Però voglio
che 'l nostro cortegiano sia perfetto cavalier d'ogni sella, ed oltre
allo aver cognizion di cavalli e di ciò che al cavalcare s'appartiene,
ponga ogni studio e diligenzia di passar in ogni cosa un poco piu avanti
che gli altri, di modo che sempre tra tutti sia per eccellente conosciuto.
E come si legge d'Alcibiade che superò tutte le nazioni presso
alle quali egli visse, e ciascuna in quello che più era suo proprio,
cosi questo nostro avanzi gli altri, e ciascuno in quello di che più
fa professione. E perché degli Italiani è pecuIiar laude
il cavalcare bene alla brida, il maneggiar con ragione massimamente cavalli
asperi, il correr lance e 'l giostrare, sia in questo de' migliori Italiani;
nel tomeare, tener un passo, combattere una sbarra, sia bono tra i miglior
Franzesi; nel giocare a canne, correr tori, lanzar aste e dardi, sia tra
i Spagnoli eccellente. Ma sopra tutto accompagni ogni suo movimento con
un certo bon giudicio e grazia, se vole meritar quell'universal favore
che tanto s'apprezza.
(...) Né di minor laude estimo il volteggiar a cavallo, il quale,
abbenché sia faticoso e difficile, fa l'orno leggerissimo e destro
più che alcun'altra cosa; ed oltre alla utilità, se quella
leggerezza è compagnata di bona grazia, fa, al parer mio, piu bel
spettaculo che alcun degli altri.
Citazione da "Il Cortegiano" di B. di Castiglione
- Segnalato da Franco Lupi