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Maestri
dell'ago e del filo
Per Pasquale Sabino, sarto napoletano di lungo corso, gli uomini che rifiutano le omologazioni non spariranno mai.
La sua missione, prima di tutto, è cercare di esaurire i desideri.
[ DI GIANCARLO MARESCA - FOTO DI GIORGIO DE CAMILLIS ] |
| Nelle notti di sabato, lo spettacolo di tribù giovanili all’abbeverata davanti ai loro locali è decisamente pittoresco. In genere le femmine si mantengono all’esterno del branco, appoggiate a muri, auto o motorini. I maschi, più mobili, entrano ed escono come api da un alveare. Si guardano continuamente intorno, motteggiano, talvolta emettono richiami incomprensibili. E’ lecito immaginarli impegnati in quella che, pur restandolo talvolta per sempre, nella prima età riproduttiva è fisiologicamente la principale attività della nostra specie: corteggiare le ragazze. Come gli uccelli, anche i mammiferi ricorrono per questi rituali ad una livrea che ne metta in evidenza le |
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In vista di un’emarginazione che la riduca agli ambienti di lavoro e poi alla cerimonia, come fu per le code, la giacca si è presentata nella versione meno apparecchiata di tutte. Mancandogli strumenti per la comprensione dei vecchi codici estetici, un nuovo uomo cercava una nuova leggerezza per allontanare un’immagine che, divenuta illeggibile ai più, cominciava ad apparire fissa fino alla rigidità. Nel viaggio attraverso la grande sartoria espressa dai membri della Camera Internazionale, la tappa di questo mese ci porta proprio a Napoli, dove di leggerezza si trovano preziose miniere. Tra queste, quella di Pasquale Sabino, che ha una |
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| doti. Corna per i cervi, criniere per i leoni,giubbini firmati per gli umani. L’osservazione della vita in questi ambienti selvatici è di grande interesse per lo studioso. Poiché siamo all’aperto, in assenza di riscaldamento artificiale, si può innanzitutto riscontrare come le nuove generazioni, certo in seguito a mutazioni nella circolazione sanguigna superficiale, non abbiano più freddo. Fatta eccezione per qualche cappellino a visiera, che rappresenta un paramento e non un riparo, mani e capo sono lasciati allo scoperto anche in inverno. Le femmine espongono larghe aree del ventre e del fondoschiena, ignorando le temperature rigide. Già per le loro nonne simili prestazioni sarebbero state inconcepibili, il che ci porta a pensare che l’evoluzione delle specie non sia per forza lenta come pensavano i primi darwiniani, ma possa accelerare bruscamente. Il fenomeno non coinvolge solo la razza umana. Molti avranno riscontrato come le zanzare, che da sempre scomparivano ai primi rigori, negli ultimi due anni abbiano nettamente prolungato la loro attività. Nelle mie osservazioni di naturalista in erba ho registrato numerose punture a Dicembre e l’ultima addirittura in Febbraio. Ma torniamo a noi, passando dall’evoluzione biologica a quella nei comportamenti. Dopo secoli di amore per la lana, questo vello che ha accompagnato l’uomo così a lungo indietreggia nei confronti delle fibre artificiali. Ma soprattutto, la diminuita percezione del freddo spinge ad un massiccio passaggio al cotone, lasciando alla lana solo la maglieria. E’ evidente infine che proprio quando si vuole far impressione sul proprio sesso ed attirare quello opposto, cioè in occasione del corteggiamento, la tradizionale giacca sia stata completamente sostituita da altri capi. Anche se stiamo parlando esclusivamente di giovani, la tendenza è estremamente significativa ed è già sufficiente a spiegare alcuni misteri della storia dello stile, ad esempio il perentorio successo della giacca napoletana nell’ultimo decennio. |
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megasartoria in Casalnuovo, con salotto per la scelta tessuti e sala prove degne di un cinque stelle, ma ha avuto per anni uno show room all’angolo tra Via Domenico Morelli e Piazza dei Martiri. Ora ha migliorato questa presenza in centro con un gran locale nella spettacolare sede del consorzio Primopiano Italia, al primo piano di Palazzo Calabritto. Pasquale Sabino ha poco più di sessant’anni, ma può contare su un bagaglio di esperienza assolutamente eccezionale. Conoscevo già piuttosto bene la sua opera, a cominciare dalle giacche-pullover che fu il primo al mondo ed il migliore a realizzare. Intervistandolo, emergono con semplicità e potenza le passioni del gioco, dei motori, insomma quei tratti che sono sommersi in molti ed emergono distintamente in pochi, disegnando allora i tratti di grandi personalità. Sarto per vocazione, pioniere per temperamento, ha valicato tra i primi tutte le frontiere stilistiche, geografiche e organizzative, riassumendo nella sua storia personale quella della sartoria al passaggio tra i due millenni. A diciotto anni era già indipendente, con una sartoria tutta sua in Vico Lungo Gelso, asse mediano dei Quartieri Spagnoli. Il suo maestro fu uno e grandissimo, Angelo Blasi, di cui non manca di segnalare l’importanza nella propria formazione. “Quando ero apprendista, le dimensioni delle sartorie erano impressionanti. Da Blasi lavoravamo in settanta e più persone. Era un sergente di ferro, ma con doti da generale ed idee chiarissime sia sullo stile che sull’organizzazione. Ogni dettaglio veniva completato internamente, senza dar fuori un capo nemmeno per le asole. Pur utilizzando maestranze e tecniche napoletane, infondeva alla sua giacca un sapore internazionale, che si rivelò un fattore di successo. Formava all’interno ogni operaio, per ottenere una perfetta compatibilità tra le diverse mani e stabilizzare così lo stile del prodotto. Si lavoravano capi di ogni genere, dalle giacche da caccia a quelle militari, dalle mantelle ai frac. |
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LO SHOW ROOM DI PASQUALE SABINO E' IN PIAZZA DEI MARTIRI 30, A NAPOLI (TEL. 081.2481151).
LA SUA SARTORIA, INVECE, SI TROVA IN VIA NAPOLI 131, CASALNUOVO (NA), TEL. 081.8422724.
A 18 ANNI IL MAESTRO ERA GIA' TITOLARE DI UNA BOTTEGA IN VICO LUNGO DEL GELSO, NEI QUARTIERI SPAGNOLI. |
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