La Viticoltura in Biodinamica
Mito o realtà?


Nessun dubbio che sempre più appassionati, privati o professionali, scoprano nel numero crescente di vini in biodinamica una fonte di complessità, uno slancio, una purezza supplementare. Nessun dubbio anche che questa agricoltura, che si differenzia dall’agricoltura biologica per l’aggiunta di quantità molto scarse di preparati (1 su 100gr per ettaro), solitamente dinamizzata nell’acqua, sconcerti chi tenti di comprenderla. Come possono delle così piccole quantità avere un reale effetto sulla qualità di un vino? Non sarebbe stata la stessa cosa con una semplice agricoltura biologica? Di fronte a queste domande i pro e i contro influiscono regolarmente e si sente già spuntare da una parte e dall’altra il desiderio di “venire alle mani”. Per giungere a una dimostrazione alla convinzione profonda che genera le “convinzioni”, al sapere e quindi, non c’è finalmente qui che un passo da fare. E è da questo passo che dipende in parte l’autenticità della qualità dei vini di domani.

Cominciamo con l’osservare il cadavere di un animale appena morto. In qualche settimana si ritrova dentro la terra sotto forma di elementi molto semplici. La domanda da porsi dunque è: dove sono le forze che avevano costruito in modo così sofisticato quell’organismo? Quella che aveva preso del calcio per scolpire tutte quelle ossa, quelle che avevano utilizzato della silice per formare questi peli ecc. Queste forze non esistono al di fuori della formazione di un embrione?

Un acino, un uovo, sono il ricettacolo e la prova di un mondo energetico perfettamente organizzato, che dispensa sulla Terra forze di vita che esistono indipendentemente dal legame alla materia che le rende visibili. Ogni giorno di più i fisici, grazie per esempio alla risonanza magnetica, scoprono luoghi reali e concreti che non sono più propriamente luoghi terrestri, in quanto essi non sottomessi alla forza di gravità, a quel mondo di pesi e volumi scoperti da Newton. Si tratta quindi di luoghi che si misurano diversamente. Nella terza edizione del mio libro “Il vino tra cielo e terra” disponibile ora in quattro lingue, dedico un intero capitolo alla presentazione di tests, ben conosciuti in alcuni ambienti, che mostrano delle immagini di questo mondo energetico nel vino o negli alimenti e del modo con cui differenti agricolture li possono modificare. Il microscopio non ha accesso a queste realtà.

Ciò che qui bisogna comprendere è che il vivente non è che una somma di frequenze o di ritmi, è un mondo vibratorio. Non c’è vita senza frequenze o mini frequenze.

La nostra società e ciascuno di noi utilizziamo quotidianamente questo mondo vibratorio per i satelliti, i portatili, le emittenti, le micro-onde, i GPS ecc. al punto che ciò diventa inquietante perché questa abbondanza di frequenze “nuove” disturbano quelle che ci influenzano la vita!

Sebbene non utilizzi un milligrammo di alcunché, nessuno è sorpreso di ricevere tramite un cellulare un messaggio proveniente dall’altro capo del mondo, perché un’onda non si misura in peso. Quando però si parla dell’effetto di qualche grammo di preparati che agiscono come catalizzatori di processi precisi, indispensabili alla vita di una pianta, coloro i quali non hanno piena coscienza di quello stesso mondo energetico che utilizzano quotidianamente s’offuscano. Siamo pratici. Quanti grammi di quarzo fanno funzionare il vostro orologio per più di un anno? Al contrario, si moltiplica l’utilizzo di molecole così tossiche (antimicotico, anti-marciume, anti-acari, pesticidi, diserbanti, defolianti, ecc.) che per persuadersene è opportuno leggere le notizie di utilizzo! Allagandone le vigne e il loro suolo, si frenano ogni volta di più i legami con le forze che influenzano la vita e la qualità. Ne risultano, cari appassionati del vino, tre commenti molto importanti per la qualità dei vini che voi acquistate per le vostre cantine:
1 - Va ineluttabilmente crescendo l’utilizzo di trattamenti chimici che riducono la capacità delle vigne di ricevere l’energia solare per le loro foglie e minacciano la vita del suolo necessaria ai loro acini. Ciascun trattamento supplementare necessario ad arginare altre malattie, che non sono ancora state riconosciute come indicatori di mancanza di forza salutare, porterà un maggiore indebolimento. Per i viticoltori finiti in quel vicolo cieco che è la tecnologia, non ci sarà altra via per i loro vini che avere un’apparenza di qualità, che come tale sarà facilmente imitabile dai paesi con manodopera a buon mercato. In più, la loro capacità d’invecchiamento sarà sempre più ridotta.
2 - L’agricoltura ragionata, che si accontenta di ridurre l’utilizzo di questi prodotti molto tossici del 20% circa, non può costituire un progresso reale sul piano delle forze di vita di cui una vigna ha bisogno per restare in buona salute e per manifestare l’originalità della sua denominazione. Ciò spiega perché sempre più viticoltori scelgono la biologia, che rimane il solo modo di ben “legare” la vigna al suo ambiente naturale.
3 - La biodinamica, con una tappa supplementare molto importante, permette un utilizzo più diretto del mondo energetico e accresce considerevolmente la possibilità per le vigne di ricevere le forze qualitative che sono alla base di ciò che amiamo in un vino. In più, grazie a questi legami particolari alle forze di vita, può in 2 o 3 anni annichilire gli effetti devastanti di diserbanti ecc., là dove con l’agricoltura biologica ci vorrebbero decenni. La prova è stata fatta in Australia, dove dei terreni saturi di DDT e interdetti all’agricoltura dal governo sono stati riammessi in orticoltura dopo 3 anni di biodinamica. Tutto questo può essere a lungo sviluppato. Si spiega come mai sempre più viticoltori seri vogliano continuare ad affluire verso la biodinamica e perché si tenti direttamente o indirettamente di ridicolizzarli, per preservare mercati economici lucrativi.

Aggiungo solamente che pretendere di dimostrare l’inefficacia della biodinamica fa già parte del mondo di ieri, che ahimè è tutt’oggi inquietante. Il mondo energetico è un mondo organizzato, che può essere utilizzato in molti modi e più o meno bene. Se la biodinamica si indirizza verso di esso senza modificarlo, volgendolo ad effetti stabili positivi, non tutti hanno gli stessi scrupoli e in questo campo il controllo è pressoché impossibile. Si vede già circolare dell’acqua energizzata che si vende a più di 5000 Euro al litro, che indubbiamente modifica il gusto del vino in un modo sia reale che artificiale. E fisicamente non c’è nessuna aggiunta!!! Questi effetti ingannevoli non sono veramente duraturi e possono comunque invertirsi. Non c’è alcun dubbio che i derivati della tecnologia abbiano già cominciato a toccare questo “nuovo mondo energetico”.
Nicolas Joly
 
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