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| MAESTRI
DELL'AGO E DEL FILO |
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di Giancarlo Maresca ] |
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questo numero Monsieur incontra i sarti italiani della Camera
europea dell'Alta Sartoria. Ecco Daniele Berdusco di Asolo,
stimato negli ambienti dell'arte e della musica per i frac e
gli abiti da cerimonia |
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| Non
saranno tutte, ma le vie che portano ad Asolo devono essere
comunque parecchie. Già Plinio il Vecchio la cita
tra gli oppida venetorum e se fu una posizione strategica
a rendere la sua rocca militarmente preziosa per tutto
il medioevo, nei secoli man mano più pacifici furono
certamente il paesaggio ed il clima a favorirne la fama
presso un turismo internazionale del livello più
elevato. Umidità e nebbia sono sconosciute e nonostante
la latitudine e l’altezza, sulle sue colline ci
sorprende il colore dell’olivo. Nel 1489 la Serenissima
Repubblica costrinse Caterina Cornaro, veneta di grande
famiglia e già Regina di Cipro, ad abdicare al
trono. Rientrata a Venezia venne nominata Signora di Asolo,
con ampi poteri sulla regione. Conservò tutti i
suoi titoli regali e da allora visse nel suo castello
sino al 1509, quando i tedeschi della Lega di Cambrai
ne |
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maestro
sarto molto noto negli ambienti dell’arte e in particolare
della musica: è infatti un vero specialista della
cerimonia e del frac. La sua formazione è avvenuta
in diverse città e lo ha portato ad apprendere
le tecniche più disparate: sa cucire persino le
ghette! Uomo deciso quanto cordiale, non da alcun segno
di fretta nonostante una lunga intervista. La prima cosa
che gli chiedo riguarda le variazioni nella domanda e
nell’offerta negli ultimi anni. “Egregio avvocato
– mi risponde – oggi le persone mature vogliono
togliersi qualche anno da dosso e in molte occasioni hanno
adottato un abbigliamento giovanile. Per quanto ho potuto
osservare, l’abito tradizionale non ha mai subito
alcuna flessione nella domanda, perché chi è
abituato alla sartoria non vi rinuncia solo perché
lo indossa due o tre volte di meno. |
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| occuparono
il territorio. Morì a Venezia nel 1510, senza essere
più dimenticata e non fu l’unica donna di eccezionale
gusto e personalità a influenzare la memoria e lo stile
di questa piccola città. Qui visse ed è sepolta
la Duse, divina ispiratrice dei folli anni di inizio secolo,
ma l’ultima regina di Asolo fu forse Freya Stark, fotografa
e scrittrice, pioniera del giornalismo di viaggio al femminile
e autrice di importanti reportage sul medio e vicino Oriente
dei primi decenni del XX secolo. Il suo carisma era tale che
durante l’occupazione tedesca nemmeno si pensò
di violarne il prestigio e le vennero risparmiate la prigionia
ed il campo di concentramento. Spentasi centenaria nel 1993,
fu interprete di una vita inimitabile per ciò che si
permise e per quanto non si permise mai. Pur non avendo natali
aristocratici, per venirla a visitare si mosse da Londra fin
la regina madre. Un filo invisibile lega al regno unito questa
cittadina dal passato turbolento e dall’attualità
tranquilla, dove la qualità di vita è elevatissima.
Uno dei motivi che portano ad Asolo gentiluomini (e gentildonne)
dai gusti ed esigenze eccezionali è il laboratorio di
Daniele Berdusco, |
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D’altro
canto c’è un massiccio ritorno dei giovani, che
vogliono sigillare con un bell’abito una promettente carriera
o semplicemente distinguersi dalla massa. Cambiano le fogge,
si aggiornano i materiali, ma questi sono fenomeni naturali
e positivi. Chi parla di una crisi nella sartoria ragiona a
livello molto regionale, ma su uno scenario internazionale le
cose si leggono in modo diverso. Recentemente si è tenuto
a Treviso un convegno cui hanno partecipato maestri sarti provenienti
da venti nazioni. Un segno di vitalità, un presagio di
una nuova circolazione di idee in cui piuttosto che un’emarginazione
del lavoro artigianale possiamo vedere i sintomi di un recupero
di quel magistero stilistico di cui la confezione si è
a lungo appropriata. In paesi come la Germania l’abito
di sartoria è un simbolo di stato cui tutti aspirano
e nei laboratori c’è un grosso afflusso di forze
nuove. Quando si saranno resi conto del prestigio sociale che
la categoria ha raggiunto, della soddisfazione creativa e della
sicurezza economica di cui gode chiunque possieda un mestiere,
anche da noi i giovani ritorneranno a questa e ad altre attività
artigianali”. |
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