una sala anonima, ma tra espositori e oggetti di qualità estrema. L’oggetto della mia relazione a Genova era stata la qualità della qualità (link).
Il titolo dell’evento romano porta in quel plurale - “le qualità” - un programma speculativo diverso. Oggetto dell’indagine non è più la definizione, ma il contenuto attuale della qualità stessa, da un punto di vista sia teorico che pratico e con qualche previsione per il futuro.
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Palazzo Ruspoli - Facciata su Via della Fontanella dei Borghese

scopi del convegno
Qualità della vita; certificazioni di qualità; qualità controllata e garantita e così via. Da sostantivo è già quasi divenuta un aggettivo, perché poche parole sentiamo ripetere più di questa: qualità. Ma l’abuso consuma anche le parole, il cui contenuto si assottiglia e si estende sino a coprire superfici troppo ampie e perdere in tal modo di significato. L’individuo soffre l’appiattimento dei consumi e degli stili di vita. Il meccanismo della grande distribuzione universale di desideri e di icone lo sa bene e cerca di tramutare anche questo sentimento in un buon affare. Così propone di sentirsi tutti unici salendo ciascuno su qualche vetta dove ripararsi dal diluvio di banalità in cui gli altri si dibattono. Tanto più facile la salita, tanto più inutile l’impresa. Inoltre già sappiamo che in questi casi solo un’arca che galleggi sulle acque, ma in cui non potranno salire tutti, offre sufficienti garanzie. La Qualità sembra avere queste caratteristiche, ma per trovare posto a bordo occorre comprenderla, non solo poterla acquistare. Cosa, come e dove è oggi la qualità? E qual’è il suo futuro? Quali elementi la costituiscono? Come si riconosce? E’ possibile immaginarne una formula? Riunendo competenze lontane, il convengo intende lanciare una pietra in questo pozzo di domande per misurare a che profondità si trovino le risposte. Esperienze e progetti, idee e convinzioni di uomini impegnati a vario titolo nella comprensione del fenomeno, forniranno spunto ad un dibattito che rivelerà nuove luci ed insospettate ombre. Gli interessati alla materia che, raggiunti da questo invito, intendano partecipare, non dovranno sentirsi pubblico, bensì congressisti a tutti gli effetti. I relatori parleranno meno di dieci minuti ciascuno, lasciando la parola agli altri tra i presenti che abbiano da intervenire. Invitiamo pertanto ad una riflessione profonda sugli argomenti del dibattito, che non sono di pronta soluzione e non potranno che giovarsi del contributo dei liberi pensatori che intendano esporre al convegno le loro conclusioni in materia.

svolgimento del convegno
I lavori si apriranno alle ore 16 in punto con un breve saluto ai convenuti ed una telegrafica presentazione dei relatori. La loro esposizione non durerà più di dieci minuti per argomento, in modo da lasciare tempo ai contributi degli altri intervenuti, che devono sentirsi convegnisti e non spettatori. Terminati gli interventi dei convegnisti in platea, che avranno un limite di quattro minuti ciascuno, la parola tornerà al tavolo per un breve giro di risposte e conclusioni.
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