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Dalla rubrica: Parola di Gordon - rivista "EVO" Marzo 2007 Le auto non riescono pił a emozionarci |
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Il Goodwood Revival Meeting è sicuramente il miglior raduno di auto da competizione classiche di tutto il mondo. Mi piace andare in giro per il paddock e godermi lo spettacolo di queste magnifiche glorie del passato. Le auto da Gran Premio e Sport degli anni 50 sono le stesse dei modellini con i quali giocavo, mentre le auto degli anni 60 sono quelle che vedevo correre e contro le quali, in alcuni casi, ho gareggiato io stesso. Ovunque si guardi ci sono forme stupende, dalle curve perfette delle auto Sport e GP degli anni 50, alla delicata sottigliezza delle auto dei primi anni 60. Cè una cosa che mi colpisce veramente: il novanta per cento di quelle vecchie auto è praticamente perfetto dal punto di vista stilistico, con un equilibrio visivo ottimo, sbalzi anteriori e posteriori semplicemente giusti e alcune curve veramente sontuose che ne esaltano al massimo la meccanica. Non ci sono cose superflue o che non siano assolutamente necessarie. E non parlo solo delle auto da competizione o da GP. Perfino la umile Lotus Cortina ha attirato la mia attenzione: non vistosa, non esotica, semplicemente bella. E impossibile oggi pensare di poterle migliorare. Ho immaginato allora che qualcuno mi chiedesse di modificare, ridisegnandola, la favolosa Ferrari Dino 206 SP (per me la forma di auto più bella di tutti i tempi). Non sarei stato capace di tracciare una sola linea ! Quello che rende tutto ciò ancor più degno di nota è che, nella maggior parte dei casi, le forme di queste auto sono state disegnate dagli ingegneri. Non so quando si è passati dal puro stile allo styling, ma oggi le Case costruttrici hanno quegli enormi reparti di design che lavorano più con il reparto marketing che con i progettisti, e il risultato finale sono linee nate per amore dello stile o per la necessità di essere intelligenti e fare tendenza. Di conseguenza le auto che ci circondano non riescono più a emozionarci. La maggior parte delle berline e delle compatte di adesso sono, nel migliore dei casi, noiose, mentre alcune delle nuove, enormi, SUV sono semplicemente brutte. Sembra che lo stile' sia stato sostituito dallo styling, mentre la vecchia regola per cui la forma segue la funzione è stata da tempo buttata dalla finestra. Mi ricordo gli anni 60, quando la presentazione di ogni nuova Alfa Romeo berlina o coupé era un evento impazientemente atteso: tutte le auto erano magnificamente equilibrate e proporzionate senza nemmeno la minima imperfezione che suggerisse la malattia dello styling che oggi opprime la nostra industria. Quante auto di oggi saranno considerate classiche, diciamo, fra 20 o 30 anni? Le supercar di oggi hanno unottima presenza e un certo aspetto drammatico, ma non sempre hanno stile. Perfino la Enzo, che è certamente drammatica, riesce a sembrare troppo grande e incoerente: le sue linee non sono del tutto fluide. Leffetto complessivo è quindi styling invece che stile. Tuttaltra cosa è la nuovissima supercar Ferrari P4/5, basata sulla Enzo e costruita in esemplare unico. Sono sicuro che Pininfarina abbia voluto dare unimpronta rétro al progetto, lasciando la possibilità di intuirne la discendenza, ma lo stile è incisivo, fresco e del tutto attuale. Se mi fossero offerte le chiavi di una Enzo o della P4/5, so quale guiderei fino a casa mia. |
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