![]() |
Florilegio
Stampa |
||
|
Articolo da signora |
|||
dal volume "La truffa del tempo" di A. Torno Mondadori - Capitolo XII |
|||
|
Siamo giunti al termine di questo itinerario, tra ipotesi, teorie, proposte
e anche qualche battuta. L'argomento, così serioso e insieme così
sfuggente, lo richiedeva. Dopo aver passato in rassegna storie di calendari,
esegesi teologiche, teorie filosofiche e scientifiche, confessioni personali,
mi sembra giusto accomiatarmi con un altro sorriso, o almeno con un ricordo
vissuto. Devo ammettere che ho capito molte cose riguardanti il tempo in una profumeria di Parigi. Non mi chieda il lettore perché vi fossi entrato, chi stavo accompagnando e quanto tempo fa, sappia soltanto che era una grande profumeria nel cuore di Parigi. Migliaia di boccette, centinaia di persone ( quasi tutte donne), delle commesse sorridenti che si muovevano con gesti rapidi. Quello che colpiva era l'attenzione, la passione con cui le clienti chiedevano notizie o assaggi dei prodotti. Li guardavano con un sospiro segreto o palese, sceglievano l'esemplare che stava in seconda o terza posizione, avviavano quasi tutte un vero e proprio dialogo sulle qualità che quelle boccette tenevano imprigionate. Non recitavano. Erano lì spinte da una vera esigenza. E' vero: qualcuna sembrava più indifferente di un'altra, ma quello che succedeva nel grande negozio aveva un denominatore comune capace di amalgamare quei visi, quegli sguardi, quelle domande, quelle mosse. Ne osservai una, due, tre, dieci. Alla fine capii che in quel luogo si vendevano solo apparentemente dei profumi, delle creme, degli oggetti per il trucco. In realtà chi andava alla cassa con il suo cestello, più o meno colmo, comperava un po' di bellezza, ovvero cercava un sottile compromesso con il tempo. Con i soldi non pagava un conto, cercava semplicemente di trattenere tutti i possibili attimi fuggenti. Mi spiego meglio. Avevo cercato di decifrare qualcuna delle infinite domande fatte, mi sono anche avvicinato a quelle signore che decidevano di acquistare un prodotto. Ebbene, le loro richieste, le loro delicate angosce erano certamente rivolte alle qualità o alle quantità, ma la preoccupazione maggiore era per l'effetto che avrebbero ottenuto. Questa crema al caviale rende la pelle trasparente e sublime; quest'altra essenza con l'aggiunta di vaniglia lascia un profumo dalle delicate caratteristiche. D'un tratto capii che nel negozio si vendeva un po' di giovinezza, seppure come apparenza (ma tale essa è anche quando attraversa il nostro corpo). Ogni boccetta, ogni crema prometteva di ingannare leggermente il tempo. Non si creda che io stia prendendomi gioco di quelle signore e dei loro passaggi in profumeria (anche gli uomini spendono grandi cifre per le stesse cose, ma hanno meno liturgia nell'accostarsi agli acquisti); al contrario. Riconosco loro di avermi impartito una lezione. Comprano del tempo, e allora? E' un reato? Assolutamente no. Esercitano soltanto un loro diritto, combattendo una battaglia che i filosofi hanno condotto compulsando le opere dei loro predecessori e gli astronomi osservano il cielo. Tutti cerchiamo di scendere a patti col tempo, di averne per noi una parte maggiore di quella assegnataci. Che poi questo si attui chiedendolo a una lussuosa boccetta o passando degli anni per capire se i fenomeni siano reversibili, poco importa. Perché un filosofo, un fisico si interroga sul tempo? L'ultima risposta, la più onesta, è quella che sostiene: lo fa per dominarlo, per guadagnarne. Se accettate questa tesi, allora la profumeria di Parigi o quella accanto a casa vostra fanno - con modalità diverse - la medesima azione. E poi non e' detto che il tempo si capisca meglio in un osservatorio astronomico che in un'esposizione di profumi. Comprendere il tempo è anche viverlo, è cercare di non avere contusioni al suo passaggio. Chi non ha mai tempo è povero come chi non ha denaro ( ve la ricordate l'identità tempo è uguale a denaro?). Ed è inutile avere tanto denaro se non si ha tempo, perché si vive come chi ha tanto tempo e non denaro, e tale uomo equivale a un mendicante. Ecco: il nostro è il mondo di chi non ha mai tempo. Viviamo con premura ogni cosa ed è come se non vivessimo alcunché. Accelerare troppo il tempo di una vita è come se si ordinasse a un'orchestra di suonare tutto il brano in pochi secondi: alla fine il motivo principale dell'opera si trasformerebbe in un orribile grugnito. Ma questi sono dettagli, forse luoghi comuni. L'unica verità che abbiamo trovato è che il tempo non sappiamo esattamente cosa sia, ma c'è. Noi possiamo anche non occuparci di lui, è certo che lui si occuperà di noi. Non va cercato nei calendari, né conviene guardare troppo a lungo nell'universo, perché il tempo è in noi. Dobbiamo scoprirlo, dialogarci, fare quello che ci pare, ma accorgerci che pulsa con il cuore, che se ne sta nell'anima o in qualcosa che le assomiglia. Un'altra verità è forse questa: il tempo cambia le nostre opinioni e certezze sul tempo. Lo contiamo in modo diverso e lo consideriamo come un'entità che muta con il variare delle epoche. Probabilmente l'angoscia per l'uomo primitivo era individuata nello spazio, ma per il contemporaneo è il tempo. Più lo contiamo, più lo vivisezioniamo, più lo indaghiamo, e più la sua morsa si fa forte intorno al nostro spirito. Gli uomini si riuniscono per risolvere i problemi, discutono, dibattono. Sovente, però, le riunioni altro non sono che delle formidabili macchine per perdere tempo. Oggi ne abbiamo il culto. Passerà. Michel de Montaigne nei suoi Saggi aveva precisato: " quando gli uomini si riuniscono le loro teste si restringono". L'ultima beffa del tempo potrebbe proprio risiedere nella stupidità. Pensate: riunirsi per capire e poi ritrovarsi stupidi. Certo, il tempo potrebbe essere anche il responsabile di questa nuova e sempre più abbondante caratteristica della specie umana, quella stupidità che non e' facile né catalogare né riconoscere di primo acchito. In fondo, a ben pensarci, gli uomini sono meno stupidi in una profumeria che quando esercitano i loro sentimenti o i loro diritti. D'altra parte, divertitevi a vedere quanto tempo si dissolve inseguendo gli uni e gli altri. Per la stupidità non so cosa dire. Non ne ho ancora trovato una storia. E per il resto non crucciatevi. Si vive meglio lontano dalle macchine che ci fanno perdere tempo e si è più felici se si evitano le riunioni. Ridete in faccia a chi vuole organizzarvi il tempo da spendere, quello cosiddetto "libero", così come è bene stare alla larga da quei puritani che vogliono trovare senso in ogni cosa che fanno. Il tempo è come l'aria: respiratelo. E basta. |
|||
![]() |
|||
Home
, Visitatori , Atti
, Libro dei Fornitori , Eventi
, Rassegna Stampa , Florilegio
, Registrazione ,
Intenti
dell'Ordine , Gola , Azione
, Donne , Arte , Gioco
, Fumo , Abbigliamento ,
Tauromachia , La Nona
Porta