Il
maschio della specie Homo Sapiens subisce durante la sua vita
un processo di affinamento non dissimile da quello dei grandi
vini rossi che evolvono da un liquido spigoloso e chiuso, quasi
rustico nei suoi gusti ed aromi, per trasformarsi in una bevanda
armonica e di straordinaria eleganza. Analogamente il passare
degli anni induce il fisico maschile a smussare alcune delle
sue asperità, come un eccesso di inestetici muscoli o
di capelli sulla sommità del cranio, per acquisire una
maggiore rotondità e una folta vegetazione pilifera dove
veramente serve, come nelle orecchie o sulla schiena. Purtroppo
i soggetti di questo meraviglioso processo evolutivo sono a
volte tentati dall’idea perniciosa di contrapporvisi,
se non addirittura di rovesciarlo. Sarebbe come se l’orribile
bruco lottasse strenuamente per restare tale invece di assecondare
la natura e trasformarsi in meravigliosa farfalla. Mi riferisco,
tanto per essere più chiaro, al demone dell’attività
sportiva che a volte canta la sua canzone ingannatrice agli
uomini di mezza età. Sfortunatamente questa canzone viene
ripresa ed amplificata dall’ambiente circostante. Mogli
e figli subdolamente prospettano al malcapitato di abbandonare
una stazza maestosa e autorevole, conquistata grazie alla vittoria
in durissime battaglie caloriche, a favore di morfologie normalmente
associate ai ballerini di danza moderna. I media naturalmente
cavalcano la tigre e le loro sirene incantatrici inneggiano
a vitini da vespa e capigliature da cantante rock. E’
una palese falsità. Chi mai si affiderebbe a un avvocato
o a un chirurgo che sembra un protagonista di una soap opera
? Chi salirebbe volentieri su
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un
aereo pilotato da uno dei cantanti idolatrati dai nostri figli?
Chi investirebbe in una società di assicurazioni amministrata
da un mediano di serie A? Il maschio asciutto e muscoloso nella
nostra iconografia è associato al milite eroico, ma non
necessariamente intelligentissimo, che mena le mani all’impazzata
in prima fila e non al saggio generale che al sicuro nel posto
di comando prospetta le geniali strategie che permetteranno
di sgominare il nemico. Se questo generale decidesse una mattina
di indossare una tuta da ginnastica color kiwi radioattivo,
una fascia in testa e un walkman e si mettesse a fare jogging
di fronte alle truppe, non troverebbe più nessuno disposto
a farsi massacrare in trincea. L’altro giorno ho rivisto
un episodio dei telefilm di Superman (che allora si chiamava
ancora autarchicamente Nembo Kid) degli anni sessanta. Il supereroe,
per gli standard moderni, era un ciccione ! Altro che bicipiti
scolpiti e addominali in evidenza, era un signore di età
non più giovane, palesemente a disagio quando doveva
abbandonare la rassicurante giacca di Clark Kent per indossare
la ridicola tutina blu, che volava in modo dignitoso senza esibire
grossi sforzi di fatica. Se gli avessero messo in mano un Martini
sarebbe potuto passare per un passeggero di business class che
ha deciso di fare a meno dell’aereomobile.
Lo sventurato quaranta-cinquantenne che decide di sovvertire
l’ordine naturale delle cose, si lancia nello sport. Le
scelte a disposizione sono le seguenti.
Tennis e calcetto. Due attività apparentemente dissimili
ma in realtà accomunate dagli incredibili benefici che
generano. |