Un’attività interattiva, ben concepita per contenuti e fruibilità, potrà finalmente far uscire dal piccolo universo della sartoria l’incredibile concentrazione culturale che essa contiene e custodisce. Si matura oggi una duplice, nuova consapevolezza: da un lato solo la trasparenza sui criteri artigianali di produzione e la conoscenza che si ha del suo mondo, possono determinare un salto di qualità del sarto di domani. Dall’altro è innegabile che l’importanza di qualsiasi cosa o attività sia collegata al suo potere mediatico. Per questi motivi occorre rendere più permeabili le pareti dei laboratori, fare in modo che il pubblico assuma maggiore confidenza con la sartoria e senta più raggiungibile e desiderabile ciò che non vede nelle vetrine e nelle pubblicità e che forse, proprio per questo, finisce per credere più complesso e costoso di quanto non sia. rappresentante degli interessi degli associati, che sono poi quelli generali della categoria. Pesa oggi ad esempio la poca chiarezza sulla linea che distingue il prodotto artigianale da quello industriale, tutta a vantaggio di quest’ultimo. Quando vasi di coccio e vasi di ferro viaggiano insieme, non c’è dubbio che qualcuno dei primi sia destinato ad andare in pezzi. Una corretta introduzione ai procedimenti base della vera sartoria, se proveniente da fonte autorevole e diffusa con adeguati mezzi, fugherà le nebbie in cui oggi si naviga, come la confusione tra il vero su-misura tradizionale e il lavoro con taglie modificate o su-ordinazione. La Camera intende assumere un ruolo di interlocutore con entità pubbliche nazionali e internazionali. Da sempre manca infatti ai sarti una voce comune che possa portare le istituzioni a conoscenza dei loro veri
Un portale e delle iniziative che diano accesso alle diverse realtà, che aprano la sartoria allo sguardo di tutti gli interessati, permetteranno una maggiore comprensione del valore intimo ed umanistico del lavoro artigianale, aprendo la strada ad un nuovo rapporto con esso. Questo in generale il programma della Camera, che verrà presentato nel corso di un convegno di livello internazionale. Già da quel momento la Camera dovrebbe essere in grado di comunicare da sola attraverso la rete, raggiungendo direttamente tutti i paesi del mondo. Internet, però, pur rappresentando per questo ambiente una novità che non mancherà di attirare interesse, non potrà essere tutto. La Camera disporrà presto di un ufficio che si interesserà dei rapporti interni e delle relazioni pubbliche, anche in favore di quegli associati che, per mentalità o per dimensioni, abbiano sinora trascurato l’importanza della promozione. La Camera Europea dell’Alta Sartoria già favorisce la circolazione di soluzioni tecniche, delle novità e delle idee, ma intende offrire anche risposta a problemi concreti. Alcuni vantaggi potranno derivare dalla creazione di consorzi d’acquisto dei materiali. Non solo allo scopo di abbattere i costi, ma anche e soprattutto di esercitare la giusta influenza sulla produzione tessile, attualmente orientata quasi esclusivamente alla soddisfazione dei confezionisti. Vi sono delle questioni generali che richiedono di essere affrontate con un vasto pubblico o con interlocutori pubblici e privati di alto livello.
Senza voler essere un organismo sindacale, la camera si propone di agire in modo agile e concreto come
  problemi e indicarne le possibili soluzioni. Il progetto più ambizioso ed interessante, che potrebbe realizzarsi solo con una sensibilizzazione delle istituzioni, mi sembra quello della creazione di un istituto per veri sarti condotto da sarti veri.
Non una semplice scuola di taglio, non una scuola serale da cui si esca col diplomino, non uno spreco di soldi pubblici per specializzare una mano d’opera destinata alle manifatture private che non provvedono alla formazione interna, ma un tirocinio ad ampio spettro che affranchi l’apprendista, che gli insegni a maneggiare forbici, ago e ferro secondo una tradizione che, al di là dei diversi stili, si basa in tutto il continente su tecniche molto simili. Anche se bisognerebbe scendere nei dettagli pratici, non sembra si tratti di un’utopia, ma di un meccanismo che potrebbe funzionare e diffondersi con facilità a cominciare dalle città che abbiano ancora un bacino sartoriale di buone dimensioni. Con questi progetti e nel rispetto della struttura già operante, la Camera intende quindi man mano sviluppare un duplice aspetto: verso l’interno agire da consorzio e verso l’esterno come un polo culturale di alto prestigio.
Concludo augurandomi personalmente il massimo rigore possibile sui criteri di ammissione alla Camera e sulle scelte operative.
Appena dovesse prendere velocità, occorrerà la massima vigilanza per impedire che su questo vagone esclusivo si imbarchino merci miste o si imbocchino solo binari in discesa.
 
LUIGI GALLO HA RIUNITO NELLA CAMERA EUROPEA DELL'ALTA SARTORIA UNA TRENTINA DI MAESTRI E
ORA HA L'OBIETTIVO DI RAGGIUNGERE QUOTA 100. «LA CAMERA DISPORRA' PRESTO DI UN UFFICIO
CHE SI OCCUPERA' DEI RAPPORTI INTERNI E, SOPRATTUTTO, DELLE RELAZIONI ESTERNE», DICE GALLO.
 
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