stemma
Immagini Partecipazione
stemma
Protocollo Generale n. 07/11
Protocollo Napoli n. 01/11


La Prefettura di Napoli
del Cavalleresco Ordine
dei Guardiani delle Nove Porte

Presenta e Vi invita a:



Venerdì 28 Gennaio 2011 alle ore 18.00
nel salone dell’antica casa E. Marinella
in Napoli - Piazza Vittoria n. 182


Lo stile partenopeo gode di una naturale autorità. Giacche, camicie, cravatte, ma anche musica, arti e gastronomia, a dispetto di crisi e detrattori restano a fare scuola nel mondo. Napoli è un teatro in cui tutto diviene spettacolo: la miseria come la grandezza. Una singolarità antica e sempre attuale le consente, o forse la condanna, a fare ogni cosa diversamente che altrove. Forse è per questo che da Napoli ci si può riportare a casa di tutto, tranne la noia. L’imprevedibilità è per Napoli come l’acqua per Venezia: la rende unica, ma talvolta si fa troppo alta. Poiché si tratta della vera città sepolta, che ha ancora tanti tesori da offrire, possiamo solo dire: “MENO MALE CHE C’E”.

Il magistero estetico di Napoli non è indipendente dai suoi vizi e dai suoi vezzi, da quel modo  di reagire con l’attesa che  non è superbia né distrazione.  Maurizio Marinella, Carlo Guardascione, Massimo Massaccesi e Giancarlo Maresca condurranno una conversazione non convenzionale sul rapporto napoletano tra estetica e società, intendo entrambe in senso molto ampio. Tutti gli intervenuti che vorranno, potranno aggiungere qualcosa. Partiremo dunque dall’abbigliamento per toccare aspetti bizzarri, personali e pubblici, del costume di questa capitale del gusto.

Grazie alla partecipazione eccezionale di Mino Cucciniello rievocheremo tra l’altro l’epopea di quella jeunesse dorée che tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 dettava legge in materia di stile.  Gli epigoni e poi i replicanti di questa vera e propria way-of-life vennero detti Chiattilli. Questo termine canzonatorio fu scritto dal disprezzo, ma dettato dall’invidia. In un’epoca in cui i mondo scopriva la sciatteria dei figli dei fiori e l’Italia si arrovellava nelle ideologie politiche estreme, quei giovani indossavano camicie di Rubinacci, guidavano Norton e Triumph e soprattutto si accompagnavano con ragazze splendide e curatissime. Oggi possiamo guardare con lucidità a quei ragazzi divenuti nonni e risalire fino all’epoca dei loro padri. E’ ora di rendere giustizia ai Chiattilli, ai dimenticati Gagà delle generazioni precedenti, agli ignoti arbitri d’eleganza che da Napoli silenziosamente e misteriosamente hanno scelto cosa avrebbe indossato il mondo. Forse è giunta l’ora di rendere giustizia alla stessa Napoli, nutrice di esteti.

Nella foto qui in alto,
un’analoga serata del 2006.
Tutti gli interessati all’argomento trattato
potranno intervenire accreditandosi in Cancelleria
grazie al modello che si apre dal tasto Partecipazione.
Sono da considerarsi obbligatorie la giacca e un po’ di ironia.
Torna all'area eventi