
Inseparabili Cavalieri,
il nostro Ordine deve molto a Siviglia. Fu ritrovandosi ogni anno nell’arena della Real Maestranza, che i primi Fondatori avvertirono come la forza ricavata da quella e dalle altre passioni che condividevano potesse essere impiegata al servizio della ricerca e ricostruzione dell’immaginazione perduta. Illuminata dalla grazia del ballo e dell’equitazione, l’Andalusia è terra eletta di tradizioni che giungono alle vette del cante jondo e della corrida, arti la cui mistica imperfezione può rivelare l’insondabile. Nel periodo di Feria, Siviglia è un luogo sospeso dove si concentra una poderosa carica insensibile al tempo, vivificata da una misteriosa corrente di impenetrabile sentimento gitano. E’ un vortice che tenderebbe all’eccesso dionisiaco, se una forte componente apollinea non mantenesse tutto in perfetto equilibrio. Vigilanza estetica e libertà emotiva, dignità suprema che controlla, ma non nega la carne ed il sangue. Qui, più che altrove, si è felici di essere vivi. Un trionfo della condizione umana, che tocca il sublime al suono della sevillana e delle chiarine della plaza de toros.
In questo 2006 si compiono venti anni di ininterrotta presenza cavalleresca a Siviglia e l’occasione verrà celebrata con un eccezionale evento. Un percorso di breve durata, ma dritto al cuore delle cose e ricco di scoperte. In una permanenza di tre o quattro notti, che grazie ad un calendario particolarmente favorevole cadono in periodo festivo, l’Ordine utilizzerà conoscenze maturate in quattro lustri per offrire ai Cavalieri – ed alle loro eventuali dame – una raffica di esperienze che colpisca in pieno petto. Come sapete, la chiave dell’emozione è nel ritmo. Per essere veloci e precisi nei movimenti occorre che i partecipanti siano fortemente motivati e la parte operativa, con tutti i problemi di logistica, predisposta con meticolosità ed adeguato anticipo. La feria mette in movimento un oceano di gente, sulle cui onde possiamo e dobbiamo navigare con la sicurezza dei vecchi lupi di mare.
Presto vareremo un programma dettagliato, ma già da ora annunciamo le date, perché chi abbia intenzione di partecipare possa dichiararlo. Segnaliamo, tra i momenti più interessanti, la presenza in delegazione ufficiale al pranzo di Domenica 23 in una tradizionale caseta della feria. Per l’occasione, sarebbe bello portare qualche nostro prodotto di gastronomia regionale. Lasciamo a ciascuno libera iniziativa in merito. Vista la speciale natura e tensione dell'evento, nonchè la necessità di contenere il numero, l'evento è riservato ai Soci. Eventuali interessati potranno scrivere e mettersi in lista di attesa per i prossimi anni. Noi ci saremo.
E’ tutto per il momento,
non fosse che per gli orgogliosi, doverosi, quanto mai appropriati,
Cavallereschi saluti
Il Gran Maestro
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