Maestri dell'ago e del filo
Luigi Gallo è reduce da una "missione diplomatica" in Inghilterra, dove ha scoperto (con orgoglio)
che le migliori stoffe made in Italy sono considerate il massimo della raffinatezza

[ DI GIANCARLO MARESCA - FOTO DI GIORGIO DE CAMILLIS ]
Partimmo qui da Via Flavia esattamente due anni fa, parlando della Camera Europea dell’Alta Sartoria e dei suoi scopi. Da allora abbiamo fatto visita ad altri venti soci della Camera, raccogliendo da ciascun Maestro esperienze personali, concezioni stilistiche, ma anche molte di quelle idee sul destino della sartoria che ritroviamo nei programmi di questo organismo. Torno ora dal Presidente Luigi Gallo, appena rientrato da una “missione diplomatica” in Inghilterra. Ne conosco ormai la concretezza nel procedere ai progetti più realizzabili mentre lavora ai più importanti; l’abilità nel coinvolgere e valorizzare gli altri; la capacità di gestire i rapporti soprattutto con gli interlocutori più difficili: gli stessi sarti. Mi auguro che alla ripresa in termini di domanda segua per la sartoria un affrancamento consono all’autorità del settore ed all’autonomia rispetto a insieme uomini, i risultati sono sempre un po’ diversi da quelli programmati. Dopo circa tre anni, che identità ha assunto la Camera?
In genere, quando si parla di enti, ci si aspetta di trovarsi di fronte alla solita rete per pescare denaro pubblico, alla premiata rivendita di aria fritta in stile “salveremo il mondo”, ad organizzazioni che fanno della solidarietà una professione, a carrozzoni che consumano cento per spostarsi di uno o, nel migliore dei casi, ad associazioni con fini esterni a se stesse, umanitari o di ricerca. La Camera Europea dell’Alta Sartoria ha invece un impianto rigido nelle regole e chiaro nella gestione, teso a dare risultati concreti ai suoi soci in particolare ed alla categoria in generale. Nati con risorse proprie, l’efficienza pratica richiede senz’altro l’aggregazione di altre forze, ma noi teniamo ben distinte quelle imprenditoriali da quelle
quel mondo industriale che cerca di mimetizzarsi con essa per meglio predarla. Se questo risorgimento si verificherà, è molto probabile che Luigi Gallo sia il suo Mazzini e la Camera la sua Giovane Italia. Sembra che restino liberi un posto da Cavour ed uno da Garibaldi, ma staremo a vedere. Mentre lo intervisto, il Maestro termina la lavorazione di un tight. L’occhio ne controlla gli appiombi, le mani ne saggiano le spalle. Dopo ore di lavoro solo per la stiratura finale, il capo va sul manichino. L’abbraccio anteriore appare ampio, netto, senza alcun cedimento. Il petto sfugge in alto filante, sonoro, mentre il dietro scende imponente fino alla vita, lì dove sono i bottoni, per poi disperdersi nella liquida cascata delle code. La difficoltà stilistica del morning dress è nel conferire un’impressione di solennità dinamica. Bisogna insomma che sia bello come un transatlantico, non come una montagna. Sono cose in cui non si improvvisa, sensibilità e segreti che appartengono ad un magistero che si trasmette solo nelle grandi sartorie.

Maestro, delle Sue capacità come sarto sappiamo molto, ora ci parli un po’ come Presidente. Quando si mettono
  sociali. Per le operazioni con risvolti commerciali o d’immagine contiamo su partner privati. Stiamo sollecitando anche la Pubblica Amministrazione, ma solo perché intervenga nelle operazioni a ricaduta sociale. Sin dall’inizio non ci siamo limitati a propagandare finti problemi, a piangerci sopra finte lacrime e intraprendere finte soluzioni. Cerchiamo di individuare i veri problemi. Comprenderne l’esistenza e la natura è il primo passo per risolverli, ma non sempre il più facile. Il nodo più evidente è la mancanza di mano d’opera specializzata, ma come mai in pochi si avvicinano ad un mestiere così gratificante? Da un lato mancano scuole e su questo stiamo lavorando sin dal primo giorno. Ma anche la scuola potrebbe restare vuota o risultare un’area di parcheggio, se gli apprendisti sono poco motivati da un inserimento incerto. E’ indispensabile invece che il futuro sia chiaro, sia dal punto di vista economico che sociale e professionale. Noi sarti dobbiamo denunciare una mancanza storica, quella di aver utilizzato tanta mano d’opera casalinga da dare la sensazione di un’attività instabile. Oggi la tendenza si sta invertendo ed ancor più vorremmo spingerci tutti, o almeno i più consapevoli, verso chiarezza e centralità dei rapporti coi dipendenti, in linea
 
IL LABORATORIO DI LUIGI GALLO HA SEDE AL NUMERO 45 DI VIA FLAVIA, A ROMA (TELEFONO 06.4818650).
IN ALTO, UN RITRATTO DEL MAESTRO, CHE PRESIEDE LA CAMERA EUROPEA DELL'ALTA SARTORIA, SODALIZIO
IMPEGNATO, TRA L'ALTRO, A PROMUOVERE LA NASCITA DI NUOVE SCUOLE PROFESSIONALI.
1, 2  Successiva »