Maestri dell'ago e del filo
Prima la scuola napoletana, poi quella romana: un mix di principi che Giovanni Celentano ha fatto proprio.
Così, ogni suo capo esprime l'unicità del prodotto artigianale. Dove l'ultima parola spetta al cliente.

[ DI GIANCARLO MARESCA - FOTO DI GIORGIO DE CAMILLIS ]
La sartoria di Giovanni Celentano è decisamente tagliata su misura per lui: semplice ed accogliente, eppure in qualche modo memorabile. Nel salone dove riceve e prova, ogni dettaglio, dalla tappezzeria al mobilio, dalle lampade ai posacenere, risponde ad un gusto omogeneo e sicuro. Il posto d’onore è riservato ad una foto della regina Elisabetta II, omaggio alle radici della nostra cultura estetica. Silenziosa, ma non muta, essa rivela con l’eloquenza contatto con i gusti e le esigenze di un pubblico sofisticato di attori come Tieri e Fantoni, ma anche di conoscere l’opera di altri grandi protagonisti di quel periodo, in particolare Giuliano, Caraceni e Litrico. Negli anni settanta, che ricorda come il periodo più buio per la sartoria, decide comunque che è tempo di mettersi in proprio ed apre a ventisei anni la sua prima sartoria in Piazza Bologna. Dopo una decina d’anni, lascia la bottega fronte strada per stabilirsi
del simbolo come la bellezza senza tradizione non abbia autorità. Accanto e sulle altre pareti, si indugia a lungo e volentieri nell’ammirare una piccola selezione di foto di grandi eleganti del passato e figurini attuali, realizzati su sua richiesta da artisti specializzati. In tutto si legge un sereno, spontaneo dominio delle strutture dell’immaginazione maschile, frutto di una sensibilità affinata attraverso l’esperienza e la frequentazione di una clientela competente.
Il maestro, che ha sessantatre anni, è originario di Vico Equense. Nel paese natio fu a bottega con Salvatore Cuomo e poi per tre anni apprendista di Alberto Cocurullo, nella vicina Sorrento. Io che sono nato ed ho vissuto a lungo da quelle parti, ricordo ancora l’eco di questi nomi leggendari e di altri ancora, come quei fratelli Di Maio che avevano il laboratorio presso la Villa Comunale. La natura di questi luoghi privilegiati dal turismo inglese, insieme ad una committenza locale molto esigente, avevano reso la scuola sorrentina di quegli anni una palestra importante, laboriosa, concreta e con una certa austera individualità rispetto all’impostazione napoletana. A diciotto anni Celentano lascia la penisola per Roma, dove frequenta la scuola di taglio di Franco Caraceni e lavora alcuni anni in Via della Vite, con Paolo Di Caro.
Questo laboratorio gli offre la possibilità di entrare a
  definitivamente nell’appartamento al quarto piano di Via Vallarsa n. 13.Gli chiedo innanzitutto quali influenze abbia maggiormente avvertito in una formazione che, partita dalla matrice napoletana, si è completata nell’influsso internazionale di una Roma ancora nel pieno splendore del suo magistero sartoriale. “In realtà non ho mai abbandonato i principi fondamentali dell’estetica partenopea, la preferenza per una giacca morbida e ben appoggiata sulle spalle, con maniche importanti e ben sagomate. Spinto da una clientela appassionata, ho man mano apprezzato anche lo stile inglese e certamente ne sono stato influenzato quanto a certi particolari. I quattro bottoni alla manica che si coprono a tegola, i pantaloni a vita tendenzialmente alta, comodi al cavallo e con tasche tagliate a filo, vengono probabilmente da Londra, ma si armonizzano benissimo con la mia idea dell’abbigliamento maschile. Amo curare il dettaglio, perché il cliente di sartoria ha modo e tempo di apprezzarlo e, prima di ogni altra considerazione, ha diritto a ricevere un capo che esprima l’unicità e la dedizione proprie del prodotto artigianale. Mi piace che i passanti siano ricchi, che anche i pantaloni abbiano travetti e impunture lì dove la tradizione li richiede. Curo meticolosamente l’applicazione delle fodere, perché in una giacca di sartoria dovranno lavorare sino a consumarsi, ma senza mai scucirsi.
 
LA SARTORIA DI GIOVANNI CELENTANO (SOPRA) E' A ROMA IN UN APPARTAMENTO AL QUARTO PIANO DI VIA
VALLARSA 13 (TEL. 06.8181909). DOPO AVER IMPARATO IL MESTIERE DI BOTTEGA, PRIMA A VICO EQUENSE (NA),
SUO PAESE NATIO, E POI A SORRENTO, IL MAESTRO SI TRASFERISCE NELLA CAPITALE A 18 ANNI.
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