Florilegio Stampa
   

LA CIVILTA' IN UN CILINDRO

Mi sia consentito un esordio autobiografico. Una sola volta in vita mia ho portato un cappello a fini, per così dire, estetici. Andavo al liceo. E onestamente devo ammettere che già allora ero un po'fuori tempo: i compagni mi hanno preso in giro, ho prontamente desistito. In seguito mi sono coperto la testa esclusivamente a fini pratici, per ripararmi dal freddo: a Genova, dove la tramontana invernale è gelida, e a Mosca, dove un copricapo è indispensabile. Il mio era foderato di pelliccia, sembravo un ussaro. Un intermezzo eccezionale si ebbe a Londra, quando indossai un abito da cerimonia: il cilindro era troppo piccolo, lo tenni sempre in mano. E ora? Ora, sebbene vecchio, vado in giro a testa nuda (Il berretto quando si va in barca è un'altra storia). Ma la testa nuda è segno di decadenza. Non mia, ovviamente, ma della società contemporanea. E'invece segno di civiltà coprirsi la testa, che è la parte più importante del corpo umano. Nel periodo di grande eleganza la si copriva con una parrucca (i giudici inglesi, che ancora ne fanno uso,hanno l'aspetto infinitamente più autorevole dei nostri). Poi, quando la civiltà cominciò a sfiorire, la parrucca fu sostituita da un cappello, la cui foggia cambiava secondo la moda, e che consentiva splendide forme di saluto. Ora, tutti o quasi a testa nuda. In alcune isole fortunate sono in uso fogge particolari: penso ai Panama, tanto eleganti quanto cari di prezzo. Torneranno di moda? Temo di no: la decadenza è definitiva.

Piero Ottone

 
 

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