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L'avvocato
romano Roberto Colica, nostro simpatizzante e corrispondente da lungo
tempo, usa spedire alla mia attenzione una sua personale selezione di
articoli di interesse cavalleresco. L'ultimo è un pezzo di Luigi
Mascheroni apparso su "Il Giornale" nella sezione ALBUM CULTURA
a pagina 18 del numero in edicola Sabato 6 Aprile scorso. Poiché
sarà difficile reperire il quotidiano in originale, ne passo in
rassegna i vari motivi di interesse. Si tratta di una presentazione del
nuovo volume di Giuseppe Scaraffia dal titolo "Gli ultimi dandies"
edito da Sellerio, pag. 206, Euro 9,00. Innanzitutto Mascheroni redige
in bella evidenza una biblografia minima veramente ben selezionata:
Stefano Lanuzza
"Vita da dandy. Gli antisnob nella società, nella storia,
nella letteratura"
Nuovi Equilibri, 1999
Barbey d'Aurevilly
"Del dandysmo e di George Brummel"
Passigli, 1993
Giuseppe Scaraffia
"Dizionario del dandy"
Laterza, 1981
Honoré de Balzac
"Trattato della vita elegante"
Longanesi, 1982
Avendo
letto con attenzione gli ultimi due testi, nonchè in più
occasioni incontrato vaste citazioni dei primi, trovo che la selezione
sia quanto mai valida per la biblioteca dell'uomo veramente attento al
fenomeno estetico, quando pienamente e sinceramente vissuto, ed alle sue
implicazioni sempre in bilico tra il reazionario e il rivoluzionario.
Interessanti questi brani tratti dal recente saggio di Scaraffia sul mito
del Dandy: "Liquidato dalla modernità, riaffiora in una serie
di citazioni, spesso erronee, sui giornali e sullo schermo. Nella democrazia
dominata dai media la vera eleganza è sospetta. Chi la pratica
deve per forza nascondere narcisismo e potenziale slealtà verso
le masse lontane da tanta raffinatezza."
Enunciando la morte del dandy l'autore ci mette in allarme sulla sorte
del diverso nell'epoca della mondializzazione. Un monito che non può
restare inascoltato dai Cavalieri. "Nell'Europa degli anni quaranta
il tramonto delle élite aristocratiche, la diffusione dell'abbigliamento
in serie e il declino dei sarti coincide con quello del mito del dandy.
La sobria squisitezza degli statisti inglesi e la torva chioma imbrillantinata
di Ciano sono i due volti di un'ultima apparizione sulla scena mondiale.
In seguito il duca di Windsor è soltanto più l'aggraziato
fantasma di un mondo defunto. La spada della seconda guerra mondiale aveva
da tempo reciso il nodo gordiano della sua inimitabile cravatta".
Segue una passerella dei personaggi descritti da Scaraffia:
da Boni de Castellane a Majakovskij, da Drieu La Rochelle a Luis Aragon.
Da un box a pié di pagina, dedicato ai "maestri d'oggi",
traggo infine questo intervento di Paolo Isotta: "Nè io nè
mio padre nè mio nonno abbiamo mai acquistato da Marinella un fazzoletto.
Le cravatte le comprano da lui soggetti della risma di Mastella e Cossiga".
Nel suo protagonismo vagamente isterico, il buon Isotta dimentica la "risma"
di alcuni re e principi. Certamente, un uomo della sua levatura morale
e sociale avrebbe allontanato simili clienti dal proprio negozio.
Giancarlo Maresca
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